Il presidente ucraino al Corriere della Sera: "Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia". Prima aveva detto: "Sappiamo che i russi non intendono fermarsi, stanno preparando nuovi attacchi". "La guerra tra Russia e Ucraina è alta nella mia lista di priorità", ha detto Trump durante la Conferenza stampa con i giornalisti dopo il bilaterale con Merz ribadendo che pensava sarebbe stata "più facile da risolvere"
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"Io non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano". Lo ha detto il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in un'intervista al Corriere della sera, sottolineando che "Putin ha perso la sua offensiva invernale". Sulla situazione in Medio Oriente, il presidente ucraino ha dichiarato: "Attaccare gli obiettivi militari iraniani penso sia stata una buona decisione. Gli iraniani producono un mucchio di armi per la Russia". Prima aveva lanciato un nuvo allarme: "Sappiamo che i russi non intendono fermarsi, stanno preparando nuovi attacchi". Secondo il leader di Kiev ogni minaccia deve ricevere una risposta e gli obiettivi russi devono essere abbattuti il più possibile: "La situazione in Medio Oriente dimostra quanto sia difficile garantire una protezione al 100% contro missili e droni Shahed".
"La guerra tra Russia e Ucraina è alta nella mia lista di priorità", ha detto Donald Trump ribadendo che pensava sarebbe stata "più facile da risolvere" "Credo che" un accordo "si farà", ha aggiunto. "Una volta biasimo uno, una volta l'altro ma si farà".
Per approfondire:
- Cosa prevede il piano Usa-Russia per la pace
- Cosa sappiamo dell'operazione "Sentilla dell'Est" della Nato"
- Tomahawk, come funzionano i missili che potrebbero cambiare la guerra in Ucraina
- Da Bucha a Kramatorsk, fino all'ospedale pediatrico di Kiev: le peggiori stragi di civili
- Armi nucleari tattiche: cosa sono, le differenze con le strategiche, gli effetti
- I contributi del nostro inviato in Ucraina
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Zelensky: 'Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'
Ricordando l'inizio dell'invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, "abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l'indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l'Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia".
Zelensky: 'Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'
Vai al contenutoMissile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire
Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025 che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto, studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra l'8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?
Missile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire
Vai al contenutoDall'Ucraina a Milano: Marianna, Pollina e la forza di ricominciare
Marianna, insegnante 33enne di Cernivci, il 24 febbraio 2022 vide la sua vita stravolta. Preparò una valigia e fuggì in Italia con la sua bimba di tre anni. Dopo mesi difficilissimi, grazie al progetto #MilanoAiutaUcraina ha imparato l'italiano e trovato lavoro in un hotel. Oggi entrambe sono completamente integrate, e non pensano più a un ritorno a casa. "Ricominciare di nuovo sarebbe uno stress enorme. A mia figlia ricordo che è fortunata: nel nostro Paese migliaia di bambini non vanno a scuola". L'intervista.
Dall'Ucraina a Milano: Marianna, Pollina e la forza di ricominciare
Vai al contenutoMerz: "Ho detto a Trump che europei devono sedere al tavolo su Ucraina"
"Mi sono anche espresso a favore del fatto che i negoziati fra Usa, Ucraina e Russia siano estesi agli europei". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Washington, dopo aver parlato con Donald Trump. "Non siamo disposti ad accettare un accordo sopra le nostre teste" ha aggiunto.
Merz: "La guerra in Ucraina deve finire"
"Dobbiamo agire insieme sia per evitare un'ulteriore escalation in Medio Oriente che per sostenere l'Ucraina". Ha detto durante l'incontro con i giornalisti tedeschi tenuto a Washington dopo il bilaterale con Trump. "Questa guerra deve finire. E una volta per tutte".
Trump: “India non acquisterà petrolio russo”. Che cosa può cambiare?
Il 2 febbraio il presidente americano ha annunciato di aver fatto un accordo commerciale con l’India i cui dazi vengono ridotti da Washington dal 25% al 18%. Per il presidente americano, inoltre, l’India avrebbe accettato di non comprare più petrolio da Mosca. Ma mancano conferme. Che risvolti può avere questo nuovo assetto? Anche di questo tema si è occupata la puntata di "Numeri", di Sky TG24, andata in onda il 3 febbraio.
Trump: “India non acquisterà petrolio russo”. Che cosa può cambiare?
