Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Media Usa, Trump ordina nuovo potente attacco all'Iran entro weekend

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Secondo Cbs e Wsj il presidente Usa ha dato il via libera all'attacco contro le strutture energetiche iraniane. I raid assieme a Israele potrebbero avvenire già nel fine settimana. Il piano di pace tra Hamas e Israele incontra i primi intoppi. Israele attende il disarmo di Hamas per il ritiro, mentre Hamas vuole prima il ritiro delle truppe ebraiche

in evidenza

Stati Uniti e Israele probabilmente lanceranno quella che potrebbe essere la campagna di bombardamenti più pesante finora contro infrastrutture energetiche in Iran. E' quanto riferiscono diverse fonti a Cbs News, con attacchi possibili durante tutto il fine settimana. Rallenta invece il piano di pace tra Hamas e Israele. 

Intanto, l'Arabia Saudita si sta preparando a una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Lo scrive il Guardian, che cita fonti yemenite. Le forze saudite sono state viste ritirarsi dalla parte orientale dello Yemen, in quella che potrebbe essere una preparazione per un'offensiva di terra, riporta il quotidiano che ricorda anche come al tempo stesso, Riad stia cercando di organizzare una coalizione navale per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab.

Gli approfondimenti:

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Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente. 

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Wsj: "Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran, possibile nel weekend"

Donald Trump avrebbe dato il via libera a una nuova offensiva militare contro l'Iran, che potrebbe scattare già nel fine settimana e protrarsi per diversi giorni. Lo scrive il Wall Street Journal, che cita alcune fonti.

Iraq, Al Arabiya: iniziato il ritiro delle forze Usa dal Kurdistan

Le truppe americane avrebbero avviato un ritiro graduale dal Kurdistan iracheno. Lo riferisce l'emittente Al Arabiya. Il consolato statunitense di Erbil è stato ripetutamente preso di mira, in passato, dalle milizie vicine a Teheran.

Iran, blocco navale Usa nello Stretto di Hormuz: 34 navi bloccate o deviate

Sale a 34 il numero delle navi coinvolte dalle operazioni militari statunitensi nello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), spiegando che nell'ambito del blocco navale imposto ai porti iraniani 30 mercantili sono stati finora dirottati dalla loro rotta. Altre due imbarcazioni sono state messe fuori uso, mentre le forze americane ne hanno abbordate altre due.

Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.

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Iran, "Usa e Israele pronti a colpire le infrastrutture energetiche": lo riferisce la CBS

Stati Uniti e Israele starebbero preparando una campagna di bombardamenti contro obiettivi legati alle infrastrutture energetiche in Iran. Lo riferisce la CBS News, che cita fonti secondo cui i raid potrebbero scattare già nel corso del fine settimana.

Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il pieno controllo di Israele.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Il Qatar si congratula con Hamas: "Ora premere su Israele"

Il Primo Ministro del Qatar, Mohammed al-Thani, si è congratulato con Khalil al-Hayya, capo dell'ufficio politico di Hamas, per la tabella di marcia di attuazione dell'accordo su Gaza pubblicata dal 'Board of Peace'. Secondo il Ministero degli Esteri del Qatar, durante una telefonata tra i due, al-Thani ha sottolineato che "la comunità internazionale deve ora esercitare pressioni su Israele".

Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran

Un nuovo sondaggio racconta che, nel giro di appena due mesi, anche la base elettorale del presidente - il cosiddetto elettorato MAGA - ha iniziato a manifestare una certa insofferenza verso un conflitto percepito come sempre più costoso sul piano economico e umano. Molti elettori attribuiscono direttamente alla crisi in Medio Oriente l'aumento dei prezzi dei carburanti.

Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran

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L'Iraq rafforza le difese aeree e aumenta la vigilanza dopo i raid Usa e sauditi

Il governo iracheno ha annunciato che rafforzerà le difese aeree e le capacità di intelligence del Paese in seguito ai raid aerei statunitensi e sauditi contro gruppi filo-iraniani in Iraq accusati di attacchi nella regione. Il primo ministro Ali al-Zaidi "ha impartito ordini severi e immediati... volti a innalzare al massimo il livello di vigilanza e preparazione" in tutte le sedi, "in particolare nelle basi ufficiali delle forze armate e delle forze di mobilitazione popolare (Pmf)", ha dichiarato il portavoce del governo Sabah al-Numan. Gli attacchi condotti da Washington e Riad mercoledì hanno ucciso 20 membri delle Pmf, secondo questa rete di fazioni prevalentemente sciite, integrata nelle forze armate irachene e che comprende gruppi armati filo-iraniani. "La ricostruzione e la modernizzazione delle difese aeree sono una priorità assoluta", ha aggiunto Numan, citando l'accelerazione dei progetti per l'acquisizione di moderni radar e sistemi di rilevamento precoce. Le istruzioni di Zaidi includono anche il rafforzamento delle attività di intelligence per garantire il monopolio statale sulle armi e prevenire qualsiasi "azione individuale irresponsabile", ha aggiunto il portavoce. Gli attacchi statunitensi e sauditi sono avvenuti dopo che Riad ha intercettato droni diretti verso impianti petroliferi nel regno, accusando gruppi "legati all'Iran" di averli lanciati dall'Iraq. Baghdad ha ripetutamente affermato che non permetterà che attacchi contro i Paesi vicini vengano lanciati dal suo territorio.

Ambasciatore d' Israele all'Onu: "Non vediamo l'ora di attuare l'accordo ma dobbiamo verificare disarmo di Hamas"

Israele "non vede l'ora di attuare" l'accordo ma "dobbiamo verificare ciò che stanno facendo, non ciò che dicono". Ad affermarlo alla 'Cnn' è l'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon sottolineando che disarmo "significa che le armi sono fuori da Gaza" aggiungendo che significa anche che Hamas non ha il controllo delle armi.

L'incontro tra Trump e Netanyahu si è concluso con un nulla di fatto

Dietro le pacche sulle spalle e i sorrisi di circostanza tra i due leader, sono mancate le risposte alle tante incognite che aleggiano sul rapporto tra Stati Uniti e Israele in questi ultimi mesi. I due Paesi sono in un punto delicato della loro “special relationship”.

L'incontro tra Trump e Netanyahu si è concluso con un nulla di fatto

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Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

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Centcom: "Lo Stretto Hormuz è aperto, Teheran non lo controlla"

Continua il botta e risposta tra gli Stati Uniti e l'Iran sullo Stretto di Hormuz. "Ancora una volta, il governo iraniano sostiene di aver chiuso lo Stretto di Hormuz. Questo è falso", afferma il Central Command Usa dopo che Teheran ha affermato che "a causa delle continue azioni aggressive delle forze militari degli Stati Uniti nella regione non è possibile il transito nello Stretto di Hormuz".

Lo Stretto di Hormuz, sottolinea il Centcom, "rimane aperto al transito delle navi commerciali. L'Iran non lo controlla. Migliaia di navi hanno navigato attraverso la via d'acqua internazionale negli ultimi quattro mesi".

Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

I droni sull'Egitto, i raid in Giordania, il blocco di Bab al-Mandeb da parte degli Houthi, la partecipazione saudita ai bombardamenti contro gli alleati di Teheran in Iraq. Il quadro è sempre più complesso e la ripresa della tregua tra Usa e Iran appare sempre più lontana.

