Suri Cruise e gli altri vip che rinunciano al cognome del padre

Mondo

Introduzione

Prima Suri Cruise, che ha ufficialmente sostituito il cognome del padre con il secondo nome della madre, diventando Suri Noelle. La figlia di Tom Cruise e Katie Holmes è però solo l'ultimo nome di una lista che si allunga: da anni sempre più figli di personaggi celebri rinunciano al cognome paterno. Le motivazioni oscillano tra due poli: la rottura affettiva con il padre o la volontà di emanciparsi dall'etichetta di "figlio d'arte". E attraversano generazioni e ambiti diversi, da Hollywood alla politica fino alla musica.

Quello che devi sapere

Un gesto che si ripete: lasciare il cognome del padre

Non è un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni è diventato sempre più visibile: figli di personaggi noti che scelgono di non portare più il cognome del padre. Le ragioni si muovono lungo due direttrici opposte: da un lato la rottura affettiva o l'allontanamento dal padre, dall'altro il desiderio di costruirsi una carriera senza l'ombra del nome di famiglia. Il caso più recente, quello di Suri, si inserisce in una tendenza più ampia tra i figli delle celebrità, che da adulti adottano un cognome diverso, spesso quello materno. 

Suri Noelle, la figlia di Tom Cruise

Suri, nata dal matrimonio tra Tom Cruise e Katie Holmes, ha cambiato ufficialmente il proprio nome in Suri Noelle, abbandonando il cognome del padre per il secondo nome della madre; i registri elettorali della contea di Allegheny, in Pennsylvania, dove frequenta la Carnegie Mellon University, la indicano con il nuovo nome. Da anni Suri e Cruise non hanno praticamente contatti pubblici e non venivano visti insieme da oltre un decennio, dai tempi del divorzio dei genitori. 

Katie Holmes e la figlia Suri
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I figli di Angelina Jolie e Brad Pitt

Diversi figli della coppia hanno smesso di usare "Pitt". Shiloh ha depositato la richiesta legale per chiamarsi solo Shiloh Jolie il giorno del suo diciottesimo compleanno, nel maggio 2024. Zahara è stata presentata come Zahara Marley Jolie nella confraternita della sua università. Maddox non usa più il cognome del padre in pubblico. Vivienne ha depositato un'istanza alla Superior Court di Los Angeles per diventare "Vivienne Marcheline Jolie", indicando come motivazione "personale", con udienza fissata al 2 novembre 2026. Anche Knox, gemello di Vivienne, risulta aver rimosso il cognome paterno, che sul diploma di scuola superiore compare come "Jolie". 

Angelina Jolie, due generazioni contro lo stesso nome

La stessa Angelina aveva compiuto una scelta analoga molto prima dei figli: cancellò legalmente il cognome del padre, l'attore premio Oscar Jon Voight, con cui i rapporti erano da tempo tesi. Da allora usa soltanto Jolie, uno dei suoi nomi. La decisione dei figli di lasciare "Pitt" ricalca così un percorso già tracciato in famiglia.

Angelina Jolie e Jon Voight
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Vivian Jenna Wilson, la figlia di Elon Musk

Nel 2022, al compimento della maggiore età, la figlia transgender di Elon Musk ha chiesto il cambio di nome e la rimozione del cognome Musk, adottando quello della madre, Justine Wilson. Nei documenti depositati ha dichiarato di non voler più essere legata in alcun modo al padre biologico, in aperto contrasto con le posizioni pubbliche dell'imprenditore sulle questioni di genere.

Svetlana Alliluyeva, la figlia di Stalin

Il caso più antico, e forse più emblematico, è quello dell'unica figlia di Iosif Stalin. Nata Svetlana Stalina, cambiò il proprio cognome in quello da nubile della madre, Alliluyeva, non sopportando più il nome legato alla dittatura del padre. La decisione maturò dopo la morte di Stalin, nel 1953. "Stalin", del resto, era già uno pseudonimo rivoluzionario: il vero cognome di famiglia era Džugašvili. 

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Wafah Dufour, la nipote di Osama bin Laden

Nata Wafah bin Ladin, figlia di Yeslam bin Ladin, fratellastro del leader di al Qaida, dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 sostituì il cognome della famiglia con quello da nubile della madre, Dufour, per dissociarsi dall'infamia legata a quel nome. "Tutti mi associano a quell'uomo, e io non ho niente a che vedere con lui", ha spiegato, chiedendo di essere accettata per ciò che è. 

