L'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli."Tra non molto avremo il controllo dello spazio aereo iraniano" ha deto Trump. Secondo alcune indiscrezioni del Nyt, inoltre, l'intelligence iraniana avrebbe chiesto alla Cia di negoziare la fine della guerra. Teheran minaccia impianto nucleare israeliano. In mattinata un sottomarino Usa ha affondato una nave iraniana al largo dello Sri Lanka, sono 100 i dispersi
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La Turchia ha annunciato che un missile lanciato dall'Iran è stato intercettato nello spazio aereo turco. "Abbiamo il diritto di rispondere". Mentrer secondo fonti britanniche una nave portacontainer è stata colpita nello Stretto di Hormuz e un sottomarino Usa ha affondato una nave iraniana al largo dello Sri Lanka. In serata l'Iraq è entrato in blackout totale e gli Stati Uniti hanno invitato i cittadini a lasciare subito il Paese.
Il presidente statunitense ha ribadito di aver agito per fermare "un paese incontrollabile" e di avere la situazione sotto controllo. In giornata ha sentito Macron per aggiornarlo sulle operazioni e ha continuato ad attaccare la posizione assunta da Sanchez in Spagna.
Secondo alcune indiscrezioni del Nyt, l'intelligence iraniana avrebbe chiesto alla Cia di negoziare fine della guerra senza però ricevere alcuna risposta. Nel frattempo il Senato Usa ha bocciato la risoluzione sullo stop ai poteri di guerra a Trump. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli. Secondo Fox News e Axios migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran subito dopo smentita da una fonte vicina al Partito Democratico del Kurdistan iraniano.
Intanto proseguono gli attacchi "su vasta scala" a Teheran. Le Idf hanno annunciato di aver avviato nuovi raid in serata. Nel corso della giornata sono stati colpiti decine di obiettivi militari, tra cui il quartier generale dei Basij. L'Iran piange le studentesse uccise da un attacco statunitense contro una scuola nel sud del paese dove si sono tenute le esequie delle 169 vittime. In migliaia hanno partecipato ai funerali.
Ieri, martedì 4 marzo, un raid ha preso di mira il palazzo dove era riunita l'Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. Sarebbe Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell'ayatollah morto negli attacchi. Israele ha avvertito che ogni nuovo leader sarà un "bersaglio inequivocabile da eliminare".
Il Comando Centrale Usa fa sapere che sono 50 mila i soldati assegnati alla guerra contro l'Iran, e altri sono in arrivo. Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut. Il gruppo a sua volta ha fatto sapere che non si arrenderà perchè ha "diritto a difendersi". Ne frattempo Teheran accusa l'Ue di schierarsi "dalla parte sbagliata della Storia" e minaccia una guerra prolungata.
L'Iran ha preso di mira negli scorsi giorni le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: a fuoco il consolato a Dubai, missili sull'ambasciata a Riad, evacuate quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Evacuazioni anche da Arabia Saudita, Oman e Cipro. Nel frattempo la Francia invia la portaerei De Gaulle nel Mediterraneo e dispiega mezzi a Cipro.
Approfondimenti:
- Mojtaba Khamenei, chi è la nuova Guida Suprema dell'Iran
- Perché Trump ha deciso di attaccare adesso l’Iran e cosa può succedere ora
- Trump: "Iran non ha più capacità militari". Poi attacca Gb e Spagna
- Iran, quale sarà l’impatto sui mercati? Dal petrolio allo Stretto di Hormuz, cosa sapere
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Quanti sono gli italiani in Medio Oriente: da Dubai al Libano
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Iran: "Curdi frenano su offensiva, 'non siamo entrati in territorio iraniano'"
Una fonte del Partito Democratico del Kurdistan iraniano (Kdp) ha dichiarato all'emittente del Kurdistan iracheno Rudaw: "Nessuna delle nostre forze è entrata nel territorio dell'Iran". Restano confuse le notizie (e le smentite) sull'inizio dell'offensiva di terra da parte dei curdi-iracheni in Iran. Dopo l'annuncio del via alle operazioni, lo stesso Axios che aveva diffuso la notizia ammette che "ci sono resoconti contrastanti su quanto sta accadendo attualmente nell'Iran nordoccidentale, vicino al confine con l'Iraq. Non è chiaro se un'offensiva terrestre delle milizie curdo-iraniane sia già iniziata o possa essere lanciata nelle prossime ore. Un alto funzionario di una delle fazioni curdo-iraniane ha negato che un'offensiva terrestre sia iniziata". Il governo regionale del Kurdistan assicura che "nessun curdo iracheno è entrato in Iran e queste voci non sono vere".
Il Senato Usa boccia la risoluzione sullo stop ai poteri di guerra a Trump
La risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare americana contro l'Iran è stata bocciata dal Senato degli Stati Uniti. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli. John Fetterman, senatore democratico della Pennsylvania, ha votato contro, come ampiamente anticipato.
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Guerra Iran, la nave affondata dagli Usa era un gioiello della marina di Teheran
La Iris Dena era un cacciatorpediniere di classe Moudge lungo 94 metri che dislocava 1.500 tonnellate. Equipaggiato con quattro motori di fabbriazione iraniana e armato con un sistema di lancio verticale, poteva intercettare 40 bersagli e scontrarsi con cinque simultaneamente. Era di ritorno da una esercitazione marittima internazionale in India
Iran, la nave affondata dagli Usa era gioiello della marina di Teheran
Vai al contenutoMedia: "Migliaia di curdi lanciano offensiva di terra"
Migliaia di combattenti curdi iracheni hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran, lo ha detto un funzionario statunitense a Fox News. Stamattina, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha affermato che l'esercito statunitense non sta armando un'insurrezione all'interno dell'Iran, sebbene abbia lasciato intendere che altre parti del governo statunitense potrebbero essere potenzialmente coinvolte. Nel briefing alla Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha smentito le notizie secondo cui l'amministrazione Trump avrebbe accettato di armare le forze curde. "Posso commentare il fatto che il presidente ha avuto numerose telefonate con partner, alleati e leader nella regione, in Medio Oriente", ha detto Leavitt. "Ha parlato con i leader curdi in merito alla nostra base nel nord dell'Iraq. Ma qualsiasi rapporto che suggerisca che il presidente abbia accettato un piano del genere è completamente falso e non dovrebbe essere scritto".
Iran: "In atto offensiva di terra delle milizie curdo-iraniane nel nordovest"
Le milizie curdo-iraniane hanno lanciato un'offensiva di terra nel nord-ovest dell'Iran. Lo riportano alcuni media comei24News, che afferma che un funzionario statunitense ha confermato l'offensiva in Iran. Anche un corrispondente di Axios ha riportato la conferma di un alto funzionario americano, e un corrispondente di Fox News ha scritto su X che "migliaia" di curdi iracheni hanno lanciato un'offensiva di terra in Iran, secondo una fonte ufficiale statunitense.
Funzionario iraniano: "L'Iran prenderà di mira il sito nucleare israeliano se si cercherà un cambio di regime"
L'Iran prenderà di mira il sito nucleare israeliano di Dimona se Israele e gli Stati Uniti cercheranno un cambio di regime nella Repubblica Islamica, ha riportato mercoledì l'agenzia di stampa semi-ufficiale ISNA, citando un funzionario militare iraniano.
Missile dall’Iran verso la Turchia, che cos’è successo e le reazioni all’attacco
Il conflitto che da giorni vede contrapposti Stati Uniti e Israele da una parte, e Iran dall’altra, continua a sconvolgere il Medio Oriente. E oggi (4 marzo), secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa Nazionale di Ankara, un missile sparato da Teheran verso la Turchia è stato neutralizzato nel Mediterraneo orientale. Il missile è stato abbattuto da un cacciatorpediniere della Marina americana, secondo quanto riporta la Cnn.
Missile dall’Iran verso la Turchia, cos’è successo e le reazioni
Vai al contenutoAl Jazeera: L'Iran ha rinviato la celebrazione dei funerali di stato di tre giorni per Khamenei, era prevista a partire da questa sera
Secondo quanto riportato dai media statali, gli iraniani avrebbero dovuto salutare il defunto leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei, in una cerimonia che si sarebbe dovuta tenere mercoledì alle 22 presso il luogo di preghiera Imam Khomeini di Teheran. L'Iran ha annunciato che i funerali di Stato per il leader supremo ayatollah Ali Khamenei, previsti per questa sera a Teheran, sono stati rinviati "in previsione di un'affluenza senza precedenti", riporta la televisione di Stato. "La cerimonia di addio per l'Imam martirizzato è stata rinviata. La nuova data sarà annunciata in seguito", ha riferito la televisione iraniana dopo l'uccisione di Khamenei negli attacchi israelo-americani del fine settimana.
Axios: Prima dell'operazione di sabato 28 febbraio, il Primo Ministro ha telefonato a Trump per dire che Khamenei avrebbe convocato i suoi principali consiglieri quel giorno - rapporto
Lunedì scorso il primo ministro Benjamin Netanyahu ha telefonato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per informarlo che il leader supremo iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei, si sarebbe riunito a Teheran con i suoi consiglieri senior sabato mattina, rendendo possibile ucciderli tutti in un unico attacco, secondo quanto riportato da Axios , citando fonti informate sulla chiamata. Il rapporto, che descrive la conversazione del 23 febbraio come "la chiamata che ha cambiato il Medio Oriente", afferma che Trump ha ordinato alla CIA di esaminare la soffiata proveniente dall'intelligence militare israeliana, cosa che l'agenzia di spionaggio statunitense ha confermato. Funzionari statunitensi citati dal sito di notizie affermano che, mentre i preparativi per l'attacco andavano avanti, Trump ha preso la "deliberata decisione" di non concentrarsi troppo sull'Iran nel suo discorso sullo stato dell'Unione il giorno dopo la sua chiamata con Netanyahu, preoccupato che Khamenei potesse passare alla clandestinità. Giovedì, lo stesso giorno in cui i principali inviati di Trump incontrarono i negoziatori iraniani a Ginevra, la CIA "ha definitivamente confermato che queste persone sarebbero state tutte insieme e che dovevamo approfittarne", ha detto una fonte ad Axios. Dopo l'incontro di Ginevra, Trump sarebbe stato informato dai suoi inviati che i colloqui non stavano portando a nulla: "Se decidete di usare la diplomazia, faremo pressione e combatteremo per raggiungere un accordo. Ma questi ragazzi ci hanno dimostrato di non essere disposti a raggiungere un accordo di cui sarete soddisfatti”. Il giorno dopo, dopo aver deciso che i negoziati erano inutili e che le informazioni su Khamenei erano solide, Trump diede infine l'ordine di colpire. Il rapporto di Axios cita anche un funzionario statunitense che afferma che gli Stati Uniti e Israele avevano inizialmente pianificato di colpire tra la fine di marzo e l'inizio di aprile, in modo che l'amministrazione potesse avere il tempo di costruire il sostegno all'attacco tra gli americani, ma Netanyahu si è "agitato" per accelerare l'assalto, avvertendo che i leader dell'opposizione iraniana nascosti rischiavano di essere uccisi dal regime. "Non abbiamo preparato la situazione nel modo migliore possibile perché l'opportunità si è presentata all'improvviso", ha affermato il funzionario.
ToI: L'IDF rivela come Israele e gli Stati Uniti dividono le zone di attacco e i tipi di obiettivi nel conflitto con l'Iran
L'esercito israeliano rivela come sta dividendo il lavoro con quello americano nel corso della campagna contro l'Iran, sia geograficamente, sia per tipologia di obiettivo, sia per vantaggio relativo. Dal punto di vista geografico, l'Aeronautica Militare israeliana ha operato contro i lanciatori di missili balistici iraniani e altre risorse militari nell'Iran occidentale e centrale. Questo perché l'Iran lancia missili balistici a lungo raggio contro Israele da quelle aree. Nel frattempo, l'esercito americano ha operato contro i lanciamissili iraniani nel sud dell'Iran, utilizzando quelle aree per lanciare missili a corto raggio contro le basi statunitensi nel Golfo. Anche per quanto riguarda la tipologia di obiettivi, Israele e Stati Uniti si sono divisi il lavoro. L'esercito americano, ad esempio, si è assunto la responsabilità di colpire l'intera Marina iraniana. Israele, nel frattempo, si è concentrato su altri obiettivi, in base al relativo vantaggio, come i siti del regime a Teheran. Inoltre, l'Aeronautica Militare israeliana ha fatto molto affidamento sulle capacità di rifornimento aereo dell'esercito statunitense, che dispone di una flotta di rifornimento circa 10 volte superiore a quella dell'IAF. Decine di aerei cisterna statunitensi sono stati dislocati in Israele durante il conflitto. I funzionari militari israeliani descrivono il conflitto come la prima guerra congiunta su vasta scala tra Israele e Stati Uniti, dopo un'ampia pianificazione congiunta degli ultimi mesi. Secondo l'IDF, sia in Israele che negli Stati Uniti sono operative "cellule di coordinamento congiunto" durante la campagna, sincronizzando intelligence, obiettivi e difesa. Oltre 1.000 soldati americani sono di stanza in Israele. "Questa è una guerra in inglese", afferma un ufficiale militare. Nel frattempo, secondo quanto riportato dall'esercito, il capo di stato maggiore delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, ha parlato quotidianamente con il capo del CENTCOM statunitense, ammiraglio Brad Cooper.
Time of Israel: Gli Stati Uniti stanno negoziando con i curdi su una possibile operazione militare in Iran
Secondo tre fonti a conoscenza della questione, nei giorni scorsi le milizie curde iraniane si sono consultate con gli Stati Uniti per decidere se e come attaccare le forze di sicurezza iraniane nella parte occidentale del Paese. La coalizione curda iraniana di gruppi stanziati al confine tra Iran e Iraq, nella regione semiautonoma del Kurdistan iracheno, si è addestrata a organizzare un attacco del genere nella speranza di indebolire l'esercito del Paese, mentre Stati Uniti e Israele bombardano obiettivi iraniani con bombe e missili. L'obiettivo sarebbe quello di creare spazio per la rivolta degli iraniani contrari al regime islamico, ora che la Guida Suprema Ali Khamenei e altri alti funzionari sono stati uccisi da quando è iniziato l'attacco tra Stati Uniti e Israele sabato, affermano due fonti. Non è ancora stata presa una decisione definitiva sull'operazione e sulla sua possibile tempistica, aggiungono le fonti, che parlano a condizione di anonimato per poter parlare liberamente di una delicata pianificazione militare. I gruppi hanno richiesto il supporto militare degli Stati Uniti e, secondo quanto affermato, anche i leader iracheni di Erbil e Baghdad sono stati in contatto con l'amministrazione Trump negli ultimi giorni. Secondo due fonti, le forze armate sono in trattativa con gli Stati Uniti per ottenere l'aiuto della CIA nella fornitura di armi. La CNN è stata la prima a riferire del coinvolgimento della CIA con i gruppi e della potenziale operazione di terra. Axios ha dichiarato questa settimana che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avuto una telefonata con due dei massimi leader del Kurdistan iracheno. Reuters non può confermare in modo indipendente l'entità del coinvolgimento della CIA nella pianificazione dell'operazione, se abbia facilitato il trasporto delle armi o se delle forze statunitensi abbiano pianificato di entrare in Iran con i gruppi curdi. La CIA rifiuta di commentare. La Casa Bianca e il Pentagono non rispondono immediatamente alla richiesta di commento. Il governo regionale curdo non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
Media Usa: "Iniziata un'offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran"
Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran: lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Fox News. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese.
Missile iraniano diretto in Turchia abbattuto dalla Nato
Iran, immagini satellitari della scuola di Minab prima e dopo il raid
Idf: "Colpite postazioni di Hezbollah a sud del Litani"
L'esercito israeliano ha annunciato stasera di aver colpito numerose postazioni appartenenti al movimento islamista libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, nel Libano meridionale, a sud del fiume Litani, un'area da cui aveva esortato i residenti a fuggire nel primo pomeriggio. L'esercito "ha condotto una nuova ondata di attacchi e smantellato le infrastrutture terroristiche di Hezbollah in tutto il Libano", si legge in una nota militare. Tra questi obiettivi "c'erano numerosi siti di lancio di razzi e missili (...) situati a sud del fiume Litani", tra cui "un impianto di produzione di droni", si legge nella nota.
Guerra in Iran, energia alle stelle: da cosa dipendono i prezzi di gas e luce
L’attacco sferrato da Usa e Israele nei confronti dell’Iran ha scatenato delle inevitabili ripercussioni sul mercato del petrolio e del gas, schizzato al rialzo di quasi il 40%. Importanti aumenti anche per il petrolio mentre le Borse europee sono scivolate, in alcuni casi anche pesantemente, con un totale di oltre 300 miliardi 'bruciati'. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24, andata in onda il 2 marzo 2026
Iran, tensioni e rincari: da cosa dipendono i prezzi di gas e luce
Vai al contenutoNyt: "L'intelligence iraniana chiede alla Cia di negoziare fine della guerra"
Lo riporta il Nyt citando funzionari mediorientali e occidentali. Rappresentanti del ministero dell'Intelligence iraniano hanno espresso la loro disponibilità nei confronti della Cia a trattare per la fine della guerra. Lo riporta il New York Times citando funzionari mediorientali e occidentali. L'offerta è stata fatta tramite un'agenzia di spionaggio di un Paese non identificato.
Ambasciatore Israele: "Speriamo che coalizione contro Teheran cresca"
"Questa non è una guerra senza fine. Noi speriamo che la coalizione contro l'Iran cresca. Tutti i paesi del Golfo stanno già aderendo e credo che questa guerra avrà fine presto. Lo ha detto al Tg1 l'ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled. Parlando degli obiettivi che Israele si è posto per mettere fine alla guerra, ha aggiunto che "dobbiamo assicurarci che questo regime brutale e terroristico non abbia mai armi nucleari e vogliamo creare le condizioni che permettano agli iraniani di prendere in mano il loro futuro. Sta a loro decidere che tipo di regime vogliono". "Il regime iraniano - ha detto ancora l'ambasciatore - ha missili balistici con i quali sta colpendo noi e la regione. Non solo non dovrà avere il nucleare ma bisogna rimuovere la minaccia missilistica. Positivo per Israele l'impegno che Londra, Berlino, Parigi e l'Europa nel suo complesso stanno cominciando ad assumere. Crediamo che l'Italia come parte dell'Europa abbia espresso il suo no alla possibilità che l'Iran abbia armi nucleari e possa minacciare l'Europa. Ed è nel ruolo della coalizione occidentale rimuovere la minaccia di questo regime terroristico".
Trump: "Iran fuori controllo, ci avrebbe attaccati. Con Israele andremo avanti con forza"
Teheran "avrebbe usato le sue armi contro di noi se avessimo aspettato ancora", ha spiegato il presidente americano in serata durante un evento alla Casa Bianca: "Se non avessimo colpito entro due settimane, avrebbero avuto un'arma nucleare". Insieme all'esercito israeliano, gli Stati Uniti continueranno quindi "ad avanzare" contro la Repubblica islamica
Trump: 'Iran fuori controllo, ci avrebbe attaccati. Andremo avanti'
Vai al contenutoAmbasciatore iraniano: "Usa e Israele sono gli aggressori, noi le vittime"
"Noi una minaccia esistenziale? Ridicolo. I leader di Stati Uniti e Israele non sanno come giustificare l'uccisione di centinaia di innocenti. Per la seconda volta hanno tradito i negoziati e bombardato. È Israele la minaccia alla pace nel mondo. Sono loro gli aggressori, noi le vittime". Così, al Tg1, l'ambasciatore iraniano in Italia Mohamed Reza Sabouri, appellandosi al diritto di legittima difesa". Parlando degli attacchi agli Stati del Golfo, l'ambasciatore precisa che "i nostri attacchi non sono contro i Paesi, ma solo contro basi e interessi americani". Quanto alla possibilità di una reazione contro il sostegno dell'Europa all'azione militare degli Stati Uniti e Israele, Reza Sabouri dichiara che "abbiamo avvertito gli europei. Qualsiasi ruolo a sostegno degli attacchi illegali contro l'Iran sarà considerato a tutti gli effetti partecipazione alla guerra e riceverà una risposta proporzionata e decisa". Parlando infine delle proteste contro il governo represse nel sangue da Teheran, l'ambasciatore ha affermato che "ora non ci sono più dubbi. Erano mercenari pagati dall'estero. Stavano preparando un colpo di Stato. Ma l'Iran si difenderà con tutte le sue forze e non si arrenderà. I missili sul golfo e quello che oggi è accaduto alla Turchia mostrano che l'Iran ha ancora forte capacità offensiva".
Italiani da Oman: "Diverse informazioni da Farnesina"
"La Farnesina ci ha aiutato, ci hanno dato diverse informazioni, soprattutto con dei messaggi nei quali ci hanno spiegato le tariffe e i vari voli disponibili. In una situazione difficile penso che non sia andata cosi' male". A parlare all'AGI e' Flaminia appena arrivata, insieme al compagno, all'aeroporto di Fiumicino da Muscat con un volo di Oman Air, la compagnia che sta gestendo molti dei rientri. La coppia e' rientrata questa sera dopo essere rimasta bloccata per qualche giorno negli Emirati Arabi a causa del conflitto in Iran. "Il viaggio e' stato molto buono e anche la situazione in aeroporto", ha invece detto Silvia Che arriva da Dubai dove vive. "Molte delle cose che ho letto mi sono sembrate esagerate", ha spiegato.
Trump: "La loro leadership sta scomparendo"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha indicato chi potrebbe essere il leader futuro dell'Iran con cui dialogare. "La loro leadership sta scomparendo rapidamente", ha detto parlando ai giornalisti. "Chiunque sembri voler diventare un leader finisce per essere ucciso. E' una cosa incredibile, davvero incredibile quella che sta accadendo sotto i vostri occhi", ha aggiunto.
Perché l'Iran ha attaccato Dubai e altri Stati arabi e cosa può succedere adesso
La nuova guerra esplosa in Medio Oriente non è limitata ai Paesi coinvolti nelle prime ore di attacchi: già il 28 febbraio infatti, nel giorno in cui sono iniziati i raid di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Teheran ha iniziato a colpire con missili e droni anche diversi Stati dell’area. Ma perché il regime degli ayatollah ha deciso di ampliare lo scontro, e quali possono essere le conseguenze?
Perché l'Iran ha attaccato Dubai e altri Stati arabi oltre a Israele
Vai al contenutoIran, Casa Bianca: "Madrid collaborerà". Spagna smentisce: "No accordi su basi militari"
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha negato di aver autorizzato l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota agli Stati Uniti, al contrario di quanto affermato dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leawitt. Il premier Sanchez: "No alla guerra".
Iran, Usa: 'Madrid collaborerà'. Spagna smentisce: 'No intesa su basi'
Vai al contenutoIdf: "Da domani alle 12 restrizioni alla popolazione verranno allentate"
L'esercito israeliano rende noto che, in base alla valutazione della situazione del comando del fronte interno, è stato deciso che a partire da giovedì 5 marzo a mezzogiorno, le linee guida per la popolazione verranno aggiornate e allentate. "Nell'ambito delle modifiche, tutte le aree del Paese passeranno da un livello di attività essenziale a un livello di attività limitata". Le scuole restano chiuse. Gli assembramenti sono consentiti fino a 50 persone, e come per i luoghi di lavoro, saranno consentiti a condizione che sia possibile raggiungere uno spazio protetto standard. L'aggiornamento resta valido fino a sabato alle 20.
Italiani su nave Msc a Dubai, domani il primo volo charter per i rientri
“Durante il giorno, la situazione sulla nave è più tranquilla, facciamo il possibile per distrarci, di notte, invece, nel silenzio totale, si sente il rumore dei caccia sopra la testa che mette un po’ d’ansia. Oggi pomeriggio, un caccia è passato proprio accanto alla nave”. A parlare, all’Adnkronos, è Sandro Colacione, ventenne di Catanzaro, tra i 563 italiani a bordo della nave Msc bloccata nel porto di Dubai. Una parte di loro, da quanto si apprende, potrà finalmente ripartire domani quando, entro le 9, dovrà lasciare il porto di Dubai per raggiungere l’aeroporto di Abu Dhabi, da dove sarà messo a loro disposizione un volo charter di Msc per l’Italia.
L'arrivo è previsto a Fiumicino. Una notizia che fa tirare a Sandro e agli altri connazionali un sospiro di sollievo dopo i giorni appena trascorsi che lui stesso definisce “surreali”: perché, se da un lato, dalla nave “non sentiamo molte esplosioni o boati”, dall’altro “quando leggiamo le notizie sui giornali e guardiamo le immagini cominciamo ad agitarci, non sappiamo se le cose stanno proprio come vengono descritte lì oppure se, come dice qualcuno, lo scenario là fuori non è così apocalittico”. “Quel che è certo è che lo staff a bordo sta facendo di tutto per non farci avvertire il pericolo, come se all’interno della nave fosse tutto normale”, precisa il ragazzo, che si trova a bordo insieme ai genitori e alla sorellina di 13 anni. “Il comandante ci ha aggiornati sulla situazione due volte al giorno, mattina e sera. In questi ultimi due giorni – spiega Sandro - ci ha detto che pian piano stanno riaprendo i corridoi aerei dall’aeroporto di Dubai e che le Ambasciate si stanno muovendo per organizzare i voli di ritorno. Da quello che sappiamo, avranno la precedenza coloro che devono sbarcare a Doha e poi quanti, come noi, hanno acquistato il pacchetto comprensivo di volo e crociera”. Tra i momenti più difficili, Sandro ricorda “la sera in cui è scattato l’allarme missile sui telefoni e poi quando abbiamo dovuto compilare i moduli della Farnesina con le informazioni richieste nel caso in cui dovesse accadere qualcosa di spiacevole”. “Vogliamo tornare a casa, certo – ammette – ma cerchiamo di pensare anche a chi si trova in una condizione peggiore per farci forza”.
Rubio sul missile intercettato dalla NATO sulla Turchia
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha detto che gli attacchi alla sovranita' della Turchia, alleata della Nato, sono "inaccettabili" dopo che l'alleanza ha abbattuto un missile iraniano, che secondo un funzionario turco era deviato dalla rotta. In una telefonata con il ministro degli Esteri Hakan Fidan, Rubio ha affermato che "gli attacchi al territorio sovrano della Turchia sono inaccettabili e ha promesso il pieno sostegno degli Stati Uniti", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott.
L’Iran ieri e oggi, tutto quello che c’è da sapere sul Paese attaccato da Usa e Israele
Sono molti gli interrogativi sul futuro dell’Iran. Stati Uniti e Israele hanno lanciato una dura offensiva nei confronti della Repubblica Islamica a partire dallo scorso 28 febbraio, eliminando la sua Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei (al potere dal 1989), nel tentativo principale di neutralizzare ogni possibilità che il regime sviluppi armi nucleari.
L’Iran ieri e oggi, la storia del Paese attaccato da Usa e Israele
Vai al contenutoTrump: "Su una scala da uno a 10 in Iran stiamo facendo 15"
"Su una scala da uno a 10 con la guerra in Iran stiamo facendo 15". Lo ha detto Donald Trump ad una tavola rotonda sui prezzi dell'energia alla Casa Bianca. "Abbiamo l'esercito più forte del mondo", ha aggiunto.
Casa Bianca: "Non stiamo armando le milizie curde"
La Casa Bianca ha smentito le notizie pubblicate da diversi media americani secondo cui gli Stati Uniti sono pronti ad armare
le milizie curde contro l'Iran per incitare una rivolta. "Le notizie che suggeriscono che il presidente abbia dato la sua approvazione a un tale piano sono completamente false e non dovrebbero essere scritte", ha dichiarato la portavoce Karoline Leavitt confermando tuttavia che il Presidente ha "parlato con i leader curdi" nel nord dell'Iraq. La Cnn aveva riferito iori che la Cia sta collaborando con le forze curde per incitare una rivolta popolare contro il regime iraniano. E secondo Nbc News, funzionari dell'amministrazione Trump sono in trattative con i leader curdi nel nord dell'Iraq e nel nord-ovest dell'Iran per armare i gruppi che si oppongono a Teheran.
Trump: "L'Iran era un paese fuori controllo. Noi abbiamo agito"
Donald Trump parla in diretta da Washington
Casa Bianca "Abbiamo armi a sufficienza per finire guerra"
Gli Stati Uniti hanno capacità e arsenali sufficienti per portare a termine con successo la guerra contro l'Iran. La Casa Bianca risponde così alle preoccupazioni circa i potenziali limiti dell'offensiva contro Teheran. "In termini di munizioni e arsenali, gli Stati Uniti hanno capacità più che sufficienti non solo per portare a termine con successo l'Operazione Epic Fury, ma anche per andare ben oltre. Inoltre, disponiamo di arsenali in luoghi che molti in tutto il mondo ignorano", ha dichiarato la portavoce, Karoline Leavitt, durante la sua prima conferenza stampa dall'inizio degli attacchi contro l'Iran. Leavitt ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato i fornitori della difesa a produrre armi americane "in modo rapido e aggressivo".
Iran: forte esplosione a Teheran
Una potente esplosione ha scosso Teheran stasera. Lo riferisce l'Afp, mentre i media statali hanno parlato di numerose esplosioni nella parte occidentale della capitale, oltre che in diverse altre città, tra cui il porto meridionale di Bandar Abbas sul Golfo e Tabriz nel nord-ovest.
Crosetto vede Mattarella, momento più difficile degli ultimi decenni
Un faccia a faccia al Quirinale nel pieno dell’escalation legata alla crisi iraniana. In serata il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il ministro della Difesa Guido Crosetto. Un colloquio riservato, convocato mentre il quadro in Medio Oriente si fa ogni giorno più complesso e aumentano le preoccupazioni per un possibile allargamento del conflitto. Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti della Difesa, Crosetto avrebbe rappresentato al Capo dello Stato uno scenario drammatico in rapido deterioramento, definendolo il momento più difficile degli ultimi decenni. Una valutazione che il ministro ha condiviso anche con i colleghi del formato E5 nella riunione di oggi, ribadendo tutti i suoi timori per una crisi che rischia di sfuggire di mano da un momento all'altro. Diversi i dossier sul tavolo. Dall’ipotesi di invio dei sistemi di difesa aerea Samp-T ai Paesi del Golfo al possibile dispiegamento di unità navali italiane verso Cipro, Paese membro dell’Unione europea colpito dall’Iran nel corso della controffensiva. Scelte che richiedono valutazioni politiche e operative, oltre a un coordinamento stretto con gli alleati.
I riflettori sono ora puntati sulle comunicazioni che Crosetto terrà domani in Parlamento insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, passaggio chiave per chiarire la linea del governo tra esigenze di deterrenza, tutela degli interessi italiani e necessità di evitare un’escalation. Restano sullo sfondo le polemiche interne per le ferie a Dubai di Crosetto, proprio mentre esplodeva la controffensiva iraniana, tema che continua ad alimentare il dibattito politico nazionale. Nel frattempo, in serata, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ricevuta al Colle da Mattarella dopo aver incontrato a palazzo Chigi Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti, uno dei paesi protagonisti della vicenda.
