Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, raid Usa: "Risposta a tentati attacchi contro nostre forze"

©Ansa

Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una "serie di duri" attacchi contro l'Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. Gli Stati Uniti avevano iniziato gli attacchi contro l'Iran alle 2 del mattino ora italiana. Pakistan: "Nonostante gli scontri i negoziati sono in corso" 

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Nuova ondata di raid Usa questa notte contro l'Iran, dopo "i tentati attacchi" di Teheran "contro le basi americane in Medio Oriente". Presentato a Trump un piano in 2 settimane per intensificare i bombardamenti e ridurre le capacità missilistiche iraniane. Ieri l'Arabia Saudita si è unita alle azioni militari Usa sull'Iraq. 

Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una "serie di duri" attacchi contro l'Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L'esercito statunitense ha "colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull'isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all'annuncio da parte dell'esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese. 

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Il presidente del Parlamento iraniano accusa gli Usa di raid contro i civili

In un post su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha accusato gli Stati Uniti di aver compiuto un "attacco terroristico" contro abitazioni civili sull'isola di Qeshm, definendolo una continuazione degli attacchi già avvenuti in altre città come quello a Minab. "Gli americani si sono abituati a compensare gli schiaffi subiti sul campo di battaglia versando sangue innocente. Ne pagheranno il prezzo", ha dichiarato il capo negoziatore di Teheran con Washington.

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Quali sono gli effetti dell'accordo Usa-Arabia Saudita sul nucleare?

L’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita apre  nuovi interrogativi sulla sicurezza in Medio Oriente. Le condizioni  concesse a Riad potrebbero alimentare tensioni regionali e una nuova  corsa alla tecnologia nucleare.

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Netanyahu: "Abbiamo distrutto i tunnel di Hezbollah nella zona di Beaufort in Libano"

''L'Idf ha distrutto i tunnel sotterranei nella zona di Beaufort, nel sud del Libano. Sono stati fatti saltare in aria con 700 tonnellate di esplosivo''. Lo hanno annunciato in una dichiarazione congiunta il premier Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz. ''Si trattava di infrastrutture sotterranee che costituivano un elemento centrale del piano di invasione della Galilea da parte di Hezbollah'', hanno dichiarato.

Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il  feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale  nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del  Medio Oriente.

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Iraq: non abbiamo approvato attacchi Usa-Arabia Saudita

L'Iraq non era a conoscenza e non ha approvato gli attacchi da parte degli Stati Uniti e dell'Arabia Saudita contro i gruppi armati filo-iraniani sul suo territorio. Lo ha dichiarato il portavoce del governo Haider al-Aboudi. "Il governo non era a conoscenza" di questi attacchi e "non ha approvato alcun attacco contro siti o gruppi specifici in Iraq", ha dichiarato Aboudi durante un programma sulla televisione statale, dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che erano stati "coordinati" con Baghdad.

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di  Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio  che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di  una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna  elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa  esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il  pieno controllo di Israele.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio  potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti  in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe  conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente  rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Libano, l'Onu: 80 violazioni dello spazio aereo da parte di Israele

In Libano i caschi blu dell'Onu continuano a registrare violazioni dello spazio aereo libanese da parte di Israele. Lo ha detto il portavoce Farhan Haq, che ha parlato di droni e di "attività militari sul terreno nel Libano meridionale". Da lunedì, ha aggiunto, sono state registrate ottanta violazioni dello spazio aereo. "Inoltre i caschi blu hanno documentato un intenso impiego da parte delle Forze di difesa israeliane di artiglieria e mortai nelle zone a nord del fiume Litani" mentre "carri armati israeliani hanno sparato quattro colpi contro edifici residenziali, provocando incendi a sudest di Houla, e sparato altri undici colpi a est di Ett Taibe", nel sud del Libano.

Media: "Idf aprono il fuoco contro un palestinese in Cisgiordania"

L'esercito israelianoha annunciato di aver aperto il fuoco contro un palestinese vicino a Nablus in Cisgiordania, precisando di aver sparato contro un automobilista palestinese dopo che questi aveva accelerato in direzione delle truppe e non si era fermato agli ordini di arresto. Lo scrive Haaretz. Times of Israel aggiunge che nessun soldato è rimasto ferito nell'incidente.

Alleanza Globale per Palestina, Tajani: "Condanniamo violenze coloni in Cisgiordania"

Si è riunita a Roma, alla Farnesina, la coalizione internazionale che spinge per il riconoscimento del territorio palestinese. Per il ministro degli Esteri incontri con il ministro saudita Principe Faisal Bin Farhan e con la ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese, Varsen Aghabekian

Alleanza Globale, Tajani: 'Condanniamo violenze coloni Cisgiordania'

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Iran, stangata da 29 miliardi per gli italiani. Dalla benzina al gas: tutti i rincari

Il 2026 porterà una stangata per le tasche delle famiglie e delle imprese italiane, a causa della guerra lanciata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. La spesa aggiuntiva per elettricità, gas e carburanti dovrebbe arrivare a sfiorare i 29 miliardi di euro, secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia, ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati sino alla fine dell’anno. Un “conto salato, che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone/merci e sulle imprese a elevato consumo di energia”, sottolinea l’Ufficio studi. Ma quali saranno i rincari più forti?

Guerra Iran, stangata da 29 miliardi. Dal gas alla benzina, i rincari

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Attacco con drone in Egitto, due navi in fiamme nel porto di Damietta: cosa è successo

Le autorità confermano che l'incendio è stato provocato da un drone, senza rivendicazioni. Lo scalo resta pienamente operativo, con traffico e servizi regolari. L'episodio si inserisce nelle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che aumentano i rischi per il trasporto energetico regionale.

Attacco con drone in Egitto, due navi in fiamme nel porto di Damietta

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Al-Sisi dopo attacco a porto: "Guerra in escalation"

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente sta affrontando una grave escalation, che un drone ha colpito una nave cisterna di gas di proprietà statunitense in un porto egiziano. Durante una telefonata al primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, Sisi "ha sottolineato la necessità che Egitto, Spagna, Europa e la comunità internazionale lavorino insieme per fermare questa escalation", ha riferito il portavoce del leader spagnolo.

Senato Usa boccia risoluzione contro Trump su guerra

Con 49 senatori a favore e 50 contro, il Senato statunitense ha bocciato una risoluzione volta a biasimare il presidente Donald Trump per la guerra in Iran. Lo rende noto la Cnn, specificando che i senatori repubblicani Lisa Murkowski, Susan Collins e Rand Paul hanno votato con i democratici per limitare i poteri di guerra del presidente, mentre il senatore democratico John Fetterman ha votato con il resto del gruppo repubblicano per respingere la misura.   A giugno, durante il fragile cessate il fuoco tra Washington e Teheran, il Senato aveva adottato una risoluzione volta a ritirare le forze militari dall'Iran, sebbene l'aula abbia poi ritirato la sua posizione un giorno dopo, quando non è riuscita ad approvare una misura simile sui poteri di guerra. Il presidente ha criticato duramente i repubblicani per aver votato a favore delle risoluzioni precedenti sui poteri di guerra, rimproverandoli nelle riunioni e definendoli "perdenti" che "hanno reso il mio lavoro più difficile" via social. In precedenza, come ricostruisce l'emittente Usa, il senatore repubblicano Bill Cassidy aveva contestato la mancanza di trasparenza riguardo alla guerra e si era scontrato con Trump sulla questione durante un pranzo repubblicano a porte chiuse a giugno. Dopo aver ricevuto un briefing, Cassidy ha votato contro la misura sui poteri di guerra successivamente portata in aula per una votazione.  Questa è la tredicesima volta che il Senato vota su una misura sui poteri di guerra in Iran dall'inizio dell'anno.

