Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24
OK AL DECRETO UCRAINA
- Mercoledì 25 febbraio l'Aula del Senato ha confermato la fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina, approvando il testo per la conversione definitiva in legge. L’Italia prosegue dunque nel suo sostegno anche militare a Kiev. Ma quanto ha speso Roma in questi anni di guerra? Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.
COSA PREVEDE IL DECRETO
- A Palazzo Madama hanno votato a favore 106 senatori, 57 i contrari e due astenuti. Hanno votato “no" tutte le opposizioni (Pd, M5s, Avs, Italia viva e Azione). Viene prorogata fino al 31 dicembre 2026 l'autorizzazione a cedere alle autorità ucraine mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, "con priorità per quelli logistici, sanitari a uso civile" e di protezione dagli attacchi aerei e missilistici.
QUANTO HA DATO L’ITALIA FINO A QUESTO MOMENTO
- La cifra totale finora stanziata dall’Italia per gli aiuti militari all’Ucraina l’aveva confermata qualche mese fa il generale Luciano Portolano, capo di Stato maggiore della Difesa. Si tratta di 3 miliardi di euro per armi e mezzi.
IMPATTO MODESTO SULLE CASSE DELLO STATO
- La cifra è relativamente piccola nel bilancio statale. Nei quattro anni di guerra si tratta di 800 milioni all’anno. Il valore sul Pil è dello 0,03%.
CHI HA SPESO DI PIÙ
- Mettendo le cifre in prospettiva in un confronto con i principali altri Paesi Nato, l’Italia ha speso 50 euro pro-capite dal 2022 a oggi. La Germania è lo Stato che si è impegnato di più nell'aiuto militare all’Ucraina (230 euro pro capite).
L’ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI
- Il decreto disciplina anche il rinnovo dei permessi di soggiorno concessi per protezione speciale ai cittadini ucraini, fino al 4 marzo 2027. Anche sul tema dell'accoglienza dei rifugiati, tra i big è la Germania il Paese che si segnala per il maggior impegno (escludendo i Paesi dell’Est più vicini a Kiev, come la Polonia).