Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Turisti italiani bloccati all'estero, come funziona il rientro? Domande e risposte

Mondo
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente, lo scorso 28 febbraio, migliaia di italiani hanno fatto rientro dalle zone del Golfo dove si trovavano per turismo, lavoro o perché residenti. Con l'interruzione di molte rotte operate dalle compagnie aeree, il Ministero degli Esteri ha messo in campo voli charter specifici. Ecco come funzionano.

Quello che devi sapere

Quanti italiani sono rientrati fino ad oggi dal Golfo?

In quasi due settimane di guerra, circa 25mila connazionali sono rientrati dalle zone coinvolte, un'area vasta che va dal Libano agli Emirati Arabi Uniti. Nella maggior parte dei casi sono state le stesse compagnie aeree a predisporre voli commerciali che da qualche giorno hanno ripreso gradualmente il servizio. Nonostante la presenza fisica dei voli, l'ostacolo principale è rappresentato dall'impennata dei prezzi sui singoli biglietti.

 

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Cosa sono i voli charter?

La Farnesina e altri ministeri degli Esteri dell'Unione Europea hanno siglato accordi con i vettori per l'attivazione di charter che prima della crisi non erano programmati. Si tratta in sostanza di voli non di linea, di solito soggetti a contratti di noleggio. L'obiettivo è duplice: agevolare i rimpatri e calmierare le tariffe sui voli commerciali disponibili.

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Da dove decollano i voli?

In base al numero di italiani pronti a partire vengono dunque organizzati voli straordinari per chi desidera lasciare i Paesi del Golfo più direttamente coinvolti, dagli Emirati Arabi Uniti a Qatar e Bahrein. In secondo luogo, i charter della Farnesina coprono Paesi lontani dalla zona del conflitto, come le Maldive, dove tuttavia il rientro include uno scalo in uno degli aeroporti del Golfo.

 

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Quanto costano i voli charter?

Come chiarito dal Ministero degli Esteri, i voli charter non sono gratuiti ma prevedono un prezzo calmierato. Nonostante siano previste forme di assistenza ai connazionali predisposte dai Consolati italiani nell'area, la crisi nel Golfo non ha imposto finora alcuna evacuazione. La situazione è dunque differente da quanto accadde in Afghanistan dell'agosto 2021, quando il ritiro delle truppe Usa da Kabul fece scattare l'uscita dal Paese tramite velivoli militari. 

 

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Cosa fare per lasciare gli Emirati via Oman?

Dopo i primi raid iraniani, lo spazio aereo su Abu Dhabi e Dubai era stato temporaneamente chiuso. Di conseguenza, la Farnesina ha coordinato i trasferimenti degli italiani bloccati negli Emirati Arabi Uniti e intenzionati a rientrare tramite bus organizzati dall'ambasciata italiana. La destinazione in questo caso è l'aeroporto di Muscat, capitale dell'Oman che ha sempre mantenuto l'operatività sui voli. Tramite l'acquisto di un biglietto per un viaggio di sola andata era dunque possibile lasciare il Paese. Dal 2 marzo scorso, la Farnesina calcola che circa 1.330 italiani hanno fatto rientro dall'Oman per un totale di dieci voli charter. 

Quali sono altri aeroporti da dove partire?

L'Oman non è l'unico Paese da dove poter far rientro. Il volo che ha riportato a casa i 200 studenti rimasti bloccati a Dubai è decollato dall'aeroporto di Abu Dhabi, che ha parzialmente ripreso l'attività. Mentre l'Arabia Saudita svolge il ruolo di hub soprattutto per gli italiani intenzionati a lasciare il Qatar e il Bahrein.

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Dove è possibile registrarsi?

I voli di rientro dal Golfo fanno capo agli unici due siti istituzionali riconducibili alla Farnesina: "Viaggiare Sicuri" e "Dove siamo nel mondo". Su entrambe le piattaforme la registrazione dà diritto a ricevere informazioni utili sui collegamenti bus necessari per raggiungere lo scalo più vicino. Per esempio, chi era rimasto bloccato a Doha, in Qatar, poteva acquistare un biglietto per uno dei trasferimenti proposti dal Ministero e raggiungere, dopo otto ore, lo scalo di Riad, in Arabia Saudita.

Quali dati servono?

Si tratta in ogni caso di una situazione in continua evoluzione e non è escluso che un volo charter previsto possa essere cancellato, anche all'ultimo, per ragioni di sicurezza. Per questo motivo, la Farnesina richiede la compilazione di un modulo online che serve a fornire all'ambasciata di riferimento una serie di dati: generalità, numero del passaporto, i dati del volo cancellato, il relativo biglietto e la città di destinazione. Spetta alle sedi diplomatiche predisporre una lista di persone in partenza che osserva dei criteri di priorità con un'attenzione, in particolare, ad anziani, malati e bambini.

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Come si stanno muovendo le compagnie aeree?

In alternativa, resta la possibilità di fare rientro in Italia attraverso la compagnia aerea che opera il viaggio prenotato in origine. Emirates, per esempio, ha fornito istruzioni ai passeggeri in possesso di biglietti già acquistati tra il 28 febbraio e il 31 marzo 2026. Qatar Airways ha ripreso, seppur a singhiozzo, collegamenti con le principali città europee, incluse Roma e Milano. A seconda dei casi va tuttavia messo in conto il pagamento di un supplemento sulla stessa prenotazione oppure l'acquisto di un biglietto nuovo.

A cosa serve la task force?

Sin dallo scoppio del conflitto, la Farnesina ha istituito una task force dell'unità di crisi: circa duecento funzionari operano sette giorni su sette con l'obiettivo di fornire assistenza sulla presenza di tutti gli italiani in Medio Oriente. In dodici giorni, circa 90mila connazionali hanno fatto sapere della loro presenza al Ministero degli Esteri, ma una quota rilevante è esclusa in quanto residenti iscritti all'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero (Aire). Stando agli ultimi dati, circa 5.200 turisti italiani sono tuttora bloccati nei Paesi del Golfo.

 

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