Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Ceuta, martedì la riunione d’urgenza Ue. In Italia scattano controlli in scali e porti

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©Ansa

Il 4 agosto l’emergenza migranti nell’exclave spagnola sarà al centro del vertice dei ministri dell'Interno dei Ventisette, chiesto da 22 leader e dal premier iberico Pedro Sánchez. Il numero delle vittime, annegate tentando di raggiungere a nuoto il territorio europeo, è salito a più di 80

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L’emergenza migranti di Ceuta sarà martedì al centro di una riunione d’emergenza dei ministri dell'Interno dei Paesi Ue, chiesta da 22 leader in una lettera promossa da Italia e Danimarca e - separatamente in un’altra missiva - dal premier spagnolo Pedro Sánchez. Intanto in Italia sono scattati i controlli in porti e aeroporti e le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di riferire in Parlamento. E nell’exclave il numero delle vittime, annegate tentando di raggiungere a nuoto il territorio europeo, è salito a più di 80.

La situazione a Ceuta

A Ceuta si prova a tornare alla normalità: i negozi hanno riaperto, il traffico è tornato, ma la città fatica a riprendersi dopo lo tsunami provocato dall’arrivo in pochi giorni di circa 60.000 migranti. Ora continua il controesodo verso il Marocco, con una fiumana di persone che attraversa in senso opposto la frontiera, mentre il mare non smette di restituire cadaveri. Ma ci sono anche gruppi di ragazzi che non intendono rinunciare al sogno di arrivare in Spagna e oppongono resistenza ad abbandonare l'exclave: restano nascosti nei boschi sulle colline che sovrastano il Centro di accoglienza temporanea (Ceti), presidiato dall'esercito, chiedendo aiuto e acqua o cibo, ripresi in diretta dalle tv locali. L'emergenza continua anche negli ospedali, dove il sindacato dei medici denuncia una "catastrofe assistenziale", con il sistema sanitario insufficiente a far fronte alla pressione delle emergenze, con casi di ipotermia, annegamenti, traumi e decine di minori in condizioni critiche. Il nodo sono almeno i 7mila bambini e minorenni che le associazioni per i diritti dei migranti stimano siano entrati nella città autonoma e che hanno diritto a restare sotto la tutela delle autorità locali.

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Sul versante politico, la crisi di Ceuta è arrivata in uno dei momenti politicamente più delicati della legislatura per Pedro Sánchez, e rischia di accentuare le difficoltà di un esecutivo già sottoposto a forti pressioni sul fronte interno. L'arrivo di circa 60.000 migranti nell'exclave spagnola ha offerto alle destre all'opposizione un nuovo potente argomento per mettere sotto accusa il premier socialista, mentre il governo sceglie una linea improntata alla difesa della cooperazione con Rabat, evitando qualsiasi rottura diplomatica con il vicino marocchino. Ma, nel pieno della crisi, il premier non rinuncia alle sue vacanze, e parte per Lanzarote pubblicando una playlist di musica e libri consigliati per l'estate. Una decisione che ha scatenato una valanga di critiche sui social. Il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, è volato a Ceuta per cavalcare politicamente la crisi e dalla città autonoma ha definito l'arrivo in massa di migranti "un'occupazione premeditata e senza precedenti", attribuendo la responsabilità al "triplice fallimento" dell'esecutivo: "Della politica migratoria, della sicurezza e della politica estera". Ancora più dura l'ultradestra, scesa in piazza nell'exclave dove oggi è atteso anche il leader di Vox Santiago Abascal. Vox insiste sulla tesi della "invasione migratoria" e sostiene che nella città autonoma continui una situazione di emergenza, nonostante gli annunci dell'esecutivo del rientro in territorio marocchino della "quasi totalità" dei migranti entrati nell'exclave.

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In Italia al via i controlli in scali e porti

Nel frattempo in Italia, dopo la sospensione temporanea dell'accordo di Schengen con la Spagna, sono scattati i controlli a campione in porti e scali aeroportuali. Già dalle prime ore di ieri mattina a Fiumicino, Malpensa e Linate, gli agenti della polizia di frontiera hanno effettuato verifiche "selettive": sotto la lente i cittadini dei Paesi extra Unione europea in arrivo dalla Spagna, per accertare se siano in possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen, in sostanza del passaporto valido. I controlli nei due scali milanesi di Malpensa e Linate sono stati eseguiti a partire dai voli in arrivo da Madrid, Siviglia, Malaga e Alicante e sono poi stati estesi a tutti i voli in arrivo dal Paese iberico. Per chi dall'Italia si sposta in Spagna, e quindi si muove in uscita, non cambia nulla. È arrivata però anche la protesta dei sindacati di polizia, con il Silp Cgil che in una lettera al Viminale avverte: "Il ripristino temporaneo dei controlli di frontiera con la Spagna per tutto il mese di agosto rischia di paralizzare l'operatività degli scali aerei e marittimi nazionali e di gravare pesantemente sulle donne e sugli uomini della polizia di Stato".

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