Le ambasciate Usa hanno esortato i cittadini americani a "valutare la possibilità di lasciare" il Medio Oriente. Secondo Cbs e Wsj Trump ha dato il via libera all'attacco contro le strutture energetiche iraniane. Israele avrebbe innalzato il livello di allerta della difesa. Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" ad 11 miglia nautiche nord-est della città di Lima, in Oman, all'ingresso dello Stretto di Hormuz. Lo rende noto l'Ukmto
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Le ambasciate statunitensi hanno esortato i cittadini americani a "valutare la possibilità di lasciare" il Medio Oriente. Secondo Cbs e Wsj il presidente Usa ha dato il via libera all'attacco contro le strutture energetiche iraniane. I raid potrebbero avvenire già nel fine settimana. Per la Cnn, non ci sono indicazioni che Israele parteciperà. Secondo i media, Israele ha innalzato il livello di allerta della difesa in vista di un possibile attacco statunitense contro l’Iran. Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" ad 11 miglia nautiche nord-est della città di Lima, in Oman, all'ingresso dello Stretto di Hormutz. Lo rende noto l'Ukmto in un bollettino nel quale spiega che si sono registrati "danni alla sala motori". "La petroliera non è sotto controllo - si legge - e la Guardia costiera regionale è stata informata. Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali".
Intanto, il piano di pace tra Hamas e Israele ha incontrato i primi intoppi. Israele attende il disarmo di Hamas per il ritiro, mentre Hamas vuole prima il ritiro delle truppe ebraiche. Centinaia di persone in protesta in tutto Israele contro il governo del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il terrorismo dei coloni. Lo scrive Haaretz.
Gli approfondimenti:
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
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- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
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Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?
Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.
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Vai al contenutoAraqchi: "Risposta decisa a ogni aggressione di Usa e Israele"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha avvertito che qualsiasi "aggressione" da parte di Stati Uniti e Israele, così come l'eventuale coinvolgimento di Paesi della regione in tali azioni, riceverà una "risposta decisa e proporzionata". Lo ha dichiarato, secondo quanto pubblicato sul suo account Telegram, nel corso di una conversazione telefonica con l'omologo saudita.
Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina
Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.
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Vai al contenutoGaza, recuperati 112 corpi dalle macerie nel quartiere di Sabra
La protezione civile palestinese ha portato a termine un'operazione di ricerca durata circa due settimane nel quartiere residenziale di Sabra, a sud di Gaza City, con il recupero di 112 corpi dalle abitazioni distrutte. Tra le vittime figurano 40 bambini, 38 donne e sette persone con disabilità. Nelle attività di ricerca dei dispersi e recupero dei resti la Croce Rossa internazionale (Cicr) ha affiancato le squadre di soccorso: "La ricerca dei dispersi e il recupero dei resti sono una questione umanitaria di cruciale importanza", ha spiegato all'Afp Amani al-Naaouq, portavoce del Cicr a Gaza, ricordando che simili operazioni richiedono tempo, mezzi specializzati e il coordinamento di più attori.
Cosa sta succedendo in Cisgiordania
Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il pieno controllo di Israele.
Cosa sta succedendo in Cisgiordania
Vai al contenutoUcraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.
Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?
Vai al contenutoIran avverte gli Usa: “No ad azioni avventate”
Il ministro degli Esteri iraniano ha messo in guardia gli Stati Uniti dal compiere qualsiasi “azione avventata” nel corso di due distinte telefonate con il ministro degli Esteri turco e il comandante dell’esercito pakistano. Lo riferisce l’account Telegram del ministro degli Esteri iraniano, come riporta Reuters. Araqchi ha sottolineato la disponibilità del suo Paese a rispondere con decisione a qualsiasi "aggressione".
Iran, Schlein: "Per la seconda volta in scenario guerra a insaputa Parlamento, Crosetto chiarisca"
"Abbiamo avuto notizia di 700 militari italiani impegnati in Arabia Saudita. Come è possibile che il Parlamento non fosse stato informato, come le leggi prevedono, di questo impegno gravoso per i nostri militari in un Paese che è in un teatro molto caldo nel contesto del conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran? Allora, Crosetto è già la seconda volta che ci fa trovare in uno scenario di guerra a nostra insaputa. Noi chiediamo al Governo di chiarire. Assolutamente, anzitutto a tutela proprio dei nostri contingenti impegnati all'estero". Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Urbino per la Festa delle Aree interne e dei Comuni montani.
Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran
Un nuovo sondaggio racconta che, nel giro di appena due mesi, anche la base elettorale del presidente - il cosiddetto elettorato MAGA - ha iniziato a manifestare una certa insofferenza verso un conflitto percepito come sempre più costoso sul piano economico e umano. Molti elettori attribuiscono direttamente alla crisi in Medio Oriente l'aumento dei prezzi dei carburanti.
Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran
Vai al contenutoL'incontro tra Trump e Netanyahu si è concluso con un nulla di fatto
Dietro le pacche sulle spalle e i sorrisi di circostanza tra i due leader, sono mancate le risposte alle tante incognite che aleggiano sul rapporto tra Stati Uniti e Israele in questi ultimi mesi. I due Paesi sono in un punto delicato della loro “special relationship”.
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Vai al contenutoCyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Almeno sette Stati americani sono stati bersaglio di attacchi informatici ai loro sistemi idrici e le prime valutazioni degli inquirenti indicano l'Iran come possibile responsabile. A riferirlo è il New York Times, che cita fonti a conoscenza delle indagini. Al momento non si registrano segnali di un peggioramento della qualità dell'acqua né di contaminazioni tali da renderla non potabile, ma le autorità hanno diffuso un invito alla prudenza, chiedendo di controllare i sistemi informatici più esposti.
Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran
Vai al contenutoTutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora molti e lo scetticismo rimane alto.
Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump
Vai al contenutoTrump: "159 navi iraniane sul fondo del mare", pubblica foto Groenlandia
"159 navi iraniane" che con "Obama-Biden" navigavano e con Donald Trump giacciono invece nel fondo del mare. È il senso dell'immagine pubblicata da Donald Trump sul suo social Truth. Sotto la scitta '159 navi iraniane' ci sono due immagini: una dei tempi di Obama e Biden in cui le navi navigavano, un'altra dei tempi di Trump in cui le navi sono in fondo al mare. Il post è solo una delle numerose immagini pubblicate sul suo social Truth nell'ultima ora. Si spazia da una foto dell'arco che vorrebbe costruire a Washington, il 'Trump Arch', all'immagine postata più volte che lo ritrae spuntare da dietro le montagne della Groenlandia con la scritta 'Hello, Greenland'. In un'altra immagine il presidente appare mentre cammina con una persona travestita da alieno.
Trump pubblica foto di aerei militari mentre prepara l'escalation in Iran
Donald Trump pubblica sul suo social Truth foto di aerei militari americani. Non è chiaro quale sia il riferimento ma la pubblicazione arriva mentre il presidente prepara una escalation in Iran. Trump ha anche postato una sua immagine mentre bacia un crocifisso dorato.
Usa, Nyt: "7 stati colpiti da attacchi informatici a sistemi idrici, sembrano opera dell'Iran"
Almeno sette stati americani potrebbro essere interessati dagli attacchi informatici ai sistemi idrici statunitensi che sembrano essere opera dell'Iran. A lanciare l'allarme sono funzionari ed esperti citati dal New York Times. Sebbene non vi siano indicazioni di alterazioni o compromissioni della potabilità dell'acqua, i funzionari statali e locali di tutto il paese sono in stato di massima allerta per potenziali problemi ai computer comunemente utilizzati per monitorare e regolare la qualità dell'acqua, compresi i livelli di trattamento chimico e la pressione idrica. Il Minnesota è stato il primo a denunciare pubblicamente gli attacchi, e ora anche il Michigan afferma che i propri sistemi sono stati presi di mira. I funzionari precisano di non aver ancora stabilito con certezza una responsabilità dell'Iran e che l'indagine è ancora in fase preliminare. Hanno però affermato che l'Iran ha intensificato gli attacchi informatici da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro il Paese cinque mesi fa, e che in precedenza aveva preso di mira sistemi idrici simili e altre infrastrutture critiche negli Stati Uniti. Non sembra esserci un movente finanziario, il che rende meno probabile un attacco criminale. Nonostante le crescenti preoccupazioni, ieri il presidente Trump ha cercato di minimizzare la questione, attribuendo la responsabilità delle intrusioni al Minnesota - che è stato tra i primi a individuare e segnalare il recente aumento di attività di hacking, contribuendo a spingere altri Stati a indagare sui propri sistemi idrici. "Penso che il Minnesota sia dietro a tutto questo", ha detto Trump in risposta alla domanda di un giornalista sul possibile coinvolgimento dell'Iran, come riportato in precedenza dal New York Times. "Non credo ci sia stato un attacco informatico iraniano". Dopo le sue dichiarazioni, riporta il Times, i funzionari federali hanno affermato in via confidenziale che l'Iran rimane il principale sospettato, ma che la valutazione è ancora preliminare e non si sono ancora raccolte prove definitive. Cosa non insolita nelle complesse indagini informatiche, che spesso possono richiedere mesi per giungere a conclusioni definitive.