Dallo stallo Usa-Iran al conflitto più ampio: 4 segnali da monitorare

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Cosa prevede l'intesa su Gaza, 14 giorni per la road map

Il disarmo di Hamas, lo smantellamento dei tunnel e il ritiro dell'Idf entro la linea gialla originaria (ossia il 53% della Striscia, rinunciando a un ulteriore 7% conquistato negli ultimi mesi). Sono i punti salienti dell'accordo raggiunto sulla base del piano del Board of Peace e annunciato da Donald Trump. La road map in 15 punti "per il completamento dell'attuazione del Piano di pace globale del presidente Trump a Gaza" accettata da Hamas è subordinata al dispiegamento della Forza Internazionale di Stabilizzazione a Gaza e al rispetto, da parte di Israele, degli obblighi previsti dal cessate il fuoco di ottobre. Una volta che sarà approvata da tutte le parti scatterà un periodo di 14 giorni durante il quale le parti finalizzeranno la tempistica per l'attuazione di ciascuna fase della proposta * IL DISARMO DI HAMAS. Le armi della polizia di Hamas saranno quelle consegnate per prime, quelle personali saranno invece consegnate per ultime. Le armi pesanti, i siti di produzione militare, i depositi e i tunnel di Hamas saranno progressivamente gestiti sotto l'autorità del Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza, in parallelo al ritiro israeliano. Inoltre è menzionato che  "nessuna arma sarà trasferita o consegnata a Israele o a parti non palestinesi". Le tempistiche ipotizzate per l'intero processo di disarmo variano da circa 200 a 350 giorni. * IL RITIRO DI ISRAELE. Tutte le parti - si legge nel documento - riaffermano il proprio impegno a mettere fine alle violenze nella Striscia, a garantire il ritiro "completo" delle truppe israeliane e a consentire "un percorso politico credibile che porti all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato" per i palestinesi. Sia Israele che Hamas metteranno fine a tutte le operazioni militari a Gaza "senza indugio". Successivamente il Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza entrerà nella Striscia e ne assumerà la responsabilità di govenro. * IL GOVERNO DI GAZA. Hamas e le fazioni palestinesi hanno concordato che l'intera amministrazione civile e la gestione della sicurezza saranno trasferite Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza, che godrà di "piena indipendenza nell'esercizio delle sue responsabilità". Gaza sarà governata secondo il principio di "un'unica autorità, un'unica legge e un'unica arma". * LA FORZA DI STABILIZZAZIONE INTERNAZIONALE. Sarà temporanea e verrà dispiegata per separare le forze israeliane dalle aree controllate Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza. Avrà il compito di monitorare il rispetto del cessate il fuoco e fornire sostegno e aiuti umanitari. Le forze israeliane completeranno il graduale ritiro da Gaza, con l'impegno a non costringere nessuno ad abbandonare la Striscia. * LA RICOSTRUZIONE: sarà supervisionata dal Board of Peace e dal Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza "in conformità con le leggi pertinenti e gli standard internazionali". 

Guterres: "Bene l'accordo su disarmo di Hamas, unica buona notizia degli ultimi giorni"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha accolto con favore l'accordo annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul disarmo di Hamas nella Striscia di Gaza, confermato anche dal movimento palestinese, definendolo "l'unica buona notizia" in una regione devastata dalla guerra. Dopo sei mesi di "escalation militare", "quello che era iniziato come un conflitto regionale sta diventando sempre più un fattore di instabilità globale", ha dichiarato Guterres alla stampa. In questo contesto, "l'unica buona notizia degli ultimi giorni è l'annuncio da parte del presidente americano di un accordo sul disarmo di Hamas e sul ritiro delle forze israeliane da Gaza", ha osservato, insistendo sulla necessità che i combattimenti cessino "su tutti i fronti" della regione.

Guterres

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Trump: "Il Board of Peace prenderà le armi di Hamas"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che "sarà il Board of Peace", l'organismo di pace creato da Trump assieme a decine di Paesi, a prendere in carico le armi che il gruppo paramilitare palestinese Hamas consegnerà in base agli accordi raggiunti secondo cui, dopo il disarmo, Israele lascerà la Striscia.

Trump: "In Iran vogliamo vincere, colpiremo fino a quando non ne potranno più"

"Vogliamo solo vincere in Iran. Cerchiamo di essere gentili, per quanto possibile in una situazione del genere. Li stanno decimando". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che nelle "prossime quattro, otto settimane li colpiremo fino a quando diranno non ne possiamo più". 

Trump: "Israele molto contento dell'accordo con Hamas, ci hanno aiutato"

"Israele ne è molto contento. Ci hanno aiutato". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se avesse ricevuto assicurazioni da Israele sull'accordo raggiunto con Hamas. 

Libano, Rubio: "Accordo storico con Israele grazie a Trump"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di "accordo senza precedenti", quello raggiunto da Libano e Israele. "E il dialogo tra israeliani e libanesi è stato possibile grazie alla sua leadership", ha aggiunto, rivolgendosi al presidente Donald Trump durante la riunione di gabinetto in corso a Camp David. 

Aoun: "Le esplosioni israeliane nel sud del Libano minacciano l'accordo bilaterale"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato oggi che le massicce esplosioni provocate dall'esercito israeliano nei pressi del castello di Beaufort, nel sud del Paese, rappresentano "una minaccia diretta" all'attuazione dell'accordo quadro bilaterale raggiunto a giugno sotto l'egida degli Stati Uniti. Le esplosioni, avvenute la notte scorsa e che hanno "generato onde d'urto paragonabili a quelle di un terremoto", inviano "messaggi negativi" a pochi giorni dai nuovi negoziati tra Libano e Israele previsti a Roma il 4 agosto, volti a porre fine allo stato di guerra tra i due Paesi; lo ha reso noto la presidenza in un comunicato. 

Trump: "Iran dietro cyberattacco in Minnesota? Non credo, la colpa è dello Stato che è incompetente"

"Abbiamo sentito che in Minnesota c'è stato un attacco informatico e ne danno la colpa all'Iran. Non credo. Penso che la colpa sia del Minnesota perché sono profondamente incompetenti". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo all'inizio della riunione di gabinetto a Camp David in merito alle notizie di ieri che parlavano di un possibile cyberattacco iraniano alle infrastrutture idriche dello Stato il cui Governatore è il democratico ed ex candidato alla vicepresidenza degli Usa, Tim Walz.

Funzionari federali e statali considerano l'Iran uno dei sospettati dell'attacco ma non hanno ancora formalizzato la responsabilità e temono possibili operazioni sotto falsa bandiera.

"Darei la colpa al Minnesota e al suo governatore, al governatore corrotto del Minnesota. A loro piace dire: 'Oh, è stato l'Iran'. L'Iran dovrebbe ritenersi fortunato. L'Iran ha problemi ben più gravi che preoccuparsi del Minnesota", sottolinea ancora Trump.

Trump: "L'Iran se la passa male, si sono comportati in modo disonesto"

"L'Iran se la passa molto male, sta attraversando un periodo difficile. Si sono comportati in modo molto disonesto e scorretto". Lo ha detto Donald Trump ammettendo che l'operazione miliutrare in Iran sta durando più del previsto ma sono cinque mesi rispetto ai 20 anni in Vietnam. "Presto all'Iran non rimarrà più alcuna forza militare", ha messo in evidenza. 