Vai al contenutoMerz: "Ho detto a Trump che va aumentata la pressione sulla Russia"
"Il numero dei morti e dei feriti" in Ucraina "è salito a un milione. Questa guerra deve finire. E una volta per tutte". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Washington dopo il colloquio bilaterale con Donald Trump, incontrando la stampa tedesca. "Mi sono espresso a favore del fatto che si aumenti la pressione sulla Russia", ha aggiunto.
Heraskevych, atleti ucraini su casco vietato alle Olimpiadi: chi erano
Oltre 20 fotografie in bianco e nero applicate su un casco da gara: sono i volti di alcuni atleti e allenatori ucraini uccisi dall’inizio dell’aggressione russa. A portarli in pista è stato Vladyslav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera per Kiev alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Un gesto che gli è costato la squalifica per violazione della norma 50 del regolamento Cio. Dietro il caso di Heraskevych, però, ci sono le storie di oltre 20 vite spezzate dalla guerra, rappresentative delle oltre 600 vittime del mondo dello sport ucraino. Ecco le loro storie.
Heraskevych, atleti ucraini su casco vietato alle Olimpiadi: chi erano
Vai al contenutoUcraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?
Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24
Ucraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?
Vai al contenutoParalimpiadi, atleti Ucraina non potranno indossare la propria divisa
Dopo le polemiche che avevano già accompagnato le Olimpiadi, anche l’appuntamento paralimpico di Milano Cortina si apre con un caso destinato a far discutere. La delegazione ucraina aveva presentato sui social l’uniforme pensata per la manifestazione: sul petto, la rappresentazione dell’intero territorio nazionale, comprese le aree al centro della guerra con la Russia, quindi anche Crimea e Donbass. La risposta del Comitato Internazionale Paralimpico è stata netta: quella grafica non è ammessa.
Paralimpiadi, atleti Ucraina non potranno indossare la propria divisa
Vai al contenutoLettonia verso la proroga del divieto di import dei prodotti agricoli russi
Il governo della Lettonia presenterà al Parlamento di Riga un proposta di legge per la proroga fino al primo luglio 2027 del divieto di importazione di prodotti agricoli e mangimi provenienti dalla Federazione russa e dalla Bielorussia. Il divieto, introdotto l'8 marzo 2024, non riguarda tuttavia il transito di tali prodotti verso altri Paesi dell'Unione europea. La norma è stata formulata quale forma di ritorsione contro l'invasione di Mosca su vasta scala dell'Ucraina.
Merz: "Cerchiamo di convincere la Spagna sul 3-5% per la difesa"
Cosa pensa del comportamento di Madrid nella Nato Friedrich Merz? "È molto semplice. Cerchiamo di convincere la Spagna su questo 3-5% nel contesto della Nato. È l'unico Paese che non lo accetta", ha risposto il cancelliere tedesco ad una domanda di un giornalista durante l'incontro nello Studio ovale con Donald Trump a Washington. "È per la sicurezza comune", ha sottolineato Merz.
Trump: "La guerra in Ucraina è alta nella lista delle mie priorità"
"La guerra tra Russia e Ucraina è alta nella mia lista di priorità". Lo ha detto Donald Trump ribadendo che pensava sarebbe stata "più facile da risolvere" "Credo che" un accordo "si farà", ha aggiunto. "Una volta biasimo uno, una volta l'altro ma si farà", ha aggiunto.
Trump insiste: "Abbiamo molte munizioni ma regalate troppe all'Ucraina"
Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti hanno ancora "un'enorme quantità di munizioni" pure lamentandosi del fatto che l'amministrazione di Joe Biden ne "regalato molte di alta qualità" all'Ucraina.
Merz: "L'Ucraina deve preservare il suo territorio"
Kiev deve "preservare" il suo territorio. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, pur sottolineando di sperare che la guerra in Ucraina finisca al più presto. "L'Ucraina deve però preservare il suo territorio e i suoi interessi sulla sicurezza", ha detto.
Trump minaccia il blocco di tutti gli scambi commerciali con la Spagna
Donald Trump minaccia di "bloccare tutti gli scambi commerciali con la Spagna". "La Nato si sta muovendo bene, così come la Germania, sul fronte della spesa militare", dice il tycoon incontrando nello Studio Ovale il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La Spagna invece "è l'unico Paese della Nato a non aver accettato" il tetto di spesa per la difesa al 5% del Pil. "Hanno detto che non possiamo usare le loro basi" nell'ambito dell'operazione contro l'Iran, ma "nessuno può dirci di non usare le basi. La Spagna non ha una grande leadership", ha rincarato il presidente Usa.