Houthi: "Nessun piano per far pagare passaggio Bab el-Mandeb"
I ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno smentito di aver progettato di imporre tariffe di transito alle navi di passaggio nello strategico Stretto di Bab el-Mandeb. Mercoledi', il ministro dell'Informazione yemenita Muammar Al-Iryani li aveva accusati di voler emulare l'Iran, che sta cercando di imporre tariffe di transito alle navi nello Stretto di Hormuz, dall'altra parte della penisola arabica. Una tale misura, aveva sostenuto, potrebbe ulteriormente aumentare la turbolenza nei mercati energetici globali. Il centro di coordinamento umanitario affiliato agli Houthi ha smentito "l'accuratezza delle informazioni diffuse da alcuni siti di notizie e piattaforme mediatiche riguardo all'intenzione della Repubblica dello Yemen di imporre tariffe finanziarie alle navi per il transito nello Stretto di Bab el-Mandeb", secondo l'agenzia di stampa yemenita Saba, legata ai ribelli. In una dichiarazione, il Centro ha sottolineato che il passaggio delle navi attraverso lo stretto e' "libero". Lo stretto di Bab el-Mandeb si e' rivelato strategico per il trasporto di petrolio dall'Arabia Saudita, il principale esportatore mondiale, poiche' lo stretto di Hormuz e' praticamente bloccato dall'Iran. La scorsa settimana, gli Houthi hanno annunciato il blocco dei porti sauditi sul Mar Rosso e da allora hanno rivendicato la responsabilita' di attacchi contro petroliere e impianti petroliferi appartenenti al regno.
Media: "Centinaia protestano contro il governo Netanyahu e il terrorismo dei coloni"
Centinaia di persone stanno protestando in tutto Israele contro il governo del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il terrorismo dei coloni. Lo scrive Haaretz. La manifestazione principale si svolge in piazza Habima a Tel Aviv. Ad Haifa, tra gli oratori c'è Hadas Klein, ex assistente personale del magnate di Hollywood Arnon Milchan e testimone dell'accusa nel processo per corruzione contro Netanyahu.
Gli Houthi smentiscono l'ipotesi di pedaggi per Bab el-Mandeb
I ribelli Houthi dello Yemen hanno smentito di voler imporre tasse di transito alle navi di passaggio nello strategico Stretto di Bab el-Mandeb, dopo che il ministro dell'Informazione yemenita Muammar Al-Iryani li ha accusati di voler imitare l'Iran che vuol imporre tasse di transito nello Stretto di Hormuz. Il Centro di coordinamento umanitario, affiliato agli Houthi, ha smentito "l'accuratezza delle informazioni diffuse da alcuni siti di notizie e piattaforme mediatiche riguardo all'intenzione della Repubblica dello Yemen di imporre tasse finanziarie alle navi che attraversano lo Stretto di Bab el-Mandeb", secondo l'agenzia di stampa yemenita Saba, legata ai ribelli. Il Centro ha sottolineato che il passaggio attraverso lo Stretto è "gratuito".
Media: "4 palestinesi uccisi da stamattina a Gaza"
Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani a Gaza a partire da stamattina, secondo quanto riferito ad al Jazeera da medici che lavorano negli ospedali dell'enclave. Il ministero della Salute palestinese di Gaza ha anche comunicato che un raid aereo israeliano ha distrutto due magazzini adibiti allo stoccaggio di medicinali vicino all'ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Deir el-Balah, nel sud di Gaza. L'Idf aveva comunicato oggi di aver distrutto cinque depositi di armi di Hamas, uno dei quali, per le forze armate israeliane, si trovava appunto vicino all'ospedale dei martiri al-Aqsa a Deir al-Balah.
Iran, Nyt: "Usa hanno colpito abitazione con una bomba da 900 Kg"
Gli Stati Uniti hanno colpito un'abitazione sull'isola iraniana di Qeshm nella notte di giovedì con una bomba di grosso calibro. Questo quanto emerge un'analisi di video, foto e immagini satellitari condotta da esperti di armamenti e dal New York Times, secondo quanto riporta il quotidiano americano. Funzionari iraniani hanno dichiarato che l'attacco ha ucciso una coppia e il loro figlio di due anni. Gli altri due figli della coppia sono stati estratti vivi dalle macerie. Le dimensioni del cratere e i frammenti dell'ordigno sembrano indicare che la bomba utilizzata fosse una Mark-84 da 900 kg, una delle bombe convenzionali più potenti in dotazione all'esercito statunitense. La posizione e l'orario dell'attacco sono compatibili con le operazioni militari statunitensi. Gli indizi sollevano interrogativi su quale fosse l'obiettivo degli Stati Uniti e sul perché sia stata utilizzata una bomba di tale potenza, si legge. L'attacco ha colpito un quartiere densamente popolato dell'isola, situata nello Stretto di Hormuz, nel sud dell'Iran, e sembra essere parte di un'offensiva che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver lanciato in risposta ai precedenti attacchi iraniani contro una base utilizzata dalle forze americane in Giordania. Il Times non ha trovato alcuna indicazione della presenza di un sito militare vicino all'abitazione della famiglia, né segnalazioni di vittime militari a seguito dell'attacco, che le autorità iraniane solitamente annunciano, sottolinea il quotidiano. Secondo quanto riferito da funzionari iraniani, circa 20 famiglie residenti nelle vicinanze sono state sfollate a causa dell'attacco, e le immagini mostrano detriti e veicoli danneggiati a oltre 60 metri di distanza. L'analisi visiva ha inoltre evidenziato che altri attacchi, avvenuti nella stessa ondata, hanno distrutto due magazzini fuori città. Il Comando Centrale degli Stati Uniti, che giovedì mattina ha annunciato di aver colpito obiettivi nel sud dell'Iran, ha dichiarato che sta esaminando le segnalazioni di vittime civili, ma non ha risposto alle domande sull'obiettivo, sulle munizioni utilizzate o sulle precauzioni adottate per proteggere i civili. "Siamo a conoscenza delle segnalazioni e le stiamo esaminando", ha affermato il Capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale. "L'esercito statunitense non prende mai di mira i civili". Il Times ha corroborato i dettagli raccolti da testimoni oculari e filmati di repertorio con immagini satellitari per individuare con precisione il luogo dell'attacco, avvenuto nel quartiere di Chah-Tangu a Qeshm City, un'area densamente popolata, e che ha distrutto anche diverse strutture, lasciando un cratere di almeno 9 metri di diametro.
Media: "Innalzato il livello di allerta per la difesa di Israele"
Il livello di allerta della difesa israeliana è stato innalzato, alla luce delle notizie delle ultime 24 ore secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe ordinare un attacco contro infrastrutture e impianti energetici in Iran. Per ora, le istruzioni del Comando del Fronte Interno rimangono invariate. Si stima che qualsiasi attacco americano contro l'Iran si tradurrebbe in un attacco aereo contro Israele, scrive Ynet.
Ministero palestinese: "Catastrofiche carenze sanitarie a Gaza"
Israele continua ad attaccare gli ospedali di Gaza e i principali magazzini che custodiscono le risorse disponibili, nonostante un accordo di cessate il fuoco firmato a ottobre che avrebbe dovuto consentire l'ingresso degli aiuti umanitari a Gaza. Lo denuncia Munir al-Bursh, direttore generale del ministero della Salute palestinese a Gaza. Parlando con al Jazeera, al-Bursh ha confermato che l'esercito israeliano ha colpito venerdi' il complesso dell'ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, danneggiando gravemente il magazzino adiacente e distruggendo "le forniture di cui abbiamo disperatamente bisogno". "Abbiamo perso grandi quantita' di medicinali", ha affermato. "Quando l'occupazione combatte la popolazione distruggendo i medicinali e impedendone l'ingresso, trasforma la medicina e la malattia stessa in uno strumento di guerra". Khalil al-Degran, portavoce dell'ospedale di Al-Aqsa, situato a Deir el-Balah, ha definito la situazione "catastrofica". "Ci aspettavamo che i valichi venissero riaperti, che i pazienti e i feriti venissero evacuati e che attrezzature, medicinali e forniture mediche arrivassero al settore sanitario", ha dichiarato. "Ma sfortunatamente, l'occupazione israeliana sta commettendo ulteriori crimini contro il sistema sanitario". L'esercito israeliano ha smentito la versione palestinese, sostenedo di aver attaccato due depositi di armi e munizioni.
