Il neo ct degli azzurri si presenta in conferenza stampa con il nuovo presidente e dt del Club Italia Claudio Ranieri. E chiede scusa per l'addio del 2023: "Come quando perdi la donna della tua vita, vuol dire che hai sbagliato qualcosa. Ci fu mancanza di comunicazione con Gravina". Ranieri: "Da noi troppa tattica, dobbiamo tornare a puntare sulla tecnica individuale"
Il nuovo corso della Nazionale italiana comincia ufficialmente il 29 luglio con la conferenza stampa di presentazione del neo commissario tecnico Roberto Mancini e Claudio Ranieri, scelto come presidente e direttore tecnico del Club Italia. A presentare i due nuovi protagonisti, il presidente federale Giovanni Malagò, che ha deciso le due nomine dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo conseguenti al mancato arrivo di Andrea Pirlo sulla panchina azzurra.
Mancini: "Farò giocare bene la squadra"
"La maglia della nazionale è un po' come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa - ha esordito Roberto Mancini in conferenza stampa -. Anticipo una cosa io riguardo alla mia vicenda di tre anni fa. Allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. È andata così, sono molto dispiaciuto. La sorte e il presidente Malagò mi hanno dato la possibilità di rifarmi e cercherò di portare l'Italia dove merita". Dopo aver parlato del passato, Mancini si è concentrato sul presente: "Cercherò di far giocare così bene la nazionale, così che i tifosi mi perdonino - ha detto -. Come mi immagino l'accoglienza dei tifosi? Sono l'allenatore della nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci possono essere persone contro. Cercherò di far giocare bene la squadra. Come si cancella il 2023? Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa, i giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene". A chi gli chiedeva quanto potrebbe durare questa sua nuova avventura azzurra, Mancini ha risposto: "Quando sono arrivato la scorsa volta, sono stato cinque anni che sono tanti, e questo è il ruolo che più mi piace: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di vincere un trofeo o due e poter rimanere anche dopo".
"Se andiamo ai Mondiali, siamo tra i favoriti"
Se il progetto tecnico avrà necessariamente bisogno di un lungo periodo, non possono essere dimenticati gli obiettivi nell'immediato, a partire dalla qualificazione ai Mondiali del 2030, dopo gli ultimi tre mancati: "Se l'Italia va al mondiale come dovrebbe, poi diventa una delle squadre da battere - ha assicurato il ct -. Anche se ci arriva da non favorita, poi siamo pericolosi. Ora dobbiamo formare subito una squadra e arrivare a questo, a qualificarci all'Europeo e al Mondiale". Ai più scettici, Mancini ha ricordato gli Europei giocati nel 2021: "Quando siamo partiti la prima volta, il 90% dei giornalisti riteneva la nostra squadra fosse la settima o ottava in Europa, ma se in quattro anni non abbiamo mai perso vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto". Mancini ha espresso una visione ottimista anche sulla qualità dei calciatori a sua disposizione: "Penso che ci siano dei giocatori bravi in Italia, giovani. Io credo solo che bisogna dargli fiducia, farli giocare perché poi un ragazzo giovane magari fa un po' di fatica, ma in tre mesi può cambiare totalmente. Se voi ricordate, Zaniolo, quando venne la prima volta da noi, non aveva giocato neanche in serie B o in serie A. Venne da noi e il primo raduno fu in difficoltà perché era molto giovane... Dopo tre mesi, al secondo raduno era un altro giocatore. Quando hai giocatori giovani, bravi, con qualità, con tecnica devi dargli fiducia e farli giocare".
Ranieri: "Voglio fare innamorare i tifosi della Nazionale"
In conferenza stampa ha parlato anche il nuovo dt e presidente del Club Italia Claudio Ranieri, chiamato a sostituire il dimissionario Paolo Maldini: “Questo incarico è solo il coronamento di una carriera, non credevo potesse accadere - ha detto -. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo, ma la mia carriera da allenatore credo la dica lunga, è un compito arduo". Ranieri ha le idee chiare sul primo obiettivo da raggiungere: "Mi preme tantissimo fare innamorare i tifosi italiani della Nazionale di calcio e permettere ai bambini di far vedere la nazionale ai mondiali di calcio che non hanno mai visto”. Sulla programmazione del lavoro e il suo ruolo ha aggiunto: “Io voglio capire bene come funziona il settore giovanile e scolastico non possiamo permetterci che i bambini siano presi da altri giochi, dai videogiochi, dai telefonini, dobbiamo cercare di abbassare i prezzi. Le nazionali giovanili stano lavorando bene, è l’ultimo salto che è difficile, bisogna capire cosa fare e come fare per permettere al ct di poter scegliere. Siamo bravi tatticamente, all’estero la tattica non viene così esasperata come noi, dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale”.
"Squadre piene di stranieri, non va bene"
Per il dt uno dei problemi fondamentali è che "ci sono tanti ragazzi che andrebbero sviluppati dandogli la possibilità di giocare. Io ricordo che tanti anni fa ce n'erano, magari perché in Europa c'era il blocco per cui non potevano circolare più di due stranieri. Adesso invece ci sono squadre che sono piene di stranieri e questo non va bene". Raneri ha proseguito: "Non sono io quello che può dire 'bisogna fare questo, bisogna fare quest'altro'. Io capisco che in qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, per cui non posso dire a un allenatore 'no tu fai giocare questo, fai giocare quell'altro'... Mi auguro però che tutte le componenti di serie A e di serie B possano permettere alle proprie squadre di far giocare più giocatori italiani". Ranieri ha comunque chiesto collaborazione a tutti gli attori del sistema calcio: "Vorrei che i presidenti dei club capissero che abbiamo bisogno di tutti, soprattutto gli allenatori dovranno capire perché a loro naturalmente potrebbe non far piacere se portiamo via i giocatori per gli stage. Dobbiamo darci una mano se vogliamo l'Italia in grande stile".
"Non sono pentito del no quando ero alla Roma"
Ranieri ha anche risposto a chi gli chiedeva se si fosse pentito del no dato alla Nazionale quando era alla Roma: "Ogni volta che ho deciso con il cuore non mi sono mai pentito e neanche questa volta, non potevo interrompere un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore. Non potevo farlo, ci sarebbero stati conflitti di interesse notevolissimi in Italia e a malincuore sono stato costretto a dire di no”. Sulla reazione della sua famiglia e in particolare della moglie al nuovo incarico, ha aggiunto sorridendo: “Finalmente non le faccio fare un trascolo, quindi sarà contentissima”. Sulla collaborazione col ct, invece, Ranieri ha detto: "Sono stato allenatore fino a poco fa: se Roberto vorrà chiedermi qualcosa io dirò volentieri la mia, altrimenti starò al mio posto e mi occuperò delle altre tante cose che ho da fare".
Malagò: "Felice, sentiamo tutti la responsabilità"
Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha commentato: "Sono molto felice, credo che sentiamo tutti il peso della responsabilità, dovuta forse ai tre Mondiali a cui non ci qualifichiamo o al fatto che sono vent'anni che non giochiamo una partita ad eliminazione diretta ad un Mondiale". Sulla pressione mediatica e l'attenzione attorno agli Azzurri, Malagò ha poi sottolineato: "Il calcio coinvolge tutti a qualsiasi livello. Questa grande lente d'ingrandimento e la passione della gente sono il bello del nostro Paese". Malagò ha rivendicato la scelta fatta con Mancini e Ranieri: “Gabriele Gravina mi ha detto bravissimo, condivisione totale. E mi ha scritto Donnarumma dicendomi: 'È esattamente quello che io e la squadra volevamo grazie'".