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Effetto serra, le conseguenze del riscaldamento globale

Parmitano: il nemico numero uno è il riscaldamento globale

5' di lettura

Fenomeni atmosferici estremi, perdita della biodiversità, migrazioni, problemi sanitari. Gli effetti del riscaldamento globale in base agli scenari prospettati dagli scienziati

Il riscaldamento globale causato dall’effetto serra è già tra noi, sta già accadendo e i suoi effetti iniziano a farsi, sensibilmente, notare. Fenomeni naturali di intensità sempre più estrema, temperature globali in innalzamento, ecosistemi gravemente minacciati, la biodiversità del pianeta messa a repentaglio, zone densamente abitate dall’uomo che devono fare i conti con l’innalzamento delle acque o con la siccità. Gli effetti sono tanti e nefasti, e saranno ancora peggiori nell’immediato futuro, anche in base alle più ottimistiche previsioni. Mettiamo un po’ di ordine e vediamo quali sono le conseguenze più importanti del riscaldamento globale causato dall’attività umana entro fine secolo.

Gli scenari: da 1,5 a 2 gradi in più

Ad anticipare il prossimo futuro provvede, con dovizia di analisi e dati, l’International Panel on Climate Change (IPCC), agenzia delle Nazioni Unite preposta alla crisi da riscaldamento globale. Due gli scenari che i ricercatori prospettano in base al reale aumento della temperatura globale entro il 2100. Il calcolo viene fatto a partire dalla rivoluzione industriale, e quindi dalla seconda metà del diciannovesimo secolo. Nella prima ipotesi la temperatura dal 1850 al 2100 aumenterà di un grado e mezzo. Nel 2017 si stima che l’aumento sia arrivato a un grado, quindi nei prossimi ottant’anni i termometri dovrebbero registrare temperature che crescono ‘solo’ di 0,5 gradi. È considerata una previsione ottimistica, la cosiddetta ipotesi “1,5 gradi”. L’ipotesi peggiore è che entro fine secolo la temperatura aumenti ancora di un grado, forse anche di più, portando il totale dal 1850 al 2100 a due gradi di incremento. È questa lo scenario dei “2 gradi”. 

Eventi atmosferici

Lo scenario meno disperante prevede che vengano rispettati senza deroghe gli accordi sottoscritti a Parigi nel 2015, e anche se così fosse ci aspettano comunque decenni di innalzamento delle temperature, dato che il processo è ormai irreversibile e si discute solo in quale misura mitigarlo. Le conseguenze previste sono le seguenti.

Uno dei primi effetti del global warming, forse il più visibile, è rappresentato dall’estremizzarsi di alcuni fenomeni atmosferici. IPCC cita espressamente l’intensificarsi dei cicloni tropicali e la nascita di cicloni anche in mari dove non ce ne sono mai stati, ad esempio il Mediterraneo. Per l’emisfero settentrionale è previsto anche un aumento delle precipitazioni e soprattutto della violenza delle stesse, che causeranno alluvioni ed esondazioni. Aumenteranno anche le ondate di caldo e le siccità, e anche questi cambiamenti ci interessano da vicino.

Gli oceani

Sono proprio i mari e gli oceani il teatro di un altro dei fenomeni più visibili, l’innalzamento del livello delle acque. È causato fondamentalmente dallo scioglimento dei ghiacci ai poli e quantificato da IPCC tra i 30 e i 60 centimetri in media. Il che significa che alcune località ne saranno toccate più di altre.   

Fenomeno meno visibile ma non meno preoccupante è l’acidificazione degli oceani. Questa è dovuta all’azione che l’eccesso di anidride carbonica in atmosfera esercita sulle acque. Circa un quarto della CO2 finisce negli Oceani, dove di trasforma in acido carbonico, che abbassa il Ph del mare. L’acidificazione comporta gravi conseguenze per molte specie marine, a iniziare dai coralli e dall’habitat che questi creano. Le trasformazioni chimiche, unite all’aumento delle temperature delle acque, inciderà anche sulle correnti oceaniche, anche se i modelli predittivi non sono in questo caso così facilmente realizzabili e quindi le previsioni IPCC non sono in questo caso quantificate.

Biodiversità

A soffrire le conseguenze dell’innalzamento delle temperature dovute all’effetto serra causato dall’uomo saranno anche gli animali. Gli habitat ideali per la sopravvivenza delle diverse specie si modificheranno con conseguente migrazione verso aree del pianeta più fresche. Sia in terra che in acqua. Le popolazioni di molte specie animali e vegetali subiranno una drastica riduzione, molte corrono il serio pericolo di estinguersi. Molte a dire il vero si sono già estinte, dato che siamo in quella che viene considerata la sesta estinzione di massa della Terra.

Conseguenze economiche

L’impatto sull’economia non tarderà a farsi sentire. La produzione agricola faticherà a contrastare le siccità, i parassiti e le alluvioni. L’acqua potabile diventerà risorsa sempre più preziosa. Alcune aree densamente popolate - sulle rive di estuari e quelle affacciate sul mare - dovranno fare i conti regolarmente con allagamenti e alluvioni. Molti saranno costretti a migrare. La stima dell’impatto sull’attività economico è difficile da fare, sono troppe le variabili da tenere in considerazione. Ci ha provato un report redatto da alcune agenzie federali Usa, che ha quantificato il peso del riscaldamento globale sull’economia statunitense in circa il 10 per cento del PIL

Conseguenze sanitarie

Il surriscaldamento comporterà anche peggiori condizioni per la vita dell’uomo. Che si traducono in aumentata mortalità e morbosità delle malattie. La tropicalizzazione delle aree temperate, come il sud Europa, faciliterà la migrazione di insetti portatori di infezioni che avevamo debellato da tempo come la malaria, e che non abbiamo mai conosciuto come la febbre gialla, la Dengue e il virus zika.

Peggior scenario

Non che si possa stare allegri immaginando l’ipotesi migliore formulata dall’IPCC, ma lo scenario dei 2 gradi prefigura un futuro ancora più drammatico. A livello locale l’innalzamento della temperatura potrà arrivare a 4 o anche 6 gradi (i 2 gradi di aumento sono infatti sempre considerati a livello di media globale). Gli oceani si innalzeranno di altri dieci o venti centimetri. I cicloni tropicali e i monsoni ancora più intensi e distruttivi. Le siccità più estreme. Il polo nord in estate sarà completamente sciolto, molti habitat, tra cui quello alpino, scompariranno. Il Mediterraneo convivrà con siccità e cicloni, molte più specie animali e vegetali scompariranno non riuscendo ad adattarsi a un pianeta bollente. Purtroppo lo scenario 2 gradi non è così remoto quanto ci piacerebbe. I dati relativi al rilascio di CO2 in atmosfera degli ultimi anni non lasciano ben sperare

Per restare nel pur spaventoso scenario migliore, serve un drastico cambiamento nelle politiche globali.

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