Milano Fashion week: la moda si veste di valori

Ambiente
Chiara Puglisi

Chiara Puglisi

Ai Chiostri di San Barnaba Camera Showroom Milano ha organizzato il secondo evento CSM Meets Sustainability, uno degli appuntamenti di rilievo dell’associazione, un momento di incontro per i brand sostenibili

Il tema della sostenibilità ambientale e dell’approccio green rappresenta da sempre un valore fondante per Camera Showroom Milano, che lo ha scelto come segno distintivo attraverso cui promuovere nel mondo il proprio “Made in Italy”.  È per questo che Camera Showroom Milano ha scelto di sostenere C.L.A.S.S. (Creativity Lifestyle And Sustainable Synergy), Eco Hub internazionale con sede a Milano che, dal 2007, promuove una moda di nuova generazione, dove design, innovazione, comunicazione e responsabilità si integrano per costruire un modello di business consapevole e competitivo, capace di generare valore economico e sociale. C.L.A.S.S. affianca l’intera filiera produttiva con l’obiettivo di attivare un cambiamento sistemico, creando valori in grado di dialogare in modo diretto e trasparente con il consumatore contemporaneo. Attraverso questa iniziativa, CSM intende mettere in luce – soprattutto agli ospiti internazionali – le aziende già presenti nei propri showroom che dimostrano una particolare sensibilità verso l’eco-sostenibilità. 

Perché essere partner

Per farci spiegare quanto siano importanti questi appuntamenti, soprattutto durante le settimane più calde della moda milanese, abbiamo intervistato Mauro Galligari, Direttore della comunicazione di CSM. Mauro perché la partnership con Giusy Bettoni e la sua campagna “Inside out – La fiducia è il nuovo lusso”?

“Il messaggio di Inside out è molto chiaro, attraverso questa campagna si danno al consumatore dei riferimenti molto chiari. È questa è la cosa che mi ha affascinato. Per Camera Showroom il concetto di sostenibilità è stato subito chiaro perché noi rappresentiamo le piccole e medie imprese che hanno più possibilità oggi di creare un progetto sostenibile. Prodotti sostenibili che possono arrivare a un pubblico più giovane perché hanno dei prezzi più democratici”.

 

Quanto il consumatore è pronto a questo nuovo processo della moda, a questi nuovi progetti sostenibili?

 

“Intanto la prima regola di Camera Showroom è quella di insegnare sia al retail che al consumatore di andare a guardare le etichette, la composizione, capire se un capo è composto da fibre pure o miste, perché certamente le fibre miste sono molto più inquinanti e non si possono riciclare. Tutti noi stiamo aspettando questa famosa tracciabilità ma al momento c’è tanta confusione visto che ci confrontiamo con oltre 200 certificazioni, ci sarebbe da mettere ordine. Io credo - per rispondere alla tua domanda - che i giovani siano i più attenti a questi temi anche se in questo preciso momento, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, si sta creando un cortocircuito. Da una parte sono tutti attenti alla sostenibilità e all’ambiente, dall’altra comprano la fast fashion, è veramente un cortocircuito tra quello che si è intenzionati a fare e quello che poi si fa, perché si ritrovano a comprare capi a prezzi bassissimi”

 

Come si può intervenire per superare questo cortocircuito?

 

“La nostra bandiera green è: compra meno ma compra meglio. Però il nostro mondo della moda oggi produce troppo, troppi vestiti, troppi campionari e non ne abbiamo bisogno, abbiamo gli armadi pieni. So che è strano detto da me che ho uno showroom e che devo vendere ma ne sono consapevole. Esiste un prezzo reale: se io produco una camicia di popeline bianco che costa 12 euro al metro, altezza 140 più tutti i rincari dell’azienda, più le agenzie, i ricarichi del negozio, questa camicia deve andare in vetrina a 110 euro, se questa camicia la trovi a 20/30 euro così come a 500/600 euro vuol dire che è successo qualcosa di immorale, di non etico! Ogni cosa ha un suo prezzo. Però perché trovi prezzi così bassi? Perché magari sono prodotti all’estero o vengono utilizzati tessuti cinesi importati dai cinesi di Prato che hanno le Srl italiane, d’altra parte anche le grandi maison devono vendere a prezzi alti perché devono tenere sù tutto quel colosso. Ma c’è un prezzo vero, reale e a quello bisogna tornare. Come risolvere dunque il problema dell’economia generale? Prima avevamo la medio-borghesia che era il nostro scheletro, la nostra struttura, di questa il 10% si sta arricchendo, il 90% impoverendo ma il 10% non compra e non spende come gli altri ma molto meno, da cui scaturisce una crisi di tutta la filiera. Come risolvere? innanzitutto devono finire tutti i conflitti, tutte le guerre”

 

E per concludere?

 

“Questi eventi per me sono come dei figli durante la fashion week, io dico sempre se tra tutti quelli che partecipano ai miei eventi anche solo due persone dopo saranno più attenti a fare scelte più consapevoli, io ho raggiunto l’obiettivo!”

Inside out, il progetto

Il 25 novembre C.L.A.S.S. Eco Hub ha lanciato la campagna “Inside out – La fiducia è il nuovo lusso”, una campagna sociale nata per sensibilizzare, informare e promuovere una nuova cultura della moda fondata su valori misurabili e qualità autentica. Una visione che risponde alle richieste sempre più consapevoli dei consumatori globali e alle profonde trasformazioni del mercato fashion. La campagna Inside Out by C.L.A.S.S. rende infatti visibili i valori invisibili a prima vista, ma che definiscono il vero significato di qualità: il legame con i territori, la cultura del saper fare, la trasparenza, la tracciabilità, l’etica, la responsabilità sociale e ambientale. Per consolidare e ampliare la diffusione del progetto, Inside Out ha sviluppato diversi format: divulgazione del sistema di valori all’interno di eventi e momenti informativi promossi da patrocinatori e Ambassador, presentazione del Decalogo in altre città italiane e internazionali, progetti su misura con partner strategici, una campagna di adesione strutturata – a partire dal secondo semestre – per coinvolgere cittadini, aziende e istituzioni in un percorso condiviso verso una moda più autentica, trasparente e responsabile

I risultati dei primi tre mesi

Tra novembre 2025 e gennaio 2026, Inside Out è stato al centro di una campagna digitale su Meta, con l’obiettivo di diffondere i 10 valori e aumentare la consapevolezza del grande pubblico sui temi della moda responsabile. L’iniziativa ha raggiunto 3,36 milioni di utenti, generando 6,54 milioni di impression tra Instagram e Facebook: un risultato significativo che ha portato i 10 valori di InsideOut a milioni di italiani, rafforzando la visibilità della campagna. La campagna si inserisce in una strategia più ampia che punta sensibilizzare i consumatori su trasparenza, etica, tracciabilità e sostenibilità, valorizzare le aziende che integrano valori misurabili nei propri modelli produttivi, rafforzare una comunicazione condivisa lungo l’intera filiera, sviluppare contenuti editoriali e strumenti educativi di qualità, rendere concreti i valori dichiarati attraverso dati, report e certificazioni verificabili.

 

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