Patti Davis, la figlia di Ronald Reagan

Nata Patricia Ann Reagan, la figlia dell'ex presidente statunitense adottò il cognome da nubile della madre Nancy, Davis, per costruirsi una carriera autonoma; le sue posizioni furono spesso in contrasto con la famiglia, anche sul piano politico. Reagan, prima di entrare in politica, era stato attore a Hollywood. 

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Micheál Richardson, il figlio di Liam Neeson

Il figlio dell'attore Liam Neeson e di Natasha Richardson ha cambiato il proprio cognome in Richardson, quello della madre, l'attrice scomparsa nel 2009 in seguito a un incidente sugli sci. Come ha spiegato la nonna, l'attrice Vanessa Redgrave, la scelta non nasceva dalla volontà di sfuggire alla fama del padre, ma dal desiderio di tenere vicina la madre. È il caso che più assomiglia, nelle motivazioni, a quello di Suri. 

Micheál Richardson

Malia Ann, la primogenita degli Obama

La figlia maggiore di Barack e Michelle Obama ha debuttato come regista con il cortometraggio "The Heart", firmandosi semplicemente Malia Ann, con il proprio secondo nome, per separare l'identità artistica da quella dei genitori. La madre ha raccontato che per i suoi figli è importante sentire di aver guadagnato ciò che ottengono, senza apparire come persone a cui tutto è stato regalato. 

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Nicolas Cage, il precedente storico

Uno dei casi più celebri risale agli esordi di Nicolas Cage, all'anagrafe Nicolas Kim Coppola e nipote del regista Francis Ford Coppola. Scelse il cognome d'arte "Cage" (ispirato al personaggio dei fumetti Luke Cage) per non essere valutato attraverso la lente del nome di famiglia; anni dopo avrebbe vinto l'Oscar per "Via da Las Vegas". 

Nicolas Cage

Duncan Jones, il figlio di David Bowie

Regista di film come "Moon" e "Source Code", Duncan Jones è figlio di David Bowie, il cui vero cognome era proprio Jones. Cresciuto con il nome Zowie Bowie, da adulto ha scelto di usare il cognome anagrafico del padre per farsi strada nel cinema senza appoggiarsi al mito costruito dalla popstar.

Duncan Jones
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Scott Eastwood, lontano dal cognome ingombrante

Figlio di Clint Eastwood, agli inizi della carriera Scott non si presentò con il celebre cognome paterno, così da non essere percepito come un figlio d'arte e da costruirsi un percorso autonomo. 

Scott Eastwood

Norah Jones, il cognome materno al posto di Shankar

La cantante Norah Jones è nata Geethali Norah Jones Shankar, figlia del sitarista indiano Ravi Shankar e della produttrice musicale Sue Jones, ed è cresciuta con la madre in Texas. Da adolescente ebbe pochi contatti con il padre e, a sedici anni, cambiò legalmente il proprio nome in Norah Jones. La riconciliazione con Ravi Shankar arrivò più tardi, negli anni del grande successo discografico. 

Norah Jones
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Quando resta solo il nome: Samia e non solo

La cantautrice Samia, figlia degli attori Kathy Najimy e Dan Finnerty, ha rinunciato del tutto ai cognomi dei genitori, presentandosi sul palco con il solo nome proprio. Sulla stessa linea la figlia di Nicole Richie, nata Harlow Winter Kate Madden, che all'inizio del 2026 ha cominciato a usare pubblicamente uno dei suoi secondi nomi. 

Il caso opposto: Emilio Estevez e Charlie Sheen

Non tutti i figli d'arte rinunciano al nome di famiglia: qualcuno lo rivendica. Emilio Estevez ha mantenuto il cognome di famiglia, Estévez, invece del nome d'arte con cui il padre è diventato celebre: Martin Sheen, nato Ramón Estévez, che cambiò nome in un'epoca di pregiudizi contro i cognomi ispanici e in seguito si disse pentito di quella scelta. Lo stesso Sheen ha raccontato di aver "pregato" il figlio di non cambiarlo; il fratello Carlos, invece, adottò il nome d'arte diventando Charlie Sheen. 

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Dolore familiare o brand personale?

Dietro la stessa decisione convivono motivazioni molto diverse. In alcuni casi il cambio di cognome sancisce una frattura affettiva o l'allontanamento da un padre percepito come assente o ingombrante; in altri risponde a una strategia professionale, per essere giudicati per il proprio lavoro e non per il nome ereditato. La rinuncia al cognome paterno, un tempo quasi un automatismo, diventa così un gesto identitario che racconta tanto i rapporti familiari quanto il modo in cui oggi si costruisce una carriera.

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