Il "No" di Sanchez a Trump e alla guerra, é scontro con la Casa Bianca
"No alla guerra". Quattro parole per candidarsi a leader dell'anti-trumpismo in Europa. Per catalizzare perplessità, malumori, ritrosie sempre più malcelate verso un alleato considerato non più affidabile, poche volte sincero, molto spesso imprevedibile. Pedro Sanchez, nelle retrovie della nuova guerra di Usa e Israele, si è fatto così portavoce di chi non rimpiange l'Ayatollah Khamenei ma, allo stesso tempo, ha sin dall'inizio considerato l'attacco preventivo all'Iran una violazione del diritto internazionale. La risposta di Madrid alle parole sferzanti di Trump e all'annunciato attacco commerciale degli Usa a Madrid è arrivata una manciata d'ore dopo. Ed è destinata a spaccare l'Europa. Già, perché l'America di Trump, ancora una volta, divide l'Ue tra i suoi fedelissimi (come Viktor Orban), i suoi tradizionali alleati politici (come Giorgia Meloni), i leader più cauti (a partire da Friedrich Merz) e i turbo-europeisti che viaggiano sull'asse Parigi-Madrid. Emmanuel Macron è stato tra i pochi capi di Stato e di governo tra i 27 a chiamare Sanchez per esprimergli solidarietà. "L'Ue garantirà sempre la piena tutela degli interessi dei suoi Stati membri. Riaffermiamo il nostro fermo impegno nei confronti dei principi del diritto internazionale e dell'ordine basato sulle regole in tutto il mondo", ha dal canto suo sottolineato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a telefono con il primo ministro iberico. Ad esprimere la propria vicinanza è stata pure la presidente Ursula von der Leyen, anche se, in questo caso, a renderlo noto è stata solo Madrid. Palazzo Berlaymont però, è stata rapida nel rispondere agli Usa sul fronte dei dazi. "La Commissione garantirà la piena tutela degli interessi dell'Ue. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i loro cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire", ha annunciato un portavoce dell'esecutivo comunitario. Molto meno netta la posizione di Berlino. Le immagini di Friedrich Merz che, di fianco a Trump, restava inerte di fronte al presidente americano che annunciava di voler troncare i rapporti commerciali con Madrid e, anzi, ricordava lo scarso impegno della Spagna sul 5% alla Nato, hanno fatto il giro del web. Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha espresso "sorpresa" alla Germania per la mancata solidarietà del cancelliere nelle stesse ore in cui Sanchez sciorinava la sua dottrina. "Le potenze coinvolte in questo conflitto dovrebbero cessare le ostilità. Non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone", sono state le parole del leader socialista, diventate subito virali. In serata lo scontro tra Washington e Madrid ha avuto una nuovo sviluppo. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha annunciato che la Spagna ha deciso di "cooperare" con l'esercito americano. "Lo smentisco categoricamente. Non è cambiata una virgola e non ho la minima idea a cosa si riferisca", ha replicato immediatamente Albares. Lo scontro tra Spagna e Usa può avere risvolti imprevedibili, e non solo sul fronte dei dazi. Macron (aggiornato in serata sulle operazioni direttamente da Trump) saldando l'asse con Madrid degli ultimi mesi, martedì sera aveva dato un giudizio molto simile dell'attacco all'Iran, sebbene Parigi sia stata comunque tra le più pronte a dirsi disponibile con i Paesi del Golfo per eventuali aiuti a difesa degli attacchi di Teheran. Ancora più clamorosa, forse, è la presa di distanza di Londra. "Restiamo fuori dalla guerra, non ripeteremo gli errori dell'Iraq", ha scandito il premier Keir Starmer alla Camera dei Comuni. Trump neppure per il suo alleato atlantico più stretto ha avuto parole d'affetto nel corso dell'incontro con Merz. La spaccatura è politica, e potrebbe influenzare i rapporti tra i partiti europei nei prossimi mesi. "Sanchez è il punto di riferimento per un'alternativa ai Maga", ha sottolineato il capodelegazione del Pd al Pe Nicola Zingaretti. Sull'onda dello scontro, i Socialisti sono riusciti ad ottenere un nuovo rinvio del voto sull'intesa sui dazi tra Ue e Usa. Ma, assieme ai Verdi, non sono riusciti a guadagnare la platea della Plenaria della prossima settimana per lo scontro tra gli Usa e la Spagna. Il tema non sarà trattato, grazie all'asse tra Popolari, Conservatori e Patrioti, che nella conferenza dei capigruppo hanno bocciato l'inserimento del dibattito in agenda.
Casa Bianca: "A ore avremo il controllo totale dei cieli iraniani"
L'esercito statunitense prevede di avere il controllo "totale" dello spazio aereo iraniano entro poche ore. Lo ha affermato la Casa Bianca nel quinto giorno di guerra contro l'Iran. "Ci aspettiamo di avere il controllo totale e assoluto dello spazio aereo iraniano entro poche ore", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt dopo che il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth aveva dichiarato, senza specificare una tempistica, che gli Stati Uniti e Israele "avranno il controllo totale dello spazio aereo iraniano". "Voleremo 24 ore su 24, giorno e notte, per individuare, colpire e distruggere missili militari e strutture industriali di difesa iraniani", ha detto il capo del Pentagono.
Iran, quanto durerà la guerra? Missili, droni e forze militari: l’arsenale di Teheran
Per provare a reagire all’attacco lanciato sabato scorso da Usa e Israele, l’Iran può contare su un arsenale militare significativo. Teheran possiede migliaia di missili, molti custoditi in depositi sotterranei, una forza terrestre dai numeri ingenti e capacità navali in crescita. Inoltre, ha ampia disponibilità di un'arma spesso letale nei conflitti attuali: i droni. Ecco le principali caratteristiche dell’arsenale iraniano.
Iran, quanto durerà la guerra? Cosa sappiamo sull’arsenale di Teheran
Vai al contenutoIran: nuova ondata di attacchi israeliani su Teheran
Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo hanno reso noto le forze armate dello Stato ebraico. Contestualmente nella capitale iraniana sono state sentite violente esplosioni.
Leader di Hezbollah: "La resistenza è un diritto"
Il leader di Hezbollah, lo shaykh Naim Qassem, ha ribadito che il movimento sciita libanese continuerà a combattere Israele finché esisterà "l'occupazione", affermando che la resistenza armata resta "un diritto legittimo". Il discorso arriva mentre proseguono gli scontri lungo il confine tra Libano e Israele e mentre crescono i timori a Beirut per un possibile ampliamento dell'offensiva israeliana nel sud del Paese. "Fintanto che l'occupazione esiste, la resistenza e il suo armamento sono un diritto umano e internazionale legittimo", ha dichiarato Qassem in un discorso trasmesso dalla televisione al-Manar, emittente del Partito di Dio. Secondo il leader del movimento sciita, questo diritto trova fondamento anche nell'architettura politica libanese definita dopo la guerra civile. "È conforme anche all'accordo di Taif", ha affermato, riferendosi all'intesa del 1989 che pose fine al conflitto civile in Libano (1975-90). Il leader di Hezbollah ha quindi ribadito la determinazione del movimento a proseguire lo scontro militare con Israele. "La nostra scelta è di affrontarli fino al punto di sacrificare la nostra vita... non ci arrenderemo mai", ha dichiarato, parlando di "diritto esistenziale all'autodifesa".
Hezbollah: "Non ci arrenderemo ad aggressione fino a sacrificio estremo"
Hezbollah affronterà “l'aggressione israelo-americana” e non si arrenderà. Lo ha affermato il leader della formazione filo-iraniana, Naïm Qassem, in un discorso trasmesso dal canale televisivo del suo partito. “Hezbollah e la sua resistenza islamica rispondono all'aggressione israelo-americana, ed è un diritto legittimo. La nostra scelta è quella di affrontarla fino al sacrificio estremo, e non ci arrenderemo”, ha assicurato il leader di Hezbollah nel suo primo discorso dall'inizio dell'attacco americano-israeliano contro l'Iran.
Trump informa Macron su stato operazioni militari
Donald Trump ha contattato Emmanuel Macron "per informarlo sullo stato delle operazioni militari" in Iran. Lo riferiscono fonti dell'entourage del presidente francese.
Mojtaba Khamenei, cosa sappiamo della Nuova Guida Suprema
Ripercorriamo le tappe della sua vita, mettendo sotto la lente di ingrandimento il ruolo politico, i legami di famiglia, la connessione con la milizia Basij e il processo di successione
Mojtaba Khamenei, cosa sappiamo della Nuova Guida Suprema
Vai al contenutoMojtaba, chi è il figlio candidato al dopo Khamenei
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto sanzioni a Mojtaba Khamenei nel 2019, durante il primo mandato di Trump, affermando che l'iraniano rappresentava la guida suprema "nonostante non fosse mai stato eletto o nominato a una carica governativa, a parte il lavoro nell'ufficio di suo padre". Ali Khamenei aveva "delegato parte delle sue responsabilita' di leadership" al figlio "che ha lavorato a stretto contatto" con le forze di sicurezza iraniane "per promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti e gli oppressivi obiettivi interni del padre", ha affermato. Gli oppositori lo hanno in particolare accusato di aver avuto un ruolo nella violenta repressione seguita alla rielezione del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad nel 2009, che ha innescato un vasto movimento di protesta. Secondo un'indagine dell'agenzia di stampa Bloomberg, che ha citato fonti anonime e rapporti di agenzie di intelligence occidentali, Mojtaba Khamenei ha accumulato un patrimonio stimato in oltre 100 milioni di dollari. Secondo l'articolo, il denaro ricavato dalle vendite di petrolio era stato convogliato in investimenti in immobili di lusso britannici, hotel in Europa e proprietà a Dubai tramite societa' fittizie in paradisi fiscali".
Idf: "Simultanei oggi raid da Libano e Iran ma no indicazioni di coordinamento fra Hezbollah e Teheran'"
Non ci sono segnali di intelligence a indicare un coordinamento degli attacchi di oggi dall'Iran e dal Libano, da parte di Hezbollah, ha reso noto un portavoce dell'Idf. "Hanno aperto il fuoco allo stesso momento, più o meno, si può dire simultaneamente, dall'Iran e dal Libano. Ma non ho alcuna informazione di intelligence per dire che è stato coordinato. Detto questo, non ci sono dubbi che Hezbollah lavori per i Guardiani della rivoluzione in Iran. E' un'ala dei Guardiani della rivoluzione in Iran", ha spiegato.
Gran Bretagna: "Il drone che ha colpito Cipro non proveniva da Teheran"
Il ministero della Difesa britannico ha confermato su X che il drone che ha colpito la base militare di Londra sull'isola di Cipro non proveniva dall'Iran. Un portavoce del governo cipriota aveva affermato in precedenza che il drone, uno Shahed di fabbricazione iraniana, era stato lanciato dal Libano.
Macron a Netanyahu: "No all'offensiva di terra"
"Ho avuto un colloquio oggi con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, cosi' come con il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun e il Primo ministro Nawaf Salam, per discutere della situazione in Libano, che e' molto preoccupante. Ho riaffermato la necessita' che Hezbollah cessi immediatamente i suoi attacchi contro Israele e non solo", ha spiegato su X il capo dell'Eliseo. "Questa strategia di escalation costituisce un errore grave che mette in pericolo l'intera regione. Allo stesso modo, ho invitato il primo ministro israeliano a preservare l'integrità territoriale del Libano e ad astenersi da un'offensiva terrestre. Che le parti tornino all'accordo di cessate il fuoco", ha aggiunto. "La Francia proseguirà con i suoi partner, il suo sostegno agli sforzi delle Forze armate libanesi, affinchè possano assumere pienamente le loro missioni di sovranità e porre fine alla minaccia rappresentata da Hezbollah. Di fronte all'urgenza umanitaria nel Sud del Libano, la Francia prenderà iniziative immediate per sostenere le popolazioni libanesi sfollate. La nostra solidarietà con il popolo libanese e il nostro impegno per la stabilità regionale rimangono al cuore della nostra azione", ha concluso Macron.
Macron parla con Netanyahu e leader Libano chiedendo "stop a escalation"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha parlato oggi per telefono con il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, con il presidente della Repubblica libanese, Joseph Aoun, e con il primo ministro Nawaf Salam, con i quali ha parlato della situazione in Libano "molto preoccupante", come annuncia lo stesso Macron in un tweet. Macron ha "ribadito la necessità che Hezbollah cessi immediatamente i suoi attacchi contro Israele e oltre", definendo "questa strategia di escalation" un "errore enorme che mette in pericolo l'insieme della regione". Il presidente francese aggiunge di aver chiamato il premier israeliano chiedendogli di "preservare l'integrità territoriale del Libano ed astenersi da un'offensiva di terra". "E' importante - scrive Macron su X - che le parti tornino all'accordo di cessate il fuoco". "La Francia - continua Macron - insieme con i partner, proseguirà nel suo sostegno agli sforzi delle Forze armate libanesi, affinché esse possano compiere pienamente la loro missione di sovranità e mettano termine alla minaccia rappresentata da Hezbollah". "Di fronte all'emergenza umanitaria nel sud del Libano - conclude Macron - la Francia adotterà iniziative immediate per sostenere le popolazioni libanesi sfollate. La nostra solidarietà con il popolo libanese e il nostro impegno per la stabilità regionale restano al centro della nostra azione".
Attacco all’Iran: dove stanno colpendo Stati Uniti e Israele. Le mappe
Continuano gli attacchi americani e israeliani: presa di mira soprattutto la capitale ma anche obiettivi in tutto il Paese. La reazione di Teheran
Attacco all’Iran: dove stanno colpendo Usa e Israele. Le mappe
Vai al contenutoAmbasciatore Israele: "Credo guerra avrà fine presto"
L'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Pelad, in un'intervista al Tg1 si è detto convinto che la guerra contro l'Iran "avrà fine presto" e che "tutti i Paesi del Golfo aderiranno". "Dobbiamo assicurarci che il regime non abbia armi nucleari e mettere gli iraniani nelle condizioni di prendere in mano il loro futuro, sta a loro decidere che regime vogliono", ha detto Pelad, "non solo, dobbiamo rimuovere la minaccia missilistica". "Crediamo che l'Italia, come parte dell'Europa, abbia espresso il suo no alla possibilità che l'Iran abbia armi nucleari", ha aggiunto l'ambasciatore.
Iran: Casa Bianca, Trump pensa a ruolo Usa in post-guerra
Donald Trump sta "considerando attivamente" un ruolo degli Stati Uniti in Iran dopo la conclusione dell'operazione americano-israeliana contro il Paese. "Penso che sia qualcosa che il Presidente sta valutando attivamente e discutendo con i suoi consiglieri e il suo team per la sicurezza nazionale", ha detto la portavoce Karoline Leavitt.
Idf stima che tra poche ore sarà raggiunta la superiorità aerea in Iran
L'Idf stima che nel giro di poche ore sarà raggiunta la completa superiorità aerea su tutti i cieli iraniani, e non solo nell'ovest del Paese e nella regione di Teheran, come è avvenuto finora. Secondo le fonti citate da Ynet, l'espansione del controllo aereo consentirebbe agli aerei dell'aeronautica militare statunitense di operare liberamente in ulteriori aree, tra cui l'Iran orientale, e aumenterebbe significativamente l'efficacia degli attacchi.
Media: "Netanyahu chiama la Casa Bianca per chiarimenti su contatti Usa-Iran"
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha contattato la Casa Bianca all'inizio di questa settimana per chiedere chiarimenti sulle informazioni ottenute da Israele secondo cui funzionari dell'amministrazione Usa sono in contatto con il regime iraniano. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12 citando due fonti a conoscenza della questione. "La Casa Bianca ha detto a Bibi che l'amministrazione Trump non sta parlando con gli iraniani alle sue spalle", ha affermato una delle fonti. Un alto funzionario americano ha affermato che Steve Witkoff e il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, parlano quasi quotidianamente con Netanyahu, il capo del Mossad David Barnea e altri funzionari israeliani e che il coordinamento nell'ultimo mese è stato molto stretto. "Sanno che non parliamo con gli iraniani", ha affermato il funzionario americano.
Hezbollah: "Non ci arrenderemo qualunque sia sacrificio"
"Non ci arrenderemo mai, qualunque sia il sacrificio". Lo ha detto il segretario generale del movimento libanese Hezbollah, Naim Qassem.
Ambasciatore: "Europei coinvolti avranno risposta decisa"
L'Iran ha avvertito i Paesi europei che chi avrà un qualsiasi ruolo a sostegno degli attacchi di Usa e Israele contro la Repubblica Islamica "sarà ritenuto a tutti gli effetti parte della guerra e riceverà una risposta proporzionata e decisa". Lo ha dichiarato l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri, in un'intervista al Tg1. Sabouri ha definito "ridicolo" bollare l'Iran come una "minaccia esistenziale". "Usa e Israele hanno ucciso centinaia di innocenti, hanno tradito i negoziati e bombardato, è Israele la vera minaccia alla pace mondiale", ha proseguito l'ambasciatore che, interpellato sugli attacchi ad altri Paesi del Golfo, ha dichiarato che "non sono contro Paesi ma contro basi e interessi americani". Riguardo alla violenta repressione delle manifestazioni di gennaio, Sabouri ha asserito che "ora non ci sono piu' dubbi, erano mercenari pagati dall'estero che preparavano un colpo di Stato".
Macron a Netanyahu: "No all'offensiva di terra"
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto in una telefonata al premier israeliano di "astenersi dall'offensiva di terra in Libano".
Il governo pronto ad accogliere richiesta aiuti Paesi Golfo
Rispondere alla richiesta di aiuti dei Paesi del Golfo. Con questo obiettivo il governo domani riferirà alle Camere sull'evoluzione della situazione in Iran. Trattandosi di comunicazioni, si svolgeranno poi le votazioni sulle risoluzioni. Il testo della maggioranza è ancora in fase di definizione, è in corso un lavoro di raccordo tra i partiti dell'alleanza e i dicasteri di Difesa ed Esteri. Non dovrebbe esserci alcun accenno alle basi militari italiane, perché - è la motivazione - non sono ancora state richieste. Saranno i ministri Tajani e Crosetto (il titolare della Difesa oggi è stato al Quirinale per un incontro con il Capo dello Stato Sergio Mattarella che poi ha visto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni) a informare le Aule di Montecitorio e palazzo Madama. L'Italia potrebbe fornire dispositivi anti-droni, probabilmente anche il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T. Attraverso misure che potrebbero arrivare nel prossimo Consiglio dei ministri (ieri Crosetto non aveva escluso lo strumento del decreto legge). "Stiamo valutando la richiesta di mezzi difensivi" da parte di Paesi dell'area del Golfo "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento", ha spiegato questa mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Subito dopo l'offensiva di Usa e Israele all'Iran e la successiva reazione di Teheran contro i Paesi del Golfo, la premier aveva sentito il re del Bahrein, l'emiro del Kuwait, il presidente degli Emirati Arabi Uniti (questa sera ha ricevuto il ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan), l'emiro del Qatar e il principe ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita. Meloni ha definito "inaccettabile" l'offensiva portata avanti dall'Iran. "Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell'Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese", ha affermato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo la telefonata con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Oggi la presidente del Consiglio è tornata a riunire la cabina di regia a palazzo Chigi. C'era anche il responsabile del Mef Giancarlo Giorgetti per un focus, tra l'altro, sui margini degli investimenti sulla Difesa. All'incontro, oltre Tajani e Crosetto, hanno partecipato i vertici dell'Intelligence, il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini (in video collegamento), i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano. "La crisi preoccupa ma sappiamo affrontarla", ha spiegato quest'ultimo, si sta lavorando per fare rientrare gli italiani che si sono ritrovati in quell'area" e per circoscrivere i danni al fine di garantire "l'approvvigionamento energetico". "L'Italia può resistere anche più di altri a livello europeo, perché abbiamo gli stoccaggi alti di gas. Il nostro approvvigionamento dal Golfo Persico nell'immediato è molto basso", ha detto il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin.
Idf: "Colpiti 300 sistemi di difesa iraniani, non ci fermiamo un attimo"
Il portavoce dell'Idf Effie Defrin ha dichiarato in un briefing che "in totale, sono stati attaccati circa 300 sistemi di difesa iraniani". "Abbiamo colpito obiettivi nelle industrie terroristiche, abbiamo preso di mira ed eliminato molti dei comandanti dell'intelligence del regime. Non intendiamo fermarci un attimo", ha detto.
Idf stima che tra poche ore sarà raggiunta la superiorità aerea in Iran
L'Idf stima che nel giro di poche ore sarà raggiunta la completa superiorità aerea su tutti i cieli iraniani, e non solo nell'ovest del Paese e nella regione di Teheran, come è avvenuto finora. Secondo le fonti citate da Ynet, l'espansione del controllo aereo consentirebbe agli aerei dell'aeronautica militare statunitense di operare liberamente in ulteriori aree, tra cui l'Iran orientale, e aumenterebbe significativamente l'efficacia degli attacchi.
Spagna smentisce Casa Bianca su collaborazione militare
La Spagna smentisce la Casa Bianca sul fatto che Madrid abbia accettato di collaborare con le forze arate statunitensi nell'attacco all'Iran. Il ministro degli Esteri Josè Manuel Albares ha categoricamente smentito quanto affermato pochi minuti prima dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Onu: "100.000 persone fuggite da Teheran nei primi 2 giorni di guerra"
Circa 100.000 persone sono fuggite da Teheran nei primi due giorni degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, il 28 febbraio e il 1° marzo. Lo ha dichiarato l'UNHCR, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Ministri degli Esteri del Consiglio Baltico a Varsavia, focus Ucraina e Iran
Si è svolto oggi a Varsavia un incontro informale dei ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio degli Stati del mar Baltico dedicato al processo di pace un Ucraina e al processo di integrazione di Kiev nell'Unione europea. I ministri hanno convenuto che l'Ucraina continua a rappresentare la priorità di tutti i Paesi del bacino del Baltico, sottolineando che la sicurezza a lungo termine dell'Europa sarà direttamente influenzata dall'esito finale dell'aggressione russa contro l'Ucraina. Il supporto militare, economico e politico all'Ucraina è stato a tal proposito definito come indispensabile per rendere possibile che Kiev raggiunga quanto prima una pace stabile. Oggetto di discussion è stata anche la situazione in Medioriente. Alla generale condanna della destabilizzazione dell'intera regione ad opera dell'Iran è seguito un invito a non dimenticare che l'instabilità mediorientale può influenzare direttamente sia la sicurezza europea che l'andamento del conflitto in Ucraina.
Casa Bianca: "Trump sta valutando ruolo Usa dopo guerra"
Il presidente Donald Trump sta "considerando attivamente" un ruolo degli Stati Uniti in Iran dopo la conclusione dell'operazione americano-israeliana contro il Paese. Lo ha affermato la Casa Bianca. "Penso che sia qualcosa che il presidente sta attivamente prendendo in considerazione e discutendo con i suoi consiglieri e il suo team per la sicurezza nazionale", ha affermato la portavoce Karoline Leavitt.
Casa Bianca: "Non è escluso invio truppe di terra"
La Casa Bianca non ha escluso che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump possa ordinare l'invio di truppe di terra in Iran, sebbene abbia affermato che "per il momento" questa opzione non fa parte del piano iniziale per l'operazione 'Epic Fury' contro la Repubblica islamica.
Incontro al Quirinale tra Mattarella e Meloni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta ricevendo al Quirinale la premier Giorgia Meloni sull'evoluzione della crisi internazionale.
Esplosioni in cieli Dubai, contraerea in azione
Esplosioni sono state udite nei cieli di Dubai. I boati sarebbero legati all'azione della contraerea, che ha intercettato diversi oggetti, e non ci sarebbero feriti. Lo riferiscono le autorità emiratine, secondo i media arabi.
Casa Bianca: "Garantiremo petroliere in Stretto di Hormuz"
Pentagono e dipartimento di Energia stanno lavorando "a stretto contatto" per garantire il passaggio delle petroliere lungo lo Stretto di Hormuz. L'Iran ha minacciato di attaccare le navi che lo attraverseranno. "Non voglio impegnarmi su una tempistica precisa, ma certamente è qualcosa che viene calcolato attivamente sia dal dipartimento della Guerra sia dal Dipartimento dell'Energia. Stanno lavorando molto a stretto contatto", ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. "Entrambi i segretari partecipano a tutti i briefing su questo argomento con il presidente, e anche in questo caso è qualcosa che stanno monitorando. E se e quando sarà necessario, la Marina degli Stati Uniti fornirà assistenza per scortare le petroliere attraverso lo Stretto".
Incontro al Quirinale tra la premier Meloni e il presidente Mattarella
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sta ricevendo al Quirinale la premier Giorgia Meloni, per fare il punto della situazione sulla politica internazionale
Forti esplosioni nel Nord di Teheran
Forti esplosioni sono state udite nel Nord di Teheran. Lo riferisce la testata iraniana Nour News.
Iran, Casa Bianca contro Biden: "Stupido regalare armi a Ucraina"
La portavoce della Casa Bianca, facendo riferimento a un post pubblicato sui social da Donald Trump, ha ribadito gli insulti all'ex presidente Joe Biden, definendolo "molto stupido e incompetente" per aver regalato armi all'Ucraina, come ha sostenuto Trump. "Il presidente in quel post stava sottolineando che, sfortunatamente, abbiamo avuto per quattro anni un leader molto stupido e incompetente in questa Casa Bianca, che ha ceduto molte delle nostre migliori armi senza nulla in cambio, gratis, a un altro Paese molto lontano, chiamato Ucraina", ha detto la portavoce, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Casa Bianca: "La Spagna ha accettato di collaborare con Usa sull'Iran"
La Spagna ha accettato di "cooperare" con l'esercito statunitense sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid di Donald Trump.
Casa Bianca: "Intelligence tiene d'occhio figlio Khamenei"
Gli Stati Uniti sono consapevoli che il figlio della Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, potrebbe diventare il nuovo leader. "Abbiamo letto e la nostra intelligence sta cercando di analizzare, ma la verità è che dobbiamo aspettare", ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Incontro Mattarella-Crosetto al Quirinale
l ministro della Difesa Guido Crosetto è stato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per fare il punto sulla crisi internazionale in atto. Lo si è appreso al Quirinale.
Casa Bianca: "L'Iran ha rifiutato le nostre offerte generose"
L'Iran ha "rifiutato le nostre offerte generose e senza precedenti" nei colloqui precedenti la guerra. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Casa Bianca: "Eliminati 49 membri regime, mondo più sicuro"
L'attacco all'Iran ha portato all'eliminazione di "49 dei leader piu' importanti del regime iraniano, inclusa la Guida Suprema". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che ha aggiunto: "Non dubitate: uccidere questi brutali terroristi è un bene per l'America e rende il mondo un posto più sicuro".
Kallas: "Vuole incendiare Medio Oriente"
La strategia di Teheran “è seminare il caos e incendiare la regione. Attaccando indiscriminatamente i suoi vicini, il regime sta creando una solida base per la propria rovina”. Lo ha detto l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a Varsavia. “Lo scenario ideale - ha aggiunto- sarebbe un Iran democratico che non rappresenti una minaccia per i suoi vicini. Ma questo risultato è tutt'altro che certo. Al momento, nessuno può prevedere quale direzione prenderà l'Iran”, ha concluso.
Casa Bianca: "Trump presidente di pace e diplomazia"
La Casa Bianca ha difeso la scelta di Donald Trump di ordinare l'attacco all'Iran, accusando Teheran di aver sabotato i negoziati sul nucleare. "Il mondo sa che la preferenza del presidente è sempre la pace e la diplomazia".
Pezeshkian: "Spagna dimostra esiste ancora etica in Occidente"
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, loda la Spagna per le sue posizioni nei confronti degli Stati Uniti per la guerra contro l'Iran. "La condotta responsabile della Spagna nell'opporsi alle flagranti violazioni dei diritti umani e all'aggressione militare della coalizione sionista-americana contro i Paesi, tra cui l'Iran, dimostra che l'etica e le coscienze risvegliate esistono ancora in Occidente. Lodo i funzionari spagnoli per le loro posizioni", scrive il capo di Stato dell'Iran su X.
Tajani sente Rubio: "Preoccupa l'allargamento del conflitto da parte dell'Iran"
La guerra in Iran e gli effetti sulla impennata dei prezzi dell'energia sono stati i temi di una telefonata con il mio collega Segretario di Stato Usa Rubio. Gli ho espresso la preoccupazione del Governo italiano per il fatto che l'Iran stia allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico. La chiusura di Hormuz, se prolungata, potrebbe provocare effetti duramente negativi sulle economie internazionali". Lo rende noto il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. "L'Italia - aggiunge - conferma l'obiettivo che l'Iran non debba arrivare a detenere ordigni nucleari militari, e auspica che si possa arrivare a una fine del conflitto alla quale dovrebbe contribuire un accorto lavoro politico e diplomatico. Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell'Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese".
Tajani a Rubio: "Nostro deciso sostegno a Paesi Golfo"
"Ho voluto confermare al segretario di Stato (Marco Rubio) il deciso sostegno dell'Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro Paese". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un messaggio su X dopo la telefonata con Rubio.
Tajani: "Spero entro domani supereremo le 10.000 persone fuori da aree più a rischio"
"Stiamo lavorando per incrementare la partenza degli italiani da tutta l'area. Io spero che entro la giornata di domani si possa superare le 10.000 persone che hanno lasciato i paesi più a rischio": così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina, parlando della crisi in Iran e nel Golfo. "Abbiamo incrementato il numero dei voli", ha aggiunto, spiegando che è data priorità "alle persone con problemi di salute" e in particolare a chi si trova negli Emirati e in Qatar, Kuwait, Bahrein e Oman. "Naturalmente anche in Israele stiamo facendo uscire il maggior numero possibile di nostri concittadini. Molti pellegrini hanno lasciato Gerusalemme attraverso Giordania e l'Egitto", ha detto il ministro Tajani. "Stiamo lavorando anche per aiutare gli altri italiani che sono rimasti bloccati in altre parti del mondo, anche non in zone dove ci sono attacchi aerei. Mi riferisco in modo particolare alle Maldive, mi riferisco allo Sri Lanka, mi riferisco alla Thailandia. Stiamo cercando di fare tutto il possibile per accelerare i tempi delle partenze. Alle Maldive sono partiti alcuni sono imbarcati sulla nave che porta a Mauritius e poi rientreranno con un volo. Stiamo lavorando per organizzare charter voli aggiuntivi che vadano alle Maldive per prelevare circa 3000 italiani che sono in attesa di rientro", ha aggiunto. "Teniamo presente - ha proseguito - che complessivamente saranno oltre 100.000 gli italiani che devono rientrare o che sono nelle aree più complicate", anche se "non tutti vogliono rientrare". "I francesi saranno 2-300.000, come lo stesso gli inglesi nel mondo, quindi c'è un blocco dei tre aeroporti principali che adesso stanno lentamente riprendendo con pochi voli però ha provocato questa crisi". Tajani ha assicurato che l'Italia lavora per "cercare di risolvere" i disagi principali "a tutti i nostri connazionali", quindi "da questo punto di vista speriamo di incrementare giorno in giorno il numero delle partenze e di rientri". La Farnesina ha "anche incrementato la presenza di personale nelle ambasciate nei consolati", perché "c'è un grande numero di italiani che chiede sostegno". La Task Force allestita lavora "con 50 persone che rispondono alle telefonate ma già vediamo che la tensione si sta allentando, perché le chiamate sono calate".
