Ceuta, Sánchez scrive a Bruxelles per chiedere riunione urgente dei ministri degli Interni
MondoÈ salito a 67 il numero delle vittime: forze di sicurezza e servizi di emergenza continuano a recuperare corpi di migranti che si sono gettati in mare dalla costa marocchina di Castillejos nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto. Crosetto: "Possiamo e dobbiamo aiutarli, specie con il Piano Mattei, ma non possono venire tutti qui, non reggeremmo la pressione"
Sembra essere rientrata la situazione migranti a Ceuta, dove rimangono 2mila persone delle circa 50mila arrivate negli scorsi giorni dal Marocco. Non diminuisce invece la tensione fra Roma e Madrid dopo la decisione dell’Italia di sospendere l'accordo di Schengen con la Spagna. Una scelta che, ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, serve a "tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra nazione". Il ministro della Difesa Guido Crosetto a Il Corriere della Sera: "Noi possiamo e dobbiamo aiutarli, specie con il Piano Mattei, ma non possiamo fare entrare chiunque. Dobbiamo mandare messaggi veri, seri e credibili, non possono venire tutti qui, non reggeremmo la pressione". Intanto il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere "seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato" rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall'Ansa, Sánchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per "stabilire una risposta comune" e "riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell'Unione".
Le tensioni internazionali
Il primo risultato è una crisi diplomatica con Madrid, da dove il primo ministro Pedro Sánchez ha fatto notare che "solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto per i Trattati Ue no", e ha ricordato i dati Frontex secondo cui tra il 2021 e il 2026 l'Italia è stata la prima porta di ingresso per migranti irregolari, 478.600. Anche Bruxelles ha reagito in modo freddo, rimarcando che la situazione a Ceuta è "inaccettabile" ma "non risultano flussi" dall'exclave che, così come Melilla, è "una frontiera esterna, e ci sono i controlli necessari del caso". "L'Italia ci deve spiegare - ha rimarcato un portavoce dell'Ue - in che modo la crisi di Ceuta è una minaccia per la sicurezza".
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Le mosse del governo
Venerdì Meloni ha avuto contatti internazionali con diversi leader, a partire dalla danese Mette Frederiksen, anche lei a favore della sospensione della Spagna da Schengen. La dimensione esterna è fondamentale, ha insistito la premier, che ai suoi interlocutori ha ricordato l'efficacia di strumenti come il memorandum Ue-Tunisia. In parallelo, ha chiarito, "l'Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell'Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso". Ai piani alti del governo attendono di capire come intenda muoversi ora a livello Ue la presidenza di turno irlandese, che convocherà una riunione del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche, mentre il Coreper lunedì valuterà gli sviluppi il coordinamento.
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La sospensione di Schengen
Con la sospensione di Schengen, per un mese non ci sarà più il regime di libera circolazione e la polizia di frontiera in porti e aeroporti effettuerà verifiche, "mirate e selettive" le definiscono al Viminale, sui cittadini extraeuropei provenienti dalla Spagna. Ma spagnoli ed europei verso l'Italia non avranno aggravi burocratici, assicurano dal ministero dell’Interno, e nulla cambia per chi dall'Italia si reca in Spagna. La misura, ha promesso Meloni, "sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi".
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Le vittime
Intanto è salito a 67 il numero dei corpi recuperati sulla costa di Ceuta. La Guardia Civil continua le ricerche nell'area intorno alla diga frangiflutti di Tarajal, dove sono stati ritrovati quasi tutti i cadaveri. Il numero di migranti morti nel 2026 nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto è salito ad almeno 97. Le forze di sicurezza e i servizi di emergenza continuano a recuperare i corpi di persone che si sono gettate in mare dalla costa marocchina di Castillejos nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto, e si prevede che il numero delle vittime continuerà a salire nelle prossime ore.
Iniziata l'installazione delle barriere galleggianti
Ed è iniziata alle 7:50 di oggi l'installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l'accesso di migranti che arrivano a nuoto, mentre la notte nella città autonoma spagnola in Marocco è trascorsa senza nuovi ingressi irregolari e senza incidenti di rilievo. Lo rende noto il ministero dell'Interno spagnolo. Secondo le fonti, l'elemento principale del dispositivo che si sta allestendo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un'altezza fuori dall'acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità. La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera pneumatica.