Il premier irlandese Michael Martin ha annunciato la convocazione dei ministri dell'Interno europei per il 4 agosto, così come richiesto in una lettera firmata da 22 Paesi europei, con Italia e Danimarca capofila. Dall'altra parte, anche il premier spagnolo ha inviato una lettera all'Unione per chiedere una riunione urgente dei ministri degli Interni, definendo "piuttosto asimmetrica" la reazione dei Ventisette sulla crisi migratoria
Sembra essere rientrata la situazione migranti a Ceuta, dove rimangono 2mila persone delle circa 50mila arrivate negli scorsi giorni dal Marocco. "In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità" e "chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione", ha detto il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska. Non diminuisce invece la tensione fra Roma e Madrid dopo la decisione dell’Italia di sospendere l'accordo di Schengen con la Spagna. Il premier spagnolo Sánchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per esprimere "seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato" rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall'Ansa, Sánchez spinge per una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per "stabilire una risposta comune" e "riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione". Intanto, è stata convocata per martedì 4 agosto una riunione dei ministri dell'Interno dell'Ue sull'emergenza, così come richiesto in una lettera firmata da 22 Paesi europei, con Italia e Danimarca capofila, ma senza Francia e Portogallo, i due Paesi confinanti con la Spagna.
Sánchez: "Stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici"
Nella lettera inviata a Bruxelles, Sánchez ha definito "piuttosto asimmetrica" la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. "La maggior parte" dei governi "ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza", scrive. "Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l'esclusione temporanea dall'area Schengen. Un simile atteggiamento - dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici - non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono," ma anche "agli interessi a lungo termine dell'Europa e al più elementare buonsenso", aggiunge, senza tuttavia citare l'Italia. "Ceuta non fa parte dello spazio Schengen poiché non vi sono quasi migranti irregolari non rimpatriati e poiché la Spagna è, secondo Frontex, uno dei confini esterni meno permeabili dell'Ue, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato, ad esempio, in Italia negli ultimi anni (2021-2026)". Per questo Sánchez chiede alla presidenza irlandese di convocare "con la massima urgenza" una videoconferenza straordinaria dei ministri degli Interni, affinché l'Ue definisca una risposta comune e riaffermi che "la sicurezza delle frontiere esterne è una responsabilità condivisa da tutti gli Stati membri, e non solo da quelli in prima linea".
Sánchez: "Nella crisi supporto minimo da altri Stati europei"
Nella lettera inviata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen e alla presidenza irlandese del Consiglio Ue, Sánchez ricorda poi che 50mila migranti sono entrati a Ceuta in maniera irregolare e inaspettata all'inizio della settimana e che "in meno di 48 ore" il governo spagnolo "è riuscito a ripristinare completamente il controllo della frontiera" dell'exclave in Marocco, ha fornito "un'ampia assistenza umanitaria", ha rimpatriato "praticamente tutti i migranti entrati irregolarmente" e ha impedito "qualsiasi spostamento non autorizzato" verso l'Europa continentale. "Tutto ciò è stato realizzato in coordinamento con le autorità marocchine e con un supporto minimo da parte di altri Stati europei", scrive il premier.
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I leader di 22 Paesi Ue: "Valutare temporaneo controllo alle frontiere"
Passando alla lettera promossa da Italia e Danimarca, questa è stata sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia. Nella riunione straordinaria chiesta dai 22 Paesi Ue si suggerisce che i ministri degli Interni "dovrebbero, in particolare, esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l'efficacia della cooperazione dell'Unione europea con il Marocco". In più i 22 leader Ue, prendendo "atto che non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi europei", ribadiscono la "disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell'Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l'ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, ove necessario". "Il Consiglio europeo - scrivono - ha costantemente ribadito che la protezione delle frontiere esterne dell'Unione, la prevenzione dell'immigrazione irregolare e dei movimenti secondari, nonché la solidarietà nei confronti degli Stati membri situati in prima linea o sottoposti a particolare pressione, costituiscono responsabilità comuni dell'Unione europea. La situazione attuale richiede unità, determinazione e tempestività". "Confidiamo - si conclude la missiva indirizzata ai vertici Ue e alla presidenza di turno - nella vostra leadership affinché l'Unione europea risponda in modo rapido, efficace e coordinato".
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"Abbiamo il dovere di scoraggiare l'immigrazione irregolare"
"Desideriamo esprimere la nostra profonda preoccupazione - si legge ancora nella lettera dei 22 Paesi Ue - per i recenti sviluppi al confine esterno dell'Unione europea a Ceuta. Siamo determinati a impedire che i trafficanti di esseri umani mettano a repentaglio l'integrità delle frontiere esterne dell'Unione". "Riconosciamo - scrivono - che la recente sentenza della Corte Suprema spagnola è stata strumentalizzata per favorire questo attacco e questo abuso del nostro sistema di migrazione e asilo. Al tempo stesso, abbiamo il dovere di scoraggiare efficacemente e contrastare con determinazione l'immigrazione irregolare, coordinando le nostre azioni, rafforzando le frontiere esterne e affrontando tutte quelle politiche che possono costituire fattori di attrazione, quali la regolarizzazione di un numero molto elevato di migranti irregolari". "Non possiamo consentire che attraversamenti di massa incontrollati, la strumentalizzazione della migrazione o altre minacce ibride alimentino la percezione che l'ingresso irregolare nell'Unione europea sia possibile e che un ingresso illegale possa trasformarsi in un soggiorno regolare - prosegue la lettera - Una simile percezione incoraggerebbe ulteriori tentativi, minerebbe la fiducia nella nostra politica comune in materia di migrazione e avrebbe ripercussioni su tutti gli Stati membri. L'attuale situazione sottolinea inoltre l'importanza della Dichiarazione di Chisinau sulla migrazione e la necessità di una sua rapida ed efficace attuazione".