Israele: "Uccisi diversi miliziani Hazbollah"
L'esercito israeliano ha affermato che le sue truppe hanno ucciso diversi combattenti di Hezbollah sul promontorio di Ali Taher, dove si trova il Castello di Beaufort, vicino alla citta' di Nabatieh, nel Libano meridionale. L'esercito ha poi confermato che, a seguito dell'operazione, "un ufficiale e' rimasto ferito in condizioni non gravi". "L'ufficiale e' stato evacuato per ricevere cure mediche in ospedale e la sua famiglia e' stata informata", ha aggiunto l'esercito.
L'Onu esprime preoccupazione per le demolizioni israeliane in Libano
Le Nazioni Unite hanno espresso oggi preoccupazione per le demolizioni in corso da parte di Israele nel Libano meridionale, nonostante il cessate il fuoco. La dichiarazione fa seguito alle massicce esplosioni provocate da Israele nella notte tra giovedì e ieri nei pressi del castello di Beaufort, sito incluso nella lista del patrimonio mondiale in pericolo dell'Unesco. Israele ha dichiarato che il proprio esercito ha impiegato circa 700 tonnellate di esplosivo per distruggere "tunnel terroristici nell'area", agendo in risposta a una "violazione" del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, gruppo filo-iraniano. "La portata delle esplosioni e delle demolizioni in corso nel Libano meridionale è estremamente preoccupante", hanno affermato le Nazioni Unite in una nota, citando un "impatto devastante sulle infrastrutture civili, sul patrimonio culturale e sulla memoria collettiva delle comunità". Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato un'"escalation estremamente pericolosa" e una "minaccia diretta" all'attuazione dell'accordo quadro raggiunto a giugno, volto a conseguire una "pace duratura". Tale accordo prevede il dispiegamento dell'esercito libanese in "zone pilota" evacuate da Israele - che occupa ancora parte del sud del Paese - a condizione che avvenga il disarmo di Hezbollah, il quale tuttavia si rifiuta di procedere in tal senso. In seguito alle esplosioni, Aoun ha definito i raid un segnale "negativo", giunto proprio mentre a Roma sono in programma per la prossima settimana nuovi colloqui tra Israele e Libano, volti in particolare ad ampliare tale processo.
Mo, Idf: "Soldato fuori servizio arrestato per aver aperto il fuoco in villaggio Cigiordania ferendo un bambino"
Le Forze di Difesa israeliane hanno reso noto che un soldato fuori servizio è stato arrestato ieri con l'accusa di aver aperto il fuoco nel villaggio di al-Mughayyir, in Cisgiordania, ferendo un bambino. Un filmato dell'incidente - riporta il Times of Israel - mostra una madre e i suoi tre figli piccoli che cercano di mettersi in salvo mentre vengono esplosi colpi d'arma da fuoco da lontano. Uno dei bambini, di 10 anni, si tiene il braccio dopo essere stato apparentemente colpito. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver ricevuto ieri una segnalazione di un bambino palestinese ferito da colpi d'arma da fuoco ad al-Mughayyir e che, poco fa, gli agenti di polizia hanno arrestato un soldato in servizio per il suo sospetto coinvolgimento nell'incidente. La polizia ha anche confiscato la sua arma, aggiunge l'esercito.
Soldato Idf arrestato per coinvolgimento in sparatoria contro bambino palestinese
La polizia ha arrestato ieri nella zona del villaggio di al-Mughayir, a nord-est di Ramallah un soldato delle Forze di Difesa Israeliane fuori servizio, sospettato di essere coinvolto nella sparatoria in cui è rimasto ferito un bambino palestinese di nove anni. Lo scrive Ynet. Un portavoce dell'Idf ha confermato l'arresto, precisando che anche la sua arma è stata sequestrata. Il bambino è tuttora ricoverato in ospedale.
A Gaza maratona bambini per sensibilizzare tema orfani
Centinaia di bambini hanno partecipato a una maratona a Gaza per sensibilizzare l'opinione pubblica sul crescente numero di bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori durante la guerra di Israele contro l'enclave palestinese. Organizzato dall'International Networking for Humanitarian, l'evento ha messo in luce le difficolta' che affrontano i bambini orfani e ha chiesto un maggiore sostegno da parte della comunita' e della comunita' internazionale. Intanto, secondo il ministero della Salute di Gaza a luglio sono state uccise 152 persone, il numero piu' alto dall'inizio dell'anno. Tra le vittime figurano 21 bambini, 14 donne e quattro anziani.
Nyt: "Cyberattacchi a sistemi idrici in sette Stati Usa, forse colpa dell'Iran"
Almeno sette Stati americani sono stati vittima di cyberattacchi ai sistemi idrici e le indicazioni preliminari puntano la responsabilità sull'Iran. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti. Anche se non ci sono stati segnali di un deterioramento della qualità dell'acqua o di una sua alterazione da renderla non potabile negli Stati interessati, le autorità invitano a controllare i sistemi informatici vulnerabili usati per monitorare e regolare i parametri dell'acqua. Il Minnesota è stato il primo Stato a segnalare gli attacchi, e ora anche il Michigan ha reso noto che i suoi sistemi sono stati presi di mira. Donald Trump ha liquidato l'incidente in Minnesota scaricando la responsabilità sul governatore democratico Tim Walz.
Idf: "Uccisi diversi uomini di Hezbollah nel sud del Libano"
L'esercito israeliano ha comunicato di aver ucciso in un raid diversi uomini armati di Hezbollah che avevano ferito un ufficiale nel sud del Libano nella notte. Lo si legge sul canale Telegram dell'Idf. L'ufficiale è rimasto ferito in modo non grave durante la sparatoria nella zona della cresta di Ali Taher, come annunciato in precedenza dall'Idf. A seguito dello scontro a fuoco, secondo l'esercito, le truppe hanno colpito e ucciso gli uomini armati.
Gaza: "A luglio 152 palestinesi uccisi, tra cui 21 bambini e 14 donne e 4 anziani"
Il ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che il mese scorso sono state registrate 152 vittime, il numero più alto dall'inizio dell'anno. Tra le vittime figurano 21 bambini, 14 donne e quattro anziani. Lo scrive al Jazeera.
Libano, Idf: "Uccisi membri Hezbollah coinvolti in ferimento soldato Israele"
Diversi combattenti di Hezbollah sono stati uccisi dall'Idf nel sud del Libano. Le vittime erano coinvolte con il ferimento di un soldato dell'Idf nella zona di Ali Taher, sostengono le forze israeliane.
L'Iran giustizia un manifestante di 20 anni, crescono timori per altri detenuti
Le autorità iraniane hanno giustiziato Arvin Kheirkhah, 20 anni, detenuto nel carcere di Shahroud. Lo riporta Iran International, secondo cui Kheirkhah era stato arrestato durante le proteste di gennaio e condannato a morte da un Tribunale rivoluzionario con l'accusa di "moharebeh", ovvero "guerra contro Dio". Secondo Iran International, Kheirkhah ha chiesto alla famiglia, in un'ultima conversazione, di non lasciare "che si dimentichino di me. Abbiamo lottato per la liberazione della nostra patria. Non lasciate che la strada che abbiamo scelto venga messa a tacere". Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià, ha condannato l'esecuzione, spiegando che diversi altri detenuti sono a rischio. L'esecuzione di Kheirkhah segue l'impiccagione di altri due giovani manifestanti, Amirhossein Safari e Abolfazl Sepahi, avvenuta martedì a Isfahan. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno esortato l'Iran a fermare le esecuzioni, sollevando preoccupazioni in merito a violazioni del diritto a un giusto processo, udienze a porte chiuse e all'utilizzo di confessioni trasmesse dalla televisione di Stato.