Think tank Usa: "I raid sulle ferrovie dell'Iran ridisegnano le rotte in Eurasia"

Gli attacchi alle infrastrutture ferroviarie iraniane nel conflitto in Medio Oriente potrebbero segnare un punto di svolta negli equilibri logistici dell'Eurasia, accelerando lo spostamento dei flussi commerciali verso corridoi alternativi attraverso il Caucaso meridionale e l'Asia centrale. È quanto emerge da una nuova analisi del Center for Media & Peace Initiatives (Cmpi), secondo cui i danni subiti dalla rete ferroviaria iraniana avranno conseguenze destinate ad andare ben oltre l'emergenza militare. Secondo il think tank con sede a New York, i raid hanno colpito una direttrice che nell'ultimo anno aveva assunto un ruolo crescente nei collegamenti terrestri tra Cina e Iran, soprattutto dopo le difficoltà registrate sulle rotte marittime. Ma l'aspetto più rilevante è un altro: il rischio geopolitico legato al transito attraverso l'Iran starebbe diventando strutturale, inducendo operatori logistici, assicuratori e investitori a rivedere le proprie strategie di lungo periodo. "Il vero cambiamento non riguarda soltanto i danni alle infrastrutture ferroviarie", ha affermato Uchenna Ekwo, presidente del Cmpi. E ancora: "Per la prima volta il mercato sta incorporando il rischio geopolitico come un fattore permanente nella scelta delle rotte commerciali. Quando un corridoio viene percepito come vulnerabile, recuperare la fiducia degli operatori richiede anni, non settimane". L'analisi ha evidenziato come il Corridoio di Mezzo (Trans-Caspian International Transport Route), che attraversa Azerbaigian, Georgia e Turchia, stia rapidamente consolidando il proprio ruolo di alternativa strategica ai percorsi che transitano attraverso Russia e Iran. 

Media: "Firma dell'accordo al Cairo la prossima settimana"

La firma della seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza avverrà al Cairo a metà della prossima settimana. Lo ha riferito l'emittente televisiva Al-Ghad, legata all'ex esponente del partito palestinese Fatah Mohammed Dahlan, citando fonti attendibili. 

In Arabia Saudita anche 260 militari dell'Esercito italiano e il Samp/T

Oltre ai circa 400 militari dell'Aeronautica Militare italiana appartenenti alla Task force Air, in Arabia Saudita sono schierati anche 260 militati dell'Esercito appartenenti alla 'Task Force Land - Cerbero', guidata dal colonnello Andrea Paoluzzi. La composizione, l'obiettivo e i dettagli della missione - operativa come quella dell'Aeronautica dalla metà di marzo del 2026 - sono pubblicati da oggi sul sito della Difesa. "A seguito della crisi nell'area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner - si legge - la Difesa italiana ha schierato, con un bassissimo tempo di preavviso, un dispositivo di difesa aerea su base Task Group SAMP/T", capace di intereccare anche i missili balistici, "a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita". Contestualmente, negli Emirati Arabi è stato schierato un "sistema d'arma Skynex', che consente di individuare le minacce aeree di "grandi, medie e piccole dimensioni", con "un elevato grado d'efficacia contro la minaccia droni", mentre nel Bahrein è stato inviato un "Radat Kronos gran mobile hight power", anche questo uno strumento che consente di rilevare aerei, droni e missili. Tutti gli assetti schierati nei tre paesi fanno parte della task force Cerbero il cui obiettivo è quello di "supportare le forze armate e di sicurezza del Regno dell'Arabia Saudita, del Bahrein e del Kuwait nella difesa del loro spazio aereo, missilistica e anti-drone" .

Media: "Israele ribadisce il no al ritiro senza disamo di Hamas"

Israele ribadisce che non ci sarà alcun ritiro delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) dalla linea gialla attuale, a meno che Hamas non realizzi un autentico disarmo.  A dichiararlo è stata una fonte politica israeliana citata da Sky News, commentando diverse notizie pubblicate questa mattina riguardo presunti progressi diplomatici sulla Striscia di Gaza.

Trump: "La guerra sta andando bene colpiamo duramente"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a Fox News che la guerra di Washington e Israele contro l'Iran "sta andando bene". Nell'intervista, Trump ha ribadito che le truppe statunitensi stanno colpendo "duramente" l'Iran. "Sta andando bene. Tutto quello che puoi fare è continuare a vincere, poi alla fine succederà qualcosa", ha detto. "Li stiamo colpendo duramente, mettendoli KO per un giro, e continuiamo a vincere.  Alla fine non avranno altra scelta che tornare a casa", ha aggiunto Trump. 

Trump

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Kallas: "Se attuato accordo per il disarmo di Hamas è un passo costruttivo per la pace"

"Il piano per disarmare Hamas a Gaza, se pienamente attuato, sarebbe un passo costruttivo verso la pace. Accolgo con favore l'accordo mediato dagli Stati Uniti, con il supporto di Egitto, Qatar, Turchia e Mladenov. Ci sono molte cose che devono mettersi a posto perché questo funzioni. Il successo dipende dall'impegno totale di tutte le parti. Verificare il rispetto degli accordi da parte di Hamas sarà una sfida significativa. Israele dovrà eventualmente ritirarsi da Gaza". Lo scrive su X l'Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas. "Siamo pronti a supportare i prossimi passi, compreso l'ingresso del Comitato Nazionale e della Forza Internazionale di Stabilizzazione. Le nostre due missioni dell'Ue sul campo svolgono un ruolo importante nel supporto agli sforzi di costruzione dello Stato palestinese. L'Ue è il principale donatore umanitario di Gaza. A luglio, l'Ue ha promesso 900 milioni di euro in progetti di aiuto per aiutare Gaza a riprendersi dalla guerra", conclude.

Missione Mar Rosso, l'Italia valuta la partecipazione. VIDEO

Teheran: "Stretto chiuso fino a ritorno calma e stabilità"

"A causa delle continue azioni aggressive delle forze militari degli Stati Uniti nella regione non è possibile il transito nello Stretto di Hormuz", afferma in un post su X la Persian Gulf Strait Authority (Pgsa), l'ente istituito a inizio maggio da Teheran per la gestione dello Stretto di Hormuz. "Appena saranno state ripristinate calma e stabilità, tutte le richieste verranno esaminate in base all'ordine di presentazione - affermano - e gradualmente verranno rilasciati i permessi".

Fonte Israele a media: "No ritiro da Linea Gialla senza effettivo disarmo di Hamas"

''In merito alle varie pubblicazioni di questa mattina sui progressi nella Striscia di Gaza, Israele ha ribadito e chiarito che non ci sarà alcun ritiro dell'Idf dall'attuale Linea Gialla senza un effettivo disarmo di Hamas''. Lo afferma una fonte politica israeliana a Channel 12

Ben-Gvir: "Inaccettabile l'accordo con Hamas"

"La bozza di accordo pubblicata dal Board of Peace non è accettabile per Israele". Così ha commentato il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano e leader di estrema destra Itamar Ben-Gvir, all'indomani dell'annuncio di un'intesa con il gruppo militante palestinese. L'accordo prevederebbe il disarmo di Hamas e la cessione della gestione dell'autorità civile e della sicurezza a Gaza in cambio del ritiro dell'Idf dalla Striscia, lo stop degli attacchi, il dispiegamento del governo tecnocratico e delle forze internazionali di stabilizzazione, insieme alla ricostruzione.  "Dopo il massacro del 7 ottobre, ogni membro di Hamas è responsabile delle proprie azioni e, pertanto, impegnarsi a fermare l'uccisione degli assassini dell'organizzazione terroristica equivale a permettere ad Hamas di riorganizzarsi per il prossimo massacro", ha affermato il leader israeliano di Otzma Yehudit.

Hamas: "Disarmo solo con dispiegamento Forza internazionale e ritiro di Israele"

"Il disarmo è subordinato al dispiegamento della Forza internazionale e allo scioglimento delle milizie create dall'occupazione", alla "cessazione dell'aggressione israeliana" e al "ritiro" delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Così Hamas in un comunicato dopo l'annuncio di un accordo da parte di Donald Trump per il disarmo del movimento palestinese.

Autorità Hormuz: "Stretto chiuso fino a ritorno calma"

L'Autorità iraniana di gestione dello stretto del Golfo Persico ha annunciato la chiusura di Hormuz. "A causa del perdurare delle azioni aggressive delle forze militari degli Stati Uniti nella regione, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non è attualmente possibile", si legge in una nota pubblicata dai media iraniani. "Non appena saranno ristabilite stabilità e tranquillità, tutte le richieste saranno esaminate secondo l'ordine e la tempistica previste, e le autorizzazioni saranno rilasciate gradualmente", si spiega.

Trump riunisce il governo a Camp David, in agenda l'Iran

Donald Trump riunisce il governo a Camp David. In agenda ci saranno le  prossime mosse sull'Iran guardando alle elezioni di metà mandato. Per  Trump è la tredicesima riunione di governo del suo secondo mandato e la  sua terza volta a Camp David da quando è tornato alla Casa Bianca.

Israele, diserzione Sde Teiman: 30 giorni carcere per 14 soldati

Trenta giorni di carcere militare e l'esclusione dal servizio attivo di combattimento: e' questa la condanna inflitta dal comandante della brigata Givati, il colonnello Netanel Shemkha, ai 14 soldati del battaglione Tzabar responsabili della diserzione di massa avvenuta ieri dalla base di Sde Teiman, nel sud di Israele. Altri 80 soldati che hanno abbandonato la base, lasciando sul posto le proprie armi, e poi sono rientrati dopo alcune ore, questo fine settimana dovranno rimanere a Sde Teiman e partecipare a un corso di formazione "volto a rafforzare la disciplina, i valori e le norme che ci si aspetta dai soldati dell'Idf". Altri due soldati rientrati nella base ma solo nella notte, dopo la scadenza dell'ultimatum posto dalle autorita' militari, saranno processati in seguito, mentre un soldato non si e' ancora presentato.

Iran, Sensi: "Tajani condanni le esecuzioni e faccia sentire la voce dell'Italia"

"Abbiamo chiesto al ministro @Antonio_Tajani di condannare le esecuzioni capitali in Iran e di far sentire la voce dell'Italia, come hanno fatto tanti governi nel mondo. Il nostro no. I ragazzi di Isfahan, detenuti dal regime e impiccati, non lo meritano?". Lo scrive su X il senatore dem Filippo Sensi.

Hamas: "Concessioni per bene palestinesi, no ritiro da politica"

Hamas "ha fatto delle concessioni per il bene del popolo palestinese", accettando il disarmo in cambio del ritiro delle truppe israeliane da Gaza, la fine degli attacchi, il dispiegamento del governo tecnico e dele forze internazionali, insieme alla ricostruzione. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera uno dei negoziatori del gruppo militante palestinese, Ghazi Hamad, sottolineando che si tratta di un "pacchetto completo" che va oltre la questione delle armi. "Il nostro obiettivo primario e' proteggere il nostro popolo nella Striscia di Gaza dalle continue misure ostili e dai piani criminali perseguiti dall'occupazione israeliana", ha affermato, assicurando che Hamas non si ritirera' dalla scena politica, ma "rimarra' parte integrante del tessuto nazionale palestinese". Il gruppo "continuera' ad assumersi le proprie responsabilita' e i propri doveri nazionali nel perseguimento dei legittimi diritti del popolo palestinese", ha aggiunto Hamad.

Alta tensione a Nablus, raid coloni, campi dati a fiamme

Alta tensione a Nablus, nel nord della Cisgiordania, dove coloni hanno effettuato un raid, scontrandosi con i residenti palestinesi. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, decine di attivisti violenti hanno preso d'assalto Al-Amiriya e le zone circostanti e l'area di Ain al-Mazrab nella citta' di Tel. Al Jazeera ha riferito di almeno undici feriti. Le forze armate israeliane, in una nota, hanno confermato che "alcuni" coloni sono entrati nella periferia della citta' di Nablus e che sono stati presi di mira dal lancio di pietre dai palestinesi. Un colono ha risposto "sparando colpi di avvertimento in aria", ha dichiarato l'Idf, sostenendo che "non sono stati segnalati feriti". E' giunta anche una segnalazione riguardante alcuni coloni che "hanno vandalizzato un cimitero", ha proseguito l'esercito israeliano, sottolineando che tutti "hanno successivamente lasciato l'area di Nablus", zona A alla quale agli israeliani e' "vietato accedere", ha puntualizzato l'Idf. Secondo la Wafa, coloni israeliani hanno anche appiccato il fuoco a terreni agricoli a Burin, a sud di Nablus, bruciando diversi ulivi, e hanno impedito alle squadre della Protezione Civile palestinese di raggiungere la zona per spegnere l'incendio.

Idf, 'ucciso a Gaza martedì il capo di Kataeb al-Mujahideen'

"Martedì, l'Idf ha colpito nel sud della Striscia di Gaza ed eliminato il terrorista Ahmed Hussein Mohammed Kafina, comandante di 'Kataeb al-Mujahideen' nel centro della Striscia, che aveva partecipato al rapimento di Noa Argamani e Avinatan Or e aveva guidato il rapimento di Sudthisak Rinthalak durante il massacro del 7 ottobre". Lo comunica l'Idf in una nota. Argamani e Or sono la giovane coppia ripresa in diretta dai rapitori nei primi momenti dell'attacco del 7 ottobre 2023, le cui immagini mentre venivano condotti a Gaza dal Festival Nova hanno fatto il giro del mondo. Argamani fu ricondotta in Israele nel corso di un'operazione delle forze speciali israeliane a Nuseirat nel giugno 2024, Or ritornò nell'ottobre 2025 nell'ambito dell'ultimo accordo per il rilascio di ostaggi israeliani. Rinthalak era invece un cittadino tailandese rapito dal Kibbutz Be'eri dove lavorava nell'agricoltura. Fu ucciso il 7 ottobre stesso dagli assalitori, il suo corpo rimase a Gaza fino al dicembre 2025 quando l'Idf riportò i suoi resti in Israele.

