Onu: nuovo picco dei gas effetto serra, concentrazione mai così alta

I TITOLI DI SKY TG24 DELLE 17 DEL 22/11

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È l'allarme lanciato dall'Onu nell'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale. Senza tagli, si avverte, "i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili". E "la finestra di opportunità per agire è quasi chiusa"

Nuovo record per la concentrazione di gas serra, senza nessun segno di inversione di tendenza. È il nuovo allarme lanciato dall'Onu, nell'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), secondo cui le concentrazioni medie di anidride carbonica a livello globale hanno raggiunto 405,5 parti per milione nel 2017, con un trend in continuo aumento (400,1 parti per milione nel 2015). Senza tagli ai gas serra, afferma sul sito il segretario generale Petteri Taalas, "i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita sulla Terra".

"La finestra di opportunità per l'azione è quasi chiusa"

Dal bollettino del Wmo emerge che anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto (N2O) sono aumentate. Non solo, esiste anche un accordo internazionale che lo regolamenta, è stata registrata una recrudescenza dell'CFC-11, potente sostanza a effetto serra e responsabile del buco dell'ozono. Dal 1990, avverte l'organizzazione, c'è stato un aumento del 41% del forzante radiativo totale, cioè dell'effetto del riscaldamento sul clima, dei gas serra a lunga vita e l'anidride carbonica incide per circa l'82%. "La finestra di opportunità per l'azione è quasi chiusa", avverte Taalas che aggiunge: "L'ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione paragonabile di CO2 era 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura era di 2-3 gradi Celsius più calda e il livello del mare era 10-20 metri più alto di adesso". I dati forniscono prove scientifiche alla relazione del Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) secondo cui la quantità di Co2 che entra nell'atmosfera deve essere uguale alla quantità che viene rimossa dai pozzi, naturali e tecnologici entro il 2050. L'obiettivo è mantenere gli aumenti di temperatura inferiori a 1,5 gradi in modo da ridurrebbe i rischi per il benessere umano, gli ecosistemi e lo sviluppo sostenibile.

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