Indicano le condizioni necessarie per garantire agli animali una vita dignitosa: dall’accesso a cibo e acqua alla libertà dal dolore, dalla paura e dal disagio, fino alla possibilità di esprimere i comportamenti propri della specie
Il 4 ottobre si celebra la Giornata mondiale degli animali. Per costruire un buon rapporti con i nostri amici domestici, non basta soltanto di assicurare cibo e riparo: il benessere animale comprende anche la possibilità di vivere senza paura, dolore e stress e di esprimere i comportamenti propri della specie. A definire alcuni dei principi ancora oggi alla base delle politiche di tutela degli animali sono le cinque libertà, formulate nel Regno Unito negli anni Sessanta a partire dal lavoro del Brambell Committee. Il modello è stato poi sviluppato e adottato come riferimento internazionale per valutare le condizioni degli animali, soprattutto negli allevamenti.
La prima è la libertà dalla fame e dalla sete. Un animale deve avere accesso a un'alimentazione adeguata, equilibrata e sufficiente e ad acqua fresca, in modo da mantenere salute e vigore. La seconda è la libertà dal disagio. Significa poter vivere in un ambiente appropriato, con un riparo e condizioni che tengano conto delle esigenze della specie: temperatura, spazio, possibilità di riposare e di muoversi. Il semplice fatto di essere nutriti, quindi, non è sufficiente a garantire il benessere.
La terza libertà riguarda l'assenza di dolore, ferite e malattie. Gli animali devono poter ricevere cure veterinarie quando necessario e devono essere adottate misure per prevenire sofferenze e condizioni patologiche. Anche le pratiche di allevamento, trasporto e gestione dovrebbero ridurre al minimo il rischio di dolore e lesioni. La quarta è la libertà dalla paura e dall'angoscia. Un ambiente può essere fisicamente adeguato ma comunque fonte di stress. Per questo il benessere comprende anche la necessità di evitare condizioni che provochino paura, sofferenza psicologica o stress prolungato.
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Infine, la quinta libertà è quella di esprimere i normali comportamenti della propria specie. Per farlo, gli animali devono avere a disposizione spazio sufficiente e condizioni ambientali adeguate, oltre alla possibilità di interagire, esplorare, giocare o svolgere altre attività naturali, a seconda della specie.
Le cinque libertà sono nate soprattutto nell'ambito della riflessione sugli animali allevati, ma il loro principio può essere applicato più in generale alla relazione tra esseri umani e animali. Cani e gatti, per esempio, non hanno bisogno soltanto di cibo, vaccinazioni e un luogo dove dormire: hanno esigenze comportamentali, sociali e ambientali che devono essere conosciute e rispettate. Negli ultimi decenni, inoltre, la ricerca scientifica sul benessere animale ha contribuito a spostare l'attenzione dalla semplice assenza di sofferenza alla possibilità di sperimentare anche esperienze positive. Il benessere, quindi, non coincide soltanto con il non stare male: comprende anche la possibilità di vivere una vita compatibile con le caratteristiche e i bisogni dell'animale.