Iran, ambasciate Usa: "Valutare possibilità di lasciare Mo, possibile escalation"
Varie ambasciate statunitensi in Medio Oriente stanno esortando i cittadini americani a lasciare l'area, a causa di una possibile escalation improvvisa. «A causa dell'aumento delle tensioni in Medio Oriente, il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un'escalation imprevista» si legge nell'avviso delle ambasciate di Gerusalemme, Amman, in Giordania, e Baghdad, in Iraq. Si aggiunge che «i cittadini americani presenti nella regione dovrebbero valutare la possibilità di partire, o essere pronti a farlo in caso di escalation della situazione». Inoltre, l'alert avverte: «I cittadini americani attualmente in Medio Oriente dovrebbero esercitare cautela e mantenere un'elevata vigilanza, preparandosi a possibili cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi. Alcune compagnie aeree nella regione hanno posticipato la ripresa dei voli precedentemente programmati; altre hanno cancellato alcune rotte».
A luglio record vittime da inizio anno in Striscia Gaza
Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza a luglio e' il piu' alto dall'inizio dell'anno, con 152 morti, secondo quanto riferito dal ministero della Salute di Gaza. Oggi, raid israeliani hanno ucciso due palestinesi a Gaza City e distrutto due magazzini vicino a un ospedale che si presume contenessero medicinali anche se l'esercito israeliano nega e parla di depositi di armi e munizioni. Secondo il ministero della Salute di Gaza, i raid israeliani hanno ucciso sette persone nelle ultime 48 ore, mentre un'altra e' morta per ferite pregresse. I raid hanno anche ferito 76 persone a Gaza. Un portavoce militare ha affermato che i bersagli dei raid di sabato erano militanti di Hamas, ma si e' rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Secondo i medici di Gaza, alcune vittime sono ancora sepolte sotto le macerie e i soccorritori "non sono in grado di raggiungerle al momento". Secondo il ministero della Salute di Gaza, i raid israeliani durante il cessate il fuoco hanno ucciso 1.222 persone e ne hanno ferite altre 4.053 da quando l'accordo e' stato annunciato a ottobre. I medici hanno anche affermato che, dall'inizio del cessate il fuoco, le squadre di soccorso hanno recuperato i resti di 804 persone i cui corpi erano rimasti intrappolati sotto le macerie. Finora, dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023, i medici hanno ricevuto i corpi di 73.349 persone uccise nei raid israeliani e hanno prestato soccorso a 174.162 feriti. Secondo i medici, 33 persone sono morte a causa del crollo di edifici danneggiati dai raid israeliani.
Onu: "Preoccupazione per demolizioni nel Sud del Libano"
Le Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione per le demolizioni effettuate da Israele nel Sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco nella guerra contro Hezbollah, sostenuto dall'Iran. "L'entita' delle esplosioni e delle demolizioni in corso nel Sud del Libano e' profondamente preoccupante, con un impatto devastante sulle infrastrutture civili, sul patrimonio culturale e sulla memoria collettiva delle comunita'", si legge in una nota diffusa dall'Onu. La presa di posizione all'indomani delle esplosioni notturne nei pressi di un castello libanese, patrimonio dell'Unesco. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno affermato che l'esercito delo Stato ebraico ha distrutto "tunnel del terrore nella zona di Beaufort" utilizzando circa 700 tonnellate di esplosivo. Il castello di Beaufort e' stato inserito la scorsa settimana nella lista Unesco del patrimonio mondiale in pericolo. Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha definito l'esplosione "un'escalation estremamente pericolosa" e "una minaccia diretta al processo avviato nell'ambito dell'accordo quadro" raggiunto con Israele durante i colloqui sponsorizzati dagli Stati Uniti il mese scorso.
Funzionario Israele: "Non siamo a conoscenza di una ripresa dell'azione in Iran"
"Non siamo a conoscenza di nessuna decisione per riprendere le operazioni militari contro l'Iran", "non ci è stato chiesto di partecipare a nessuna azione". Lo afferma un funzionario israealiano con Cbs. Il network ieri aveva riportato che gli Stati Uniti e Israele si stavano preparando a un nuovo attacco all'Iran e si stavano coordinando.
Iran, Pezeshkian: "Nostro futuro sarà plasmato da popolo d'eroi"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha elogiato il popolo iraniano definendolo "eroico" per aver resistito alla guerra israelo-americana contro il Paese. In un post sui social, il presidente fa risalire l'inizio del conflitto all'assassinio del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, avvenuto il 31 luglio 2024, mentre si trovava a Teheran per partecipare alla cerimonia di insediamento dello stesso Pezeshkian. Nonostante le "guerre, le pressioni e le ostilita' incessanti" subite da allora, "il futuro dell'Iran sara' plasmato dal popolo iraniano", assicura.
Difesa civile Gaza: 2 morti in raid israeliani
Due persone sono rimaste uccise negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza. A darne notizia sono l'agenzia di protezione civile di Gaza e fonti mediche precisando che sono stati anche gravemente danneggiati i magazzini di forniture mediche di un ospedale. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito cinque depositi di armi di Hamas nella Striscia.
Attacco droni israeliani nel Sud del Libano nella notte
Un attacco di droni israeliani ha colpito la citta' di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. Lo riferisce al Jazeera, Le forze israeliane continuano a condurre attacchi mentre occupano parti del Libano meridionale, nonostante l'accordo di "cessate il fuoco" mediato dagli Stati Uniti. In precedenza, l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna) aveva affermato che i villaggi e le citta' del sud, in particolare quelli all'interno e nei pressi della 'zona gialla' imposta da Israele, tra cui al-Mansouri, Majdal Zoun e Haddatha, si trovano in uno stato di alta tensione a seguito delle forti esplosioni effettuate dalle forze israeliane durante la notte. Le esplosioni hanno avuto ripercussioni in tutta la regione meridionale dalla mezzanotte fino a questa mattina, ha aggiunto l'agenzia.
Board of Peace precisa: "Piano disarmo Hamas non è ancora iniziato"
Le fonti del Board of Peace che nei giorni scorsi avevano anticipato al Times of Israel l'inizio del processo di disarmo di Hamas, quindi del conto alla rovescia di 14 giorni per far scattare la nuova fase del piano di pace, vale a dire la definizione del calendario preciso per la piena attuazione del disarmo in un arco di tempo fra 200 e 350 giorni, fanno marcia indietro e precisano che il disarmo non è ancora iniziato e che si auspica che questo potrà accadere nei prossimi giorni. Times of Israel precisa che tale marcia indietro può essere giustificata dall'opposizione di Israele a tale piano. Una ipotesi confermata dall'annuncio dell'Idf del pomeriggio di oggi del bombardamento di cinque depositi di armi di Hamas nella Striscia di Gaza,
Israele: "A Gaza attacco a depositi armi non medicinali"
L'esercito israeliano e il suo servizio di sicurezza Shin Bet hanno affermato di aver distrutto cinque depositi di armi di Hamas nella Striscia di Gaza durante la notte. L'esercito ha dichiarato che uno dei depositi si trovava vicino all'ospedale dei martiri di Al-Aqsa a Deir el-Balah e ha affermato che questi siti venivano utilizzati da Hamas per immagazzinare fucili d'assalto, ordigni esplosivi, lanciagranate anticarro e altro equipaggiamento militare. L'ospedale e le autorita' di Gaza hanno affermato che le strutture colpite contenevano le forniture mediche dell'ospedale.
Idf: "Distrutti cinque depositi di armi di Hamas"
Cinque depositi di armi di Hamas sono stati distrutti durante i raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza nella notte, secondo quanto annunciato dall'esercito e dallo Shin Bet. Lo scrive il Times of Israel. Per l'Idf i siti venivano utilizzati da Hamas per immagazzinare fucili d'assalto, ordigni esplosivi, lanciagranate anticarro e altro equipaggiamento militare. Uno dei depositi di armi si trovava vicino all'ospedale Shuhada al-Aqsa a Deir al-Balah, secondo l'esercito. "Questo è un altro esempio dell'uso sistematico e dell'infiltrazione di Hamas nelle infrastrutture civili, comprese le strutture mediche, per pianificare e attuare attività terroristiche", afferma l'esercito. L'esercito giustifica gli attacchi, avvenuti durante il cessate il fuoco, affermando che Hamas intendeva utilizzare le armi in attacchi contro le forze israeliane a Gaza e contro i civili israeliani. I depositi di armi sono stati "distrutti per eliminare la minaccia", aggiunge l'Idf.