Merz da Trump: "Parleremo di Iran e di Ucraina, la guerra a Kiev finisca"
"Vediamo cosa succede in Iran e dobbiamo anche parlare di cosa succederà dopo che questo regime sarà andato via". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Washington alla Casa Bianca con Donald Trump. "E dobbiamo naturalmente parlare anche di Ucraina", ha aggiunto. "Vogliamo che questa guerra finisca il più velocemente possibile".
Von der Leyen sente Zelensky: "Concludere prestito e sanzioni"
Ho appena parlato con il presidente ucraino Volodomyr Zelensky. Ci concentriamo sulle nostre priorita' comuni: concludere l'adozione del prestito di sostegno all'Ucraina e del 20 pacchetto di sanzioni. Abbiamo anche discusso dell'impatto piu' ampio degli sviluppi in Medio Oriente sui prezzi dell'energia, sulla sicurezza energetica e sulla disponibilita' di materiali di difesa di cui c'e' un disperato bisogno". Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen riportando i contenuti della telefonata intercorsa con il presidente ucraino.
Dombrovskis: "Sono fiducioso, sbloccheremo prestito a Kiev e sanzioni a Mosca"
Sul finanziamento Ue da 90 miliardi di euro all'Ucraina "sono fiducioso che troveremo un modo per sbloccare anche il nostro sostegno ufficiale e il ventesimo pacchetto di sanzioni" alla Russia. Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovsis intervenendo al forum della Bei. Sui prestiti a Kiev "si inserisce di nuovo un ostacolo con l'Ungheria - ha sottolineato il politico lettone -. Ma va detto che non è la prima volta" e pur tra le "difficoltà e discussioni con l'Ungheria", "siamo comunque riusciti a fornire finora un ingente sostegno finanziario all'Ucraina".
Varsavia: "Un conflitto prolungato mette a rischio la fornitura di missili a Kiev"
Un conflitto prolungato in Medio Oriente potrebbe interrompere le consegne di sistemi di difesa aerea di fabbricazione statunitense e di altre forniture di armi ai paesi europei, tra cui l'Ucraina: lo ha affermato il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, come riporta Reuters sul sito. "Se (il conflitto) dovesse durare più delle 3-4 settimane di cui ha parlato ieri il presidente Trump, allora sorgerebbero dei rischi per la fornitura di equipaggiamenti a noi, all'Europa e certamente all'Ucraina in primo luogo", ha dichiarato in una conferenza stampa a Bratislava. Se i missili di difesa aerea continuassero a essere utilizzati al ritmo attuale, ci sarebbe un "rischio per le forniture", ha affermato.
Mosca: "Cresce l'interesse dell'India per il petrolio russo"
Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato al primo canale che la Russia registra un aumento della domanda di petrolio dall'India per la successiva raffinazione. "Stiamo assistendo a dichiarazioni di politici indiani circa un crescente interesse da parte dell'India per il nostro petrolio da raffinare, date le attuali condizioni", ha detto Novak. "Beh, ovviamente, oggi ci sono grandi incertezze legate agli eventi in Medio Oriente, e molto dipenderà da come si evolveranno questi eventi. Il mercato sta reagendo oggi", ha aggiunto il vice primo ministro.
Ue: "Ancora il 10% delle importazioni di gas in arrivo dalla Russia"
"Quando la Russia ha iniziato la guerra" in Ucraina "nel 2022 importavamo circa il 45% di gas russo, eravamo molto dipendenti e questo era inaccettabile. Abbiamo iniziato ad affrancarci dalle forniture russe e oggi importiamo circa il 10%" di gas russo. "E' ancora troppo, non vogliamo, anche indirettamente, aiutare Putin a finanziare la guerra". Lo ha detto il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen, in conferenza stampa a Baku insieme al ministro azero Parviz Shahbazov.
Zelensky nomina ambasciatore in Italia il vice capo dell'ufficio presidenziale
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che nomina il vice capo dell'ufficio presidenziale Ihor Brusyl ambasciatore dell'Ucraina in Italia. La posizione era vacante dalla fine di luglio 2025, scrive Rbc. Prima di Brusyl, l'ambasciatore dell'Ucraina in Italia era Yaroslav Melnyk che ha ricoperto l'incarico dal settembre 2020 al 21 luglio 2025.