Wafa, delegazione palestinese incontra presidente libanese Aoun a Beirut

"Il presidente libanese Joseph Aoun ha incontrato oggi a Beirut un'importante delegazione palestinese per discutere i preparativi per le prossime elezioni palestinesi, la situazione dei rifugiati palestinesi in Libano e gli sviluppi nei territori palestinesi occupati". Lo comunica in una nota Wafa, l'agenzia stampa dell'Autorità Nazionale Palestinese. "La delegazione ha discusso della situazione dei rifugiati palestinesi in Libano, sottolineando la necessità di completare l'attuazione dell'accordo libanese-palestinese sulla consegna delle armi all'esercito libanese all'interno dei campi profughi e sulla concessione ai rifugiati palestinesi dei loro diritti umanitari, in linea con gli esiti del vertice del maggio 2025 tra il Presidente palestinese Mahmoud Abbas e il Presidente Aoun". "Il presidente Aoun - continua la nota - ha sottolineato l'importanza dell'impegno della parte palestinese a rispettare il principio secondo cui le armi devono rimanere sotto l'esclusiva autorità statale, e a cooperare con le agenzie di sicurezza libanesi per attuare le misure adottate dal governo libanese".

Stress test Bce, conflitto in Medio Oriente primo rischio per banche

Il primo e più diffuso rischio geopolitico per le banche europee è il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello stretto di Hormuz. E' quanto emerge dallo stress test inverso' della Bce dove sono i 110 istituti dell'eurozona a descrivere gli senari di possibili rischi. La guerra nell'area è stata segnalata da un quarto dei partecipanti all'esercizio. Un altro elemento di timore è rappresentato dall'escalation della guerra in Ucraina e dalle tensioni Usa e Cina e Taiwan e il deterioramento delle catene di fornitura.

Kuwait, abbattuti droni diretti verso siti militari

Il ministero della Difesa del Kuwait ha riferito di aver abbattuto dei droni iraniani che avevano preso di mira siti militari. Ci sono stati danni materiali a causa dei detriti caduti, ma nessuna vittima, ha aggiunto. In precedenza, le forze armate iraniane avevano rivendicato un attacco condotto con diversi droni contro "centri strategici" Usa in Kuwait, come rappresaglia per una precedente offensiva lanciata dagli Stati Uniti. Teheran aveva fatto sapere di aver preso di mira hangar per caccia, sistemi di comunicazione satellitare e depositi presso la base aerea di Ahmed Al-Jaber, nel Sud del Paese.

Riad, 'non abbiamo attaccato l'Iraq, ma le milizie a noi ostili'

Un funzionario saudita ha dichiarato ad Al Arabiya English che il Regno rimane impegnato nelle sue relazioni con l'Iraq. Il Regno, si legge su X, sottolinea che l'attacco aereo non era diretto contro il governo o il popolo iracheno. L'attacco ha preso di mira le capacità di una milizia terroristica che minacciava la sicurezza saudita e aveva attaccato infrastrutture civili, economiche e petrolifere vitali nel Regno. Il funzionario ha affermato che l'operazione è stata una risposta precisa e limitata, circoscritta ai depositi di armi della milizia e condotta dopo che tutte le opzioni diplomatiche e politiche erano state esaurite. Il funzionario ha aggiunto che le milizie stanno danneggiando gli interessi dell'Iraq e le relazioni regionali.

Media, 'Trump e Netanyahu hanno discusso di possibile blocco terrestre all'Iran'

Durante il loro incontro alla Casa Bianca martedì, il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benyamin Netanyahu avrebbero discusso la possibilità di "imporre un blocco terrestre all'Iran". Lo riportano i media israeliani citando il quotidiano britannico Telegraph, secondo cui i due leader avrebbero discusso della possibilità di esercitare pressione sull'Iran "attraverso mezzi cinetici e non cinetici".

Hamas, Israele rispetti accordo o neppure noi lo faremo

Hamas ha confermato di avere sottoscritto l'accordo che comprende il suo disarmo, ma ha avvertito che anche Israele ha degli obblighi da rispettare o salterà tutto. Intervistato su diversi media arabi, il negoziatore di Hamas Ghazi Hamad ha ricordato che l'intesa include "l'obbligo per gli occupanti di ritirarsi dalla Striscia di Gaza, aprire i valichi di frontiera e cessare gli omicidi". Dunque "se Israele non rispettasse l'accordo, non lo rispetteremmo nemmeno noi", ha avvertito. 

Ministro turco Fidan incontra nuovo leader Hamas

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha incontrato Khalil al-Hayya, neoeletto capo dell'ufficio politico di Hamas, insieme a una delegazione del movimento palestinese. La notizia dell'incontro, avvenuto nella tarda serata di ieri, e' stata diffusa dall'agenzia turca Anadolu nelle stesse ore in cui l'organizzazione palestinese ha confermato di aver raggiunto un'intesa per il disarmo delle proprie milizie ancora presenti nella Striscia di Gaza. Fidan si e' congratulato con al-Hayya per la sua nomina, hanno riferito fonti del ministero degli Esteri turco, mentre Al-Hayya ha aggiornato il capo della diplomazia turca sui continui attacchi israeliani nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania occupata. 

Berlino, l'accordo sul disarmo di Hamas è notizia che dà speranza

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha accolto con favore l'accordo annunciato sul disarmo dell'organizzazione terroristica palestinese Hamas definendolo una "notizia che infonde speranza". Ora è fondamentale che si compia un reale progresso e che Hamas venga effettivamente disarmata, ha scritto il politico della Cdu sulla piattaforma X. Il ministro ha aggiunto che l'organizzazione non deve mai più rappresentare una minaccia per Israele. Wadephul ha inoltre esortato Israele ad aprire ulteriori valichi di frontiera nella Striscia di Gaza.

Mladenov: 'accordo per Gaza lavoro di mesi. Ho dubitato che ce l'avremmo fatta'

''Oggi è stato raggiunto un accordo sul disarmo e sulla transizione civile a Gaza. Ci sono voluti mesi di negoziati molto difficili per arrivare a questo punto. Ci sono stati diversi momenti in cui ho dubitato che ce l'avremmo fatta''. Lo scrive in un post su X il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov, l'inviato per Gaza del Board of Peace. ''Il contenuto dell'accordo è importante. Ciò che accadrà dopo è ancora più importante. L'attuazione e la verifica devono essere concrete. Il ritiro deve procedere di pari passo con il disarmo. Il Ncag (National Committee for the Administration of Gaza, ndr) e il popolo palestinese hanno bisogno del sostegno politico e pratico per prendere in mano il proprio futuro'', ha aggiunto Mladenov, esprimendo gratitudine a Donald Trump ''per aver portato avanti questo accordo, e agli Usa, Egitto, Qatar, Turchia, Emirati Arabi Uniti per il loro sostegno  nel mantenere le persone presenti al tavolo delle trattative nei giorni in cui abbandonare sarebbe stato molto più facile'', nonché al ''Consiglio di Sicurezza Onu per la sua costante attenzione al nostro lavoro e per aver ribadito l'importanza di attuare pienamente la risoluzione 2803''. Mladenov conclude la nota evidenziando l'obiettivo della sfida imminente: ''Davanti a noi c'è una Gaza ricostruita, governata dai palestinesi e in pace con Israele, e un orizzonte politico verso una soluzione significativa del conflitto israelo-palestinese. Questo è il lavoro che ci attende ora''.