Coppia ferita da coloni e arresti in Cisgiordania
Un gruppo di coloni israeliani ha aggredito un uomo palestinese e sua moglie mentre si trovavano nella loro fattoria nel villaggio di Beitillu, a nord-ovest di Ramallah, in Cisgiordania. L'agenzia palestinese Wafa, citando fonti locali, ha riferito che la coppia ha riportato ferite e contusioni in seguito all'aggressione da parte di un gruppo di coloni nella zona di al-Zarqa del villaggio. Sono stati trasportati in ospedale per le cure. In precedenza, le forze israeliane avevano arrestato almeno sette palestinesi, tra cui due minori di 16 anni, durante raid in tutti i territori.
Iran, Ankara chiede di non colpire curdo-iraniani in Iraq
La Turchia ha chiesto all'Iran di fermare gli attacchi nei confronti dei gruppi separatisti curdo-iraniani in Nord Iraq, che teme Israele possa 'attivare' in un possibile piano di insurrezione contro il regime di Teheran, mettendo a repentaglio gli interessi di Ankara nell'area. Secondo quanto riferisce Middle East Eye, la Turchia avrebbe intensificato la pressione negli ultimi giorni, ma la posizione turca sarebbe stata comunicata in maniera forte gia' quando il vicepresidente Cevdet Yilmaz si e' recato a Teheran per partecipare ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei. Nel corso della visita, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ricevuto Yilmaz e la delegazione turca. Secondo una fonte a conoscenza dell'incontro, Pezeshkian avrebbe ringraziato Ankara per aver fermato una possibile insurrezione dalla regione curda. Un'eventualita' cui Ankara si e' opposta convincendo le controparti statunitensi che il piano, attribuito al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, fosse irrealistico e potenzialmente dannoso per la sicurezza nazionale della Turchia. Il Partito democratico del Kurdistan (Kdp), forza politica al governo della Regione del Kurdistan iracheno, e' guidato dalla famiglia Barzani e dispone di un'organizzazione sorella in Iran: il Partito democratico del Kurdistan iraniano (Pdki), che, secondo quanto riferito, avrebbe dovuto guidare l'iniziativa prevista dal piano. Fonti curde hanno dichiarato a Middle East Eye che il piano elaborato da Stati Uniti e Israele prevedeva anche il coinvolgimento dei Peshmerga, le forze armate della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, poiche' Washington non riteneva il Pdki sufficientemente capace di guidare l'operazione. I curdi iracheni, tuttavia, non hanno accolto con entusiasmo tale prospettiva, anzi la hanno respinto con forza. Ankara teme che l'intensificarsi della pressione militare iraniana potrebbe, paradossalmente, spingere i gruppi curdi d'opposizione iraniani, come il Pdki, Komala e il Partito per la Liberta' del Kurdistan (Pak), ad avvicinarsi ulteriormente all'Occidente, in particolare a Israele. Il rischio e' di trasformare la regione in un nuovo fronte della rivalita' tra Iran e Israele, uno scenario che renderebbe ancora piu' fragile l'equilibrio tra Kdp e Puk, i due partiti alla guida del Kurdistan iracheno. Una collaborazione piu' forte tra curdi e israele potrebbe inoltre offrire a Teheran un pretesto per ampliare ulteriormente la propria influenza nella regione in nome della sicurezza. Dall'inizio della guerra l'Iran ha bombardato i campi del Pdki nel nord dell'Iraq. Bombardamenti ripresi nelle ultime settimane. La Turchia ha risposto cercando di limitare gli effetti destabilizzanti dell'influenza iraniana nel nord dell'Iraq rafforzando i rapporti con il Puk, tradizionalmente vicino a Teheran. Il Puk all'inizio di questo mese ha normalizzato le relazioni con Ankara attraverso una visita ufficiale in Turchia. Per la Turchia, l'aspetto piu' importante riguarda il processo di pace e la nuova architettura di sicurezza che Ankara intende costruire nell'era successiva alla pace raggiunta lo scorso anno con il Pkk. L'estensione della rivalita' tra Iran e Israele al Kurdistan iracheno e il ritorno della questione curda al centro degli equilibri di potere regionali comprometterebbero direttamente i calcoli strategici di lungo periodo della Turchia in materia di sicurezza.
Crosetto: "Attività fregata Bergamini testimonianza ruolo Italia"
La fregata della Marina Militare Bergamini, impegnata nell'operazione dell'Unione europea Eunavfor Aspides ha scortato una nave mercantile nel transito nel Mar Rosso. "L'attivita' svolta dall'unita' della Marina Militare - ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto - rappresenta un'ulteriore concreta testimonianza del ruolo dell'Italia nella promozione della sicurezza marittima internazionale e nella protezione delle principali rotte commerciali, fondamentali per la stabilita' economica globale e per l'approvvigionamento di beni essenziali. L'Italia conferma, ancora una volta, di essere un attore credibile, responsabile e autorevole nello scenario internazionale. La sicurezza delle rotte marittime non riguarda soltanto il commercio, ma rappresenta un interesse strategico per la stabilita' globale, per la sicurezza energetica e per la prosperita' delle nostre economie. Le donne e gli uomini della Marina Militare impegnati nella missione Aspides operano ogni giorno con professionalita', coraggio e senso del dovere, contribuendo a garantire la liberta' di navigazione e la sicurezza collettiva. A loro va il mio piu' sincero ringraziamento e quello del Governo". Attraverso la partecipazione all'operazione Eunavfor Aspides, l'Italia continua a contribuire, insieme ai partner europei, alla difesa del diritto internazionale, alla tutela della liberta' di navigazione e alla sicurezza del traffico mercantile in un contesto caratterizzato da persistenti minacce alla stabilita' regionale.
Raid Idf sulla Striscia di Gaza contro cinque depositi armi Hamas
Raid delle forze israeliane nella Striscia di Gaza la notte scorsa. Sono stati distrutti cinque magazzini di armi di Hamas, ha reso noto l'Idf. Uno dei magazzini è situato vicino all'ospedale Shuhada al-Aqsa a Deir al-Balah, aggiungono i militari israeliani senza precisare a quale distanza.
Nyt: "Gli Usa hanno colpito una casa in Iran con una bomba da 900kg"
Gli Stati Uniti hanno sganciato nei giorni scorsi una bomba da 900 chilogrammi su una casa a Qeshm Island, uccidendo marito, moglie e il loro bimbo di due anni. E' quanto emerge da un'analisi del New York Times che solleva domande su quale fosse l'obiettivo americano e perché sia stata usata una bomba di tale calibro. La Mark-84 è infatti una delle più grandi nell'arsenale americano. L'attacco ha colpito un quartiere densamente popolato dell'isola nell'ambito degli attacchi lanciati in risposta ai raid iraniani contro una base americana in Giordania. L'analisi del quotidiano, condotta su foto e immagini satellitari, non ha indicato la presenza di alcun sito militare iraniano vicino alla casa colpita. "Siamo a conoscenza delle segnalazioni e stiamo verificando. Le forze americane non prendono mai di mira i civili", ha detto il portavoce del Us Central Command Tim Hawkins
Parlamentare iraniano: "Gli Usa fanno un doppio gioco tra guerra e negoziati"
Gli Stati Uniti minacciano pubblicamente di intensificare la guerra, mentre in privato cercano di negoziare con Teheran attraverso i canali esistenti. Lo ha dichiarato un parlamentare iraniano, accusando Washington e lo riporta Iran International. "Sui media parlano di un'escalation delle tensioni, ma attraverso i canali esistenti chiedono di negoziare", ha scritto Hassan Ghashghavi su X. "Non possono ingannare la Repubblica Islamica". Ghashghavi ha affermato che, sia che Washington persegua l'escalation o i negoziati, la sua unica opzione è accettare le disposizioni proposte da Teheran per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Media: "Raid di coloni israeliani contro palestinesi in Cisgiordania, tre feriti"
Nella notte alcuni coloni israeliani hanno fatto irruzione nella città palestinese di Surif, in Cisgiordania, attaccando i residenti, incendiando auto e danneggiando proprietà. Lo riferiscono Times of Israel e i media palestinesi. Le forze di difesa israeliane affermano di aver ricevuto una segnalazione di tre palestinesi feriti in seguito a un attacco da parte di coloni a Surif e di aver inviato truppe nella zona. I soldati hanno trovato auto incendiate e graffiti in ebraico su un edificio, afferma l'esercito. Non sono stati effettuati arresti poiché i coloni sarebbero fuggiti prima dell'arrivo dell'Idf. Un filmato, scrive Times of Israel, presumibilmente proveniente da Surif mostra israeliani mascherati che lanciano pietre contro un'abitazione, oltre a un'auto bruciata in seguito all'attacco. La polizia israeliana afferma che gli agenti sono entrati a Surif questa mattina, scortati dall'Idf, per raccogliere prove e testimonianze per l'indagine. "La polizia e le forze di sicurezza israeliane considerano con estrema serietà questi casi di violenza e danneggiamento e continueranno ad agire con decisione e professionalità per individuare i responsabili, indagare su di loro e assicurarli alla giustizia", aggiunge la polizia.
