Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Sanzioni draconiane a Teheran”. Axios: Usa aprono corridoio Hormuz

©Ansa

Il presidente medita di cambiare strategia contro il regime studiando una serie di sanzioni. "Nel frattempo lo stretto di Hormuz è aperto", ha dichiarato Trump. Axios afferma che la Marina americana ha aperto un corridoio per il passaggio delle petroliere. Intanto, Teheran minaccia di colpire target Usa in Europa meridionale e sud-orientale in caso di escalation del conflitto con gli Usa: lo riporta il Financial Times

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Il presidente medita di cambiare strategia contro il regime studiando una serie di sanzioni. "Nel frattempo lo stretto di Hormuz è aperto", ha dichiarato Trump. Axios afferma che la Marina americana ha aperto un corridoio per il passaggio delle petroliere. "Ma Hormuz non sarà più importante come prima. Ci sono alternative", ha aggiunto il presidente americano citando il petrolio del Texas e della Louisiana. Il "blocco navale" americano "è stato estremamente efficace". "Zero, voglio dire letteralmente zero" navi sono passate "mentre era in vigore", ha ribadito.

Intanto, Teheran minaccia di colpire target Usa in Europa meridionale e sud-orientale in caso di escalation del conflitto con gli Usa. Tra i possibili obiettivi, informa il Financial Times, basi americane e asset in Bulgaria e Cipro ma anche i cavi sottomarini in fibra ottica sotto Hormuz. Un funzionario della Nato ha dichiarato che l’Alleanza è pronta “ad affrontare qualsiasi minaccia e farà sempre il necessario per difendere tutti gli Alleati”. Bulgaria: "Rafforzata sicurezza base di Bezmer dopo presunte minacce Iran". 

Raid dell’Idf contro un quartier generale della polizia di Gaza City. Secondo i media palestinesi sono rimasti uccisi otto agenti di polizia, tra cui alti ufficiali, e una bambina di 13 anni. Un altro attacco israeliano, che ha colpito una motocicletta nella zona di Nuseirat, nel centro di Gaza, ha causato un morto, sempre secondo i media palestinesi. Idf: "Colpiti due comandanti di Hamas a Nuseirat e Gaza City". Hamas: "Raid Idf a stazione polizia Gaza crimine guerra". L'Idf ha ordinato un'inchiesta penale  sull'omicidio della bimba palestinese di 5 anni Hind Rajab,  sopravvissuta alle bombe che uccisero i familiari e lasciata morire in  auto mentre era al telefono con i soccorritori.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio    potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti    in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe    conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente    rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Gaza, Guterres condanna Ben Gvir: "Su Gaza parole pericolose"

Alle condanne internazionali per le parole del ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, si aggiunge anche quella del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. L'esponente dell'estrema destra aveva sostenuto che Israele dovrebbe uccidere "30 o 40" persone ogni notte nella Striscia di Gaza. Dichiarazioni che il portavoce del segretario generale, Stephane Dujarric, ha bollato come "raccapriccianti", "oltraggiose", "disumanizzanti e pericolose": "Le condanniamo senza riserve".

Fonti mediche di Gaza: dieci morti in un raid israeliano

Sono almeno dieci le persone uccise in un attacco israeliano a Gaza, secondo quanto riferito da fonti sanitarie palestinesi. L'ospedale Al-Shifa di Gaza City, nel nord della Striscia, ha reso noto di aver ricevuto nove corpi – tra cui quello di una donna e di un'adolescente di 13 anni – oltre a più di venti feriti. Il bilancio è stato confermato dalla Difesa Civile di Gaza, che opera sotto l'autorità di Hamas. Davanti alla struttura sanitaria, dove secondo le immagini dell'Afp i parenti si sono radunati in lacrime accanto ai sacchi mortuari, un uomo, Mahmoud Jundiya, ha dichiarato: "Dov'è il cessate il fuoco mentre il nostro popolo palestinese perde decine dei suoi figli ogni giorno?".

Guerra in Iran, quanto sta danneggiando Trump in vista delle midterm?

In un momento di grande incertezze, crescono le preoccupazioni sul  conflitto in Medio Oriente e sulle conseguenze. La metà degli americani  pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58%  si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende  la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che  cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella  percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e  terrorismo.

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Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: 'Nuovo territorio Usa'

Immediata la risposta di Teheran al post provocatorio del presidente  Usa. "La sua illusione sullo Stretto di Hormuz verrà presto corretta,  oppure correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso", ha scritto  il vice ministro degli Esteri Gharibabadi su X.

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Axios: Usa aprono corridoio per il petrolio nello Stretto di Hormuz

Le forze armate americane hanno allestito un corridoio di transito nello Stretto di Hormuz per consentire il passaggio di milioni di barili di greggio al giorno. Lo riferisce Axios, che cita funzionari statunitensi. L'operazione è attiva da alcune settimane: attraverso un canale meridionale che costeggia l'Oman, sarebbero transitate tra le 15 e le 20 petroliere in entrata e in uscita. Il flusso quotidiano si aggirerebbe attorno ai 10 milioni di barili, circa la metà rispetto ai volumi precedenti al conflitto, destinati poi al mercato energetico mondiale. L'iniziativa non si limita alla scorta delle navi cariche in uscita: secondo Axios, il dispositivo americano assiste anche le petroliere vuote che risalgono dal Mar Arabico verso il Golfo, così da permettere loro di caricare il greggio nei paesi della regione prima di ripartire.

Iran, Trump: "In futuro Stretto Hormuz non sarà così importante"

Il presidente Usa, Donald Trump,  ritiene che lo Stretto di Hormuz "non sarà poi così importante" in futuro. "Si costruiscono oleodotti ovunque a livelli record, la gente sta trovando alternative mai immaginate prima: Texas, Alaska, Louisiana e altri posti. Per questo penso che Hormuz non sarà in futuro poi così importante", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca.

Petrolio, calano consumi e scorte: Opec rivede le stime del 2026

L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio, per la quarta volta  consecutiva, ha dovuto rivedere al ribasso le proprie stime nel suo  rapporto mensile sul mercato petrolifero scendendo a circa 580mila  barili al giorno. Riviste invece al rialzo le stime per il 2027,  prevedendo un aumento della domanda globale di petrolio di circa 2,2  milioni di barili al giorno su base annua.

Petrolio, calano consumi e scorte: Opec rivede le stime del 2026

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Nord Corea, Trump: "Noi e altri al sicuro finchè ci sono io"

Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito di avere un "buon rapporto" con il leader della Corea del Nord. "Ho un buon rapporto con Kim Jong Un, come sapete, lo avete visto. Non gli piaceva Biden. Non gli piaceva Obama. Non gli piaceva nessuno, ma io gli piaccio e lui piace a me. Sapete, siamo andati molto d'accordo. Abbiamo avuto incontri fantastici. Ci sentiamo e penso che il nostro Paese, e francamente anche altri Paesi, che siano il Giappone o la Corea del Sud, siano molto più al sicuro se io sono presidente piuttosto che se lo è qualcun altro", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. "Ora - ha aggiunto - non mi è piaciuto il fatto che stessimo conducendo queste gigantesche esercitazioni militari, in pratica contro la Corea del Nord. Era un'esercitazione contro la Corea del Nord. Quando io ho rapporti amichevoli con lui, quando abbiamo questo tipo di rapporto, non vedo che possa succedere nulla, certamente per due anni e mezzo. Non succederà con me, ma non vedo che possa succedere nulla". "E non sono stato contento quando la Corea del Sud ha detto: 'No, non siamo interessati ad aiutarvi nello Stretto di Hormuz', eppure riceve il 60 per cento del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz", ha ricordato.

Cpi, Guterres: "Profonda preoccupazione per sanzioni Usa"

Il segretario generale dell'Onu, António Guterres, ha manifestato la sua  "profonda preioccupazione" per le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti  contro la presidente della Corte penale internazionale, Tomoko Akane, e  gli altri componenti dell'organismo giuridico. Guterres ha detto che  "rispetta profondamente il lavoro" di questo tribuale che considera "un  pilastro fondamentale del sistema della giustizia penale  internazionale", secondo una dichiarazione diffusa dal suo portavoce,  Stéphane Dujarric.

Iran, Trump: "Nostro blocco navale estremamente efficace"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato che il "blocco navale" americano "e' stato estremamente efficace". "Zero, voglio dire letteralmente zero" navi sono passate "mentre era in vigore, e lo e' stato per parecchio tempo, a parte un paio di brevi pause", ha aggiunto.

Iran, Trump ribadisce: "Lo Stretto di Hormuz è aperto"

Il presidente Usa, Donald Trump, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz "è aperto". "Stanno passando molte imbarcazioni. A un certo punto il traffico potrebbe rallentare un po'. Ma in questo momento stanno passando molte navi", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.

Trump: "Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre all'Iran"

"Abbiamo sanzioni draconiane che possiamo imporre contro l'Iran". Lo ha  detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Nel frattempo lo stretto di  Hormuz è aperto. Ma non sarà più importante come prima. Ci sono  alternative", ha aggiunto il presidente americano citando il petrolio  del Texas e della Louisiana.

Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln

L’equipaggio della nave statunitense impegnata al largo dell'Iran  nell'ambito della guerra lanciata dal presidente Trump starebbe  ricevendo da mangiare solo mezza ciotola di riso e due tortillas. Finite  le scorte di sapone, deodorante e dentifricio. La denuncia dei  familiari: “Sono in mare da sette mesi e non sappiamo quando torneranno”.

Poco cibo e docce ammuffite: militari allo stremo sulla Uss Lincoln

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Siria, Netanyahu: "Non tollereremo postazioni militari turche verso sud"

Israele non accetterà lo spostamento verso sud di postazioni militari turche in territorio siriano. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu nel corso di un podcast trasmesso dalla radio militare, all'indomani del raid dell'Idf contro una base aerea nei pressi di Idlib. "Non tollereremo che una postazione militare turca si sposti verso sud, perché questo ci minaccia", ha affermato.

Trump, volo segreto dopo vertice Nato in Turchia per minacce attentato

Una minaccia di attentato iraniano contro il presidente Donald Trump ha  dato origine, lo scorso mese di luglio, "a un'operazione straordinaria  durante la quale egli è partito segretamente dalla Turchia a bordo di un  aereo militare alternativo, mentre la Casa Bianca dichiarava che si  trovava sull'Air Force One". È quanto emerso da informazioni ottenute in  esclusiva dal Washington Post.

Trump, volo segreto dopo vertice Nato in Turchia per minacce attentato

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Usa, Pentagono preme su industrie per rapido aumento produzione armi

A darne notizia è il Washington Post che ha visionato un memo interno al  dipartimento della Difesa statunitense. "Cicli di produzione che durano  anni non sono accettabili”, avrebbe scritto il vice segretario alla  Difesa Steve Feinberg in  un messaggio rivolto ai vertici dell’industria  del settore. La necessità di aumentare la produzione sarebbe  conseguente a un drastico calo delle scorte dovuto alla guerra in Iran.