Riyad appronta coalizione navale per Mar Rosso con 43 Paesi

Oggi l'Arabia Saudita ha presieduto un incontro di 43 Paesi, più una delegazione dell'Unione europea, relativa alla creazione di una coalizione multinazionale marittima di difesa. Lo rende noto il ministero della Difesa saudita, ripreso dai media internazionali, spiegando che tale coalizione mirerebbe ad aumentare la cooperazione nello Stretto di Bab al-Mandeb, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden, area interessata dalle rinnovate minacce degli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran. Nel corso della riunione i partecipanti hanno discusso la possibilità che Riad ospiti il quartier generale di tale missione. Il ministero della Difesa saudita ha specificato che tutti i Paesi che "condividono gli obiettivi e i principi" possono unirsi allo sforzo. Quattordici Paesi hanno firmato una dichiarazione congiunta a sostegno dell’alleanza: Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania, Yemen, Bangladesh, Nigeria, Sudan, Gibuti e Somalia.

Sauditi invitano Kuwait in coalizione anti Houthi

Il capo di Stato maggiore del Kuwait, il generale Khaled al-Shuraian, ha incontrato funzionari della Difesa in Arabia Saudita per discutere la tutela della libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Bab al-Mandeb. Lo ha riportato l'agenzia di stampa statale del Kuwait. L'incontro avviene mentre l'Arabia Saudita si sta preparando a formalizzare una nuova "coalizione di difesa marittima" multinazionale con base a Riad volta a proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi. Si dice che fino a 50 Paesi siano stati invitati a partecipare, tra cui Kuwait, Qatar, Bahrain, Egitto e Pakistan, con la partecipazione di Washington considerata fondamentale per la credibilità dell'iniziativa. Questa spinta segue la dichiarazione del 20 luglio degli Houthi di un "blocco marittimo" contro l'Arabia Saudita e i successivi attacchi con missili e droni contro petroliere saudite, che hanno costretto il regno a deviare maggiori esportazioni di petrolio attraverso il Mar Rosso via Yanbu.

Usa: "Nessun nostro aereo danneggiato"

Le Forze armate statunitensi affermano che nessun aereo statunitense è stato distrutto o danneggiato nei recenti attacchi iraniani, negando un'affermazione dei Pasdaran secondo cui tre aerei F-35 statunitensi e altri tre aerei sarebbero stati distrutti. In una dichiarazione, il Comando Centrale degli Stati Uniti afferma anche che la nave commerciale M/T Nora non ha sfondato il blocco americano dei porti iraniani, negando un'affermazione che sostiene sia stata fatta dai media statali iraniani.

Erdogan a Aoun: "Da Israele crimini contro umanità"

"Israele ha commesso crimini contro l'umanità in Libano". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel corso della conferenza stampa congiunta con il presidente libanese Joseph Aoun durante la quale ha promesso che la Turchia collaborerà con le forze armte libanesi. "Il sostegno della Turchia alle Forze Armate libanesi continuerà - ha detto Erdogan - Israele ha commesso senza dubbio crimini contro l'umanità, trucidando oltre 4.300. Seguo da vicino le iniziative avviate per porre fine agli attacchi e all'occupazione, mi auguro che le pene del popolo libanese possano presto giungere a termine". Il leader turco ha infine sottolineato che la Turchia è stata fin dal primo giorno uno dei Paesi che hanno reagito con maggiore fermezza alle violenze e porto le condoglianze al popolo libanese.

Usa: "Nessun nostro aereo danneggiato dall'Iran. Il blocco resta in vigore"

"Nessun aereo militare americano è stato distrutto o danneggiato nei recenti attacchi iraniani. Tutti i missili e i droni sono stati intercettati o non hanno raggiunto gli obiettivi". Lo afferma Us Central Command smentendo quanto dichiarato dal corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Us Centcom precisa inoltre che, a dispetto da quanto dichiarato dall'Iran, nessuna nave commerciale è passata dal blocco americano. "Più di 20 navi da guerra, centinaia di aerei e migliaia di militari restano vigili e continuano ad attuare il blocco", ha messo in evidenza. 

Washington Post: "Pentagono guarda a startup per rifornire arsenali"

Il Pentagono si sta rivolgendo alle startup delle tecnologie per la difesa per ricostituire rapidamente le scorte di missili e intercettori Usa, fortemente ridotte a causa della guerra con l'Iran. Lo scrive il 'Washington Post', secondo cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha riunito a fine giugno oltre una dozzina di aziende del settore, chiedendo ai dirigenti di accelerare la produzione di armamenti, in un momento di svolta per il Dipartimento della Difesa, storicamente abituato a confrontarsi con le grandi aziende del settore.

All'incontro, riferisce il quotidiano citando tre persone informate sui fatti, hanno partecipato anche il vice segretario alla Difesa Steve Feinberg, il sottosegretario per ricerca e ingegneria Emil Michael e il responsabile degli acquisti Michael Duffey. Tra le aziende convocate figurano Shield Ai, Anduril, CoAspire e Castelion, attive rispettivamente nei velivoli guidati dall'intelligenza artificiale, nelle armi autonome e nei missili da crociera e ipersonici a basso costo. Sullo sfondo, lo strettissimo rapporto che la Casa Bianca di Donald Trump ha creato con l'ecosistema di Silicon Valley, da cui arrivano ex dirigenti che oggi lavorano al Pentagono.

Hegseth avrebbe chiesto ai rappresentanti delle società quali ostacoli frenino l'aumento della produzione. Le risposte hanno riguardato soprattutto la lentezza delle procedure contrattuali del Pentagono e le difficoltà delle startup nell'ottenere fondi iniziali per sostenere cicli produttivi su larga scala e attività di ricerca e sviluppo. Per Joel Valdez, portavoce ad interim del Pentagono, il Dipartimento sta "trasformando il modo in cui il Dipartimento combatte, acquista e costruisce" armi, con l'obiettivo di consegnare rapidamente tecnologie critiche su vasta scala.

Erdogan: "Vogliamo svolgere un ruolo per difendere il Libano dopo il ritiro Unifil"

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la Turchia vuole "svolgere un ruolo attivo" per proteggere la sovranità del Libano, nel contesto del ritiro del contingente delle Nazioni Unite Unifil, che dovrebbe iniziare dopo la fine dell'anno ed essere completato entro il 2027. "A seguito del ritiro dell'attuale forza internazionale, la Turchia desidera svolgere un ruolo attivo in tutte le iniziative volte a salvaguardare la sovranità del Libano", ha affermato il leader turco, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente libanese, Joseph Aoun, ad Ankara. Secondo quanto riferisce Anadolu, Erdogan ha anche affermato che la Turchia è pronta a fornire "tutto il sostegno possibile" per la ricostruzione del Libano meridionale, colpito dagli attacchi israeliani. Esprimendo condoglianze per le vittime libanesi dei raid israeliani in  Libano, e pronta guarigione ai feriti, Erdogan ha sottolineato il "fermo sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale del nostro amico e fratello Libano" da parte di Ankara. 

