È in arrivo il primo volo organizzato da Mascate per il rientro degli italiani bloccati nel Golfo. Domani partirà anche un charter speciale da Abu Dhabi a Milano per circa 200 studenti minorenni. Mentre la crisi tra Iran, Israele e Stati Uniti paralizza lo spazio aereo, la Farnesina attiva una task force dedicata e fa il punto sulla presenza italiana nell’area: oltre 70mila connazionali tra residenti e temporanei, 30mila solo tra Dubai e Abu Dhabi, circa 20mila in Israele e meno di 500 in Iran
È partito da Mascate, in Oman, il primo volo organizzato per favorire il rientro degli italiani bloccati nella regione dopo la chiusura di diversi spazi aerei legata all’escalation tra Iran, Israele e Stati Uniti. A darne notizia è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa. "Proprio in queste ore l’Unità di Crisi sta favorendo l’organizzazione di altri voli da Mascate per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa", ha spiegato il ministro, sottolineando che l’Oman rappresenta al momento uno degli snodi principali per i rientri, in un contesto di collegamenti diretti fortemente ridotti. Domani sarà invece la volta di un volo speciale Abu Dhabi-Milano messo a disposizione, su richiesta italiana, dalle autorità emiratine per consentire il rientro di circa 200 studenti minorenni presenti negli Emirati Arabi Uniti. Un’operazione considerata prioritaria, vista la giovane età dei passeggeri e il blocco prolungato dei voli commerciali.
Oltre 70mila italiani nell’area
L’emergenza ha riportato l’attenzione su un dato strutturale: la presenza italiana nel quadrante mediorientale è ampia e radicata. "Nella regione sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili, quasi l’80%, e temporanee", ha spiegato Tajani. Solo tra Dubai e Abu Dhabi si contano circa 30.000 italiani: residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti e personale impegnato nelle grandi aziende italiane attive nell’area. Negli Emirati Arabi Uniti si concentra la comunità più numerosa, anche per il ruolo del Paese come piattaforma logistica e finanziaria per il Medio Oriente.
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Emirati e Israele, i due poli principali
Il Paese con la comunità italiana più numerosa sono gli Emirati Arabi Uniti, dove risultano 30.213 connazionali. Di questi, 20.977 sono iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all'estero), mentre 7.815 sono le nuove segnalazioni registrate nelle ultime 36 ore. Il dato riflette il ruolo degli Emirati come piattaforma economica e logistica per il Medio Oriente: qui operano manager, professionisti, imprenditori e personale di grandi gruppi italiani, oltre a una quota significativa di lavoratori temporanei e viaggiatori in transito attraverso gli hub aeroportuali di Dubai e Abu Dhabi. Numeri molto elevati anche in Israele, con 20.955 italiani, di cui 19.671 iscritti all’Aire e 163 segnalazioni nelle ultime 36 ore. In questo caso la componente stabile è predominante: si tratta di famiglie italo-israeliane, docenti universitari, ricercatori, personale diplomatico e operatori impegnati nei settori tecnologico e sanitario.
Qatar, Arabia Saudita e Oman: energia e grandi opere
Nel Qatar si contano 3.969 connazionali, di cui 2.810 Aire, con 769 nuove segnalazioni nelle ultime 36 ore. La presenza italiana è legata in larga parte ai comparti energia, infrastrutture e servizi. In Arabia Saudita risultano 3.822 italiani e 1.322 segnalazioni nelle ultime 36 ore - uno degli incrementi più alti registrati nella mappa diffusa dalla Farnesina. Anche qui il peso delle grandi commesse industriali e dei progetti legati alla diversificazione economica saudita spiega la consistenza della comunità. In Oman i connazionali sono 1.493, di cui 341 iscritti all’Aire, con 709 nuove segnalazioni: un dato che evidenzia una presenza in parte temporanea, collegata a missioni lavorative e attività tecniche.
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Kuwait e Bahrain: comunità più piccole ma radicate
In Kuwait si registrano 1.077 italiani, di cui 805 Aire, con 68 segnalazioni nelle ultime 36 ore. In Bahrain il totale è di 893 connazionali, 646 iscritti all’Aire e 112 nuove segnalazioni. In entrambi i casi si tratta soprattutto di professionisti nei settori energia, difesa, consulenza e servizi finanziari.
Egitto e Turchia, presenze storiche e strategiche
Fuori dal Golfo, l’Egitto conta 10.275 italiani, di cui 7.260 iscritti all’Aire, con 734 segnalazioni nelle ultime 36 ore. Qui la comunità è composita: imprenditori, personale legato al settore energetico, cooperanti e residenti storici. In Turchia si contano 6.950 connazionali, con 150 nuove segnalazioni nelle ultime 36 ore. Istanbul e Ankara rappresentano poli economici e diplomatici di primo piano, crocevia tra Europa e Asia.
Libano, Giordania e Territori palestinesi: cooperazione e missioni internazionali
In Libano sono presenti 3.899 italiani, di cui 2.983 Aire, con 27 segnalazioni nelle ultime 36 ore. La presenza italiana è storicamente legata anche alla partecipazione a missioni internazionali. In Giordania il totale è di 2.496 connazionali, 1.616 Aire e 486 nuove segnalazioni. Nei Territori palestinesi si contano 3.661 italiani, di cui 3.521 iscritti all’Aire: una presenza spesso connessa ad attività religiose, umanitarie e di cooperazione.