Teheran: colpite due petroliere scortate dagli Usa a Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver colpito due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sotto "scorta aerea" militare statunitense. Le petroliere, che non seguivano la rotta designata dall'Iran in nella strategica via d'acqua, "sono state colpite e fermate, mentre altre quattro petroliere hanno rapidamente cambiato rotta e sono tornate alle loro posizioni precedenti", ha aggiunto la potente forza armata iraniana in un comunicato, senza fornire ulteriori dettagli.

Lahbib: violenza dei coloni ha raggiunto livelli record

"La violenza dei coloni ha raggiunto livelli record in Cisgiordania". Lo scrive sui social la commissaria per la Parità, la Preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib. "Quasi 700 palestinesi sono stati sfollati in soli 4 mesi quest'anno e molte vite sono state perse. Le comunità palestinesi vengono isolate e tagliate fuori dai servizi vitali. Proteggere i civili e' un obbligo secondo il diritto internazionale" conclude la commissaria. 

Media, 'la firma accordo Gaza la settimana prossima al Cairo'

L'emittente egiziana Al-Ghad riporta che ''la firma ufficiale sull'accordo sulla seconda fase dell'implementazione del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dovrebbe verificarsi a metà della settimana prossima al Cairo''.

Crosetto: missione in Arabia illustrata con massima trasparenza

"L'interrogazione del Partito Democratico si fonda su un presupposto errato. Sarebbe bastato seguire con attenzione le audizioni del Capo di Stato Maggiore della Difesa e del Comandante del Covi davanti alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, oppure leggere con attenzione il decreto Missioni e le relative schede, per verificare che il quadro normativo e operativo è stato illustrato con la massima trasparenza". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito all'interrogazione del Pd che chiedeva chiarezza su un dispositivo dell'Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza in Arabia Saudita. "Le Commissioni parlamentari rappresentano il luogo del confronto e dell'approfondimento - aggiunge -. Se vengono utilizzate principalmente per alimentare polemiche, anziché per ascoltare, studiare gli atti e approfondire i contenuti, il rischio è proprio quello di presentare interrogazioni fondate su presupposti non corretti". 

Idf, 'evacuati tutti gli israeliani nell'area a ridosso di Nablus'

'Questa mattina civili israeliani sono entrati nella periferia della città di Nablus. I palestinesi presenti nella zona hanno lanciato pietre contro i civili israeliani e un civile israeliano ha sparato colpi di avvertimento in aria, che non ha causato feriti. Inoltre, è giunta una segnalazione riguardante alcuni civili israeliani che hanno vandalizzato un cimitero ed è stata aperta un'indagine''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, in merito agli scontri avvenuti in Cisgiordania questa mattina. Scontri scattati dopo che un gruppo di israeliani aveva organizzato quella che loro stessi hanno definito una nuova "escursione" in aree palestinesi a ridosso di Nablus, in aree a cui l'ingresso di civili israeliani è però vietato, replicando così la provocazione che venerdì scorso ha innescato nel villaggio di Tell lo scontro a fuoco che ha causato due morti tra gli israeliani e quattro tra i palestinesi, innescando una nuova escalation in Cisgiordania nei giorni successivi. L'Idf afferma che l'ingresso degli israeliani nelle aree in questione ''non era coordinato con l'esercito'' e che nell'area ''erano presenti soldati già schierati nell'area prima dell'arrivo degli israeliani e che sono intervenuti per disperdere l'assembramento ed evacuare i civili'', confermando che a ora ''tutti i civili israeliani sono stati evacuati dall'area di Nablus''. In seguito, secondo la ricostruzione dell'Idf, ''sono state lanciate pietre contro i soldati presenti nella zona. I soldati hanno risposto attivando il protocollo di arresto dei sospetti, che prevede l'apertura del fuoco contro il principale responsabile''. La Mezzaluna Rossa palestinese riporta un ferito da arma da fuoco e altri 10 feriti a causa dell'inalazione di gas lacrimogeni.  Secondo l'agenzia stampa palestinese Wafa, ci sono almeno 7 arrestati tra i palestinesi. Il portavoce dell'Idf ha aggiunto che ''i soldati rimangono schierati nell'area. L'Idf riafferma che l'ingresso nell'Area A è proibito e pericoloso per i cittadini israeliani e costituisce una violazione della legge''. Non risultano arresti tra gli israeliani responsabili delle violazioni. 

Gaza, funzionario Usa: 'abbiamo collaborato con Israele dall'inizio su questo piano'

"Abbiamo collaborato con Israele fin dall'inizio su questo piano". Lo ha affermato un alto funzionario Usa al quotidiano israeliano Walla! rispetto alla prospettiva di accordo sul piano del Board of Peace per Gaza. Nonostante Israele abbia sempre espresso scetticismo sul fatto che Hamas si disarmerà, ha aggiunto la fonte, "Israele ha firmato, Hamas ha firmato: c'è un impegno", specificando che "il ritiro di Israele avverrà secondo una tempistica che verrà definita in seguito e che Israele non si ritirerà finché esisterà la minaccia di Hamas". Per quanto riguarda le tempistiche, il funzionario ha affermato che "faremo le cose per bene, il più rapidamente possibile, anche se è molto complesso. Nelle prossime settimane riassumeremo i dettagli e speriamo di vedere il processo portato a termine entro uno o due mesi".

Britannico arrestato a Cipro con l'accusa di spionaggio per l'Iran

Un cittadino britannico di 44 anni, Rashad Sultanov, residente nel quartiere di Islington a Londra, è stato arrestato dalla polizia cipriota il 17 luglio con l'accusa di aver condotto attività di "sorveglianza ostile" per conto dell'Iran sulla base aerea della Raf (l'aviazione militare del Regno Unito) di Akrotiri e di aver condiviso informazioni con i Guardiani della rivoluzione islamica. Lo riporta il sito di Bbc News. Sultanov, che possiede anche la cittadinanza azera, si trova in custodia in attesa del procedimento di estradizione verso il Regno. 

Al-Jazeera: 'Israele vuole disarmo completo, non solo stoccaggio armi a Gaza'

Nello sviluppo sulle disposizioni per la prossima fase nella Striscia di Gaza, Hamas e le fazioni palestinesi hanno raggiunto un accordo preliminare sulla gestione delle armi della resistenza. Lo scrive Al-Jazeera, secondo cui la bozza prevede l'avvio del processo di inventario e stoccaggio di armi pesanti, siti di produzione militare, depositi di armi e tunnel, e sottolinea che nessuna arma dovrebbe essere trasferita o consegnata a Israele o a soggetti non palestinesi. L'autorità tecnocratica sarebbe "l'unica entità autorizzata a possedere, custodire o controllare armi a Gaza". Ma, si legge sempre sulla testata araba, "Israele ha chiarito di volere un disarmo completo e non solo lo stoccaggio di armi presso l'Autorità Palestinese o presso un'unità palestinese sotto l'egida di un comitato internazionale". L'edizione in arabo di Al-Jazeera dà voce, a supporto di questa posizione, all'analista Adel Shadid, secondo il quale "l'opinione pubblica israeliana intende il disarmo della resistenza come la rimozione completa di armi pesanti, leggere e personali dai suoi depositi, tunnel e magazzini, trasferendole al di fuori della Striscia di Gaza, e non semplicemente confinandole o immagazzinandole all'interno della Striscia sotto amministrazione palestinese". Questo "rende estremamente difficile l'approvazione da parte di Israele". L'esperto ritiene che l'insistenza di Israele sul disarmo "sia legata alla sua interpretazione di questa questione come mezzo per sconfiggere Hamas, osservando che la maggior parte degli israeliani - non solo il premier Benyamin Netanyahu - interpreta la consegna delle armi in questo modo". 