Sottomarino Usa affonda nave iraniana con siluro
In Iraq blackout totale
Blackout totale l'Iraq. Riguarda tutti i governatorati del Paese, conferma una nota del ministero dell'Elettricità iracheno nel mezzo dell'escalation nella regione. Dal ministero parlano di "interruzione totale" della fornitura di elettricità, riporta l'agenzia irachena Ina. Le autorità irachene precisano che sono al lavoro per "determinare le cause" e ripristinare la fornitura.
Esplosioni a Erbil, nei pressi dell'aeroporto
Nuove esplosioni sono state udite nella serata a Erbil, capitale della regione del Kurdistan settentrionale iracheno. I forti boati sono stati uditi principalmente nei pressi dell'aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Dall'inizio della guerra in Medio Oriente, i droni sono stati ripetutamente intercettati sopra Erbil, che ospita anche un importante complesso consolare statunitense.
Erdogan avvisa Iran: "Non si ripetano incidenti"
"Non si ripeta piu' un fatto del genere": è il monito che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato a Teheran dopo che un missile iraniano è stato intercettato oggi dalle difese aeree Nato mentre era diretto nello spazio aereo turco. "In questi giorni complicati teniamo sotto strettissimo controllo i nostri confini e il nostro spazio aereo. Questa mattina, come sempre, con la Nato abbiamo provveduto a prendere tutte le precauzioni necessarie. Per questo voglio lanciare un avviso: non si ripeta più un fatto del genere", ha detto Erdogan in occasione della cena di iftar, che rompe il digiuno del Ramadan, cui ha preso parte con i vertici delle forze armate e soldati semplici dell'esercito. In un lungo discorso Erdogan, pur non nominando direttamente né Usa e Israele né Iran, ha serrato i ranghi delle forze armate turche di terra con diversi riferimenti all'orgoglio patriottico e alla storia del Paese.
Premier libanese Nawaf Salam: "Farò di tutto per fine guerra"
"Non risparmierò sforzi per porre fine a questa guerra devastante". Lo ha detto il premier libanese, Nawaf Salam, durante una conferenza stampa a Beirut. Nel suo intervento Salam ha parlato in particolare dell'emergenza sfollati, dei "nostri connazionali costretti" a lasciare le proprie case. "Gli sfollati sono vittime", ha denunciato. Nel Paese dei Cedri, secondo gli ultimi dati, gli sfollati sono più di 83.000.
Ambasciata Usa agli americani: "Lasciate subito l'Iraq"
L'ambasciata statunitense a Baghdad ha intimato ai suoi cittadini di lasciare immediatamente l'Iraq. "I cittadini statunitensi in Iraq sono vivamente incoraggiati a partire non appena saranno in grado di farlo in sicurezza e a rimanere in casa finchè le condizioni non saranno sicure per la partenza", ha dichiarato l'ambasciata su X "Se fosse sicuro farlo, gli americani dovrebbero lasciare l'Iraq ora." Oltre 17.500 americani sono tornati negli Stati Uniti da quando il Paese e Israele hanno scatenato la guerra all'Iran. Oltre 8.500 americani sono tornati ieri, ha dichiarato il vicesegretario di Stato Dylan Johnson e il Dipartimento ha assistito quasi 6.500 persone, la maggior parte delle quali è partita autonomamente con voli commerciali. Gli Stati Uniti stanno organizzando voli charter messi a disposizione gratuitamente.
Hezbollah: "In corso combattimenti con Idf a Khiam"
Hezbollah ha riferito che i suoi combattenti sono impegnati in combattimenti diretti con le truppe israeliane nei pressi della città di Khiam, nel Libano meridionale. In una nota, rilanciata dai media arabi, il gruppo ha affermato che gli scontri sono iniziati dopo l'esplosione di un ordigno fatto denotare in seguito all'ingresso di truppe israeliane in un'area sotto il controllo della milizia sciita. Hezbollah ha annunciato inoltre di aver lanciato una raffica di razzi contro le forze israeliane radunate nella citta' di Kiryat Shmona, nel nord di Israele.
Crosetto e Tajani in Senato domani alle 16 per comunicazioni
I ministri della Difesa, Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, saranno in Senato, nella giornata di domani, giovedì 5 marzo, dalle 16 per le loro comunicazione sull'evoluzione della situazione internazionale e sulla richiesta di aiuti da parte dei paesi del Golfo. Mentre resta confermato il Question time, con i ministri Salvini e Piantedosi alle 15.
Domani videoconferenza ministri Esteri Ue per discutere della situazione in Iran
I ministri degli Esteri dell'Ue terranno domattina una riunione in videoconferenza per discutere della situazione in Iran e nel Medio Oriente, alla luce degli ultimi sviluppi sul campo, a partire dalle ore 11. Lo comunica il Seae. La discussione ministeriale sarà presieduta da Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell'Ue. Alla discussione parteciperanno anche il segretario generale e i rappresentanti del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
Teheran: "Se Israele attacca nostra ambasciata a Beirut colpiremo quelle israeliane"
Le forze armate iraniane colpiranno le rappresentanze diplomatiche israeliane in tutto il mondo se Israele dovesse attaccare la missione di Teheran in Libano. Lo ha riferito in una diretta televisiva Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, precisando che "se Israele commette un crimine del genere, ci costringerà a fare di tutte le ambasciate israeliane sparse nel mondo il nostro legittimo bersaglio". Ieri, Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'esercito israeliano, aveva avvertito "i rappresentanti del regime terroristico iraniano che si trovano ancora in Libano di andarsene immediatamente prima di essere presi di mira", dando loro 24 ore di tempo per andarsene.
Iran: nuovi lanci di missili da Teheran verso Israele
L'Iran ha lanciato nuovi missili verso il territorio israeliano. La notizia è stata riferita dalla tv di Stato iraniana ed è stata confermata dall'esercito di Israele, secondo il quale "i sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia", si legge in un comunicato.
Italiani bloccati anche nello Sri Lanka: "Aspettiamo l'intervento della Farnesina"
“Non riusciamo a tornare in Italia dallo Sri Lanka, aspettiamo l'intervento della Farnesina”. Gli effetti della guerra dilagano in tutta l'Asia e ci sono italiani bloccati anche nell'isola a sud dell'India. I loro voli di rientro avrebbero dovuto fare scalo nei centri del Golfo Persico dove ora è tutto in tilt. “Eravamo un centinaio nelle scorse ore, ma stiamo unendo le forze e stiamo aumentando sempre di più - spiega all'Adnkronos Fiona Legnani, una viaggiatrice sarda bloccata nella capitale Colombo -. Ci siamo riuniti in un gruppo Whatsapp per condividere le informazioni e aspettare risposte dalle autorità”. Aspetta di tornare in Sardegna assieme a un altro gruppo di corregionali, ma non si trovano voli. "Le alternative di rientro che stiamo trovando sono molto incerte e spesso estremamente costose - aggiunge -. Alcune opzioni, come passare dall’India, possono cambiare da un momento all’altro e quindi non rappresentano una soluzione sicura. Per questo motivo abbiamo inviato una Pec collettiva e stiamo aspettando una risposta dalle autorità”. Nel messaggio alla Farnesina un portavoce degli italiani bloccati nello Sri Lanka sollecita un volo per il rimpatrio e precisa “che i cittadini italiani coinvolti sono disponibili a sostenere eventuali costi necessari per l'organizzazione del volo, ragionevoli, o di eventuali soluzioni di trasporto utili al rientro in Italia, inclusa l'eventuale partecipazione a un volo charter organizzato dalle autorità competenti”.
Iran: giornalista fiorentino a Beirut, "Rientro coordinato"
"Abbiamo vissuto una minima parte di quello che i ragazzi libanesi, che abbiamo conosciuto, è abituato a vivere quotidianamente". A parlare è Paolo Poggianti, giornalista fiorentino che da giovedì 26 febbraio fino al 3 marzo si trovava a Beirut con "un gruppo di 14 ragazzi dell'Opera per la gioventù Giorgio La Pira insieme a don Filippo Meli, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi di Firenze. "Nel corso degli anni - spiega - abbiamo intessuto rapporti con diversi giovani libanesi che recentemente hanno partecipato a un campo internazionale al Villaggio La Vela a Castiglione della Pescaia". Poggianti e gli altri quattordici ragazzi sono stati "ospiti del monastero di Saint Joseph della Custodia di Terra Santa" che si trova "nella parte nord più vicino al porto". Nel corso del loro soggiorno "si è riacutizzata la guerra, poiché in Libano gli scontri non si sono mai veramente placati - spiega Poggianti - Abbiamo conosciuto ragazzi libanesi e uno di questi, un giorno, è venuto a fare colazione con noi dopo che la notte c'era stato un bombardamento e da lì a poco sarebbe andato a lavorare. Per loro, oramai, si tratta di quotidianità". Dei giorni, passati a distanza ravvicinata con il conflitto, il giornalista fiorentino racconta che "la cosa che ci ha colpito di più sono i rumori e i boati in lontananza che, soprattutto lunedì mattina, si sono protratti per tutto il giorno". L'aeroporto di Beirut "è rimasto operativo. Non è mai stato chiuso né ha mai avuto problemi - continua Poggianti - Chiaramente i voli per i paesi del Golfo, quali Dubai, Qatar, Oman erano cancellati ma in generale siamo riusciti a rientrare in modo tranquillo. Siamo arrivati all'aeroporto alle 3.30 di ieri mattina e la console italiana ci ha dato un po' di disposizioni su come fare per procedere con il rientro. Ci siamo sempre coordinati con lei per rimanere il più possibile al sicuro, per cui, ribadisco, non abbiamo vissuto alcun tipo di pericolo diretto". Poi il decollo "è avvenuto alle 7.20, orario di Beirut, e mentre decollavamo ci siamo lasciati alle spalle l'immagine di una Beirut bombardata. Potevamo vedere chiaramente cosa stava succedendo in alcune parti della città: nubi nere in alcuni quartieri e i boati sovrastavano il rumore dell'aereo. Al di là di questo è una città bellissima, meravigliosa che ci è rimasta nel cuore" dice.
Tajani: "Spero entro domani 10mila rientri"
"Spero che entro la giornata di domani si possano superare le 10mila persone che avranno lasciato i Paesi più a rischio". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina, facendo riferimento agli italiani bloccati all'estero a causa del blocco dei voli per la guerra in Iran.
Iran: "Interrotta fornitura energia elettrica in tutto l'Iraq
La fornitura di energia elettrica è stata interrotta totalmente in tutte le province dell'Iraq. Lo ha riferito il ministero dell'Energia di Baghdad, riporta Tass.
Idf: "Nuovi missili lanciati nel nostro territorio"
Nuovi lanci di missili iraniani sono in corso verso il territorio israeliano, nel quinto giorno della guerra in Medio Oriente, scatenata dall'offensiva israelo-americana contro l'Iran. “Poco fa, l'esercito israeliano ha identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha dichiarato l'esercito in un comunicato, precisando che “i sistemi di difesa stanno operando per intercettare la minaccia”.
Beirut, bilancio di attacchi Israele su Libano è di 72 morti
E' salito a 72 morti e almeno 437 feriti il bilancio degli attacchi israeliani sul Libano di questi giorni. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, secondo Al Jazeera.
Tajani: "A breve telefonata con Rubio"
"Ho una telefonata con il segretario di Stato Usa Marco Rubio". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai giornalisti alla Farnesina.
Libano, più di 83.000 sfollati, in 24 ore oltre 30.000
Sono più di 83.000 gli sfollati in Libano, quelli registrati ufficialmente. Lo ha confermato il ministero per gli Affari sociali, come riporta il giornale libanese L'Orient Le Jour, mentre non si ferma l'escalation in Medio Oriente. I dati ufficiali parlano di 83.847 sfollati, rispetto ai 58.000 di ieri. Sono 399 i centri aperti per accoglierli, ha precisato il ministro.
Media: "Teheran ha danneggiato 7 siti di comunicazione militare Usa"
Gli attacchi iraniani tra sabato e lunedì hanno danneggiato strutture che fanno parte o sono adiacenti ai sistemi radar di comunicazione militare degli Stati Uniti in almeno sette siti in tutto il Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, citando un'analisi condotta su video e immagini satellitari. I siti si trovano in Qatar, Bahrein, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Pistorius: "Non si può risolvere conflitti solo con forza"
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha avvertito Stati Uniti e Israele che i conflitti non possono essere risolti "solo con la forza militare". "E' un'illusione pensare che i conflitti nella regione possano essere risolti solo con la forza militare e azioni unilaterali", ha dichiarato al Bundestag l'esponente socialdemocratico, promettendo che Berlino "continuerà a sottolinearlo ai suoi amici americani e israeliani". Pistorius ha dichiarato che è "molto più facile iniziare una guerra che porvi fine" e che "è necessaria una solida strategia di uscita". E "per il momento", ha aggiunto, "non ne vede una". Durante un incontro ieri alla Casa Bianca con il presidente Usa Donald Trump, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato di essere "sulla stessa lunghezza d'onda (di Washington) riguardo al rovesciamento di questo terribile regime a Teheran".
Esplosioni in zona aeroporto Baghdad
Sono state udite esplosioni nella zona dell'aeroporto della capitale irachena, Baghdad.
Idf: "Colpito un importante complesso militare iraniano a Teheran"
Israele ha dichiarato di aver colpito un importante complesso militare iraniano a Teheran, che ospita i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. "Poco tempo fa, l'Aeronautica Militare israeliana, guidata con precisione dall'intelligence delle Idf - si legge in una nota -, ha completato un attacco su vasta scala contro un grande complesso militare del regime terroristico iraniano nella parte orientale di Teheran". Il complesso, si spiega, ospitava i quartieri generali di tutte le organizzazioni di sicurezza iraniane. Inoltre, al suo interno sono state identificate attività di agenti iraniani "responsabili della gestione dell'operazione, della promozione di ulteriori attacchi terroristici contro Israele e la regione e della repressione del popolo iraniano". I centri di comando colpiti nel complesso includevano anche i quartier generale dell'Intelligence e "l'unità della Sicurezza Interna responsabile della repressione delle proteste".
Atteso questa sera discorso leader Hezbollah
E' atteso per questa sera un discorso del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem. Lo riferiscono i media libanesi, secondo cui il discorso del numero uno del Partito di Dio dovrebbe iniziare alle 21 ora locale, le 20 in Italia.
Pasdaran: "Attaccate oltre 10 navi nello Stretto di Hormuz"
Il comandante della Marina Militare dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, Alireza Tangsiri, ha affermato che le sue forze hanno attaccato oltre dieci imbarcazioni nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Tass. Tangsiri ha dichiarato che ogni nave diretta in Israele sarà colpita.
Kallas: "L'ideale sarebbe un Iran democratico ma la guerra è imprevedibile"
"La strategia di Teheran è quella di seminare il caos e incendiare la regione. Attaccando indiscriminatamente i propri vicini, il regime sta preparando il terreno per la propria caduta. Naturalmente, lo scenario ideale sarebbe un Iran democratico che non rappresenti una minaccia per i paesi confinanti. Ma ovviamente questo risultato è tutt'altro che certo. Al momento, nessuno può prevedere quale direzione prenderà questa guerra. Per l'Europa, questo è un momento pericoloso: è in gioco la sicurezza di centinaia e migliaia di nostri cittadini nella regione". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas a Varsavia.
Iran, presidente: "Ci stiamo difendendo, non abbiamo avuto scelta"
L'Iran "non ha avuto scelta". E' quanto si legge in un post su X del presidente iraniano Masoud Pezeshkian che si rivolge ai leader dei Paesi vicini, affermando che con loro Teheran aveva cercato di "evitare la guerra" ricorrendo alla "diplomazia", ma le operazioni annunciate sabato scorso da Israele e Stati Uniti hanno lasciato la Repubblica islamica "senza altra scelta se non quella di difenderci".
"Rispettiamo la vostra sovranità", aggiunge il messaggio che ribadisce come l'Iran ritenga la "sicurezza" nell'area vada garantita con "un lavoro collettivo a livello regionale".
Legacoop Agroalimentare: "Guerra moltiplicatore di costi, export a rischio"
La nuova guerra nel Golfo non è solo una crisi geopolitica, ma un moltiplicatore di costi che colpisce direttamente il carrello della spesa e la competitività delle imprese; in primo piano, il ritorno dell'impennata dei costi energetici e, soprattutto, il caos logistico. L'allarme arriva da Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, che fotografa una situazione di estrema fragilità per le filiere nazionali. "Siamo di fronte a un nuovo scenario che già drena risorse alle nostre cooperative - dichiara Cristian Maretti - l'incremento dei costi energetici e di alcuni fattori di produzione come i concimi, sono una 'tassa occulta' sulla produzione". Ma è sul fronte dei trasporti che la situazione sta diventando critica. "Prodotti simbolo del nostro export, come kiwi e mele, che stavamo spedendo con successo - sottolinea il presidente - oggi non possono più raggiungere i mercati di destinazione oppure subiscono rallentamenti non sopportabili a lungo termine per la natura dei prodotti facilmente deperibili; questo oltre a rincari insostenibili dei costi delle tratte marittime". Migliaia di container già in transito sono bloccati, con il rischio di perdere carichi di alto valore e fette di mercato a favore di competitor geograficamente avvantaggiati. Per Maretti, la sicurezza alimentare non può più essere data per scontata. L'Italia deve dotarsi di riserve strategiche alimentari e piani di stoccaggio per proteggere filiere e consumatori dai ricatti energetici e dalle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali. "Il cibo è un asset strategico quanto il gas", conclude Maretti, chiedendo al governo sostegni per le imprese esportatrici. Oltre alla strategia economica, resta l'appello umanitario: il mondo cooperativo chiede che tacciano le armi e torni la diplomazia, unica via per garantire stabilità ai mercati e dignità allo sviluppo sociale.
Premier Qatar chiama Teheran: "Fermate subito gli attacchi"
Il primo ministro del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha avuto una conversazione telefonica con il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi. Sheikh Mohammed ha sollecitato "un arresto immediato" degli attacchi dell'Iran ai paesi del Golfo, secondo quanto riporta un comunicato del ministero degli esteri del Qatar, e ha accusato Teheran di cercare di "danneggiare i suoi vicini e trascinarli in una guerra che non è loro". Il primo ministro del Qatar ha detto che l'Iran ha colpito aree civili e residenziali nello stato del Qatar", nonostante Araghchi abbia affermato che "gli attacchi missilistici iraniani erano diretti contro interessi americani e non abbiano preso di mira lo Stato del Qatar".
Media: "Sirene allarme suonano in ambasciata Usa Baghdad"
Sirene di allarme sono state udite nell'edificio dell'ambasciata Usa a Baghdad. Lo riferiscono ad Al Jazeera fonti della sicurezza.
Katz: "Attacco era stato pianificato per la metà dell'anno"
L'attacco israeliano all'Iran era stato pianificato per la metà dell'anno ma è stato anticipato "alla luce degli sviluppi e delle circostanze". Lo ha dichiarato, riporta Ynet, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, durante una visita alla divisione di intelligence delle forze armate di Tel Aviv. "Gli iraniani sono stati sorpresi al punto tale da essere impreparati nonostante l'avvertimento strategico perché non sono stati in grado di valutare la portata, l'ampiezza e la profondità dell'intelligence fino all'ultimo obiettivo e la capacità operativa di sfruttare l'intelligence per colpire, attaccare, distruggere e demolire le loro capacita'", ha aggiunto Katz.
Kallas: "Per Europa è un momento pericoloso"
"Per l'Europa è un momento pericoloso: la sicurezza di centinaia e migliaia di nostri cittadini nella regione è a rischio. L'Ue sta coordinando l'assistenza consolare e finanziando i voli di rimpatrio per le persone bloccate". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas nel corso della conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico (Cbss) riferendosi alle tensioni scoppiate in Medio oriente dopo l'attacco all'Iran da parte di Usa e Israele.
Domani Consiglio Ue esteri informale in videoconferenza
Sulla situazione in Iran e in Medio Oriente, "domani avremo un incontro con i ministri degli Esteri dell'Ue e i ministri dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, per discutere la strada da seguire". Lo ha annunciato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico, a Varsavia.
Centcom: "Colpite più di 20 navi del regime"
Le forze Usa "hanno colpito o affondato negli abissi dell'Oceano più di 20 imbarcazioni del regime iraniano. La notte scorsa il Centcom ha aggiunto all'elenco una nave da guerra classe Soleimani". E' quanto conferma il Centcom con un post su X.
Kallas: "Oggi non si può prevedere andamento conflitto"
"Lo scenario ideale sarebbe un Iran democratico che non fosse una minaccia per i suoi vicini. Ma ovviamente questo esito è tutt'altro che certo al momento. Nessuno può prevedere quale direzione prenderà questa guerra". Lo ha dichiarato l'alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico, a Varsavia.
Pezeshkian a vicini: "Vi rispettiamo. Insieme per pace"
Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, si è rivolto ai paesi vicini per garantire il rispetto della loro sovranità e fare appello a uno sforzo comune per la pace. "Maestà, Capi di Stato dei Paesi amici e vicini, abbiamo cercato, attraverso la diplomazia, di scongiurare la guerra, ma l'aggressione militare americano-sionista non ci ha lasciato altra scelta che difenderci", ha scritto su X. "Rispettiamo la vostra sovranità e crediamo che la sicurezza, la stabilità" e "la pace della regione debbano essere raggiunte attraverso gli sforzi collettivi delle sue nazioni".
Pentagono diffonde video siluramento cacciatorpediniere
Dura una ventina di secondi e lascia poco spazio alla fantasia: il video diffuso dal Pentagono mostra il cacciatorpediniere Iris Dena colpito da un siluro statunitense, il primo sparato da un sottomarino americano contro una nave "nemica" dalla Seconda Guerra Mondiale, come ha evidenziato il segretario alla Guerra Pete Hegseth. Le immagini all'infrarosso mostrano la nave iraniana in navigazione, il pennacchio dal fumaiolo ben visibile dalle telecamere termiche, e l'improvvisa violentissima esplosione a poppa che fa sollevare la parte posteriore della Itris Dena e proietta una nube di frammenti e detriti per decine di metri sopra il ponte del cacciatorpediniere. Da lì a pochi minuti la nave, gioiello della Marina iraniana, affonderà con almeno 87 membri dell'equipaggio, mentre oltre 60 risultano dispersi.
Kallas: "Aumentare produzione difesa necessarie in Medio Oriente e Ucraina"
"Cio' che preoccupa è anche il fatto che tutte queste capacità necessarie in Medio Oriente siano necessarie anche in Ucraina, quindi dobbiamo accelerare la produzione, perché ce n'è più bisogno, e dobbiamo davvero occuparcene". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas nel corso della conferenza stampa al termine della riunione ministeriale informale del Consiglio degli Stati del Mar Baltico (Cbss). Riguardo al conflitto in Ucraina: "un aspetto forse positivo è che la Russia ha perso un altro alleato in questa guerra. Quindi penso che questo sia positivo" ha detto l'Alto rappresentante.
Idf: "Colpita sede di tutte le forze sicurezza a Teheran"
L'aviazione israeliana ha bombardato il quartier generale delle forze di sicurezza iraniane nella parte orientale di Teheran. Lo ha annunciato l'Idf in un post su Telegram. "Il complesso ospitava i quartier generali di tutte le organizzazioni di sicurezza iraniane. Inoltre, all'interno del complesso sono state individuate attività di agenti iraniani", si legge nel post. Nel mirino, "il quartier generale dei Guardiani della rivoluzione, della direzione dei servizi segreti, dei Basij, della Forza Quds, delle forze di sicurezza interna, della guerra cibernetica, dell'unita' della sicurezza interna responsabile della repressione delle proteste", ha elencato l'Idf. Nel centro bombardato operavano "gli agenti iraniani responsabili della gestione dell'operazione, della promozione di ulteriori attacchi terroristici contro Israele e la regione e della repressione del popolo iraniano".
Pentagono: "Colpite o affondate più di venti navi"
"Le forze statunitensi hanno colpito o affondato sul fondo dell'oceano più di 20 navi del regime iraniano. Ieri notte, il Centcom ha aggiunto alla lista una nave da guerra classe Soleimani". Lo scrive su X il Comando centrale dell'esercito americano.
Cnn: "Missile verso Turchia abbattuto da cacciatorpediniere Usa"
Il missile balistico che l'Iran ha lanciato verso lo spazio aereo della Turchia è stato abbattuto da un cacciatorpediniere della Marina americana nel Mar Mediterraneo. Lo riporta la Cnn citando a condizione di anonimato due fonti ben informate. . La portavoce della Nato Allison Hart ha dichiarato alla Cnn che l'Alleanza Atlantica ha condannato "l'attacco dell'Iran" alla Turchia.
Premier Qatar ad Araghchi: "Stop attacchi, aggressione non resterà senza risposta"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro del Qatar e capo della diplomazia di Doha Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Lo rende noto su 'X' il ministero degli Esteri del Qatar spiegando che, durante il colloquio, il ministro degli Esteri iraniano ha chiarito che ''gli attacchi missilistici iraniani erano diretti contro interessi americani e non avevano come obiettivo lo Stato del Qatar''.
Da parte sua, Al Thani ha sottolineato che i raid ''hanno colpito aree civili e residenziali all'interno dello Stato del Qatar, comprese le vicinanze dell'aeroporto internazionale di Hamad, infrastrutture critiche e zone industriali che includevano impianti di produzione di gas naturale liquefatto''. Si tratta, quindi, di ''una flagrante violazione della sovranità dello Stato del Qatar e dei principi del diritto internazionale''. Al-Thani ha aggiunto che oltre ai missili vengono lanciati droni, con un ''approccio di escalation da parte iraniana'' e non c'è ''alcun genuino desiderio di de-escalation o risoluzione. Piuttosto, mirano a infliggere danni ai suoi vicini e a trascinarli in una guerra che non è la loro''.
L'emiro del Qatar ha chiesto ''la fine immediata di questi attacchi contro i paesi della regione che hanno preso le distanze da questa guerra e di dare priorità agli interessi supremi dei loro popoli, sottolineando che tali attacchi non riflettono alcuna buona volontà da parte iraniana nei confronti dei suoi vicini''. Il Qatar, ha aggiunto, ''è sempre stato incline al dialogo e alla diplomazia e ha trattato in buona fede con diverse parti'', ma ora ''affronterà qualsiasi aggressione che violi la sua sovranità, la sua sicurezza, la salvaguardia dei suoi territori o i suoi interessi nazionali'', affermando che ''queste aggressioni non possono restare senza risposta, in conformità con il suo diritto intrinseco all'autodifesa ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite''.
Media: "Nave iraniana affondata aveva partecipato a esercitazioni in India"
La nave militare iraniana Iris Dena, affondata al largo dello Sri Lanka, avrebbe "recentemente partecipato a un'esercitazione navale internazionale ospitata dall'India": lo scrive l'agenzia di stampa indiana Pti, mentre il giornale The Hindu sostiene che "una nave denominata Irins Dena era inserita nell'elenco dei partecipanti a un'esercitazione navale tenutasi nel Golfo del Bengala dal 18 al 25 febbraio".
Pasdaran: "100 marines Usa uccisi a Dubai"
Cento marines americani sono stati uccisi negli attacchi iraniani a Dubai. A sostenerlo è stato un portavoce dei Pasdaran citato dal Tehran Times.
Fonti Nato: "Missile iraniano intercettato dalle forze turche"
Il missile iraniano intercettato sui cieli della Turchia è stato abbattuto dalle forze armate turche con equipaggiamento inquadrato nella gestione Nato. Lo fanno sapere fonti alleate interpellate dall'ANSA.
Larijani a Trump: "Non è finita, pagherete prezzo altissimo"
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, accusa il presidente statunitense Donald Trump di aver “trascinato il popolo americano in una guerra ingiusta" contro l'Iran, spinto dalle "impulsività" e dalle "azioni ridicole" del premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un post sulla piattaforma X, Larijani ha sostenuto che “dopo la caduta di oltre 500 morti tra le forze armate americane in questi pochi giorni, Trump, deve rendere conto a se stesso se lo slogan 'America First' è ancora valido, oppure è diventato 'Israel First'?”. “La storia non è finita e il martirio dell'Imam Khamenei avrà per voi un prezzo altissimo, con il permesso di Dio”, ha concluso.
Guerra Iran, la nave affondata dagli Usa era un gioiello della marina di Teheran
La Iris Dena era un cacciatorpediniere di classe Moudge lungo 94 metri che dislocava 1.500 tonnellate. Equipaggiato con quattro motori di fabbriazione iraniana e armato con un sistema di lancio verticale, poteva intercettare 40 bersagli e scontrarsi con cinque simultaneamente. Era di ritorno da una esercitazione marittima internazionale in India
Iran, la nave affondata dagli Usa era gioiello della marina di Teheran
Vai al contenutoAnkara protesta: "Convocato ambasciatore iraniano"
L'ambasciatore iraniano in Turchia è stato convocato presso il ministero degli Esteri turco per chiarire l'episodio del missile lanciato dal regime di Teheran e intercettato dai sistemi di Difesa aerea NATO mentre era diretto verso lo spazio aereo turco. In base a quanto reso noto il governo turco ha comunicato all'ambasciatore iraniano la preoccupazione legata all'allargamento del conflitto nell'intera regione. Ankara non ha preso parte nel conflitto e non ha concesso l'utilizzo del proprio spazio aereo e delle basi sul proprio suolo per operazioni militari.
American Progress: "La guerra costata agli Usa già 5 miliardi di dollari"
In soli 4 giorni, dal 28 febbraio al 2 marzo, la guerra in Iran è costata già agli Stati Uniti 5 miliardi di dollari. A sostenerlo è il Center for American Progress, think tank democratico presieduto da Neera Tanden, ex consigliera di Joe Biden. Per calcolare la spesa fin qui sostenuta dal Pentagono, il Cap si è basato sulla prima conferenza stampa del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, e del capo di Stato maggiore Dan Caine. In quell'occasione Caine ha spiegato che nel solo primo giorno sono stati dispiegati oltre 100 aerei, usati missili Tomahawk e attaccato oltre 1.000 obiettivi. Utilizzando le stime della Brown University sulle operazioni precedenti nella regione - tra il Midnight Hammer contro l'Iran dello scorso giugno - secondo Cap "è probabile che le operazioni descritte da Caine siano costate oltre 4 miliardi di dollari". Ma non basta. Vanno aggiunti i costi del riposizionamento delle forze in Medio Oriente, circa 630 milioni di dollari. E poi dei tre F-15 abbattuti dal fuoco amico in Kuwait, fino a 117 milioni ciascuno per un totale di 351 milioni di dollari. Da qui la cifra di 5 miliardi complessivi. Il costo di un singolo missile Tomahawk, circa 2,2 milioni, potrebbe coprire 775 bambini su Medicaid per un anno o assicurare a oltre 3.600 bambini pasti nel National School Lunch Program. Con i 5 miliardi gia' spesi, si potrebbero coprire i benefici del programma di assistenza alimnetare Snap per più di 2 milioni di americani per un anno, fa notare sempre Cap. E non sono solo gli Stati Uniti a pagare pesantemente la decisione di entrare in guerra. Secondo il ministero delle Finanze, i danni all'economia di Israele potrebbero raggiungere i 9,5 miliardi di shekel (2,93 miliardi di dollari) la settimana.
