Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran USA, Trump: "C'è accordo con Iran su Hormuz, da domani inizio negoziati"

©Getty

Lo dice il presidente Usa dall'Air Force One sottolineando anche che "ci sarà un patto sulla denuclearizzazione". Sono "in corso discussioni" con Teheran nell'ambito di un negoziato: "si comincia domani pomeriggio", ha aggiunto. Prima su Truth aveva detto di aver acconsentito, per il bene futuro del mondo e per la sopravvivenza di un'Iran prospero e di successo, a annullare l'attacco, a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo"

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Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran". 

Poi parlando dall'Air Force One: "C'è un accordo su Hormuz e ci sarà un accordo sulla denuclearizzazione, parliamo con loro sotto forma di negoziazione, inizia domani pomeriggio", dice.

"Gli Stati Uniti - scrive Trump su Truth - sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell'Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiungo. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l'operazione".  L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha smentito che Teheran abbia chiesto a Trump di fermare un nuovo attacco, come invece sostenuto dal presidente americano. "Non è altro che una nuova menzogna", hanno detto all'agenzia fonti militari.

Riad ha confermato la telefonata bin Salman-Trump. Il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, in una telefonata con il tycoon, ha sottolineato la necessità di evitare un'ulteriore escalation del conflitto con l'Iran. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi ha ribadito che "qualsiasi azione ostile da parte degli Stati Uniti e di Israele, o la complicità di Paesi della regione, incontrerà una risposta proporzionata da parte dell'Iran".

Intanto, il piano di pace tra Hamas e Israele ha incontrato i primi  intoppi: Israele attende il disarmo di Hamas per il ritiro, mentre Hamas  vuole prima il ritiro delle truppe ebraiche. Nove persone sono rimaste uccise negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza tra stanotte e l'alba. Lo riferiscono fonti  degli ospedali di Gaza ad Al Jazeera. Tra le vittime anche tre bambini.  I raid hanno colpito Gaza City, Deir el-Balah e Khan Younis, affermano  le  fonti.

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Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il  feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale  nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del  Medio Oriente.

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Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di  Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio  che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di  una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna  elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa  esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il  pieno controllo di Israele.

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Ucraina e Iran, rischia di nascere un unico grande fronte di guerra?

L'attacco attribuito a Kiev contro una nave iraniana nel Mar Caspio  potrebbe rappresentare un punto di svolta nei rapporti tra i conflitti  in Est Europa e in Medioriente. Una saldatura dei due fronti avrebbe  conseguenze militari, energetiche e politiche e il Vecchio Continente  rischierebbe di pagarne il prezzo più alto.

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Anche tra i MAGA di Trump cala il consenso sulla guerra in Iran

Un nuovo sondaggio racconta che, nel giro di appena due mesi, anche la  base elettorale del presidente - il cosiddetto elettorato MAGA - ha  iniziato a manifestare una certa insofferenza verso un conflitto  percepito come sempre più costoso sul piano economico e umano. Molti  elettori attribuiscono direttamente alla crisi in Medio Oriente  l'aumento dei prezzi dei carburanti.

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Inviato board of peace critica i nuovi attacchi a Gaza: "Raggiungere la pace è difficile ma possibile con gli sforzi da tutti"

L'inviato del Board of Peace a Gaza, Nickolay Mladenov critica gli attacchi degli ultimi due giorni a Gaza che "hanno causato la morte di civili e distrutto forniture mediche dalle quali la popolazione dipende. Tutto ciò arriva dopo gli intensi sforzi del Board of Peacec e dei mediatori (Egitto, Turchia, Qatar e Stati Uniti) per convincere le fazioni palestinesi a Gaza ad accettare una Roadmap per la piena attuazione del piano del presidente Trump, che prevede il trasferimento della governance civile e la dismissione delle armi". In un post su 'X' Mladenov sottolinea che "entrambe le parti hanno obblighi da rispettare nell'ambito del Piano Globale om 20 punti e dell'accordo di Sharm el-Sheikh, che ha garantito la liberazione di tutti gli ostaggi e il cessate il fuoco".

"Il mio team e io - sottolinea ancora -- stiamo lavorando senza sosta con le parti coinvolte, i mediatori e i partner regionali per ridurre l'escalation e creare le condizioni necessarie alla piena attuazione del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Raggiungere una pace duratura è difficile, ma è possibile se tutti faranno il massimo sforzo".

Telefonata tra ministri Esteri di Egitto e Qatar

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, hanno discusso telefonicamente degli sforzi per allentare le tensioni nella regione. Durante la conversazione, Sheikh Mohammed ha sottolineato l'importanza che Stati Uniti e Iran rimangano impegnati nel dialogo e nell'attuazione di "quanto concordato nell'ambito del memorandum d'intesa" tra i due Paesi, "inclusa la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", si legge in una nota di Doha.

L'incontro tra Trump e Netanyahu si è concluso con un nulla di fatto

Dietro le pacche sulle spalle e i sorrisi di circostanza tra i due  leader, sono mancate le risposte alle tante incognite che aleggiano sul  rapporto tra Stati Uniti e Israele in questi ultimi mesi. I due Paesi  sono in un punto delicato della loro “special relationship”.

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Pezeshkian: "Memorandum è fulcro relazioni estere future"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il memorandum d'intesa firmato a giugno con gli Stati Uniti "sarà il fulcro" delle "relazioni estere future" dell'Iran. "Dobbiamo impegnarci per costringere il nemico a rispettare quanto firmato", ha scritto Pezeshkian sui social media, "la sicurezza del Paese, della regione e dei nostri alleati sarà rafforzata da questo memorandum".

Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran

Almeno sette Stati americani sono stati bersaglio di attacchi  informatici ai loro sistemi idrici e le prime valutazioni degli  inquirenti indicano l'Iran come possibile responsabile. A riferirlo è il  New York Times, che cita fonti a conoscenza delle indagini. Al momento  non si registrano segnali di un peggioramento della qualità dell'acqua  né di contaminazioni tali da renderla non potabile, ma le autorità hanno  diffuso un invito alla prudenza, chiedendo di controllare i sistemi  informatici più esposti.

Cyberattacchi ai sistemi idrici in 7 Stati Usa, sospetti sull'Iran

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Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

Il presidente Usa ha promesso un imminente passo avanti del piano in  venti punti per la pace a Gaza. Ma i nodi da sciogliere restano ancora  molti e lo scetticismo rimane alto.

