Brusco allargamento del buco dell’ozono in Antartide: raggiunti 25 milioni di km/q
AmbienteA settembre 2026 l’estensione ha raggiunto “circa 5 milioni di chilometri quadrati in più rispetto alla media per questo periodo”. Lo scorso anno, infatti, il dato rilevato si era mantenuto poco sopra i 20 milioni di chilometri quadrati. Come sottolineato da Copernicus, l’espansione ha coinciso con un netto calo delle temperature stratosferiche a un'altitudine di circa 20 chilometri sopra il Polo Sud
Il buco dell’ozono in Antartide torna ad allargarsi. Lo ha rilevato il programma di osservazione della Terra dell'Ue Copernicus in occasione della Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la salvaguardia dello strato di ozono. "Il buco dell'ozono antartico del 2026 si è sviluppato a un ritmo normale a partire dalla seconda metà di agosto, in linea con gli ultimi 46 anni”, ha sottolineato il Cams, il Servizio di monitoraggio dell'atmosfera di Copernicus. “L'estensione ha raggiunto i 15 milioni di chilometri quadrati (più dell'area dell'Antartide) entro la fine di agosto 2026, un po' prima rispetto alla media e in modo simile all'evoluzione del buco dell'ozono dello scorso anno, che aveva raggiunto la stessa estensione il 30 agosto 2025". Ulteriore brusco aumento nella prima metà di settembre, quando l'estensione ha raggiunto i 25 milioni di chilometri quadrati stimati il 12 settembre: ovvero, sottolinea Copernicus, “circa 5 milioni di chilometri quadrati in più rispetto alla media per questo periodo”.
Estensione record nel 2006
Il brusco aumento di questo settembre risulta anomalo: per gli esperti di Copernicus, il buco ha raggiunto una "soglia dimensionale significativa leggermente prima del solito" nel settembre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Durante la prima metà di settembre 2025, il buco dell'ozono si era infatti mantenuto poco sopra i 20 milioni di chilometri quadrati, ben al di sotto rispetto ai rilevamenti di quest’anno. I 25 milioni di chilometri quadrati appena rilevati, però, non hanno ancora superato l'estensione record registrata nel 2006, quando il buco raggiunse i 29,6 milioni di chilometri quadrati.
Cambiamento temperature tra le concause
La direttrice del Cams, Laurence Rouil, ha osservato in una nota che la "rapida crescita" di settembre è avvenuta in un momento in cui altri indicatori rimanevano vicini ai livelli medi. Di conseguenza, "altri parametri diagnostici del buco nell'ozono monitorati dal Cams (come il valore minimo della colonna di ozono all'interno dell'area definita del buco e il deficit di massa dell'ozono) sono rimasti vicini ai valori medi". Per la direttrice, "questi risultati evidenziano l'importanza di monitorare la complessa interazione tra i cambiamenti indotti dall'uomo e i fattori naturali". L'espansione di circa 10 milioni di chilometri quadrati tra la fine di agosto e la prima metà di settembre ha coinciso con un netto calo delle temperature stratosferiche, a un'altitudine di circa 20 chilometri sopra il Polo Sud.