Lo speciale di Sky TG24 sull'attacco in Iran
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Bloccata a Dubai con il diabete di tipo 1: “L’insulina scarseggia, devo tornare a casa"

Mondo
Giulia Mengolini

Giulia Mengolini

Cresce l’ansia dei turisti bloccati a Dubai, che da sabato scorso non hanno notizie su quando potranno tornare a casa. E la preoccupazione aumenta per chi soffre di patologie croniche e necessita di farmaci salvavita come l’insulina. Tra loro c’è Filomena, 36 anni: "Di notte vado a dormire vestita, con uno zainetto sulle spalle e al primo allarme scappiamo con quello: dentro ci sono due penne di insulina e gli aghi per le iniezioni. Ma le scorte scarseggiano: ho bisogno di assistenza"

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Centinaia di voli cancellati e nessuna notizia ufficiale. La guerra in Iran e l’escalation militare in Medioriente stanno avendo pesanti ripercussioni anche sulla sicurezza dei viaggi e ora dopo ora cresce l’ansia dei turisti bloccati a Dubai, che da sabato scorso non hanno notizie su quando potranno tornare a casa. E la preoccupazione aumenta esponenzialmente per chi soffre di patologie croniche e necessita quotidianamente di farmaci salvavita come l’insulina. Tra loro c’è Filomena M., 36 anni, che convive con il diabete di tipo 1 da quando ne aveva 18. La ragazza si trova a Dubai da sabato scorso per quella che doveva essere una breve vacanza all’insegna del relax con il marito Davide. “Saremmo dovuti tornare a casa ieri, ma il nostro volo per Milano è stato cancellato. Ne abbiamo acquistato un altro con destinazione Roma previsto venerdì ma abbiamo appena saputo che non partirà neanche quello”, dice a Sky TG24. “Sto vivendo uno stress fortissimo per via della mia patologia. L’insulina è difficile da reperire”.

La difficoltà di reperire una scatola di insulina 

Chi soffre di diabete di tipo 1 è “insulinodipendente” e deve somministrarsi il farmaco più volte al giorno. Filomena utilizza un microinfusore e un sensore di monitoraggio continuo della glicemia, ma non potendo immaginare di rimanere bloccata negli Emirati, in valigia aveva con sé le scorte per i soli quattro giorni di viaggio. “Anche la mia quantità di insulina era limitata. Ieri un ragazzo che è in vacanza qui si è offerto di aiutarmi, ma mi ha procurato un tipo di insulina che non va bene per la mia terapia, ero disperata”. Dopo alcune ore, grazie all’aiuto dall'Italia di Fondazione Italiana Diabete, Filomena è poi riuscita a ottenere una ricetta medica per una scatola di insulina che le ha permesso di acquistarla in una farmacia del centro, al costo di circa 60 euro. “Ora sono più tranquilla, ma quella scatola mi basterà solo per i prossimi quattro giorni”, spiega. Inoltre il forte stress può causare iperglicemie frequenti, come sta accadendo alla ragazza: “Sono costantemente preoccupata e agitata, quindi il mio fabbisogno insulinico è aumentato nonostante stia mangiando pochissimo”.

La notte nel bunker dell'hotel e lo zaino con il kit salva-vita

Mentre parliamo al telefono, Filomena si trova nell’hotel dell’isola di Palm a Dubai che con il marito non abbandona da sabato sera, salvo per il viaggio verso la farmacia. “Sabato pomeriggio dopo essere atterrati siamo andati in spiaggia, eravamo felici e spensierati. Abbiamo sentito dei boati ma all’inizio non avevamo capito, quindi siamo rimasti lì ignari del pericolo”. Poi una forte esplosione, e la corsa in hotel. Da quella sera Filomena non chiude occhio: “Siamo finiti nei bunker dell’albergo che hanno allestito la sera stessa. Ogni notte vado a dormire vestita, con uno zainetto alle spalle e al primo allarme scappiamo con quello: dentro ci sono due penne di insulina e gli aghi per le iniezioni”. Uno stress senza pause. “Ho paura di rimanere senza insulina e che possa succedermi qualcosa”, dice in lacrime. “Se la situazione peggiora non ho possibilità di reperire il materiale che mi serve per vivere. Voglio tornare a casa, ma nessuno mi ascolta”.

Le chiamate alla Farnesina e l'ipotesi del transfer per l'Oman

Filomena e il marito hanno contattato la Farnesina e il Consolato decine di volte: “Nessuno ci ha risposto per giorni: né via mail, né al telefono. Ho persino scritto al ministro degli Esteri, e commentato su Instagram tutti i post della Farnesina chiedendo aiuto e spiegando che soffrendo di una patologia cronica ho bisogno di assistenza”, racconta. “Dopo decine di solleciti abbiamo ricevuto un messaggio su WhatsApp della Farnesina che ci suggeriva di prendere un transfer in direzione Oman”, spiega la 36enne che però è preoccupata per il viaggio: “Dovremmo fare ore e ore di macchina nel deserto ma senza nessuna certezza di riuscire a prendere un volo da lì. E sempre a nostre spese: ci hanno chiesto 300 dirham da pagare in contanti”. Ma l’ansia riguarda soprattutto i farmaci: “Con temperature così calde ho paura che l’insulina si deteriori e sia poi inutilizzabile”.

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