Col riscaldamento globale temporali e alluvioni più forti

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Uno studio sul Nord America mette in guardia sul rischio di "fiumi" di pioggia e su alluvioni sempre più forti. Disastri come quelli in Louisiana l'anno scorso e a Houston, in Texas, quest'anno potrebbero essere non solo più frequenti ma anche peggiori

Senza un freno al riscaldamento globale il Nord America rischia di dover affrontare maxi tempeste estive sempre più estese e intense, potenziale causa di alluvioni disastrose come quelle che hanno messo in ginocchio la Louisiana l'anno scorso o Houston, in Texas, quest'estate. Il quadro, non incoraggiante, arriva da un complesso studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

Rischio da maxi sistemi temporaleschi

La ricerca è stata condotta dal Centro nazionale per la ricerca atmosferica di Boulder, Colorado. Per capire cosa accadrà se le emissioni di gas serra continueranno senza sosta, contribuendo al "global warming", gli scienziati hanno sfruttato avanzati algoritmi e simulato con modelli matematici lo sviluppo su tutto il Nord America dei cosiddetti "sistemi convettivi a mesoscala". Si tratta di sistemi temporaleschi che si estendono per decine o centinaia di chilometri e che possono imperversare per ore su alcune zone causando nubifragi, alluvioni lampo, forti venti, grandine e flussi di detriti. Le persistenti tempeste su Houston quest'estate sulla scia dell'uragano Harvey sono state un esempio di sistema a mesoscala insolitamente potente e longevo. Su fenomeni di questo tipo, spiegano i ricercatori, il riscaldamento della Terra ha un peso non indifferente: l'atmosfera più calda riesce infatti a trattenere più acqua e quindi a generare piogge più abbondanti.

Gli effetti del "global warming"

Dallo studio è emerso che con l'avanzare del riscaldamento globale i sistemi temporaleschi a mesoscala nel Nord America potrebbero triplicare la loro frequenza entro la fine del secolo, arrivando a rovesciare fino all'80% di acqua in più sulle aree colpite. Letteralmente, per gli scienziati, dal cielo scenderanno "fiumi" di pioggia. Gli effetti più evidenti saranno sulle inondazioni attese, che non riguarderanno solo parti di città ma intere aree metropolitane e considerevoli porzioni di Stati. Insomma, spiega Andreas Prein, autore principale della ricerca, "ciò significa che dovremo affrontare un rischio di alluvioni più elevato di quanto finora previsto". Per non parlare delle infrastrutture esistenti che a detta degli scienziati "non sono state concepite" per resistere a fenomeni di tale portata.

Sei volte l'Hudson su New York

I rischi sono maggiori su aree più densamente popolate, come quelle della costa orientale americana. Su una metropoli come New York, ad esempio, lo studio indica che i maxi sistemi temporaleschi potrebbero rovesciare fino al 60% in più di acqua rispetto ad analoghi fenomeni odierni. Quanto sei volte la portata annuale del fiume Hudson. Le conseguenze per l'uomo e per l'economia sono potenzialmente disastrose. Secondo le stime citate dai ricercatori solo negli Stati Uniti i disastri causati da temporali e inondazioni costano in media 20 miliardi di dollari all'anno.

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