Media, 'coloni supportati dall'Idf assaltano Nablus e città vicine'

Decine di coloni israeliani hanno preso d'assalto la città di Tal, a sud di Nablus, nella Cisgiordania, sotto la protezione delle forze israeliane, secondo quanto riferito dai corrispondenti di Al Jazeera sul posto. Successivamente, i coloni hanno assaltato la stessa Nablus. Dieci palestinesi, tra cui 4 bambini, sono rimasti feriti. Sette palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane durante raid in diversi quartieri della città di Nablus, nonché nelle città di Tal e Salem, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Wafa. Almeno tre degli arrestati provenivano da Tal, dove i coloni israeliani hanno condotto nuovamente attacchi dopo che due israeliani sono stati uccisi venerdì scorso, ha affermato l'agenzia di stampa palestinese. A Tal i raid hanno portato al sequestro di quattro case trasformatte in caserme militari, secondo quanto riferito da fonti ad Al Jazeera. L'assalto a Nablus, invece, sarebbe iniziato, sempre secondo Al-Jazeera, dalla parte occidentale della città sotto la protezione dell'esercito israeliano. I dieci feriti sarebbero nel quartiere di Junaid, secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese.

Media, l'Arabia Saudita prepara grande offensiva contro gli Houthi

L'Arabia Saudita si sta preparando a una grande offensiva militare contro gli Houthi via mare e forse via terra nello Yemen centrale. Lo scrive il Guardian, che cita fonti yemenite. Le forze saudite sono state viste ritirarsi dalla parte orientale dello Yemen, in quella che potrebbe essere una preparazione per un'offensiva di terra, riporta il quotidiano che ricorda anche come al tempo stesso, Riad stia cercando di organizzare una coalizione navale per proteggere il traffico marittimo dagli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandab.

Il 20 luglio gli Houthi hanno annunciato il blocco navale per le navi dell'Arabia Saudita nel Mar Rosso e da allora hanno rivendicato diversi attacchi contro navi mercantili legate a Riad. L'Arabia Saudita dal canto suo ha risposto con raid aerei assieme agli Stati Uniti, contro quelle che ha definito installazioni militari Houthi utilizzate per minacciare il traffico marittimo commerciale.

Media, 'pesanti attacchi israeliani nel sud del Libano'

Una serie di potenti esplosioni notturne ha scosso le regioni libanesi meridionali di Yohmor al-Chqif, Arnoun e Kfar Tebnit in seguito agli attacchi israeliani, secondo quanto riportato dall'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna) ripresa da Al-Jazeera. Le esplosioni si sono propagate in tutto il sud, con onde d'urto avvertite fino a el-Kharroub e Khalde. Nel distretto di Marjayoun, violente esplosioni vicino al Castello di Beaufort hanno mandato in frantumi finestre e danneggiato abitazioni nella vicina città di Qlayaa. Secondo la Nna, i residenti hanno descritto intense onde d'urto che hanno scosso la zona, accompagnate da un forte odore di polvere da sparo. L'agenzia ha aggiunto che le forze israeliane hanno perlustrato la periferia di al-Mansouri e Biyout al-Sayyad, nel distretto di Tiro, con raffiche di mitragliatrice pesante, lanciando al contempo colpi di artiglieria contro al-Mansouri. Secondo quanto riportato dall'Nna, sono stati segnalati anche movimenti di carri armati sulla collina di Baraachit in direzione di Aainata, nel distretto di Bint Jbeil, insieme a forti esplosioni e vibrazioni sia nel settore orientale che in quello occidentale.

Hamas: 'nessun disarmo prima del ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza'

"Non abbiamo parlato di disarmo, non abbiamo parlato di consegna delle armi e non abbiamo concordato alcun coinvolgimento israeliano", ha detto al Wall Street Journal, Hamad, aggiungendo che il piano è subordinato alla fine delle operazioni militari israeliane a Gaza e all'ingresso degli aiuti umanitari. 

Almeno 10 palestinesi feriti in Cisgiordania, 4 bambini

Almeno 10 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono rimasti feriti durante un raid condotto da coloni e forze militari israeliane nel quartiere di Junaid, a ovest di Nablus, secondo la Mezzaluna rossa palestinese. Lo riferisce al Jazeera.

Media: "Nell'accordo con Hamas tutela per lavoratori Gaza"

Una "fonte di alto livello" di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che l'accordo include tutele per i dipendenti che perderanno il lavoro o andranno in pensione durante il periodo di transizione. Le persone interessate riceveranno i benefici a cui hanno diritto secondo la legge palestinese, ha affermato la fonte. La fonte ha aggiunto che il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza effettuerà una verifica completa della situazione finanziaria e amministrativa del territorio e valuterà i debiti legittimi nei confronti di fornitori e appaltatori. Il comitato cercherà di affrontare tali passività - fino a un totale di 400 milioni di dollari - nell'arco di tre anni, ha concluso la fonte.

Coloni israeliani assaltano Nablus: "Dieci palestinesi feriti e 7 arrestati"

Decine di coloni israeliani stanno prendendo d'assalto la parte occidentale della città di Nablus sotto la protezione dell'esercito israeliano, secondo quanto riferito da alcune fonti ad Al Jazeera. Secondo la Mezzaluna Rossa palestinese, almeno 10 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono rimasti feriti. Le forze israeliane hanno arrestato 7 palestinesi durante il raid nel governatorato di Nablus nonché nelle città di Tal e Salem, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Wafa. Almeno tre degli arrestati provenivano da Tal, dove i coloni israeliani hanno ripreso a sferrare attacchi dopo che due israeliani sono stati uccisi venerdì scorso, ha riferito l'agenzia di stampa palestinese.

Egitto: "Disarmo Hamas graduale e legato a dispiegamento forza di stabilizzazione"

L'Egitto, tra i mediatori dell'accordo raggiunto stanotte tra Hamas e Israele, subordina l'inizio del disarmo di Hamas  all'ingresso nella Striscia di Gaza del Comitato nazionale e al dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione. Lo fa sapere una fonte egiziana informata.   "L'accordo prevede che il processo di inventario e stoccaggio delle armi - aggiunge - venga attuato gradualmente e in modo sequenziale". inoltre, "il processo di inventario e stoccaggio delle armi sarà gestito e attuato dal Comitato Nazionale" . Hamas e le fazioni palestinesi hanno informato i mediatori del loro accordo sulla tabella di marcia per l'attuazione della seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Confermato che "si terrà presto una riunione al Cairo, con la partecipazione dei mediatori Egitto, Stati Uniti, Qatar e Turchia, per confermare l'impegno di tutte le parti ad attuare i termini dell'accordo". L'accordo prevede l'ingresso del Comitato Nazionale, il dispiegamento di forze internazionali, una rapida ripresa e la ricostruzione.