Usa, Pentagono preme su industrie per rapido aumento produzione armi

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Ambasciatore Usa Fertitta: "La situazione a Hormuz verrà risolta"

"Penso che la situazione verrà risolta. E' molto complicata. Il  presidente Trump voleva sbarazzarsi di un regime orribile che non  permette alla gente di protestare". Così l'ambasciatore l'ambasciatore  americano in Italia, Tilman J. Fertitta, rispondendo a una domanda  durante il suo tour a Genova sulla guerra in Iran e le sorti dello  stretto di Hormuz e quello di Bab el-Mandeb. "Da giornalisti avrete  letto le notizie sui giovani che sono stati giustiziati. Rispetto Donald  Trump e ne apprezzo la determinazione nel dire 'Dobbiamo sbarazzarci di  questo regime', lo sostengo al 100% e lui risolverà la questione dello  Stretto di Hormuz. Ma ha a che fare con un regime orribile affrontato  direttamente".

In Germania il livello delle riserve di gas "è molto basso" per il governo

Il livello di dei serbatoi tedeschi di gas "è molto basso". È quello che ha ammesso oggi il governo tedesco, attraverso una portavoce del ministero dell'Economia. L'esecutivo di Friedrich Merz tuttavia richiama la responsabilità delle imprese, e per ora non si attiva. "Stiamo monitorando attentamente la situazione, anche nel contesto geopolitico, e invitiamo gli operatori a immagazzinare gas", ha affermato in conferenza stampa la portavoce della ministra dell'Economia e dell'Energia Katharina Reiche.    Sia i livelli dei serbatoi di gas tedeschi che quelli europei sono attualmente nettamente inferiori rispetto a quelli dell'anno scorso. Secondo i dati più recenti dell'Associazione europea dei gestori di infrastrutture del gas, le riserve tedesche il 17 agosto erano pari al 50,06%, mentre un anno fa erano riempiti a poco meno del 67%. La resistenza nell'acquisto del gas dipende dalla circostanza che i prezzi siano schizzati a causa del conflitto in Iran e della crisi nello stretto di Hormuz. Per chi normalmente compra il gas per poi rivenderlo in Germania durante l'inverno, le condizioni non sono attraenti. Anche il direttore dell'Agenzia per le reti, Klaus Mueller, ha richiamato i distributori alle loro responsabilità. "C'è gas a sufficienza. Pertanto non riesco a immaginare che un distributore di gas voglia spiegare ai propri clienti che in inverno non ci sarà gas a sufficienza perché non ha provveduto adeguatamente", ha affermato a t-online. "Mi aspetto che i distributori di gas adempiano alle loro responsabilità", ha aggiunto.     L'atteggiamento attendista del governo non sta passando inosservato: die Zeit ha titolato senza mezzi termini che "nonostante il basso livello di riserve, il ministero dell'economia e dell'energia non si attiva". La Germania, che prima della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia importava gas a basso costo da Mosca, conta attualmente su diversi canali di  approvvigionamento, ha ricordato dal canto suo il ministero: "quasi la metà arriva dalla Norvegia. Inoltre riceviamo gas da Francia e Belgio". "Non siamo noi a fare i contratti ma le imprese" ha spiegato ancora la portavoce Susanne Ungrad, sottolineando che a Berlino si è comunque "in grado di reagire tempestivamente". "La priorità assoluta - ha anche affermato - è garantire l'approvvigionamento per l'inverno".

Idf: "Da stazione polizia Gaza City operavano terroristi di Hamas"

''I terroristi colpiti oggi nella Striscia di Gaza operavano da una  stazione di polizia civile per pianificare attacchi contro le truppe  israeliane, utilizzandola per scopi militari e in violazione del diritto  internazionale''. Lo scrive il portavoce dell'Idf in una nota in  riferimento al raid che oggi ha preso di mira una stazione di polizia  nel quartiere Tuffah di Gaza City, in cui, secondo fonti palestinesi,  sono rimasti uccisi almeno 8 ufficiali e una bambina di 13 anni.  ''Durante l'attacco, erano presenti almeno quattro terroristi dell'ala  militare di Hamas, insieme a un altro terrorista dell'ala militare del  Comitato di Resistenza Popolare'', aggiunge la nota, specificando che  ''l'Idf fornirà ulteriori aggiornamenti sull'esito dell'attacco non  appena possibile''. La nota aggiunge che in un altro raid avvenuto  mezz'ora prima a Nuseirat è stato eliminato un comandante di plotone  dell'organizzazione terroristica Hamas, che si era infiltrato in  territorio israeliano durante il massacro del 7 ottobre.

Golan: "Attacco a Siria provocazione, Netanyahu estremista e inaffidabile"

''L'attacco alla Siria è una mossa provocatoria e pericolosa, che ci  avvicina a uno scontro con la Turchia e approfondisce la frattura con i  nostri alleati, in primis gli Stati Uniti.'' Lo scrive su X Yair Golan,  il leader del partito di sinistra 'I Democratici'. ''Ancora una volta,  la forza militare viene usata per fini politici. Netanyahu dimostra di  nuovo di essere una figura estremista e inaffidabile, non in grado di  promuovere una mossa verso la stabilità regionale, allontanando da noi  partner e alleati. Israele ha bisogno di una leadership che sappia usare  la forza per garantire la sicurezza, non per scatenare un'altra guerra  per la sopravvivenza politica'', ha aggiunto.

Media Israele: "I raid a Gaza hanno ricevuto luce verde dagli Usa"

''Israele non crede che Hamas si disarmerà e, fino ad allora, l'Idf  continuerà a contrastare le minacce, non si ritirerà dalla Linea Gialla e  non inizieranno operazioni legate alla ricostruzione della Striscia''.  Lo ha detto una 'fonte di sicurezza israeliana' citata da Channel 11.  Secondo la fonte, i raid contro la Striscia di Gaza degli ultimi giorni  hanno ricevuto 'luce verde' dall'amministrazione Usa, perché si  inquadrano nella ''libertà d'azione dell'Idf per contrastare le minacce  provenienti dalla Striscia di Gaza, contro i terroristi che pianificano  attacchi contro le truppe o contro i terroristi appartenenti all'unità  Nukhba''.

Netanyahu: "Non permetteremo alla Turchia di porre una minaccia dalla Siria"

'Non tollereremo un rafforzamento militare della Turchia in Siria che  minacci Israele. Abbiamo espresso chiaramente il messaggio: 'don't'. A  quanto pare non l'hanno recepito bene, quindi ci siamo assicurati che lo  comprendessero meglio''. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu  durante un podcast in ebraico.

Guterres: "Pericolose le dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir su Gaza"

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, definisce  "pericolose" le dichiarazioni del ministro israeliano di estrema destra  Ben Gvir su Gaza. Lo ha detto il portavoce del Palazzo di Vetro,  Stéphane Dujarric. Il ministro ha affermato che Israele dovrebbe  uccidere "30 o 40" persone "ogni notte a Gaza". "Queste affermazioni  sono sconcertanti. Sono oltraggiose. Sono disumanizzanti e pericolose. E  le condanniamo senza riserve", ha spiegato il portavoce.

Iran, Ghalibaf: in Iraq per rafforzare "nuovo ordine" regione

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha sottolineato l'importanza di rafforzare il "nuovo ordine" nella regione, durante la prima tappa di una visita di tre giorni in Iraq. Il viaggio di Ghalibaf si svolge in un momento in cui Baghdad subisce pressioni dagli Stati Uniti per disarmare le fazioni vicine a Teheran, che esercita una significativa influenza politica nel Paese. Il primo ministro Ali al-Zaidi, insediatosi tre mesi fa con il sostegno degli Stati Uniti, si e' impegnato a limitare il controllo delle armi allo Stato. Parlando dal luogo vicino all'aeroporto di Baghdad dove il generale iraniano Qassem Soleimani e' stato ucciso in un attacco statunitense nel 2020, Ghalibaf ha dichiarato: "Il nostro viaggio in Iraq di oggi mira a rafforzare il nuovo ordine nella regione e ad accelerare il rafforzamento della cooperazione tra tutti i Paesi della regione senza interferenze straniere". "La resistenza in Iraq e' uno degli elementi che costituiscono la forza di questo Paese. Oggi, la resistenza ha oltrepassato i confini dell'Iran e dell'Iraq ed e' diventata globale", ha aggiunto. Ghalibaf ha incontrato Zaidi e ha poi partecipato a una riunione con il Quadro di Coordinamento, la coalizione di partiti sciiti con diversi gradi di vicinanza a Teheran. L'Iraq e' stato trascinato nella guerra in Medio Oriente, con fazioni filo-iraniane che hanno lanciato attacchi contro interessi statunitensi, ai quali Washington ha risposto con raid di rappresaglia. Anche l'Iran ha bombardato posizioni appartenenti a gruppi di opposizione curdi iraniani. L'Iraq si trova ad affrontare crescenti difficolta' nel mantenere un equilibrio tra Iran e Stati Uniti e, sin dall'invasione statunitense del 2003, e' diventato un'arena di rivalita' tra le due potenze. Zaidi ha concesso alle fazioni armate - alcune delle quali appartenenti all'Asse della Resistenza, sostenuto da Teheran - fino al 30 settembre per consegnare le armi allo Stato, in concomitanza con la fine prevista della missione della coalizione a guida statunitense contro l'Isis. Alcune delle fazioni piu' potenti, tuttavia, e quelle piu' vicine all'Iran, si rifiutano di collaborare. Domani, Ghalibaf si rechera' nella citta' santa di Karbala, dove partecipera' alle cerimonie per il 40 giorno dalla morte dell'ex Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso negli attacchi israeliani e statunitensi del 28 febbraio.

Onu: "Inaccettabili le nuove sanzioni Usa contro la presidente della Cpi"

L'Onu ha espresso sostegno alla presidente della Corte penale  internazionale (Cpi), la giapponese Tomoko Akane, a seguito delle  sanzioni imposte dagli Stati Uniti. "Le inaccettabili nuove sanzioni  imposte dagli Stati Uniti contro la presidente della Corte penale  internazionale e un membro dell'accusa devono essere revocate", ha  chiesto l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani  Volker Türk.

Idf: "Ieri al porto di Gaza uccisi 4 comandanti di Hamas"

Il portavoce dell'Idf afferma che nel raid di ieri nell'area di Al-Shati  ''sono stati uccisi un comandante di compagnia e tre comandanti di  plotone dell'unità Nukhba di Hamas, appartenenti al battaglione Beit  Lahia, che pianificavano attacchi contro le truppe: Muhammad Hamdi Ahmad  Al-Masri, Muhammad Attar, Muhammad Fathi Hussein Nasser e Samed Samir  Harb Abu Habal, quest'ultimo si era infiltrato in Israele durante il  massacro del 7 ottobre''. Il raid ha colpito il caffè 'Sweet and Bitter'  al porto di Gaza City. I palestinesi hanno riportato 7 vittime tra cui  un bambino. L'emittente AlAraby Tv ha citato oggi una fonte di Hamas  secondo cui il raid ieri ''ha preso di mira membri disarmati del  movimento che stavano discutendo del disarmo nell'ambito del piano del  presidente statunitense Donald Trump''.

