Crisi climatica, entro il 2100 il 40% delle terre emerse sarà in zona arida: lo studio

Ambiente

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters mappa l'attuale distribuzione globale delle zone aride, quantifica i cambiamenti storici e futuri nella loro estensione e identifica i punti critici di aridità e umidità. Le proiezioni future indicano che entro la fine del XXI secolo le zone aride copriranno circa il 40,28% della superficie terrestre globale

Entro la fine del XXI secolo circa il 40% delle terre emerse sarà composto da zone aride. Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters.

La ricerca

Mappando l'attuale distribuzione globale delle zone aride, lo studio quantifica i cambiamenti storici e futuri nell'estensione delle zone aride e identifica i punti critici di aridità e umidità in diversi scenari di emissione. Utilizzando il periodo 1994-2023 come riferimento, le zone aride globali occupano attualmente circa il 38,58% della superficie terrestre globale. Dal 1960 al 2023, l'estensione delle zone aride ha mostrato una tendenza fluttuante ma complessivamente in aumento. Le proiezioni future indicano un'espansione continua ma più lenta nel corso del XXI secolo rispetto alla tendenza storica. Entro la fine del XXI secolo, si prevede che le zone aride copriranno circa il 40,28% della superficie terrestre globale.

Le condizioni climatiche globali sono cambiate sostanzialmente nell'ultimo decennio. La recente intensificazione della siccità e i feedback terra-atmosfera suggeriscono che alcune regioni potrebbero essersi già spostate verso condizioni più aride. Poiché i confini delle zone aride sono definiti dall'indice di aridità (AI), che integra precipitazioni ed evapotraspirazione potenziale (PET), le variazioni nell'approvvigionamento idrico o nella domanda evaporativa atmosferica possono alterare l'estensione spaziale delle zone aride. Pertanto, l'attuale distribuzione spaziale delle zone aride globali deve essere rivalutata utilizzando dati climatici aggiornati.

In questo studio, i punti critici di cambiamento dell'aridità sono definiti come regioni in cui l'indice di aridità (AI) cambia in modo significativo. I punti critici di aridità sono identificati da cali significativi dell'AI, mentre i punti critici di umidificazione sono identificati da aumenti significativi dell'AI. Le proiezioni future sulle zone aride sono sensibili alla rappresentazione dell'evapotraspirazione potenziale (PET).

Le emissioni di CO2

 

Gli effetti fisiologici legati alla CO2 rimangono un'importante fonte di incertezza nelle future proiezioni di periodi secchi-umidi, ma le loro implicazioni per la ridistribuzione globale delle zone aride e i punti critici di cambiamento dell'aridità rimangono insufficientemente valutati. Per colmare questa lacuna, lo studio valuta la futura ridistribuzione globale delle aree aride e i punti critici di cambiamento dell'aridità utilizzando un modello modificato in base alla CO2.

L'obiettivo principale di questo studio è quantificare la distribuzione attuale e futura delle aree aride a livello globale e identificare i punti critici di aridità e umidità in diversi scenari di emissioni. 

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