Tutti i dubbi sul disarmo di Hamas annunciato da Trump

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Media: "Israele avrebbe preso parte al piano di attacco Usa"

Israele doveva essere incluso nel piano per un nuovo attacco sull'Iran. A riferirne, confermando quanto già trapelato, è l'emittente israeliana Canale 12, che cita un funzionario statunitense. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - precisa - ha fatto marcia indietro rispetto a un attacco su vasta scala contro l’Iran circa 24 ore prima che dovesse avere inizio. Secondo quanto riportato, riferisce il Times of Israel, la pianificazione dell’attacco è iniziata mercoledì, il giorno dopo l’incontro del primo ministro Benjamin Netanyahu con Trump alla Casa Bianca. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha preparato un piano di attacco alle infrastrutture energetiche iraniane. "Israele doveva far parte del piano", ha dichiarato il funzionario statunitense. Israele ha comunicato agli Stati Uniti che, se l’attacco non avesse causato danni significativi agli obiettivi economici e al regime iraniano, non avrebbe avuto senso portarlo a termine. Venerdì e sabato, secondo quanto riportato, il Qatar ha condotto intensi colloqui con l’Iran, gli Stati Uniti e l’Oman per cercare di scongiurare gli attacchi e riaprire lo Stretto di Hormuz. Ieri hanno comunicato a Trump che avevano bisogno di un altro giorno per raggiungere una soluzione con l’Iran. Più tardi, nel corso della giornata, il Qatar ha informato Trump che l’Iran aveva accettato una proposta per riaprire lo stretto. Nel frattempo, il principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman ha chiamato Trump per esortarlo a non sferrare l’attacco, e Trump ha poi pubblicato su Truth l'annuncio dell'annullamento dell’attacco.

Baghaei: "Vicini ad accordo con Oman su nuova rotta attraverso Stretto Hormuz"

L'Iran e l'Oman sono vicini ad un accordo su una nuova rotta marittima attraverso lo Stretto di Ormuz, distinta dai corridoi esistenti. Ad annunciarlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano: "Stiamo per raggiungere un accordo su una rotta accettabile per entrambe le parti – non quella settentrionale né quella meridionale – che rispetti i diritti sovrani di entrambe le parti e salvaguardi i nostri interessi nazionali e la nostra sicurezza", ha dichiarato Esmaeil Baghaei in un’intervista alla televisione di Stato.

Teheran: "Hormuz non tornerà mai alla situazione prebellica"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "non tornerà mai alla situazione prebellica". Lo scrive la tv di Stato iraniana su X. Al Jazeera riporta poi che, secondo il portavoce, i colloqui in corso tra Iran e Oman sullo Stretto non hanno nulla a che vedere con la sua apertura o chiusura. "La Repubblica Islamica dell'Iran agisce in base agli interessi e alle preoccupazioni del Paese e non cambierà la sua decisione sotto l'influenza di minacce e intimidazioni da parte di altri", ha aggiunto Baghaei. 

Araghchi: "Negoziati con Oman su Hormuz in fasi finali"

I negoziati tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz sono "nelle fasi finali". Lo ha annunciato su Telegram il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Media: "Le forze israeliane hanno dato fuoco ad alcune case nel Libano meridionale"

Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), le forze israeliane hanno incendiato delle case nella zona di al-Mashaa, situata tra le città di al-Mansouri e Majdal Zoun, nel distretto di Tiro, nel Libano meridionale. Lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi israeliani sono proseguiti anche oggi: la Nna ha riferito in precedenza che cinque soldati dell'esercito libanese hanno riportato ferite lievi durante un attacco a Bint Jbeil, nel governatorato di Nabatieh, nel Libano meridionale. 

Araghchi: "I colloqui con l'Oman su Hormuz sono nelle fasi finali"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i negoziati con l'Oman sullo Stretto di Hormuz sono nelle fasi finali. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. 

Wall Street Journal: "L'Iran valuta attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva Usa"

I funzionari iraniani sono consapevoli della "vulnerabilità politica" del presidente Donald Trump e intendono sfruttarla, se necessario, in vista del voto di midterm di novembre. Lo riferisce il Wall Street Journal che, in base a quanto affermato da un diplomatico di Teheran, aggiunge che "qualora la diplomazia dovesse fallire, l'Irgc sta valutando attacchi preventivi anche in assenza di un'offensiva americana", ha affermato il diplomatico. 

La Corte di Gerusalemme blocca la "prigione degli alligatori" di Ben Gvir

Il Tribunale distrettuale di Gerusalemme ha emesso oggi un'ordinanza che blocca il piano del ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir di utilizzare i coccodrilli attorno al carcere di Ketziot dove sono detenuti prigionieri palestinesi. La corte si è espressa in seguito a una petizione presentata nelle scorse settimane dall'Ong per la protezione degli animali 'Let the animals live'. ''I coccodrilli non sono armi, né strumenti punitivi o per campagne politiche. L'ordinanza in questa fase impedisce la creazione di fatti irreversibili, causare gravi sofferenze per gli animali e lo spreco di milioni di shekel'', ha commentato la Ong. 

Pasdaran: "I tentativi per disarmare Hamas sono già falliti"

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (Irgc) ha dichiarato oggi che i tentativi di disarmare Hamas sono già falliti, in una dichiarazione rilasciata in occasione del secondo anniversario dell'assassinio dell'ex capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, a Teheran, per mano di Israele. Lo riporta Iran International. "La vittoria finale della Palestina" è più vicina di quanto "i nemici immaginino", si legge nella dichiarazione, che descrive l'uccisione di Haniyeh, avvenuta mentre partecipava come ospite ufficiale alla cerimonia di insediamento del presidente Masoud Pezeshkian, come "una flagrante violazione dei principi e delle norme del diritto internazionale" e della sovranità e integrità territoriale dell'Iran. 

Idf: "Uccisi due terroristi questa notte a Gaza City"

L'Idf comunica di aver colpito nella notte nell'area di Gaza City, ''eliminando Alaa Imad Khamis Tarams, appartenente all'organizzazione terroristica 'Esercito dell'Islam', e Hassan Ibrahim Shehadeh Qahman, appartenente alla Jihad Islamica''. Inoltre, riferisce il portavoce dell'Idf, ''in un raid la settimana scorsa nel nord della Striscia di Gaza settentrionale, l'Idf ha eliminato Ahmad Khudar, un comandante del battaglione Jabalya di Hamas''. ''I tre terroristi tentavano di compiere attacchi contro le truppe israeliane e sono stati eliminati per neutralizzare la minaccia'', aggiunge l'esercito israeliano. 

Wafa: "Altri 2 palestinesi uccisi a Gaza dall'Idf, 14 dalla notte"

L'agenzia stampa palestinese Wafa riferisce che due palestinesi, tra cui un bambino, sono stati uccisi in seguito a un raid israeliano nel quartiere di al-Rimal a Gaza City. Secondo fonti mediche di Gaza citate dall'agenzia, 14 palestinesi, tra cui quattro bambini, sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dalla notte di domenica. 