Media: "8 agenti e ufficiali e una bambina uccisi oggi nel raid a Gaza"

Secondo i media palestinesi che citano il ministero degli Interni di  Hamas, nel raid dell'Idf di oggi contro un quartier generale della  polizia di Gaza City, sono rimasti uccisi otto agenti di polizia, tra  cui alti ufficiali, e la bambina di 13 anni Dana Haitham al-Jamasi. Tra  gli ufficiali, anche il colonnello Fatina Abdul Jabbar al-Sahhar,  direttrice del dipartimento di polizia femminile del governatorato di  Gaza. Le altre vittime sono il generale di brigata Ayman Mahmoud  Jundiya, direttore ad interim della polizia del governatorato di Gaza;  il colonnello Osama Hashem al-Hajin, direttore delle operazioni della  polizia del governatorato di Gaza; i colonnelli Ibrahim Abdul Rahman  Tamraz e Alaa Ali Alyan; il tenente colonnello Hazem Jabr Khalaf; il  maggiore Othman Shehata Abu Samaan; il tenente Samaher Misbah Hamada.

Iran, Trump: ripresa negoziati? "Forse a un certo punto"

E' disponibile alla ripresa dei negoziati l'Iran? "Forse a un certo  punto. Ma in questo momento la situazion è così". Ad affermarlo è il  presidente degli Stati Uniti, Donald Trump parlando oggi alla Casa  Bianca in merito alle trattative con Teheran.

Ghalibaf: "Usa disperati, non sanno se continuare o fermare la guerra"

Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher  Ghalibaf ha dichiarato che gli Stati Uniti si trovano di fronte a un  dilemma riguardo alla guerra, affermando che un ritiro danneggerebbe la  loro credibilità, mentre proseguirla creerebbe ulteriori problemi. "Gli  Stati Uniti sono in uno stato di disperazione. Se si ritirano dalla  guerra, perderanno credibilità, e se continuano, si creeranno decine di  problemi", ha dichiarato Ghalibaf durante una visita in Iraq, , secondo  quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Isna e ripreso da  Iran International. Ghalibaf ha anche affermato che i problemi  regionali si attenuerebbero se Washington ponesse fine ai suoi  interventi.

Iran, Trump: "La situazione adesso é molto buona"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito "molto buona" la situazione con l'Iran. "Proprio adesso penso che la situazione sia molto buona", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.

Gas: future in discesa sotto i 64 euro

I future sul gas naturale in Europa (Ttf), con le Borse azionarie ormai chiuse, cedono lo 0,58% a 63,28 euro al Megawattora.

Hamas: "Netanyahu mina deliberatamente gli sforzi dei mediatori sulla roadmap"

''La tempistica del massacro di oggi contro la stazione di polizia di  Gaza City, che ha causato 9 morti, giunge dopo recenti incontri e  comunicazioni con mediatori e garanti, nonché dopo gli incontri con  l'inviato statunitense Jared Kushner e gli sforzi compiuti per  promuovere l'attuazione dell'accordo e completare la roadmap. Ciò  conferma che il governo di Netanyahu sta deliberatamente minando questi  sforzi''. Lo dichiara Hamas in una nota.

Capo Idf sul fronte siriano: "Non permettiamo a forze ostili di stare ai nostri confini"

"Vediamo ciò che sta accadendo e monitoriamo i cambiamenti sul fronte  siriano. Non permetteremo a forze ostili di insediarsi ai nostri confini  e sapremo come utilizzare le nostre capacità operative con precisione,  nel luogo e nel momento necessari". Lo dichiara in una nota ufficiale il  capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir che oggi ha visitato la zona  di sicurezza nel sud della Siria. "Dobbiamo impedire lo sviluppo di  minacce terroristiche, prevenendo al contempo la formazione di una  minaccia militare significativa ai nostri confini", ha aggiunto. "Anche  in Siria abbiamo creato una postura di difesa avanzata, che funge da  zona cuscinetto davanti alle comunità, dove stanno operando le nostre  truppe. Siamo ancora impegnati in una guerra su più fronti, siamo vigili  e operativi in tutti gli scenari. Un'escalation può svilupparsi in uno  qualsiasi di essi e dobbiamo mantenere una prontezza costante", ha detto  il capo dell'Idf.

Trump: "Un gran numero di imbarcazioni è transitato per Hormuz la scorsa notte"

Lo Stretto di Hormuz è aperto e la navigazione procede senza intoppi.  Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump che, parlando alla  Casa Bianca, ha sottolineato che "un gran numero di imbarcazioni è  transitato per Hormuz la scorsa notte".

Amb. Usa in Israele: "Washington al lavoro per prevenire escalation con Turchia"

In un'intervista all'emittente saudita al Arabiya, l'ambasciatore  americano in Israele Mike Huckabee ha rivelato che "Washington sta  lavorando per istituire un meccanismo volto a prevenire scontri tra  Israele, Turchia e Siria, al fine di evitare un'ulteriore escalation".  Huchabee ha sottolineato "gli sforzi compiuti per affrontare le tensioni  tra le tre parti". L'intervista arriva il giorno dopo l'attacco  dell'Idf a una base aerea nel nord-ovest della Siria.

Autorità sanitarie di Gaza: "Tra i morti raid Israele anche una ragazzina di 13 anni"

Le autorità sanitarie di Gaza hanno identificato tra le persone uccise  oggi in un attacco israeliano contro un posto di polizia di Hamas a Gaza  City anche Dana al-Jamasi, una ragazzina di 13 anni. Lo riferisce 'The  Times of Israel'.

Petrolio, scorte settimanali Usa salgono sopra attese

Le scorte commerciali di petrolio greggio degli Stati Uniti sono aumentate di 4,405 milioni di barili nella settimana terminata il 14 agosto, superando le attese del mercato che indicavano un calo di circa 600 mila barili, secondo i dati diffusi dall'Eia. Le scorte si sono attestate a 428,8 milioni di barili, in linea con la media degli ultimi cinque anni per questo periodo dell'anno. Nello stesso periodo le scorte di benzina sono aumentate di 700 mila barili, pur rimanendo inferiori del 5% rispetto alla media quinquennale stagionale. Prosegue invece il drenaggio delle scorte di distillati, diminuite di 1,5 milioni di barili nell'ultima settimana e ora circa il 13% al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Nel complesso, le scorte commerciali di prodotti petroliferi sono cresciute di 8,8 milioni di barili. Sul fronte operativo, le raffinerie statunitensi hanno lavorato in media 17,4 milioni di barili al giorno, in aumento di 215 mila barili giornalieri rispetto alla settimana precedente, con un tasso di utilizzo della capacita' pari al 97,2%. La produzione di benzina e' salita a 9,7 milioni di barili al giorno, mentre quella di distillati e' scesa a 5,2 milioni di barili.

Hamas: "Raid Idf a stazione polizia Gaza crimine guerra"

L'attacco israeliano al quartier generale della polizia di Gaza e' un "nuovo crimine di guerra". Lo dice Hamas ha condannato l'attacco israeliano al quartier generale della polizia di Gaza, che ha causato la morte di nove persone, per lo piu' agenti di polizia, e il ferimento di diversi civili. In una dichiarazione, Hamas ha respinto la giustificazione di Israele secondo cui l'attacco avrebbe preso di mira "leader della resistenza": sono "accuse infondate e false, utilizzate per giustificare l'aggressione e coprire il deliberato attacco contro agenti di polizia civili e civili disarmati", ha risposto Hamas che ha accusato il governo israeliano di "minare deliberatamente questi sforzi e di spingere pericolosamente verso la riaccensione della guerra di sterminio contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza".Il gruppo ha invitato i mediatori e i garanti, "in primis l'amministrazione Trump", ad assumere "una posizione chiara e ferma contro questa pericolosa escalation", a costringere Israele a rispettare l'accordo e a ritenerlo "pienamente responsabile delle ripercussioni di questi crimini sistematici".

Media: in raid Idf uccisa capa sezione femminile polizia di Gaza

Secondo quanto riportato dai media locali, nel raid aereo israeliano a Gaza e' rimasta uccisa Fatina al-Sahhar, capa della polizia femminile di Gaza, insieme a diversi altri comandanti di polizia.

Flotilla proietta su stadio Bergamo scritta "Boycott Israel"

La scritta luminosa "Boycott Israel" e' stata proiettata ieri sulle pareti esterne della New Balance Arena di Bergamo, dove domani alle ore 20.30 si giochera' la partita di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel-Aviv. L'iniziativa e' della Global Sumud Flotilla: "Lo abbiamo fatto per accendere un riflettore su uno Stato che, sotto gli occhi del mondo, e' accusato di un genocidio a Gaza e un'occupazione militare sempre piu' violenta in Cisgiordania - si legge nel comunicato -. Si puo' assistere a una partita di calcio, non a un genocidio. Il boicottaggio di Israele non e' piu' un'opzione politica tra le altre: e' una necessita' umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicita' internazionale. In questo contesto, ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale e' complicita'". Gli autori dell'iniziativa chiedono alle istituzioni nazionali "la cancellazione definitiva del memorandum d'intesa tra Italia e Israele sulla cooperazione militare, e la limitazione degli accordi commerciali in essere". Alla Uefa, invece, "di sospendere le squadre israeliane dalle competizioni sportive".

Cpi, Kallas: "Ue deplora sanzioni Usa; pieno sostegno a Corte"

L'Unione europea "ribadisce il suo fermo sostegno alla Corte penale internazionale (Cpi)" e "deplora profondamente la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni alla presidente della Corte penale internazionale, giudice Tomoko Akane, e al procuratore capo Abdoulaye Seye". Lo afferma in una dichiarazione l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. "La Cpi e' un pilastro del sistema di giustizia penale internazionale e della lotta globale contro l'impunita'. Svolge un ruolo essenziale nel garantire che i responsabili dei crimini piu' gravi che destano preoccupazione per l'intera comunita' internazionale siano chiamati a rispondere delle loro azioni. La sua indipendenza, imparzialita' e capacita' di svolgere il proprio mandato devono essere libere da pressioni, intimidazioni o interferenze", afferma Kallas. "Le sanzioni contro la Corte, i suoi funzionari e il suo personale ne compromettono il lavoro. L'Ue e' fermamente al fianco della Cpi e continuera' a fornire il suo pieno sostegno per garantire la protezione della Corte e del suo personale da pressioni o minacce esterne", sostiene l'Alta rappresentante, che ribadisce inoltre come l'Ue resti "fermamente impegnata a favore dello Statuto di Roma e nella tutela dell'indipendenza e dell'integrita' della Corte".

Yemen, Houthi: "Attaccate otto petroliere saudite da inizio blocco"

Gli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, hanno affermato di  aver preso di mira otto petroliere saudite da quando hanno dichiarato un  blocco marittimo contro le navi saudite. Lo si apprende dall'agenzia di  stampa Saba, gestita dal gruppo militante, e ripresa dai media  internazionali. "Dal 20 luglio, abbiamo preso di mira 8 petroliere  saudite, 5 nel Mar Rosso e 3 nel Golfo di Aden e nel Mar Arabico",  recita la dichiarazione diffusa da Saba, secondo cui a quasi 50  petroliere saudite è stato "impedito di transitare nel Mar Rosso e nel  Mar Arabico e costrette a tornare indietro". Infine, gli Houthi  dichiarano anche di aver affondato due navi da sbarco militari vicino a  Mokha, che secondo loro trasportavano armi saudite, nonché più di dieci  navi da guerra appartenenti alle forze saudite.