Cina smentisce invio 300-400 lanciamissili portatili a Teheran: "Notizie infondate"

Il ministro degli Esteri cinese ha smentito le notizie diffuse ieri secondo cui Pechino sarebbe pronta a inviare all'Iran circa 400 lanciatori di missili antiaerei spalleggiabili. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha affermato durante la conferenza stampa mensile che le notizie diffuse dai media secondo cui la Cina avrebbe intenzione di fornire all'Iran 400 missili terra-aria (Sam, Surface-to-Air Missiles) sono false e completamente prive di qualsiasi fondamento. "Queste notizie sono false e del tutto prive di fondamento. Il ruolo della Cina è sempre stato quello di promuovere la pace e favorire la fine del conflitto", ha sottolineato secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa cinese ''Xinhua'.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato mercoledì che sarebbe rimasto"molto deluso" dal presidente cinese Xi Jinping qualora avesse deciso di fornire armi all'Iran.

La Cnn aveva precedentemente riferito che l'intelligence statunitense riteneva che la Cina si stesse preparando a consegnare nuovi sistemi di difesa aerea all'Iran, in un momento in cui Teheran sta cercando di ricostituire parte dei propri sistemi d'arma con l'aiuto dei suoi principali partner stranieri.

Iran: "Mai pensato di lanciare un drone su Damietta"

L'Iran nega ogni responsabilità per l'attacco di ieri con un drone su due unità galleggianti nel porto di Damietta, in Egitto, e avanza l'ipotesi di un un coinvolgimento israeliano nell'attacco. "Non abbiamo preso di mira il porto di Damietta in Egitto", ha detto una fonte del ministero degli Esteri al media libanese Al Nahar, aggiungendo che Teheran "non ha mai avuto intenzione" di compiere un'operazione del genere. Ha sottolineato che "le relazioni amichevoli e profonde tra la Repubblica Islamica dell'Iran e la Repubblica Araba d'Egitto, e tra i popoli iraniano ed egiziano, sono saldamente consolidate e forti, basate sul rispetto reciproco e sugli interessi condivisi". La fonte ha poi accennato alla possibilità di un coinvolgimento israeliano nell'attacco, citando "una lunga storia di operazioni di disinformazione e guerra psicologica, comprese quelle che sono note come operazioni 'false flag'. La fonte ha aggiunto che "negli ultimi mesi, anche l'Ucraina si è impegnata in questo tipo di operazioni 'false flag'. Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale iracheno ha rivelato l'attività di elementi legati all'Ucraina che conducono operazioni di disinformazione nella regione, in collaborazione con l'entità sionista, con l'obiettivo di ampliare la portata della guerra". 

Houthi smentiscono coinvolgimento nell'attacco con drone a Damietta

Un portavoce del ministero degli Esteri degli Houthi ha dichiarato all'agenzia di stampa statale Saba che le voci riguardanti un presunto attacco dallo Yemen contro una nave nel porto di Damietta, in Egitto, sono "infondate". "La posizione dello Yemen è chiara, pubblica ed esplicita - afferma la nota ufficiale - e si rivolge unicamente al regime saudita per il suo ingiusto blocco e la continua aggressione contro il popolo yemenita". La fonte ha aggiunto che "la navigazione nel Mar Rosso è sicura e che non vi è alcuna giustificazione per i timori che il regime saudita sta cercando di diffondere per uscire dalla situazione di stallo in cui si trova". 

Houthi, Usa e Riad contro Umma per creare "Grande Israele"

Gli Houthi hanno condannato gli attacchi "traditori" di Stati Uniti e Arabia Saudita sulle milizie filo-iraniane in Iraq e accusato i due governi di lavorare a un 'Grande Israele'. "Esprimiamo la nostra solidarietà al popolo iracheno, alle forze di sicurezza e alle famiglie dei martiri iracheni", ha dichiarato il leader Sayyed Abdulmalik Badr al-Din al-Houthi, a quanto riporta l'agenzia iraniana Tasnim. "I nemici prendono di mira la comunità islamica (Umma) per perseguire progetti sotto i titoli di 'trasformazione del Medio Oriente' e 'creazione del Grande Israele'", ha proseguito, e "molti regimi si sono incamminati sulla strada del servilismo verso il sionismo".

Tajani: "Roma sempre più crocevia pace, dialogo e diplomazia"

Roma "è sempre più un crocevia di pace, dialogo e di diplomazia". Lo dichiara il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del question time al Senato, secondo cui la capitale "si conferma il luogo in cui costruire soluzioni politiche e riaprire spazi di confronto nelle crisi più difficili del Mediterraneo e del Medio Oriente. È il riconoscimento del ruolo che l'Italia si è costruita", aggiunge: un interlocutore "credibile, affidabile, capace di far dialogare attori diversi e di offrire sempre uno spazio di confronto. Israeliani, libanesi, palestinesi, Paesi del Golfo, l'Iran: tutti guardano al nostro Paese e vengono qui a Roma sapendo di trovare interlocutori sempre aperti a costruire ponti e mai muri". Il titolare della Farnesina rivendica l'incontro ospitato ieri, insieme al ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan, dell'Alleanza globale per l'attuazione della soluzione a due Stati, e la risultante dichiarazione politica che "ribadisce il forte partenariato" tra Roma e Riad "nell'impegno per fare del Mediterraneo allargato un'area di pace, benessere e crescita".  Al centro della conferenza si è parlato anche di dialogo tra religioni, prosegue Tajani, segnalando la partecipazione del cardinale Pizzaballa, del presidente della Conferenza dei rabbini europei Pinchas Goldschmidt e dello sceicco Mohammed Ali Essà, che "ha dato un fortissimo valore politico all'iniziativa". "Lo stesso spirito guida il nostro impegno per il Libano", continua Tajani, ricordando i "risultati incoraggianti" derivati dai primi colloqui tra Israele e Libano, ospitati a Roma il 14 e il 15 luglio. "Il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione negoziale. È una storica opportunità di pace che non va sprecata", afferma, sottolineando l'obiettivo di rinforzare le istituzioni libanesi, sostenerne il pieno controllo del territorio e favorire il disarmo di Hezbollah, nonché "evitare pericolosi vuoti di sicurezza dopo la fine di Unigil, in stretto raccordo con i nostri alleati, a cominciare dalla Francia. Tutte queste discussioni avvengono qui a Roma, crocevia di dialogo e di diplomazia".

Pasdaran: "Drone nemico abbattuto su porto Imam Khomeini"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito di aver abbattuto un drone nemico sopra la città portuale di Bandar Imam Khomeini. Lo riporta l'agenzia Tasnim.

Tajani: "Colloqui 4 agosto opportunità da non sprecare"

Dopo i "risultati incoraggianti" dei colloqui tra Israele e Libano ospitati a Roma il 14 e il 15 luglio, "il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione negoziale. E' una storica opportunità di pace che non va sprecata". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo al Question Time al Senato, sottolineando che "l'obiettivo è rafforzare le istituzioni libanesi, sostenerne il pieno controllo del territorio e favorire il disarmo di Hezbollah". "Lavoriamo anche per evitare pericolosi vuoti di sicurezza dopo la fine di Unifil, in stretto raccordo con i nostri alleati, a cominciare dalla Francia", ha ricordato il titolare della Farnesina.