Deputato Teheran: "Sforzi in corso per rilanciare protocollo d'accordo concluso a metà giugno con Usa"

Sono in corso trattative diplomatiche per rilanciare il protocollo d'intesa che era stato concluso a metà giugno tra gli Stati Uniti e l'Iran. A sostenerlo è un deputato iraniano e portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale, Hassan Ghashghavi in un'intervista televisiva. "Posso annunciare che sono in corso sforzi per rilanciare l'accordo in 14 punti di Islamabad, in particolare da parte dei mediatori", ha sottolineato Hassan Ghashghavi riferendosi al Qatar e al Pakistan. "I mediatori sanno che la questione principale riguarda lo Stretto di Hormuz, che rappresenta il nodo centrale del dossier in questo momento, e su questo tema è in corso uno scambio di vedute", ha aggiunto.

Cinque mesi dopo l'inizio della guerra, che ha causato migliaia di vittime nella regione e scosso l'economia mondiale, i Paesi mediatori faticano a riportare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati. L'accordo annunciato a giugno per rendere duraturo il cessate il fuoco in vigore da aprile è saltato all'inizio di luglio. Al centro della controversia c'è lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto degli idrocarburi, sul quale Teheran intende mantenere il controllo.

Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato sulla sua piattaforma Truth Social di aver deciso di sospendere qualsiasi attacco contro l'Iran, poiché "le linee fondamentali di un accordo sono state concordate", a condizione che venga finalizzato rapidamente. L'intesa dovrà prevedere anche la riapertura "completa e totale" dello Stretto di Hormuz, ha aggiunto.

Raid israeliani sulla Striscia di Gaza, 13 morti

Nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 13 persone, secondo quanto riportato dalla Protezione civile, pochi giorni dopo l'annuncio di un accordo sul disarmo di Hamas e sul ritiro israeliano dal territorio palestinese. Secondo il testo dell'accordo raggiunto dal Board of Peace promosso dal presidente statunitense Donald Trump, che lo ha annunciato per primo giovedi', Israele e Hamas dovranno cessare le loro operazioni militari. L'accordo prevede anche "un graduale ritiro delle Forze israeliane dalle aree ancora sotto il loro controllo a Gaza", nonché lo "smantellamento dei gruppi armati", tra cui Hamas. Mentre Hamas ha confermato l'accordo, Israele non ha ancora reagito ufficialmente. I raid aerei e i bombardamenti israeliani, proseguiti nella notte tra sabato e domenica, hanno colpito diversi edifici residenziali e ucciso otto persone, secondo la Protezione Civile, che ha poi segnalato altre cinque vittime nel corso della giornata.

Pasdaran: "Il piano di disarmo di Hamas destinato al fallimento"

Le Guardie della Rivoluzione islamica in Iran hanno ammonito che il piano per disarmare Hamas, annunciato giovedì dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è "destinato al fallimento" e hanno affermato che la resistenza palestinese ne uscirà rafforzata, mentre il gruppo islamista palestinese sta subordinando qualsiasi fornitura di armi al ritiro israeliano da Gaza. "La cospirazione per disarmare Hamas non porterà da nessuna parte ed è già fallita", hanno affermato i Pasdaran in un comunicato in occasione del secondo anniversario dell'assassinio a Teheran dell'allora leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh. "Annunciamo al mondo che la resistenza antisionista è incrollabile e che la vittoria finale della Palestina sugli occupanti è piu' vicina di quanto i nemici immaginino", hanno aggiunto. Le forze d'e'lite militari iraniane hanno condannato l'assassinio di Haniyeh, avvenuto il 31 luglio 2024 mentre partecipava come ospite ufficiale alla cerimonia di insediamento del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, definendolo un "crimine efferato" e una "flagrante violazione del diritto internazionale, della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale della Repubblica islamica". La dichiarazione dei Pasdaran giunge tre giorni dopo l'annuncio da parte di Trump di un piano per il "disarmo completo" di Hamas e di altri gruppi armati a Gaza, nell'ambito di un'iniziativa volta a porre fine alla guerra.

Idf, uccisi tre militanti che pianificavano attacchi contro truppe a Gaza

Tre membri di organizzazioni terroristiche che, secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, stavano preparando attacchi contro le truppe israeliane nella Striscia di Gaza sono stati uccisi in recenti raid. Lo ha annunciato l'Idf, le forze di difesa israeliane. Secondo l'esercito, un attacco condotto ieri a Gaza City ha ucciso Alaa Imad Khamis Tarams, membro del gruppo terroristico Jaysh al-Islam (Esercito dell'Islam), e Hassan Ibrahim Shehadeh Qahman, appartenente alla Jihad Islamica Palestinese. Un secondo attacco, effettuato la scorsa settimana nel nord della Striscia, ha ucciso Ahmad Khudar, comandante del Battaglione Jabalia di Hamas, riferisce l'esercito.

L'Idf giustifica questi attacchi, avvenuti durante il cessate il fuoco, affermando che i tre militanti stavano preparando azioni contro le truppe israeliane e che sono stati "eliminati per rimuovere la minaccia".

Pasdaran: "Vendicheremo uccisione Khamenei e Haniyeh, tentativi di disarmare Hamas falliranno"

I Guardiani della Rivoluzione promettono di vendicare la morte del leader spirituale iraniano Ali Khamenei, morto nell'attacco militare sull'Iran il 28 febbraio 2026,  e quella del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ucciso due anni fa in un attacco a Teheran. "La risposta a questi gravi crimini sarà severa e decisa" si legge in una dichiarazione dei Pasdaran diffusa in occasione del secondo anniversario della morte del leader di Hamas e citata da Haaretz. I tentativi di disarmare Hamas falliranno, affermano ancora nella dichiarazione i Guardiani della Rivoluzione, assicurando che  "la vittoria finale della Palestina contro gli occupanti è più vicina di quanto i nemici immaginino".

Ministro Energia Israele: "Nessun accordo per sospensione attacchi a Gaza"

Non esiste alcun accordo da parte di Israele per una sospensione degli  attacchi militari a Gaza. A dichiararlo è stato il ministro dell'Energia  israeliano Eli Cohen, membro del gabinetto di sicurezza. Parlando alla  radio dell'esercito, citata dal Times of Israel, Cohen ha affermato che  "non c'è stata alcuna discussione in seno al gabinetto nelle ultime 72  ore" sul piano per Gaza. "Qualsiasi attore armato che operi, minacci o  sia coinvolto nel terrorismo, verrà eliminato", ha dichiarato. Il  Primo Ministro Benjamin Netanyahu non ha ancora commentato  pubblicamente il piano del Board of Peace emerso nei giorni scorsi che  prevede il disarmo di Hamas e il ritiro di Israele da Gaza, ma due  dichiarazioni attribuite a un "alto funzionario israeliano" hanno  lasciato trapelare che Gerusalemme non ritiene la proposta sufficiente e  non è disposta a ritirarsi militarmente. Cohen ha affermato di non  credere che Hamas aderirà al piano di disarmo del Board of Peace,  nonostante l'apparente accordo. "Naturalmente garantiremo l'opportunità"  che abbia successo, ha affermato ancora Cohen, sottolineando che  Israele preferisce che Hamas si disarmi per via diplomatica.

