Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran e turismo, rimborsi garantiti per cancellazioni e pacchetti viaggi annullabili

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Assoviaggi Confesercenti ricorda che l'escalation del conflitto in Medio Oriente rientra tra le "circostanze inevitabili e straordinarie" previste dal Codice del Turismo e consente ai viaggiatori di recedere dal contratto di pacchetto turistico senza il pagamento di penali, con diritto al rimborso integrale delle somme versate.

Quello che devi sapere

Cosa dice il Codice del Turismo

Assoviaggi richiama l'attenzione sull'attuale scenario determinato dall'escalation militare e dalle conseguenti chiusure degli spazi aerei e sospensioni dei collegamenti. In base all'articolo 41 del Codice del Turismo (d.lgs. 79/2011), il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto di pacchetto turistico senza il pagamento di penali quando, prima della partenza, sopravvengano circostanze inevitabili e straordinarie nel luogo di destinazione o nelle sue immediate vicinanze, tali da incidere in modo sostanziale sull'esecuzione del viaggio o sul trasporto verso la destinazione.

 

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La situazione attuale rientra nella casistica

La giurisprudenza e la prassi amministrativa hanno chiarito che guerre, conflitti armati, escalation militari, chiusura degli spazi aerei, stati di emergenza dichiarati dalle autorità e avvisi ufficiali di sconsiglio ai viaggi emanati dalla Farnesina costituiscono cause oggettive di impossibilità o grave rischio. In questi casi il viaggiatore ha diritto al rimborso integrale delle somme versate, senza risarcimento aggiuntivo ma senza alcuna penalità.

 

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Indicazioni della Farnesina per i viaggiatori

Il sito internet della Farnesina pubblica costantemente alert relativi alle aree direttamente coinvolte dal conflitto e invita i connazionali già presenti a limitare gli spostamenti, a seguire le indicazioni delle autorità locali sull'app "Viaggiare Sicuri" e a registrarsi sul portale "Dove Siamo nel Mondo”.

 

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Diritti dei passeggeri nel trasporto aereo

Sul fronte del trasporto aereo, la crisi impatta sull'applicazione del Regolamento (CE) n. 261/2004, che disciplina i diritti dei passeggeri in caso di cancellazione del volo, ritardo prolungato o negato imbarco. In presenza di circostanze eccezionali, come conflitti armati, chiusura degli spazi aerei o gravi rischi per la sicurezza, non è dovuta la compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro. Restano però pienamente operativi il diritto al rimborso del biglietto o alla riprotezione su volo alternativo e l'assistenza al passeggero.

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Il ruolo del codice del turismo nell’emergenza

"In situazioni come quella attuale - dichiara Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi - la tutela della sicurezza dei viaggiatori è fondamentale. Il Codice del turismo non deve servire a creare conflitti tra operatori del turismo e viaggiatori, ma a governare l'emergenza. Le norme esistono e sono chiare: tutelano i viaggiatori senza criminalizzare le imprese, riconoscendo che guerre e crisi geopolitiche sono eventi eccezionali”.

Responsabilità condivise per ridurre i disagi

"Ognuno deve fare la propria parte per tentare di ridurre i disagi e contenere l'impatto economico sul turismo", conclude Rebecchi. "Gli operatori turistici hanno il compito di informare tempestivamente i clienti e di verificare le condizioni contrattuali sugli annullamenti e le riprotezioni, attenendosi alle indicazioni della Farnesina. Alle imprese del trasporto aereo e agli operatori del turismo spetta il compito di una pianificazione prudenziale, accompagnata da una comunicazione chiara con i viaggiatori e gli operatori del turismo organizzato. Anche i viaggiatori devono fare la propria parte, controllando lo stato dei voli esclusivamente sui canali ufficiali delle compagnie e consultando regolarmente il sito di Viaggiare sicuri, oltre a comprendere che tutti gli operatori del settore stanno affrontando una grave situazione emergenziale e straordinaria”.

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Assoviaggi: anche turismo sotto attacco

Il nuovo conflitto in Iran ha causato, lo scorso weekend, la più grande interruzione del trasporto aereo degli ultimi anni, mettendo sotto attacco anche il turismo organizzato. Che, oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere migliaia di prenotazioni tra pacchetti e servizi, con milioni di euro di mancati introiti. Nei prossimi giorni sarà più chiaro se si andrà verso una mediazione o un'ulteriore intensificazione del conflitto, ma in ogni caso le scelte di viaggio degli italiani verso l'area sono destinate a rallentare. 

 

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