Tajani: "Stop accordo con Israele non è scelta giusta"

"Crediamo che le sanzioni debbano essere mirate contro chi fomenta l'odio, l'estremismo e la violenza, senza colpire indiscriminatamente la societa' civile israeliana. Insieme ad altri Paesi europei, come la Germania, continuiamo a ritenere che la sospensione, anche parziale, dell'Accordo di Associazione tra Unione europea e Israele non sia oggi la scelta giusta". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo al Question Time al Senato. "Quanto sta accadendo in Cisgiordania è inaccettabile - ha proseguito il titolare della Farnesina - La politica degli insediamenti deve cessare. Devono cessare le violenze dei coloni estremisti, anche contro le comunità cristiane, da sempre costruttrici di dialogo e pace. L'Italia si oppone a qualsiasi forma di espansione degli insediamenti e di annessione: tali iniziative mettono in serio pericolo la soluzione a due Stati".

Pasdaran rivendicano attacco a base Usa in Kuwait

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato l'attacco alla base militare statunitense di al-Salem avvenuto stamane in Kuwait. Lo riporta l'agenzia Tasnim, secondo la quale sono stati colpiti e distrutti due hangar per droni e una cisterna di carburante per velivoli.

Egitto, Houthi: "Non abbiamo attaccato noi nave a Damietta"

Gli Houthi hanno negato qualsiasi responsablità nell'attaco ieri a una nave gasiera americana nel porto di Damietta, nel nord dell'Egitto. In dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Tasnim, un funzionario del ministero degli Esteri ha definito completamente infondate le voci secondo cui l'imbarcazione è stata presa di mira dalle forze yemenite. La posizione degli Hiuthi, ha sottolineato, è chiara: "Le operazioni di rappresaglia prendono di mira esclusivamente il regime saudita, a causa del suo continuo blocco e della sua persistente aggressione", ha detto. Dunque, "la navigazione nel Mar Rosso e' sicura", ha assicurato.

Governo Pakistan: "Trattative con Usa riprese dopo ultimi raid"

l governo del Pakistan afferma che Stati Uniti e Iran stiano negoziando una de-escalation, dopo una nuova serie di bombardamenti americani sul territorio iraniano, nella notte, e le successive rappresaglie di Teheran. «Sono in corso negoziati tra le parti, in particolare sullo Stretto di Hormuz, per arrivare a una de-escalation», ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, assicurando che si sta facendo «tutto il possibile per riportare tutte le parti al protocollo d’intesa di Islamabad».  Il Centcom ha reso noto di aver colpito decine di obiettivi dei Guardiani della rivoluzione in Iran. Washington ha presentato i raid come una risposta al lancio di missili balistici iraniani contro le forze statunitensi nella regione. Durante la rappresaglia iraniana conflitto si è esteso ad altri Paesi, dall'Egitto al Kuwait, dove una persona è morta in un bombardamento iraniano contro l’edificio di un’impresa cinese, mentre la Giordania ha annunciato di aver intercettato cinque missili lanciati dall’Iran, senza vittime.

Baghdad: "Nessuna prova lancio raid da nostro territorio"

Il portavoce dell'esercito iracheno, Sabah al-Numan, ha dichiarato all'Ina, l'agenzia di stampa statale di Baghdad, che non c'è alcuna prova che i recenti attacchi nella regione del Golfo diretti dai pasdaran iraniani siano stati lanciati dal territorio del Paese. "Il governo non tollererà alcuna azione individuale dall'interno e, allo stesso tempo, non accetterà alcuna dei confini violazione proveniente dall'esterno ", ha affermato il generale al-Numan. I raid in questione erano stati attribuiti alle Forze di Mobilitazione Popolare, milizia filoiraniana inquadrata nell'esercito iracheno, bersaglio ieri di una rappresaglia di statunitensi e sauditi che ha provocato decine di morti. "La visita del primo ministro e comandante in capo delle Forze Armate, Ali Falih al-Zaidi, al quartier generale delle Forze di Mobilitazione Popolare e il relativo briefing dettagliato ricevuto sugli attacchi contro i membri delle Forze di Mobilitazione Popolare in diversi governatorati confermano che le Forze di Mobilitazione Popolare sono parte integrante del sistema di difesa nazionale", ha affermato il portavoce, secondo il quale le forze di sicurezza stanno preparando un piano per "prevenire futuri attacchi e preservare la piena sovranità dell'Iraq". Il generale al-Numan ha infine sottolineato che le forze armate sono le sole responsabili della sicurezza dell'Iraq e non permetteranno alcuna presenza armata di attori non statali.

Baqaei: "Colloqui con Oman su Hormuz stanno proseguendo"

I colloqui tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz stanno proseguendo e la chiusura del cruciale corridoio marittimo è dovuta unicamente alla ripresa degli attacchi israelo-statunitensi. Lo ha dichiarato all'agenzia Ilna il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. "E' chiaro che attualmente lo Stretto di Hormuz e' chiuso a causa delle azioni americane e dell'insicurezza che gli Stati Uniti hanno imposto su questa via navigabile", ha affermato Baqaei, "la navigazione internazionale è danneggiata e compromessa esclusivamente a causa delle azioni americane". (AGI)Rus

Egitto: "Sempre più forte cooperazione con Turchia su difesa"

Egitto e Turchia hanno firmato una lettera d'intenti volta a rafforzare la cooperazione nel settore della difesa, un nuovo passo in un riavvicinamento iniziato dopo diversi anni di tensioni diplomatiche. La lettera d'intenti tra Egitto e Turchia, firmata dai ministri della Difesa di entrambi i Paesi, fara' da quadro di riferimento di una maggiore collaborazione tra le rispettive forze armate e industrie della difesa. Questa iniziativa si inserisce in un contesto di crescente crisi regionale, da Gaza al Sudan, passando per la Libia, il Mar Rosso e il Mediterraneo orientale.

Aoun da Erdogan: "Colloqui su energia e sicurezza"

Il presidente libanese Joseph Aoun è atteso oggi in Turchia, dove sarà ricevuto dal suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Secondo le informazioni diffuse dalla stampa libanese, la visita dovrebbe concentrarsi su questioni economiche ed energetiche e su alcuni temi legati alla sicurezza, come i profughi siriani, ma in agenda ci saranno anche i temi legati al conflitto in corso nel Golfo e ai suoi effetti nella regione, a partire dalla presenza dell'esercito israeliano nel sud del Libano. In vista della visita, Aoun ha concesso una lunga intervista all'agenzia di stampa ufficiale turca Anadolu nella quale ha sottolineato che Ankara occupa "un posto centrale sulla scena regionale" e che, in quanto tale, il coordinamento con essa è una "necessità strategica, non un'opzione temporanea". "L'appartenenza della Turchia alla Nato e la portata delle sue relazioni regionali la rendono idonea a svolgere un ruolo di sostegno nella promozione internazionale della formula dell'accordo quadro e a incoraggiare le parti interessate a rispettarne pienamente le disposizioni", ha affermato Aoun in riferimento ai colloqui in corso con Israele. Il 26 giugno Libano e Israele hanno firmato un accordo quadro, patrocinato dagli Stati Uniti, che subordina il ritiro dell'esercito israeliano dal Libano meridionale al disarmo di Hezbollah e al dispiegamento dell'esercito libanese su tutto il territorio libanese. Gli israeliani hanno continuato tuttavia ad affermare, in diverse occasioni, che non si ritireranno dai territori occupati e che vorrebbero mantenere la loro liberta' d'azione nel sud del Libano.