Hamas: "Raid Israele su Gaza City è crimine di guerra, Netanyahu rifiuta cessate il fuoco"

Hamas ha accusato Israele di aver commesso un "crimine di guerra" nel  raid condotto sul quartier generale della polizia municipale a Gaza  City, nel quale, secondo la fazione palestinese, sono state uccise nove  persone, "per la maggior parte agenti e comandanti della polizia",  mentre diversi civili sono rimasti feriti. In una nota, Hamas ha  definito l'attacco "un altro crimine di guerra sionista" e ha accusato  il governo del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di  "eludere i propri impegni" e di "rifiutarsi di fatto di procedere con  l'attuazione dell'accordo sul cessate il fuoco e con il completamento  delle sue diverse fasi".

Emirati Arabi: sospendono tutti gli scambi con l'Iran dopo ultimi attacchi

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sospeso tutti gli scambi commerciali con  l’Iran, dopo aver accusato Teheran di aver nuovamente lanciato missili  balistici contro il Paese. La decisione rischia di aumentare  l’isolamento economico della Repubblica islamica, già sottoposta alle  sanzioni Usa e alle conseguenze del blocco commerciale legato al  conflitto con Washington. «Alla luce dell'escalation regionale, tutti  gli scambi commerciali, finanziari e gli scambi con l'Iran sono stati  sospesi fino a nuovo avviso». Così Afra Al Hameli, direttrice del  Dipartimento di Comunicazione Strategica del Ministero degli Affari  Esteri. Ieri sera l’arrivo di  missili balistici ha fatto scattare in tutto il territorio emiratino gli  avvisi alla popolazione di cercare riparo, per la prima volta dopo  diverse settimane. Nelle prime fasi del conflitto gli Emirati erano  stati più volte bersaglio di attacchi iraniani, in particolare nei  pressi di Dubai, con una conseguente forte contrazione dei rapporti  commerciali tra i due Paesi.

Hind Rajab, voce simbolo delle vittime di Gaza

Hind Rajab aveva cinque anni quando fu uccisa a Gaza il 29 gennaio 2024, dopo essere rimasta per ore intrappolata in un'auto insieme ai corpi dei suoi familiari e aver chiesto aiuto al telefono alla Mezzaluna Rossa palestinese. La sua voce, registrata durante quelle ultime ore, e le circostanze della sua morte hanno trasformato la bambina in uno dei simboli delle vittime palestinesi della guerra nella Striscia. Hind viaggiava con alcuni familiari nella citta' di Gaza quando l'auto sulla quale si trovava, una Kia Picanto, fini' sotto il fuoco. Cinque persone morirono nel primo attacco. Rimasero vive Hind e la cugina quindicenne Layan Hamada, che riuscirono a contattare telefonicamente i soccorritori. "Ci stanno sparando, ho il carro armato accanto", disse Layan durante la telefonata, prima che si sentisse una nuova raffica di colpi e la sua voce scomparisse. Da quel momento Hind rimase sola nell'auto. Per oltre tre ore continuo' a parlare al telefono con gli operatori della Mezzaluna Rossa, implorando che qualcuno andasse a prenderla. Un'ambulanza con due paramedici venne inviata per raggiungerla. Il mezzo arrivo' nella zona dopo che, secondo quanto riferito dallo stesso esercito israeliano, il suo movimento era stato coordinato. Ma anche l'ambulanza venne colpita e i due soccorritori furono uccisi. Poi si perse ogni contatto con Hind. Soltanto dodici giorni dopo, quando le forze israeliane si ritirarono dalla zona, furono recuperati il corpo della bambina, quelli dei suoi familiari e quelli dei due paramedici. Secondo un'analisi di Forensic Architecture, sull'automobile furono trovati 335 fori di proiettile. Per oltre due anni il caso e' stato al centro di indagini indipendenti e richieste di accertamento delle responsabilita'. L'esercito israeliano aveva inizialmente sostenuto che le sue forze non fossero presenti nella zona al momento dell'accaduto. Oggi ha invece riconosciuto che furono soldati israeliani ad aprire il fuoco contro l'auto. "Le conclusioni dell'indagine indicano che le truppe dell'Idf hanno sparato contro un veicolo che si avvicinava a loro", ha affermato l'esercito. La procura militare ha quindi disposto l'apertura di un'indagine penale sia sugli spari contro l'auto sia sulle circostanze dell'attacco all'ambulanza. La storia di Hind ha avuto nel frattempo una vasta eco internazionale. Il film "The Voice of Hind Rajab", costruito attorno alla vicenda e alle registrazioni delle sue richieste di aiuto, ha vinto il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di Venezia ed e' stato successivamente candidato all'Oscar. Il nome della bambina e' stato scelto anche dalla Hind Rajab Foundation, organizzazione con sede a Bruxelles impegnata sul terreno giudiziario per chiedere indagini e procedimenti contro persone accusate di crimini commessi contro i palestinesi, segnalando in particolare la presenza di soldati israeliani all'estero per poterli fermare e portare davanti a un giudice.

Media: 9 uccisi nell'attacco Idf contro la polizia a Gaza City, almeno 15 feriti

Secondo fonti mediche riportate dall'agenzia di stampa palestinese Wafa,  il numero delle vittime del raid israeliano contro il quartier generale  della polizia a Gaza City è salito a 9, oltre a 15 feriti. In un altro  attacco dell'Idf ieri a un bar nei pressi del porto di Gaza City sono  rimaste uccise sei persone.

Barrot: "In Cisgiordania azioni indegne e presto possibile nuove sanzioni, dichiarazioni Ben Gvir disumane"

"Quello che sta accadendo oggi in Cisgiordania è semplicemente indegno e  dovrebbe suscitare disgusto in tutti noi. È per questo motivo che  abbiamo sanzionato il ministro Ben Gvir, le cui recenti dichiarazioni  sono insopportabili e disumane". Ad affermarlo è il ministro degli  Esteri francese, Jean-Noel Barrot in un post su 'X' commentando la  situazione in Cisgiordania e l'assedio dei coloni ai villaggi  palestinesi. "È anche per  questo - sottolinea - che ho sostenuto con forza l'adozione di sanzioni  non solo nei confronti dei responsabili di queste violenze, ma anche nei  confronti delle entità, delle aziende e delle organizzazioni che, da  Israele, forniscono i mezzi a questi coloni estremisti e violenti per  cacciare i palestinesi dalle loro terre, bruciare i loro raccolti e  distruggere i loro edifici pubblici. Per la terza volta, lo scorso 28  maggio, abbiamo adottato sanzioni europee nei confronti di questi  coloni. Potrebbero essere adottate nuove sanzioni e tutte le opzioni  sono sul tavolo".

Islamabad: "Ministro Esteri siriano atteso in Pakistan oggi e domani"

Il governo di Islamabad annuncia in una nota che il ministro degli Esteri siriano Asaad Hassan al-Shaibani sarà in visita in Pakistan tra oggi e domani.    Precedentemente, il governo pachistano aveva dichiarato di "condannare fermamente" l'attacco a una base aerea in Siria imputato alle forze israeliane.    "Durante la visita, le due parti avranno approfondite discussioni sull'intero spettro delle relazioni bilaterali, esamineranno le possibilità di ulteriore potenziamento della cooperazione bilaterale e avranno uno scambio di vedute sugli sviluppi regionali e internazionali", afferma il ministero degli Esteri pachistano in un comunicato pubblicato su X.

Media: raid Israele su Striscia di Gaza, 10 morti tra cui 2 comandanti di Hamas

E' di 10 morti, tra cui due presunti comandanti di Hamas che avrebbero  preso parte al massacro del 7 ottobre, il bilancio di due raid aerei  condotti da Israele sulla Striscia di Gaza. Lo riferiscono il Times of  Israel e fonti palestinesi. Secondo  l'esercito israeliano (Idf), il primo raid, nell'area di Nuseirat,  nella parte centrale della Striscia, ha preso di mira un comandante di  Hamas. I media palestinesi riferiscono che nell'attacco è stata uccisa  una persona che viaggiava su una motocicletta. Il  secondo raid, condotto meno di mezz'ora dopo contro una postazione  della polizia di Hamas nel quartiere di Tuffah, a Gaza City - secondo i  media palestinesi - avrebbe provocato nove morti. Le Idf hanno affermato  che l'obiettivo era un comandante di Hamas e altri membri del gruppo  armato che stavano pianificando attacchi contro le truppe israeliane  nella Striscia.

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

L'esercito israeliano, a due anni da quel gennaio 2024, ha chiesto di indagare sugli spari che hanno portato alla morte della famiglia della bambina di 5 anni e degli operatori della Mezzaluna Rossa intervenuti per soccorrerli. L'Idf ha fatto sapere di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione. 

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

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Yemen, l'allarme: "Houthi vogliono prendere controllo coste Bab el-Mandeb"

Gli Houthi dello Yemen pianificano di prendere il controllo di territori  lungo lo Stretto di Bab al-Mandeb. E' l'allarme lanciato da un ministro  yemenita. Tre fonti degli Houthi e un portavoce delle forze del governo  yemenita nell'area hanno confermato l'allarme all'agenzia Afp.  Gli  Houthi "lavorano per creare le condizioni per prendere il controllo  dello Stretto di Bab el-Mandeb ampliando la loro presenza lungo la costa  occidentale e tentando di controllare strategiche isole yemenite nel  Mar Rosso", ha detto all'Afp il ministro dell'Informazione del governo  yemenita, Moammar al-Eryani, parlando di un rafforzamento della presenza  degli Houthi e di piani messi in luce dai "ripetuti attacchi a porti,  moli, infrastrutture civili, navi e capacità marittima del governo". Gli  Houthi stanno "cercando di consolidare una presenza nella zona del Bab  el-Mandeb", ha detto Sadeq Duwait, portavoce delle Forze di resistenza  nazionale, affiliate al governo, che controllano zone nell'area. Al momento gli Houthi hanno il controllo della città portuale di  Hodeida, a nord, e hanno più volte attaccato navi nel Mar Rosso. Nelle  ultime settimane hanno messo a segno attacchi sanguinosi contro le forze  governative. E hanno anche iniziato a prendere di mira il porto di  Mokha, vicino al Bab al-Mandeb, insieme a siti militari nell'area e a  isole nel Mar Rosso controllate dal governo. "Tramite  i loro continui attacchi contro Mokha e il suo porto, i miliziani  Houthi cercano di stabilire una presenza lungo le spiagge del Bab  al-Mandeb e di trasformare l'area in una situazione simile a quella  dello Stretto di Hormuz", ha detto Duwait. Tre  fonti militari degli Houthi hanno confermato all'Afp che il gruppo si  prepara a lanciare un'operazione per la conquista di aree a sud di  Hodeida. Secondo le dichiarazioni delle fonti, sono stati dispiegati  circa duemila combattenti lungo la costa occidentale yemenita nelle  province di Taiz e Hodeida. E anche lanciarazzi.

