Dall'asfalto anti-caldo alle foreste urbane, rimedi delle città contro le ondate di calore
MondoIntroduzione
Le estati con temperature intorno ai 40 gradi sono già una realtà, soprattutto in Europa. E i centri urbani iniziano ad adattarsi a quello che sarà uno scenario sempre più frequente in futuro. Dall’asfalto riflettente alle foreste urbane, ecco come, da Los Angeles a Parigi, passando per Tokyo, diversi centri urbani stanno provando a trovare, e a testare, soluzioni contro le ondate di calore
Quello che devi sapere
L'asfalto bianco (e non solo)
Molte delle soluzioni più innovative riguardano l’asfalto. Infatti è proprio il bitume (assieme al cemento dei palazzi) a intrappolare e poi sprigionare molto calore e a peggiorare dunque la situazione nelle città. In molti centri urbani, anche italiani (Genova, Milano, Roma ndr), sono già in atto progetti di depaving, cioè di depavimentazione, in cui si sostituisce l’asfalto con materiali che non intrappolano o attirano calore.
- E c’è anche chi ha deciso di colorare le strade di bianco, con materiali riflettenti, come nel caso di Los Angeles, dove, già diversi anni fa, alcune vie sono state ricoperte con una speciale vernice bianca, ottenendo un abbassamento della temperatura superficiale di diversi gradi.
- Un’iniziativa simile ha riguardato anche Tokyo, in Giappone, dove, già vent’anni fa, la città ha iniziato a coprire le strade con materiali riflettenti: al 2024 i km interessati sono 200 in totale.
- Mentre in Qatar, a Doha, negli scorsi anni, alcune strade sono state dipinte di blu nell'ambito di un progetto pilota per ridurre gli effetti del caldo estremo in città (in foto, nel 2019). Riflettendo il calore anziché assorbirlo, l'asfalto rivestito di blu evita l'effetto "isola di calore urbana".
Per approfondire:
Caldo record, dall’aria condizionata al verde urbano: le soluzioni per cambiare le città
A Parigi meno asfalto e più verde
Sempre parlando di depavimentazione, a Parigi c'è un progetto ambizioso: il rinverdimento di piazze storiche come quella di fronte all’Hôtel de Ville o Place de Catalogne. Si punta a trasformare questi spazi in foreste urbane con specie locali in grado, se considerate tutte insieme, di ridurre le temperature percepite fino a circa 4 gradi.
Non solo. Sono state coinvolte anche le scuole: i cortili degli istituti primari e secondari di primo grado si stanno trasformando gradualmente in “oasi”. E dal 2017 a oggi in 203 cortili scolastici il cemento è già stato sostituito da orti, piante e materiali di ultima generazione che respingono il calore.
I "corridoi verdi" di Medellin
In generale, strategie per introdurre più verde in città stanno venendo messe in pratica da Roma a Berlino, passando per Madrid. Mentre, se ci si sposta in Sud America, a Medellìn, in Colombia, c'è l'esempio dei "corridoi verdi" con cui la città è riuscita, dal 2016, ad abbassare la temperatura media di circa due gradi investendo in una trentina di viali con molti alberi, concentrati nelle zone più a rischio di surriscaldamento e collegati tra loro per garantire anche riparo dal sole. Oggi questi "corridoi verdi" sono anche oasi di biodiversità, popolate da oltre 300mila specie vegetali, animali e insetti.
I tetti verdi
E sempre in tema di verde urbano, una delle soluzioni più efficaci contro le isole di calore sono i tetti verdi, cioè ricoperti da vegetazione. Oltre a isolare termicamente l’edificio, possono assorbire acqua piovana e migliorare la qualità dell'aria. Anche in Italia, negli ultimi anni, si è iniziato a incentivare questo tipo di sistema. Fra le città che hanno fatto da apripista, a livello internazionale, c'è sicuramente Singapore che, da anni, segue la visione di "City in a Garden" (città in un giardino) e dove le piante ricoprono spesso sia i tetti degli edifici - pubblici e privati - che le pareti.
I rifugi climatici
Già molto diffusi, e con una rete che si sta ingrandendo sempre più, in moltissime città, ci sono poi i rifugi climatici. Luoghi dove ci si può rinfrescare e avere un po’ di tregua dall'afa: si tratta, per lo più, di case di quartiere, giardini, parchi, musei e biblioteche messi a disposizione al pubblico.
- Barcellona, in questo, è all'avanguardia: dal 2019 ha realizzato una rete di Refugis Climàtics con biblioteche, musei, centri civici e impianti sportivi climatizzati. Oggi ci sono oltre 400 rifugi.
- L'esempio di Barcella sta venendo ora imitato da molte altre metropoli europee, tra cui anche Londra e Parigi (in particolare dalle Olimpiadi del 2024). In Italia, le prime reti ufficiali sono attive dalla scorsa estate, con Bologna e Firenze che hanno fatto da apripista. E ora anche Napoli, Roma e Milano hanno i loro rifugi freschi.
La vernice anti-calore sui tetti
Un ruolo importante a livello urbano, quando si tratta di combattere il calore, lo giocano anche gli edifici. Adeguarli al cambiamento climatico è infatti cruciale. In questo senso, un passo in avanti importante lo ha rappresentato un'invenzione che arriva dall'Australia e di cui hanno parlato diversi media, tra cui anche la Cnn. L’università di Sydney, con la startup australiana Dewpoint Innovations, ha sviluppato una vernice per i tetti, capace di riflettere circa il 90% della luce solare, mantenendo la superficie interessata fino a 6 gradi più fresca anche in situazioni di sole diretto. La bassa temperatura dell’area verniciata, inoltre, fa sì che il vapore acqueo presente nell’aria vi si condensi sopra e si possa poi raccogliere.
Per approfondire:
SU SKY INSIDER - Ondate di calore in città, la soluzione c'è. Ed è a portata di mano