Volo Dubai-Tel Aviv, cosa sappiamo della lite tra piloti e cosa è successo sull'aereo
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Il volo FlyDubai (FZ 1073) sarebbe dovuto atterrare in Israele in mattinata, ma a causa di una violenta lite con accoltellamento tra il pilota e il copilota ha perso rapidamente quota e ha deviato la rotta e atterrando in Arabia Saudita. A bordo circa 180 passeggeri, quasi tutti israeliani, che sono poi stati riportati a Tel Aviv in serata.
Secondo Israele l'incidente sarebbe stato un tentato attacco terroristico.
Sarebbe il copilota, poi arrestato, il responsabile: avrebbe utilizzato un coltellino per colpire ripetutamente il collega. Nelle indagini sono coinvolti il Mossad e lo Shin Bet, i due principali servizi di intelligence d'Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz parla di "un tentativo di attacco jihadista".
Quello che devi sapere
Il volo FZ1073
Il volo FZ1073 è partito da Dubai alle 7.05 ora locale (le 5.05 in Italia) con destinazione Tel Aviv. Alle 9.21 sono iniziate le prime variazioni di quota del Boeing 737 Max e, un minuto dopo, il velivolo ha perso circa 14 mila piedi in meno di trenta secondi. Passano pochi minuti e i radar sauditi ricevono dal volo la segnalazione di un'emergenza. Sull'aereo, si scoprirà poi, è in corso una lite tra pilota e copilota. Dopo l'intervento di alcuni passeggeri a bordo, tra cui anche alcuni piloti che si trovavano in viaggio per un trasferimento, l'aereo è atterrato nello scalo più vicino, in Arabia Saudita, a Tabuk.
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Le informazioni su pilota e copilota
Inizialmente si era detto che il pilota del volo fosse russo e il copilota ucraino. Dopo qualche ora si è invece scoperto, come riferito dai media israeliani, che non era così: il pilota sarebbe indiano, mentre il copilota omanita. Ma approfondimenti su questo sono ancora in corso. Sia il comandante che il copilota sono stati trasportati in ospedale. Il copilota è stato quindi posto sotto interrogatorio dalle autorità saudite. L'omanita è stato descritto, al canale televisivo israeliano Channel 16, da un collega come un estremista religioso. Si sarebbe unito alla compagnia Flydubai otto mesi fa. "Pregava in modo eccessivo durante tutta la giornata e si rifiutava di stringere la mano alle donne", ha dichiarato.
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Le verifiche
La questione della nazionalità del copilota non è secondaria: la ministra dei Trasporti israeliana Miri Regev ha chiesto all'Autorità per l'aviazione civile di verificare se gli Emirati Arabi Uniti abbiano violato l'accordo con Israele, secondo il quale solo i piloti in possesso di passaporto di Paesi con cui Israele intrattiene relazioni diplomatiche sono autorizzati ad atterrare in Israele. In serata, comunque, FlyDubai ha annunciato la sospensione dei voli da e per Israele in attesa che vengano svolti gli accertamenti su quanto accaduto.
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La lite in cabina
La compagnia aerea FlyDubai ha confermato che "i piloti hanno avuto una colluttazione in cabina di pilotaggio durante il volo, fino a quando uno di loro ha perso conoscenza” e che non si è trattato quindi di “un incidente di sicurezza".
È stata subito aperta un’indagine per accertare le cause di quanto successo. Molte le strade battute: si è detto ad esempio che dietro l'incidente ci fosse un tentativo di suicidio da parte di uno dei due uomini coinvolti. Poi, in seguito a una valutazione della situazione tra i vertici dell'Idf, dello Shin Bet e del Mossad, si è diffusa in Israele la convinzione che l'incidente aereo della Flydubai sia stato un attacco terroristico.
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"Da chiarire eventuale ruolo dell'Iran"
Il quotidiano Yedioth Ahronot scrive che ci sono sospetti su un eventuale ruolo di Teheran. Si vuole capire se il copilota "fosse operativo per conto dell'Iran o avesse ricevuto indicazioni da parte iraniana".
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"Quasi un nuovo 11/09, team di piloti ha salvato la situazione"
Stando a quanto si legge sui media israeliani, a prendere il controllo dell'aereo dopo l'accoltellamento del comandante, mentre il mezzo stava cadendo in picchiata, è stato un team di piloti che si trovava sull'aereo per un trasferimento. "Una catastrofe è stata evitata all'ultimo minuto. Un pilota ha accoltellato l'altro e stava cercando di replicare l'11 settembre, dirottando l'aereo o per farlo schiantare", ha detto un funzionario israeliano.