Iran, Ghalibaf: "Usa cercano uscita onorevole dalla regione"

Gli Stati Uniti stanno cercando "un'uscita onorevole" dalla regione. Lo  ha affermato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher  Ghalibaf, sostenendo che l'influenza sulle potenze straniere in Medio  Oriente stia rapidamente scemando con l'emergere di quello che ha  definito un "nuovo ordine regionale". "Cari  Abu Mahdi e Haj Qassem! Questo è il frutto della vostra lotta e del  vostro sangue benedetto", ha scritto Ghalibaf su X, riferendosi ad Abu  Mahdi al-Muhandis, alto comandante delle Forze di mobilitazione popolare  irachene, e a Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei  Guardiani della Rivoluzione. Entrambi furono uccisi in un raid americano  con un drone nei pressi dell'aeroporto di Baghdad nel gennaio 2020.  "Nel nuovo ordine regionale, l'ingerenza delle potenze straniere nei  rapporti tra i Paesi sta rapidamente diminuendo; gli Stati Uniti stanno  cercando un'uscita onorevole dalla regione e il progetto del regime  sionista 'dal fiume al mare' non è ormai altro che un'illusione", ha  aggiunto Ghalibaf.

Nato: "Iran? Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia"

"Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando le difese aeree della  Nato hanno intercettato con successo, in quattro occasioni distinte,  missili balistici diretti in Turchia dall'Iran, la nostra capacità di  deterrenza e difesa è solida ed efficace. La Nato è pronta ad affrontare  qualsiasi minaccia e farà sempre tutto il necessario per difendere  tutti gli Alleati". Lo afferma un funzionario della Nato.

Il petrolio in calo a New York, a 84,54 dollari

Il petrolio cede terreno a New York a dispetto delle incertezze sul  negoziato tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento americano, cede lo  0,47%, a 84,54 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale,  perde lo 0,36% e scivola a quota 90,69.

Media: raid Israele a stazione polizia Gaza, 9 morti e 15 feriti

Secondo quanto riportato da testate giornalistiche palestinesi operanti nella Striscia, le autorita' di Gaza hanno aggiornato il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano contro una stazione di polizia di Gaza City a nove morti e 15 feriti. Il Ministero dell'Interno, controllato da Hamas, accusa Israele di aver tentato di seminare il caos nella Striscia prendendo di mira le forze di polizia. L'esercito israeliano afferma che l'attacco aveva come obiettivo terroristi.

Tre partiti arabi annunciano coalizione per il voto in Israele, Ra'am corre da solo

Il partito arabo Balad ha annunciato l'adesione alla lista congiunta di  altri due partiti arabi, Hadash e Ta'al, in vista delle elezioni del 27  ottobre. Balad da solo non superava nei sondaggi la soglia di  sbarramento (3,25%), mentre Hadash e Ta'al ottengono intorno ai 5 seggi.  Ra'am, il partito arabo legato al movimento islamico del Sud d'Israele,  che fece parte del governo Bennett-Lapid nel 2021, correrà invece da  solo, e nei sondaggi si posiziona pure intorno ai 5 seggi.

Hamas e falchi di Fatah al Cairo per discutere di una lista elettorale comune

Rappresentanti di Hamas e del Blocco di Riforma Democratica di Mohammed  Dahlan, l'ala dura di Fatah, si sono incontrati oggi al Cairo per  valutare la formazione di una lista unificata per le elezioni  legislative indette da Abu Mazen per il 28 novembre, le prime da 20 anni  a questa parte. Lo ha riferito ad Al Manassa una fonte appartenente a  una delle fazioni. Durante l'incontro, si è anche parlato di redigere  una risposta congiunta alle recenti dichiarazioni del Board of Peace  seguite ai colloqui dell'inviato presidenziale statunitense Jared  Kushner in Medio Oriente. Husam Badran, membro del politburo di Hamas e  responsabile dell'ufficio per le relazioni nazionali, ha dichiarato ad  Al Manassa che Hamas intende partecipare alle elezioni legislative  "all'interno di un'ampia coalizione nazionale che rappresenti un vasto  spettro di forze politiche palestinesi". Per questo, ha recentemente  avviato colloqui e stabilito contatti con fazioni, forze e personalità  palestinesi per costruire il più ampio blocco elettorale nazionale  possibile, "basato su un programma politico concordato", ha spiegato  Badran. Lunedì scorso, sempre al Cairo, si era tenuto un incontro tra  una delegazione di Hamas guidata dal leader Al Hayya e i leader delle  fazioni di Gaza, a cui ha partecipato anche una delegazione del Blocco  per la Riforma Democratica di Dahlan. Al termine di colloqui definiti  "molto positivi e proficui", è stato deciso di "intensificare gli sforzi  politici e diplomatici per garantire che Israele rispetti tutti gli  accordi e le intese firmati" e il movimento ha ribadito il suo impegno a  sostenere il piano del presidente Usa Donald Trump, "a condizione che  Israele lo rispetti".

Idf: "Colpiti poco fa due comandanti di Hamas a Nuseirat e Gaza City"

''Poco fa, l'Idf ha colpito un comandante dell'ala militare di Hamas  nella zona di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, che si era  infiltrato in territorio israeliano e aveva partecipato al massacro del 7  ottobre 2023. Inoltre, l'Idf in un'operazione congiunta con lo Shin  Bet, ha colpito nel quartiere Tuffah a Gaza City un comandante  dell'organizzazione terroristica Hamas che pianificava attacchi contro  le truppe operanti nella Striscia di Gaza''. Lo comunica il portavoce  dell'Idf in una nota.

Idf: "Aperta inchiesta penale su uccisione bambina Hind Rajab, chiusa indagine su World Central Kitchen"

L'esercito israeliano ha annunciato l'apertura di indagini penali  sull'uccisione della bambina palestinese di cinque anni Hind Rajab e  della sua famiglia a gennaio del 2024. L'Idf, invece, ha escluso  responsabilità penali a carico di soldai di Tsahal per quanto riguarda  l'attacco contro i veicoli della World Central Kitchen e ha chiuso  l'indagine sulla morte dei sette operatori umanitari della World Central  Kitchen a Deir al-Balah nell'aprile 2024. E' quanto sottolinea l'Idf in  un rapporto pubblicato oggi dopo aver completato le verifiche su  diversi "incidenti operativi eccezionali" di grande rilievo avvenuti a  Gaza dopo il 7 ottobre 2023. E' stata decisa anche l'apertura di  indagini da parte della Polizia militare sull'uccisione di 15  palestinesi a Tel al-Sultan.  L'esercito  ha affermato che le verifiche sono state condotte nell'ambito degli  obblighi dell'Idf previsti dal diritto internazionale e dalla  legislazione israeliana. Dall'inizio della guerra, il meccanismo ha  esaminato circa 150 incidenti, secondo l'Idf. Tra i casi all'esame  c'erano anche l'uccisione di due operatori di Medici Senza Frontiere  (Msf) a Khan Yunis nel febbraio 2024 e di altri due a Gaza City nel  novembre 2023. L'uccisione  della famiglia Rajab ha avuto un'ampia attenzione a causa di una lunga  telefonata registrata tra Hind Rajab, rimasta intrappolata in un'auto  insieme ai cadaveri di alcuni membri della sua famiglia, e la Mezzaluna  Rossa palestinese, nonché con sua madre, che in quel momento si trovava  altrove. La telefonata si interruppe e soltanto 10 giorni dopo furono  ritrovati il corpo di Hind, quelli dei suoi familiari e i cadaveri dei  due paramedici che avevano tentato di raggiungerli. L'Idf ha dichiarato  che, dopo aver esaminato i risultati della propria verifica e alla luce  di "apparenti lacune riguardanti il coordinamento del movimento  dell'ambulanza della Mezzaluna Rossa palestinese", è stato deciso di  sottoporre il caso a un'ulteriore indagine della Polizia militare  israeliana. "Alla luce di questa decisione, non è possibile fornire  ulteriori dettagli sui risultati della verifica condotta dal  meccanismo", ha aggiunto l'esercito.

Iran, Iraq chiede "status speciale" per transitare a Hormuz

L'Iraq ha chiesto all'Iran uno "status speciale" per consentire le proprie esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre proseguono i negoziati sulla gestione della strategica via marittima. La richiesta e' stata avanzata dal presidente del Parlamento iracheno, Haibat al Halbousi, al suo omologo iraniano Mohamad Baqer Qalibaf, in visita a Baghdad. Al Halbousi ha chiesto che l'Iraq "goda di uno status speciale per quanto riguarda l'esportazione di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, al fine di salvaguardare i suoi interessi economici", secondo una nota del Parlamento. Baghdad, ha sottolineato, e' "uno dei Paesi maggiormente colpiti dalle circostanze e dagli eventi nella regione". Non e' stato precisato quale tipo di accordo venga richiesto ne' se Teheran abbia accettato di prendere in considerazione la proposta. La maggior parte delle esportazioni petrolifere irachene parte dai terminal nel sud del Golfo, rendendo il Paese particolarmente vulnerabile alle interruzioni del traffico attraverso Hormuz dall'inizio della guerra contro l'Iran lanciata da Stati Uniti e Israele. Baghdad sta parallelamente cercando rotte alternative. Il governo iracheno ha approvato meccanismi per esportare greggio attraverso societa' internazionali e locali specializzate e tramite diversi canali di esportazione. I nuovi contratti avranno una durata di tre mesi a partire dal primo settembre. L'Iraq e' il secondo maggiore produttore di petrolio dell'Opec e le entrate dello Stato dipendono in larga misura dalle esportazioni di greggio. Il Paese deve inoltre all'Iran tra 10 e 11 miliardi di dollari per importazioni di gas naturale ed elettricita', ma le sanzioni statunitensi impediscono a Baghdad di trasferire direttamente i fondi a Teheran.

Idf: "Nessuna indagine penale su attacco a World Central Kitchen del 2024"

Dopo aver completato le indagini, l'Idf ha deciso di non chiedere  l'apertura di un'inchiesta penale sul caso dell'uccisione di sette  dipendenti della World Central Kitchen (Wck) e i danni ai suoi veicoli a  Deir al-Balah a Gaza, avvenuta il primo aprile 2024. I risultati  dell'indagine interna dell'esercito indicano che, "quel giorno, le  truppe individuarono un uomo armato su un camion nel convoglio di aiuti  umanitari, mentre questo percorreva una strada verso un magazzino dove  gli aiuti dovevano essere scaricati. Le truppe individuarono veicoli che  circondavano i camion in una configurazione che, secondo la loro  valutazione, corrispondeva a uno scenario nel quale l'organizzazione  terroristica Hamas aveva preso il controllo del convoglio". E' emerso  che i dipendenti della Wck avevano ingaggiato una forza di sicurezza  armata per accompagnare il convoglio per proteggerlo da eventuali  sequestri da milizie armate a Gaza. "Durante la sequenza degli eventi  sopra descritta, il personale dell'Idf tentò di contattare i  rappresentanti della Wck per verificare. Tentativi effettuati durante i  circa 30 minuti nei quali i veicoli del convoglio furono monitorati,  nella convinzione che trasportassero operatori di Hamas, non ebbero  successo". La valutazione dell'esercito è stata che, "nonostante le  gravi carenze nel processo che aveva portato alla valutazione secondo  cui nei veicoli viaggiassero operatori di Hamas, le decisioni assunte  dai comandanti non sollevavano un ragionevole sospetto di condotta  criminale".