La Russa: "Risponderà il governo se gli Usa chiederanno basi"
"E un problema del governo. Quando ce le chiederanno, credo che il governo risponderà". E' la risposta del presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine dell'inaugurazione della mostra 'Il volto delle donne' a Palazzo Madama, a chi gli chiede della possibilità che gli Usa chiedano l'utilizzo delle basi militari in Italia.
La Russa: "Preoccupazioni se armi al posto diplomazia"
"Quando le armi prendono il posto della diplomazia la preoccupazione c'è, a prescindere dalla necessita' che questo sia avvenuto o debba avvenire". Lo dice il presidente del Senato, Ignazio La Russa, conversando con i giornalisti a Palazzo Madama, a proposito dell'allargamento del conflitto nel Golfo. "Le preoccupazioni - aggiunge - in quei casi ci sono sempre, però sono preoccupazioni che riguardano non tanto i nostri concittadini in Italia quandola situazione generale mondiale".
Ridotto del 90% il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz
Il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90% dall'inizio della guerra all'Iran. Lo afferma su X la società di intelligence del mercato energetico Kpler.
Sanchez: "Spagna coerente in no a guerra, come a Gaza e Ucraina"
''La Spagna è chiara e coerente nel dire il suo 'no' alla guerra'', proprio come ha detto 'no' al conflitto ''a Gaza e in Ucraina''. Lo ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez rispondendo alle critiche subite dal presidente americano Donald Trump. “La posizione del governo spagnolo può essere riassunta in queste parole: no alla guerra”, ha affermato in un videomessaggio diffuso dal governo di Madrid su 'X'.
"In primo luogo, siamo contrari alla caduta dell'ordine internazionale, che protegge tutti noi, soprattutto i più vulnerabili, la popolazione civile. E in secondo luogo riteniamo che i problemi del mondo non possono essere risolti con conflitti e bombardamenti", ha aggiunto Sanchez.
Commentando l'operazione israelo-americana lanciata contro l'Iran, il premier spagnolo ha poi sottolineato che ''i diritti delle donne non dovrebbero mai essere usati come pretesto per scatenare guerre che servono altri interessi. Se crediamo veramente nella libertà delle donne iraniane, la risposta non può essere più violenza. Deve essere più diplomazia, più sostegno e più diritto internazionale''.
Idf: "Aeronautica ha attaccato l'Iran con oltre 5mila munizioni"
Il portavoce dell'Idf riferisce che l'aeronautica militare ha attaccato l'Iran con oltre 5.000 munizioni dall'inizio dell'operazione 'il ruggito del leone'.
Media: "Oman recupera 24 persone da nave cargo attaccata"
La marina militare dell'Oman ha risposto ad una segnalazione arrivata da una nave cargo battente bandiera maltese attaccata da due missili vicino allo stretto di Hormuz. Lo riferisce Al Jazeera citando l'agenzia Oman News Agenzy. I 24 membri dell'equipaggio sono stati salvati e hanno ricevuto le cure mediche necessarie, viene riferito, precisando che tutti sono in "buona salute".
Katz: "Attacco previsto per metà 2026, anticipato causa sviluppi"
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che l'operazione in Iran era prevista per la metà del 2026, "ma a causa di tutti gli sviluppi e delle circostanze, è diventato necessario anticipare tutto a febbraio". Parlando durante una visita ad alti funzionari dell'intelligence delle Idf, Katz ha ricordato quando, dopo la guerra di 12 giorni del giugno 2025, "lo dissi già allora, ed era chiaro: non stiamo combattendo l'ultima guerra, dobbiamo prepararci per la prossima".
Ministro Esteri turco sente i colleghi di Kuwait, Giordania, Qatar e Arabia Saudita
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha parlato telefonicamente oggi con i ministri degli Esteri di Kuwait, Giordania, Qatar e Arabia Saudita per discutere dei recenti sviluppi. Lo hanno riferito fonti del Ministero degli Esteri turco, riporta Anadolu. Non sono state fornite ulteriori informazioni sui colloqui.
Fonti: "Forte preoccupazione" per il governo regionale del Kurdistan
Forte preoccupazione nel governo regionale del Kurdistan. Ad alimentarla è la possibilità che questa regione settentrionale dell'Iraq possa essere utilizzata come base di partenza per milizie curde iraniane intenzionate a 'sfruttare' le operazioni avviate da Usa e Israele sabato scorso contro l'Iran, dice alla Cnn un funzionario di alto grado del governo regionale. "E' molto pericoloso, ma cosa possiamo fare? Non possiamo opporci all'America - aggiunge, con preoccupazioni per possibili ritorsioni da parte di Teheran - Siamo molto spaventati".
E sulla notizia della Cnn, secondo cui la Cia starebbe lavorando per armare forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran, secondo cui starebbe aiutando ad armare le milizie curde iraniane per una possibile offensiva di terra contro l'Iran, la fonte parla di un piano avviato da qualche mese. "Il sostegno della Cia ai gruppi curdi iraniani è iniziato qualche mese fa, prima di questa guerra", afferma, parlando di un monito che sarebbe arrivato dall'Iran al governo regionale del Kurdistan con la 'sollecitazione' a non consentire a gruppi dell'opposizione di utilizzare il territorio sotto il suo controllo per una possibile incursione di terra.
Ad alimentare i timori è quella che viene definita una "politica non chiara" da parte dell'Amministrazione Trump, "l'incertezza sugli obiettivi sul lungo periodo della politica Usa". I curdi, evidenzia, "si sono sempre sentiti amici e alleati degli Usa", ma "la storia curda porta anche con sé ricordi dolorosi di promesse infrante". E' ovvio, per la fonte, che "i curdi si oppongano al regime della Repubblica islamica dell'Iran" ma "temono anche di essere ancora una volta abbandonati".
Urso: "Se conflitto lungo conseguenze significative per l'export"
"Un conflitto prolungato potrebbe avere significative conseguenze sia sul fronte dell'export sia su quello degli investimenti. Dobbiamo lavorare perché non accada e comunque nel contempo insistere perché la Commissione finalizzi al più presto anche l'accordo di libero scambio con gli Emirati e se possibile anche quello con l'intero Consiglio di Cooperazione del Golfo. Anche questo sarebbe un segnale importante nei confronti di questi Paesi, proprio oggi che sono sotto attacco". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.
Urso: "Colpiti mercati fondamentali per l'Italia"
"Gli Stati che sono stati già coinvolti, in modo del tutto ingiustificato, dalla reazione armata del regime iraniano, che duramente condanniamo, rappresentano Paesi e mercati fondamentali per l'Italia, sia come destinazioni commerciale, sia come partner di investimenti produttivi". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera "L'esportazione e gli investimenti - ha aggiunto - sono cresciuti in maniera significativa anche lo scorso anno anche grazie a questi Paesi. Per quanto riguarda le esportazioni, nel 2025 l'export verso gli Emirati Arabi Uniti è cresciuto di quasi il 20%, verso il Kuwait di oltre il 57% e verso l'Arabia Saudita di quasi il 4%. Si tratta quindi di partner strategici per energia, infrastrutture, difesa e impiantistica made in Italy, con cui l'Italia intrattiene relazioni economiche consolidate in una cornice di sempre maggiore vantaggio".
Msc Crociere in continuo contatto con compagnie aeree e autorità per supportare rimpatrio ospiti
"Msc Crociere sta collaborando in modo continuativo con i vettori aerei, in particolare con Emirates ed Etihad Airways, al fine di individuare e garantire voli di rientro per i nostri ospiti nel più breve tempo possibile. Stiamo anche cercando di ottenere dalle compagnie aeree la massima priorità per tutti gli ospiti; al momento, le compagnie aeree che hanno ripreso le operazioni nell’area hanno comunicato che seguiranno un ordine di precedenza basato sulla data originaria del volo. Per accelerare ulteriormente le operazioni di rimpatrio, stiamo valutando soluzioni alternative, tra cui l’organizzazione di voli charter in partenza da Dubai, Abu Dhabi o Muscat". Così in una nota Msc Crociere in merito a Msc Euribia bloccata a Dubai.
"Allo stesso tempo manteniamo un coordinamento continuo e diretto con le autorità locali, le Ambasciate e i Ministeri degli Affari Esteri competenti, al fine di sostenere e facilitare il rientro in sicurezza dei nostri ospiti. La situazione a bordo continua ad essere serena. Gli ospiti ricevono aggiornamenti regolari e tempestivi sull’evoluzione degli eventi e continuano ad avere pieno accesso a tutti i servizi e alle strutture della nave. La Compagnia garantisce costantemente elevati standard di assistenza, comfort e supporto", conclude Msc.
Teheran: "Se Israele attacca l'ambasciata iraniana a Beirut, ogni sua ambasciata è un obiettivo"
Il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekari, ha dichiarato oggi che "Se Israele commette un crimine e attacca l'ambasciata iraniana in Libano, l'Iran adotterà misure di ritorsione, colpendo tutte le ambasciate israeliane nei Paesi in questione, in quanto obiettivi legittimi". Secondo Tasnim, l'avvertimento di Shekarchi è arrivato dopo gli attacchi israeliani al Libano. "L'Iran è determinato a mettere in ginocchio il regime sionista e il suo sostenitore, gli Stati Uniti, e non si tirerà indietro per raggiungere questo obiettivo", ha sottolineato.
Urso: "Stoccaggi gas oltre 50%, i più alti in Europa"
"Siamo consapevoli che la guerra in corso ha significative conseguenze sul prezzo dell'energia, soprattutto per quei Paesi che non hanno produzione di energia nucleare, molto dipende ovviamente dalla durata del conflitto e se questa determinera' la chiusura dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera. "Sul piano dell'approvvigionamento l'Italia e' in migliori condizioni di altri Paesi - ha aggiunto - siamo in condizioni ben diverse rispetto al passato, abbiamo lavorato per diversificare le fonti di approvvigionamento del gas. Anche sugli stoccaggi siamo al livello elevato, oltre il 50%". Urso ha sottolineato: "Diversa è la questione del prezzo dell'energia. La forte volatilità si trasmette, con effetti su imprese e famiglie. Siamo intervenuti con il decreto energia. Tutti però siamo consapevoli che occorre agire in sede Ue, perché nessuno in questo momento può prevedere la durata del conflitto".
Save the Children: "16mila minori sfollati in Libano e 7 bimbi tra le vittime"
"Secondo il ministero degli Affari sociali libanese, negli ultimi tre giorni circa 58.000 persone, tra cui 16.000 minori, sono state sfollate in Libano a causa dei bombardamenti israeliani e degli ordini di evacuazione forzata". Le famiglie stanno dormendo nelle auto, per strada o in scuole danneggiate dagli attacchi e "sarebbero 40 le persone uccise, tra cui sette bambini". Lo dichiara Save the Children, che chiede "con urgenza un cessate il fuoco per proteggere i bambini da ulteriori danni". L'organizzazione sta intervenendo sul campo distribuendo beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, articoli per neonati, kit per l'igiene e acqua alle persone sfollate. "I nostri team stanno raccogliendo testimonianze di bambini in tutto il Paese che dormono in auto, sui marciapiedi gelidi o in aule scolastiche danneggiate, con crepe nei muri, mentre i genitori siedono a bordo strada in lacrime, esausti dopo notti senza sonno, senza essere riusciti a trovare rifugi adeguati per i loro figli", ha dichiarato Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano. "Gli edifici che riescono a utilizzare come riparo sono luoghi dove nessun bambino dovrebbe dormire, ad esempio scuole con tubature rotte da cui l'acqua filtra attraverso le pareti e dove mancano completamente i letti". Nel sud del Paese molte famiglie in fuga sono bloccate nel traffico. "Viaggi che normalmente richiederebbero un'ora ora ne richiedono oltre 15. I genitori raccontano ai nostri operatori la forte ansia nel sentire l'odore di fumo e nel vedere bombe e droni nel cielo sopra di loro. Molti di questi bambini sono già stati sfollati in passato e sono terrorizzati. Le famiglie sono costrette a rivivere i propri traumi". Nora Ingdal conclude con un appello: "È fondamentale fare tutto il possibile per evitare un'ulteriore escalation e proteggere i bambini".
Wizz Air: "Stop voli per Medio Oriente fino al 15 marzo"
Wizz Air informa che la sospensione di tutti i voli da e per Israele, Dubai, Abu Dhabi e Amman è stata estesa fino a domenica 15 marzo inclusa. La compagnia, precisa una nota, continua a monitorare attentamente gli sviluppi e resta in costante contatto con le autorità locali e internazionali, le agenzie per la sicurezza aerea, le autorità di sicurezza e i relativi organismi governativi. Le decisioni operative saranno soggette a revisione continua e il programma dei voli potrebbe subire modifiche in base all'evolversi della situazione. La sicurezza dei passeggeri, dell'equipaggio e degli aeromobili rimane la massima priorità di Wizz Air.
Nuove esplosioni a Gerusalemme
Nuove esplosioni sono state udite a Geusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva fatto suonare le sirene d'allarme per l'arrivo di missili iraniani. Questa serie di detonazioni è avvenuta circa due ore dopo che era stata rilevata una prima salva di missili, che aveva fatto scattare le sirene di allarme nella città.
Teheran: "Colpiremo ambasciate Israele se bombarda nostra"
L'Iran è pronto a colpire le ambasciate israeliane in tutto il mondo se l'Idf dovesse attaccare la sua rappresentanza diplomatica a Beirut. Il monito è arrivato dal portavoce delle Forze armate iraniane, il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, a quanto riportato da Tasnim. "Qualsiasi attacco israeliano all'ambasciata iraniana in Libano provocherà una risposta decisa, che comprenderà anche l'attacco alle ambasciate israeliane in tutto il mondo", ha detto.
Minacce dagli Houthi al Somaliland per gli accordi con Israele
Gli accordi tra lo Stato indipendentista somalo del Somaliland e Israele e il riconoscimento della sua indipendenza da parte di Tel Aviv, potrebbero mettere a rischio il Paese e specialmente il porto di Berbera, sul Golfo di Aden, trasformato negli ultimi anni in una struttura di alto livello dagli Emirati Arabi, che hanno anche una base militare nelle vicinanze. La minaccia arriva principalmente dagli Houthi, il gruppo ribelle yemenita sostenuto dall'Iran. Il leader del gruppo ribelle, Abdel Malek al-Houthi, ha avvertito che qualsiasi presenza israeliana nel Somaliland sarebbe considerata un "obiettivo militare", come riporta Afp. Il traffico portuale di Berbera è aumentato del 30% dal 2023 al 2025 e le recenti mosse diplomatiche potrebbero portare a un aumento ancora maggiore, così come un possibile accordo con l'Etiopia. C'è però anche una minaccia locale da parte di al-Shabaab, l'affiliato somalo di al-Qaeda, che ha dichiarato che si opporrà a qualsiasi tentativo da parte di Israele di utilizzare il Somaliland.
Ambasciatore Iran a Roma: "L'attacco a nostro patrimonio culturale è un crimine di guerra"
"Ai sensi della Convenzione dell'Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, del Primo Protocollo aggiuntivo del 1977 alle Convenzioni di Ginevra, dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale e della prassi giurisprudenziale internazionale, qualsiasi attacco intenzionale da parte degli Stati Uniti e del regime sionista contro siti storici e il patrimonio culturale dell'Iran costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e un evidente crimine di guerra". Lo scrive su X l'ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran a Roma. Nel post si spiega che il complesso storico del Palazzo Golestan, situato in Piazza Arg a Teheran, è stato colpito dagli e ha subito gravi danni: "una parte di questo edificio, riconosciuto patrimonio mondiale dall'Unesco è stata distrutta". "L'obiettivo di questo attacco è la distruzione del patrimonio culturale dell'Iran, culla della storia e della civiltà antica - si legge nel post -. È necessario che la comunità internazionale condanni questo attacco barbaro volto a cancellare la storia di una nazione".
Assotir: "Vigilare su impennata costi del gasolio"
“In poche ore, il settore dell’Autotrasporto è passato dalla preoccupazione per il repentino aumento dei costi del gasolio, a un vero e proprio allarme rosso”. Lo sottolinea in una nota Assotir che ha immediatamente inviato una segnalazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo di attuare, coordinandosi con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, tutte le misure indispensabili a contenere lo shock, ad iniziare dai fenomeni speculativi che vengono segnalati da varie parti d’Italia, e di garantire la massima trasparenza sugli aumenti.
“In tre giorni abbiamo registrato aumenti fino a 30 centesimi al litro e da giovedì 5 marzo è attesa un’altra stangata da 10 centesimi”, precisa il segretario generale di Assotir, Claudio Donati. “La situazione si va facendo rapidamente incandescente. Da tutto il territorio nazionale arrivano segnalazioni di forti tensioni, con aumenti che vanno dai 10 centesimi dalla Lombardia ai 24 della Sicilia. Si registrano, inoltre, i primi problemi di approvvigionamento di carburante in Campania e in Lombardia”, spiega.“L’impennata improvvisa dei prezzi del gasolio sta già mettendo in ginocchio le nostre imprese sia per la ovvia difficoltà di scaricare questi aumenti sulle tariffe di trasporto, sia per la conseguenza, ancora più immediata, sul piano della liquidità e della copertura assicurativa dei debiti derivanti dall’acquisto del carburante”, sottolinea Donati.
“Un veicolo pesante percorre 100mila chilometri in un anno, e di media consuma un litro di gasolio ogni tre chilometri”, ricorda. “Già un aumento di dieci centesimi al litro rischia di avere conseguenze disastrose, visto che si traduce in un aggravio dei costi per oltre 3mila euro. Il bilancio però rischia a questo punto di essere ben più pesante: se i rincari arrivano a 30 centesimi al litro, parliamo di una stangata da 10mila euro per ogni mezzo” conclude Donati.
La Cina manderà l'inviato speciale Medio Oriente per mediazione
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha detto che la Cina invierà il proprio inviato speciale sulle questioni del Medio Oriente nei Paesi della regione per condurre sforzi di mediazione. Lo scrive l'agenzia cinese Xinhua.
Teheran smentisce il New York Times: "Assurda notizia contatti con Cia"
Le autorita' di Teheran hanno smentito la notizia, pubblicata dal New York Times, secondo cui il ministero dell'Intelligence iraniano ha contattato la Cia per negoziare i termini della fine della guerra. "Si tratta di una totale assurdità e di un'operazione psicologica in tempo di guerra", ha scritto l'agenzia di stampa Tasnim citando una fonte informata. "L'Iran non esita a infliggere una punizione dopo l'altra al nemico e queste notizie inventate testimoniano soprattutto il crescente senso di impotenza degli americani in ambito militare", ha aggiunto la fonte.
Basi militari americane in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno
Dopo l'attacco del 28 febbraio di Usa e Israele contro l'Iran, e la conseguente risposta di Teheran, il conflitto si allarga. L'attenzione è massima anche nelle basi americane dislocate sul suolo europeo. Per l'utilizzo di quelle che si trovano in Italia "valgono i trattati", ha ricordato il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. Poi, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha chiarito: "Non c'è stata richiesta di utilizzo". Ma quante (e dove) sono le basi sparse nel Vecchio Continente?
Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno
Vai al contenutoTeheran: "La cooperazione col nemico sarà trattata secondo legge marziale"
Il Presidente della Corte Suprema della Repubblica Islamica iraniana, Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, ha lanciato un monito ai cittadini iraniani: "Coloro che, in qualsiasi modo, prendono iniziative - verbalmente o con i fatti - in linea con i desideri dell'America e di Israele sono dalla parte del nemico e devono essere trattati secondo i principi di guerra". Parlando all'agenzia di stampa Mizan, riporta IranWire, Mohseni-Ejei ha dichiarato: "Stiamo lavorando a fianco dei responsabili della sicurezza e delle forze armate, e la nostra serietà è aumentata e ha raggiunto un livello più elevato. Stiamo dando priorità ai casi di rivoltosi e disordini; chiunque collabori con il nemico in qualsiasi modo sarà considerato nemico". Alla domanda su quali comportamenti specifici costituiscano "cooperazione con il nemico", il capo della magistratura ha risposto: "Qualsiasi azione che sia in linea con la volontà del nemico". Negli ultimi giorni, l'organizzazione di intelligence delle Guardie della Rivoluzione islamica ha rilasciato dichiarazioni e inviato messaggi di testo ai cittadini iraniani, mettendoli in guardia da qualsiasi forma di protesta contro la Repubblica islamica o di espressione di emozioni per la morte di Ali Khamenei e dei comandanti delle Guardie della Rivoluzione islamica.
Commissario Ue: "Trasporti più cari, situazione molto difficile"
L'attacco sferrato da Usa e Israele contro l'Iran sta provocando un "aumento dei costi dei trasporti" che la Commissione Europea sta "valutando", ma "certamente, dato che l'intera area" del Golfo Persico è stata dichiarata "zona di guerra, i costi di assicurazione saliranno di molto". Lo dice il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa a Bruxelles.
Complessivamente, continua, si sta determinando una "situazione molto difficile da gestire". Comunque, aggiunge, "riteniamo, avendo avuto negli ultimi tre giorni continui contatti con gli Stati membri e con gli alleati, che saremo presto di affrontare la maggior parte delle conseguenze negative che questa crisi sta provocando".
Idf: "Due soldati israeliani feriti nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha detto che i missili anti-carro nel sud del Libano hanno ferito due dei propri soldati, dopo che Hezbollah ha detto di aver colpito due veicoli militari israeliani. "Questa mattina due soldati dell'Idf sono stati lievemente feriti in seguito a lanci anti-carro contro le truppe Idf che operano nel sud del Libano", afferma l'esercito in un comunicato, aggiungendo che i due sono stati portati in ospedale per le cure.
Idf: "Nuovo lancio di missili su Israele" (2)
L'allarme è scattato nel centro di Israele e a Gerusalemme. Nella precedente ondata di attacchi, condotti insieme da Iran e Hezbollah, due israeliani erano rimasti lievemente feriti.
Anasf: "Volatilità mercati ciclica, pianificare investimenti"
"Restare fedeli alle proprie scelte: pianificare gli investimenti e portarli avanti con disciplina". Così Luigi Conte, presidente dell'Associazione Nazionale Consulenti Finanziari (Anasf) che conta 13.000 associati su tutto il territorio nazionale e gestisce circa mille miliardi di euro di risparmio delle famiglie italiane, interviene sulla situazione economico-finanziaria dei mercati alla luce delle tensioni internazionali. "Inevitabilmente la fase che stiamo vivendo, segnata da tensioni geopolitiche e scenari di guerra che si riflettono sui mercati finanziari, induce i risparmiatori ad avere un approccio emotivo - aggiunge - Per questo è fondamentale razionalizzare le scelte e restare fedeli alla pianificazione degli investimenti, definita con obiettivi chiari e tempi coerenti. Le fasi di volatilità dei mercati sono cicliche, spesso circoscritte, ma i mercati tendono poi a recuperare il loro percorso di crescita: reagire con decisioni impulsive può compromettere i risultati attesi per il lungo periodo". "Gli italiani sono tradizionalmente un popolo di risparmiatori e spesso accumulano liquidità in misura significativa - conclude Conte -. In una logica di pianificazione finanziaria, queste risorse possono rappresentare non solo una riserva ma anche un'opportunità per investire con gradualità".
Zelensky: "Missili e droni non devono uccidere, guerra non deve allargarsi"
"E' importante per tutti coordinare il lavoro in Europa e in Medio Oriente per il bene della sicurezza. Missili e (droni) 'Shahed' dall'Iran non devono distruggere vite umane ed è importante che la guerra non si allarghi". Scrive così in un post su X Volodymyr Zelensky, presidente dell'Ucraina che da quattro anni combatte dopo l'avvio dell'invasione russa su vasta scala. Il leader ucraino riferisce di un colloquio telefonico con re Abdullah II di Giordania, incentrato sulla "situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo". "In Ucraina seguiamo con attenzione tutti gli sviluppi - aggiunge Zelensky - Ho manifestato sostegno e solidarietà alla popolazione della Giordania e della regione".
Idf: "Nuovo lancio di missili su Israele"
Le forze armate israeliane hanno individuato dei missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. Lo ha reso noto l'Idf. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia, si spiega in un post sui social media. Il Comando del Fronte Interno ha inviato una direttiva precauzionale direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate.
Bahrain, risuonano le sirene: cittadini invitati a cercare rifugio
Risuonano ancora le sirene in Bahrain. Lo scrive il ministero dell'Interno nel paese del Golfo su X. "Le sirene hanno suonato. Cittadini e residenti sono sollecitati a restare calmi e a dirigersi al rifugio più vicino", si legge nel post del ministero.
Sri Lanka: "Almeno 80 morti dopo nave affondata da sottomarino Usa"
Almeno 80 persone sono morte dopo che un sottomarino americano ha colpito e affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano, al largo delle coste dello Sri Lanka. Lo ha dichiarato il viceministro degli esteri dello Sri Lanka Vijitha Herath alla televisione locale. La nave iraniana Iris Dana affondata nell'attacco stava tornando in Iran da un porto nell'India orientale, ha affermato il funzionario di Colombo.
In precedenza si riteneva che dopo l'incidente fossero disperse almeno 140 persone. Il capo del Pentagono Pete Hegseth in conferenza stampa ha confermato che è stato un sottomarino statunitense ad affondare la nave da guerra iraniana.
Ambasciatore Iran: "La nuova Guida scelta al massimo la settimana prossima"
L'Assemblea degli Esperti non ha ancora eletto la nuova Guida iraniana in sostituzione di Ali Khamenei, ucciso sabato nei bombardamenti israelo-americani, e il nome verrà annunciato "al massimo la settimana prossima". Lo ha detto l'ambasciatore iraniano in Bielorussia, Alireza Sanei, in una conferenza stampa tenuta oggi. Ieri la televisione dell'opposizione iraniana Iran International, con sede a Londra, aveva detto che il figlio di Khamenei, Mojtaba, era stato scelto per succedere al padre. I membri dell'Assemblea degli Esperti, ha detto invece Sanei, citato dall'agenzia bielorussa Belta, "sceglieranno una nuova Guida. Devono identificare i candidati e prendere una decisione. Il nome della nuova Guida sarà annunciato al massimo la prossima settimana".
Iran, Farnesina: "94.800 italiani nella regione, 9400 i turisti"
Sono circa 94.800 gli italiani in Medio Oriente e nel Golfo Persico, di cui 9.400 turisti in Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Oman. Lo ha reso la Farnesina nel fornire un quadro preciso della presenza dei connazionali nella regione. All'indomani dello scoppio del conflitto, il ministero degli Esteri ha istituito la Task Force Golfo, che ha raddoppiato la capacità di risposta dell'Unita' di Crisi, cui gli italiani che stanno cercando di rientrare possono rivolgersi per chiedere aiuto e che ha già ricevuto 13.500 chiamate, una media di 200 l'ora. Per quanto riguarda il solo Golfo, 7.024 italiani si trovano negli Emirati Arabi Uniti, 1.256 in Oman, 1.009 in Qatar e 111 in Bahrein. A oggi, sono circa 2.500 i connazionali rientrati in Italia da Abu Dhabi, Riad e Mascate con l'assistenza della Farnesina. Questa mattina sono decollati da Mascate due voli diretti a Roma, con a bordo 249 persone.
Iran, Sanchez: "Grazie von der Leyen per il sostegno"
Anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha chiamato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez per esprimergli "sostegno" da parte dell'Ue, dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato Madrid di tagliare qualsiasi scambio, dopo il rifiuto del governo spagnolo di consentire l'uso delle basi sul suo territorio per l'attacco all'Iran. Lo rivela lo stesso Sanchez, via social.
Il primo ministro spagnolo via social si dice "profondamente grato per gli appelli e i messaggi di sostegno" della presidente della Commissione Europea "Ursula von der Leyen", del presidente del Consiglio Europeo", Antonio Costa, del presidente francese "Emmanuel Macron, e di altri alleati europei. No alla guerra - conclude - sì al commercio, alla cooperazione e alla prosperità".
Contrariamente a quanto avviene di solito, la presidente della Commissione oggi non ha dato notizia via social di questo suo contatto con il primo ministro spagnolo, che è stato apertamente minacciato da Donald Trump.
Hegseth: "Stiamo indagando sulla scuola, non colpiamo i civili"
Il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, ha reso noto che sono in corso indagini sul raid che ha colpito una scuola femminile a Minab, in Iran. "Tutto quello che so, tutto quello che posso dire, è che stiamo indagando in merito. Ovviamente, non prendiamo mai di mira obiettivi civili", ha detto Hegseth in conferenza stampa al Pentagono.
Hegseth: Missile in Turchia non fa scattare l'articolo 5 della Nato"
"Non sembra che possa innescare qualcosa di simile all'articolo 5 della Nato". Lo ha detto Pete Hegseth in un briefing al Pentagono a proposito del missile iraniano diretto verso lo spazio aereo della Turchia e intercettato dalla forze dell'Alleanza Atlantica. "Dovremo comunque studiare meglio la situazione", ha aggiunto al segretario alla Difesa.
Hegseth: "I militari iraniani non possono più comunicare tra loro"
I leader principali iraniani sono morti nei raid delle forze di Usa e Israele. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha affermato, nel corso di un briefing, che "i generali militari più importanti e di medio livello e i ranghi più bassi non possono più comunicare né coordinarsi nella loro offensiva e questo naturalmente non è un bene per loro". L'Aeronautica militare iraniana "non esiste più, è stata costruita nel 96 e distrutta nel 2026. La Marina militare è praticamente affondata nel Golfo Persico, abbiamo decimato la loro flotta", ha aggiunto Hegseth.
Iran, 30 pellegrini bloccati a Gerusalemme rientrati a Matera con aereo da Giordania
Sono rientrati in Italia i trenta materani che hanno partecipato a un pellegrinaggio in Terra Santa e facevano parte di un gruppo di circa 70 persone in tutto. Sono atterrati a Fiumicino con un volo da Amman in Giordania. Erano rimasti bloccati a Gerusalemme quando sono iniziati i bombardamenti e i lanci di missili in Medio Oriente. Tra loro anche persone anziane. Il gruppo ha deciso quindi di spostarsi in Giordania, ad Amman, e qui hanno prenotato un volo della compagnia di bandiera Royal Jordan che oggi è atterrato a Roma. Grande sollievo da parte delle loro famiglie. ''Stiamo tutti bene'', ha detto il loro portavoce Gaspare L'Episcopia, ma il viaggio da Gerusalemme ad Amman è stato ''travagliato''. Rientrata a Policoro, in provincia di Matera, anche una studentessa di 17 anni che faceva parte dei 200 ragazzi che erano a Dubai e sono stati rimpatriati ieri, a Malpensa, con un collegamento aereo straordinario, organizzato in collaborazione tra il Governo italiano e gli Emirati Arabi Uniti. A Dubai e Abu Dhabi sono ancora bloccati alcuni lucani, presenti nello Stato emiratino per motivi di lavoro. Tra loro il consigliere comunale di Potenza, Massimiliano Di Noia, che è a Dubai e che ha lamentato sui 'social' ''l'assenza di un presidio istituzionale chiaro, strutturato e autorevole a tutela dei cittadini italiani presenti nell'area''. L'esponente politico di Noi Moderati ha denunciato anche che alle chiamate ai numeri di emergenza non si ottiene risposta.