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Von der Leyen: "Lettere da diversi leader Ue, ok a videocall straordinaria"
La gestione della crisi migratoria a Ceuta dimostra "perché il controllo delle nostre frontiere europee è importante. Abbiamo un sistema solido, ma deve essere ulteriormente rafforzato. Dobbiamo rimanere vigili in ogni punto di ingresso critico e mantenere uno stretto coordinamento tra tutte le autorità", ha scritto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un post su X in cui afferma che l'Ue ha bisogno di "un processo di apprendimento dagli errori commessi per migliorare la nostra resilienza europea". "La Commissione - ha aggiunto - ha offerto il suo sostegno alla Spagna fin dal primo momento. Ho ricevuto lettere da diversi leader e accolgo con favore la richiesta di una videoconferenza straordinaria per fare il punto su quanto accaduto. La lotta contro l'immigrazione clandestina richiede solidarietà e una risposta europea unitaria".
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Madrid: "Lo stop a Schengen un'azione imperdonabile"
Lo stop a Schengen è "un'azione imperdonabile", ha detto anche il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta, riferendosi alla lettera inviata da Pedro Sánchez a Bruxelles. "È vero che la maggior parte dei Paesi dell'Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un'atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile", ha aggiunto il ministro.
Madrid: "Difendere frontiere da immigrazione irregolare è salvare vite"
"Contrastare l'immigrazione irregolare significa salvare vite", ha detto ancora il ministro dell'Interno spagnolo, ribadendo che quanto accaduto è stato "un attacco all'integrità di Ceuta" e sostenendo che l'esecutivo ha reagito con rapidità, mettendo in campo "tutti i mezzi e le risorse necessarie" con il rafforzamento di agenti di polizia, guardia civile, l'invio di miitari dell'esercito e di mezzi marittimi e aerei. "La crisi ovviamente non può considerarsi terminata, ma possiamo affermare che i progressi sono molti significativi", ha evidenziato il ministro, assicurando che la situazione a Ceuta "non ha nulla a che vedere" con quella del giorni scorsi e che "la situazione è tornata quasi alla normalità". L'esponente del governo ha rivendicato il ruolo della Spagna nella gestione dei flussi migratori, definendola "un modello nell'Unione europea nell'affrontare la politica migratoria nel suo complesso". "Bisogna lavorare con determinazione affinché le persone possano vivere nei propri Paesi e per smantellare le mafie", ha aggiunto Marlaska riferendosi agli accordi stretti da Madrid con i Paesi di origine e transito dei migranti, e sottolineando che "le frontiere spagnole sono le seconde più sicure dell'Ue" e "le meno permeabili".
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Le vittime
Intanto continua a salire il numero delle vittime. Nelle ultime ore, altri 17 cadaveri di migranti sono stati ritrovati dalle forze di sicurezza dal lato marocchino della costa, secondo quanto riferito dai media. Si tratta di persone che stavano tentando di raggiungere a nuoto l'exclave. Il recupero dei corpi, assieme ai 67 cadaveri ritrovati dalle forze di sicurezza spagnole, porta a 84 il numero complessivo di vittime della crisi migratoria degli ultimi giorni. A queste si aggiungono almeno altre 30 persone morte nelle traversate a nuoto verso Ceuta censite da inizio anno dalle autorità iberiche. La Guardia Civil continua le ricerche nell'area intorno alla diga frangiflutti di Tarajal, così come le forze di sicurezza marocchine: si prevede che il numero delle vittime continuerà a salire nelle prossime ore.
Iniziata l'installazione delle barriere galleggianti
Ed è iniziata alle 7:50 di oggi l'installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l'accesso di migranti che arrivano a nuoto, mentre la notte nella città autonoma spagnola in Marocco è trascorsa senza nuovi ingressi irregolari e senza incidenti di rilievo. Lo rende noto il ministero dell'Interno spagnolo. Secondo le fonti, l'elemento principale del dispositivo che si sta allestendo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un'altezza fuori dall'acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità. La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera pneumatica.
Nei quartieri di Ceuta gli abitanti hanno fatto barricate
In quasi ogni quartiere di Ceuta, secondo un reportage di Abc, si ripete la stessa scena: i residenti aspettano all'ingresso del loro quartiere, permettendo il passaggio solo ai residenti e alle autorità. "È per proteggere le nostre madri e le nostre sorelle", dice con orgoglio un ragazzino che sembra avere dieci anni mentre stringe una catena accanto ad un altro, con in mano una mazza di legno, ancora più piccolo. "Ci mancano di rispetto, rubano, sono persino entrati nel mio appartamento per vedere se potevano prendere dei vestiti", dice un residente a un'altra barricata. Ma ci tengono a sottolineare che "a Ceuta convivono diverse culture", con le quali convivono pacificamente. "Non siamo razzisti", dichiarano, irritati, perché affermano che diverse Ong li hanno accusati di esserlo.
Pse: "Su Ceuta disinformazione da diversi attori in Usa, Israele e destre Ue"
In merito alla copertura mediatica dell'emergenza, il Partito socialista europeo (Pse) "condanna fermamente le operazioni di disinformazione coordinate, amplificate da attori negli Stati Uniti, in Israele e nell'estrema destra europea, volte a diffondere false affermazioni sulla politica migratoria spagnola, sulla sentenza della Corte Suprema spagnola e sul funzionamento dell'area Schengen", si legge in una nota.