Iran, Bulgaria rafforza difese dopo minacce attacchi in Europa

La Bulgaria ha rafforzato le proprie difese di fronte alla possibilita' di un attacco iraniano contro obiettivi militari statunitensi sul suo territorio, dopo che il Financial Times ha riferito che Teheran starebbe valutando possibili rappresaglie contro gli Stati Uniti nell'Europa sudorientale. Il ministro dell'Interno bulgaro Ivan Demerdzhiev ha dichiarato che, in coordinamento con il ministero della Difesa, sono state adottate "tutte le misure possibili" nella base aerea di Bezmer, nel centro del Paese. "Monitoriamo costantemente la situazione e continueremo ad applicare misure preventive molto piu' ampie e intensive rispetto al livello delle informazioni su una possibile minaccia in questo momento", ha affermato. Secondo il Financial Times, che cita due fonti di Teheran "vicine al regime", le forze iraniane avrebbero valutato la possibilita' di colpire obiettivi statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente Donald Trump intensificasse la guerra. Tra i possibili obiettivi figurerebbero asset americani nell'Europa sudorientale, compresa la Bulgaria. A luglio il Parlamento bulgaro ha autorizzato il dispiegamento di fino a otto aerei cisterna statunitensi nella base di Bezmer per operazioni di rifornimento legate al Medio Oriente. Secondo i media locali, attualmente nella base sarebbero presenti due velivoli, dato non confermato ufficialmente dal ministero della Difesa. La Bulgaria ha inoltre annunciato ieri di aver ricevuto due dei dieci sistemi anti-drone acquistati dalla societa' statunitense Axon. Secondo una delle fonti citate dal Financial Times, anche Cipro figurerebbe tra i potenziali obiettivi di una rappresaglia iraniana.

Iran, Teheran: "Non dimenticheremo mai i tradimenti della Francia"

"Il popolo iraniano non dimenticherà mai i continui tradimenti della  Francia". Lo ha affermato in un post su X Ebrahim Azizi, presidente  della Commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento  iraniano, all'indomani della decisione di Parigi di espellere due  diplomatici iraniani in risposta a un analogo provvedimento preso contro  due diplomatici dell'ambasciata francese a Teheran. "Dallo  scandalo del sangue contaminato al fallimento di Instex fino alla  strumentalizzazione del meccanismo di snapback. Non dimenticheremo:  perseverare in questa ostilità finirà solo per ritorcersi contro  Parigi", ha aggiunto Azizi.

Siria, Ankara: "Israele cerca scuse per attaccare Damasco"

La Turchia ha respinto con fermezza le accuse dell'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui i piani per il dispiegamento di truppe turche in Siria rappresenterebbero una minaccia per Israele. Parole definite "una scusa per giustificare raid aerei illegali"sul territorio siriano. "Le accuse infondate avanzate dall'ufficio del primo ministro israeliano mirano a legittimare i raid aerei illegali condotti da Israele, una scusa per l'attacco in atto contro la sovranita' e l'integrita' territoriale della Siria", ha dichiarato la Direzione delle Comunicazioni turca in una nota. La presa di posizione di Ankara e' arrivata dopo che l'ufficio di Netanyahu ha affermato che Israele e Siria avevano raggiunto un'intesa per mantenere lo status quo in materia di sicurezza, sostenendo tuttavia che Damasco fosse prossima a violarlo consentendo il dispiegamento di truppe turche presso una base aerea nei pressi di Aleppo. "Israele ha ripetutamente avvertito la Siria che un simile dispiegamento avrebbe rappresentato una minaccia per la sicurezza israeliana. La Siria ha scelto di ignorare questi avvertimenti", si legge nella dichiarazione dell'ufficio di Netanyahu.

Yemen: "Houthi pianificano conquista di aree vicine a Stretto di Bab el-Mandeb"

Un funzionario yemenita accusa i ribelli Houthi di prepararsi a  conquistare aree adiacenti allo Stretto di Bab el-Mandeb, minacciando  una seconda via navigabile vitale dopo che il loro alleato iraniano ha  bloccato lo Stretto di Hormuz. Tre fonti militari Houthi e un portavoce  delle forze governative yemenite vicino allo stretto hanno confermato  che i ribelli stavano pianificando un'avanzata verso queste aree. "La  milizia Houthi si sta adoperando per creare le condizioni necessarie a  prendere il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, rafforzando la  propria presenza lungo la costa occidentale e tentando di conquistare le  isole strategiche yemenite nel Mar Rosso", ha dichiarato il ministro  dell'Informazione yemenita Moammar al-Eryani, citando anche "il  rafforzamento delle forze militari dei ribelli nonché i ripetuti  attacchi contro porti, banchine, infrastrutture civili, navi e mezzi  navali governativi". Il generale Sadeq Duwaid, portavoce delle Forze di  Resistenza Nazionale filo-governative che controllano le aree che si  affacciano sullo stretto, ha dichiarato  che i ribelli stanno "cercando  di consolidare la propria presenza a Bab el-Mandeb" e di "trasformare la  regione in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz". Tre  fonti militari Houthi hanno indicato inoltre che i ribelli si stanno  preparando a lanciare un'operazione militare per prendere il controllo  delle aree a sud di Hodeida, con il dispiegamento di quasi 2.000 soldati  e lanciarazzi in prima linea lungo la costa occidentale, nelle province  di Taiz e Hodeida.

Media: "Raid Israele su Gaza City, sei morti"

I media palestinesi riportano sei morti e diversi feriti a seguito di un raid aereo israeliano contro una stazione di polizia a Gaza City, avvenuto poco fa. Un altro attacco israeliano, che ha colpito una motocicletta nella zona di Nuseirat, nel centro di Gaza, ha causato un morto, sempre secondo i media palestinesi. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato al Times of Israel di aver colpito in entrambi i casi terroristi e che ulteriori dettagli saranno forniti in seguito.

Hamas: "Raid Idf contro quartier generale polizia a Gaza City, morti e feriti"

Il ministero degli Interni di Hamas a Gaza riferisce di un raid aereo  israeliano che ha provocato morti e feriti, contro il quartier generale  della polizia municipale di Gaza City.

Al-Arabiya: "Raid israeliano su Gaza City, 6 morti"

Almeno sei palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano su Gaza  City. Lo ha riferito l'emittente al-Arabiya, precisando che l'obiettivo  del raid era una postazione della polizia di Hamas.

Media: "2 morti nel sud Libano per l'esplosione di un residuo bellico israeliano"

Due giovani sono morti e altri sono rimasti feriti a causa  dell'esplosione di un "oggetto sospetto" vicino a Mayfadoun, nel sud del  Libano. Lo riporta Al-Jazeera citando anche l'Agenzia Nazionale di  Stampa libanese (Nna). Si ritiene che la munizione sia stata lasciata  dalle forze israeliane che operavano in precedenza nella zona, secondo  l'agenzia.

Iran, Crosetto: "Attacchi a basi Usa in Europa? Irrealistico ma nulla è precluso, eviterei di dare spunti"

"Finora l’Iran ha usato il caos e l’allargamento del conflitto come  tattica. Se si ragiona secondo questa logica, allora può fare qualunque  cosa, persino attaccare la Cina, che è chiaramente un’ipotesi irreale.  Ed è proprio per questo che non ha senso suggerirgli scenari o  comportamenti. Significa, semplicemente, che considero ciò che ha  scritto il Financial Times una cosa a cui loro non avevano pensato".  Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato  dall'Adnkronos, commenta l'indiscrezione del Financial Times secondo cui  Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari  statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald  Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le  infrastrutture iraniane.

Iran, Nato: "Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia"

"Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando la difesa aerea della Nato ha intercettato con successo in quattro diverse occasioni missili balistici diretti in Turchia dall'Iran, la nostra capacita' di deterrenza e difesa e' forte ed efficace. La Nato e' pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e fara' sempre il necessario per difendere tutti gli Alleati". Lo afferma all'AGI un funzionario della Nato in merito alle ultime notizie secondo cui l'Iran potrebbe colpire basi americane in Europa in caso di una escalation del conflitto.

Parigi denuncia parole "insopportabili e disumane" di Ben Gvir su Gaza

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha definito oggi  "insopportabili e disumane" le parole del ministro israeliano di estrema  destra Itamar Ben Gvir, secondo il quale Israele dovrebbe uccidere "30 o  40" persone "ogni notte a Gaza". Intervistato dal giornale La Montagne  sulla situazione in Medio Oriente, Barrot ha detto che "quello che sta  succedendo oggi in Cisgiordania è semplicemente indegno e dovrebbe  indignarci tutti". "E' il motivo per il quale - ha continuato Barrot -  abbiamo sanzionato il ministro Ben Gvir, le cui recenti affermazioni  sono insopportabili e disumane". Il riferimento di Barrot era al divieto  di entrare sul territorio francese imposto al ministro israeliano dallo  scorso 23 maggio, dopo la diffusione di un video di militanti della  Flotilla per Gaza inginocchiati con le mani legate.

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza

L'Idf ha annunciato di aver richiesto l'avvio un'indagine penale sui colpi di arma da fuoco sparati contro un veicolo della famiglia Hamada e contro un'ambulanza che provocarono la morte di nove persone, tra cui la bambina Hind Rajab, a Gaza City, nel gennaio 2024. L'episodio provoco un'ondata di indignazione internazionale, in particolare a seguito della pubblicazione dell'audio della telefonata alla Mezzaluna Rossa in cui la piccola di cinque anni chiedeva disperatamente aiuto dopo l'attacco.    L'annuncio giunge mentre l'Idf ha riferito di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione. In particolare, "sono state prese decisioni legali riguardo a cinque incidenti che hanno ricevuto ampia attenzione e copertura da parte dei media", ha sottolineato. Un'altra inchiesta è stata aperta sulla morte di quindici palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell'Onu a Tel al-Sultan, nel marzo 2025. Un altro caso esaminato riguarda la morte di quindici palestinesi, tra  cui personale medico e un dipendente dell'Onu, a Tel al-Sultan, nel  marzo 2025. In seguito all'esame dei risultati è stato deciso di avviare  un'indagine penale sull'incidente da parte della Divisione  investigativa della polizia militare. L'esercito israeliano scrive che  nell'ambito degli obblighi dell'Idf ai sensi del diritto internazionale e  della legislazione israeliana, esamina gli incidenti eccezionali  verificatisi durante le operazioni di combattimento. All'interno  dell'Idf il Meccanismo di accertamento e valutazione dello stato  maggiore (Ffam) ha il compito di esaminare gli incidenti operativi  eccezionali. Dall'inizio della guerra, il Ffam ha completato l'esame di  circa 150 incidenti e li ha trasmessi alla procura militare per la  valutazione.

Esercito Israele apre inchiesta su uccisione Hind Rajab

L'esercito israeliano ha annunciato l'apertura di indagini penali su due dei casi piu' controversi della guerra a Gaza: l'uccisione della bambina palestinese di 5 anni Hind Rajab e della sua famiglia e quella di 15 paramedici e soccorritori palestinesi. La decisione arriva al termine dell'esame da parte delle autorità militari israeliane di 150 episodi relativi alla condotta delle truppe nella Striscia. Per cinque casi e' stata adottata una decisione: due saranno oggetto di indagini penali, mentre per altri tre episodi che hanno provocato la morte di operatori umanitari di World Central Kitchen e Medici senza frontiere non verranno aperte inchieste penali.  

Nato: "Attacchi in Europa? Pronti a qualsiasi minaccia"

La Nato è pronta a "fronteggiare qualsiasi minaccia" rivolta ai propri membri, e "farà sempre ciò che è necessario per difendere tutti gli alleati". Lo dichiara un funzionario dell'Alleanza atlantica alla Cnn in risposta a quanto riportato dal Financial Times, secondo cui l'Iran starebbe valutando di attaccare obiettivi militari statunitensi in Europa se il presidente Donald Trump dovesse intensificare lo sforzo bellico contro Teheran. "Come dimostrato all'inizio di quest'anno, quando le difese aeree della Nato hanno intercettato con successo missili balistici diretti in Turchia dall'Iran in quattro diverse occasioni, la nostra postura di deterrenza e difesa è forte ed efficace", evidenzia il funzionario. 

Rallenta il traffico navale nello Stretto di Hormuz

Rallenta il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre molti armatori continuano a evitare la rotta in assenza di indicazioni chiare sulla sua riapertura dopo il blocco imposto durante la guerra con l'Iran. Secondo i dati della societa' di analisi Kpler, ieri soltanto sei navi per il trasporto di materie prime hanno attraversato lo stretto, contro le nove del giorno precedente e una media giornaliera di 11 negli ultimi dieci giorni. Tra le navi in entrata figurano una grande petroliera vuota, che ha seguito il lato omanita dello stretto, e altre due petroliere. In uscita sono state invece registrate due petroliere per prodotti raffinati e una nave post-Panamax. Prima della guerra, attraverso questa rotta transitava circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio greggio e gas naturale liquefatto. Le preoccupazioni per la sicurezza continuano inoltre a frenare le spedizioni verso la Cina. Due grandi compagnie di navigazione cinesi, che prima della guerra trasportavano circa la meta' delle importazioni cinesi di petrolio mediorientale, mantengono le proprie petroliere lontane dagli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb dalla fine di luglio. A Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, Kpler ha invece registrato 30 transiti di navi per materie prime durante il fine settimana, rispetto ai 19 della settimana precedente.

Manifestazione a Tel Aviv contro le violenze in Cisgiordania e a Gaza

Un video postato dal partito Arab Hadash mostra una manifestazione davanti alla sede del ministero dell'Interno a Tel Aviv con i dimostranti stesi a terra, sporchi di sangue finto per protestare per le violenze in Cisgiordania e a Gaza. Nel filmato si vedono i manifestanti che indossano magliette con le scritte "Questa è la politica israeliana. Pogrom, pulizia etnica, genocidio e sterminio". Il sangue finto simboleggia il sangue versato a causa di questa politica, ha dichiarato il partito a maggioranza araba in un comunicato. I partecipanti hanno anche dei numeri scritti sulla fronte, in riferimento all'arresto di alcuni sospetti in Cisgiordania  a cui alcuni soldati hanno scritto con il pennarello su braccia e viso. 

Scritta luminosa della Flotilla sullo stadio di Bergamo: "Boycott Israel"

La scritta luminosa 'Boycott Israel' è comparsa sulle pareti esterne della New Balance Arena, lo stadio di Bergamo che domani sera ospita l'andata dei play off di Conference League tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv. "Un gesto di luce contro il genocidio a Gaza", spiega l'Equipaggio di Terra di Bergamo della Global Sumud Flotilla rivendicando l'iniziativa. "Si può assistere a una partita di calcio, non ad un genocidio. Il boicottaggio di Israele non è più un'opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale", sostiene la Global Sumud Flotilla, secondo cui "ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità". Gli autori dell'iniziativa chiedono anche alle istituzioni nazionali la cancellazione definitiva del memorandum d'intesa tra Italia e Israele sulla cooperazione militare, e la limitazione degli accordi commerciali in essere, mentre all'Uefa chiede di "sospendere le squadre israeliane dalle competizioni sportive. Richiesta anche alle aziende bergamasche perché scelgano "un'economia di pace, non di guerra" interrompendo ogni tipo di rapporti, e di attività, con Israele. 

Merz condanna le dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir

II cancelliere tedesco Friedrich Merz "condanna" l'appello che esprime "disprezzo nei confronti degli esseri umani" del ministro israeliano Ben Gvir. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Sebastian Hill, rispondendo, in conferenza stampa a Berlino, a una domanda sulle dichiarazioni del ministro israeliano che ha incitato all'uccisione quotidiana di decine di palestinesi sulla Striscia di Gaza. "Il nostro messaggio è che non devono esserci nuove annessioni nella Cisgiordania. Queste si contrappongono a una soluzione a due Stati", ha aggiunto. 

Tricarico: "Attacchi a basi in Europa non impossibili, regime percepisce debolezza Trump"

"Tecnicamente non è impossibile" per l'Iran "raggiungere l’Europa con testate balistiche . Semmai le perplessità riguardano la precisione degli attacchi e quindi la possibilità di colpire installazioni statunitensi o altri obiettivi circoscritti. Non a caso uno dei quattro risultati che Trump ha dichiarato a suo tempo di voler conseguire - e non conseguito come nessuno degli altri- era la capacità missilistica di Teheran sempre più insidiosa e profonda. Evidentemente il regime ha percepito la inattendibilità delle minacce statunitensi, la debolezza di Trump e l’incapacità di uscire dalla nassa in cui con la spinta di Israele, gli Usa si sono infilati". Il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica militare ed attuale presidente della Fondazione Icsa, commenta così all'Adnkronos le indiscrezioni del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa. "Semmai -osserva Tricarico- questa strana guerra, che vede noi europei in balia delle decisioni altrui, e nella migliore delle ipotesi in costante assetto di difesa, andrebbe reindirizzata verso scenari più efficaci per la difesa dei nostri e degli altrui interessi. Il bandolo della matassa potrebbe essere la intangibilità del diritto della libera e sicura navigazione in acque internazionali, un diritto la cui protezione attiva riguarda tutti e non solo due o tre paesi bloccati da uno stallo prolungato".

Crosetto: "Attacchi a basi Usa in Europa? Nulla è precluso, ma evitare di fornire spunti"

Possibili attacchi iraniani a basi Usa in Europa? "Nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti". È il ministro della Difesa Guido Crosetto, interpellato dall'Adnkronos, a commentare così l'indiscrezione del Financial Times secondo cui Teheran starebbe valutando la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa nel caso in cui il presidente americano Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto e attaccare le infrastrutture iraniane. Il quotidiano britannico, citando due fonti vicine al regime iraniano, riferisce che le forze di Teheran avrebbero preso in esame possibili attacchi contro asset Usa nell'Europa sudorientale, compresa la Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l'utilizzo della base aerea di Bezmer da parte di velivoli americani per il rifornimento in volo. Tra i potenziali obiettivi sarebbe stata individuata anche Cipro, dove a marzo una base britannica è stata colpita da un drone. Uno scenario che, nelle parole di Crosetto, si lega alla modalità con cui Teheran avrebbe condotto il conflitto. "La tattica con cui hanno affrontato la guerra è quella di portare il caos anche verso luoghi e nazioni che non avevano alcun ruolo nel conflitto", sottolinea il ministro. Da qui il giudizio sulla possibilità che l'escalation possa allargarsi oltre il teatro mediorientale: "Con questa logica nulla è precluso ma se fossi nel FT eviterei di offrire idee e spunti".

Wafa, Idf arresta ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme

L'agenzia di stampa Wafa riferisce che l'Idf ha arrestato questa mattina il ministro palestinese per gli affari di Gerusalemme, Ashraf al-Awar, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione nel quartiere di Silwan. L'arresto, afferma Wafa, è avvenuto in seguito a un precedente ordine israeliano che vietava ad al-Awar di entrare in Cisgiordania per le restrizioni imposte ai funzionari palestinesi a Gerusalemme Est. 

Un migliaio di tifosi israeliani a Bergamo per Atalanta-Hapoel Tel Aviv

Sono un migliaio i tifosi israeliani dell'Hapoel di Tel Aviv attesi domani sera a Bergamo per i play off di Conference League. Per fare il punto sulla sicurezza si è svolto questa mattina un vertice in Prefettura, preceduto ieri da un incontro in Questura. I tifosi israeliani, a differenza delle precedenti partite, non saranno accolti nella zona di piazzale Alpini, ma nell'area del Campo Utili, più vicini allo stadio. La macchina della sicurezza sarà la stessa dei big match europei che Bergamo ha già ospitato. Non sono annunciati presidi o manifestazioni in città. Alla New Balance Arena sarà vietato introdurre bandiere palestinesi e, per questo motivo, ci sarà un filtraggio agli ingressi dello stadio.

Lega araba condanna attacco israeliano in Siria: "Provocatorio e inaccettabile"

Il segretario generale della Lega Araba, Nabil Fahmy, ha condannato l'attacco israeliano all'aeroporto militare di Abu al-Duhur, nella provincia siriana di Idlib, definendolo "una flagrante violazione della sovranità siriana e del diritto internazionale, nonché l'ennesimo crimine nella serie di ripetuti attacchi israeliani contro la Siria e altri Paesi della regione". Fahmy ha definito gli attacchi israeliani "provocatori, ingiustificati e assolutamente inaccettabili", accusando Israele di voler "seminare il caos ed espandere le aree di conflitto e scontro - sia in Siria che in Libano - per servire le ambizioni politiche ed elettorali del suo primo ministro, che dà priorità alla sicurezza e alla stabilità regionale". La Lega araba esorta la comunità internazionale e il Consiglio di Sicurezza dell'Onu "ad assumersi le proprie responsabilità, obbligando Israele a cessare questi attacchi sfacciati e a porvi fine, al fine di prevenire un'escalation di caos e violenza nella regione". 

Hezbollah: "Non ci ritiriamo dalla collina di Ali Taher"

Hezbollah, il partito armato libanese alleato dell'Iran, non abbandonerà le alture strategiche di Ali Taher, che dominano la città di Nabatiye e che le forze di occupazione israeliane cercano di conquistare. Lo ha affermato il deputato del partito sciita Hassan Ezzeddine, secondo cui il movimento "farà fronte a ogni atto di aggressione". Le colline sono da settimane bersaglio dei raid aerei e di artiglieria israeliane. Citato stamani dai media di Beirut, Ezzeddine ha definito Ali Taher "una delle posizioni chiave della resistenza", aggiungendo che il Partito di Dio "compirà il proprio dovere nazionale" in caso di attacco israeliano al sito. Il deputato ha inoltre indicato che un eventuale sostegno dell'Iran in questo contesto rappresenterebbe una fonte di forza aggiuntiva, spingendosi ad affermare che Teheran "potrebbe stabilire una nuova equazione riguardo Ali Taher". 