Libano, difesa Beirut fa marcia indietro su accuse a Idf: "Soldati feriti in esplosione oggetto sospetto"

Le forze militari libanesi fanno marcia indietro e attribuiscono ora il  ferimento lieve di cinque soldati a Kafra, nel sud del Paese,  all'esplosione di un oggetto sospetto, non più quindi a un attacco  dell'Idf.

Iran, Israele: "In caso di riarmo interverremo, indipendentemente da qualsiasi impegno esterno"

Israele colpirebbe l'Iran "indipendentemente da qualsiasi impegno  esterno", se osservasse un riarmo del paese. A dichiararlo è stato Eli  Cohen, ministro dell'Energia israeliano, dopo l'annuncio di Trump sulla  sospensione degli attacchi. La stretta collaborazione in materia di  sicurezza e intelligence tra Israele e gli Stati Uniti rimane "su tutto  ciò che accade" in Medio Oriente, ha assicurato. Tuttavia, ha proseguito  Cohen, citato da SkyNews, "con o senza un accordo, e indipendentemente  da qualsiasi impegno esterno, se l'Iran tentasse di riavviare il suo  programma nucleare o di potenziare la sua industria missilistica  balistica, noi saremo presenti. Interverremo e colpiremo."

Gerusalemme, 6 sospetti arrestati per lancio di pietre e sputi contro Chiesa armena

Sei persone sono state arrestate dalla polizia con l'accusa di aver  lanciato pietre e aver sputato contro la Chiesa armena nella città  vecchia di Gerusalemme. Lo comunica il portavoce della polizia in una  nota. Secondo quanto riferito, la violazione è avvenuta nella tarda  serata di ieri. Gli agenti di polizia intervenuti nella zona hanno  individuato i sospetti, cinque minorenni e un adulto, che sono stati  arrestati e interrogati. Tre sono ancora in stato di fermo e la polizia  chiederà oggi alla corte distrettuale di Gerusalemme una proroga della  loro detenzione. Gli altri tre sospetti sono stati rilasciati con misure  restrittive, tra cui il divieto di accesso alla città vecchia.

Iran, Paesi Opec+ concordano aumento produzione petrolio a settembre

I Paesi dell'Opec + hanno concordato in una riunione oggi, di aumentare  le loro quote di produzione di petrolio nel mese di settembre in  risposta alla crisi innescata dalla guerra in Medio Oriente. "I sette  Paesi del gruppo (Russia, Arabia Saudita, Kuwait, Iraq, Kazakhstan,  Algeria, Oman) hanno deciso di attuare un aggiustamento della produzione  a 188mila barili al giorno", hanno dichiarato.

Media: "Da Jihad Islamica sì a piano disarmo Board of Peace per Gaza"

La Jihad Islamica Palestinese avrebbe accettato il piano di disarmo del  “Board of Peace" per Gaza. Ad affermarlo sono fonti arabe citate dal  quotidiano saudita Al-Arabiya. A riportare la notizia è il Times of  Israel ricordando che il piano prevede il disarmo dei gruppi che operano  nella Striscia e il ritiro di Israele.

Iran: Fidan chiama Araghchi: "Sosteniamo negoziato con Usa"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico con il proprio omologo iraniano Abbas Araghchi. Al centro, la crisi dello Stretto di Hormuz e il sostegno turco alla difficile trattativa tra Teheran e Washington. A darne notizia lo stesso Fidan attraverso i suoi canali social. "La Turchia continuera' a impegnarsi per porre fine ai conflitti nella nostra regione e per favorire l'instaurazione di una pace duratura", ha detto Fidan.

Media: la Jihad islamica palestinese accetta il piano di disarmo di Gaza

La Jihad islamica palestinese ha accettato il piano di disarmo di Gaza del Board of Peace. Lo riferiscono fonti arabe alla tv saudita Al-Arabiya citate dal Times of Israel. Hamas ha ufficialmente aderito al piano la scorsa settimana. La Jihad islamica, strettamente legata e finanziata dall'Iran, è più piccola e meno potente di Hamas, ma rimane comunque un attore importante nella Striscia. Il piano prevede che i gruppi terroristici depongano le armi e che Israele si ritiri dalla Striscia, consentendo a un nascente governo tecnocratico di assumere il monopolio delle armi e del potere amministrativo. Israele si è mostrato più cauto riguardo all'accordo, sottolineando che non si ritirerà finché Hamas non sarà effettivamente disarmato. Le parti si trovano attualmente in un periodo di 14 giorni durante il quale dovrebbero definire la tempistica per l'attuazione di ciascuna fase della proposta. 

Media: Israele chiede libertà continuare raid a Gaza

Nonostante la tregua annunciata dal presidente americano Donald Trump, Israele non sembra intenzionato a fermare i raid a Gaza. A quanto rivelato dal quotidiano israeliano Haaretz, il governo di Bejamin Netanyahu ha comunicato al Board of Peace che vuole mantenere il diritto di colpire anche nelle aree che dovrebbero passare sotto il controllo della forza internazionale di stabilizzazione. Non solo. Israele ha anche chiarito che si oppone al coinvolgimento di Qatar e Turchia nella verifica delle fasi della tabella di marcia per Gaza su cui si sta lavorando. E chiesto che le armi di Hamas siano distrutte una volta confiscate.

Libano, 5 soldati Beirut feriti lievemente in raid Idf nel sud del Paese

Cinque soldati libanesi sono rimasti lievemente feriti in un raid delle forze israeliane contro il sud del Libano, ha reso noto la difesa libanese. L'attacco è avvenuto a Kafra, mentre i militari prestavano assistenza a residenti. 

