Iran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah

Mondo

Introduzione

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

Quello che devi sapere

Struttura, poteri e controllo interno

I pasdaran sono noti per la loro influenza militare, per la repressione del dissenso e per il contributo allo sviluppo dei programmi missilistici e nucleari di Teheran. Non rispondono ai governi eletti, ma direttamente alla Guida suprema, Ali Khamenei. Il Corpo conta centinaia di migliaia di membri ed è articolato in sei dipartimenti, tra cui le milizie paramilitari Basij. Queste ultime affiancano le forze dell'ordine nel far rispettare le norme islamiche sull'abbigliamento - incluso l'obbligo del velo per le donne - e sono regolarmente coinvolte nella violenta repressione delle proteste antigovernative.

Dipartimenti operativi e l'"Asse della Resistenza"

Oltre ai Basij, i pasdaran comprendono le forze di terra, navali e aerospaziali, l'organizzazione di intelligence e le forze Quds, responsabili delle operazioni all’estero. Le Quds collaborano strettamente con l'"asse della resistenza", la rete di milizie sciite filo-iraniane attive in Libano, Siria, Iraq e Yemen. Per anni sono state guidate da Qasem Soleimani, ucciso in un attacco statunitense a Baghdad nel 2020 e divenuto una figura simbolica della Repubblica islamica.

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Un esercito parallelo

I vari dipartimenti dei pasdaran costituiscono un vero e proprio esercito parallelo, numericamente superiore alle forze armate regolari. Escludendo i Basij, si stima che il Corpo conti circa 190 mila membri, affiancati da 150 mila soldati di terra, 100 mila della marina e 15 mila dell’aeronautica. Durante la "guerra dei 12 giorni" del giugno 2025, diversi leader di vertice delle Guardie della Rivoluzione sono stati uccisi da Israele. Oltre alla dimensione militare, i pasdaran esercitano un'influenza significativa anche sulla politica interna, sulle università e su numerosi centri di ricerca.

Il ruolo del Khatam al-Anbiya

La forza economica dei pasdaran si concentra nel conglomerato Khatam al-Anbiya, una compagnia affiliata che controlla centinaia di imprese attive soprattutto nelle infrastrutture. I proventi di queste attività, secondo rapporti statunitensi, contribuiscono a finanziare il programma nucleare iraniano e a sostenere le milizie sciite nella regione.

 

 

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I pasdaran entrano nella lista dei terroristi dell'Unione europea

In risposta alla repressione delle proteste in Iran, giovedì 29 gennaio i ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno deciso di inserire i Guardiani della Rivoluzione iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche, segnando un ulteriore irrigidimento nei confronti di Teheran. Kaja Kallas, Alta rappresentante per la Politica Estera dell'Ue, ha commentato su X che la repressione in Iran "non può rimanere senza risposta" e ha affermato che "ogni regime che uccide migliaia dei propri cittadini sta lavorando per la propria distruzione". La decisione dell'Unione Europea comporta il divieto di ingresso per tutti i 125 mila membri, il congelamento di beni e fondi presenti in Europa e il blocco di qualsiasi transazione economica che li riguardi. Soprattutto, rappresenta una presa di posizione politica molto netta, che colloca i Guardiani della Rivoluzione nello stesso elenco di gruppi come ISIS, al Qaida e Hamas. Lo stato maggiore dell'esercito iraniano ha criticato la scelta dell'Unione, dicendo che è una decisione senza fondamento e una violazione del diritto internazionale. 

Il dibattito sulla scelta dell'Ue

In Unione Europea la decisione di designare i Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica ha aperto un acceso dibattito: secondo i critici, questa scelta rischia di interrompere gli ultimi canali politici con Teheran e di compromettere le trattative diplomatiche, incluse quelle per i cittadini europei ancora detenuti in Iran, riducendo di fatto il ruolo dell’Unione. 

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La posizione degli Usa

Gli Stati Uniti classificano i Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica dal 2019, e negli ultimi anni la stessa decisione è stata adottata anche da Canada, Australia, Ecuador e Argentina, tra gli altri paesi

 

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