Comandante dell'esercito libanese: "Idf non rispetta l'accordo quadro"

"Le forze armate libanesi proseguono, nei limiti dei mezzi disponibili, nell'esecuzione di tutti i compiti legati all'accordo quadro siglato con Israele e gli Stati Uniti, ma le forze di occupazione israeliane continuano nei loro attacchi e nelle violazioni degli accordi in vigore": lo ha denunciato il comandante in capo dell'esercito libanese, Rodolphe Haykal, secondo quanto riferisce un comunicato dell'Agenzia nazionale d'informazione. La dichiarazione è stata rilasciata durante un incontro a Yarzé con il presidente dell'American Task Force for Lebanon (Atfl) ed ex ambasciatore statunitense in Marocco, Edward Gabriel. L'incontro arriva mentre proseguono nel sud del Libano occupato le violazioni israeliane dell'accordo di cessate il fuoco, denunciate a più riprese dalle autorità di Beirut. 

Libano, raid aerei e demolizioni dell'esercito israeliano nel sud

Non si arresta l'offensiva militare israeliana nel sud del Libano occupato, con raid aerei e operazioni di dinamitaggio sulle alture di Ali Taher, nel distretto di Nabatiye, e sul villaggio di Mansuri, diviso in due dalla "linea gialla" imposta unilateralmente dalle forze di occupazione dello Stato ebraico su oltre 600 chilometri quadrati di territorio libanese. Lo riferisce l'Agenzia nazionale d'informazione, secondo cui l'aviazione israeliana ha condotto in piena notte una serie di raid sulle alture di Ali Taher e su altre postazioni del distretto di Nabatiye, oltre che nei pressi di una località del distretto di Marjayun. Le forze di occupazione hanno inoltre proseguito le operazioni di dinamitaggio a Mansuri e in un'altra area del distretto di Bint Jbeil, mentre diversi colpi di artiglieria sono caduti su Majdal Zun, nel distretto di Tiro, e sulle valli circostanti. Razzi illuminanti sono stati lanciati sopra le regioni di Tiro e Bint Jbeil, mentre altri tiri di artiglieria hanno colpito i dintorni della valle di Zebqine, sempre nel distretto di Tiro. Sempre nelle ultime ore, un raid aereo ha centrato e distrutto un'abitazione della famiglia Hajj Ali nel quartiere di al-Deir, a Nabatiye al-Fawqa. Non si registrano vittime, secondo l'Ani. Le nuove violazioni arrivano mentre restano in stallo i negoziati per un secondo round di colloqui israelo-libanesi avviati a Roma, con Beirut che chiede il ritiro delle truppe israeliane dai punti ancora occupati oltre la linea di demarcazione tracciata dall'Onu nel 2000. Un nuovo incontro negoziale mediato dagli Stati Uniti è previsto ai primi di settembre ma la delegazione del Libano non ha confermato la sua presenza.

Financial Times: "Iran valuta obiettivi militari Usa in Europa in caso di escalation"

L'Iran ha valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi in Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto, riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran. Secondo le fonti del quotidiano, le forze iraniane hanno preso in esame possibili attacchi contro asset Usa in Paesi come la Bulgaria, che il mese scorso ha autorizzato l'uso della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari statunitensi. Anche Cipro sarebbe stata considerata, dopo che una base britannica sull'isola è stata colpita da un drone a marzo. Le fonti riferiscono inoltre al Ft che Teheran ha esaminato separatamente la possibilità di attaccare i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di una nuova escalation. Secondo il quotidiano, i vertici iraniani starebbero valutando un ampliamento del raggio delle possibili rappresaglie, oltre gli obiettivi militari, energetici e infrastrutturali statunitensi in Medio Oriente. Le Guardie della rivoluzione e altri comandanti militari avrebbero avvertito che un nuovo conflitto su larga scala potrebbe coinvolgere obiettivi più lontani.

L'Iran avverte i Paesi del Golfo: "Non aiutate le forze Usa"

L'Iran avverte i Paesi del Golfo di non assistere le forze militari statunitensi, sostenendo che qualsiasi forma di collaborazione equivarrebbe a un coinvolgimento nel conflitto. L'avvertimento è stato lanciato da Ali Abdollahi, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, secondo quanto riferisce Al Jazeera. In una dichiarazione rilanciata dall'agenzia iraniana Fars, Abdollahi ha affermato che nulla di quanto avviene nella regione è "nascosto ai nostri occhi". Il generale ha citato in particolare la presenza di numerosi velivoli militari, soprattutto aerei per il rifornimento in volo, nelle basi della regione, sostenendo che sarebbe difficile spiegare tale presenza senza la conoscenza dei Paesi che ospitano le strutture. "Avvertiamo: qualsiasi assistenza e facilitazione all'esercito aggressore degli Stati Uniti equivale alla partecipazione alle forze militari statunitensi", ha dichiarato Abdollahi, secondo Al Jazeera. 

Hamas, il raid israeliano mina il piano di pace

Hamas e Jihad islamica accusano Israele di minare il processo di pace a Gaza dopo un raid aereo israeliano che ieri ha ucciso almeno sei persone, tra cui un bambino di 13 anni e suo padre, e ne ha ferite più di una dozzina, secondo i medici dell'ospedale al-Shifa. Lo riporta la Cnn citando una dichiarazione congiunta in cui i due gruppi hanno definito l'attacco una "chiara sfida agli sforzi dei mediatori" per consolidare e attuare l'accordo di cessate il fuoco, chiedendo maggiori pressioni per fermare quelle che definiscono violazioni israeliane. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito "diversi comandanti di Hamas". Secondo una fonte di Hamas citata dalla Cnn, l'obiettivo era invece una squadra di supporto logistico incaricata, nell'ambito dell'attuale accordo di tregua, di raccogliere e stoccare le armi. Il raid è avvenuto un giorno dopo che l'inviato Usa Jared Kushner aveva esortato il premier israeliano Benyamin Netanyahu a contenere gli attacchi quasi quotidiani sulla Striscia, che secondo la Cnn hanno causato oltre 1.200 morti dall'inizio del cessate il fuoco in ottobre. Anche il presidente Usa Donald Trump, in un'intervista a Fox News lunedì, aveva detto che Israele dovrebbe smettere di colpire Gaza. 

Emirati sospendono tutti gli scambi commerciali e finanziari con Teheran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la sospensione di tutti gli scambi commerciali e finanziari con l'Iran, dopo i recenti attacchi missilistici condotti da Teheran contro loro imbarcazioni. L'annuncio giunge dopo un periodo di relativa calma negli Emirati Arabi Uniti, dove da maggio non si sono registrati attacchi missilistici iraniani, laddove la confederazione aveva subìto il peso maggiore degli attacchi nelle prime settimane della guerra in Medio Oriente. Abu Dhabi ha tuttavia accusato Teheran di aver nelle ultime settimane ripetutamente preso di mira sue petroliere in navigazione. "Alla luce dell'escalation regionale... tutti gli scambi commerciali, finanziari e le transazioni con l'Iran sono stati sospesi fino a nuovo avviso", ha dichiarato Afra Al Hameli, direttrice della comunicazione del Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Gli Emirati Arabi Uniti ospitano una consistente comunità iraniana e sono stati - prima del conflitto - un importante partner commerciale per l'Iran, Paese sanzionato dagli Stati Uniti. I due Paesi condividono profondi legami culturali e storici, essendo vicini attraverso il Golfo, con legami secolari tra comunità costiere, rotte commerciali e reti familiari.

Libano, nella notte nuovi attacchi israeliani nel Sud

Durante la notte, gli attacchi israeliani hanno preso di mira la zona della collina di Ali al-Taher, nel distretto di Nabatieh, in Libano, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. L'agenzia ha diffuso una foto che sembra mostrare un'esplosione nella zona, ma non ha segnalato vittime. In precedenza, le forze israeliane avevano effettuato una serie di bombardamenti in diverse citta' del Libano meridionale, demolizioni a Haddatha e attacchi di artiglieria a Majdal Zoun e nelle valli circostanti. 

Petrolio, prezzi in rialzo in Asia, Brent oltre 91 dollari

Prezzi del petrolio in rialzo sui mercati asiatici per la quarta sessione consecutiva mentre si protrae lo stallo nelle trattative tra Stati Uniti e Iran per la risoluzione del conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto di Hormuz che alimenta i timori per le forniture globali di greggio. I future sul greggio Wti avanzano dello 0,82% a 85,64 dollari al barile mentre i future sul Brent salgono dello 0,62% a 91,57 dollari al barile. 

Teheran: "Correggeremo illusioni Trump sullo stretto di Hormuz"

"Proprio come Trump ha correttamente scritto il nome dell'eterno Golfo Persico, presto la sua illusione riguardo lo Stretto di Hormuz sarà corretta o correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso". Lo scrive su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in risposta al post che ieri sera Donald Trump ha postato sul suo social Truth con l'immagine dello Stretto di Hormuz  su cui è scritto  'nuovo territorio Usa'.

Iran nega di aver lanciato missili contro gli Emirati: "accuse infondate"

Il portavoce del ministero degli Affari Esteri iraniano Esmail Baghaei ha negato che Teheran abbia responsabilità nell'attacco missilistico lanciato oggi contro gli Emirati Arabi Uniti. Il portavoce ha "respinto categoricamente le accuse degli Emirati Arabi Uniti secondo cui l'Iran avrebbe lanciato missili verso il loro Paese, esprimendo rammarico per le accuse rivolte alla Repubblica Islamica dell'Iran e definendo tale comportamento contrario al principio del buon vicinato e dannoso per gli sforzi in corso per rafforzare la fiducia tra i paesi della regione e per prevenire l'aumento dell'insicurezza nella regione". Lo riporta l'agenzia iraniana Fars. Baghaei "ha chiesto a tutte le parti regionali di astenersi da accuse infondate contro la Repubblica Islamica dell'Iran, tenendo conto delle complesse dinamiche esistenti a causa delle continue azioni destabilizzanti degli Stati Uniti e del regime israeliano contro la pace e la sicurezza della regione, in particolare a causa di numerose operazioni sotto falsa bandiera". 

Attacchi in Siria, la Turchia respinge le accuse israeliane

Il governo turco ha respinto le accuse israeliane secondo cui Ankara si sta preparando a schierare truppe in Siria, all'indomani dei raid aerei che hanno preso di mira una base aerea in quel Paese. "Le accuse infondate avanzate dall'ufficio del primo ministro israeliano mirano a legittimare gli attacchi aerei illegali di Israele, che violano la sovranità e l'integrità territoriale della Siria" ha dichiarato la Direzione della comunicazione turca in un comunicato diffuso dall'agenzia statale Anadolu.

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