Ft: Ue in pressing sull'Ucraina per dare via libera a ispezione a Druzhba
L'Ucraina è sotto pressione affinché consenta all'Ue di ispezionare un oleodotto danneggiato che trasporta petrolio russo verso l'Ungheria e la Slovacchia. Lo riporta il Financial Times online. I due paesi filorussi, ricorda il quotidiano della City, accusano Kiev di esagerare l'impatto di un attacco da parte di Mosca, nonostante ciò che i funzionari ucraini definiscono prove di distruzione su vasta scala. L'Ucraina sostiene di aver bisogno di tempo per riparare l'oleodotto Druzhba e ha fornito prove dei danni causati da un attacco aereo russo a gennaio, ma l'Ungheria e la Slovacchia sostengono che Kiev lo abbia chiuso intenzionalmente. Alcuni governi dell'Ue filo-ucraini e la Commissione europea stanno chiedendo a Kiev di consentire una visita per dimostrare che sta cercando di ripristinare i flussi di petrolio, scrive il Ft, citando cinque diplomatici e funzionari dell'Ue. Due di loro hanno affermato che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e António Costa, presidente del Consiglio europeo, durante la loro visita a Kiev nel quarto anniversario dell'invasione su larga scala della Russia, hanno chiesto specificamente alla leadership ucraina l'accesso all'oleodotto Druzhba per valutare i danni in modo indipendente, ma la richiesta è stata respinta. Secondo un alto diplomatico dell'Ue, Kiev ha segnato un "autogol" fornendo all'Ungheria una scusa per bloccare il prestito. "Non possiamo dire se ci siano stati danni o meno. Esistono modi molto semplici per documentarlo e dimostrare che stanno lavorando duramente per ripararlo. Non l'hanno fatto", hanno affermato. Sergii Koretskyi, ad di Naftogaz, ha dichiarato al Ft che l'attacco russo ha causato l'incendio di un serbatoio di stoccaggio contenente 75.000 metri cubi di petrolio, "che ha richiesto 10 giorni per essere domato". Per ripristinare il flusso, secondo Kiev, sarebbe stato necessario inviare squadre di riparazione in aree potenzialmente pericolose e dirottare risorse limitate.
Salini (Fi): "Un capriccio di Orban non fermerà il prestito all'Ucraina"
"Quello sul prestito all'Ucrainaè un capriccio di Orban, che ancora una volta tenta di fermare l'oceano con una mano ma forse femerà solo l'Ungheria e vedremo anche come andranno le elezioni. Quello che è certo però è che attraverso la procedura della cooperazione rafforzata si è consolidato il meccanismo del prestito, e chi vorrà aiutare gli aggrediti potrà farlo". Lo ha detto l'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, intervenendo al forum dell'ANSA al Parlamento europeo, rispondendo a una domanda in merito al prestito da 90 miliardi a Kiev. "Le regole dell'Unione europea andrebbero cambiate, ma nel mentre il prestito all'Ucraina verrà comunque accordato", ha aggiunto Salini.
Ambasciata russa a Meloni: "Crisi figlia della menzogna"
L'ambasciata russa in Italia ha respinto la tesi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni secondo cui la crisi del diritto internazionale "e' figlia dell'aggressione russa contro l'Ucraina". In un lungo post su Facebook, la rappresentanza diplomatica ha accusato l'Occidente di mentire. "Tutto semplice, dunque! Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione piu' precisa. A nostro avviso, madre dell'attuale crisi del sistema del diritto internazionale e' la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l'Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro l'Iran (2026)", si legge. "Sempre sulla menzogna, si fonda l'attuale posizione dell'Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonche' dal sabotaggio da parte dell'Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale", si spiega ancora.
Vannacci: "Se la Russia attaccasse, dubito che Trump manderebbe truppe in Ue"
"A causa dell'aver rinunciato alla Russia come fornitore di gas, proprio come citava il report Draghi, l'Unione europea è in ginocchio. Paghiamo l'energia più cara di tutte le aree industrializzata. L'Unione europea oggi risulta ancora più debole dallo sgretolarsi dell'Alleanza atlantica: sta venendo meno l'articolo 5 della Nato e ho i miei dubbi che se la Russia attaccasse la Finlandia, Trump manderebbe i suoi soldati a morire per l'Europa". Lo ha detto l'eurodeputato di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, intervenendo al forum dell'ANSA al Parlamento europeo in merito agli ultimi sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina e un ipotetico intervento della Nato in difesa dei territori Ue.