Hegseth: "Cina e Russia non sono un fattore nella guerra contro l'Iran"
Cina e Russia "non sono realmente un fattore" nella guerra degli Stati Uniti contro l'Iran. Lo ha detto il segretario alla Difesa americana, Pete Hegseth. "Il nostro problema non sono loro, ma le ambizioni nucleari dell'Iran", ha aggiunto.
Hegseth: "Usa indagano su raid su scuola femminile"
"Tutto quello che posso dire è che stiamo indagando sulla questione". Così il capo del Pentagono Pete Hegseth ha risposto in conferenza stampa a una domanda sul bombardamento di una scuola femminile a Minab, nella provincia iraniana di Fars, dove secondo Teheran sono state uccise almeno 153 persone, tra cui molte bambine. ''Naturalmente non prendiamo mai di mira obiettivi civili, ma stiamo esaminando la questione e stiamo indagando", ha dichiarato Hegseth.
Secondo l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, il raid sulla scuola potrebbe costituire un crimine di guerra.
Sondaggio Izi: "Il 70% italiani contro l'attacco di Usa e Israele"
"Gli italiani sono contrari alla guerra in Iran . Il 70% delle persone cui è stata chiesta una valutazione sull'attacco di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano ritiene che si tratti di una grave violazione del diritto internazionale e che provocherà una guerra con molte vittime. Tra coloro che sono favorevoli , complessivamente il 30%, soltanto l'8% lo è convintamente poiché in Iran vige un regime sanguinario che va abbattuto con ogni mezzo, mentre il 22% ritiene che l'intervento sia giustificato, ma che rischi di avere ripercussioni sulla stabilità della regione". È quanto si legge in una nota relativa al sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, presentato questa mattina nel corso della trasmissione l'Aria che Tira condotta da David Parenzo su La 7. "Per quanto riguarda la postura del governo italiano, - si prosegue - convince il 33% degli italiani la neutralità , ovvero l'astenenersi dall'assumere posizioni di aperto supporto o condanna, mantenendo il Paese estranea al conflitto. Il 30% degli italiani ritiene corretta una posizione di condanna dell'intervento ed il 28% pensa che il governo Meloni dovrebbe farsi promotore di un'iniziativa diplomatica sotto l'egida dell'Onu. Anche qui, l'8% è convinto che l'esecutivo dovrebbe dare pieno sostegno all'intervento contro l'Iran. Gli scenari successivi preoccupano fortemente gli italiani che per il 60% prevedono una guerra di lunga durata, con molti morti, estese distruzioni e un esito ad oggi imprevedibile, insomma : la maggioranza dei cittadini pensa che le cose andranno malissimo. Ma un italiano su 4 è invece convinto che potrà avviarsi un processo democratico in Iran, ed il 15% pensa che non cambierà nulla e che permarrà una continuità con il regime degli Ayatollah". Nota metodologica: interviste effettuate il tra il 02/03/2026 e il 03/03/2026. Popolazione di riferimento: popolazione maggiorenne residente in Italia. Campionamento: casuale stratificato per genere, classe d'età e macroarea di residenza. Ponderazione: vincolata per genere, classe d'età, macroarea di residenza, titolo di studio e voto alle precedenti elezioni politiche (2022). Metodologia: tecnica mista CAMI/CAWI. Totale interviste: 1.021 (margine di errore del 3,01% per un intervallo di confidenza del 95%).
Hegseth: "Ieri affondata loro preziosa nave in Sri Lanka"
E' stato un sottomarino statunitense ad affondare una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano. Lo ha confermato il segretario alla Difesa usa Pete Hegseth, definendo l'attacco una prova della portata globale della guerra americana contro l'Iran. "Un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che pensava di essere al sicuro in acque internazionali. Invece, e' stata affondata da un siluro", ha detto Hegseth ai giornalisti. Il titolare del Pentagono ha definito l'attacco "morte silenziosa" e il primo affondamento di una nave nemica da parte degli Stati Uniti tramite siluro dalla Seconda Guerra Mondiale. "Come in quella guerra", ha assicurato, "stiamo combattendo per vincere". Le autorità dello Sri Lanka hanno dichiarato di aver tratto in salvo 32 membri dell'equipaggio della fregata Iris Dena, mentre altri 148 marinai risultano dispersi, con scarse speranze di ritrovarne altri, anche se le ricerche proseguono. Il Pentagono ha affermato che uno degli obiettivi principali della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, iniziata sabato, è quello di annientare la marina militare del Paese. Il ministro degli Esteri dello Sri Lanka, Vijitha Herath, ha dichiarato al parlamento che gli iraniani salvati sono stati trasportati d'urgenza all'ospedale principale di Galle, nel sud dell'isola, mentre due imbarcazioni e un aereo della marina sono stati schierati per cercare gli altri marinai. La fregata ha lanciato una richiesta di soccorso all'alba di oggi e in meno di un'ora una nave di soccorso ha raggiunto la zona a circa 40 chilometri a sud del porto meridionale di Galle, ha affermato il ministro, poco fuori dalle acque territoriali dello Sri Lanka. La fregata era completamente affondata e rimaneva solo una chiazza di petrolio quando le imbarcazioni di soccorso della marina si sono avvicinate. "Stiamo continuando le ricerche, ma non sappiamo ancora cosa sia successo al resto dell'equipaggio", ha detto un funzionario della difesa dello Sri Lanka. Il portavoce della marina dello Sri Lanka, Buddhika Sampath, ha affermato che l'operazione è in linea con gli obblighi marittimi dello Sri Lanka. "Abbiamo risposto alla richiesta di soccorso in base ai nostri obblighi internazionali, poiché si trova all'interno della nostra area di ricerca e soccorso nell'Oceano Indiano. Abbiamo trovato alcuni corpi nella zona in cui la nave è affondata", ha sottolineato Sampath. Lo Sri Lanka è finora rimasto neutrale e ha ripetutamente sollecitato il dialogo per risolvere il conflitto in Medio Oriente. Poco più di un milione di srilankesi lavorano in Medio Oriente e rappresentano una fonte chiave di valuta estera per il paese che sta uscendo dalla sua peggiore crisi economica nel 2022. Sia la marina che l'aeronautica militare dello Sri Lanka hanno dichiarato di non voler diffondere le riprese del salvataggio perché ha coinvolto l'esercito di un altro stato. La polizia ha rafforzato la sicurezza all'esterno dell'ospedale di Galle mentre i feriti iraniani vengono trasportati in loco dalla marina locale.
Caine: "Attacchi missilistici Teheran diminuiti dell'86%"
"I missili balistici dall'Iran sono diminuiti dell'86% rispetto al primo giorno di combattimenti, con un calo del 23% solo nelle ultime 24 ore. E il lancio dei droni d'attacco unidirezionali sono diminuiti del 73% rispetto ai primi giorni". Lo ha affermato il capo di stato maggiore dell'esercito americano, il generale Dan Caine, nel corso di una conferenza stampa, parlando di un "progresso costante" delle forze statunitensi nella regione.
La riduzione dell'attività missilistica e dei droni ha permesso alle forze statunitensi di ampliare il loro vantaggio, ha aggiunto Caine. "Questo progresso ha permesso al Centcom di stabilire una superiorità aerea localizzata lungo il fianco meridionale della costa iraniana e di colpire le sue difese con una precisione e una potenza di fuoco schiaccianti", ha aggiunto parlando al Pentagono.
A questo punto, ha annunciato il generale americano, "inizieremo ora ad espanderci verso l'interno, colpendo progressivamente più in profondità il territorio iraniano e creando ulteriore libertà di manovra per le forze statunitensi".
Domani alle 10 comunicazioni Tajani-Crosetto, poi voto
Domani, giovedì 5 marzo, alle 10 si svolgeranno le comunicazioni in Aula alla Camera dei ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto in merito all'evoluzione del quadro internazionale. Al termine del dibattito si svolgeranno le votazioni sulle risoluzioni. Lo comunica Montecitorio.
Guerra Iran, Hegseth: "Stiamo ottenendo risultati storici"

Hegseth: "Ucciso capo di unità iraniana che voleva assassinare Trump"
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha dichiarato che il capo di un'unità iraniana che voleva assassinare Donald Trump è stato ucciso. "Il capo dell'unità che ha tentato di assassinare il presidente è stato braccato e ucciso", ha detto senza fare il nome ma precisando che l'operazione è avvenuta ieri. A gennaio dell'anno scorso Teheran ha negato qualsiasi complotto per uccidere Trump. Nel novembre 2024, il dipartimento di Giustizia ha incriminato un iraniano in relazione a un piano delle Guardie Rivoluzionarie iraniane per assassinare il presidente americano
Hegseth: "Abbiamo appena iniziato, attaccheremo più forte"
L'operazione militare israelo-americana contro l'Iran è ancora nella fase ''iniziale''. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa. "Come ha detto il presidente Trump, ondate di attacchi sempre più grandi stanno arrivando", ha detto Hegseth. "Siamo solo all'inizio. Stiamo accelerando, non rallentando", ha aggiunto. "Non doveva essere uno scontro leale, e non lo è - ha detto Hegseth -. Li stiamo colpendo mentre sono a terra, ed è esattamente come dovrebbe essere."
Fonti turche: "Obiettivo missile non noi ma forse Cipro"
La Turchia "non era l'obiettivo" del missile iraniano abbattuto dalla contraerea Nato nello spazio aereo di Ankara, che era invece probabilmente diretto verso una base nel territorio di Cipro. È quanto ha riferito a France Presse un alto funzionario turco. "Riteniamo che l'obiettivo fosse una base nella parte greca di Cipro ma [il missile] ha deviato dalla sua traiettoria", ha spiegato l'anonimo funzionario.
Pezeshkian a iraniani: "Grazie per il vostro lavoro"
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha ringraziato gli iraniani, nel quinto giorno di guerra. "Ringrazio tutte le care persone che lavorano per l'Iran", ha scritto su X
Iran, domani Tajani e Crosetto riferiranno in Parlamento
"Nella giornata di domani, giovedì 5 marzo, i ministri Tajani e Crosetto riferiranno alle Camere in merito all'evoluzione del quadro internazionale". Lo si legge in una nota di palazzo Chigi.
Hegseth: "Stiamo vincendo in modo devastante"
"L'America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pieta', sotto il comando diretto del presidente Trump". Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, in conferenza stampa al Pentagono. "Il Dipartimento della Guerra ha lanciato questa operazione sabato mattina presto, appena quattro giorni fa, il che significa che dobbiamo ricordare due cose. Primo, siamo solo al quarto giorno. I parametri stanno cambiando. La polvere si sta depositando e altre forze stanno arrivando. E' molto presto e, come ha detto il Presidente Trump, ci prenderemo tutto il tempo necessario per assicurarci di avere successo. Secondo, siamo solo al quarto giorno e i risultati sono stati incredibili, storici, davvero. Solo gli Stati Uniti d'America potevano guidare questa operazione", ha aggiunto.
Hegseth conferma, sottomarino Usa ha affondato nave da guerra iraniana
Un sottomarino Usa ha affondato una nave da guerra iraniana nell'Oceano Indiano. Lo ha confermato Pete Hegseth in un briefing sulla guerra al Pentagono.
Hegset: "Abbiamo preso il controllo dei cieli iraniani"
"Abbiamo solo iniziato a dare loro la caccia, a smantellarli, a distruggerli, a sconfiggere tutte le loro capacità. In soli quattro giorni, le due forze aeree più forti del mondo hanno il controllo completo dei cieli iraniani". Lo ha detto il il segretario della Difesa Usa, Pete Hegseth, in conferenza stampa a Washington.
Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Guerra in Iran, la storia dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Vai al contenutoMedia: "Forze Usa hanno affondato nave in Sri Lanka"
Sono state le forze Usa ad attaccare e affondare la nave militare iraniana Iris Dena al largo delle coste dello Sri Lanka, facendo decine di feriti e oltre cento dispersi. Lo ha riferito la Reuters, citando tre fonti americane.
Senatrice Usa Warren: "Trump non ha piano; preoccupatevi"
"Sono appena uscita un briefing riservato dell'amministrazione Trump sull'Iran, ed ecco cosa posso dire: è molto peggio. Molto peggio. Avete ragione a preoccuparvi. L'amministrazione Trump non ha alcun piano in Iran". Lo afferma in un video la senatrice dem americana, Elizabeth Warren. "Questa guerra illegale si basa su bugie ed è stata lanciata senza alcuna minaccia imminente per la nostra nazione. Donald Trump non ha ancora fornito una sola chiara ragione per questa guerra, e sembra non avere un piano su come porvi fine. Come molti di voi, sono davvero arrabbiata. Sono arrabbiata per quello che sta facendo Donald Trump, e provo dolore per coloro che sono gia' stati uccisi in questo conflitto inutile, e continuero' a fare tutto il possibile per lottare per porre fine a questa guerra".
Missile balistico iraniano contro territorio Nato in Turchia

Idf: "Prima guerra congiunta Israele-Usa su vasta scala"
All'aeronautica israeliana i raid contro obiettivi nell'Iran occidentale e centrale, perchè da lì vengono lanciati i missili contro lo Stato ebraico, alle forze Usa gli attacchi contro i lanciatori nel sud della Repubblica islamica usati per prendere di mira le basi americane nel Golfo. Nel mirino dell'Idf i siti del regime, al Pentagono la Marina militare. È così che Washington e Tel Aviv si stanno dividendo i compiti nella guerra all'Iran, secondo quanto riportato dal Times of Israel. Per i funzionari dell'Idf, si tratta della prima guerra congiunta su vasta scala tra Israele e Stati Uniti, che poggia su un'ampia pianificazione comune negli ultimi mesi. In entrambi i Paesi operano "cellule di coordinamento congiunto" che sincronizzano intelligence, obiettivi e difesa. Oltre 1.000 soldati americani sono di stanza in Israele, così come decine di aerei cisterna Usa, sui quali fanno affidamento i caccia dello Stato ebraico. Il capo di Stato Maggiore, Eyal zamir, sente quotidianamente con il capo del Centcom statunitense, Brad Cooper.
Agenzia Gb: Colpita una nave portacontainer nello Stretto Hormuz"
Una nave portacontainer è stata colpita al largo delle coste dell'Oman mentre transitava nello Stretto di Hormuz, ha riferito un'agenzia britannica per la sicurezza marittima. La nave si trovava a due miglia nautiche a nord dell'Oman, "in transito verso est nello Stretto di Hormuz", quando è stata "colpita da un proiettile sconosciuto appena sopra la linea di galleggiamento, causando un incendio nella sala macchine", secondo l'Ukmto. Si è trattato del quarto attacco segnalato in acque regionali nell'arco di 24 ore, dopo che i proiettili hanno colpito altre tre navi al largo delle coste degli Emirati e dell'Oman o nelle vicinanze.
Libano, macerie ad Hazmieh dopo gli attacchi israeliani
Media: "Israele pianifica ancora una o due settimane di operazioni"
L'esercito israeliano starebbe pianificando una o due settimane aggiuntive di operazioni contro l'Iran, con l'obiettivo di colpire migliaia di obiettivi del regime di Teheran. Lo riferisce il Times of Israel, secondo cui le Idf puntano a ridurre in modo sistematico le capacità militari e le infrastrutture strategiche della Repubblica islamica.
Nato: "Condanniamo gli attacchi dell'Iran contro la Turchia"
"Condanniamo gli attacchi dell'Iran contro la Turchia. La Nato è saldamente al fianco di tutti gli Alleati, compresa la Turchia, mentre l'Iran continua i suoi attacchi indiscriminati in tutta la regione. La nostra posizione di deterrenza e difesa rimane forte in tutti i settori, compresa la difesa aerea e missilistica". Lo afferma la portavoce dell'Alleanza Atlantica.
Media Iran: "Oltre mille persone morte negli attacchi israelo-americani"
Per l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna gli attacchi israelo-americani hanno ucciso più di 1.000 persone in tutto il Paese da sabato. "Durante l'aggressione militare... 1.045 dei nostri cari militari e civili" sono stati uccisi, ha affermato l'Irna, citando una dichiarazione della Fondazione iraniana per i Martiri e gli Affari dei Veterani.
Cardinale Parolin: "Le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo"
"Se agli Stati fosse riconosciuto il diritto alla 'guerra preventiva', secondo criteri propri e senza un quadro legale sovranazionale, il mondo intero rischierebbe di trovarsi in fiamme". Lo sottolinea il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin commentando l'attacco di Usa e Israele contro l'Iran. "È davvero preoccupante questo venir meno del diritto internazionale: alla giustizia è subentrata la forza, alla forza del diritto si è sostituito il diritto della forza, con la convinzione che la pace possa nascere solo dopo che il nemico è stato annientato", dice Parolin ai media vaticani.
Turchia all'Iran: "Evitare l'espansione del conflitto"
l ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto all'omologo iraniano, Abbas Araghchi, che "qualsiasi azione che possa portare alla espansione del conflitto dovrebbe essere evitata", dopo che il sistema di difesa aereo Nato ha intercettato un missile balistico iraniano diretti verso lo spazio aereo turco e i detriti dell'intercettore sono caduti nel distretto di Dortyol di Hatay, nel sud est della Turchia. Lo riferiscono fonti nel ministero degli Esteri di Ankara.
Farnesina: "Decollati altri 2 voli dall'Oman diretti a Roma con 249 italiani"
Questa mattina sono partiti altri due voli della Oman Air da Mascate in direzione di Roma con a bordo un totale di 249 cittadini italiani, assistito dalla Farnesina. Lo riferisce in una nota il ministero degli Esteri. A questi si aggiungono i circa 2500 italiani rientrati in Italia nelle ultime ore da Abu Dhabi, Riad e Mascate, utilizzando voli commerciali facilitati dalla Farnesina e voli prenotati privatamente. Nei prossimi giorni altri voli, facilitati dalla Farnesina con l'aiuto delle Sedi diplomatico-consolari nella regione, partiranno da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo verso l'Italia. La Farnesina rinnova l'invito a seguire le comunicazioni ufficiali e a registrarsi sull'App Viaggiare Sicuri o sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ogni aggiornamento sugli sviluppi nella regione, che sarà comunicato attraverso questi canali istituzionali. I cittadini non registrati sui siti del Ministero non riusciranno a ricevere le comunicazioni che l'Unità di Crisi, le ambasciate e i consolati sono in grado di inviare per aggiornare le indicazioni sui voli e sulle indicazioni di sicurezza
Ankara: "Nessun morto o ferito dopo il missile intercettato"
"Non ci sono state vittime o feriti nell'incidente". Lo ha affermato il ministero della Difesa di Ankara, in riferimento al missile balistico lanciato dall'Iran che mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco è stato intercettato dal sistema di difesa aerea Nato nel Mediterraneo orientale e detriti sono caduti in provincia di Hatay, nel sud est anatolico. "La nostra volontà e capacità di garantire la sicurezza del nostro Paese e dei nostri cittadini sono ai massimi livelli", aggiunto il comunicato, riportato dai media locali.
Guerra Iran, missile balistico abbattuto da Nato su Turchia
Iran, Pasdaran: abbiamo controllo dello stretto di Hormuz
Ankara, munizioni sparate da Iran verso Turchia, neutralizzate da difese Nato
Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale. Lo ha detto il Ministero della Difesa Nazionale turco, e lo riporta Anadolu. "Un missile balistico, lanciato dall'Iran e individuato mentre si dirigeva verso lo spazio aereo turco dopo aver attraversato lo spazio aereo iracheno e siriano, è stato prontamente intercettato e neutralizzato dagli elementi di difesa aerea e missilistica della Nato schierati nel Mediterraneo orientale". Lo scrive il ministero della Difesa turco in un comunicato. "È stato stabilito che l'ordigno caduto nel distretto di Dörtyol, nella provincia di Hatay, apparteneva a un munizionamento antiaereo che ha intercettato la minaccia in volo. Non si sono verificate vittime o feriti nell'incidente.
Meloni presiede nuovo vertice sulla crisi in Medio Oriente
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta presiedendo a Palazzo Chigi un vertice sulla crisi in Medio Oriente. Alla riunione, a quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, partecipano il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell'intelligence.
Ankara: munizioni sparate da Iran verso Turchia, neutralizzate da difese Nato
Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state neutralizzate dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato nel Mediterraneo orientale. Lo ha detto il ministero della Difesa nazionale turco, e lo riporta Anadolu.
Starmer: "Regno Unito non coinvolto, abbiamo imparato la lezione dell'Iraq"
Il premier britannico in quella che sembra una risposta indiretta a Donald Trump, critico per la mancata partecipazione inglese nel conflitto. “Abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza”, ha aggiunto Starmer
Guerra Iran, Starmer: 'Uk non coinvolto, imparata lezione Iraq'
Vai al contenutoTeheran: 867 persone morte negli attacchi israelo-americani
Il ministero della Salute iraniano ha affermato che il bilancio delle vittime degli attacchi israelo-americani contro l'Iran è salito a 867. Lo riporta l'agenzia di stampa turca Anadolu.
Starmer a Trump: "Abbiamo imparato la lezione dell'Iraq"
"Il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l'Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq". Lo ha dichiarato Keir Starmer nel corso di un evento coi rappresentanti delle comunità di origine pachistana e palestinese in occasione del Ramadan, in quella che rappresenta una risposta indiretta alle dure accuse di Donald Trump. Starmer ha difeso la posizione di Londra, senza citare The Donald, ma sottolineando l'importanza di pace, giustizia e sicurezza in Medio Oriente e il fatto che "abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza". "Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato", ha aggiunto.
Ue: "Da chiusura Hormuz conseguenze sui mercati del petrolio"
Per il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio al momento "non sussistono problemi di sicurezza, ma i prezzi e le conseguenze" delle tensioni in Medio Oriente "rimangono una forte preoccupazione. La durata del conflitto, i danni alle infrastrutture energetiche nella regione e la chiusura dello stretto di Hormuz determineranno le conseguenze per i mercati europei". E' quanto emerso durante la riunione del gruppo di esperti sul petrolio. Ad oggi, non sono state richieste misure coordinate a livello Ue o adottate misure individuali. Non è escluso che sia convocata una nuova riunione già la prossima settimana.
Jet militare Yak-130, come funziona l’aereo più moderno dell’Iran abbattuto da Israele
Il caccia, nato come addestratore avanzato, può fornire supporto nei combattimenti grazie ad alcune caratteristiche e alla possibilità di essere dotato di una vasta gamma di armamenti, come i missili air-to-air R-73. Di fabbricazione russa, è in uno nelle aeronautiche di vari Paesi asiatici e africani.
Jet militare Yak-130, come funziona l’aereo più moderno dell’Iran
Vai al contenutoMacron convoca nuovo consiglio difesa questa sera
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato una nuova riunione del Consiglio di Difesa che si terrà questa sera, alla luce del peggioramento della situazione in Medio Oriente. Lo ha dichiarato la portavoce del governo, Maud Bregeon, durante la conferenza stampa successiva al consiglio dei ministri di oggi. Ieri sera, in un intervento televisivo alla nazione, Macron ha annunciato i "primi voli" di rimpatrio dei cittadini francesi dal Medio Oriente, nonche' l'invio di risorse militari, tra cui la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo.
Tv Stato: rinviate esequie Khamenei a Teheran
La cerimonia funebre per l'ayatollah Ali' Khamenei prevista oggi a Teheran è stata rinviata. Lo ha annunciato la tv di Stato. "In considerazione dell'affluenza senza precedenti di partecipanti al funerale, la cerimonia di commiato per la salma dell'Imam martire della Ummah è stata rinviata e la nuova data sara' comunicata a breve", ha spiegato la giornalista che ha dato la notizia.
Idf: appello evacuazione a tutti abitanti sud Libano
L'esercito israeliano ha lanciato un appello, esortando tutti i residenti delle citta' e dei villaggi nel Libano meridionale a spostarsi a nord del fiume Litani. "Ai residenti del Libano meridionale: dovete dirigervi immediatamente a nord del fiume Litani. Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi a nord, oltre il fiume Litani", ha affermato in un video su X il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee.
Qatar, intercettati missili crociera e droni
La Difesa qatarina ha riferito di aver intercettato missili da crociera e droni, lanciati dall'Iran contro il Paese del Golfo.
Madrid: "Sorpresi dalla mancata solidarietà di Berlino"
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha espresso "sorpresa" alla Germania per la mancata solidarietà del cancelliere Friedrich Merz, durante la conferenza stampa martedì alla Casa Bianca in cui il presidente statunitense Donald Trump ha espresso dure critiche alla Spagna sul dossier Iran e sulle basi militari. "Gli ho trasmesso la nostra sorpresa per quelle parole", ha detto Albares nel riferirsi alle dichiarazioni di Merz, secondo cui la Spagna "è l'unico Paese" tra gli alleati Nato che non accetta di elevare al 5% del Pil la spesa militare.
Mantovano: "Gli Stati Uniti non hanno chiesto uso di basi in Italia"
Sul possibile utilizzo di basi militari in Italia da parte degli Usa per la guerra all'Iran "non c'è stata richiesta", mentre "stiamo invece valutando la richiesta di mezzi difensivi" da parte di Paesi dell'area del Golfo "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento". Così il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, alla presentazione della Relazione annuale dell'intelligence.
007: cresce il rischio terrorismo con l'escalation in Iran
La situazione in Iran alimenta tensioni internazionali e fa "temere un'escalation che può avere un impatto anche sulla minaccia terroristica". Lo riporta la relazione annuale dell'intelligence presentata oggi. "Sono inoltre aumentati" - evidenzia la Relazione - "i rischi derivanti dalle attività di Hamas su suolo europeo, soprattutto per il coinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici". In Italia, come in altri Paesi europei sono state condotte diverse operazioni antiterrorismo nei confronti di persone a vario titolo connesse con il conflitto mediorientale.
Gigante cinese delle spedizioni Cosco sospende i servizi da e verso il Golfo
Cosco, gigante cinese delle spedizioni che gestisce una delle più grandi flotte di petroliere al mondo, ha dichiarato che a partire da oggi sospenderà i servizi da e verso i paesi del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Iraq e Kuwait. "In considerazione dell'escalation nella regione mediorientale e delle conseguenti restrizioni al traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz", Cosco ha deciso di "sospendere tutte le nuove prenotazioni" per le rotte interessate "con effetto immediato fino a nuovo avviso".
Libano, raid israeliani nella valle della Bekaa
L'aviazione israeliana ha preso di mira la città libanese di Shemstar, nella valle della Bekaa, tra la città di Zahle e quella di Baalbeck, non lontano dal confine con la Siria.
Media Libano: Idf è entrato in una città nel sud a 6 km dal confine
L'esercito israeliano è entrato nella città di Khiam, nel sud del Libano, a circa sei chilometri dal confine, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani. Ieri Israele ha lanciato un'incursione di terra nella zona di confine nel Libano meridionale, parallelamente alla sua campagna di attacchi aerei contro le roccaforti del gruppo filo-iraniano Hezbollah.
Libano, il cardinale Parolin chiama il presidente Aoun
Il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha ricevuto una telefonata dal segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, che ha ribadito il sostegno del Vaticano al Libano "in questi giorni difficili" e la disponibilità ad aiutare a ridurre le sofferenze della popolazione. Lo riferiscono fonti della presidenza libanese. Aoun ha ringraziato Parolin esprimendo apprezzamento per le posizioni di Papa Leone XIV nei confronti del Libano e dei libanesi.
Media: ucciso a Beirut un diplomatico iraniano in raid di Israele
Un diplomatico iraniano è stato ucciso in un raid israeliano alla periferia di Beirut secondo quanto riferito dal sito di notizie libanese Lebanon24, vicino all'ex premier Najib Miqati. Le fonti affermano che il bombardamento ha preso di mira l'albergo Comfort nella località di Hazmiye, sulle colline a est della capitale dove il diplomatico attendeva prima di tentare di lasciare il paese. Secondo il sito Internet, membri di Hezbollah sono ora impegnati nel tentare di trasportare la salma del diplomatico iraniano lontano dal sito del raid. Non si hanno conferme ufficiali a riguardo.
Prezzi benzina, gas e diesel: gli aumenti legati alla guerra in Iran
Si impennano i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, mentre proseguono i rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Continua in generale a preoccupare il blocco dello Stretto di Hormuz che interrompe la rotta commerciale delle navi di gas e di greggio, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia: "Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere".
Prezzi benzina, gas e diesel: gli aumenti legati alla guerra in Iran
Vai al contenutoIran, Idf: "Teheran e Hezbollah stanno distruggendo il Libano"
Le forze di difesa israeliane (IDF) accusano Hezbollah e l'Iran di distruggere il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce delle IDF, tenente colonnello Efi Defrin, nel commentare gli attacchi israeliani in corso sul Libano. "Non abbiamo alcun problema con i residenti del Libano. I residenti del Libano stanno pagando il prezzo, Iran e Hezbollah stanno distruggendo il Libano", ha affermato il portavoce. "Ieri abbiamo invitato i membri del regime iraniano a lasciare il Libano. Vi ricordo: non vi resta molto tempo, lasciate il Libano o vi colpiremo", ha tuonato Defrin.
Mantovano: "Crosetto a Dubai? Intelligence non monitora i ministri"
"Il ministro Crosetto ha detto due giorni fa in un'aula del Parlamento che aveva necessità di concedersi qualche giorno di ferie con la famiglia; per questo ha usato un volo commerciale per andare a Dubai. Le agenzie di intelligence non monitorano i viaggi privati dei ministri, la legge 124 vieta l'attività di controllo su una serie di persone tra cui esponenti politici. Quello che importa è che l'operatività del ministro non è mai venuta meno". Così il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, alla presentazione della Relazione annuale dell'intelligence.
Iran, Assemblea Esperti: "vicini" a scelta nuova Guida Suprema
L'Iran "e' vicino" a scegliere la prossima Guida Suprema. Lo ha annunciato l'ayatollah Ahmad Khatami, un alto esponente religioso iraniano membro sia del potente Consiglio dei Guardiani che dell'Assemblea degli Esperti, l'organismo preposto a eleggere il successore del defunto Ali Khamenei. "La Guida Suprema sara' identificata al piu' presto, siamo vicini a una conclusione, tuttavia la situazione nel Paese e' di guerra", ha dichiarato Khatami alla tv di Stato come riporta AL Jazeera.
Media: "Almeno 101 dispersi per attacco sottomarino a nave Iran a largo Sri Lanka"
Almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite dopo un attacco sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka, secondo fonti della Marina dello Sri Lanka e del ministero della Difesa. Lo riporta Reuters online.