Agenzia Fars: "Nessun accordo sulla riapertura di Hormuz"

Fonti iraniane smentiscono le notizie su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e affermano che la politica di Teheran riguardo a questa via navigabile strategica rimane invariata. Lo riporta l'agenzia iraniana Fars, secondo cui fonti "ben informate" hanno smentito le affermazioni diffuse da diversi media "ostili". In particolare, una fonte vicina alla delegazione iraniana incaricata dei negoziati sul nucleare ha dichiarato all’agenzia di stampa Fars che «la Repubblica Islamica dell’Iran non ha raggiunto alcun accordo riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz, e le notizie pubblicate al riguardo sono false». In un altro commento, rilasciato sempre a Fars, una fonte militare ha smentito la notizia, definendola del tutto infondata, e sottolineando che «finché gli Stati Uniti continueranno le loro azioni ostili e gli atti di aggressione, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Il passaggio sarà consentito solo attraverso la rotta designata, in coordinamento con la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Ircg) e previa autorizzazione al transito nello Stretto di Hormuz. Qualsiasi altra rotta - ha aggiunto - sarà considerata non sicura e le imbarcazioni che tenteranno di utilizzarle andranno inevitabilmente incontro a incidenti».

Teheran, 'consideriamo qualsiasi minaccia reale e credibile'

"Sebbene le recenti dichiarazioni del nemico facciano parte della sua guerra psicologica, dal nostro punto di vista ogni minaccia è reale e credibile". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ad interim iraniano Majid Ebn-e Reza. "Non ci faremo cogliere impreparati né rimarremo passivi, ma useremo le minacce come base per aumentare la nostra prontezza militare, rafforzare il potere di deterrenza e potenziare le capacità militari", ha aggiunto, secondo l'agenzia di stampa Irna. Nel frattempo, una fonte vicina al team negoziale con gli Usa ha dichiarato all'agenzia Fars che "la notizia secondo cui l'Iran avrebbe accettato di riaprire lo Stretto di Hormuz è una mera menzogna. La via navigabile rimarrà bloccata finché continueranno gli atti ostili e malvagi degli Stati Uniti. Qualsiasi transito attraverso lo Stretto di Hormuz sarà possibile solo attraverso le vie dichiarate dall'Iran, con il coordinamento delle forze navali delle Guardie Rivoluzionarie e dopo aver ricevuto l'autorizzazione; in caso contrario, qualsiasi imbarcazione che transiti attraverso altre vie non sicure incorrerà certamente in incidenti".

Iran: 'nessun accordo su Hormuz, lo Stretto resta chiuso'

"L'Iran non ha raggiunto alcun accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo riferisce l'agenzia Fars News, affiliata ai Guardiani della rivoluzione, citando una fonte vicina al team negoziale di Teheran. La fonte ha affermato che lo Stretto rimarrà chiuso finché continueranno le "azioni ostili" degli Stati Uniti e che le navi potranno transitare solo attraverso una rotta designata con il permesso della Marina iraniana delle Guardie Rivoluzionarie. "Il piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz è falso", sottolinea la Fars smentendo fonti di Channel 12 secondo cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe accettato un accordo su Hormuz che ha portato all'annullamento dell'attacco da parte di Donald Trump. "Alcuni media affiliati al nemico avevano affermato che la Repubblica Islamica dell'Iran aveva accettato un piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz; tuttavia, fonti attendibili hanno smentito questa affermazione e hanno sottolineato che non è stato apportato alcun cambiamento nella politica iraniana riguardo a questa via d'acqua strategica", aggiunge l'agenzia di stampa.

Papa: si trovino soluzioni diplomatiche a conflitti

"Continuiamo a pregare per la pace, perche' nel mondo cessino le guerre e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti". E' l'appello lanciato da papa Leone XIV al termine dell'Angelus in piazza San Pietro. Il Pontefice ha invitato i fedeli a non dimenticare le vittime delle ostilita', "soprattutto i piu' deboli e indifesi: bambini, anziani e malati. Il Signore conforti coloro che soffrono e benedica tutti". 

Papa: "Nel deserto della guerra scegliamo la carità"

"Nel deserto della guerra e dell'arroganza" i cristiani sono chiamati a riscoprire la logica della condivisione e della carita' che trova il suo culmine nell'Eucaristia. Questo l'appello lanciato da papa Leone XIV all'Angelus che ha guidato affacciandosi dal palazzo apostolico su piazza San Pietro, con una catechesi dedicata al Vangelo della moltiplicazione dei pani. Richiamando il gesto di Gesu' che "alzo' gli occhi al cielo", "recito' la benedizione", "spezzo' i pani e li diede" ai discepoli perche' li distribuissero alla folla, il Pontefice invita a riconoscere in quel miracolo il modello di una fraternita' capace di vincere violenza, egoismo e indifferenza. Quelle stesse azioni, osserva, trovano il loro compimento nell'ultima cena, quando Cristo dona se stesso come pane di vita per l'umanita'. Da qui l'invito a tradurre la celebrazione eucaristica in gesti concreti. "Mentre gustiamo la grazia dell'Eucaristia, impegniamoci a testimoniare la sua bellezza nei nostri gesti quotidiani", afferma Leone XIV, indicando come primo segno "la benedizione della tavola", quando il pane viene condiviso "in famiglia e tra amici". Anche il tempo estivo, aggiunge, puo' trasformarsi in un'occasione di solidarieta': "In compagnia di Gesu', anche le vacanze possono diventare tempo di fraterna serenita', coinvolgendo chi, accanto a noi, e' nel bisogno". Il Papa conclude affidando questo cammino alla Vergine Maria, pregando perche' "a nessuno manchi il pane quotidiano".

Iran, media Teheran: "No accordo su riapertura Hormuz, passaggio navi solo dopo accordo Guardiani rivoluzione"

I media iraniani continuano a smentire le parole pronunciate ieri da  Donald Trump, dopo un colloquio telefonico con il principe alla corona  saudita. L'agenzia Fars cita fonti dei negoziatori iraniani che  smentiscono un qualsiasi accordo sulla riapertura dello Stretto di  Hormuz. Foni militari bollano come "false" le notizie diffuse da media  israeliane secondo cui sarebbe stato raggiunto un accordo, basato su una  proposta di Stati Uniti e Qatar, per la condivisione del controllo  dello stretto fra Iran e Oman. Lo stretto, aggiungono i militari  iraniani, rimane chiuso al traffico marittimo che non sia coordinato con  Guardiani rivoluzione.

Media Iran: "Una menzogna che Teheran abbia chiesto a Trump di non attaccare"

L'agenzia iraniana Mehr ha definito una "menzogna" l'affermazione del  presidente Usa Donald Trump, secondo il quale è stata Teheran, insieme  "ad altri Paesi del Medio Oriente", a chiedergli di rinunciare a nuovi  attacchi contro l'Iran. Le parole di Trump "non sono altro che una nuova  menzogna", scrive Mehr, citando responsabili militari di Teheran,  secondo i quali le forze armate iraniane sono "in massima allerta e  pronte ad ogni evenienza".

