Una delle aree più aride del pianeta è caratterizzata in alcune annate da una intensa fioritura color rosa, visibile anche dai satelliti dello spazio. E' il fenomeno del "Desierto Florido" che si è verificato nuovamente in questo 2026 in seguito a precipitazioni eccezionali durante l'inverno dell'emisfero australe
Il deserto di Atacama si estende nel Cile settentrionale, tra l'Oceano Pacifico e le Ande, in una delle regioni che ospita uno dei paesaggi più aridi della Terra. Tuttavia, in alcuni anni caratterizzati da precipitazioni insolitamente abbondanti, i semi e i bulbi rimasti dormienti nel terreno possono germogliare, ricoprendo di fiori alcune aree del deserto.
E proprio quest'anno nel 2026, il secondo consecutivo, il raro fenomeno noto localmente come "Desierto Florido" ("deserto fiorito"), si è verificato nuovamente, in seguito a precipitazioni eccezionali durante l'inverno dell'emisfero australe. Le piante chiamate geofite, conservano sotto terra organi come bulbi, tuberi e rizomi che permettono alla pianta di sopravvivere fino al ritorno di condizioni favorevoli per sbocciare di nuovo.
Le immagini di Copernicus
La fioritura è così imponente che, come si vede da queste immagini acquisite dai satelliti Copernicus Sentinel-2 il 24 settembre 2025 e il 21 settembre 2026, si nota in quella di destra (corrispondente appunto al 2026) un'abbondante vegetazione di colore rosso acceso, in netto contrasto con il paesaggio prevalentemente brullo visibile nell'immagine del 2025, a sinistra.
I dati di Copernicus Sentinel-2 supportano il monitoraggio dei cambiamenti della vegetazione e del paesaggio nel tempo e contribuiscono a documentare rari eventi ambientali, come questa fioritura del deserto.
La colorazione della fioritura è dovuta ad alcune specia particolari come le añañucas, i suspiros e la garra de león, ma soprattutto la pata de guanaco, che ha una caratteristica colorazione fucsia e appartiene alla famiglia dell montiaceae.
Fioritura anche grazie a "El Nino"
Le abbondanti piogge che si sono verificate dopo la metà di luglio 2026 sono state favorite anche dal riscaldamento provato da El Niño, un fenomeno climatico caratterizzato da acque superficiali più calde della media nel Pacifico equatoriale centrale e orientale.