Iran, Fidan: "Un errore enorme colpire Paesi Golfo"
"La strategia dell'Iran e' completamente sbagliata". Non usa mezzi termini il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan per criticare la risposta dell'Iran all'attacco subito lo scorso 28 febbraio da parte di Usa e Israele, ma chiede anche a Teheran di porre fine al conflitto. Secondo Fidan colpire gli Stati del Golfo costituisce un grave errore strategico: "La risposta dell'Iran e' completamente sbagliata. Stanno colpendo dei Paesi che si sono impegnati al massimo per evitare questo conflitto. Non stanno prendendo di mira solo obiettivi americani, ma anche infrastrutture energetiche e obiettivi civili", ha dichiarato il capo della Diplomazia turca, che ha garantito lo sforzo del proprio Paese per evitare che il Qatar dichiari guerra a Teheran. Fidan ha poi spiegato che l'espansione del conflitto e' per la Turchia una "fonte di profonda preoccupazione". Il ministro turco ha poi lanciato un appello alla nuova leadership iraniana a "cogliere l'occasione per porre fine a questo conflitto".
Crosetto: 'Non ho interessi a Dubai. Meloni furibonda con me? No'
In un colloquio con il Corriere della Sera il ministro della Difesa torna sulla vicenda che lo ha visto bloccato a Dubai durante l'attacco sferrato dall'Iran: "Siamo sull'orlo del baratro e parliamo di un mio viaggio privato? Non avete idea di cosa sto facendo e dei rischi reali che viviamo, ciò che faccio non sempre può essere detto". E sui rapporti con la premier: "È stato scritto che è stata fredda, ma è una falsità totale. L'ha sentita in tv? Ha detto che non ho mai smesso di lavorare".
Crosetto: 'Non ho interessi a Dubai. Meloni furibonda con me? No'
Vai al contenutoIran, Hezbollah: "Droni su industrie aerospaziali e base Idf"
Il gruppo armato libanese filo-iraniano Hezbollah ha annunciato di aver lanciato droni d'attacco contro la sede centrale delle Industrie Aerospaziali Israeliane (IATA), nel centro di Israele, e di aver preso di mira una base militare nel nord del Paese con un "missile di precisione". In due dichiarazioni separate, Hezbollah ha specificato che il sito delle Industrie Aerospaziali si trova "nel centro della Palestina occupata". Ha aggiunto di aver lanciato "un missile di precisione" contro una base militare nella regione di Safed (a nord). Questi attacchi si verificano mentre le roccaforti di Hezbollah vengono bombardate dall'esercito israeliano in Libano.
Iran, Idf: "Colpito impianto produzione missili a Isfahan"
Le forze armate israeliane hanno annunciato di avere bombardato un impianto di stoccaggio e produzione di missili Ghadr a Isfahan. "Durante un'ampia ondata di attacchi della Iaf (l'aviazione, ndr), decine di siti infrastrutturali del regime terroristico iraniano sono stati colpiti in tutto l'Iran", si legge in un post sui social media. "Gli obiettivi includevano una struttura utilizzata dal regime per lo stoccaggio, la produzione e il lancio di missili balistici - tra cui missili Ghadr - a Isfahan, nell'Iran occidentale", si spiega.
Iran, media: "Figlio Khamenei sopravvissuto ad attacchi"
Mojtaba Khamenei, figlio della defunta Guida Suprema dell'Iran, e' sopravvissuto agli attacchi israelo-americani contro il Paese, secondo due fonti iraniane citate dall'agenzia di stampa Reuters. La notizia arriva dopo che ieri Iran International - testata vicino all'opposizione iraniana della diaspora - aveva annunciato l'elezione di Mojtaba come successero di Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di guerra. La notizia per ora non e' stata confermata. Israele questa mattina ha subito avvertito che qualsiasi nuovo leader sarebbe diventato bersaglio dei suoi attacchi. Nonostante non sia mai stato eletto o nominato a una carica governativa, un cablogramma diplomatico statunitense del 2008 affermava che Mojtaba era "ampiamente considerato all'interno del regime come un leader e un manager capace e risoluto, che un giorno potrebbe succedergli almeno in parte alla leadership nazionale".
Sanchez: "Non si può rispondere a un'illegalità con un'altra"
"Non si può rispondere a un'illegalità con un'altra, perché p così che iniziano i disastri dell'umanità". Con queste parole, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha ribadito la posizione di Madrid sulla crisi in Medio Oriente, chiedendo "la cessazione immediata delle ostilità" e "una soluzione diplomatica e politica" e assicurando che agirà "con i nostri alleati europei in una risposta coordinata ed efficace". La Spagna, ha rilevato Sanchez in relazione alle minacce ieri del presidente statunitense Donald Trump di interrompere le relazioni commerciali con Madrid, definita "un terribile alleato", è "un membro pieno dell'Unione europea, della Nato e della comunità internazionale" e per questo "dobbiamo esigere da Stati Uniti, Iran e Israele che si fermino prima che sia troppo tardi", ha insistito. "Rifiutiamo il regime iraniano che reprime e uccide i suoi cittadini, soprattutto le donne. Ma allo stesso tempo respingiamo questo conflitto", ha aggiunto Sanchez, definendo "ingenuo pensare che la soluzione sia la violenza". Il premier ha spiegato che il governo sta assistendo i cittadini spagnoli nella regione, per organizzare le evacuazioni: "I nostri connazionali possono avere la certezza che li proteggeremo e li riporteremo a casa", ha assicurato. Sul piano interno, Madrid sta valutando "misure per aiutare famiglie, lavoratori e imprese ad attenuare l'impatto economico del conflitti, se necessario", forte - ha detto - della solidità economica spagnola.
Iran, Zakharova: "Attacco a scuola estremamente crudele e cinico"
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito oggi "estremamente crudele e cinico" l'attacco a una scuola a Minab, nell'Iran meridionale, durante l'offensiva israelo-americana, in cui sono state uccise 165 ragazze. "Quello che e' successo alla scuola iraniana dove sono state uccise le ragazze e' un atto estremamente crudele e cinico, totalmente disumano", ha dichiarato a Sputnik Radio. Ha osservato che "i fatti parlano da soli", poiche' "non e' stata fatta alcuna dichiarazione che l'attacco fosse accidentale". Per giunta, "le caratteristiche degli attacchi, e il fatto che siano stati perpetrati nei primi minuti (dell'offensiva), cioe' non nel mezzo del caos, non nel mezzo di un massacro prolungato, ma proprio nelle prime ore, indicano che si e' trattato di un'azione pianificata", ha affermato Zakharova. La scuola elementare Shajareh Tayyebeh, nella provincia di Hormozg, e' stata attaccata in un episodio che l'Iran ha definito un "atto barbarico" attribuito a Israele. Decine di studenti, insegnanti e genitori delle ragazze sono rimasti uccisi. Secondo l'ultimo bilancio aggiornato diffuso ieri dalla Mezzaluna Rossa iraniana, gli attacchi israeliani e statunitensi in Iran hanno causato almeno 787 morti. Si tratta tuttavia di cifre provvisorie per le restrizioni di accesso, la quasi totale interruzione di internet e le difficolta' nelle verifiche indipendenti sul campo.
Idf: "Attaccati siti militari a Isfahan e Shiraz, colpiti 20 obiettivi"
Il portavoce militare rende noto che l'aeronautica israeliana ha effettuato un'ondata di attacchi aerei contro le strutture militari iraniane a Isfahan e Shiraz durante la notte, "è la prima volta che l'esercito colpisce questa zona nell'attuale campagna contro l'Iran". Nei raid sono stati colpiti più di 20 obiettivi, tra cui due strutture a Isfahan dove l'Iran immagazzinava missili balistici avanzati Ghadr. Altri obiettivi includevano siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera, nonché sistemi di difesa aerea. "Stimiamo che gli attacchi abbiano distrutto decine di missili balistici e missili da crociera", ha detto il portavoce.
Il vescovo di Beirut: "Noi vittime di giochi di potere"
"Siamo di fronte a un una voragine irreparabile? No, ci siamo già dentro": lo afferma il vescovo César Essayan, vicario apostolico di Beirut, convinto che la soglia sia stata ormai superata. "Come è possibile adesso risanare qualcosa, dopo che l'intero Medio Oriente e la Penisola arabica sono in fiamme? In tanti, qui, già vivono un inferno: questa guerra ne creerà altri. Con morti, feriti, sfollati, distruzione. E poi rancori e vendette", aggiunge. E "ancora una volta sarà la gente, saranno interi popoli a pagare il prezzo più alto. Effetti collaterali, vengono chiamati. Sì, effetti collaterali di giochi di potere e progetti economici che sono l'unico motore anche di questo conflitto", avverte mons. Essayan in una intervista ad Avvenire. Il Papa, che ha di recente visitato il Libano, "è stato e resta un autentico artigiano di pace: non solo con i suoi appelli e i suoi gesti, ma anche con le sue azioni - afferma il vescovo -. Prima che arrivasse in Libano, ha fatto di tutto perché la nostra nazione potesse uscire dal tunnel dei combattimenti. Sono certo che anche adesso, sia in prima persona, sia con la segreteria di Stato, sia con la rete delle nunziature, stia lavorando silenziosamente per il bene dei nostri Paesi". Per il vescovo questa non è una guerra di religione, "assolutamente no", "è unicamente una guerra di interessi". "Israele e Stati Uniti fanno insieme i loro reciproci interessi. Per loro è bene che i Paesi siano divisi o scossi: così si possono approfittare delle loro ricchezze e dei loro territori" e quindi "non è un caso che la Santa Sede - conclude mons. Essayan - abbia deciso saggiamente di non partecipare al Board of peace, organismo voluto non per favorire la pace ma per portare avanti le istanze di Stati Uniti e Israele che all'interno del Board dettano legge".
Turisti una su nave crociera a Dubai: "Esplosioni e rumori di missili"
Quarta notte di attesa per i 563 crocieristi italiani a bordo della nave Msc Euribia, fermi nel porto di Dubai in attesa di poter rientrare in Italia. Sono state ore molto pesanti, dicono gli ospiti della nave: "Difficile anche dormire, perché stanotte abbiamo sentito rumori di missili ed esplosioni - racconta all'ANSA Giovanni Melis, uno dei turisti sardi partiti da Cagliari -. La preoccupazione è sempre più forte, qualcuno si è avvalso del supporto psicologico messo a disposizione dalla compagnia: attendiamo segnali per il rimpatrio, ma per ora non abbiamo nessuna notizia". Una delegazione ha parlato con il comandante della nave per raccogliere informazioni sul possibile ritorno a casa. Ora si attendono le indicazioni legate alla disponibilità di posti sui voli in partenza soprattutto da Abu Dhabi, a un'ora e mezza da Dubai. Preoccupazione e attesa anche da parte dei familiari dei passeggeri. Molti si sono messi in contatto con il numero dell'unità di crisi messo a disposizione di turisti e parenti: l'invito è quello di scaricare la app Viaggiare sicuri. Ma per i 563 crocieristi a bordo della Msc Euribia non c'è ancora una data di ritorno.
Guerra Iran, Borse in Asia chiudono in calo. L’Europa apre positiva
Dopo le performance negative degli ultimi due giorni su cui ha pesato lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, i listini europei hanno registrato un avvio in leggera crescita. Le Borse asiatiche invece sono rimaste nella tempesta, chiudendo in forte calo.
Guerra Iran, Borse in Asia chiudono in calo. L’Europa apre positiva
Vai al contenutoPapa: "Imploriamo a Dio la pace per il mondo intero"
"Continuiamo il nostro cammino quaresimale in spirito di penitenza e di conversione, implorando la misericordia e la pace di Dio per noi e per il mondo intero". Cosi' Papa Leone XIV nell'Udienza Generale durante i saluti ai fedeli di lingua tedesca.
Iran, Fontana: "Prevenire attacchi a reti in quadro aggravato"
"I nostri servizi di intelligence, che ringrazio per il lavoro svolto, sono chiamati a operare in una fase critica per gli equilibri internazionali. L'invasione russa dell'Ucraina, il conflitto israelo-palestinese e la situazione di diffusa instabilita' e conflittualita' in diverse aree dell'Asia e dell'Africa delineano uno scenario complesso e in continuo mutamento. Il recente attacco di Stati Uniti e Israele contro il regime iraniano ha aggravato questo quadro, con esiti al momento incerti e imprevedibili". Cosi' il presidente della Camera Lorenzo Fontana dopo aver ringraziato il sottosegretario Mantovano per aver promosso la presentazione, per la prima volta in Parlamento, della Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza. "E' un importante segnale di attenzione che rafforza il dialogo istituzionale su temi di rilevanza strategica", ha sottolineato Fontana. "Il monito del nostro tempo e' dunque chiaro - ha continuato -. In un contesto di crisi crescenti l'adeguata protezione degli interessi nazionali richiede l'elaborazione e l'aggiornamento di strategie e piani d'azione indispensabili per fronteggiare insidie ogni giorno piu' sofisticate. Emblematico e' il caso dell'Intelligenza Artificiale che, con la sua capacita' di analizzare quantita' di dati enormi e di diverse tipologie, sta trasformando il settore militare e della difesa in numerosi a'mbiti. Si pensi al supporto decisionale e tattico, all'automazione dei sistemi d'arma e alla gestione di algoritmi e di comunicazioni cifrate. Lo sviluppo delle nuove tecnologie comporta anche rischi sistemici in grado di amplificare l'impatto di interferenze ostili su infrastrutture critiche, catene di approvvigionamento e filiere sempre piu' integrate e avanzate. Non e' un caso che negli ultimi anni la protezione del dominio cibernetico sia diventata una componente essenziale di tutte le moderne strategie di difesa. L'obiettivo e' quello di prevenire e di rispondere agli attacchi di organizzazioni criminali e di attori statali contro reti e sistemi informatici che potrebbero sfruttare le vulnerabilita' intrinseche dello spazio digitale. Davanti a queste sfide, i servizi di intelligence sono tenuti ad agire con efficienza e rapidita', osservando nel contempo stringenti vincoli di segretezza".
Israele, Katz: "Non è il momento di rimuovere Ben-Gvir"
Il ministro della Difesa, Israel Katz, spingo fermamente la richiesta del Procuratore generale all'Alta Corte di giustizia israeliana di rimuovere immediatamente il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir dal suo incarico, mentre il paese e' in guerra con l'Iran. "Di la' della questione di principio, non c'e' spazio per questo tipo di impegno durante una delle guerre piu' importanti e complesse della storia di Israele, di fronte a un ministro che svolge un ruolo centrale nel processo decisionale e nel mantenimento della sicurezza interna", ha scritto su X. "Israele ha bisogno di unita', e per mantenere l'unita' c'e' bisogno di tutti", ha aggiunto.
Iran, oggetto sospetto su Cipro: Larnaca nega chiusura cieli
Il governo cipriota ha smentito la chiusura dello spazio aereo del paese, dopo che era stato individuato un "oggetto sospetto" in avvicinamento. Lo riferisce il Cyprus Mail. Il portavoce del governo, Konstantinos Letymbiotis, ha confermato sui social media che "lo spazio aereo della Repubblica di Cipro non e' stato chiuso in nessun momento". Ma un aereo partito da Atene e diretto a Larnaca ha invertito la rotta ed e' rientrato in Grecia. "Come parte delle procedure stabilite, e' stato chiesto a due voli di fermarsi brevemente, in modo da fornire lo spazio operativo necessario" per la partenza e le manovre di aerei da combattimento F-16 greci che sono stati fatti accorrere da Paphos per intercettare un oggetto sospetto che si dirige verso Cipro nei cieli sopra il Libano. "Il comandante di uno dei due voli ha scelto di tornare ad Atene, mentre il secondo e' atterrato normalmente poco dopo", con lo spazio aereo cipriota che ora "continua a funzionare normalmente", ha assicurato.
Iran, Kuwait: "Ondata su missili e droni in arrivo su Paese"
"Le forze armate del Kuwait stanno attualmente affrontando un'ondata di missili e droni rilevati nello spazio aereo dello Stato del Kuwait e stanno svolgendo le loro missioni per affrontarli e intercettarli". Lo ha dichiarato l'esercito in una nota. Un giornalista dell'AFP sul posto ha segnalato il suono delle sirene a Kuwait City.
Idf: "Popolazione sta pagando prezzo per Hezbollah e Iran distruttori del Libano"
Il portavoce dell'Idf Effi Defrin in una dichiarazione ai media ha affermato che "i residenti del Libano stanno pagando il prezzo per l'Iran e Hezbollah che sono i distruttori del Libano". "Ieri abbiamo invitato i membri del regime iraniano a lasciare il Libano. Vi ricordo: non vi resta molto tempo, lasciate il Libano o vi attaccheremo".
Iran, Qatar: "Arrestati 10 membri Pasdaran su nostro territorio"
Il Qatar ha annunciato l'arresto di almeno dieci persone "sospettate" di appartenere a due "cellule" delle Guardie della Rivoluzione che iraniano che operavano sul suo territorio per svolgere attivita' di spionaggio e sabotaggio. Secondo l'agenzia di stampa ufficiale del Qatar Qna, "operazioni di monitoraggio e tracciamento approfondite hanno portato alla cattura" di questi individui, "sette dei quali erano incaricati di attivita' di spionaggio e raccolta di informazioni su infrastrutture essenziali o militari del Paese". I restanti detenuti "erano stati assegnati a operazioni di sabotaggio ed erano addestrati all'uso di droni". Le autorita', secondo l'agenzia, hanno trovato in possesso di questi individui "posizioni e coordinate di strutture e complessi sensibili", nonche' dispositivi di comunicazione e apparecchiature tecnologiche. "Durante le indagini, i sospettati hanno confessato i loro legami con le Guardie della Rivoluzione e hanno dichiarato di essere stati incaricati di svolgere missioni di spionaggio e sovversione", si legge nel comunicato.
Iran: bilancio raid Idf in Libano sale a 56 morti e 335 feriti
In Libano si aggrava il bilancio degli attacchi israeliani che hanno causato almeno 56 morti e oltre 335 feriti in due giorni. Uno dei raid odierni dell'Idf ha colpito un hotel alla periferia di Beirut, il Comfort Hotel, nel sobborgo di Baabda, al di fuori delle aree solitamente prese di mira dalle forze israeliane. L'attacco ha provocato ingenti danni materiali e ha ferito almeno cinque persone, tra cui un receptionist in gravi condizioni. Nel frattempo, il quartiere di Dahye, un sobborgo della capitale libanese, e' stato nuovamente preso di mira questa mattina, mentre l'esercito israeliano continua a emettere ordini di evacuazione per l'area, nonostante migliaia di residenti siano fuggiti nelle ultime 48 ore. Tra le citta' attaccate ieri sera c'erano Saadiyat e Aramoun, a sud di Beirut, dove il Centro Operativo di Emergenza Libanese ha segnalato sei morti e otto feriti, secondo un comunicato. Lo stesso ufficio, che fa parte del Ministero della Salute Pubblica, aveva annunciato poco prima che il bilancio totale delle vittime dall'inizio dell'offensiva aerea israeliana, lanciata lunedi' mattina, aveva raggiunto quota 50 morti e 335 feriti, a cui si aggiungono ora i sei di Saadiyat e Aramoun. Israele sta portando avanti un'intensa campagna di bombardamenti contro il Libano meridionale e orientale oltre che sulla periferia di Beirut, dove afferma di aver attaccato circa 250 obiettivi appartenenti al gruppo sciita Hezbollah. L'offensiva e' iniziata dopo che Hezbollah ha attaccato il Libano settentrionale, in quella che ha descritto come una risposta all'assassinio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e alla continuazione dei bombardamenti israeliani contro il Libano nonostante il cessate il fuoco raggiunto a fine 2024.
Italiani da Gerusalemme alla Giordania: "Vogliamo tornare a casa"
"Siamo ad Amman, in Giordania. Ieri mattina, subito dopo l'allerta per droni sulla città di Gerusalemme, siamo partiti verso il valico di Allenby e abbiamo attraversato il confine arrivando in Giordania, dove ad attenderci c'era il personale del Consolato italiano che ci ha assistiti. Tramite la nostra agenzia abbiamo prenotato un hotel ad Amman e un volo con la compagnia di bandiera giordana diretto a Roma, il tutto ovviamente a nostre spese. Stiamo tutti bene e non vediamo l'ora di tornare a casa". Lo dice Gaspare L'Episcopia, un quarantenne di Matera rimasto bloccato con altri 29 concittadini a causa delle operazioni belliche in corso contro l'Iran. L'Episcopia era partito il 21 febbraio scorso per un pellegrinaggio in Terra Santa.
Iran, Schlein: "Transizione democratica non sia calata dall'alto"
"Siamo estremamente preoccupati perche' questa escalation ha delle conseguenze potenzialmente deflagranti. Si sta gia' allargando il conflitto e noi chiediamo al governo ogni sforzo invece per farlo fermare immediatamente, per far fermare questi attacchi militari, per ottenere un cessate il fuoco e per tornare a una dinamica negoziale, diplomatica". Cosi' la segretaria del Pd Elly Schlein, intervendo sull'Iran ad 'Agora''. "Vorrei chiarire subito un punto: Khamenei era un dittatore sanguinario che di certo non ci manchera'. Il punto pero' e' che fine fa il diritto internazionale. In queste ore si sono espressi in diversi, persino il premier canadese ha detto attenzione perche' quegli attacchi militari unilaterali decisi da Trump e Netanyahu violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale. Se sparisce il diritto internazionale vale solo la legge del piu' forte e il piu' forte di certo non siamo noi - sottolinea -. Quindi, ci preoccupano le azioni unilaterali fatte in questo modo perche' creano un precedente. Ora, noi siamo sempre stati convinti che il regime brutale di Teheran non dovesse sviluppare un'arma nucleare. Pensiamo pero' che la strada per arrivarci fosse quella negoziale e non quella dei bombardamenti. Ora servira' una transizione pacifica e democratica che per noi non deve essere calata dall'alto, questo l'ha detto anche Starmer, il premier britannico, ma deve vedere protagonista il popolo iraniano che ha lottato per la liberta' e la democrazia, che abbiamo sempre sostenuto anche nelle piazze di questi anni".
Esercito Kuwait: "Ondata di missili e droni lanciata ora contro il Paese"
L'esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con un'"ondata di missili e droni" rilevata nello spazio aereo del Paese e di essere al lavoro per intercettarli.
Iran, Teheran: "Fermezza contro chi si associa a nemici"
L'Iran e' "in stato di guerra" e agira' con "fermezza" contro coloro che agiscono contro la Repubblica Islamica. L'avvertimento e' partito dal capo della magistratura, Gholamhossein Mohseni Ejei, uno dei triumviri del Consiglio direttivo ad interim dell'Iran. "Ci hanno dichiarato guerra", ha detto in un'intervista all'agenzia di stampa Mizan, "chi si associa con il nemico entra nella categoria dei nemici". Dunque, "coloro che agiscono in qualsiasi modo per gli interessi illegittimi del nemico aggressore saranno trattati con fermezza e severita', in conformita' con le leggi e i regolamenti vigenti", ha aggiunto.
Iran, Paroli: "Conseguenze inevitabili sui porti liguri"
Le tensioni in Medio Oriente e le nuove 'disruption' logistiche avranno effetti anche sui porti liguri. A dirlo è Matteo Paroli, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, a margine dello Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry in corso al centro congressi di Assolombarda a Milano. "Le conseguenze ci saranno, sono inevitabili sul porto di Genova come su quello di Savona. Ci attendiamo una congestione dei traffici, che probabilmente registreremo già nei prossimi giorni, soprattutto per il settore petrolifero e del gas naturale", ha spiegato Paroli, ricordando come una crisi analoga, poco più di un anno fa, abbia colpito l'intera logistica mondiale. Il presidente ha sottolineato che si tratta di una criticità condivisa con tutti i porti nazionali: "Non abbiamo competenze sulla politica internazionale, possiamo soltanto efficientare il nostro sistema di accoglienza delle navi". In quest'ottica, Genova e Savona stanno rafforzando la security portuale, sia sul piano fisico - accessi e permanenza delle navi in rada - sia su quello cibernetico. "La componente cyber è particolarmente attenzionata - ha aggiunto - perché le merci sono accompagnate da flussi di dati fondamentali e non possiamo permetterci intrusioni o attacchi, che registriamo quotidianamente con picchi crescenti quando le tensioni internazionali salgono". Quanto agli scenari marittimi, la chiusura del Stretto di Hormuz "ha già scatenato panico e allarme", anche se al momento non si registrano rallentamenti sulle navi in arrivo. Diverso il discorso per il Canale di Suez, dove le nuove tensioni potrebbero rallentare ulteriormente i transiti e favorire rotte alternative come quella del Capo di Buona Speranza, con slittamenti nei tempi di arrivo. "In linea teorica - ha concluso Paroli - entro 40-45 giorni il sistema dovrebbe stabilizzarsi, ma il settore energetico è quello che rischia di risentire maggiormente della situazione di guerra".
Cnn: "Cia al lavoro per armare forze curde per una rivolta popolare in Iran"
La Cia, l'agenzia di intelligence Usa, sta lavorando per armare le forze curde al fine di promuovere una rinnovata rivolta popolare in Iran. Lo riporta la Cnn citando diverse fonti a conoscenza dei dettagli del piano. Secondo le fonti, l'amministrazione Trump è attualmente in contatto con le organizzazioni di opposizione iraniane e i leader curdi nel vicino Iraq, e sta valutando l'invio di assistenza militare.
Iran: Medvedev e Rublev hanno lasciato Dubai, attesi a Indian Wells
I giocatori bloccati per diversi giorni a Dubai, dopo gli attacchi di Usa e Israele in Iran, sono ancora attesi a Indian Wells dove è i programma il primo Masters 1000 della stagione. In particolare i russi Daniil Medvedev e Andrey Rublev sono stati sostituiti per un mini-torneo di doppio misto che apriva il programma del torneo californiano: i due, insieme al loro connazionale Karen Khachanov, sono tra i pochi rimasti bloccati a Dubai, ma secondo i media russi sono riusciti a lasciare gli Emirati Arabi via Oman, diretti a Istanbul e poi negli Stati Uniti. Per il finlandese Harri Heliövaara, vincitore del titolo di doppio al torneo degli Emirati Arabi Uniti, "i giocatori russi" sono riusciti a raggiungere Muscat via terra dopo un viaggio caotico. Khachanov, Rublev e Medvedev (tutti e tre teste di serie), sono ancora nel tabellone di Indian Wells, dove non dovrebbero entrare in gara prima del secondo turno: venerdì per i primi due e sabato per Medvedev. "Ci sono cose più importanti del tennis" le parole di Jannik Sinner sulla situazione geopolitica attuale, aggiungendo di sperare che "tutti rimangano al sicuro". Jack Draper ha dichiarato di aver lasciato Dubai giovedì, "probabilmente con uno degli ultimi voli". Un torneo secondario a Fujairah (nord-est degli Emirati Arabi Uniti) è stato definitivamente cancellato a causa dei rischi legati alle operazioni militari in corso nell'area.
Idf: "Abbiamo abbattuto un caccia iraniano su Teheran"
In seguito all'abbattimento di un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran, i media israeliani spiegano che è la prima volta in circa 40 anni che l'aeronautica militare dell'Idf è impegnata in un combattimento aereo con aerei con equipaggio. L'ultima volta che i jet dell'Iaf abbatterono un aereo nemico con equipaggio fu il 24 novembre 1985, sopra il Libano. In quell'incidente, un F-15 dell'Iaf abbatté due caccia MiG-23 siriani.
India: restrizioni in Kashmir per fermare proteste pro Iran
Le autorita' del Kashmir amministrato dall'India hanno inasprito le restrizioni di sicurezza, mentre le proteste filo-iraniane proseguono nella regione a maggioranza musulmana, scatenate dalla morte del la guida suprema Ali Khamenei. Le manifestazioni, giunte al quarto giorno consecutivo, hanno portato a un massiccio dispiegamento di forze dell'ordine, alla chiusura delle scuole fino al 7 marzo e alla riduzione della velocita' della connessione internet mobile in diverse aree della valle. Le proteste, in gran parte pacifiche negli ultimi giorni, hanno incluso raduni in diverse citta' della valle. Oggi, centinaia di persone hanno manifestato a Magam, nel Kashmir centrale, portando ritratti di Khamenei e scandendo slogan contro gli Stati Uniti e Israele. A Srinagar, la citta' principale della regione, la polizia ha isolato il centro urbano di Lal Chowk, tradizionale epicentro delle proteste, erigendo barricate e barriere di filo spinato in seguito alle manifestazioni degli ultimi giorni. Le autorita' regionali hanno anche tenuto una riunione di alto livello sulla sicurezza e hanno ordinato alle forze di polizia di mantenere il massimo livello di allerta per prevenire disordini. Nel frattempo, le autorita' indiane hanno avviato azioni legali contro giornalisti, organi di stampa locali e personaggi pubblici accusati di aver diffuso false informazioni o incitato al disordine sui social media. Tra questi c'e' il parlamentare di Srinagar Aga Syed Ruhullah Mehdi, contro il quale la polizia ha aperto un fascicolo per presunta diffusione di contenuti "falsi e fuorvianti" relativi alle manifestazioni e alla risposta di Nuova Delhi agli attacchi contro l'Iran. Un funzionario di polizia ha dichiarato che i post, contenenti video di proteste e critiche alla risposta di Nuova Delhi ai recenti attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran, avevano lo scopo di creare paura, turbare l'ordine pubblico e incitare ad attivita' illegali. I leader politici locali hanno criticato le misure adottate dal governo indiano, accusandolo di cercare di mettere a tacere i media in un momento in cui una parte della popolazione e' in lutto per la morte del leader iraniano. La polizia ha giustificato le restrizioni, argomentando che la diffusione di informazioni non verificate potrebbe minacciare la stabilita' del Kashmir, una regione contesa tra India e Pakistan e spesso soggetta a controlli di sicurezza durante i periodi di tensione.
Iran, Sánchez: 'La linea del governo spagnolo è semplice: no alla guerra'. VIDEO
Così il premier spagnolo risponde alle critiche di Donald Trump che ha incolpato Madrid per il rifiuto di concedere l'utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l'Iran. "Siamo contrari a questo disastro" ha detto.
Iran, Sánchez: 'La linea del governo spagnolo è semplice: no alla guerra'
Vai al contenutoContinui avvisi di evacuazione dell'Idf a Beirut, nella roccaforte di Hezbollah
Da questa mattina, il portavoce in lingua araba dell'Idf ha diffuso cinque avvisi di evacuazione per Dahiyeh a Beirut, roccaforte di Hezbollah. In uno degli attacchi di questa mattina, l'Aeronautica Militare ha sganciato bombe sul quartiere di Al-Layliki, proprio accanto all'aeroporto Rafik Al-Hariri di Beirut, che continua a funzionare regolarmente.