Media: "Progressi in colloqui mediatori-Hamas al Cairo"

I colloqui in Egitto di Hamas con i mediatori su una serie di questioni in sospeso in merito a Gaza hanno fatto progressi e un annuncio di accordo sembra vicino, mentre si lavora per ultimare una tabella di marcia completa sul futuro governo e gli accordi di sicurezza. Lo hanno riferito fonti diplomatiche e del gruppo militante palestinese a media arabi e israeliani. Al centro delle discussioni ci sono stati i temi principali che finora hanno impedito l'attuazione della seconda fase del piano per la Striscia promosso dagli Usa: la questione del disarmo di Hamas, il meccanismo di governo di Gaza e il funzionamento dei servizi civili. Fonti israeliane citate da Yedioth Ahronoth hanno sottolineato che "la direzione sembra positiva. Sembra che Hamas si sia arresa e accetti il disarmo completo e assoluto. L'accordo, se firmato, è rigoroso e dettagliato, senza sotterfugi né compromessi". Secondo una fonte diplomatica, rilanciata da Jerusalem Post, la tabella di marcia è concepita in modo equilibrato e pragmatico, ed è incentrata sul completo disarmo e su una transizione graduale delle responsabilità a un governo tecnocratico. "Non ci saranno eccezioni per determinate armi o determinate persone. Un'unica autorità, un'unica legge, un'unica arma". Il quadro proposto stabilirebbe un processo per l'eliminazione di tutti i tunnel, depositi di armi e impianti di produzione di armi nell'enclave palestinese e Hamas non avrebbe alcun ruolo di governo o militare, ha precisato. Secondo la proposta, tutte le armi, sia pesanti che leggere, passerebbero sotto il pieno controllo del Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag), l'esecutivo tecnocratico, in coordinamento e con il supporto delle Forze internazionali di stabilizzazione (Isf). "L'intero processo si basa sulla reciprocità, non sulla fiducia - ha aggiunto la fonte diplomatica - L'adempimento di un impegno da parte di ciascuna parte innesca la sequenza degli impegni successivi dell'altra. Un meccanismo di verifica garantisce il rispetto degli accordi".

Democratici aprono indagine su attacco Iran che ha ucciso 6 soldati Usa

I democratici lanceranno un'indagine sull'attacco iraniano che ha ucciso sei soldati americani nel secondo giorno di Operation Epic Fury in Iran. La decisione segue le indiscrezioni riportate dai media americani, secondo i quali i sopravvissuti all'attacco hanno affermato che i vertici militari non hanno adottato le misure opportune nonostante fossero stati avvertiti che la struttura non aveva difese adeguate. Altri hanno riferito poi che i feriti hanno incontrato notevoli diffiicotà a ricevere le cure necessarie. 

Pasdaran: "Distrutti e danneggiati F-35 degli Usa in una base in Giordania"

Le guardie della rivoluzione islamica iraniana hanno dichiarato di avere distrutto con un raid contro una base degli Stati Uniti in Qatar tre caccia americani F-35, danneggiandone altri. "Questa mattina, i guerrieri della Forza Aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie, in risposta all'attacco americano di ieri sera contro due abitazioni a Qeshm, che ha causato la morte di un padre, una madre e un bambino, hanno lanciato diversi missili balistici contro la base aerea di Al-Azraq in Giordania, distruggendo completamente tre F-35 e danneggiandone gravemente altri tre", si legge in un comunicato dei pasdaran pubblicato dall'agenzia Isna.

Dall'Iraq alla Giordania passando dall'A.Saudita all'Egitto, un conflitto che minaccia di allargarsi

Dall'Iraq alla Giordania e al Libano fino all'Arabia Saudita, il Kuwait e l'Egitto dove un drone ieri ha colpito una metaniera americana nel porto di Damietta. Dopo giorni di calma apparente il conflitto contro l'Iran iniziato con gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele dello scorso 28 febbraio si sta allargando pericolosamente con un numero crescente di Paesi coinvolti. L’Arabia Saudita - assediata su tre fronti dall’Iran, dagli Houthi yemeniti e dalle milizie filoiraniane in Iraq -, ha messo fine alle sue reticenze e lo scorso 29 luglio insieme agli Stati Uniti ha colpito obiettivi delle Forze di mobilitazione popolare in Iraq. Nella notte tra il 28 e il 29 luglio l'Iran, dal canto suo, ha lanciato missili balistici contro una base staunitense in Giordania. La notte scorsa invece è arrivata la risposta puntuale degli Stati Uniti con raid sull'Iran in linea con le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che aveva promesso di colpire duramente Teheran dopo l'attacco alla base Usa. Dopo un raid iraniano in Kuwait oggi è morto un dipendente di un'azienda cinese nel nord del paese.  L'escalation, osserva il 'New York Times', "arriva mentre i tentativi di riprendere i negoziati di pace si sono arenati e la portata del conflitto sembra essersi ampliata".  Dalla rottura del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, i gruppi legati a Teheran in tutta la regione hanno aperto nuovi fronti e ne hanno riaperti di vecchi, coinvolgendo forze in Arabia Saudita, Iraq, Libano e Giordania. "La partecipazione dell'Arabia Saudita agli attacchi di mercoledì - scrive il quotidiano Usa - ha rappresentato un'escalation. Il regno finora aveva evitato di diventare apertamente un combattente diretto nella guerra Usa-Israele contro l'Iran". L'esercito saudita aveva lanciato alcuni attacchi di ritorsione contro l'Iran, ma erano stati compiuti in segreto, secondo alti funzionari statunitensi. Una reazione di Riad che arriva dopo che questa settimana, l'Arabia Saudita ha dovuto affrontare decine di attacchi di droni contro le proprie strutture petrolifere. Gli attacchi alle petroliere saudite da parte dei militanti Houthi, l'alleato iraniano in Yemen che controlla ampie fasce di quel Paese lungo il Mar Rosso, hanno ulteriormente minacciato le rotte di navigazione petrolifera, con conseguenze potenzialmente disastrose per i Paesi del Golfo che fanno forte affidamento sulle forniture del Medio Oriente. "L'espansione dei combattimenti in Medio Oriente - sottolinea il New York Times' - rischia di complicare la possibilità per l'amministrazione Trump di uscire da questa guerra impopolare" e questo mentre si stanno avvicinando le elezioni di mid term previste per quest'autunno negli Usa. La nuova escalation rischia di peggiorare la situazione economica e in particolare di provocare una nuova impennata del prezzo del petrolio  spingendo di conseguenza al rialzo l'inflazione.