Uomo sicurezza israeliano in incognito ha aiutato a fermare aggressore
I media israeliani riportano fonti locali secondo cui uno degli israeliani che ha partecipato alla neutralizzazione del copilota aggressore sull'aereo di FlyDubai era un uomo della sicurezza che era sul volo in incognito, una prassi di routine su tutti i velivoli di linea israeliana, e in genere anche sui voli stranieri diretti verso Israele. Intanto il capo del Mossad, Roman Gofman, è in contatto diretto con la controparte saudita per quanto riguarda l'indagine in corso sull'incidente.
La rapida perdita di quota
I dati dell'app di tracciamento di voli Flightradar24 hanno documentato che l'aereo è sceso in brevissimo tempo - meno di un minuto - da un'altitudine di circa 34.000 piedi a circa 14.000 piedi. È poi atterrato, come detto, all’aeroporto saudita di Tabuk, con alcuni danni al timone di coda, probabilmente dovuti per la rapida picchiata.
Il segnale di emergenza
Secondo i dati di tracciamento del volo, segnalati da FlightRadar e citati dal Times of Israel, l'aereo ha inizialmente trasmesso il codice transponder 7700, un segnale internazionale di emergenza. Poco dopo però, ha corretto il tiro e inviato il codice 7500, che indica un dirottamento o un atto di interferenza illecita.
Netanyahu: "Prepararsi a future minacce"
Due caccia dell'Aeronautica militare israeliana sono stati fatti decollare per intercettare il velivolo, mentre il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz convocavano una riunione urgente sulla sicurezza. Netanyahu ha annullato una visita programmata nel sud di Israele per partecipare all'incontro e si dice pronto a futuri rischi: "Ho dato istruzioni all'apparato di sicurezza di prepararsi ad affrontare eventuali ulteriori minacce".
Il (complicato) ritorno dei passeggeri israeliani
I passeggeri che erano a bordo del volo atterrato in Arabia Saudita sono poi partiti nel pomeriggio alla volta di Tel Aviv, a bordo di un volo della FlyDubai (nonostante le preoccupazioni di molti per la sicurezza). L'Arabia Saudita ha infatti respinto la richiesta di Israele di consentire di rimpatriare i passeggeri con gli aerei militari israeliani Super Hercules. Il volo è atterrato nel tardo pomeriggio all'aeroporto internazionale Ben Gurion. All'atterraggio, la torre di controllo si è congratulata con il volo per il rientro in sicurezza dei cittadini israeliani, come riporta la tv pubblica Kan: "Buonasera, Sky Dubai 1073, Torre di controllo Ben Gurion. Benvenuti in Israele, grazie per aver riportato a casa sani e salvi i nostri passeggeri. Proseguite l'avvicinamento alla pista".
Le testimonianze
Un passeggero del volo ha detto all’emittente israeliana Channel 12 che il copilota ha accoltellato più volte il comandante con un coltellino. Diversi membri dell'equipaggio e alcuni passeggeri sono riusciti ad aprire con la forza la porta della cabina di pilotaggio, immobilizzando il copilota.
Il racconto del passeggero che per primo è entrato in cabina
"Quando sono entrato ho visto il terrorista che era ai comandi, tra i due sedili, non c'erano piloti seduti, ho afferrato il terrorista, l'ho bloccato ed ho iniziato a trascinarlo fuori", ha detto, una volta arrivato al Ben Gurion, il passeggero del volo Flydubai che per primo ha fatto irruzione nella cabina di pilotaggio dell'aereo. Secondo quanto riporta Times of Israel, l'uomo ha detto che l'aggressore "stava cercando di distruggere i comandi per poter disabilitare l'aereo". Poi ha detto di aver chiesto ad altri israeliani a bordo dell'aereo di aiutarlo a bloccare l'uomo per tornare nella cabina di pilotaggio, mentre l'aereo si stava inclinando bruscamente. "Sono rientrato ed ho afferrato i comandi ed ho iniziato a tirarlo", ha detto ancora, aggiungendo di aver imparato a farlo grazie "a I watch Mayday", un documentario sui disastri aerei. "L'aereo ha iniziato a raddrizzarsi un po' ed a questo punto il pilota mi ha detto che avrebbe preso il controllo da quel momento in poi", ha concluso.
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