Ambasciate Usa: "Possibile escalation del conflitto in Medio Oriente"
Le ambasciate statunitensi in diverse capitali mediorientali hanno avvertito i cittadini americani di una possibile escalation del conflitto regionale e li hanno esortati a tenersi pronti a lasciare la regione. "Gli americani presenti nella regione dovrebbero valutare la possibilità di andarsene, o essere pronti a farlo in caso di escalation", si legge in un avviso di sicurezza, diffuso sui social media dalle missioni statunitensi di Amman, Gerusalemme e Baghdad.
Quattro palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza
Quattro palestinesi sono rimasti uccisi in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza nelle ultime ore. E' quanto sostiene al Jazeera. Una delle vittime è stata colpita da un attacco aereo contro una tenda vicino alla scuola al-Sumoud, nella zona di al-Mawasi, a nord della città di Khan Younis. Altri due sono rimaste vittime di un attacco di droni nel quartiere di Sheikh Radwan a Gaza City. Infine, un altro è stato ucciso in un attacco contro un'abitazione a Deir el-Balah, nella parte centrale della Striscia.
Ambasciate Usa agli americani: "Valutare possibilità di lasciare il Medio Oriente"
Le ambasciate statunitensi esortano i cittadini americani a "valutare la possibilità di lasciare" il Medio Oriente.
A Gaza recuperati 112 corpi da macerie, ancora 157 dispersi
Le squadre di soccorso della Protezione Civile di Gaza hanno recuperato 112 corpi dalle macerie di diverse abitazioni private a Gaza city, al termine di un'operazione conclusasi sabato dopo due settimane di ricerche. "Durante un'estenuante operazione di ricerca durata circa 136 ore, le squadre sono riuscite a recuperare i corpi e i resti di 112 martiri, tra cui 40 bambini, 38 donne e 7 persone con disabilità", si legge nel comunicato della Protezione Civile, che precisa che le case, situate nel quartiere di Sabra, sono state attaccate da Israele "con i loro abitanti all'interno". Il colonnello Muhammad Abu Dan della Protezione Civile, responsabile del progetto di recupero dei corpi, ha aggiunto che le squadre non sono riuscite a localizzare altri 157 corpi che risultano ancora dispersi nella zona. Secondo Abu Dan, i soccorritori sono stati costretti a scavare a mano a causa della mancanza di attrezzature, ed è possibile che numerosi corpi siano stati polverizzati dalla forza delle esplosioni. Recuperare corpi a Gaza, dove molte zone sono diventate cimiteri a cielo aperto, non è un'impresa facile. Il governo israeliano vieta, in un lungo elenco di beni che le Ong definiscono "arbitrario", sia l'ingresso di materiali da ricostruzione che di macchinari pesanti. Anche se il Cogat (l'organismo militare israeliano che gestisce gli affari civili nei territori palestinesi occupati) dovesse autorizzare l'ingresso, ad esempio, di un escavatore, le Ong dovrebbero specificare in anticipo come e da chi verrà utilizzato, il che esclude quasi automaticamente la Protezione Civile guidata da Hamas. Nelle precedenti fasi di recupero dei corpi, l'organizzazione di Gaza ha utilizzato una pala gommata e un escavatore noleggiati appositamente per questo scopo dal Comitato Internazionale della Croce Rossa. Secondo una stima del ministero della Salute di Gaza, che ha documentato oltre 73.300 decessi a Gaza dall'inizio dell'offensiva israeliana, circa 7.500 corpi risultano ancora sepolti. E con il passare dei giorni, la possibilità di identificazione da parte dei familiari (a causa della mancanza di tecnologie forensi) diminuisce.
Media: "Netanyahu bloccò la richiesta Usa per Iron Dome a Ucraina"
Secondo quanto riportato dal Washington Post, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, response nel 2023 la richiesta del defunto senatore repubblicano, Lindsey Graham, di trasferire un sistema di difesa aerea Iron Dome dagli Stati Uniti all'Ucraina nel 2023. Secondo il quotidiano americano, Netanyahu ha posto il veto al trasferimento citando i termini di un accordo di produzione congiunta che attribuisce a Israele l'ultima parola in merito al dispiegamento del sistema, nonostante la batteria in questione fosse stata pagata dal governo statunitense.
Idf, soldato ferito in uno scontro ravvicinato con Hezbollah
Un soldato israeliano è rimasto ferito in modo non grave durante uno "scontro ravvicinato" con militanti di Hezbollah nel sud del Libano la scorsa notte, nonostante il cessate il fuoco. Lo ha comunicato l'esercito israeliano. "Un ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ferito in modo non grave durante un'attività operativa nel sud del Libano", ha affermato l'esercito in una nota, specificando che il soldato è stato "ferito durante uno scontro ravvicinato con terroristi" nella zona.
New York Times: "Alleati temono che Usa siano avviati a una sconfitta strategica in Iran"
La guerra di Donald Trump in Iran sembra avviata verso una "sconfitta strategica". E' il timore di alleati e analisti, preoccupati dal fatto che l'incapacità degli Stati Uniti di trasformare la loro superiorità militare in un cambiamento duraturo in Iran mostri una vulnerabilità che Russia e Cina accoglieranno con favore. La guerra - riporta il New York Times - ha lasciato Stati Uniti e Israele in una posizione di maggiore debolezza. Secondo gli analisti, con il mutare degli obiettivi di Trump, Washington sta perdendo credibilità sia sul piano militare sia sul piano diplomatico, rafforzando l'impressione che gli Stati Uniti siano divenuti uno strumento imprevedibile di disordine globale. I risultati della guerra sono finora una "perdita strategica e un imbarazzo", ha detto Robin Niblett, ex direttore del think tank Chatam House, con il New York Times. "Per gli alleati e coloro che dipendono dagli Stati Uniti sulla sicurezza, è una conferma che non si può credere agli Stati Uniti", ha aggiunto.
Israele distrugge magazzini medicinali, 7 morti in 48 ore
L'esercito israeliano ha attaccato stamane all'alba alcuni magazzini di medicinali" dell'ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, a Deir el-Balah, distruggendone completamente due. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Gaza, che ha condannato quello che definisce un "crimine efferato". "La forza distruttiva dei missili utilizzati ha provocato la completa distruzione di due dei quattro magazzini presenti nell'area colpita, oltre a causare gravi e ingenti danni ad altri due magazzini", si legge. L'attacco ha inoltre danneggiato l'ambulatorio dell'ospedale e causato la perdita di "quantità vitali di forniture e materiali di consumo medici". Poco prima, il ministero aveva reso noto che sette palestinesi sono stati uccisi e 76 feriti negli attacchi israeliani avvenuti nell'enclave nelle ultime 48 ore, mentre un'altra persona è deceduta a causa delle ferite riportate in un precedente attacco israeliano. Secondo il ministero, 1.222 palestinesi sono stati uccisi e 4.053 feriti dall'entrata in vigore del cosiddetto cessate il fuoco lo scorso anno. Ha inoltre affermato che 804 corpi sono stati recuperati dalle macerie durante questo periodo. Il ministero ha dichiarato che il bilancio complessivo delle vittime a Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito a 73.349, con 174.162 feriti. Ha aggiunto che la morte di una persona a seguito del crollo di un edificio ha portato il numero totale di vittime causate da crolli a 33.
Guerra Medio Oriente, scambio di minacce tra Washington e Teheran
Save the Children: "A Gaza madri in difficoltà ad allattare per malnutrizione e carenza aiuti"
A oltre dieci mesi dall'entrata in vigore dell'accordo di cessate il fuoco, migliaia di madri palestinesi nella Striscia di Gaza continuano a incontrare gravi difficoltà nell'allattamento dei propri figli a causa delle restrizioni all'ingresso di aiuti umanitari e ai beni commerciali. Lo denuncia Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, in occasione della Settimana Mondiale dell'Allattamento al Seno che si celebra ogni anno dal primo al 7 agosto.