L'esercito statunitense ha spiegato che i raid di mercoledì in Iraq sono stati una rappresaglia per oltre 30 attacchi di droni compiuti da gruppi proxy iraniani nelle 72 ore precedenti. Un funzionario statunitense ha riferito che gli obiettivi erano membri delle Forze di Mobilitazione Popolare, una coalizione di milizie basate in Iraq con legami con l'Iran. I raid hanno ucciso circa 20 consiglieri iraniani, tra cui alti consulenti tecnici e ufficiali di collegamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Nessun gruppo di miliziani iracheni ha rivendicato la responsabilità degli attacchi con i droni. E anzi oggi, Sabah Al-Numan, il portavoce del primo ministro iracheno ha spiegato all'agenzia di stampa irachena, che non ci sono prove che il territorio iracheno sia stato utilizzato per lanciare attacchi contro l'Arabia Saudita all'inizio di questa settimana: "nessuna parte ha fornito finora alcuna prova a sostegno di queste affermazion".  Anche il cessate il fuoco in Libano sta reggendo a fatica mentre Israele e il Libano cercando di attuare l'accordo per porre fine a mesi di combattimenti che è stato respinto da Hezbollah. Ieri l'esercito israeliano ha accusato Hezbollah di una "palese violazione del cessate il fuoco", affermando che il gruppo militante sostenuto dall'Iran ha lanciato un drone contro un veicolo israeliano nella zona del Libano meridionale attualmente controllata dall'esercito israeliano. Secondo Dana Stroul, alta funzionaria del Pentagono durante l'amministrazione Biden, citata dal 'Washington Post', sia Trump che Teheran sembrano essere in una situazione di stallo, poiché nessuna delle due parti vede vantaggi nel proseguire il conflitto o ritiene che i negoziati possano portare a un esito decisivo. "C'è un crescente pessimismo in entrambe le capitali riguardo all'incapacità delle parti di impegnarsi in un accordo diplomatico", ha osservato. Stroul, oggi direttrice della ricerca presso il Washington Institute for Near East Policy, ha aggiunto che "sembra quasi che entrambe le parti continuino a lanciare attacchi militari da una posizione di debolezza". Secondo la sua analisi, Trump appare riluttante ad avviare operazioni militari su larga scala che potrebbero compromettere il sostegno della sua base elettorale in vista delle elezioni di mid term mentre l'Iran sembra ritenere di trovarsi in "un momento unico di massima leva strategica"  Finora, secondo il Pentagono, nel conflitto sono morti 18 militari statunitensi e oltre 600 sono rimasti feriti. Il ministero della Salute iraniano invece parla di oltre 3.500 morti iraniani.

Media: "Trump esasperato sull'Iran, non c'è accordo sulla strategia da seguire"

Donald Trump è "esasperato" dall'Iran e in una delle ultime riunioni è sbottato contro i suoi consiglieri per le loro divisioni su come procedere. Lo riporta Nbc citando alcune fonti, secondo le quali il presidente è sempre più frustrato e nè lui nè il suo staff sono soddisfatti dello status quo. "E' esasperato. Non pensava che fosse così difficile far accettare agli iraniani un accordo. Non c'era una reale strategia sulla durata o su come arrivare" a un'intesa, "non pensava sarebbe stata così lunga", ha riferito una fonte a Nbc. Secondo un funzionario, pianificare per raggiungere un risultato finale è difficile perché a Trump spetta la parola finale e perché all'interno dell'amministrazione non c'è un accordo su quale sia l'obiettivo della guerra. Le forze armate americane, ha aggiunto il funzionario, si stanno preparando per una ripresa delle ostilità ma senza indicazioni chiare.

Fonti Israele: "Sembra che Hamas si sia arreso e accetti disarmo completo"

"La direzione sembra positiva. Sembra che Hamas si sia arreso e accetti il disarmo completo e assoluto". Lo hanno dichiarato fonti israeliane citate da Ynet News, secondo cui dovrebbe essere raggiunto un accordo che, "se firmato, è rigoroso e dettagliato, senza sotterfugi né compromessi". Fonti palestinesi dovrebbero a loro volta diramare oggi l'annuncio - scrive la testata israeliana. Nel frattempo, fonti vicine al movimento islamista affermano che sono stati compiuti progressi nei colloqui mediati dall'Egitto e da inviati internazionali sulle questioni chiave che ritardano il passaggio alla fase successiva dell'accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, principalmente per quanto riguarda la questione delle armi, il meccanismo di governo della Striscia e il funzionamento continuo dei meccanismi civili. 

Pasdaran: "Distrutti tre F-35 in base Usa Giordania"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato in un comunicato di aver completamente distrutto tre F-35 in un attacco alla base statunitense di al-Azraq, in Giordania, e di aver inflitto "gravi danni" ad altri tre velivoli della stessa categoria. I Pasdaran hanno spiegato di aver lanciato l'operazione aerea contro una rampa e un capannone di manutenzione della base in risposta al raid statunitense sull'isola di Qeshm in cui sono rimasti uccisi due genitori e il loro bambino. "Nell'attacco sono rimasti uccisi anche diversi ufficiali nemici e personale tecnico e di manutenzione. La nostra regione non è un posto per l'esercito infanticida che massacra crudelmente famiglie innocenti nel cuore della notte mentre dormono", hanno affermato le Guardie Rivoluzionarie, che hanno promesso di continuare la lotta finché "l'ultimo occupante americano non sarà espulso dalle terre islamiche".

Tre soldati dei Pasdaran uccisi in attacco Usa

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato che tre dei loro soldati sono stati uccisi in un attacco statunitense contro una provincia nord-occidentale dell'Iran. "Nel brutale attacco perpetrato dal criminale regime terroristico statunitense giovedì 30 luglio 2026, tre coraggiosi e devoti membri delle Guardie Rivoluzionarie nella provincia di Zanjan sono diventati martiri", ha dichiarato la sezione regionale dell'esercito ideologico della Repubblica Islamica in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim. 

Attacco con drone in Egitto, due navi in fiamme nel porto di Damietta: cosa è successo

Le autorità confermano che l'incendio è stato provocato da un drone, senza rivendicazioni. Lo scalo resta pienamente operativo, con traffico e servizi regolari. L'episodio si inserisce nelle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che aumentano i rischi per il trasporto energetico regionale

Attacco con drone in Egitto, due navi in fiamme nel porto di Damietta

Attacco con drone in Egitto, due navi in fiamme nel porto di Damietta

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Idf: "Due israeliani fermati dopo aver attraversato il confine con la Siria"

Due civili israeliani hanno attraversato il confine con la Siria dal Monte Hermon oggi. L'Idf comunica di averli ricondotti in territorio israeliano e consegnati alla polizia per ulteriori accertamenti. ''L'Idf condanna fermamente tali episodi, che costituiscono un reato penale, e un ulteriore problema che disturba l'attività operativa dei soldati nella zona, mettendoli in pericolo'', ha affermato il portavoce dell'Idf in una nota. La ripetuta violazione è rivendicata da un gruppo di israeliani che si definiscono 'I pionieri di Bashan' (nome biblico che fa riferimento all'area) che chiede l'istituzione di insediamenti nella nuova zona cuscinetto stabilita dall'Idf oltre le Alture del Golan dal dicembre 2024, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. Secondo quanto riportato dalla radio militare Galei Tzahal, più di 150 israeliani, nella maggior parte dei casi minonenni, hanno attraversato il confine negli ultimi mesi in 17 episodi distinti e, al momento, solamente in 3 casi è in corso di valutazione l'incriminazione da parte delle autorità israeliane, creando una tensione tra l'Idf e la polizia.

