Nantes “on the road”, viaggio in 15 tappe nella Capitale creativa di Francia
Possono arte e cultura dare nuova vita a una città? Può un ex polo mercantile assurgere a modello di rigenerazione urbana e diventare il centro più creativo di Francia? La ex capitale della Bretagna ha saputo trasformarsi in un laboratorio di idee e progetti. Decine di installazioni contemporanee riempiono le sue vie, interi quartieri sono stati riqualificati e i vecchi edifici industriali sono oggi poli culturali. Questa settimana vi portiamo alla scoperta della "(ex) grigia" Nantes
a cura di Costanza Ruggeri
Questa è una storia di resilienza e di amore per la propria terra. È la storia di una città che da ex polo mercantile destinato allo spopolamento e all’abbandono ha saputo riscrivere il proprio futuro facendo dell’arte contemporanea la sua linfa vitale. Soprannominata fino alla fine degli anni Novanta la "grigia", per quel passato industriale che l'ha resa uno dei principali porti della Francia occidentale, Nantes è oggi tra le città più dinamiche e innovative del Paese.
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Sesta città di Francia per numero di abitanti, Nantes ha assistito a un importante processo di riqualificazione dei suoi spazi. I vecchi hangar del porto sono diventati hub creativi e decine di installazioni artistiche arricchiscono i diversi quartieri della città che, nel 1828, ha dato i natali allo scrittore Jules Verne, autore di "Ventimila leghe sotto i mari", "Viaggio al centro della Terra" e de "Il giro del mondo in 80 giorni".
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La città ha saputo trasformare il proprio passato industriale in pura avanguardia artistica. Artefice principale di questa rinascita è Le Voyage à Nantes (VAN), una struttura unica in Francia che, dal 2011, riunisce l’ufficio del turismo con tre importanti siti culturali (Château des ducs de Bretagne, Les Machines de l'Île e la collezione di opere in situ Estuaire) e da più di dieci anni richiama artisti da tutto il mondo invitandoli ad esporre le loro creazioni open air.
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Le Voyage à Nantes è, infatti, anche il progetto che dal 2012 trasforma la città in un museo diffuso, rinnovato annualmente con nuove opere e installazioni d’arte urbana. Una linea verde, disegnata a terra, si snoda per più di 20 chilometri tra le vie della città verso l’estuario di St.Nazaire e, come un vero “filo d’Arianna”, collega 120 tappe di installazioni, progetti artistici, giardini e palazzi storici. L'edizione 2026 si svolgerà dal 4 luglio al 6 settembre.
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Il nostro viaggio comincia sull'Île de Nantes, al Parc des Chantiers, la zona degli ex cantieri navali che oggi ospita l’Hangar à bananes e Les Machines de l'Île, il progetto artistico nato dall'immaginazione di François Delaroziere e Pierre Orefice. Lì, dove venivano varate le grandi navi, si trova il laboratorio di sculture meccaniche monumentali che si ispirano alla fantasia di Jules Verne, alle invenzioni di Leonardo da Vinci e alla storia industriale della città.
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Il bestiario fantastico de Les Machines de l'Île annovera costruzioni a forma di bradipo, cicogna e colibrì. Ma anche un airone con un'apertura alare di 8 metri, un enorme ragno meccanico che si solleva e una formica gigante. Ma la vera "star" è Le Grand Éléphant, un pachiderma alto 12 metri, largo 8 e lungo 21 (mosso da sistemi idraulici e pneumatici) sul quale, a gruppi di 50 persone, è possibile salire per un tour insolito della zona circostante la Galerie des Machines.
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Tra le attrazioni principali del progetto artistico di François Delarozière e Pierre Orefice anche il Carrousel des Mondes Marins, una giostra meccanica monumentale a tre livelli, creata nel 2012, alta quasi 25 metri e con un diametro di 22. Una sorta di acquario automatizzato dove esplorare gli abissi a bordo di creature fantastiche: dal granchio gigante al calamaro fino ancora al pesce lanterna e al pesce pirata.
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A poche decine di metri di distanza troviamo l’Hangar à Bananes. Usato fino agli anni Cinquanta come magazzino di stoccaggio di ananas e banane provenienti dall'Africa, oggi ospita la galleria d'arte contemporanea Hab Galerie, una libreria e diversi locali con tavolini all'aperto. A svettare sull'area sono due delle gru Titan dei vecchi cantieri navali (una grigia e una gialla), simbolo del passato industriale di Nantes.
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Si trova qui uno degli spot fotografici più suggestivi di Nantes: i 18 cerchi concentrici di Les Anneaux, installazione artistica di Daniel Buren, che rappresentano un cannocchiale immaginario sul fiume che si apre verso l'Estuario. Di sera si illuminano di rosso, verde e blu e di giorni fanno da cornice alle Cantine du Voyage a ridosso di una enorme serra in cui si trova l'opera Invendus di Lilian Bourgeat: due stivali spaiati da giardiniere alti 3 metri.
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L’Île de Nantes è una vera e propria ode al futuro con i suoi edifici disegnati da Jean Nouvel, Eduardo Souto de Moura, Daniel Buren e Jean Prouvé. Il Quartier de la Création, alle spalle del tribunale progettato da Nouvel, si presenta come un susseguirsi di architetture moderne ed ecosostenibili. È il quartiere dell’Università, della Scuola Nazionale di Architettura e di quella delle Belle Arti.
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Tra le tante installazioni che è possibile ammirare nel Quartier de la Création particolarmente d'impatto Mètre à Ruban di Lilian Bourgeat, monumento dedicato alla semplicità di uno strumento di uso quotidiano, un metro a nastro da sarto, disteso nel cortile della nuova sede di Aethica, un'impresa di costruzioni. Poco distante troviamo In a Silent Way di Nathalie Talec e L'Absence dell’Atelier Van Lieshout.
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Per la quarta tappa della nostra passeggiata alla scoperta di Nantes ci spostiamo al Memoriale dell’Abolizione della Schiavitù, inaugurato nel 2012 su Quai de la Fosse, dove approdavano le navi negriere. I nomi di 1.710 imbarcazioni sono ricordati da altrettanti rettangoli di vetro trasparente disseminati lungo il percorso che accompagna all’ingresso del monumento a cui si accede scendendo sotto il livello stradale, come fosse la stiva di una nave.
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Progettato come una ferita di cemento, il Memoriale dell’Abolizione della Schiavitù è un toccante resoconto storico con cifre, fatti e testimonianze, del passato di Nantes come capitale della tratta degli schiavi in Francia, il cosiddetto "commercio triangolare". Oltre 1.700 le spedizioni navali organizzate tra la fine del XVII e l'inizio del XIX secolo con più di 500mila africani deportati verso le colonie americane.
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Arriviamo poi nel quartiere Graslin, il "salotto buono" di Nantes, spesso paragonato a un angolo di Parigi per la sua architettura neoclassica e i suoi ampi viali ottocenteschi. Progettato alla fine del XVIII secolo dagli urbanisti Jean-Baptiste Ceineray e Mathurin Crucy, rappresenta il cuore culturale e chic del centro cittadino con Place Graslin e il Teatro dell'Opera, edificio del 1788 con imponenti colonne corinzie e interni in velluto blu.
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Al civico 4 di Place Graslin c'è la Brasserie La Cigale, inaugurata nel 1895 e totalmente arredata e decorata in stile Art Nouveau (secondo il progetto dell'architetto ceramista di Nantes Emile Libaudière). È uno dei ristoranti più emblematici e rappresentativi della città, classificato come monumento storico dal 1964. Ai suoi tavoli si sono seduti, tra i tanti, artisti come André Breton e Jacques Prévert.
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A pochi metri di distanza, al numero 1 di Place Graslin, troviamo il ristorante Pilgrim, regno dello chef franco-britannico Benjamin Guiffant che fonde tecniche francesi con sapori internazionali in una sorta di "bistrot di quartiere". Nel menu Capesante bretoni su clorofilla di spinaci e spuma di patate, Pancetta di maiale confit e Tagliatelle di grano, carote e porri saltati. Plauso per i tavoli al primo piano, accanto alle grandi vetrate, con vista sulla piazza.
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Inaugurato nel 1843, Passage Pommeraye è una delle più belle gallerie al coperto d'Europa. Posta su tre livelli, colpisce per la sua scala monumentale (che ha permesso di unire rue Santeuil a rue de la Fosse nonostante il dislivello di 9,40 metri), i colonnati, i lucernari e i fregi che fanno da quinta a negozi e pasticcerie storiche come la Maison Georges Larnicol dove comprare il gâteau nantais allo zucchero e rum e la torta bretone al burro kouign-amann.