Orban: "Von der Leyen obblighi Zelensky a riattivare l'oleodotto"
Il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán ha esortato la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen a costringere il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky "a rispettare gli accordi" che obbligano l'Ucraina a far ripartire il flusso di petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba, altro tema di discordia tra Orbán e Zelensky, già divisi dalla posizione del governo ungherese sull'invasione russa dell'Ucraina. Orbán ha respinto le scuse di Zelensky per la mancata riapertura dell'oleodotto e ha ribadito che l'Ungheria bloccherà qualsiasi decisione favorevole all'Ucraina presentata a Bruxelles finché il presidente ucraino non riacquisterà il "buon senso". "Vuole che siamo grati all'Ucraina mentre lui chiude l'oleodotto che rifornisce l'Ungheria. Che faccia tosta!", ha denunciato Orbán sui social media.
Da parte sua, la Commissione Europea ha dichiarato di non essere a conoscenza di quest'ultimo sviluppo. L'ultima denuncia del Primo Ministro ungherese sarà "letta, studiata e riceverà una risposta" non appena vi si avrà accesso. Un portavoce ha inoltre dichiarato a Europa Press che la Commissione è in costante contatto sia con l'Ucraina che con gli Stati membri interessati, Ungheria e Slovacchia, e che "non ci sono nuovi sviluppi". Inoltre, ha riferito che Ursula von der Leyen e Zelensky dovrebbero parlare telefonicamente oggi, e la questione potrebbe essere affrontata. Le autorità ungheresi hanno denunciato la chiusura del tratto ucraino dell'oleodotto Druzhba – il più grande al mondo, collegamento tra Russia ed Europa centrale – come un attacco alla sicurezza energetica del Paese, soprattutto dopo l'inizio della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran.
L'Ucraina ha sostenuto che la chiusura è dovuta alle riparazioni necessarie a seguito degli attacchi russi delle ultime settimane. Tuttavia, l'Ungheria sostiene che il blocco sia motivato politicamente e rappresenti una ritorsione per la sua posizione sulla guerra. L'Ungheria ha risposto interrompendo le forniture di gasolio all'Ucraina e bloccando un prestito di 90 miliardi di euro concesso da Bruxelles all'Ucraina.
Ucraina, Ft: "L'Ue chiede un'ispezione all'oleodotto russo di Druzhba"
L'Ue ha chiesto all'Ucraina di poter ispezionare l'oleodotto Druzhba danneggiato da un bombardamento russo che trasporta il petrolio verso Ungheria e Slovacchia. L'oleodotto è fermo a causa di un bombardamento russo ma i due paesi filo Cremlino - che bloccano il finanziamento da 90 miliardi all'Ucraina - accusano Kiev di ritardare la riparazione della pipeline. Kiev, scrive il Financial Times, afferma di aver bisogno di tempo per riparare l'oleodotto Druzhba e ha fornito le prove dei danni causati da un attacco aereo russo a gennaio, ma Ungheria e Slovacchia sostengono che Kiev lo abbia intenzionalmente chiuso e stia ritardando la riparazione. L'Ungheria ha posticipato l'approvazione del prestito Ue per l'Ucraina alla riapertura della pipeline e ha proposto di inviare una missione conoscitiva in Ucraina, insieme alla Slovacchia. Alcuni governi Ue filo-ucraini e la Commissione Europea stanno chiedendo a Kiev di consentire una ricognizione per dimostrare invece come gli ucraini siano al lavoro per ripristinare i flussi di petrolio. Secondo fonti di Ft sono stati proprio la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, a chiedere espressamente alla leadership ucraina, durante la loro visita a Kiev in occasione del quarto anniversario dell'invasione russa, di accedere all'oleodotto Druzhba per valutare i danni in modo indipendente, ma la richiesta è stata respinta.
Cremlino: "Poco probabili negoziati ad Abu Dhabi"
La prossima data per il nuovo ciclo di colloqui con l'Ucraina non è affatto chiara. Lo ha dichiarato il Cremlino, aggiungendo di ritenere “poco probabile” che i negoziati possano tenersi ad Abu Dhabi, come era stato ipotizzato, fintanto che continuano gli attacchi tra Israelo-americani e Iran. “La data e il luogo non sono ancora chiari”, ha detto il portavoce del governo russo, Dimitri Peskov, dopo che ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si era detto convinto che i negoziati sarebbero ripresi questa stessa settimana nella capitale degli Emirati. “Nessuno li ha cancellati”, ha sottolineato, aggiungendo che “oggi è improbabile che si possa parlare di un incontro ad Abu Dhabi per ovvie ragioni”. Gli Emirati Arabi Uniti e altri paesi della regione con basi statunitensi sono stati oggetto di attacchi iraniani in risposta all'offensiva degli Stati Uniti e di Israele, che ha causato la morte del leader iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei. L'ultimo incontro tra Mosca e Kiev per negoziare la fine della guerra si è tenuto la scorsa settimana a Ginevra, da cui, secondo quanto rivelato da Zelensky, le parti sono uscite con un accordo di massima su questioni umanitarie, come lo scambio di prigionieri, ma anche militari. Lo stesso Zelensky ha tuttavia riconosciuto che le principali questioni che dividono le parti, come l'amministrazione dei territori occupati dalla Russia e la gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimangono irrisolte.