Porto Damietta: "Piena operatività nonostante raid droni"

Il porto di Damietta, nel nord dell'Egitto, ha fatto sapere che le operazioni nello scalo proseguono, nonostante ieri sia stato preso di mira da droni iraniani che hanno provocato un incendio, danneggiando due navi. "L'Autorità Portuale di Damietta conferma la piena operatività del porto, con arrivi e partenze regolari di navi da tutti i terminal e le banchine, nonché con le continue operazioni di carico, scarico e movimentazione merci di ogni tipo", si legge in un comunicato.

Netanyahu a Abc: "Con Trump allineati sull'Iran, decide lui"

''Ci sono tre opzioni per il presidente Trump: riuscire a portare a termine l'accordo con l'Iran, continuare il blocco navale, o intraprendere azioni militari. Qualsiasi cosa porti alla fine del programma nucleare iraniano è ciò che vogliamo, è il nostro obiettivo comune, ne abbiamo parlato''. Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in un'intervista all'emittente americana ABC News, insistendo di non aver cercato di persuadere Trump a riprendere gli attacchi contro l'Iran durante l'ultimo incontro allo Studio Ovale. ''Questa interpretazione è una caricatura. Abbiamo esaminato le tre opzioni, ma è una sua decisione'', ha affermato. ''Sono scettico rispetto al modus operandi iraniano. Ma se con sufficiente pressione economica e diplomatica, l'Iran può arrivare ad accettare un accordo, allora bene, proviamoci'', ha aggiunto Netanyahu. Rispondendo a una domanda sugli equilibri di potere con Trump, Netanyahu ha detto che ''negli Usa dicono che Trump fa tutto quello che gli dico io, in Israele che io faccio tutto quello che Trump dice a me, ma la verità è che siamo alleati. Lui è il 'senior partner', io il 'junior partner'''. Netanyhau ha inoltre affermato che i report secondo cui avrebbe indotto in errore Trump rispetto ai risultati della guerra congiunta del 28 febbraio ''sono errati. Rispetto alla caduta del regime iraniano, ho detto che avremmo potuto creare le condizioni per indebolirlo, ma è nelle mani della popolazione dell'Iran prendere in mano il proprio destino. Oggi l'Iran è più debole che mai rispetto al passato e penso che il regime alla fine cadrà''. Interrogato sulla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, Netanyahu ha affermato che ''pensavo che avrebbe potuto farlo, ma che avrebbero dovuto valutarne le conseguenze: quando questa guerra sarà finita, non credo che lo Stretto si rivelerà una leva così potente, perché si stanno definendo già rotte alternative''. Alla domanda se sostiene uno Stato palestinese, Netanyahu ha risposto ''no. A Gaza c'è stato de facto uno Stato palestinese, e l'hanno utilizzato per attaccarci con un massacro orribile. Hamas dice apertamente che vuole ammazzare ogni ebreo, l'Autorità Palestinese afferma che mira alla dissoluzione dello Stato d'Israele. Vogliamo la pace con i palestinesi, ma non a scapito della nostra sopravvivenza, sarebbe un suicidio nazionale''.

Media, raid Idf a Gaza: "Almeno 3 morti di cui due bambini"

Tre palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi e altri feriti in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza durante la notte e nelle prime ore di stamane. Lo hanno riferito fonti palestinesi, rilanciate da Haaretz. A Gaza City, dieci persone sarebbero rimaste ferite in un attacco di droni contro un appartamento vicino alla scuola Al-Ma'muniya. Due abitazioni nel campo profughi di Al-Shati, a ovest di Gaza City, sarebbero state colpite e completamente distrutte. Anche un piano di un edificio di fronte all'Ospedale Battista, nel centro di Gaza City, sarebbe stato preso di mira. Sempre secondo fonti palestinesi, un bambino identificato come Zaid Mohammed Nofal è rimasto ucciso e altre persone sono rimaste ferite in un attacco contro un appartamento di fronte al municipio di Al-Bureij, nel centro di Gaza. A Khan Yunis, due persone sono rimaste uccise e tre ferite, una delle quali gravemente, in un attacco contro la tenda della famiglia Al-Balaawi. Le vittime sono state identificate come Rital Abdullah, di 8 anni, e Abdullah Al-Balaawi, di 20 anni. Al Jazeera ha riportato che un drone ha colpito una persona che si trovava in bicicletta in via Al Jala, sempre a Gaza City.

Netanyahu: "Dopo guerra Hormuz non sarà più leva in mano Iran"

"Dopo la fine di questa guerra, non credo che lo Stretto di Taiwan rappresentera' piu' una leva cosi' potente, perché i gasdotti verranno spostati dallo Stretto al Mar Rosso, e da li' verso Israele e il Mediterraneo". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in un'intervista ad Abc News durante la sua visita negli Usa. "Possiamo sbloccare questo punto nevralgico, e lo faremo", ha assicurato.

Kuwait: "Missile ha colpito azienda cinese, 1 morto"

Un attacco iraniano ha colpito un edificio di una società cinese nel nord del Kuwait e un lavoratore è rimasto ucciso. Lo ha riferito l'esercito kuwaitiano.

Media: "Attacco a Egitto per dimostrare capacità offensiva"

Teheran è responsabile dell'attacco con droni che ieri ha colpito una petroliera di proprieta' statunitense in Egitto. Lo afferma il New York Times che cita due fonti iraniane che lasciano fortemente intendere che il primo attacco a coinvolgere l'Egitto nel conflitto sia stato "progettato per dimostrare che il trasporto marittimo globale e le forniture energetiche potrebbero essere ulteriormente compromesse se l'Iran decidesse di intensificare le ostilita'". Le fonti non hanno tuttavia specificato se l'attacco sia stato sferrato dall'Iran o da gruppi terroristici affiliati. L'Egitto da parte sua, si è limitato a confermare al Times of Israel che l'attacco è stato compiuto con un drone e che ha innescato un incendio su due navi nel porto di Damietta. Il governo del Cairo non ha tuttavia attribuito alcuna responsabilità e ha annunciato di voler adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi e la sicurezza nazionale.

Kuwait: "Una vittima in un attacco iraniano nel nord del Paese"

Il ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato che un operaio è rimasto ucciso in un attacco iraniano contro un edificio di proprietà di un'azienda cinese nel nord del Paese. Lo scrive Al Jazeera.  Il Generale Saud Abdulaziz Al-Otaibi ha dichiarato che l'attacco ha causato ingenti danni materiali all'edificio e che le autorità hanno avviato le misure necessarie per far fronte all'incidente.

Pakistan: "In corso negoziati per favorire de-escalation Usa-Iran"

"Il Pakistan ribadisce che il dialogo e la diplomazia rimangono l'unica via percorribile. Accogliamo con favore ogni sforzo volto a sostenere la cessazione delle ostilità e a riprendere il dialogo tra Iran e Stati Uniti", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri pachistano. Il Pakistan negli ultimi tempi ha rafforzato le proprie relazioni con la Casa Bianca e ha fatto da mediatore nel conflitto tra Usa e Iran

Idf: "Lunedì uccisi nella Striscia di Gaza due terroristi di Hamas"

''Lunedì l'Idf ha effettuato un attacco nel sud della Striscia di Gaza eliminando Ahmad Hisham Mahmoud Louh, l'ultimo comandante di una cellula di cecchini del Battaglione Nuseirat di Hamas''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che, in un altro raid, sempre lunedì, le forze israeliane hanno colpito anche nel nord della Striscia, uccidendo Mahmoud Ali Mahmoud Taroush, comandante di plotone dell'ala militare di Hamas, che si era infiltrato in territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre 2023.