Iran, media: "Falso Teheran abbia chiesto a Trump stop raid"

L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha smentito che Teheran abbia chiesto a Donald Trump di fermare un nuovo attacco, come invece sostenuto dal presidente americano. "Non e' altro che una nuova menzogna", hanno detto all'agenzia fonti militari. Le forze armate iraniane, hanno assicurato le stesse fonti, sono "in massima allerta e pronte a qualsiasi eventualita'".

Iran, media Teheran: "Nessun accordo su riapertura Hormuz"

Non c'e' nessun accordo tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello stretto di Hormuz, Ad assicurarlo e' stata l'agenzia iraniana Fars, citando una fonte vicina ai negoziati. "Non esiste alcun accordo riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz e le notizie pubblicate in merito sono false", ha scritto. "Fino a quando continueranno le azioni ostili degli Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarra' chiuso e il passaggio delle imbarcazioni sara' possibile soltanto attraverso la rotta annunciata e con l'autorizzazione della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc)", ha chiarito una fonte militare.

Iran, media Israele: "Ecco i termini per la riapertura di Hormuz"

I termini per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che nella notte  tra sabato e domenica sarebbero stati accettati dal ministro degli  Esteri iraniano, Abbas Araqchi, su proposta dei mediatori del Qatar e  degli Stati Uniti, prevedrebbero che le navi in entrata nel Golfo  attraverso lo Stretto di Hormuz dovranno passare dalle acque  territoriali iraniane, mentre quelle in uscita dalle acque dell'Oman. E'  quanto riporta l'emittente israeliana Canale 12, sulla base di quanto  riferito da due diplomatici a conoscenza dei dettagli dei negoziati.   La  risposta positiva di Araqchi è stata una delle ragioni per cui il  presidente Trump ha accettato di annullare l'attacco all'Iran e, secondo  quanto riferito dalle fonti diplomatiche, anche l'Oman avrebbe  accettato la proposta, pur chiedendo chiarimenti all'Iran in merito alla  possibilità che l'accordo di Araqchi rappresenti anche la posizione  delle Guardie Rivoluzionarie. Intanto, i mediatori del Qatar continuano i  colloqui con l'Iran per garantire che le Guardie Rivoluzionarie  appoggino gli accordi raggiunti.

Smotrich: "Coloni violenti solo frangia. Conquistare Gaza"

I coloni violenti sono solo una frangia minoritaria e comunque i violenti sono ovunque. A sostenerlo è stato il ministro israeliano delle Finanze, Bezalel Smotrich, in un'intervista televisiva. "La violenza dei coloni è ai margini dei margini dei margini", ha detto, "ogni società ha frange violente: Tel Aviv, New York, San Francisco". Il ministro ha poi ribadito che punta alla colonizzazione di tutta la striscia di Gaza. "Voglio che Israele la conquisti tutta e stabilisca un regime militare. Dopodichè, dovremmo ri-colonizzarla con ebrei".

Iran, media: "Intesa su rotte diverse per entrata/uscita Hormuz"

Si basa su una salomonica divisione delle rotte l'accordo su Hormuz che l'Iran avrebbe accettato e che ha contribuito a far desistere il presidente americano Donald Trump da un nuovo attacco. Lo ha riferito l'emittente israeliana Canale 12. L'intesa, sempre secondo la tv, prevede che le navi in entrata nel Golfo Persico passino per la rotta iraniana, mentre quelle in uscita passino nelle acque territoriali dell'Oman. La proposta e' stata accettata dal ministro degli Esteri, Abbas Aracgchi, ma continuano i negoziati con i mediatori del Qatar per garantire che anche i Pasdaran la sostengano, visto che e' la Marina dei Guardiani della rivoluzione a controllare lo Stretto.

Riad conferma telefonata bin Salman-Trump: "Proseguire colloqui ed evitare estensione conflitto con Teheran"

Il Principe alla corona saudita ha sottolineato, parlando con Donald  Trump, in un colloquio telefonico ieri confermato ora da Riad,  dell'importanza di colloqui e di evitare che il conflitto con l'Iran si  estenda. Mohammed bin Salman ha "sottolineato la necessità di dare la  priorità al dialogo per de escalare le tensioni e dell'importanza di  esercitare tutti gli sforzi possibili per arrivare a una tregua che apra  la strada a soluzioni diplomatiche", ha reso noto l'agenzia di stampa  saudita. Un accordo eviterebbe che la regione "venga trascinata in un  conflitto più esteso le cui ripercussioni possano avere effetti sulla  sicurezza e la stabilità regionale e internazionale". La telefonata, in  cui sempre secondo le fonti saudite il principe ha espresso il timore  che in caso di altri attacchi americani l'Iran avrebbe potuto rispondere  con raid sulle infrastrutture energetiche saudite e di altri Paesi del  Golfo, ha anticipato la dichiarazione di Trump di una sospensione degli  attacchi contro l'Iran.

Media: "9 i palestinesi uccisi nei raid israeliani a Gaza, anche tre bambini"

Sale a 9 il numeno dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani  nella Striscia di Gaza tra stanotte e l'alba. Lo riferiscono fonti degli  ospedali di Gaza ad Al Jazeera. Tra le vittime anche tre bambini. I  raid hanno colpito Gaza City, Deir el-Balah e Khan Younis, affermano le  fonti.

Media sauditi confermano: "Bin Salman ha proposto a Trump la diplomazia con l'Iran"

Il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, in una telefonata  con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha sottolineato  l'importanza del dialogo e della necessità di evitare un'ulteriore  escalation del conflitto con l'Iran. Lo riferisce l'agenzia di stampa  statale saudita Spa, che conferma precedenti indiscrezioni. Il principe  ereditario "ha sottolineato la necessità di dare priorità al dialogo per  allentare le tensioni e l'importanza di compiere ogni sforzo possibile  per raggiungere una tregua che apra la strada a soluzioni diplomatiche",  afferma Spa. Bin Salman ha detto a Trump che raggiungere un accordo  impedirebbe alla regione "di essere coinvolta in un conflitto più ampio,  le cui ripercussioni comprometterebbero la sicurezza e la stabilità  regionale e internazionale". Secondo una fonte a conoscenza della  telefonata, avvenuta prima che Trump annunciasse la sospensione degli  attacchi pianificati per consentire la definizione di un accordo di  tregua, i sauditi hanno espresso la preoccupazione che l'Iran potesse  rispondere a un attacco Usa con raid alle infrastrutture energetiche del  regno e di altri Paesi del Golfo.

