Roma chiama l'Artico: al CNR vertice globale sul Polo Nord
Ambiente
Roma guarda al Nord e per due giorni diventa capitale mondiale del dialogo polare. Il 3 e 4 marzo la città ospita il “Rome Forum – Polar dialogue”, tappa italiana dell’Arctic Circle, la principale rete internazionale dedicata alle regioni artiche
Per la prima volta il Forum approda in Italia e lo fa nel cuore della ricerca scientifica nazionale: al CNR, il Consiglio nazionale delle ricerche. Un passaggio simbolico e politico. Roma, città mediterranea per definizione, si candida a punto di riferimento per lo studio dei ghiacci e per la diplomazia scientifica globale.
L’Artico al centro del mondo
Il Forum riunirà esperti e decisori da oltre 35 Paesi. Oltre 300 tra ministri, scienziati, rappresentanti delle comunità indigene, forze armate, imprese e società civile. Un numero triplo rispetto alle edizioni precedenti. Negli anni passati il Forum è stato ospitato soprattutto nei Paesi del Nord: Groenlandia, Canada, Alaska e Scozia. Ora arriva a Roma in una fase in cui l’Artico non è più solo una questione ambientale, ma un nodo geopolitico cruciale. La scienza come leva geopolitica; i dati come strumento di conoscenza e di potere; la cooperazione internazionale come chiave per orientarsi in un mondo che cambia. Sono i fili conduttori dell’edizione 2026.
Il Polo Nord si riscalda quattro volte più velocemente rispetto alla media globale. È un laboratorio climatico a cielo aperto, ma è anche una nuova frontiera strategica: rotte marittime emergenti, risorse minerarie, terre rare, infrastrutture critiche, sicurezza. Cinque le parole chiave attorno a cui ruoterà il confronto: scienza, diplomazia, sicurezza, formazione e ricerca.
Il ruolo dell’Italia
L’evento è organizzato dall’Arctic Circle in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Cnr, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con il coinvolgimento dei ministeri della Difesa e dell’Ambiente. La ministra Anna Maria Bernini ha definito la ricerca un «asset strategico per il futuro» e la diplomazia scientifica uno «strumento concreto di pace». L’Italia investe da cinquant’anni nelle scienze polari. È presente in Artico, Antartide e nel cosiddetto Terzo Polo himalayano. Quest’anno ricorre anche il centenario del sorvolo del Polo Nord. E la stazione artica italiana “Dirigibile Italia” alle isole Svalbard testimonia una presenza scientifica consolidata. Per il presidente del Cnr, Andrea Lenzi, «da questo confronto nascerà una linea di studio di ricerca globale sulle scienze polari». Lo slogan sintetizza l’approccio: “Science First”. La scienza come base del dialogo tra i Paesi.
I temi: governance, sicurezza, dati
Il programma è fitto. Quarantadue sessioni scientifiche parallele, selezionate su 82 proposte, affiancheranno le plenarie politiche. Sono previsti anche pre-eventi dedicati alla sicurezza e alla cooperazione artica, iniziative culturali e momenti di diplomazia scientifica. La prima giornata si aprirà con un focus sulla governance artica. Si discuterà del ruolo degli Stati osservatori, della sovranità e dei diritti dei popoli indigeni, della cooperazione scientifica europea. Nella plenaria di apertura interverranno, tra gli altri, la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al centro la strategia artica italiana ed europea e la crisi climatica accelerata. Ampio spazio sarà dedicato anche al monitoraggio ambientale. Reti di osservazione, sistemi satellitari, modellistica climatica. Osservare, misurare, prevedere. I dati alimentano le decisioni politiche e ridisegnano le strategie globali.
Ambiente, risorse, nuove rotte
La seconda giornata affronterà il tema dell’inquinamento da black carbon, dell’educazione polare e della frammentazione dell’ordine globale. Dunque si discuterà delle risorse minerarie dell’Oceano Artico, del deep-sea mining e delle nuove rotte marittime rese possibili dallo scioglimento dei ghiacci. Con un equilibrio delicato tra sviluppo economico, sicurezza energetica e tutela ambientale.
Una sessione dal titolo “Only One World” allargherà il confronto a India, America Latina e Paesi non artici. Perché l’Artico non è una regione isolata. È parte integrante del sistema climatico e geopolitico globale.