El Niño, in aumento la probabilità di fenomeni meteorologici estremi

Ambiente
©Getty

A lanciare l'allarme è l'agenzia delle Nazioni Unite per il meteo e il clima: l'Organizzazione meteorologica mondiale ha dichiarato che El Nino - fenomeno climatico provocato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico - è già in atto e si rafforzerà rapidamente. In Perù dichiarato lo Stato di emergenza

Il mondo deve prepararsi al ritorno di "El Nino", che si trasformerà rapidamente in un evento di forte intensità tra luglio e settembre, aumentando la probabilità di fenomeni meteorologici estremi. A lanciare l'allarme è l'agenzia delle Nazioni Unite per il meteo e il clima: l'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) ha infatti dichiarato che El Nino è già in atto e si rafforzerà rapidamente, esortando i Paesi a prepararsi alle conseguenze.

 

Si tratta di un fenomeno climatico naturale provocato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico, che altera i regimi meteorologici in diverse aree del pianeta, causando cambiamenti a livello globale nei venti, nella pressione atmosferica e nei regimi delle precipitazioni. Si verifica tipicamente ogni due-sette anni e ha una durata compresa tra i nove e i dodici mesi. Le condizioni oscillano tra El Nino e il suo opposto, La Nina, passando attraverso fasi di neutralità.

Attesa "una rapida evoluzione"

L'aggiornamento mensile dell'OMM sul clima stagionale globale indica "una rapida evoluzione verso un forte evento di El Nino nel periodo luglio-settembre". L'agenzia ONU classifica gli eventi di El Nino come deboli, moderati, forti o molto forti; ciò significa che il fenomeno è destinato a raggiungere il terzo livello di intensità su quattro. "Nel Pacifico tropicale si sono instaurate condizioni di El Nino che, secondo le previsioni, si rafforzeranno rapidamente nei prossimi mesi, aumentando la probabilità di eventi meteorologici estremi in molte parti del mondo", ha affermato l'OMM. In particolare in Sud America El Nino può causare precipitazioni eccezionali, inondazioni e frane lungo la costa pacifica, mentre in altre regioni del mondo è associato a periodi di siccità e a ripercussioni sulla produzione agricola.

In Perù dichiarato lo stato di emergenza

Nel frattempo nei giorni scorsi in governo del Perù ha dichiarato lo stato d'emergenza in 796 distretti, pari a circa il 40% del territorio nazionale, per il rischio di forti piogge legate a El Nino. Nel decreto pubblicato il 2 luglio Lima prevede misure straordinarie per un periodo di 60 giorni. Il provvedimento, firmato dal presidente uscente José Maria Balcazar, riguarda aree considerate ad "alto" e "altissimo" rischio idrogeologico e interessa, tra le altre, le regioni di Lima, Cusco e Arequipa. Lo stato d'emergenza consentirà alle autorità di intervenire con procedure accelerate per ridurre i rischi per la popolazione e rafforzare le attività di prevenzione e risposta. Secondo il decreto, saranno i governi regionali e locali a coordinare gli interventi insieme agli organismi nazionali competenti. Le operazioni saranno finanziate con le risorse già disponibili nei bilanci delle amministrazioni coinvolte, senza ricorrere a fondi aggiuntivi del Tesoro pubblico.

Approfondimento

Troppo caldo e poca pioggia: l’Italia è a rischio siccità?

Ambiente: I più letti