L’Organizzazione e i suoi partner locali segnalano livelli elevati di malnutrizione tra le donne in gravidanza e in allattamento, con una situazione particolarmente critica nel nord della Striscia. Alcune madri, che non possono alimentarsi in modo adeguato, sono costrette a nutrire i bambini con acqua mescolata a ceci macinati o tahina, mentre altre interrompono l'allattamento prima del previsto a causa delle difficoltà incontrate e della mancanza di sostegno.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato nell'aprile 2026, almeno il 13% delle donne con neonati a Gaza soffre di problemi legati all'allattamento. Le operazioni militari in corso, l'insicurezza alimentare, gli sfollamenti ripetuti, le precarie condizioni di vita e il limitato accesso ai servizi sanitari stanno compromettendo la possibilità di iniziare e di portare avanti l'allattamento.
Ministero Sanità Gaza: "Almeno 7 morti in raid israeliani nelle ultime 48 ore"
Il ministero della Salute di Gaza afferma che almeno sette palestinesi sono stati uccisi e 76 sono rimasti feriti negli attacchi israeliani nell'enclave nelle ultime 48 ore, mentre un'altra persona è deceduta a causa delle ferite riportate in un precedente attacco israeliano. Lo scrive Al Jazeera. Secondo il ministero, 1.222 palestinesi sono stati uccisi e 4.053 feriti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco lo scorso anno: ha inoltre affermato che 804 corpi sono stati recuperati dalle macerie durante questo periodo. Il bilancio complessivo delle vittime a Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito a 73.349, con 174.162 feriti, aggiunge ancora il ministero.
Houthi: "Abbiamo costretto 8 petroliere saudite a cambiare rotta"
Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo yemenita ha costretto otto petroliere saudite a cambiare rotta, senza però specificare in quale lasso di tempo. Lo scrive Al Jazeera. "Le forze armate confermano di continuare l'operazione di assedio contro il nemico saudita e che, a Dio piacendo, la mano delle forze armate raggiungerà le sue navi, ovunque sia possibile", ha detto il portavoce. Gli Houthi hanno annunciato un blocco marittimo contro l'Arabia Saudita il 20 luglio e hanno recentemente smentito le notizie secondo cui avrebbero imposto dazi alle navi commerciali che transitano nello Stretto di Bab al-Mandeb.
Teheran: "Dagli Usa maligne intenzioni"
"I criminali Usa hanno dimostrato che non evitano alcun male e distruzione contro gli interessi e le risorse dei musulmani per realizzare le loro maligne intenzione nella guerra con l'Iran", ha sottolineato Abdollahi, citato dall'agenzia Tasnim. "Pertanto - ha aggiunto - gli Stati musulmani dovrebbero riconsiderare la cooperazione con gli Stati Uniti, e dovrebbero sapere che Washington sta usando le loro ricchezze e risorse strategiche come uno scudo difensivo per il loro esercito logoro e allo stesso tempo per rafforzare la macchina da guerra e la sicurezza di Israele".
Iran: "Usa esortano cittadini americani a lasciare regione"
L'ambasciata statunitense in Giordania ha esortato i cittadini americani presenti in Medio Oriente a valutare la possibilita' di lasciare la regione o di essere pronti a farlo qualora le tensioni dovessero intensificarsi, avvertendo di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e altri disagi ai viaggi. "Il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un'escalation imprevista", ha dichiarato l'ambasciata in un avviso di sicurezza, consigliando agli americani di esercitare una maggiore vigilanza. La missione diplomatica ha inoltre consigliato ai cittadini statunitensi di evitare di recarsi nelle basi militari in Giordania e ha avvertito che Teheran e i gruppi filo-iraniani potrebbero prendere di mira gli interessi americani all'estero. Ha affermato che gli americani al di fuori del Medio Oriente dovrebbero "riconsiderare seriamente" i viaggi verso o attraverso la regione.
Teheran: "Gli Usa preparano un conflitto totale nella regione"
L'Iran ha accusato oggi gli Usa di prepararsi a scatenare un conflitto che coinvolga tutta la regione e ha avvertito che i Paesi che "faranno da scudo" a Washington "bruceranno nelle fiamme della guerra". "Gli Usa si stanno rapidamente muovendo verso una guerra regionale totale, una strategia pericolosa mirata ad espandere il dominio sull'intera regione", ha affermato il capo del Comando centrale delle forze armate, Ali Abdollahi.
Esercito: "Usa vogliono intensificare tensioni in regione"
L'esercito iraniano ha accusato gli Stati Uniti di "intensificare le tensioni" in Medio Oriente e ha messo in guardia i Paesi della regione dal cooperare con Washington durante il conflitto in corso. "Gli Stati Uniti si stanno rapidamente muovendo lungo la strada dell'intensificarsi delle tensioni nella regione", ha dichiarato Ali Abdollahi, capo del comando centrale militare iraniano. "Qualsiasi Paese che funga da scudo difensivo per un'America criminale e aggressiva sarà inghiottito dalle fiamme della guerra", ha ammonito Teheran.
Cnn: "Nessun segnale che Israele parteciperà al nuovo attacco Usa contro l'Iran"
Non ci sono indicazioni che Israele parteciperà agli intensi attacchi che gli Stati Uniti intendono lanciare contro l'Iran già questo fine settimana. Lo riferisce la Cnn, dopo che fonti citate dalla Cbs avevano affermato che Stati Uniti e Israele stavano pianificando congiuntamente un'imminente campagna di bombardamenti contro le infrastrutture energetiche iraniane. Da parte sua, Abc News cita una fonte secondo cui gli attacchi sono stati discussi con funzionari israeliani, ma non è ancora chiaro se Israele sarà direttamente coinvolto.
Media, forti esplosioni scuotono il sud del Libano
I villaggi e le città del sud del Libano, in particolare quelli all'interno e nei pressi della 'zona Gialla' imposta da Israele, tra cui al-Mansouri, Majdal Zoun e Haddatha, sono in uno stato di alta tensione a seguito delle enormi esplosioni provocate dalle forze israeliane durante la notte. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna). Le esplosioni hanno risuonato in tutta la regione meridionale dalla mezzanotte fino a questa mattina. Nell'area che si estende da Saf al-Hawa a Bint Jbeil, i soldati israeliani hanno aperto il fuoco con mitragliatrici pesanti e schierato pattuglie meccanizzate lungo le strade.
Iran al Qatar: "Chiarire la sorte di tre nostri piloti abbattuti"
L'esercito iraniano chiede al governo e alle forze armate del Qatar di "svolgere le necessarie procedure per chiarire la situazione di tre piloti" iraniani che risultano dispersi durante una missione, e di "prestare più attenzione a tale questione". Lo ha detto oggi il portavoce, Mohammad Akraminia. "Le nostre ricerche continuano, ma il Qatar afferma di non sapere nulla della sorte dei piloti", ha aggiunto Akraminia parlando con la televisione di Stato di Teheran. Due jet militari Sukhoi Su-24 dell'Aeronautica di Teheran, con a bordo un totale di quattro piloti, sono stati colpiti dalle difese aeree durante un attacco alla base americana di Al-Udeid in Qatar. Il corpo di uno dei piloti è stato consegnato giovedì all'Iran, ma non ci sono ancora notizie sulla sorte degli altri tre.
Kuwait: "Stiamo intercettando attacchi con droni"
Il Kuwait segnala nuovi attacchi con"droni ostili". Su X lo Stato Maggiore delle Forze Armate riferisce che "la difesa aerea" è stata attivata per rispondere a minacce rappresentate da "droni ostili". La dichiarazione denuncia "l'aggressione iraniana" ed esorta la popolazione ad "attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti".
Ghalibaf: "L'Iran ha vinto la guerra con Usa e Israele"
"L'Iran ha vinto la guerra con gli Usa e Israele, ma dobbiamo consolidare questa vittoria". Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano e negoziatore con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf. "Il Paese deve avere speranza in un futuro luminoso", ha aggiungo Ghalibaf, citato dall'agenzia Fars. "Le autorità iraniane devono espandere e rafforzare il potere esecutivo della Guida, Mojtaba Khamenei, perché ogni tentativo di costruire un Iran forte partirà da qui", ha concluso.
Teheran agli Usa: "Guerrafondai, così porterete a chiusura altri Stretti"
Il "bellicismo americano porterà al rafforzamento della chiusura dello Stretto di Hormuz e anche alla chiusura di altri Stretti". Parola del segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Mohammad Bagher Zolghadr, che si è espresso così in una dichiarazione riportata dall'agenzia ufficiale iraniana Irna dopo le indiscrezioni dei media americani su possibili nuove operazioni militari Usa contro la Repubblica Islamica.