Idf: "300mila residenti del sud del Libano sono stati evacuati"
Secondo i dati dell'Idf, da quando Hezbollah ha aperto il fuoco contro Israele, l'esercito ha attaccato più di 250 obiettivi in ;;Libano, tra cui il lanciatore da cui ieri sera sono stati lanciati i razzi verso Haifa e il centro di Israele. Circa 300.000 residenti del Libano meridionale sono stati evacuati a causa dei bombardamenti. "La mossa crea una pressione significativa su Hezbollah tra la sua base di sostenitori: non hanno ancora ricevuto un risarcimento dalla precedente campagna, e sono ora costretti a far fronte ai danni di un'altra campagna, che aggrava l'erosione della legittimità interna dell'organizzazione ad agire contro Israele", ha affermato l'esercito.
Media: "Ripristinato traffico aereo su Cipro"
Un volo di Aegean, la compagnia aerea di bandiera della Grecia, partito questa mattina da Atene e diretto a Cipro, all'aeroporto di Larnaca, ha invertito la rotta e sta tornando nella capitale greca, poiché, stando alle prime informazioni a disposizione, lo spazio aereo cipriota era stato temporaneamente chiuso per motivi di sicurezza. Lo riporta l'emittente statale greca Ert. Stando alle stesse informazioni, il traffico nello spazio aereo di Cipro sarebbe poi stato ripristinato, riporta l'emittente.
Atterrato a Parigi primo charter per rimpatrio francesi dal Medio Oriente
Un primo volo charter con a bordo cittadini francesi bloccati in Medio Oriente dall'inizio della guerra con l'Iran è atterrato questa mattina all'aeroporto Charles de Gaulle, vicino a Parigi. La Francia è tra le nazioni occidentali più interessate dalla crisi, con circa 400.000 cittadini presenti in circa 15 paesi toccati dal conflitto. L'aereo noleggiato da Air France è partito da Muscat, capitale dell'Oman, ieri sera ed è atterrato in Francia poco prima delle 3 di stamattina. L'aereo trasportava personale della compagnia aerea, oltre a numerose famiglie, bambini piccoli e donne incinte, ha dichiarato ai giornalisti in aeroporto la ministra Eleonore Caroit. "È stato un processo complesso, con un'incertezza costante perché ci troviamo in una situazione molto fluida, con lo spazio aereo che si apre e si chiude e la situazione che cambia di ora in ora", ha aggiunto Caroit. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha dichiarato all'emittente France 2 che mercoledì ci sarebbero stati diversi voli, tra cui uno per rimpatriare cittadini francesi dagli Emirati Arabi Uniti. Un altro volo, in partenza dall'Egitto, riporterà "alcuni dei nostri compatrioti più vulnerabili" da Israele, ha aggiunto. Altri cittadini francesi stanno contattando le autorità consolari, "ma non tutti vogliono tornare in Francia", ha aggiunto Caroit.
Sanchez: "Non ripetiamo gli errori dell'Iraq"
La guerra in Iraq del 2003 "ha portato a un mondo più insicuro e a una vita peggiore" e il conflitto attuale di Stati Uniti e Israele con Iran "non poterà a un ordine internazionale più giusto, né salari più alti, né migliori servizi pubblici, né un ambiente più sano". Lo ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sanchez, intervenendo sulla crisi in Medio Oriente. "Il mondo, l'Europa e la Spagna ci sono già passati", ha affermato, ricordando che "23 anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale. In realtà produsse l'effetto contrario". Secondo Sanchez, quel conflitto provocò "insicurezza, aumento del terrorismo jihadista e un aumento dei prezzi dell'energia. Quello fu il regalo del trio delle Azzorre: un mondo più insicuro e una vita peggiore", ha segnalato. "E' presto per sapere se la guerra in Iran avrà conseguenze simili", ha anche rilevato il leader socialista, ma si è detto certo che "non ne uscirà un ordine internazionale più giusto". Constatando l'attuale "instabilità", il premier ha ribadito che "la Spagna è contro questo disastro". "E' inaccettabile che alcuni presidenti usino il fumo della guerra per coprire i pripri fallimenti e riemire le tasche dei soliti, quelli che guadagnano quando non si costruiscono ospedali ma missili", ha concluso.
Iran, Parigi: "Rafale francesi hanno abbattuto droni verso Emirati"
I caccia francesi Rafale hanno neutralizzato droni iraniani diretti verso gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot. "Abbiamo gia' risposto alla richiesta dei nostri partner, in particolare degli Emirati Arabi Uniti, con capacita' militari che siamo stati in grado di fornire. Tutto questo con un semplice obiettivo, strettamente difensivo: consentire ai nostri partner di difendersi da questa aggressione che non hanno provocato", ha affermato Barrot. Parigi annuncia inoltre che oggi sono previsti diversi voli di rimpatrio per i cittadini francesi in Medio Oriente. "Uno partira' dagli Emirati Arabi Uniti e un altro dall'Egitto per rimpatriare le persone vulnerabili da Israele", ha detto Barrot a France 2 TV.
Idf: "Abbiamo abbattuto un caccia iraniano su Teheran"
L'esercito israeliano ha affermato che la sua aviazione ha abbattuto un caccia iraniano su Teheran oggi. "Un caccia F-35I dell'aeronautica israeliana ('Adir') ha abbattuto poco fa un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran", si legge in un comunicato.
Sanchez: "Non si può giocare roulette russa con vite di milioni persone"
"Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare alla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa, nel chiedere alle "potenze coinvolte nel conflitto" in Medio Oriente di "cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo e la diplomazia".
Iran, Schlein: "Sentito Tajani ma serve valutazione Meloni"
"In questi momenti bisogna anche parlarsi, pur a partire da posizioni non coincidenti. Io ho sentito naturalmente gia' sabato il ministro Tajani su quello che stava avvenendo. Sono venuti il ministro Tajani e Crosetto in commissione Esteri, ho partecipato anch'io, sono intervenuta lunedi'. E chiaro che pero' questo per noi non e' sufficiente. Siamo a uno snodo talmente cruciale per il futuro del mondo, dell'Europa e dell'Italia, che chiediamo alla presidente Meloni di venire anche a dare una valutazione politica". Cosi' la segretaria dle Pd Elly Schlein, parlando della situazione in Medio Oriente, ad Agora'. "E' questo che si aspetta il Paese da chi guida una grande democrazia europea, che venga a dare anche una valutazione politica su quello che sta accadendo, perche' qui sta saltando tutto il mondo che conoscevamo - ha insistito -. Probabilmente non tornera' piu', ma io mi aspetto da un paese che ha contribuito con la sua tradizione diplomatica a creare le sedi multilaterali come le Nazioni Unite e a creare le basi del diritto internazionale, mi aspetto che difenda questo impianto, perche' ripeto, se spazi via il diritto internazionale c'e' solo una regola: la legge del piu' ricco e la legge del piu' forte, e noi non siamo ne' l'uno ne' l'altro".
Iran, Araghchi: "Da Trump bugie. Tradita la diplomazia"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Stati Uniti di aver negoziato in malafede. "Quando le complesse trattative nucleari vengono trattate come una transazione immobiliare e quando grandi bugie offuscano la realta', le aspettative irrealistiche non potranno mai essere soddisfatte", ha scritto su X. "Il risultato? Bombardare il tavolo delle trattative per dispetto. Il signor Trump ha tradito la diplomazia e gli americani che lo hanno eletto", ha aggiunto.
Veltroni: "Con Trump gli Usa verso l'autocrazia o con lui o con la Ue"
"Siamo davanti alla fine dell'ordine internazionale che ha garantito decenni di pace. Ciascuno, a prescindere dall'Onu, si sente arbitro della possibilità di intervenire militarmente". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, l'ex leader dem Walter Veltroni. "La Cina - aggiunge - si sentirà autorizzata ad aggredire Taiwan e Putin a fare quello che ha già fatto in Ucraina. Quella di Trump è una iniziativa senza strategia e obiettivi chiari che può portare a esisti drammatici e incontrollati. Mi pare evidente che dietro ci siano calcoli di politica interna e non il legittimo desiderio di libertà del popolo iraniano oppresso per decenni da una dittatura contro la quale il mondo civile avrebbe dovuto fare di più". "Trump - va avanti - è l'epifenomeno di questa società digitale. Ha travalicato ogni aspettativa e immaginazione. Siamo piombati in una versione grottesca degli anni Trenta. È sconvolgente pensare che il bastione dell'Occidente rischi di diventare un'autocrazia come Russia, Cina e India. C'è una solo una risposta possibile a questa deriva: diventare estremisti dell'Europa. La difesa comune - prosegue Veltroni - è un pezzo decisivo degli Stati uniti d'Europa, perché è il contrario del nazionalismo. La spesa militare per difendersi ha una legittimità etica e politica, è quella per aggredire che non ha alcuna legittimità". "Il governo italiano - afferma ancora l'ex leader del Pd - deve decidere se portare l'Italia dalla parte dell'autocrazia o dalla parte della democrazia. Tertium non datur. È un errore aderire al Board of trade, lo chiamo così perché la pace ovviamente non c'entra nulla. È un errore fare la campagna elettorale per Orbán. Il mio Paese non può stare dalla parte di quelli che sparano alla gente per strada a Minneapolis". "Trump sa benissimo che perderà le elezioni di midterm e la sua reazione è imprevedibile. È capace di mandare l'Ice davanti ai seggi o, appunto, di scatenare conflitti internazionali per restare in sella. La democrazia è sotto assedio" conclude Veltroni.
Consigliere Ali Khamenei: "Iran non negozierà con gli Usa"
L'Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti ed è pronto a una guerra prolungata, ha dichiarato il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, nel quinto giorno del conflitto in Medio Oriente. "Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo", ha detto Mohammad Mokhbar alla televisione di stato iraniana.
Iran, nave militare affonda in Sri Lanka: soccorsi 30 marinai
Le autorita' dello Sri Lanka hanno riferito di aver tratto in salvo 30 marinai di una nave della marina militare iraniana che sta affondando poco fuori dalle sue acque territoriali. Lo ha dichiarato in parlamento il ministro degli Esteri, Vijitha Herath, precisando che i 30 feriti a bordo della fregata Iris Dena sono stati trasportati in un ospedale di Galle, nel sud dell'isola. L'equipaggio di 180 persone aveva lanciato una richiesta di soccorso all'alba. Il ministro Herath non ha fornito ulteriori dettagli sull'accaduto, ma ha affermato che lo Sri Lanka adottera' tutte le misure appropriate. I media locali hanno riportato che la nave aveva segnalato un'emergenza al largo della costa di Galle, nella parte meridionale dello Sri Lanka.
Iran, Costa: "Europa reagisca con determinazione"
"La guerra in Iran ha rivelato un nuovo livello di instabilita' e disgregazione nell'ordine internazionale. In questo contesto, l'Europa ha bisogno di reagire con determinazione". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa alla seconda giornata di lavori del EIB Group Forum 2026. "Cosi' come abbiamo fatto del 2025 l'anno della difesa europea, stiamo facendo del 2026 l'anno della competitivita' europea in meno di tre anni. - prosegue Costa - Tre settimane fa, ho convinto i leader europei ad Alden Biesen che un nuovo slancio incentrato sulla competitivita', un'economia piu' competitiva e resiliente promuove la nostra prosperita', crea posti di lavoro di alta qualita' e garantisce l'accessibilita' economica".
Identificati soldati Usa uccisi: "Colpiti da droni in Kuwait"
Quattro dei sei soldati americani uccisi dall'inizio della guerra in Medio Oriente sono stati identificati, ha annunciato la Difesa degli Stati Uniti, precisando che sono morti il ;;primo giorno dell'offensiva contro l'Iran. "Il capitano Cody Khork, 35 anni, il sergente Noah Tietjens, 42 anni, il sergente Nicole Amor, 39 anni, e il sergente Declan Coady, 20 anni, sono morti il ;primo marzo a Port Shuaiba, in Kuwait, durante un attacco con droni", si legge nel comunicato. Erano tutti riservisti dispiegati in Kuwait.
Carney: "Attacchi all'Iran incoerenti con il diritto internazionale"
Il premier canadese Mark Carney ha dichiarato di ritenere che gli attacchi israelo-statunitensi contro l'Iran non siano conformi al diritto internazionale. "Sembrerebbe, a prima vista, essere incoerente con il diritto internazionale", ha dichiarato Carney durante un incontro presso il Lowy Institute di Sydney.
Iran: "Trump ha tradito i suoi elettori e la diplomazia"
Il presidente degli Stati Uniti Donald "Trump ha tradito la diplomazia e gli americani che lo hanno eletto". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, facendo riferimento al negoziato sul nucleare in corso tra Washington e Teheran poco prima degli attacchi statunitensi e israeliani contro l'Iran. "Quando i complessi negoziati sul nucleare vengono trattati come una transazione immobiliare, e quando grandi bugie offuscano la realtà, le aspettative irrealistiche non possono mai essere soddisfatte. Il risultato? Bombardare il tavolo delle trattative per dispetto", ha affermato su X il capo della diplomazia di Teheran.
Cipro: "Oggetto sospetto vicino Libano, chiuso spazio aereo a Larnaca"
Cipro ha sottolineato che un oggetto sospetto è stato individuato vicino allo spazio aereo libanese e una fonte governativa ha affermato che lo spazio aereo sopra l'aeroporto cipriota di Larnaca è stato chiuso. Lo riferisce Reuters sul suo sito.
Panetta: "Truppe Usa sul terreno? Sono scettico, ci sono altri modi di intervenire"
"Il presidente ha detto: ci aspettiamo 4-5 settimane di bombardamenti, con la speranza che alla fine questo cambierà il regime e il popolo dell'Iran sarà in grado di sollevarsi e di sviluppare un governo migliore. Questa è la speranza". Lo afferma, in un'intervista al Corriere della Sera, Leon Panetta, ex direttore della Cia e segretario della Difesa degli Stati Uniti. "Il problema - aggiunge - è che non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building. Non puoi aprirti la strada al cambio di regime con le bombe. Perciò quello che mi preoccupa è: qual è l'obiettivo? E abbiamo una strategia per raggiungerlo e chiudere la partita? Non sono sicuro che l'amministrazione abbia piani chiari su questa guerra". Trump ha parlato di munizioni pressoché illimitate, è così? "In passato - prosegue Panetta - ci sono stati problemi di catene di approvvigionamento militari. L'abbiamo visto nella fornitura di ulteriori armi all'Ucraina. La realtà è che ci sono limiti al numero di missili e alle capacità di difesa aerea anche se abbiamo un esercito forte e un enorme supporto industriale". Quanto può durare? "Spero non più di 4-5 settimane - va avanti l'ex capo della Cia - perché se il regime resta al potere con nuovi leader sarà molto difficile produrre il tipo di cambiamento che vuole il presidente". Il presidente non ha escluso l'invio di truppe di terra. Molti sono scettici che mandi soldati americani, qualcuno parla dei curdi. "Sarei molto sorpreso se decidesse di mandare truppe sul terreno - afferma ancora Panetta - in una invasione su larga scala dell'Iran. Per il costo di vite umane e perché abbiamo imparato in Iraq che non necessariamente produce i risultati sperati. Detto ciò, ci sono altri tipi di operazioni possibili, se necessario per sviluppare la leadership e l'organizzazione in Iran per decidere se vogliono davvero rovesciare il regime. Avrebbe senso avere la Cia e il Mossad operativi dentro l'Iran per cercare di sviluppare un'organizzazione che possa essere stabilita se il regime dovesse crollare". Si aspetta che questa guerra si espanda? "Eventi come questo a volte vanno fuori controllo e portano a guerre più ampie" conclude Panetta
Telecamere del traffico hackerate e IA: così è stato ucciso Khamenei
Secondo un report dettagliato del Financial Times, la pianificazione dell'operazione per eliminare Ali Khamenei è iniziata nel lontano 2001, quando l'allora primo ministro israeliano Ariel Sharon ordinò al Mossad di fare dell'Iran il suo obiettivo principale.
Telecamere del traffico hackerate e IA: così è stato ucciso Khamenei
Vai al contenutoIran, Coldiretti: "Rischio shock energetico per l'agroalimentare italiano"
Allarme della Coldiretti sia per le conseguenze del conflitto in Iran sia per gli 'inganni' legati alla poca trasparenza in etichetta. Da Napoli, dove l'organizzazione professionale agricola ha riunito circa 5mila coltivatori, l'SoS: la guerra in Iran rischia di causare un nuovo shock energetico per l'agroalimentare e per le famiglie italiane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. All'incontro al Palapartenope è annunciata la partecipazione del presidente Ettore Prandini, del segretario generale Vincenzo Gesmundo, del presidente di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, del ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. L'incontro segue le precedenti mobilitazioni in tutta Italia che ad oggi hanno toccato Piemonte, Puglia, Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia Romagna con oltre 25mila soci agricoltori coinvolti sui grandi temi che riguardano l'agricoltura in Italia e nel resto del mondo. Dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra Usa, Israele e Iran minaccia di replicare quanto accaduto con la guerra in Ucraina, rileva la Coldiretti, con il balzo alle stelle dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente più alti, dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l'energia. La difficile congiuntura internazionale rischia di pesare sulle imprese già colpite dalla concorrenza sleale delle importazioni selvagge dall'estero, con prodotti di bassa qualità coltivati con sostanze vietate in Europa che arrivano a tonnellate nei porti italiani, a partire proprio da quello di Napoli, per essere 'italianizzate' grazie a lavorazioni anche minime, sfruttando l'attuale normativa comunitaria. Al Palapartenope Coldiretti ha mostrato come petti di pollo, magari provenienti dal Sudamerica, vengono semplicemente panati oppure trasformati in crocchette ed esportati come Made in Italy. Cosce di maiale olandesi o danesi che vengono salate e stagionati per essere esportate come prosciutti tricolori. Ma, dice Coldiretti, "l'inganno del codice doganale vale anche per altri prodotti per i quali in Italia c'è l'obbligo dell'etichetta d'origine ma non in Europa, come la mozzarella che può essere fatta con latte tedesco o polacco, o addirittura con cagliata ucraina, e poi venduta sui mercati comunitari come Made in Italy". A Napoli Coldiretti ha ribadito dunque la necessità di cancellare l'attuale norma sull'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che pesa sull'economia delle imprese agricole italiane in termini di redditi e opportunità di export e rappresenta un inganno per tutti i cittadini consumatori europei. Ma occorre anche l'obbligo dell'etichettatura di origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa.
Iran, Sanchez: "Condanniamo regime ma guerra non è soluzione"
Il governo spagnolo "condanna il regime iraniano che reprime e uccide vilmente i suoi cittadini, in particolare le donne, ma allo stesso tempo rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez. "Alcuni ci accuseranno di essere ingenui nel farlo, ma cio' che e' ingenuo e' pensare che la violenza sia la soluzione", ha aggiunto. "Siamo consapevoli delle difficolta', ma sappiamo anche che il futuro non e' scritto, che la spirale di violenza che molti danno gia' per scontata e' assolutamente evitabile e che l'umanita' puo' ancora lasciarsi alle spalle questo fondamentalismo degli ayatollah e anche la miseria della guerra", ha affermato Sanchez.
Sanchez: "Esigiamo fine delle ostilità prima che sia troppo tardi"
"Questa crisi ci colpisce ed esigiamo tutta la risoluzione da parte degli Stati Uniti, Iran e Israele perché cessino le ostilità prima che sia troppo tardi". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez,al Palazzo della Moncloa. In una dichiarazione istituzionale di dieci minuti, senza domande dei giornalisti, Sanchez ha avvisato che Madrid "non sarà complice di qualcosa di dannoso per il mondo", come il conflitto in Iran, "solo per il timore di rappresaglie di alcuni", ha detto in riferimento alle minacce del presidente statunitende Donald Trump, di interrompere le relazioni commerciali con la Spagna, per il rifiuto di autorizzare l'uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota, in Andalusia, nell'offensiva israelo-statunitense contro il regime degli Ayatollah.
Applebaum: "Così il diritto internazionale non conta più"
"Non hanno contatti profondi né strumenti per comunicare con l'opposizione iraniana o con la popolazione iraniana. E non hanno un piano di lungo periodo, non c'è un'idea su come portare l'Iran alla fase successiva". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, la studiosa americana Anne Applebaum. "Può darsi - aggiunge - che Trump abbia in mente che l'Iran finisca più o meno come è finito il Venezuela, con il regime sostanzialmente intatto ma con una figura più malleabile al comando. Tuttavia è un obiettivo molto difficile da raggiungere". "In Iran - afferma ancora - ci sono più di un milione di persone armate. Parliamo dei Guardiani della Rivoluzione, delle diverse forze di polizia e dei gruppi paramilitari. Forse il numero è addirittura più alto. E c'è circa il 20 per cento del Paese — forse adesso un po' meno — che, nell'ultima rilevazione seria, risultava sostenere il regime. Inoltre i Guardiani controllano una parte enorme dell'economia, del petrolio e di altre risorse. Se vuoi un cambio di regime, devi farci conti. Rassicurarli, offrire un'alternativa, provocare una spaccatura interna da cui emerga qualcun altro. Ma non sembra esserci un piano". "Non c'è dubbio - prosegue Applebaum - che Trump non veda il mondo come un luogo in cui gli Stati Uniti sono il Paese leader delle democrazie e il garante dello stato di diritto. Lo vede piuttosto come lo vede Putin, o come lo vede Xi: un luogo di accordi pensati per accrescere il proprio potere e la propria influenza". Accordi vantaggiosi per gli Stati Uniti o per gli affari della famiglia Trump? "Ci sono voci sul coinvolgimento dei suoi figli o dei suoi donatori - va avanti -. C'è quindi il sospetto che Trump stia perseguendo una politica estera privata, il che è radicalmente nuovo per gli Stati Uniti. C'è anche l'ipotesi — ma è una speculazione — che l'azione contro l'Iran sia stata incoraggiata dagli alleati del Golfo, anch'essi partner economici di Trump. La sua famiglia ha grandi investimenti in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. E poi c'è Israele, che ha chiaramente contribuito a convincerlo. La grande questione, a cui non abbiamo risposta, è quanta parte di questa guerra riguardi gli interessi finanziari personali di Trump, quelli politici e persino psicologici — il suo bisogno di essere la figura dominante — e quanta riguardi davvero gli interessi americani" conclude.
Media: "Raid Usa-Israele hanno colpito zona ovest e nordest Teheran"
I raid americani e israeliani hanno colpito alcune zone nella parte occidentale e nordorientale di Teheran, il cielo della capitale è oscurato da dense colonne di fumo.
Iran, Francia annuncia G7 economia per la prossima settimana
La Francia ha annunciato una riunione dei ministri dell'Economia e delle Finanze del G7 a presidenza francese, alla quale parteciperanno anche i governatori delle banche centrali, "probabilmente all'inizio della prossima settimana". Lo ha dichiarato mercoledi' il ministro dell'Economia e delle Finanze Roland Lescure. "Ho parlato con i vari interlocutori, in particolare con Scott Bessent, il Segretario al Tesoro americano. E ci siamo accordati per organizzare una riunione che si terra' presumibilmente a inizio della prossima settimana", ha affermato su Franceinfo.
Sanchez: "Non saremo complici guerra per timore rappresaglie"
La Spagna non sara' "complice di qualcosa di negativo per il mondo", come la guerra in Iran, "semplicemente per paura di rappresaglie da parte di chiunque". Lo dice il primo ministro spagnolo, Pedro Sa'nchez, in una dichiarazione ufficiale al Palazzo della Moncloa dopo le minacce rivolte ieri a Madrid dal presidente Usa, Donald Trump.
Mokhber: "L'Iran non teme di continuare la guerra"
Mohammad Mokhber, ex vice presidente iraniano e consigliere di Ali Khamenei, la guida suprema uccisa nei raid statunitensi e israeliani sabato, ha affermato che l'Iran non teme di continuare la guerra. "Abbiamo una storia e una civiltà che dimostrano che non abbiamo paura della guerra e non abbiamo paura di continuarla", ha detto Mokhber, come riferisce 'Iran International', facendo riferimento al conflitto tra Iran e Iraq negli anni '80.
Grossi: "I siti nucleari sono stati danneggiati, monitoriamo i rischi"
"Abbiamo evidenze di danni nei siti di Natanz e Isfahan. Ma non sembra esserci nulla di particolarmente grave. Da una panoramica generale, posso confermare che l'attacco non si sta concentrando sugli impianti nucleari". Lo afferma, in un'intervista a la Repubblica, Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica parlando della situazione in Iran. Avete un canale di comunicazione aperto con le autorità iraniane? "No - aggiunge -, l'autorità di sicurezza nucleare dell'Iran non risponde. Abbiamo contatti con la missione permanente di Teheran qui a Vienna". Ci sono fughe radioattive? "In questo momento no - prosegue Grossi -. C'è una rete di stazioni di monitoraggio, non solo in Iran ma anche in Paesi vicini come Arabia Saudita, Qatar, Oman. E non c'è alcun segnale che la radioattività sia al di sopra della norma". E l'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso? "Non ci risulta che sia stato distrutto dagli attacchi - va avanti -, né a giugno né nelle ultime ore. È sempre nei tunnel sotterranei dove è conservato. Anche se in questi mesi i nostri ispettori non hanno avuto accesso fisico alle infrastrutture nucleari iraniane, abbiamo una visione abbastanza chiara su questo punto. E siamo preoccupati". Cosa chiede l'Aiea alle parti coinvolte? "Faccio un appello alla fine di questo conflitto e all'inizio di negoziati. Il problema esiste, ma per risolverlo dovremo tornare al tavolo delle trattative. E non lo si può fare finché c'è una guerra". Siamo di fronte ad una escalation atomica? "L'importante è non indebolire gli accordi internazionali di non proliferazione nucleare. Sarebbe grave se si passasse dagli attuali 5 Paesi con l'atomica a 10 nuove potenze nucleari" conclude Grossi.
Iran, Cina: "Sicurezza Stretto Hormuz è interesse di tutti"
La sicurezza e la stabilita' nello Stretto di Hormuz sono nell'interesse di tutte le parti ed e' essenziale prevenire l'impatto negativo del conflitto nella regione sull'economia globale, ha ammonito la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in un briefing con la stampa.
Bloccata a Dubai, a rischio il trapianto di midollo a Piacenza
La guerra in Medio Oriente sta mettendo a rischio un trapianto di midollo per un piacentino affetto da leucemia acuta. La figlia, unica donatrice compatibile, è infatti bloccata con il marito e i due figli a Dubai e non ha certezze su quando potrà arrivare in Italia, a Piacenza. Ne dà notizia il quotidiano Libertà spiegando che la donna, assieme al marito, provenienti dall'Australia dove vivono e diretti in Italia, si sono fermati a Dubai semplicemente per uno scalo tecnico. Ma nel frattempo, la situazione è precipitata con il blocco dell'aeroporto e la cancellazione della maggior parte dei voli che ha impedito finora ai due coniugi di ripartire. Si stanno cercando soluzioni alternative.
Sanchez: "Posizione Spagna si riassume in 4 parole, no a guerra"
"La posizione del Governo si riassume in quattro parole: 'No alla guerra'". Lo dice il primo ministro, spagnolo, Pedro Sa'nchez, che sta rilasciando una dichiarazione ufficiale dopo le parole di ieri di Donald Trump.
Borse europee: aprono in lieve rialzo, occhi su Iran
Le Borse europee provano a rialzare la testa nel quinto giorno di conflitto in Medio Oriente, che non mostra segni di attenuazione, con gli occhi sui prezzi dell'energia che continuano a salire e hanno riacceso i timori di una nuova fiammata inflazionistica a livello globale. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 sale dello 0,12% a 10.490,90 punti, a Francoforte il Dax dello 0,65% a 23.919, 26 punti e a Parigi il Cac40 dello 0,52% a 8.123,35 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna +0,29% a 44.597,55 punti.
Mosca: "In Medio Oriente la situazione è senza precedenti"
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che data la velocità di espansione, il conflitto in Medio Oriente è senza precedenti. "Una terribile tragedia - ha detto la portavoce in un'intervista a Radio Sputnik - si è consumata a Gaza nel corso di quasi due anni, ma nonostante tutti gli epiteti che sono stati dati, ora stiamo di nuovo parlando di tragedia senza precedenti, data la portata, la velocità dell'espansione del conflitto e, naturalmente, le vittime".
Iran, Idf: in corso "attacchi su vasta scala" a Teheran
L'Aeronautica militare israeliana sta effettuando una "vasta" ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran. Lo ha annunciato l'esercito (Idf), dopo che le agenzie iraniane avevano segnalato forti esplosioni nel Nord-Est della capitale.
Pechino ribadisce: "Stretto di Hormuz importante per il commercio"
Lo Stretto di Hormuz e le acque circostanti "sono importanti canali internazionali per il commercio di merci ed energia" e "salvaguardare la sicurezza e la stabilità in questa regione è nell'interesse comune della comunità internazionale". Lo ha detto in conferenza stampa la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in risposta a una domanda secondo cui il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane avrebbe affermato di controllare attualmente lo Stretto di Hormuz, affermando che qualsiasi nave che tentasse di attraversare lo stretto potrebbe essere soggetta ad attacchi missilistici o con droni. La Cina "esorta tutte le parti a cessare immediatamente le operazioni militari, evitare un ulteriore inasprimento delle tensioni, prevenire ulteriori turbolenze ed evitare di causare maggiori ripercussioni sull'economia globale", ha aggiunto la portavoce.
Idf: "Colpiti obiettivi a Teheran, anche quartier generale Basij"
Israele ha colpito decine di obiettivi militari a Teheran: lo ha annunciato il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee. Gli attacchi hanno preso di mira "il quartier generale dei Basij, la forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, oltre a piattaforme di lancio missilistiche e sistemi di difesa". L'Idf continuerà a "intensificare i suoi attacchi" contro le infrastrutture del regime. I reporter dei media internazionali presenti nella capitale iraniana confermano esplosioni e colonne di fumo che si levano da alcune aree della città.
Camera: oggi question time con Valditara, Bernini e Urso
Si svolge oggi, mercoledi' 4 marzo, alle 15, il question time dall'Aula di Montecitorio, a cura di Rai Parlamento. Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, risponde a una interrogazione sulla riforma della cosiddetta filiera formativa tecnologico-professionale 4+2. La ministra dell'Universita' e della Ricerca, Anna Maria Bernini, risponde a una interrogazione sul Piano triennale della ricerca 2026-2028. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, risponde a interrogazioni sulle iniziative di politica industriale a sostegno della capacita' produttiva e del rilancio del territorio modenese, con particolare riferimento ai distretti biomedicale e ceramico; sulle iniziative per l'introduzione di misure strutturali per contenere i prezzi dell'energia e dei carburanti per cittadini e imprese, in relazione all'attuale situazione in Medio Oriente; sulle iniziative a sostegno di cittadini e imprese in relazione all'incremento della spesa energetica conseguente alla guerra in Iran, anche attraverso la promozione di una politica energetica volta a ridurre l'utilizzo del gas e a incentivare le fonti rinnovabili; sulle iniziative per contrastare il rialzo dei costi energetici e dei carburanti, in relazione alla chiusura dello Stretto di Hormuz; sull'impatto economico atteso dal conflitto iraniano e dalla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e misure per sostenere le imprese e mitigare l'aumento dei costi di produzione e dei beni energetici; sulle prospettive di rilancio industriale dello stabilimento ex Ilva di Taranto e sulle trattative in corso per la sua acquisizione, a seguito della recente sentenza del tribunale di Milano relativa all'inosservanza delle prescrizioni ambientali; sulle iniziative in sede europea per la riforma del cosiddetto sistema Ets, al fine di contenere i costi dell'energia e tutelare la competitivita' delle imprese; sulle ricadute della riforma della giustizia sul sistema imprenditoriale italiano.
Iran, Teheran: "Ue potrebbe finire da parte sbagliata Storia"
I Paesi dell'Ue potrebbero ritrovarsi "dalla parte sbagliata della Storia" se si unissero alle azioni di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, secondo il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Ismail Baqaei. "Oggi, sotto la pressione della Cancelliera tedesca, alcuni membri dell'Ue rischiano di essere messi dalla parte sbagliata della Storia, apparendo complici di atti di aggressione e crimini di guerra da parte di Stati Uniti e Israele contro la nazione iraniana, uno degli Stati-nazione piu' antichi e duraturi al mondo", ha scritto il portavoce su X. "L'Ue deve opporsi a qualsiasi mossa che ricordi la mentalita' storica dei nazisti e mantenere invece il suo impegno nei confronti del diritto e della giustizia internazionali", ha ammonito Baqaei. Il portavoce ha ricordato che "l'Unione europea con gli E3 (Francia, Germania e Regno Unito) ha svolto un ruolo fondamentale nella diplomazia internazionale, contribuendo a forgiare l'accordo sul nucleare iraniano del 2015 (Jcpoa), un traguardo storico della politica estera europea che e' stato affossato dall'attuale amministrazione statunitense".
Iran, famiglia molisana ancora bloccata a Dubai
Una famiglia molisana, di Agnone, bloccata a Dubai, dovrà attendere ancora per il suo rimpatrio. «È un vero casino – spiega il manager agnonese Enrico Rusi - ci stanno arrivando diverse comunicazioni, ma non ufficiali».Il professionista agnonese è rimasto bloccato a Dubai in seguito all’attacco di un drone che ha colpito proprio l’aeroporto internazionale della città. La sua famiglia, moglie e tre figli, era in procinto di partire, quando è arrivato l’attacco e i voli sono stati cancellati. Da giorni la famiglia vive in albergo, con i continui allarmi per missili e droni che tolgono il sonno e aumentano l’ansia.«Ieri dalla Farnesina ci hanno inviato una comunicazione con la quale ci consigliavano di raggiungere in autobus l’Oman, a spese nostre, un viaggio di oltre dieci ore di percorrenza, per poi lì trovare un eventuale volo per l’Europa», spiega il manager Enrico Rusi. Un’ipotesi che non convince affatto: troppo rischiosa e troppo lunga la tratta, senza tra l’altro avere la sicurezza di trovare un volo disponibile.Notizie frammentarie e confuse arrivano anche dal Consolato, ma l’idea di Rusi è di attendere qualche giorno ulteriore, in modo che la situazione bellica si calmi.
Iran, media: forte esplosione nel Nord-Est di Teheran
Una forte esplosione e' stata segnalata nella parte nord-orientale di Teheran, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Borsa Tokyo: chiude in profondo rosso, crollo Nikkei -3,6%
Terza chiusura in rosso per la Borsa di Tokyo. Il Nikkei crolla del 3,61% a 54.245 punti e il Topix del 3,67% a 3.634, poiche' l'escalation della guerra in Medio Oriente ha innescato vendite diffuse in tutta la regione. Il conflitto si e' aggravato dopo che Israele ha colpito obiettivi in Libano, mentre l'Iran ha intensificato gli attacchi missilistici e con droni contro Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman e Bahrein. Le crescenti preoccupazioni sull'impatto della guerra sui prezzi dell'energia, sull'inflazione e sulle aspettative sui tassi di interesse hanno ulteriormente destabilizzato gli investitori. Nel frattempo, il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe avere un impatto significativo sull'economia giapponese, segnalando che e' probabile che la banca centrale mantenga i tassi stabili per un periodo prolungato.
Schlein: "Sull'Iran il governo è stato ipocrita, non può passare la legge del più forte"
"Abbiamo sempre chiesto alla comunità internazionale di agire con tutti gli strumenti della diplomazia e del dialogo, per isolare il regime e sostenere la resistenza iraniana". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, la segretaria del Pd Elly Schlein. "Cos'ha risolto, il mondo, con le guerre? Dovremmo aver imparato qualcosa dal secolo scorso" aggiunge. "Siamo sempre stati chiari - prosegue Schlein - sulla condanna del brutale regime teocratico di Teheran, Khamenei era un dittatore sanguinario e di certo non ci mancherà. Per noi, però, c'è al contempo un problema. Che siamo convinti che gli attacchi militari fatti violando il diritto internazionale e scavalcando ogni sede multilaterale siano pericolosi. In un ordine mondiale ci sono delle regole condivise, non è che qualcuno una mattina può svegliarsi e decidere di bombardare un Paese". Il ministro Crosetto? "Come ho già detto - afferma ancora -, hanno passato anni a raccontare la relazione privilegiata con Trump e poi non sono nemmeno stati informati prima, al punto che il ministro è rimasto bloccato a Dubai". Cosa sbaglia il governo? "Lo schiacciamento del nostro Paese sull'amministrazione americana - prosegue Schlein - ci sta facendo perdere il ruolo di ponte ed interlocutore che abbiamo sempre avuto in Medio Oriente". Qualcuno di loro, però, potrebbe contrapporre la stessa idea di Renzi: ora almeno Khamenei non c'è più… "E se domani il problema siamo noi? Chi - prosegue la leader del Pd - ce l'avrà un argomento? Qual è il criterio se vale soltanto la legge del più forte? Se il problema fosse Sanchez, che Musk ha definito un traditore e Trump minaccia di sanzionare? O qualcuno che vince in futuro in Italia?". "Le destre - conclude - hanno saputo vincere le elezioni in tanti Paesi e far crescere il consenso perché hanno alimentato le paure reali delle persone, che non vanno mai sottovalutate. Non offrono soluzioni ma nemici: il diverso, i migranti, gli effetti della globalizzazione, la paura di essere esclusi. Oggi invece per la prima volta sono loro che fanno paura perché stanno portando il caos e non lo stanno portando soltanto con le guerre commerciali, ma con azioni militari, persino nelle loro città. Saranno i cittadini a fare un bilancio del governo Meloni" conclude Schlein.
S&P: escalation impatterà su mercati globali petrolio e gas
Il conflitto in Medio Oriente rappresentano impatteranno i mercati globali del petrolio e del gas . Lo rileva S&P in un report sugli effetti della crisi dopo l'attacco di Usa e Israle all'Irant e la risposta di Teheran, nella catena del valore energetico dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, dall'Arabia Saudita al Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar ed Emirati arabi. Per l'agenzia di rating "l'intensità e la portata delle azioni militari in Medio Oriente rappresentano una grave escalation delle ostilità che sta influenzando direttamente i giacimenti di petrolio e gas, le infrastrutture energetiche e la catena di approvvigionamento a causa dei danni fisici o perché le preoccupazioni in materia di sicurezza inducono le aziende a ridurre le operazioni". "Lo Stretto di Hormuz è una rotta commerciale globale fondamentale per molteplici materie prime, tra cui petrolio, gas naturale liquefatto, prodotti chimici e petrolchimici (compresi i fertilizzanti) e alluminio", si osserva. "La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz determinerà l'impatto sui mercati globali del petrolio, del gas e dei prodotti petrolchimici in termini di flussi, potenziali interruzioni e di conseguenza prezzi e quindi in che misura saranno colpite da tali interruzioni", sottolinea Rawan Oueidat, analista di S&P Global ratings.
Gli investitori lasciano i mercati asiatici, timori per l'inflazione
Gli investitori stranieri stanno abbandonando i mercati asiatici a causa dei timori di uno shock inflazionistico causato dall'aumento del prezzo del petrolio, per effetto della guerra in Medio Oriente. Dall'inizio della settimana, secondo quanto riporta Bloomberg, sono stati venduti circa 3,1 miliardi di dollari di azioni sudcoreane. A Taiwan, si registrano deflussi per altri 3,6 miliardi di dollari. Il calo si è concentrato sui produttori di chip di alto livello che avevano spinto entrambi i mercati a livelli record fino al mese scorso. "Le posizioni lunghe nell'intelligenza artificiale e in tutto il resto sono state vendute in modo aggressivo nella corsa per ridurre l'esposizione sui mercati, poiché la situazione in Iran sembra essere peggiorata", afferma Matthew Haupt, gestore di portafoglio presso Wilson Asset Management a Sydney. Il sell off ha colpito pesantemente i titoli legati all'intelligenza artificiale poiché persistono dubbi sul fatto che i grandi piani di spesa e del settore possano alla fine generare profitti sufficienti.
Iran, Usa autorizzano personale non essenziale a lasciare Cipro
Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver "autorizzato" il personale non essenziale a lasciare Cipro, dove una base militare britannica è stata colpita da un attacco iraniano nella notte tra domenica e lunedì, nel quadro del conflitto in corso in Medio Oriente. Il Dipartimento di Stato "ha autorizzato i dipendenti governativi statunitensi non essenziali" e le loro famiglie "a lasciare Cipro" per motivi di sicurezza, ha dichiarato l'Ambasciata degli Stati Uniti.
Crosetto: "Non ho interessi a Dubai, Meloni furibonda con me? No"
"È stato scritto che è stata fredda, ma è una falsità totale. L'ha sentita in tv? Ha detto che non ho mai smesso di lavorare". Lo afferma, in un colloquio con il Corriere della Sera, Guido Crosetto, ministro della Difesa, parlando dei suoi rapporti con la premier Meloni. Non è vero che è furibonda con lei? "No, ci parlo in continuazione e i rapporti sono ottimi, nessuno può dire che fosse furibonda con me perché non lo era per nulla. Ci siamo sentiti anche oggi (ieri, ndr) mentre ero in volo per Belgrado. Il resto è incommentabile" aggiunge. "Non ho mai cambiato versione, né quando ho scritto il primo post su X, né in Parlamento" prosegue Crosetto. E può anche smentire che lei e la sua famiglia foste negli Emirati per affari? "Non ho alcun interesse a Dubai" aggiunge. "Da tre anni non viaggio mai con la scorta quando sono con la famiglia, mai" afferma ancora il ministro della Difesa. "Siamo sull'orlo del baratro - va avanti - e parliamo di un mio viaggio privato? Non avete idea di cosa sto facendo e dei rischi reali che viviamo, ciò che faccio non sempre può essere detto. E se oggi sono dove sono ci sarà un perché, anche se nessuno capisce". Perché nei Balcani, se il fulcro della crisi è l'Iran? "Perché sta esplodendo il mondo, non una parte. Siamo sull'orlo della più grande crisi che il mondo abbia vissuto e l'Iran è solo un tassello. E da giorni a questa parte il tema è perché il ministro della Difesa italiano fosse a Dubai?". Perché è volato a Dubai il giorno prima che Trump e Netanyahu scatenassero su Teheran il 'ruggito del leone'? "Ho dato la risposta più banale e problematica per me. Vacanze, punto" conclude Crosetto.
Idf: "In corso nuove operazioni contro Hezbollah a Beirut"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah nella capitale libanese Beirut, scrive Sky News. L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per 16 villaggi e città in Libano durante la notte, mentre questa mattina si è potuto osservare del fumo levarsi dal quartiere meridionale di Dahiyeh a Beirut.
Gas: apre in rialzo, al Ttf +12% a 60 euro/Mwh
Continua a correre il gas naturale in Europa. All'hub di riferimento Ttf, i future sul contratto di aprire salgono del 12% a 60 euro per megawattora, il livello piu' alto dal 2023, dopo un'impennata di quasi il 35% di ieri, poiche' le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno accresciuto le preoccupazioni per potenziali interruzioni delle forniture di Gnl all'Europa. Lunedi' QatarEnergy ha interrotto la produzione di Gnl dopo che i droni iraniani hanno colpito gli impianti di Ras Laffan e Mesaieed, responsabili di circa un quinto della produzione globale di Gnl. Questa interruzione potrebbe influire su circa il 15% delle importazioni di Gnl dall'Europa, riducendo l'offerta globale e intensificando la concorrenza per fonti alternative. A peggiorare la situazione, l'Iran ha bloccato il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, limitando ulteriormente le esportazioni di altri importanti produttori mediorientali. Questi rischi per l'approvvigionamento si verificano in un momento in cui lo stoccaggio di gas nell'Ue e' basso, attestandosi al 31%, al di sotto del 40% registrato nello stesso periodo dell'anno scorso.
Il prezzo del gas apre in rialzo a 58,39 euro al megawattora
Avvio in rialzo per il prezzo del gas, con l'escalation del conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un aumento del 7,5% a 58,39 euro al megawattora.
Borsa: l'Asia ancora nella tempesta, chiusura in forte calo
Le Borse asiatiche restano nella tempesta mentre aumentano timori per gli effetti della guerra in Medio Oriente.Per il terzo giorno consecutivo gli indici azionari hanno subito forti cali, con l'Msci Asia Pacific che lascia sul terreno il 4,5%. Crolla Seul (-12%). Tonfo per Tokyo (-3,6%). Sul fronte valutario lo yen si indebolisce sul dollaro, a 157,30, ed è stabile sull'euro a 182,70. Pesanti Hong Kong (-2,6%), Shanghai (-1,08%), Shenzhen (-0,65%) e Mumbai (-1,8%). Le Borse europee, intanto, si preparano ad un avvio incerto.In calo, invece, i future di Wall Street.
Iran, Idf: "Da lunedì colpiti 250 obiettivi in Libano"
Da quando Hezbollah e' entrato nel conflitto in corso in Medio Oriente, l'esercito israeliano (Idf) ha colpito oltre 250 obiettivi in Libano, di cui 100 solo ieri, secondo quanto dichiarato dalle stesse Idf. Tra gli obiettivi figurano alti ufficiali terroristici, lanciarazzi, depositi di armi e quartieri generali di Hezbollah e di altri gruppi terroristici. Durante la notte, le Idf affermano di aver colpito un centro di comando di Hezbollah nella zona di Nabatieh, nonche' altri siti appartenenti al gruppo terroristico nel Libano meridionale. Inoltre, un lanciarazzi di Hezbollah utilizzato per lanciare tre razzi su Tel Aviv e Haifa e' stato distrutto in un attacco avvenuto entro un'ora dall'attacco, sempre secondo il rapporto dell'esercito di Israele. Nel Libano meridionale, l'esercito stima che circa 300.000 civili libanesi abbiano evacuato i loro villaggi dopo l'ordine di evacuazione impartito dalle Idf. L'esercito ha emesso avvisi di evacuazione per oltre una dozzina di altri villaggi del Libano meridionale durante la notte.
Pasdaran: "Nelle ultime ore abbiamo lanciato 40 missili"
Le Guardie Rivoluzionarie in Iran hanno dichiarato che le loro forze aeree hanno lanciato oltre 40 missili "alcune ore fa", durante il 17/mo round dell'operazione contro obiettivi statunitensi e israeliani. Secondo Tasnim, i dettagli dell'operazione saranno resi noti dalle Guardie.
Borsa: Tokyo, chiusura in sostenuto ribasso (-3,61%)
La Borsa di Tokyo accentua le perdite, assestandosi ai minimi in un mese, a fronte dell'inasprimento della instabilità geopolitica in Medio oriente, e il progressivo incremento delle quotazioni del prezzo del petrolio, con i timori di un allargamento del conflitto. L'indice di riferimento Nikkei segna una flessione del 3,61%, a quota 54.245,54, con una perdita di 2.033 punti. Sul fronte valutario lo yen si indebolisce sul dollaro, a 157,30, ed è stabile sull'euro a 182,70.
Media: 'Il figlio di Khamenei eletto nuova Guida Suprema Iran'. Chi è
Dopo la morte di Ali Khamenei, Teheran ha scelto la sua nuova Guida Suprema. Secondo quanto riferito a Iran International da fonti informate, l'Assemblea degli esperti iraniana ha eletto il figlio secondogenico Mojtaba come prossimo Leader Supremo, sotto la pressione delle Guardie Rivoluzionarie. L'assemblea che lo ha eletto si è tenuta in modalità virtuale. Cinquantasei anni, figlio predilettodi Ali Khamenei, Mojtaba è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran.
Media: 'Il figlio di Khamenei eletto nuova Guida Suprema Iran'. Chi è
Vai al contenutoIniziano questa sera i funerali di Khamenei, dureranno tre giorni
I funerali di Stato per la guida suprema iraniana Ali Khamenei ucciso sabato da attacchi aerei israelo-americani, inizieranno questa sera e dureranno tre giorni, secondo l'agenzia di stampa ufficiale Irna. "A partire dalle 22:00 di oggi ( le 19:30 in Italia), i fedeli potranno rendere l'ultimo omaggio alle spoglie del leader martirizzato della nazione recandosi alla Grande Moschea Imam Khomeini" a Teheran, ha riferito Irna, citando una dichiarazione del Consiglio di Coordinamento per lo Sviluppo Islamico. Ali Khamenei, morto all'età di 86 anni, sarà sepolto nella città santa di Mashhad (nord-est), suo luogo di nascita.
Prezzo petrolio in rialzo, Wti scambiato a76,20 dollari
Prezzo del petrolio in rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad aprile passa di mano a 76,20 dollari al barile con una crescita del 2,13% mentre il Brent con consegna a maggio è scambiato a 83,42 dollari al barile con un avanzamento del 2,48%.
Sri Lanka, nave iraniana affonda al largo, messi in salvo 30 marinai
Lo Sri Lanka ha avviato un'operazione di soccorso per i 30 marinai di una nave iraniana, la fregata Iris Dena, che sta affondando al largo delle coste del Paese. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Vijitha Herath, precisando che i marinai verranno trasferiti in un ospedale del Paese.
Iran: morte Khamenei, oggi al via 3 giorni di commemorazioni
Iniziera' questa sera (alle 19.30 ora italiana) la cerimonia di commemorazione della defunta Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei. Lo riporta l'agenzia Tasnim specificando che la cerimonia durera' tre giorni. I dettagli per il funerale di Khamenei, che sara' annunciato a breve, sono ancora in fase di definizione, ha aggiunto l'agenzia. Sempre secondo i media ufficiali iraniani, Khamenei, - ucciso dai raid americani e israeliani di sabato su Teheran - sara' sepolto nella citta' santa di Mashhad. Qui era nato 86 anni fa e qui e' sepolto suo padre, nel santuario dell'Imam Reza.
Iran, Israele: "Qualsiasi nuovo leader sarà un bersaglio"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito che qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sara' un "bersaglio inequivocabile da eliminare". "Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sara' un bersaglio inequivocabile da eliminare", afferma Katz in una nota. "Non importa come si chiama o dove si nasconde", afferma. "Continueremo ad agire con tutta la forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacita' del regime e creare le condizioni affinche' il popolo iraniano possa rovesciarlo e sostituirlo", aggiunge il ministro come riporta il Times of Israel.
Iran, Kuwait: "Bambina di 11 anni muore ferita da schegge in raid"
Il ministero della Salute del Kuwait ha dichiarato che una bambina di 11 anni e' morta dopo essere stata colpita da una scheggia in seguito alle ondate di attacchi iraniani nel Golfo. "La rianimazione e' stata eseguita in ambulanza mentre la bambina veniva trasportata in ospedale e i tentativi sono continuati per quasi mezz'ora dopo l'arrivo all'ospedale Al-Amiri. Tuttavia, e' deceduta a causa delle ferite riportate", ha dichiarato il ministero in una nota diffusa su X.
Tunisia, sindacato Ugtt denuncia "brutale aggressione all'Iran"
Il potente sindacato tunisino Ugtt "segue con grande preoccupazione e ferma condanna gli sviluppi della brutale aggressione subita dalla Repubblica islamica dell'Iran da parte degli Stati Uniti d'America e dell'entità sionista, in una grave escalation che costituisce una violazione flagrante delle norme del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della regione e alla pace mondiale nel suo complesso". "Questa aggressione - si legge in un comunicato del sindacato tunisino - rappresenta il proseguimento di politiche di egemonia, di imposizione del fatto compiuto con la forza e di ingerenza negli affari interni degli Stati". Nel testo, la principale centrale sindacale del Paese denuncia gli attacchi contro l'Iran e critica anche le operazioni di assassinio mirato contro responsabili di Stati sovrani, ritenendole contrarie alle norme giuridiche, umanitarie ed etiche su cui si fonda l'ordinamento internazionale. L'Ugtt avverte che l'attuale fase rischia di allargare il conflitto e di compromettere la pace regionale e internazionale. Il sindacato invita inoltre le organizzazioni internazionali, in particolare le Nazioni Unite, ad assumersi le proprie responsabilità per fermare le ostilità ed evitare un ulteriore incendio della regione. L'Ugtt rivolge anche un appello ai sindacati e alle forze libere nel mondo affinché denuncino quella che considera una politica di aggressione e sostengano i popoli colpiti dalla guerra, a partire da quello iraniano e da quello palestinese. il primo marzo scorso il ministero degli Esteri tunisino in un comunicato ufficiale, diverso nei toni da quello dell'Ugtt, nel quale di fatto si allineava alle posizioni degli altri paesi del Golfo, aveva affermato di seguire con "profonda preoccupazione" e "viva inquietudine" il deterioramento della situazione, mettendo in guardia dal rischio di un allargamento del conflitto e di uno "scivolamento verso il caos".
Oro: risale sopra 5.140 dlr l'oncia per escalation conflitto
L'oro risale sopra i 5.140 dollari l'oncia, recuperando le perdite di ieri, mentre gli investitori continuano a seguire gli sviluppi in Medio Oriente. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele contro l'Iran, giunto al suo quinto giorno, ha registrato un'importante escalation con il raid aereo che ha colpito l'edificio dell'Assemblea degli Esperti nella citta' santa di Qom. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso preoccupazione per il fatto che gli attacchi possano portare a una nuova leadership iraniana "cattiva quanto la precedente", sottolineando l'incerta traiettoria del conflitto. Trump ha anche promesso scorte navali e supporto assicurativo per le petroliere e altre imbarcazioni che attraversano lo Stretto di Hormuz per alleviare i timori del mercato.
Iran: "lanciati oltre 40 missili su obiettivi Usa e Israele"
L'Iran ha lanciato piu' di 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani diverse ore fa, secondo il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). "Poche ore fa e' iniziata la 17esima ondata dell'operazione True Promise 4 con il lancio di oltre 40 missili da parte delle Forze aerospaziali dell'Irgc verso obiettivi sionisti e americani", ha riferito l'agenzia di stampa Fars.
Iran: nuovo raid Israele su roccaforte Hezbollah a Beirut
Un nuovo attacco aereo israeliano ha colpito questa mattina la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, dopo che l'Idf aveva emesso un ordine di evacuazione. Questo attacco arriva dopo una serie di raid che, per la prima volta, hanno preso di mira un quartiere di Beirut vicino al palazzo presidenziale, nonche' aree a sud della capitale libanese e l'antica citta' di Baalbek, nel Libano orientale, uccidendo 11 persone.
Pasdaran: "Colpito incrociatore Usa nell'Oceano Indiano"
I Pasdaran affermano di aver lanciato un attacco missilistico contro una risorsa strategica statunitense nell'Oceano Indiano, prendendo di mira un cacciatorpediniere americano. Il vascello, che si stava rifornendo di carburante da una nave cisterna americana nell'Oceano Indiano, a circa 650 chilometri dalle coste meridionali iraniane, "è stato colpito da missili Qadr-360 e Talaeiyeh". Secondo l'agenzia Tasnim, è scoppiato un vasto incendio sui ponti delle due navi, con colonne di fumo che si alzavano verso il cielo.
Washington: "Personale non essenziale lasci Karachi e Lahore"
Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato di aver ordinato al personale non addetto alle emergenze dei consolati statunitensi nelle città di Karachi e Lahore e alle loro famiglie di lasciare il Pakistan per motivi di sicurezza. "Il Dipartimento di Stato ha ordinato ai dipendenti del governo statunitense non addetti alle emergenze e ai familiari del personale del governo statunitense dei consolati statunitensi di Lahore e Karachi di lasciare il Pakistan a causa di rischi per la sicurezza", ha dichiarato l'ambasciata statunitense in Pakistan in una nota. Ha affermato che non vi sono state modifiche allo status della sua ambasciata nella capitale Islamabad.
Idf: "Evacuare altri 13 villaggi del Libano meridionale"
L'esercito israeliano ha emesso ordini di evacuazione forzata per i residenti di altri 13 villaggi e città nel Libano meridionale, tra cui Qana, Kfar Kila e Majdal Zoun. Lo scrive Al Jazeera. Questo ordine arriva poche ore dopo che l'esercito israeliano aveva emesso un ordine simile per i residenti di 16 villaggi e città, e un giorno dopo aver minacciato gli abitanti di oltre 50 insediamenti chiedendo loro di andarsene.
Washington: "Non viaggiare verso Cipro, personale può evacuare"
Ai cittadini statunitensi è stato chiesto di riconsiderare i viaggi a Cipro, e ai dipendenti pubblici non essenziali e alle loro famiglie è stato concesso di lasciare il Paese "a causa del rischio per la sicurezza", nel contesto del crescente conflitto in Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera. Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato l'aggiornamento dell'avviso di viaggio per Cipro in un'allerta di sicurezza. Ieri mattina, il Dipartimento di Stato aveva dichiarato di aver aumentato i livelli di rischio per la sicurezza per Giordania, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Ai cittadini statunitensi è stato chiesto di evacuare più di una dozzina di Paesi della regione.
Al Jazeera: "Colpito campo supporto Usa vicino aeroporto Baghdad"
Un drone ha colpito il campo di supporto logistico dell'ambasciata statunitense situato nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riporta Al Jazeera, citando i suoi cronisti sul posto.
Pasdaran: "Abbiamo il controllo totale dello stretto di Hormuz"
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha il "controllo totale" dello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura chiave per il commercio mondiale di petrolio all'ingresso del Golfo Persico. Lo affermano i pasdaran. "Attualmente, lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo totale della Marina della Repubblica Islamica", ha affermato Mohammad Akbarzadeh, un alto funzionario delle forze navali dell'Irgc, come riportato dall'agenzia di stampa Fars. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato ieri che la Marina statunitense potrebbe scortare le petroliere "se necessario" attraverso lo stretto.
Bbc: "Oggi il primo volo di rimpatrio dall'Oman verso il Regno Unito"
Il governo del Regno Unito ha organizzato un volo charter di rimpatrio dall'Oman per aiutare i cittadini britannici che desiderano lasciare il Medio Oriente, mentre gli attacchi continuano a verificarsi in tutta la regione. Il volo è previsto in partenza dall'aeroporto internazionale di Muscat il 4 marzo alle 23 ora locale (alle 20 ora italiana) e darà priorità alle persone più vulnerabili. Lo scrive la Bbc su Telegram. Potranno beneficiare del volo i cittadini britannici, il loro coniuge o partner e i loro figli minori di 18 anni. Il Ministero degli Esteri ha dichiarato che contatterà i cittadini britannici per garantire loro un posto sul volo e ha esortato le persone a non recarsi in aeroporto a meno che non siano state ufficialmente convocate. Ha affermato che "continuerà a collaborare con le compagnie aeree per trovare altre rotte per il rientro a casa".
Iran lancia missili, sirene all'alba a Gerusalemme e Tel Aviv
I missili lanciati dall'Iran hanno fatto scattare all'alba le sirene antiaeree in gran parte di Israele, con l'esercito che ha dichiarato di "operare per intercettare la minaccia". L'ordine di cercare rifugio riguardava Gerusalemme, Tel Aviv e altre aree del Paese, e' stato revocato dopo diversi minuti. Il servizio medico d'emergenza israeliano Magen David Adom ha dichiarato di non aver ricevuto segnalazioni di vittime. I media israeliani hanno riferito che schegge sono cadute in un'area vicino a Gerusalemme, provocando un incendio. La polizia ha affermato che gli agenti nell'area di Gerusalemme stavano "conducendo ricerche per individuare i siti di impatto che coinvolgono detriti di munizioni o frammenti di intercettori".
Usa, colpiti 2.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione in Iran
Il Comando centrale americano ha annunciato che sono stati colpiti 2.000 obiettivi dall'inizio dell'operazione militare in Iran. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici, navi della Marina, sottomarini e centri di controllo. Il Centcom ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno utilizzato aerei, tra cui diversi jet da combattimento, nonché sistemi missilistici e navi per effettuare gli attacchi.
Centcom: "50.000 soldati Usa ora assegnati alla guerra contro l'Iran"
Circa 50.000 soldati Usa in Medio Oriente sono stati assegnati alla guerra contro l'Iran e un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione. Lo fa sapere su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom).
Media, "Casa Bianca convoca aziende Difesa per accelerare produzione armi"
L'amministrazione Trump prevede di incontrare venerdì alla Casa Bianca i dirigenti dei maggiori appaltatori della difesa statunitense per discutere di come accelerare la produzione di armi, mentre il Pentagono lavora per rifornire le scorte dopo gli attacchi contro l'Iran e diverse altre recenti azioni militari. Lo hanno riferito a Reuters cinque persone a conoscenza del piano. Aziende come Lockheed Martin e la società madre di Raytheon insieme ad altri fornitori chiave, sono state invitate a partecipare all'incontro, hanno detto le fonti, parlando a condizione di anonimato. L'incontro sottolinea l'urgenza avvertita a Washington di consolidare le scorte di armi dopo che l'operazione in Iran ha fatto ampio ricorso alle munizioni
Media Libano, "colpiti edificio a Baalbek e hotel a Beirut, numerosi morti"
Un attacco aereo israeliano ha colpito un edificio di quattro piani nella città di Baalbek, nel Libano orientale, secondo quanto riportato dai media statali. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency (Nna) ha dichiarato che "aerei nemici hanno preso di mira un edificio di quattro piani all'alba" all'interno di un complesso residenziale a Baalbek, un'area sotto il controllo di Hezbollah. L'Nna ha riferito di "numerosi martiri e che sono in corso lavori per salvare le famiglie dalle macerie". Sempre secondo i media statali libanesi, l'Idf ha colpito un hotel nel sobborgo di Hazmieh a Beirut.
Idf,: "Evacuare 16 villaggi nel Libano meridionale"
L'esercito israeliano ha invitato la popolazione ad abbandonare 16 città e villaggi nel Libano meridionale, in un "avvertimento urgente" prima di ricorrere alla forza contro i militanti di Hezbollah. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case" e dirigervi verso "aree aperte", si legge in una dichiarazione condivisa dal portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee, che elenca 16 località vicino al confine.
Idf: "Missili iraniani in arrivo su Israele, allerta alla popolazione"
L'Idf ha individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia. Lo rende noto l'esercito israeliano su Telegram. Il Comando del Fronte Interno ha inviato una direttiva precauzionale direttamente ai telefoni cellulari nelle aree interessate. Si chiede alla popolazione di agire responsabilmente e di seguire le istruzioni. La popolazione viene invitata a entrare in uno spazio protetto e a rimanervi fino a nuovo avviso.