Introduzione
L’accordo consente la libera circolazione in Europa ed è stato firmato nel 1985. I Paesi che aderiscono, però, possono temporaneamente ripristinare i controlli alle frontiere interne, in determinate circostanze. Dal 2006, secondo la Commissione europea, è successo oltre un centinaio di volte. E ora questa possibilità torna sotto i riflettori, per via dell’emergenza a Ceuta, la "città autonoma" spagnola dove nell’ultima settimana sono migliaia i migranti arrivati a nuoto dal Marocco.
Quello che devi sapere
Come funziona Schengen e quando si può sospendere
Prima di tutto, l’accordo di Schengen, firmato il 14 giugno 1985 a bordo della “Maria-Astrid”, un battello ancorato per l'occasione in un piccolo porto lussemburghese sulla Mosella, sancisce la libera circolazione in Europa. Coinvolge oltre 450 milioni di persone e comprende 29 Paesi. Può essere però sospeso - temporaneamente - dai Paesi che vi aderiscono, ma solo per motivi specifici, come in caso di minaccia per l'ordine pubblico o per la sicurezza nazionale.
Per approfondire:
Crisi migranti, dove si trova Ceuta e cosa significa enclave spagnola
Cosa significa sospendere Schengen
Sospendere Schengen, nella pratica, vuol dire che, per alcuni periodi e in alcuni Paesi, vengono ripristinati i controlli alle frontiere interne (tutte o su alcuni tratti), in entrata e in uscita.
Diversi paesi dell'Ue, per fare qualche esempio, hanno deciso di ripristinare i controlli alle frontiere interne tra il 2020 e il 2022 nel contesto della pandemia da COVID-19. I controlli sono stati ripristinati anche in altre circostanze, ad esempio nel 2015, a seguito di attentati terroristici o dell'aumento dei flussi migratori verso l'Ue.
Come viene spiegato anche sul sito consilium.europa.eu, il ripristino dei controlli alle frontiere interne dovrebbe dunque realizzarsi solo come misura in circostanze eccezionali che mettono a rischio il funzionamento globale dello spazio Schengen.
Il caso di Ceuta e le norme in vigore
L'accordo di Schengen sulla libera circolazione nei Paesi dell'Unione europea che lo hanno sottoscritto si applica anche a Ceuta, così come all'altra enclave spagnola di Melilla in Marocco, ma con norme speciali: chiunque entri, regolarmente o meno, non può uscire liberamente, ma solo dopo controlli.
La posizione dell'Italia sulla crisi di Ceuta
Ora, con l'attuale situazione di emergenza a Ceuta, dove migliaia di migranti hanno raggiunto la costa spagnola a nuoto dal Marocco, l'Italia, sia tramite la premier Meloni che il ministro degli Esteri Tajani, ha fatto sapere di stare formalmente valutando la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. "Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", ha scritto sui social la premier.
Ma l'ipotesi avanzata da Roma ha subito aperto una crisi diplomatica con il governo spagnolo che ha convocato l'ambasciatore d'Italia per protesta.
Cosa succederebbe con la chiusura di Schengen
L'italia non condivide confini di terra con la Spagna. Ma cosa succederebbe, effettivamente, se l'Italia procedesse con la sospensione di Schengen? Non ci sarebbe un blocco dei viaggi o una chiusura dei confini, ma verrebbero ripristinati i controlli per chi arriva dalla Spagna nel nostro Paese. Se Schengen viene sospeso, infatti, l'ingresso in Italia non è più libero, ma chi arriva deve sottoporsi ai regolari controlli di Polizia.
Per approfondire:
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