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Annoverato dal dicembre del 1976 tra i monumenti storici di Nantes, Passage Pommeraye unisce classicismo e stile rinascimentale secondo il progetto degli architetti Jean-Baptiste Buron e Hippolyte Durand-Gasselin. Una grande vetrata a soffitto inonda l'intero spazio di luce naturale. La galleria ha ispirato artisti e registi ed è apparsa in diversi film, tra cui La Reine blanche con Catherine Denevue.
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Lasciato lo stile neoclassico del Passage Pommeraye, scopriamo che a Nantes è possibile alloggiare in un edificio riconosciuto come Patrimonio del XX secolo ed etichettato come Architecture Contemporaine Remarquable. L'Hôtel La Pérouse, situato in Cours des 50 Otages, è stato progettato dagli architetti Clotilde e Bernard Barto (dello studio Barto + Barto) insieme a Pierrick Mazeron e costruito tra il 1991 e il 1993.
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L'edificio de l'Hôtel La Pérouse si presenta come un blocco imponente con le facciate esterne interamente rivestite in pietra di Richemont, un materiale nobile tipico della tradizione francese. Per omaggiare il passato portuale di Nantes le camere sono concepite come moderne cabine di una nave, caratterizzate da un design pulito e rigoroso, quasi zen. Gli arredi reinterpretano l'essenzialità e l'eleganza degli anni Trenta.
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Per la nona tappa del nostro viaggio alla scoperta di Nantes arriviamo allo Château des Ducs de Bretagne, il Castello dei Duchi di Bretagna, simbolo storico della città nel cuore del quartiere medievale di Bouffay. È qui che nacque la duchessa Anna di Bretagna (due volte regina di Francia) e che Enrico IV firmò l'Editto di Nantes che autorizzava i protestanti a praticare liberamente il loro culto.
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Costruito tra il XIII e il XVI secolo e classificato come monumento storico nel 1862, il Castello dei Duchi di Bretagna è stato riaperto al pubblico nel 2007, dopo oltre 15 anni di restauro. Oggi ospita il Museo di Storia di Nantes: 7 moduli suddivisi in 32 sale creano un percorso scenografico che racconta la storia della città, dalla Bretagna ducale alla Nantes contemporanea, passando dalle attività portuali e industriale ai movimenti sociali.
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Situato all'interno del Palais des Beaux Arts, al civico 10 di Rue Georges Clemenceau, il Museo delle Arti di Nantes vanta una collezione di 13.000 opere che vanno dal XII al XXI secolo ed è più grande museo della Francia occidentale. Dalla sua creazione nel 1801, è stato uno dei rari musei francesi ad aver arricchito le sue collezioni con opere di artisti viventi. Conserva alcune delle opere di Georges de La Tour, Vassily Kandinsky, Eugène Delacroix e Claude Monet.
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Più della metà della collezione del Museo delle Arti di Nantes è composta da opere del XX e XXI secolo. Le Cube ("Il Cubo") è l'estensione del palazzo originario: una struttura monolitica luminosa di 2.000 metri quadrati, con 4 piani di gallerie interamente dedicate all'arte contemporanea, collegata con una passerella al nucleo storico del palazzo. Il Café del museo è gestito dallo chef stellato Eric Guérin.
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Insignita del titolo di Capitale Verde Europea nel 2013 (prima città francese in assoluto a ricevere il riconoscimento dalla Commissione Europea), Nantes è considerata un modello green di riferimento. Oltre il 60% della superficie urbana è coperta da parchi, foreste e giardini come il Jardin des Plantes, vicino alla stazione ferroviaria, popolato dal 2021 dalle sagome dei personaggi dell’artista e illustratore Jean Jullien.
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Con i suoi 7 ettari di spazi verdi nel centro della città, le oltre 10.000 specie viventi, gli 800 metri quadrati di serre e le migliaia di fiori piantati in ogni stagione, il Jardin des Plantes di Nantes è uno dei principali giardini botanici di Francia, punto di riferimento mondiale soprattutto per la sua collezione di camelie. A vigilare sulle aiuole l'Homme de bois, di Fabrice Hyber, una scultura totemica in legno alta più di 6 metri.