Amb.russa a Meloni: "Crisi colpa di Mosca? La colpa è delle bugie occidentali"
In un'intervista al Tg5, la premier Giorgia Meloni "ha definito la crisi del diritto internazionale 'figlia dell'aggressione russa contro l'Ucraina'. Tutto semplice, dunque! Attenendosi alla logica del primo ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell'attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite". Così su Telegram l'ambasciata russa a Roma.
Zelensky sente il presidente degli Emirati: "Pronti al nostro contributo"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha discusso della situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan. "Gli ho espresso le mie condoglianze per la perdita di vite umane causata dai folli attacchi dell'Iran", ha osservato Zelensky su Telegram. "Abbiamo discusso su come possiamo dare il nostro contributo in questa situazione e sostenere la protezione della vita. Abbiamo concordato che i team si impegneranno in questo. Proteggere la vita è una priorità condivisa da tutti nel mondo", ha sottolineato Zelensky.
Ue: "Completata fase preliminare dei negoziati di adesione di Kiev"
"Nonostante l'incessante guerra di aggressione della Russia", l'Ucraina "ha completato con successo il processo di screening e ha compiuto progressi nelle riforme fondamentali. Ciò è chiaramente indicato nella nostra ultima relazione sull'allargamento, ed è per questo che accogliamo con favore il completamento dello screening bilaterale in tempi record e ricordiamo la valutazione della Commissione secondo cui tutti e sei i gruppi di cluster sono ora pronti per essere aperti". Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano alla stampa. "Ora - ha aggiunto - la decisione è nelle mani degli Stati membri. Siamo pronti a sostenere l'Ucraina nel suo percorso verso l'Ue". Un'altra portavoce ha spiegato che il tema dell'adesione dell'Ucraina all'Ue potrebbe essere oggetto di discussione della telefonata in programma tra la presidente Ursula von der Leyen e il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky.
Lavrov: "L'iniziativa di Macron sul nucleare comporta rischi di proliferazione"
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, con riferimento all'iniziativa del presidente francese Emmanuel Macron di aumentare il numero di testate ha dichiarato che "il rischio che la proliferazione nucleare vada fuori controllo è in aumento". lo riferisce l'agenzia Tass. Secondo il ministro russo, le dichiarazioni del presidente francese secondo cui Parigi intende utilizzare le armi nucleari per proteggere i propri interessi vitali oltre i confini francesi saranno oggetto di dibattito "di un'ampia gamma di scienziati politici, accademici e persino circoli governativi".
Von der Leyen sentirà Zelensky in giornata sulla sicurezza energetica
"Questo pomeriggio, la presidente von der Leyen avrà una conversazione telefonica con il presidente Zelensky, come spesso accade. Naturalmente parleranno di questioni relative alla sicurezza energetica. Quindi" la questione dell'interruzione delle consegne di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba a Ungheria e Slovacchia "potrebbe essere affrontato anche durante il colloquio". Lo ha dichiarato Paula Pinho, portavoce della Commissione europea, durante l'incontro quotidiano con la stampa. Un'altra portavoce non ha confermato per il momento di aver ricevuto la lettera del primo ministro ungherese Viktor Orban in merito alla questione.
Ucraina, l'Ue: "Lavoriamo ad opzioni per sbloccare prestito da 90 miliardi"
"Potrebbero non essere visibili, ma stiamo lavorando a opzioni per sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro e siamo pienamente consapevoli del fatto che il tempo stringe". Lo ha annunciato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, aggiungendo che la questione potrebbe essere sollevata nel colloquio tra Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky che si terrà oggi.
Mosca: "Conquistati centri abitati nelle regioni ucraine di Zaporizhzhia e Sumy"
Il ministero della Difesa della Federazione russa ha annunciato la conquista di due centri abitati, nelle regioni ucraine di Zaporizhzhia e Sumy. "Le forze armate della Federazione Russa hanno liberato il villaggio di Veselyanka nella regione di Zaporizhzhia e hanno anche preso il controllo del villaggio di Bobylivka nella regione di Sumy", si legge nel comunicato del ministero russo su Telegram.
