L’evento è stato organizzato dall’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile come momento di confronto tra rappresentanti delle Istituzioni, esperti e operatori qualificati su prevenzione, gestione e risposta alle emergenze ambientali
Come rendere il Pronto Intervento Ambientale più efficace nella risposta alle emergenze, per una maggiore e migliore tutela dell’ambiente, dei territori, della salute pubblica. Se ne è parlato alla Camera dei deputati nel convegno “Pronto Intervento Ambientale – Innovazione e futuro nella protezione dell’ambiente”, organizzato dall’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile.
Le ragioni del confronto
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di approfondire, attraverso il dialogo tra rappresentanti delle Istituzioni, esperti del settore e operatori qualificati, il ruolo del pronto intervento ambientale come strumento fondamentale per la tutela del territorio, analizzandone criticità e opportunità alla luce anche delle nuove sfide tecnologiche e normative. Ha aperto i lavori il presidente dell’Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile, Alessandro Colucci, dopo i saluti istituzionali del viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava, del Sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco, del senatore Etelwardo Sigismondi, membro della Commissione Ambiente del Senato. “L’Italia – ha osservato Colucci - si trova ad affrontare con sempre maggiore frequenza emergenze ambientali complesse. La risposta non può essere solo reattiva: serve un sistema predittivo, intelligente e integrato, capace di agire prima che l’emergenza si verifichi”. Oggi l’innovazione tecnologica offre strumenti concreti per costruire un modello che metta in rete tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati: Protezione civile, Vigili del Fuoco, strutture sanitarie, enti territoriali, forze dell’ordine e imprese.
Fabio Giordani: “Manca un quadro normativo di riferimento chiaro, che regoli il settore”
Fabio Giordani, esperto di gestione dei rischi ambientali e socio consigliere Alis, ha segnalato l’assenza di un sistema di regole chiaro: “Manca un quadro normativo di riferimento che regoli un settore molto importante come quello del Pronto Intervento. Basti pensare che solo per quanto riguarda i trasporti, in Italia si verificano ogni anno almeno 1.500-2.000 incidenti di mezzi pesanti con impatto sulle matrici ambientali, ed è una stima ampiamente per difetto”. E ha proseguito: “Il Pronto Intervento Ambientale riguarda in realtà ogni attività produttiva: piazzali, hub logistici, porti, interporti, cantieri. Eppure, paradossalmente gli operatori del Pronto Intervento non hanno oggi un inquadramento autorizzativo e questo significa non avere professionalità definite e definibili e, quindi, competenze e requisiti specifici. Non esiste un codice ATECO dedicato. Manca una catena di comando che raccordi pubblico e privato. C’è insomma una mancanza di norme che va colmata, perché questo vuoto non giova a nessuno”.
Ignazio Messina: “Essenziale il supporto alle amministrazioni locali”
Il Vicepresidente ANCI nazionale ha sottolineato come “in caso di eventi ambientali c’è un unico comune denominatore: l’amministratore locale che non ha gli strumenti per poter intervenire in caso di incidenti o disastri. E ciò vale ancora di più per i sindaci dei piccoli Comuni. C’è un problema serio di norme e di finanziamenti che va affrontato e occorre creare protocolli tecnici standard”.
Gli interventi
Tra gli altri relatori, sono intervenuti, Claudio Numa, Centro nazionale per le crisi e le emergenze ambientali e il danno - ISPRA; Paolo Grigioni, dirigente del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica; Paola Brambilla, coordinatrice della Sottocommissione VIA del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; Pierpaolo Gentile, Dirigente del Ministero dell'Interno-Corpo Nazionale Vigili del Fuoco - Ufficio per il contrasto al rischio NBCR; Lisa Casali, scienziata ambientale esperta di sostenibilità, manager del Consorzio Pool Ambiente; Piero Petrucco, vice presidente ANCE e presidente FIEC; Alessandro Miani, presidente della Società Italiana Medicina Ambientale – SIMA. Condiviso da tutti l'impegno a portare avanti un lavoro comune per approvare nuove norme in tempi rapidi.