Prezzi in aumento per la guerra in Iran: i rincari colpiscono gas, benzina e diesel
EconomiaIntroduzione
Si impennano i prezzi di benzina e gasolio alla pompa, mentre proseguono i rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Continua in generale a preoccupare il blocco dello Stretto di Hormuz che interrompe la rotta commerciale delle navi di gas e di greggio, e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia: "Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere" (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE SUL CONFLITTO).
Quello che devi sapere
I prezzi dei carburanti
Staffetta Quotidiana segnala che mentre il Brent ha chiuso martedì sopra gli 80 dollari e la quotazione del gasolio ha sfondato quota mille dollari la tonnellata (in euro siamo al massimo da ottobre 2023), i prezzi dei carburanti alla pompa iniziano ad adeguarsi. Queste le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati da Staffetta, rilevati alle 8 di martedì mattina su circa 20mila impianti (dati disponibili più recenti):
- Benzina self service a 1,693 euro al litro (+19 millesimi, compagnie 1,702, pompe bianche 1,676)
- Diesel self service a 1,753 euro al litro (+25, compagnie 1,765, pompe bianche 1,731)
- Benzina servito a 1,830 euro al litro (+17, compagnie 1,876, pompe bianche 1,745)
- Diesel servito a 1,888 euro al litro (+23, compagnie 1,935, pompe bianche 1,799)
- Gpl servito a 0,691 euro/ al litro (+1, compagnie 0,701, pompe bianche 0,680)
- Metano servito a 1,404 euro al kg (+1, compagnie 1,415, pompe bianche 1,396)
- Gnl 1,227 euro al kg (-4, compagnie 1,236 euro al kg, pompe bianche 1,221 euro al kg).
Questi invece sono i prezzi rilevati sulle autostrade:
- Benzina self service 1,787 euro al litro (servito 2,047)
- Gasolio self service 1,845 euro al litro (servito 2,102)
- Gpl 0,829 euro al litro
- Metano 1,462 euro al kg
- Gnl 1,296 euro al kg.
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Il gas e il petrolio
Il gas ieri ha registrato un altro rally, anche a causa della chiusura in Qatar del maggior impianto di gas naturale liquefatto al mondo. Ad Amsterdam il Ttf, il contratto che fa da riferimento per il gas europeo, ha fatto un balzo di quasi il 22% a 54,3 euro al megawattora. Sommato all'aumento del giorno precedente l'impennata è del 53%, anche se le quotazioni sono lontane dal record di oltre 320 euro toccato ad agosto 2022 nel pieno della crisi energetica provocata quattro anni fa dall'invasione russa in Ucraina. Non si arresta neanche la corsa del greggio. Il Wti scambiato a New York e l'Ice Brent trattato a Londra hanno segnato martedì rialzi fino all'8% per poi limare i guadagni al 5%: il primo oltre i 75 dollari, il secondo sopra soglia 82 dopo aver raggiunto 85 dollari al barile, massimi da luglio 2024.
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Scorte di gas, per l’Italia "non ci sono problemi nel breve periodo"
Sul fronte politico italiano, l'attenzione del governo è "massima", ma per ora non filtra preoccupazione per i risvolti del conflitto sulla sicurezza energetica del nostro Paese. E se la crisi dovesse risolversi nell'arco di un mese potrebbero non essere necessari particolari interventi, anche se si stanno valutando "possibili azioni di mitigazione". È questa la linea emersa dalle riunioni di governo convocate ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Alla prima, oltre a Meloni e Tajani, hanno partecipato i ministri Guido Crosetto (Difesa), Gilberto Pichetto (Ambiente e sicurezza energetica) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Poi il vertice si è allargato a Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi, amministratori delegati di Eni e Snam, colossi pubblici dell'energia, con cui è stata fatta "un'analisi dell'impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell'energia e sull'economia". Sul fronte del gas "non ci sono problemi nel breve periodo", nota una fonte di governo, perché le scorte obbligatorie di opportunità sono "corpose": gli stoccaggi a novembre sfioravano il 95%, secondo i dati di Snam. E il Gnl - per cui il Qatar ha bloccato la produzione nel principale impianto mondiale - per l'Italia vale solo un terzo delle importazioni.
Ue: "Forniture europee di Gnl per quasi il 70% da Usa e Norvegia"
E anche secondo quanto trapela a Bruxelles, il focus principale dell'esecutivo comunitario rispetto alla situazione in Medio Oriente non è tanto sulle forniture quanto sul possibile impatto sui prezzi. Infatti, stando ai dati della Commissione europea a fine gennaio, l’Ue dipende per quasi il 70% nelle forniture di gas naturale liquefatto (Gnl) da Stati Uniti e Norvegia. Dal Qatar è invece arrivato il 4% delle forniture (8% in tutto il 2025), dalla Nigeria il 5% (invariato dal 2025), mentre il Gnl russo pesa al momento per il 17% (2 miliardi di metri cubi di gas), dopo il 13% dell'intero 2025.
Lo Stretto di Hormuz
E rimane centrale la situazione nello Stretto di Hormuz, con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) che ha detto di averne il "controllo totale". Una risposta alle parole di Trump, che martedì ha annunciato che "se sarà necessario gli Stati Uniti scorteranno tutte le petroliere nello stretto di Hormuz". In un post su Truth il presidente Usa ha ordinato, "con effetto immediato, allo United States Development Finance Corporation di fornire, a un prezzo molto ragionevole, un'assicurazione contro i rischi politici e garanzie per la sicurezza finanziaria di tutto il commercio marittimo in particolare energetico, che attraversa il Golfo". "Questo sarà disponibile per tutte le compagnie di navigazione", ha aggiunto Trump. "Se necessario, la Marina degli Stati Uniti inizierà a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz il prima possibile. In ogni caso, gli Stati Uniti garantiranno il libero flusso di energia nel mondo. La potenza economica e militare degli Stati Uniti è la più grande sulla terra, ulteriori azioni saranno intraprese in futuro", ha concluso il tycoon.
Le stime delle associazioni sugli aumenti
Guardando infine alle ricadute economiche sulle tasche degli italiani, secondo il Codacons una famiglia con due figli in un anno potrebbe spendere 93 euro in più per cibo e bevande, 160 o 165 euro in più per i carburanti (a seconda se ha un'auto a benzina o diesel), dai 210 ai 380 euro in più per luce e gas, 180 euro in più per i trasporti. In tutto, da 614 a 818 euro in più all'anno. Facile.it invece calcola 121 euro in più all'anno per le bollette del gas e 45 euro per quelle dell'elettricità, 166 euro in tutto. L'Unione nazionale consumatori osserva che il Pun, il prezzo unico nazionale dell'energia elettrica, da sabato a martedì è aumentato del 54,85%, da 107,03 euro al megawattora a 165,74, e secondo il presidente Marco Vignola "il rischio che le bollette esplodano è concreto". Infine il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, stima "un aumento del 15% sulle bollette del gas dal primo aprile, e un aumento dell'8-10% sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre. Le bollette del gas potrebbero poi stabilizzarsi nei mesi successivi su di un aumento del 5-10%, mentre quelle dell'elettricità nel terzo trimestre dell'anno potrebbero stabilizzarsi su un +5%".
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