Pakistan: "Nonostante scontri i negoziati sono in corso"

Il Pakistan ha confermato che i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono "in corso" nonostante l'intensificarsi degli scontri nella regione. "I negoziati tra le parti sono in corso, in particolare sullo Stretto di Hormuz e per la de-escalation", ha dichiarato ai giornalisti a Islamabad il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.

Media: "Tre morti in attacchi israeliani a Gaza, due sono bambini"

Le forze israeliane hanno ucciso tre persone in diversi attacchi contro Gaza durante la notte e delle tre vittime, due erano bambini. Lo scrive Al Jazeera. Un attacco ha preso di mira una tenda che ospitava sfollati nella zona di Al Mawasi, nel sud di Khan Younis, uccidendo due persone, tra cui un bambino di otto anni. Un altro attacco contro un appartamento nella Gaza centrale ha ucciso un secondo bambino e ferito diverse altre persone. Attacchi di droni israeliani hanno poi colpito anche un appartamento nella Gaza occidentale, ferendo altre 10 persone, la maggior parte delle quali bambini. I feriti sono stati trasportati al complesso medico di al-Shifa.

Pasdaran: "Colpite due petroliere che forzavano Hormuz"

I pasdaran hanno dichiarato di aver preso di mira due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz con il supporto degli Stati Uniti. Entrambe sono state "costrette a tornare indietro dopo che una di esse ha preso fuoco". "Ieri sera, due petroliere, incoraggiate da aerei americani, hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz attraverso la pericolosa rotta meridionale", hanno affermato i Guardiani della rivoluzione in un comunicato "Dopo che un grave incendio è divampato su una delle due, entrambe le navi sono tornate immediatamente indietro". I pasdaran hanno ribadito che lo Stretto è "il nostro territorio" e "non può essere riaperto finché continueranno l'eccessiva retorica e le minacce dei funzionari americani e la loro interferenza nei movimenti marittimi nella regione".

Pasdaran: "Dura risposta contro i Paesi che aiutano gli Usa ad attaccarci"

Le guardie della rivoluzione islamica iraniane hanno promesso una "dura risposta" contro gli Stati ritenuti responsabili di avere assistito gli Usa negli attacchi contro l'Iran. "I Paesi che si rendono responsabili di aver aiutato l'aggressore riceveranno una dura risposta se non correggeranno il loro comportamento", si legge in una dichiarazione dei pasdaran, riporta dall'agenzia Fars. "Ieri sera, due petroliere, istigate da droni americani, hanno tentato di uscire dalla pericolosa rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, ma dopo che un grave incendio è divampato in una di esse, entrambe le navi sono tornate rapidamente indietro", aggiunge il comunicato, senza aggiungere altri dettagli.

Media: esplosioni scuotono diversi villaggi nel sud del Libano

Una serie di potenti esplosioni hanno scosso diversi villaggi nel Libano meridionale durante la notte, con le deflagrazioni udite fino alla città costiera di Tiro. Lo scrive l'Agenzia nazionale di stampa libanese Nna e lo riferisce Al Jazeera. Le forze israeliane hanno fatto demolizioni controllate nelle città di al-Mansouri, Majdal Zoun e Mazraat Buyut al-Siyad dalla mezzanotte all'alba di oggi. Le operazioni sono state accompagnate da intensi bombardamenti di mitragliatrice diretti verso le valli di Wadi al-Hujeir e Wadi al-Salouqi, secondo quanto riportato dalla Nna. Non ci sono notizie immediate di vittime né dettagli sull'entità dei danni.

Netanyahu: "Trump ha pieno controllo guerra, nessuna influenza da Israele"

Benjamin Netanyahu ha affermato che Donald Trump ha il pieno controllo della guerra con l'Iran, rivelando che i due leader hanno discusso delle opzioni per risolvere il conflitto durante il loro incontro a Washington. In un'intervista ad Abc News, il primo ministro israeliano ha respinto le accuse di aver spinto il presidente degli Stati Uniti a intervenire nella guerra contro l'Iran, negando inoltre di aver convinto Trump a lanciare una nuova ondata di attacchi dopo il loro incontro di martedì. "No, nessuno dice al presidente Trump cosa fare", ha affermato Netanyahu. Nell'intervista, il primo ministro ha ribadito di ritenere Trump guida della partnership tra Stati Uniti e Israele, definendo il presidente il "partner senior" e se stesso il "partner junior".

"Sono il primo ministro di Israele e, quando devo difendere gli interessi e la sicurezza del mio Paese, lo faccio", ha dichiarato Netanyahu. "Ma lo faccio sempre con la piena consapevolezza del ruolo che gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, che assieme a noi hanno unito le forze contro il nostro nemico comune che vuole distruggerci". Sebbene l'incontro tra Trump e Netanyahu si sia svolto a porte chiuse, Netanyahu ha affermato di aver discusso con Trump di come porre fine alla guerra con l'Iran. Tra gli argomenti trattati, figuravano le possibilità di negoziare con i funzionari iraniani, il blocco dello Stretto di Hormuz e l'eventuale necessità di un'azione militare più incisiva.

Iran, media: tre vittime in bombardamenti americani

L'agenzia iraniana Fars ha annunciato che tre persone appartenenti alla stessa famiglia sono rimaste uccise e altre due ferite nei raid statunitensi sull'isola di Qeshm, nel sud del Paese. "Un attacco americano contro un'abitazione nel quartiere di Chah Tangu, a Qeshm, ha ucciso tre membri della stessa famiglia: il padre, la madre e il figlio di 2 anni", ha scritto Fars su Telegram, citando l'Università di scienze mediche di Hormozgan. "Altri due bambini, di 7 e 9 anni, sono rimasti feriti durante l'attacco e trasferiti in ospedale", ha aggiunto l'agenzia.

Media iraniani: raid Usa hanno colpito l'isola di Qeshm e la città di Abadan

I media statali iraniani hanno dato notizia oggi di attacchi sull'isola di Qeshm e sulla città meridionale di Abadan, in seguito all'annuncio da parte dell'esercito statunitense di nuovi raid aerei contro il Paese. Secondo l'agenzia di stampa Irna, che cita un funzionario della provincia meridionale di Hormozgan, "le squadre di soccorso stanno cercando due persone intrappolate sotto le macerie" di un'abitazione sull'isola di Qeshm

Usa, terminata una serie di duri attacchi contro l'Iran

Il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti ha annunciato stamattina di aver completato una "serie di duri" attacchi contro l'Iran, accusato di aver attaccato le sue forze in Medio Oriente. L'esercito statunitense ha "colpito decine di obiettivi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) in Iran, tra cui centri di comando militari, installazioni missilistiche e per droni, siti di sorveglianza e difesa costiera e capacità marittime. Questi attacchi sono stati progettati per ridurre ulteriormente le minacce che l'Iran e i suoi alleati rappresentano per le forze statunitensi, la navigazione commerciale e gli stati vicini del Golfo", ha scritto il Centcom in una dichiarazione su X. 

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