Usa, 4 Stati accusano Meta di danni ai minori: al via processo storico. Cosa può cambiare

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Introduzione

È considerato uno degli appuntamenti più importanti degli ultimi tempi in materia di social media e minori: si apre oggi negli Usa lo storico processo contro Meta, con quattro Stati che hanno fatto causa al gigante tech accusandolo di danni ai minori. In particolare, Meta va alla sbarra in California dopo che - tre anni fa - il procuratore dello Stato, insieme a 29 colleghi, ha accusato l'azienda proprietaria di Facebook e Instagram di aver progettato le proprie piattaforme per creare dipendenza nei ragazzi, di aver mentito sui rischi e di aver raccolto illegalmente milioni di dati sui bambini. Un processo dagli esiti potenzialmente storici: la sentenza, secondo gli esperti, potrebbe cambiare per sempre i social nel Paese. Ecco cosa sappiamo

Quello che devi sapere

Il processo negli Usa

Il processo contro Meta, con quattro Stati americani che l’accusano di non proteggere i minori, prende il via oggi negli Usa. 

 

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Le accuse a Meta

Meta compare davanti a un tribunale federale per difendersi dalle accuse mosse da un gruppo di Stati: secondo questi Stati, l'azienda di Mark Zuckerberg ha progettato le proprie piattaforme social per creare dipendenza nei ragazzi, mentito sui rischi connessi a tali piattaforme e raccolto dati sui bambini.

 

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Cosa chiedono gli Stati

I 4 Stati sono California, Colorado, Kentucky e New Jersey: chiedono fino a 1.400 miliardi di dollari in sanzioni e modifiche ai prodotti, invocando leggi a tutela dei consumatori che, a loro dire, sarebbero state violate da Meta Platforms, la società madre di Facebook e Instagram.

 

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“Responsabilità nella crisi della salute mentale dei bambini”

I procuratori di California, Colorado, Kentucky e New Jersey, in particolare, chiedono a Mark Zuckerberg fino a 1.400 miliardi di dollari e, soprattutto, modifiche ai suoi prodotti. Tra queste modifiche citano l'inserimento di una procedura per verificare l'età degli utenti, la rimozione dei filtri che modificano l'aspetto fisico, l'eliminazione della riproduzione automatica dei video. "Meta ha creato un prodotto pericoloso per i giovani utenti sapendo che era pericoloso e ha poi mentito a bambini, famiglie e comunità riguardo alla sua pericolosità", ha dichiarato l'attorney general della California Rob Bonta, il primo ad argomentare per l'accusa. "Siamo pronti a chiamare Meta a rispondere della sua responsabilità nella crisi della salute mentale dei bambini americani", ha aggiunto.

 

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Le altre accuse

Gli Stati, inoltre, sostengono che Meta abbia violato il Children's Online Privacy Protection Act raccogliendo milioni di dati relativi ai minori per utilizzarli nella creazione di algoritmi che "creano dipendenza".

I precedenti

La società di Zuckerberg ha già perso due cause simili. In California una giuria ha riconosciuto Meta e Google responsabili dell'ansia e della depressione di una giovane donna, stabilendo un risarcimento complessivo di 6 milioni di dollari tra danni compensativi e punitivi.


Un'altra giuria in New Mexico ha sentenziato che Meta ha violato le leggi statali a tutela dei consumatori, non proteggendo i minori e ingannando il pubblico: ha punito l'azienda con una sanzione civile di 375 milioni di dollari, seguita da un ulteriore ordine di pagamento di 567 milioni di dollari destinati a un fondo per interventi di assistenza e trattamento rivolti ai giovani.

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Non solo social media

Questo caso, spiegano gli esperti, potrebbe essere ancora più significativo poiché la California ha un potere e un'influenza maggiore e non solo negli Stati Uniti. "Il New Mexico è uno Stato con circa 2 milioni di abitanti. Se si applicasse lo stesso ragionamento in California, Florida, Texas o New York sarebbe una vittoria capace di trasformare il mercato", ha commentato l'attorney general del New Mexico Raul Torrez dopo la sua vittoria in tribunale. Il procuratore sta lavorando a due leggi per rafforzare ancora di più la protezione dei consumatori e dei minori online. Le nuove misure andrebbero oltre i social media, creando un quadro più ampio di tutela per le tecnologie emergenti, tra cui l'intelligenza artificiale e i chatbot. 

L’importanza storica

Il processo che si apre oggi contro Meta, quindi, è solo l’ultimo caso di una serie di azioni legali contro le società di social media. La sua importanza, però, potrebbe essere storica e cambiare per sempre il modo in cui i social vengono usati negli Stati Uniti: gli esperti legali, infatti, mettono in relazione queste cause con quelle intentate contro i produttori di tabacco negli anni Cinquanta o contro gli oppioidi nei primi anni del 2000. Casi esemplari che hanno cambiato quelle industrie per sempre. In gioco, dunque, non c'è soltanto una maxi multa ma il futuro dei social media negli Stati Uniti.

 

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