Media: "Ricostruzione di Gaza partirà da Rafah all'inizio del 2027"

Un altro funzionario del Board of Peace ha dichiarato al Times of Israel che la ricostruzione di Gaza procederà nelle aree dismesse, con il primo progetto pilota di edilizia abitativa che dovrebbe iniziare sulle rovine della città di Rafah, nel sud della Striscia, all'inizio del 2027. Il Board of Peace ha ottenuto promesse di donazioni per 16 miliardi di dollari, principalmente da paesi del Golfo, che si è astenuto dal riscuotere fino a quando Hamas non avesse accettato la sua proposta di disarmo, ha dichiarato un funzionario statunitense. Yakir Gabay, imprenditore immobiliare israeliano-cipriota e membro del Consiglio esecutivo di Gaza del Board of Peace, ha negoziato con appaltatori non specificati ed è riuscito a ridurre i costi dei progetti di ricostruzione, aggiunge il funzionario statunitense.

Media: "Disarmo inizierà da polizia Hamas, poi smantellamento tunnel"

La proposta di disarmo del Board of Peace, approvata da Hamas, prevede che il gruppo terroristico consegni per primo le armi in possesso della sua polizia al Ncag (l'autorità tecnocratica). A ciò seguirà lo smantellamento delle armi pesanti, dei depositi di armi e dei tunnel presenti a Gaza. Lo scrivono i media internazionali, tra cui Axios e il Times of Israel. Le armi personali lasciate a Gaza saranno consegnate per ultime, in conformità con la legge vigente dell'Autorità Palestinese, che consente ai singoli individui di portare armi da fuoco a determinate condizioni, previa regolare registrazione. Secondo quanto affermato da un funzionario del Board of Peace, anche le milizie e i clan armati di Gaza sostenuti dall'Idf saranno tenuti a consegnare le proprie armi. Sebbene le armi saranno consegnate al Ncag, l'Isf (Forza di stabilizzazione internazionale) contribuirà a facilitare lo smantellamento e i suoi vertici hanno già studiato le modalità per garantire che la consegna possa avvenire in sicurezza. Il processo si baserà sul principio di "un'unica autorità, un'unica legge e un'unica arma... in modo da non trovarci in una situazione in cui l'Ncag controlla il processo di giorno e i militanti escono di notte per interromperlo", ha dichiarato il funzionario del Board of Peace. Un "Accordo di pace sociale" sarà inoltre firmato da tutte le fazioni di Gaza al fine di prevenire uno scenario in cui un gruppo si rivolti contro un altro una volta consegnate le armi, ha affermato il funzionario.

Media: "Processo disarmo Hamas potrà durare tra i 200 e i 350 giorni"

L'approvazione da parte di Hamas della tabella di marcia per il disarmo del Board of Peace ha dato il via a un periodo di 14 giorni durante il quale le parti finalizzeranno la tempistica per l'attuazione di ciascuna fase della proposta, ha dichiarato un funzionario del Board of Peace al Times of Israel. Le tempistiche ipotizzate per l'intero processo di disarmo variano da circa 200 a 350 giorni, ha affermato un altro funzionario del Board of Peace durante un briefing con i giornalisti. Una volta definita tale tempistica, il Board of Peace inizierà a chiedere a Israele di rispettare gli impegni assunti a partire dal cessate il fuoco a Gaza dell'ottobre 2025, ha aggiunto il secondo funzionario. Ora che Hamas ha acconsentito alla roadmap, Israele dovrà ritirarsi fino alla Linea Gialla originaria, stabilita con il cessate il fuoco dell'ottobre 2025. Tale demarcazione consentiva a Israele di mantenere il controllo di circa il 53% di Gaza. Israele non sarà tenuto a ritirarsi oltre la Linea Gialla originaria finché Hamas non inizierà a consegnare le armi, ha dichiarato al Times of Israel un primo funzionario del Board of Peace, aggiungendo che l'Idf sarà autorizzato a rispondere solo a quelle che saranno considerate minacce imminenti. Hamas e tutte le altre fazioni armate palestinesi dovranno inoltre cessare ogni attività militare al termine del periodo iniziale di 14 giorni e una volta definite le tempistiche per l'intera roadmap, ha affermato un secondo funzionario del Board of Peace. Verrà istituito un Comitato di Verifica dell'Attuazione (IVC) per confermare in modo indipendente che entrambe le parti rispettino gli impegni assunti con il cessate il fuoco dell'ottobre 2025. La tabella di marcia non passerà alla fase successiva di disarmo, ritiro o ricostruzione fino al completamento della fase precedente, che sarà stata confermata dalla Corte Internazionale di Vigilanza (CV). Una volta verificato che le parti stiano rispettando i termini del cessate il fuoco dell'ottobre 2025, la proposta di disarmo del Board of Peace prevede che il Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag) - il gruppo di tecnocrati palestinesi incaricato di sostituire Hamas nel governo della Striscia - inizi gradualmente a entrare nell'enclave, ha affermato un funzionario del Board of Peace. Sebbene entrambi i funzionari del Board of Peace abbiano menzionato la tempistica iniziale di 14 giorni, essi - insieme a un alto funzionario statunitense presente alla conferenza stampa - sembrano aver lasciato aperta la possibilità che il processo possa protrarsi, come è avvenuto finora.

Teheran: 'attaccati centri strategici americani in Kuwait'

Teheran ha attaccato centri strategici americani in Kuwait utilizzando droni. Lo rende noto l'esercito iraniano, aggiungendo che l'attacco è stato condotto "in risposta alla recente aggressione militare statunitense contro il nostro Paese, incluso il brutale attacco a un edificio residenziale sull'isola di Qeshm".

Il Cairo ospiterà il vertice per la seconda fase della tregua a Gaza

Il Cairo ospiterà "presto" un vertice dei mediatori per la tregua a Gaza, compresi Stati Uniti, Qatar e Turchia. Lo riporta Al-Qahera News. L'emittente, considerata vicina ai servizi d'intelligence che gestiscono i negoziati per Gaza, non ha specificato quando si terrà l'incontro, ma ha affermato che si discuterà della seconda fase del piano per il cessate il fuoco a Gaza, una tabella di marcia concordata tra Hamas e le fazioni palestinesi. 

Hamas conferma l'accordo con Israele: 'disarmo del movimento a Gaza'

Hamas ha confermato l'accordo raggiunto con Israele per la seconda fase della tregua, che prevede il disarmo del movimento islamico che governa la Striscia di Gaza. Due responsabili hanno affermato all'Afp che è stato raggiunto l'accordo, confermando dunque le parole del presidente americano Donald Trump.

Trump: 'la caduta dell'Iran è solo una questione di tempo'

Donald Trump, a dispetto della volontà dell'Iran di estendere il conflitto in Medio Oriente colpendo obiettivi in tutta la regione negli ultimi giorni, ha detto che è solo questione di tempo prima del caduta di Teheran. "Li stiamo massacrando", ha detto il tycoon in un'intervista al Financial Times. 

Negoziatore Hamas: 'disarmo legato a ritiro Idf dalla Striscia di Gaza'

'Hamas rimane ferma sui suoi obiettivi nazionali, rappresentati dalla tutela dei diritti del popolo palestinese. La questione delle armi è legata ad altre questioni, come il ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza e la ricostruzione. Non intraprenderemo alcuna azione se le forze di occupazione non rispetteranno gli obblighi previsti dall'accordo''. Lo ha detto Ghazi Hamad, membro della delegazione negoziale di Hamas in un'intervista ad Al Jazeera. 

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