Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
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Clima, El Niño si intensifica. Omm: “Presto intensità mai vista prima”

Ambiente
©Getty

Secondo le previsione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale il fenomeno arriverà a dominare il clima globale nel periodo tra agosto e ottobre 2026. Aumenteranno, dunque, le probabilità di temperature superiori alla norma in gran parte del mondo, e ci saranno anche cambiamenti significativi nelle precipitazioni

Il fenomeno di El Niño si sta intensificando rapidamente nel Pacifico equatoriale e, secondo l’ultimo Global Seasonal Climate Update dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), arriverà a dominare e stravolgere il clima globale tra agosto e ottobre 2026. Gli scienziati avvertono che questo specifico evento potrebbe trasformarsi in un "Super El Niño", potenzialmente uno dei più intensi mai registrati, con il rischio concreto di spingere le temperature medie globali mensili oltre la soglia critica di 2°C sopra i livelli preindustriali entro l'inizio del 2027.

Le previsioni indicano anche lo sviluppo di un Dipolo positivo dell’Oceano Indiano (Indian Ocean Dipole, IOD), ossia un fenomeno climatico caratterizzato da acque più calde del normale nella parte occidentale dell’oceano e più fredde nella parte orientale. E la combinazione tra un forte El Niño e un Dipolo positivo potrebbe amplificare gli effetti del cambiamento climatico su numerose regioni del pianeta. Tra le conseguenze c’è un aumento del rischio di siccità, piogge estreme e alluvioni, oltre a una maggiore probabilità di incendi boschivi, soprattutto nei Paesi che si affacciano sul bacino dell’Oceano Indiano. 

Guterres: "Siamo soltanto all'inizio"

“El Niño non è più solo alle nostre porte: è già entrato in casa e sta alzando la temperatura. E questo è soltanto l’inizio – ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres -. El Niño si sta rafforzando, alimentando un pianeta già in fiamme tra ondate di calore estreme, incendi devastanti e mari mai così caldi. I combustibili fossili stanno alimentando questa crisi. L’espansione di carbone, petrolio e gas deve fermarsi. Più combustibili fossili significheranno un futuro ancora più pericoloso. Se non agiamo subito, per proteggere le persone e affrontare le cause profonde della crisi, i rischi diventeranno ancora più mortali”.

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Le conseguenze per l'Italia

Ma se El Niño si intensifica, quali potrebbero essere le conseguenze per l’Italia? Sebbene il cuore dell'evento si trovi a migliaia di chilometri dall'Europa, i suoi effetti potrebbero influenzare anche il Mediterraneo, modificando l'andamento delle temperature e delle precipitazioni già a partire dal prossimo autunno. Dopo un'estate dominata da temperature elevate e da un mare particolarmente caldo, l'arrivo delle prime perturbazioni atlantiche o nord-europee potrebbe favorire contrasti termici molto accentuati. In queste situazioni aumenta la probabilità di precipitazioni intense, nubifragi, temporali autorigeneranti e locali alluvioni lampo, soprattutto nelle aree costiere e nelle regioni più esposte.

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