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Per la tappa numero 12 della nostra passeggiata a Nantes ci spostiamo lungo il Canal Saint-Felix per visitare Le Lieu Unique, centro culturale e ristorativo situato nei vecchi edifici della biscotteria LU. È qui che nel 1886 è nato il celebre Petit Beurre, un biscotto diventato il simbolo della marca. La torre LU, restaurata nel 1998 ed edificata a suo tempo per fini pubblicitari, è oggi uno dei simboli architettonici della città.
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Inaugurato il 1° gennaio 2000, il complesso che ospita Le Lieu Unique (riqualificato dall'architetto Patrick Bouchain), è un vero e proprio ecosistema urbano che ospita attività diversificate. Fanno parte della struttura un bar (che si trasforma in spazio con dj set durante il weekend), un ristorante, una libreria specializzata, una crèche (asilo nido) e persino un hammam sotterraneo.
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Uno dei progetti più intriganti legati alla nascita di Le Lieu Unique è il Grenier du Siècle, una sorta di capsula del tempo alla quale hanno partecipato migliaia di nantesi. 11.855 oggetti personali sono sigillati all'interno dell'edificio e verranno riaperti (e consegnati agli eredi dei proprieari) il 1 gennaio del 2100: libri, fotografie, un cellulare, una maglia da calcio e anche la ricetta originale dei biscotti Petit Lu, donata dal nipote del suo creatore.
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Altro progetto di riqualificazione urbana a Nantes è quello che ha dato vita alla Little Atlantic Brewery situata in un ex frantoio del XIX secolo nel quartiere Bas-Chantenay, culla della cantieristica navale della città: qui fu costruita la Belém, l'ultima barca a vela francese a tre alberi con scafo in acciaio, varata nel 1896. A trasformare questo sito storico in un microbirrificio artigianale è stato l'architetto Christophe Theilmann.
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Ed è proprio il quartiere Bas-Chantenay il protagonista della 14esima e penultima tappa del nostro viaggio a Nantes. Area in piena trasformazione urbana, qui sorgerà la Città dell'Immaginario (Cité de l'Imaginaire) che amplierà l'attuale museo dedicato a Jules Verne. Tra i landmark del quartiere c'è il Belvédère de l'Hermitag di Tadashi Kawamata, una passerella-nido in legno che si protende sulla Loira dalla collina di Sainte-Anne.
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A pochi metri di distanza troviamo Le Jardin Extraordinaire, 101esimo parco di Nantes, inaugurato nel settembre del 2019. Meraviglia botanica dislocata in un'area di 3,5 ettari (che era una ex cava di granito), è una riserva di biodiversità con più di 200 piante e una cascata alta 25 metri. Una scala metallica progettata da François Delarozière, creatore de Les Machines de l'île, collega il giardino alla cima della scogliera (con 177 gradini e quattro punti panoramici).
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Terminiamo il nostro viaggio imbarcandoci su uno dei battelli che percorrono i 60 chilometri di estuario che conducono dal centro di Nantes a Saint-Nazare, sull'Oceano Atlantico. Un tragitto scandito da sculture e architetture di artisti di fama internazionale. Le installazioni sono accessibili anche a piedi, in bici e in auto e sono inserite in un paesaggio che mescola natura selvaggia e paesaggio industriale.
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Nato da un'idea di Jean Blaise, il percorso d'arte dell'Estuario Nantes<>Saint-Nazaire raccoglie una collezione permanente di 33 installazioni monumentali create in-situ da celebri artisti. Tra le più suggestive La Maison dans la Loire (una casa che sembra sprofondare nel letto del fiume), Misconceivable (una barca a vela che si flette mollemente verso l'acqua) e Villa Cheminée che replica una ciminiera della vicina centrale termica sormontata da una casetta con giardino.
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Tra le opere d'arte più d'impatto c'è sicuramente Serpent d'océan del franco-cinese Huang Yong Ping: uno scheletro gigante di rettile lungo 130 metri, realizzato in alluminio sulla spiaggia di Saint-Brevin-les-Pins. L'installazione "vive" con l'oceano: scompare quasi del tutto con l'alta marea e si rivela completamente durante la bassa marea. Negli anni, è diventato parte integrante della fauna locale, ricoprendosi di alghe, muschio e piccoli molluschi.
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