Iran, ministro Difesa: "Da Usa guerra psicologica ma noi pronti"

Le fughe in avanti e le marce indietro degli Stati Uniti fanno parte di una strategia, ma l'Iran e' pronto a ogni evenienza. Ad assicurarlo e' stato il ministro della Difesa iraniano ad interim, Seyyed Majid Ibn Al-Reza. "Le recenti dichiarazioni del nemico, sebbene vengano formulate nel contesto di operazioni psicologiche e di una guerra di calcoli, dal nostro punto di vista mostrano che ogni minaccia e' reale e degna di considerazione", ha scritto su X. "Non saremo colti di sorpresa ne' rimarremo passivi; al contrario, assumiamo la minaccia come base per aumentare il nostro livello di preparazione, rafforzare la deterrenza e accrescere la nostra potenza", ha avvertito.

Media: per Teheran ogni minaccia è “reale e credibile”

Teheran considera ogni minaccia proveniente dai suoi avversari “reale e credibile”, anche quando viene formulata nell’ambito “della guerra psicologica”. Lo ha dichiarato domenica il ministro della Difesa ad interim iraniano, Majid Ibn al-Reza, secondo quanto riferito dai media statali. “Non ci faremo cogliere di sorpresa né resteremo passivi”, ha affermato, aggiungendo che l’Iran userà le minacce come base per aumentare la propria preparazione militare, rafforzare la deterrenza e potenziare le proprie capacità militari.

Iran, MbS a Trump: "Dialogo per ridurre tensioni. Serve tregua"

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha sentito al telefono il presidente americano Donald Trump e ha sottolineato la necessità di perseguire con l'Iran la via delle trattative. A riferirlo è stata l'agenzia ufficiale saudita Sp. "Sua altezza reale ha sottolineato la necessita' di far prevalere il linguaggio del dialogo per ridurre l'escalation e l'importanza di compiere tutti gli sforzi possibili per realizzare una tregua", si legge. Una pausa delle ostilità, si sottolinea, avrebbe lo scopo di "preparare la strada a soluzioni diplomatiche che conseguano risultati positivi per preservare la sicurezza e la stabilita' della regione e impedire il trascinamento verso un conflitto piu' ampio, le cui ripercussioni colpirebbero la sicurezza e la stabilita' regionali e internazionali".

Petrolio, verso nuovo aumento produzione Opec+

L'Arabia Saudita, la Russia e altri cinque membri dell'Opec+ dovrebbero aumentare le proprie quote di produzione petrolifera a partire da settembre, mentre la guerra in Medio Oriente continua a gettare un'ombra di incertezza sulle forniture energetiche globali. Nella riunione di oggi, l'Organizzazione aumentera' probabilmente la produzione di 188.000 barili al giorno, dopo diversi mesi di aumenti simili. Tra la fine del 2022 e il 2023, l'Opec+ ha manifestato preoccupazione per il calo dei prezzi del petrolio e ha concordato di tagliare la produzione in tre fasi distinte, riducendo la produzione totale di quasi sei milioni di barili al giorno. Ma Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria, Oman ed Emirati Arabi Uniti prima della loro uscita dal gruppo il 1 maggio scorso hanno poi cambiato strategia, aumentando gradualmente la produzione a partire dal 2025. Un rialzo a settembre completerebbe la revoca del secondo dei tre pacchetti di tagli alla produzione introdotti dall'Opec+.

Dahlan (Al Fatah): "Usa garante per fine raid israeliani su Gaza"

''A seguito dell'accordo raggiunto da Hamas e dalle altre fazioni  palestinesi sulla roadmap in quindici punti, il successo dell'accordo  dipende ora dal pieno impegno di Israele a porre fine ai suoi attacchi  quotidiani a Gaza''. Lo scrive su X Mohammed Dahlan, leader del  movimento riformista di al-Fatah, in esilio negli Emirati Arabi Uniti,  che ha avuto un ruolo determinante nei negoziati in Egitto per  l'implementazione della seconda fase del piano Trump per Gaza. ''Jared  Kushner ci ha informato che sta collaborando con la parte israeliana per  fermare gli attacchi su Gaza'', ha aggiunto Dahlan, sottolineando che  ''continuano i nostri intensi contatti con la parte americana per  garantire la fedele e completa attuazione dell'accordo''. ''Esortiamo  inoltre tutte le fazioni palestinesi a impegnarsi pienamente  nell'accordo, a cessare tutte le azioni armate e qualsiasi azione che  possa fornire a Israele un pretesto per minare l'accordo, e a prepararsi  per una fase ricca di sfide. Siamo fiduciosi nella capacità del nostro  popolo di superarle, ricostruire Gaza, proteggere la Cisgiordania e  proseguire il cammino verso la libertà, l'indipendenza e la creazione  del nostro Stato palestinese indipendente'', conclude Dahlan.

Iran, Teheran: "Usa annullano attacco per mancanza di mezzi"

Per l'Iran, se Donald Trump ha annunciato la marcia indietro su una nuova offensiva e' solo perche' non ha piu' mezzi sufficienti. "Dopo aver lanciato minacce per tre volte, alla fine avete deciso di annullare il vostro attacco! Sia noi sia voi sappiamo perfettamente che il motivo" e' "l'esaurimento dei vostri sistemi di difesa aerea e delle vostre attrezzature operative nella regione", ha scritto su X Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale del comando unificato Khatam al-Anbiya. "Non avreste dovuto mettervi contro di noi", ha aggiunto.

Iran, media: "Stop Trump dopo ok Araghchi a proposta Hormuz"

Il presidente americano, Donald Trump, ha fermato i previsti bombardamenti dopo che l'Iran ha accettato una proposta per la riapertura dello stretto di Hormuz, A riferirlo e' stata l'emittente israeliana N12. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accettato il compromesso formulato dai mediatori qatarioti e dagli Usa, ha spiegato citando due diplomatici. Anche per questo, si assicura, Trump ha deciso di cancellare la nuova offensiva.

Araghchi: "L'Iran è pronto a salvaguardare la propria sicurezza e sovranità"

L'Iran è pienamente pronto a salvaguardare la propria sovranità,  integrità territoriale e sicurezza nazionale. Lo ha affermato il  ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, in una conversazione  telefonica con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. "Qualsiasi  azione ostile da parte degli Stati Uniti e di Israele, o la complicità  di Paesi della regione, incontrerà una risposta proporzionata da parte  dell'Iran, e la responsabilità di tutte le conseguenze ricadrà sui  responsabili", ha sottolineato, secondo quanto riportato da Mehr. Anche  Farhan ha chiesto una de-escalation della tensione. Il presidente Donald  Trump ha dichiarato ieri sera che, in base alla richiesta di Teheran e  di altri Paesi mediorientali, sospenderà nuovi attacchi contro l'Iran, a  condizione che si raggiunga rapidamente un accordo per porre fine alla  guerra.

