Introduzione
La sua presenza costante al fianco di Donald Trump, mentre della first lady Melania si sono perse le tracce nelle uscite pubbliche, ha acceso l'attenzione dei media americani. Natalie Harp, 35 anni, assistente esecutiva del presidente soprannominata la "stampante umana", è finita al centro del dibattito dopo che il senatore democratico Jon Ossoff l'ha citata in un comizio ad Atlanta. Ecco chi è, qual è il suo ruolo alla Casa Bianca e perché la sua figura fa discutere.
Quello che devi sapere
Chi è Natalie Harp
Trentacinque anni, bionda, Natalie Harp ricopre alla Casa Bianca il ruolo di assistente esecutiva del presidente. La sua nomina risale al 20 gennaio 2025, giorno dell'insediamento del secondo mandato di Trump, con la qualifica formale di "special assistant to the President and Executive Assistant to the President" e uno stipendio di 150mila dollari l'anno. Prima di entrare nell'orbita del tycoon aveva lavorato come conduttrice per l'emittente di destra One America News, che ha lasciato nel 2022 per seguire direttamente Trump.
Il soprannome "stampante umana"
Harp deve il suo nomignolo — "human printer", la stampante umana — all'abitudine di seguire il presidente ovunque con una stampante portatile e una batteria, per fornirgli su carta articoli e notizie che lo riguardano. Il compito, secondo i media americani, è cercare in rete tutto ciò che concerne Trump, stamparlo e sottoporglielo. Ha inoltre accesso agli account social del presidente e ha curato in prima persona alcuni post su Truth Social, in qualche caso sorprendendo lo stesso staff.
L'ascesa: dalla TV al cerchio magico
Il primo contatto tra Harp e Trump risale al 2016. La sua vicinanza al presidente si consolida dopo un'apparizione televisiva del 2019, in cui attribuì alla legge "Right to Try" (voluta da Trump per consentire ai malati gravi l'accesso a terapie sperimentali) di averla aiutata a sopravvivere a un tumore alle ossa. Da lì l'ingresso progressivo nella cerchia più stretta, fino a diventare una presenza fissa al suo fianco.
Le perplessità dello staff e la questione sicurezza
La sua figura, riferiscono i media, sarebbe ormai mal tollerata da parte dello staff della Casa Bianca. Prima ancora di entrare nel gruppo ristretto, secondo alcune ricostruzioni Harp era stata inserita dagli agenti del Secret Service in un elenco di possibili "stalker" del presidente, salvo poi essere lo stesso Trump a volerla vicino. Alcune fonti interne all'amministrazione avrebbero manifestato "sconcerto e preoccupazione" per il suo comportamento, provando senza successo a mettere distanza tra lei e il presidente.
Sull'aereo con Trump, mentre i big restavano a terra
L'episodio che più ha acceso i riflettori su Harp risale all'8 luglio, all'aeroporto di Ankara, al termine del vertice Nato. Di fronte al timore di un attentato attribuito all'Iran, il presidente ha effettuato un cambio di velivolo: e tra le poche persone salite con lui sull'aereo militare c'era proprio la sua assistente. A bordo dell'Air Force One, nel ruolo di potenziali "esche" del depistaggio, sono invece rimasti figure di primo piano dell'amministrazione: il segretario di Stato, quello al Tesoro e la portavoce della Casa Bianca. Un dettaglio che ha reso ancora più evidente la vicinanza di Harp a Trump.
L'attacco di Ossoff e l'ingresso nello scontro politico
Il nome di Harp è entrato nella campagna elettorale statunitense domenica, quando il senatore democratico Jon Ossoff, 39 anni, l'ha citata in un comizio ad Atlanta, in Georgia. Parlando del lungo dispiegamento della portaerei Abraham Lincoln, in missione da nove mesi, Ossoff ha attaccato il presidente: "Mentre i marinai della Lincoln combattono la sua guerra, mentre esaurisce inutilmente le nostre riserve di munizioni e petrolio, il presidente si addormenta durante gli incontri. Gioca a golf e specula in Borsa". E ha aggiunto: "Vuole costruire la sua sala da ballo e viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante apparentemente indifeso, regalato dall'emiro del Qatar".
L'assenza di Melania e le voci sul rapporto
A rendere più insistenti le domande dei media è, in parallelo, la scarsa presenza pubblica della first lady Melania Trump, assente ad esempio dal gala dei corrispondenti della Casa Bianca. Il fratello di Harp, in dichiarazioni ai tabloid, aveva in passato definito "non sano" il rapporto tra la sorella e il presidente. Si tratta di ricostruzioni e insinuazioni rilanciate da media e account politici, non di elementi confermati: il ruolo ufficiale di Harp resta quello di collaboratrice.
Il libro "Regime Change" e le lettere
Parte delle attenzioni nasce dal volume "Regime Change: Inside the Imperial Presidency of Donald Trump", firmato dai giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan. Nel libro si sostiene che Harp avesse lasciato a Trump un messaggio dai toni molto personali: "Sei tutto quello che conta per me". Sempre secondo gli autori, il presidente avrebbe spiegato allo staff la scelta di darle pieno accesso definendola "l'unica che mi vuole bene come mia moglie e i miei figli".
La reazione social alla frase "viaggiare con Natalie"
Il passaggio di Ossoff su Trump che "viaggia con Natalie" è stato subito ripreso e rilanciato da una serie di account democratici, scatenando reazioni in rete. Diversi utenti hanno commentato con soddisfazione il fatto che il tema fosse stato sollevato pubblicamente; ad altri, che chiedevano chi fosse "questa Natalie", è stato risposto ricordando proprio i passaggi del libro di Haberman e Swan e le ricostruzioni sul suo ruolo accanto al presidente.