Lavrov: "Inalienabile il diritto dell'Iran ad arricchire l'uranio"
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha osservato che l'intenzione dell'Iran di arricchire l'uranio, è un diritto è inalienabile nonostante l'inviato speciale della presidenza Usa, Steven Witkoff, abbia dichiarato che i negoziati con l'Iran sono falliti a causa del rifiuto di Teheran a rinunciare al programma. "Nessuno ha mai contestato il diritto inalienabile all'arricchimento dell'uranio come principio che si applica a tutti i Paesi senza eccezioni senza esclusione della parti del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari", ha affermato il ministro russo, citato da Tass. "Il diritto all'arricchimento dell'uranio per l'uso pacifico dell'energia nucleare è inalienabile", ha aggiunto Lavrov.
Telefonata Orban-Putin sui prigionieri ungheresi
Il presidente russo, Vladimir Putin, e il primo ministro ungherese, Viktor Orban, hanno avuto una conversazione telefonica dedicata, tra gli altri temi, ai cittadini ungheresi catturati mentre combattevano per l'Ucraina. Lo ha reso noto il Cremlino. "Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban. Sono state affrontate anche questioni riguardanti cittadini ungheresi mobilitati nelle forze armate ucraine e fatti prigionieri dalla Russia", si legge in una nota diffusa da Mosca. Il colloquio si inserisce inoltre nel contesto delle tensioni tra Budapest e Kiev sulle forniture di petrolio russo dirette in Ungheria attraverso il territorio ucraino, un dossier che ha riacceso lo scontro diplomatico tra i due Paesi sullo sfondo della guerra.
Cremlino: "Data e luogo del nuovo round di colloqui sull'Ucraina non ancora definiti"
Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov ha riferito che "non c'è ancora chiarezza sulla data e il luogo del nuovo round di colloqui sull'Ucraina". Lo scrive l'agenzia di stampa Tass. Il portavoce del Cremlino ha precisato che al momento, è difficile parlare della possibilità di un incontro ad Abu Dhabi per i negoziati sull'Ucraina a causa della situazione nella regione.
Se le bombe rubano il sonno: essere bambini in luoghi di guerra
In Ucraina le scuole sono chiuse da quasi quattro anni: in tutto il Paese 4,6 milioni di bambini e bambine hanno difficoltà di accesso ai servizi educativi. E crescono nella paura, in uno stato costante di allerta, abituandosi a una nuova realtà fatta di bunker sotterranei da raggiungere di notte e allarmi anti-aerei. Il racconto di Piero Meda di WeWorld da Mykolaiv: "Usiamo l'arteterapia per elaborare i traumi: nei cieli che disegnano ci sono i droni".
Se le bombe rubano il sonno: essere bambini in luoghi di guerra
Vai al contenutoCremlino: "Putin compie ogni sforzo per disinnescare le tensioni in Medio Oriente"
Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha affermato che il presidente Vladimir Putin sta cercando di facilitare il più possibile la de-escalation in Medio Oriente. "Ieri con praticamente tutti i nostri interlocutori abbiamo discusso del fatto che Putin trasmetterà la sua profonda preoccupazione per gli attacchi alle loro infrastrutture ai nostri colleghi in Iran, sfruttando il dialogo che intratteniamo con la leadership iraniana", ha affermato Peskov, citato da Tass. Il portavoce del Cremlino ha così commentato la serie di telefonate intercorse ieri tra il presidente russo e alcuni capi di Stato e di governo del Medio Oriente.
Orban scrive a von der Leyen: "Zelensky cinico, l'Ue ci sostenga"
Il premier ungherese Viktor Orban ha definito "inaccettabile" e "cinica" la risposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky sull'interruzione delle consegne di petrolio tramite l'oleodotto Druzhba e ha detto di aver scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen invitandola a "far rispettare gli accordi che obbligano l'Ucraina a consentire il transito di petrolio attraverso l'oleodotto dell'Amicizia". "Finché il presidente Zelensky non tornerà al buon senso e alla normalità - ha aggiunto - non sosterremo alcuna decisione favorevole all'Ucraina".

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Lavrov: "E' tempo di chiarire come gli Usa vedono le altre potenze nucleari"
Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in conferenza stampa ha affermato che è giunto il momento di chiarire "come gli Stati Uniti vedono il mondo". "Non ho dubbi che sia giunto il momento di un dialogo fondamentale e completo su come gli Stati Uniti vedono il mondo, come si vedono in questo e quale ruolo assegnano a tutti gli altri. Questo è particolarmente rilevante per le potenze nucleari per ovvie ragioni", ha sottolineato Lavrov, citato dall'agenzia di stampa Tass. "Stiamo dialogando con i nostri colleghi statunitensi a vari livelli, in vari formati, su crisi e aree specifiche delle nostre relazioni", ha osservato il ministro russo.
La Banca centrale russa impugna alla Corte Ue il congelamento permanente degli asset
La Banca di Russia ha impugnato il Regolamento del Consiglio del 12 dicembre 2025, che ha imposto il congelamento permanente degli attivi della Banca Centrale, presso la Corte di Giustizia dell'Ue a Lussemburgo. "Si tratta di un proseguimento degli sforzi per contestare le azioni illecite dell'Unione Europea contro gli attivi sovrani della Banca di Russia", ha dichiarato la Banca Centrale. L'autorità di regolamentazione ha osservato che il ricorso è stato presentato ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. "L'adozione del Regolamento Ue ha comportato la violazione, tra l'altro, dei diritti fondamentali e inalienabili di accesso alla giustizia, dell'inviolabilità della proprietà, del principio di immunità sovrana degli Stati e delle loro banche centrali, garantiti dai trattati internazionali e dal diritto dell'Unione europea, il che è contrario ai principi fondamentali del diritto e non può essere considerato compatibile con il principio dello stato di diritto", si legge nel comunicato. Il 27 febbraio, la Banca di Russia ha depositato un ricorso al Tribunale dell'Unione Europea per contestare il Regolamento del Consiglio del 12 dicembre 2025, che ha imposto il congelamento permanente degli attivi della Banca Centrale. La notizia è stata riportata in un comunicato stampa dall'autorità di regolamentazione. La Banca Centrale ha osservato che il ricorso è stato presentato ai sensi dell'articolo 263 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea. "Si tratta di un proseguimento degli sforzi per contestare le azioni illecite dell'Unione Europea contro gli attivi sovrani della Banca di Russia", ha dichiarato l'autorità di regolamentazione. Il regolamento UE contestato non solo ha imposto un congelamento a tempo indeterminato dei beni della Banca centrale, ma ha anche escluso la possibilità di tutela giurisdizionale dei diritti violati sui beni, anche attraverso l'esecuzione di eventuali decisioni giudiziarie o arbitrali in relazione alle misure adottate con questa legge, ha affermato la Banca centrale in una nota.
Zelensky: "Non lascerò mai il Donbass e gli ucraini che lo abitano"
"Io non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano". Lo ha detto il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky in un'intervista al Corriere della Sera, sottolineando che "Putin ha perso la sua offensiva invernale. Ha attaccato le centrali elettriche nel pieno del gelo, voleva dividerci, ha cercato di mettere la popolazione civile contro l'esercito per costringerlo a smettere di combattere. Ma ha fallito". La Russia, specifica Zelensky, sta "perdendo un mucchio di uomini, sino a 35 mila al mese. È un numero gigantesco. Adesso Putin sta per mobilitare 400mila nuovi soldati, ma il suo esercito ha smesso di crescere, le perdite eguagliano le nuove reclute, sono immobilizzati, prossimi alla crisi. I negoziati seri" - sostiene - "inizieranno quando il suo esercito inizierà a rimpicciolirsi". Parlando delle capacità militari degli europei, il leader ucraino ha affermato che "sono più veloci di prima, ma non ancora in grado di sostituire gli Stati Uniti" nel sostegno a Kiev. Sull'Ungheria, Zelensky ha detto che "Orbán verrà battuto alle elezioni e allora potremo riprendere rapporti regolari" con il Paese. In merito alle prossime elezioni, poi, ha affermato di non essere sicuro se candidarsi: "Vedrò cosa vorranno gli ucraini". Riguardo il processo negoziale, il presidente ha aggiunto che il prossimo trilaterale con gli americani potrebbe essere il 5 o 6 marzo: "Preferirei a Ginevra, o comunque in Europa, perché la guerra è nel nostro continente". L'attacco all'Iran, infine, per Zelensky è stata una "buona decisione", anche perché gli "iraniani producono un mucchio di armi per la Russia". Ma la preoccupazione è che "potremmo trovarci in difficoltà nel reperire missili e armi per la difesa dei nostri cieli", dato che "gli americani e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per difendersi".