Iran, fonti militari Teheran smentiscono Trump: "Nostre forze in massimo stato prontezza, nuovi combattimenti sarebbero decisivi"

Fonti militari iraniane citate dai media di Stato respingono come  "falsità" l'esternazione di ieri sera di Donald Trump secondo cui aveva  ordinato uno stop agli attacchi dopo che gli alleati nella regione  avevano definito i parametri di un accordo per porre fine alla guerra,  un accordo che avrebbe incluso "l'immediata, totale e completa apertura  dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana". Il  Presidente americano, sostengono le fonti, cerca di esercitare pressioni  sui leader dei Paesi del Golfo. Le forze iraniane sono al massimo  livello di prontezza. Se i combattimenti dovessero riprendere, saranno  "decisivi" e dimostreranno chi ha il vero potere. Ieri Trump ha parlato  al telefono con il principe alla corona saudita, Mohammed bin Salman che  avrebbe espresso la preoccupazione per l'escalation del conflitto con  l'Iran.

Giallo su annuncio Dahlan stop raid Israele a Gaza

Il dirigente palestinese Mohammad Dahlan, da anni in esilio, ha comunicato nella notte su X di aver saputo che Israele avrebbe interrotto i raid su Gaza, salvo poi modificare il post per rettificare l'informazione. L'annuncio e la marcia indietro hanno scatenato non poca curiosita', poiche' Dahlan aveva citato come sua fonte Jared Kushner, il principale consigliere nonche' genero del presidente americano Donald Trump. "Kushner ci ha confermato di essere d'accordo con la parte israeliana che fermera' gli attacchi a Gaza a partire da domani mattina", aveva scritto Dahlan. Poche righe che hanno fatto rapidamente fatto notizia, visto che Dahlan di rado si espone pubblicamente e Israele comunque non aveva fatto trapelare nulla su una possibile tregua. Meno di due ore dopo, riferiscono i media israeliani, il post e' stato corretto. "Dopo che Hamas e le altre fazioni palestinesi hanno approvato la tabella di marcia in 15 punti, il successo dell'accordo dipende ora dal pieno impegno di Israele a porre fine ai suoi attacchi quotidiani a Gaza. Abbiamo informato Jared Kushner, il quale ci ha comunicato che sta lavorando con la parte israeliana per fermare gli attacchi contro Gaza", si legge nella nuova versione. Dirigente di spicco di Fatah, Yasser Arafat volle Dahlan come capo delle forze di sicurezza preventiva di Gaza dopo gli accordi di Oslo del 1993. Alla morte dello storico leader, Dahlan e' entrato progressivamente in conflitto con il nuovo presidente palestinese Mahmoud Abbas tanto da essere espulso da Fatah con accuse di corruzione. Da allora vive negli Emirati Arabi Uniti dove continua a tessere la tela dei suoi rapporti con gli Stati Uniti e con le fazioni di Gaza oppositrici, come lui, di Hamas. E sono in molti a vederlo come candidato forte alla successione di Abbas.

Idf: "Ucciso in un raid a Gaza il leader di una cellula di Hamas"

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso Salem Jamal Abd  al-Rahman Abu Labad, comandante di una cellula delle forze speciali  Nukhba di Hamas, in un raid lanciato ieri nel sud della Striscia di  Gaza. Lo scrivono Times of Israel e Al Jazeera. Secondo le autorità, Abu  Labad avrebbe partecipato all'attacco dell'ottobre 2023 contro Nir Oz,  un kibbutz nel sud di Israele. In un altro attacco, avvenuto venerdì  nella parte centrale di Gaza, l'esercito ha inoltre affermato di aver  ucciso Muhammad Abd al-Nasser Muhammad Khatib, comandante del  Battaglione Maghazi di Hamas. L'Idf giustifica i raid, avvenuti durante  il cessate il fuoco, affermando che entrambi i terroristi stavano  portando avanti attacchi contro le truppe. "I terroristi sono stati  eliminati con precisi raid aerei per neutralizzare la minaccia",  aggiunge l'esercito.

Trump: "Concordati i termini generali di un accordo"

"Gli Stati Uniti sono pronti all'azione contro la Repubblica Islamica dell'Iran, con livelli di terrore militare, forza e potenza che non si vedevano dalla Seconda Guerra Mondiale. Ciononostante, l'Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco, poiche' sono stati concordati i termini generali di un accordo. Ciò comporterebbe l'apertura immediata, completa e totale dello stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana. Sulla base di questa richiesta, ho acconsentito, per il bene futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un'Iran prospero e di successo, a annullare l'attacco, a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti quanti, e portate a termine la questione". Lo scrive su Truth il presidente Usa Donald Trump.

Raid israeliani su Gaza nella notte, almeno otto morti

Otto persone sono rimaste uccise in seguito a raid israeliani condotti su diversi edifici residenziali a Gaza. Lo affermano le autorità locali, nonostante Hamas abbia detto di aver sottoscritto l'accordo per l'ultimo step per la fine della guerra. Una coppia è morta in un appartamento centrato dai colpi sparati da un elicottero, ha spiegato il portavoce della difesa civile. Un anziano e un giovane, invece, sono stati uccisi in un altro attacco a ovest di Gaza City, mentre altre tre persone - compreso un bimbo - sono stati colpiti da un attacco a nordovest di Khan Younis.

Axios: "Mbs ha espresso a Trump le sue preoccupazioni su un nuovo raid in Iran"

Il principe alla corona saudita, Mohammed bin Salman, ha sentito telefonicamente Donald Trump e gli ah espresso i suoi timori sui nuovi massicci attacchi all'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Mbs avrebbe chiesto chiarimenti sul raid. Un'altra fonte ha riferito che il principe alla corona da esortato Trump a una de-escalation e non lanciare l'attacco. 

Colloqui del Qatar con l'Iran, l'Oman e gli Usa su Hormuz

I mediatori del Qatar hanno avuto colloqui separati con il ministro degli esteri dell'Iran Abbas Araghchi, funzionari dell'Oman e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel tentativo di trovare un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali nelle trattative sono stati compiuti dei progressi ma non è chiaro se siano sufficienti a disinnescare la crisi. 

Trump: "Ritiro l'attacco sull'Iran su richiesta di Teheran e altri Paesi"

Il presidente americano Donald Trump ha detto di aver "accettato di ritirare l'attacco" sull'Iran su richiesta di Teheran "e di altri Paesi del Medio Oriente" a patto che si arrivi "ad un rapido accordo" sulla "totale apertura dello Stretto di Hormuz e sulla fine della minaccia nucleare da parte dell'Iran". "Gli Stati Uniti - scrive Trump su Truth - sono pronti a intervenire contro la Repubblica Islamica dell'Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto dall'Iran e da altri Paesi del Medio Oriente di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiungo. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell'Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l'attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l'operazione".

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