"Pagheranno l'economia globale, i mercati energetici e gli elettori americani", ha incalzato Zolghadr, veterano dei Pasdaran, nominato lo scorso marzo dopo l'uccisione di Ali Larijani in un raid israeliano.
Colloquio tra ministri degli Esteri Iran e Gran Bretagna. Araghchi: "Diritto all'autodifesa"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo britannico Edward Miliband, durante la quale ha deplorato "le ingiustificate politiche anti-iraniane del Regno Unito, compresa la complicità nelle guerre degli Usa e Israele con l'Iran". "Ogni cooperazione con gli Usa, inclusa la facilitazione dei loro attacchi contro l'Iran, permette a Teheran di esercitare il suo legittimo diritto all'autodifesa", ha avvertito Araghchi, citato dall'agenzia Tasnim. Il ministro degli Esteri iraniano ha anche riaffermato la determinazione di Teheran a stabilire meccanismi operativi in cooperazione con l'Oman per gestire il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.
Crosetto: "Tutto noto su soldati in Arabia, ma possiamo tornare in Parlamento"
“Sono sconcertato dal fatto che si consideri una notizia ciò che è stato già spiegato, nelle Commissioni competenti, da me e dai vertici della Difesa, con informative puntuali”. Lo dice il ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista al 'Corriere della Sera' parlando della polemica sui militari italiani in Arabia Saudita. Il ministro ha spiegato che lo spostamento dei militari da Kuwait ad Arabia Saudita era stato annunciato mesi fa e che i contingenti italiani “sono in servizio in Medio Oriente, in missioni già esistenti e autorizzate, a difesa dei nostri cittadini e dei nostri interessi, e anche per supportare i Paesi amici del Golfo, ancora oggi sotto attacco, con compiti puramente difensivi: Bahrein, Emirati Arabi, Arabia Saudita, lo stesso Kuwait, ci hanno chiesto aiuto”. Bastava “ascoltare ciò che più volte è stato detto e riferito in Parlamento”, secondo il ministro che aggiunge che l’Arabia Saudita non è in guerra, ma si difende dalla guerra. “Se occorre torneremo a spiegare tutto in Parlamento, sin nei minimi dettagli”, aggiunge. Il ministro racconta che l’Italia ha ricevuto richieste per aiutare nella “messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz e, oggi, anche del Mar Rosso, sia dagli Usa che da varie coalizioni di volenterosi, che si moltiplicano, come quella proposta dall’Arabia Saudita”. L’Italia potrà intervenire “quando ce ne saranno le condizioni".
Quest’anno, sottolinea Crosetto, “non un euro in più” verrà speso per la difesa. Anche perché “il Safe, dopo la procedura di infrazione, non è più uno strumento per portare più fondi ma è diventato solo uno strumento tecnico per finanziare parte dell’attuale spesa”, mentre lo scostamento di bilancio, “se ci sarà, permetterà di avere fondi aggiuntivi" - dice - In particolare "lo 0,9% nel 2027 e nel 2028 potrebbe andare alla difesa, mentre lo 0,6% sarebbe destinato a interventi contro il caro energia". Su Ceuta, il ministro sottolinea che la sospensione di Schengen contro la Spagna era necessaria e che “dobbiamo mandare messaggi seri, veri, credibili: non possono venire tutti qui, non reggeremmo la pressione”. L’Italia è disponibile ad aiutare la Spagna “in questa crisi, anche supportandoli coi nostri mezzi per evitare altri arrivi - precisa - Ma il messaggio deve essere chiaro”.
Teheran: "I possibili attacchi di Usa e Israele sono follia"
Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Baqer Zolghadr ha ribadito che "consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi" di Usa e Israele "contro infrastrutture iraniane come una forma di follia". "Abbiamo messo a punto un piano completo per la risposta, che include" prendere di mira "infrastrutture cruciali" di Israele e "infrastrutture energetiche Usa nella regione", ha sostenuto. E ha aggiunto: "Siamo pronti ad attuarlo".
Teheran: "Il continuo bellicismo Usa porterà alla chiusura di altri stretti"
"Il continuo bellicismo degli Usa verso l'Iran provocherà un rafforzamento della chiusura dello Stretto di Hormuz e porterà alla chiusura di altri stretti e colli di bottiglia" marittimi. Lo ha detto il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Baqer Zolghadr. "Saranno l'economia globale, il mercato dell'energia e gli elettori a pagarne il prezzo", ha aggiunto Zolghadr, citato dall'agenzia Irna.
Teheran: "Nuovi attacchi Usa? Nostro piano risposta è pronto"
Non si è fatta attendere la 'reazione' dell'Iran alle indiscrezioni dei media americani su possibili nuove operazioni militari Usa contro la Repubblica Islamica. Alle notizie delle scorse ore hanno risposto le agenzie iraniane Fars e Tasnim citando fonti della sicurezza e minacciando attacchi contro infrastrutture cruciali in Israele e nei Paesi del Golfo. Per la Fars gli Stati Uniti dovrebbero essere consapevoli del fatto che infrastrutture energetiche di importanza globale in Arabia Saudita e Qatar sono nel raggio d'azione dei missili iraniani. Vengono citati anche Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. L'agenzia Tasnim riporta le parole di un ufficiale iraniano che parla di un piano per attacchi di rappresaglia.
Tutto dopo che il Wall Street Journal ha scritto, citando funzionari statunitensi, che Trump ha ordinato ai militari nuove operazioni contro l'Iran che potrebbero iniziare già questo fine settimana e durare alcuni giorni. Secondo la Cbs, che fa riferimento a varie fonti, Usa e Israele stanno pianificando quella che potrebbe essere una delle campagne di bombardamenti più intensi contro infrastrutture energetiche in Iran. Stando al giornalista di Axios Barak Ravid, che cita una fonte americana, Donald Trump sta "seriamente" valutando attacchi contro infrastrutture energetiche in Iran nei prossimi giorni, ma non ha ancora dato ordini in tal senso. Ieri ai giornalisti a Camp David, il tycoon ha detto di voler riprendere le operazioni militari per costringere Teheran a tornare al tavolo dei negoziati.
'Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran'
Donald Trump rompe gli indugi. Dopo giorni di alta tensione, il presidente ha ordinato un nuovo attacco all'Iran per spingere Teheran alla resa e ad accettare le sue condizioni nell'accordo di pace. I raid - riporta il Wall Street Journal - potrebbero iniziare già nel fine settimana. Secondo indiscrezioni di Cbs, l'attacco sarà condotto insieme a Israele, che è stato informato e si sta coordinando con gli Stati Uniti per quella che sarebbe la prima azione congiunta da quando è iniziata la guerra. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche iraniane, le centrali e le raffinerie, che Trump minaccia da tempo. L'operazione, che per Cbs e Axios non ha ricevuto ancora il via libera ufficiale di Trump, dovrebbe concludersi prima dell'apertura dei mercati di lunedì. Dalla Casa Bianca e dal Pentagono non è arrivata nessuna conferma. "Come ha detto il presidente durante la riunione di gabinetto, gli Stati Uniti vinceranno e l'Iran non avrà l'arma nucleare sotto i suoi occhi", si è limitata a dire la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt a Cbs. Del possibile attacco si è parlato nel corso della riunione di governo a Camp David e alcuni consiglieri della Casa Bianca non hanno nascosto la loro forte contrarietà all'operazione. "Li colpiremo forte fino a quando diranno non ne possiamo più", ha detto il presidente, criticando l'Iran per comportarsi in modo "molto disonesto e scorretto". "Sto perdendo fiducia" nell'Iran "perché mente", ha aggiunto.
Iran, 'pronto il piano per rispondere alla follia americana'
Un alto funzionario della sicurezza iranana ha dichiarato all'agenzia di stampa Tasnim di aver "preparato un piano completo per rispondere a una possibile follia americana". "Consideriamo le affermazioni dei media americani su possibili attacchi da parte degli Stati Uniti e del regime contro le infrastrutture iraniane come una forma di follia - ha detto -. Perché abbiamo preparato un piano completo di risposta, che include le infrastrutture vitali del regime sionista e le infrastrutture energetiche statunitensi nella regione, e siamo pronti".
Ukmto, 'petroliera colpita all'ingresso dello Stretto di Hormuz'
Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" ad 11 miglia nautiche nord-est della città di Lima, in Oman, all'ingresso dello Stretto di Hormutz. Lo rende noto l'Ukmto in un bollettino nel quale spiega che si sono registrati "danni alla sala motori". "La petroliera non è sotto controllo - si legge - e la Guardia costiera regionale è stata informata. Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali".