Il testo propone di limitare la popolazione residente a un massimo di dieci milioni di persone entro il 2050. Le prime proiezioni indicano che gli svizzeri tendono a respingere il referendum "No a una Svizzera da 10 milioni!", dando ragione agli oppositori del quesito
La Svizzera è chiamata alle urne oggi, domenica 14 giugno, per esprimersi sull'iniziativa popolare "No a una Svizzera da 10 milioni!" lanciata dal partito di destra dell'Unione democratica di centro (Udc), conosciuto anche come Partito Popolare Svizzero. Il testo propone di limitare la popolazione residente a un massimo di dieci milioni di persone entro il 2050.
Le prime proiezioni
Le prime proiezioni indicano che gli svizzeri tendono a respingere il referendum, scrive poco dopo la chiusura delle urne alle 12 la Tribune de Geneve. L'esito era molto incerto prima del voto dato che il fronte del "no" era in vantaggio di appena il 52% nell'ultimo sondaggio. Le prime proiezioni danno ragione agli oppositori del quesito - lanciato dal partito di destra dell'Unione democratica di centro - tra cui figurano il Consiglio federale, il Parlamento, i cantoni, la sinistra e parte della destra.
L'iniziativa
L'iniziativa intende inserire nella Costituzione federale un limite alla crescita demografica e prevede che la Confederazione adotti misure correttive non appena la popolazione raggiungerà i 9,5 milioni di abitanti. In ultima istanza, la Svizzera, che alla fine del 2025 contava poco più di 9,1 milioni di abitanti, potrebbe essere chiamata a denunciare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione Europea. Sempre oggi, gli elettori svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi anche su una modifica della legge sul servizio civile, che prevede un inasprimento delle condizioni per potervi accedere.