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Qatar, produzione di GNL interrotta nel più grande impianto del mondo

Mondo

QatarEnergy ha interrotto la produzione di gas naturale liquefatto dopo che due droni iraniani hanno colpito gli impianti nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. Nessuna vittima, ma lo stop riguarda il più grande hub mondiale del Gnl. L’Arabia Saudita avverte: se Teheran colpirà Aramco, Riad prenderà di mira le infrastrutture petrolifere iraniane

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Il colosso energetico statale QatarEnergy ha annunciato di aver cessato la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) e prodotti associati a seguito degli attacchi iraniani contro i suoi impianti operativi nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed, nello Stato del Qatar. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa di Doha, due droni hanno colpito le strutture energetiche nelle aree industriali senza causare vittime. Tuttavia, l’impatto sull’operatività è stato immediato: "A causa degli attacchi militari agli impianti operativi di QatarEnergy nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed, QatarEnergy ha cessato la produzione di Gnl e prodotti associati", si legge in una nota ufficiale della società.

Stop al più grande hub mondiale del Gnl

L’interruzione riguarda uno dei principali poli energetici globali. Ras Laffan è considerato il più grande centro al mondo per la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto. Il blocco temporaneo delle attività rischia di avere ripercussioni significative sui mercati energetici internazionali, in un contesto già segnato dall’escalation militare tra Iran, Israele e Stati Uniti. Il Qatar è tra i primi esportatori mondiali di Gnl e svolge un ruolo chiave nell’approvvigionamento energetico di Europa e Asia. Un prolungamento dello stop potrebbe incidere sui prezzi globali del gas e sulla stabilità delle forniture.

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L’avvertimento saudita

Sul fronte regionale, cresce la tensione anche con l’Arabia Saudita. Una fonte vicina al governo saudita ha dichiarato all’Afp che un attacco concertato dell’Iran contro le infrastrutture petrolifere del Regno potrebbe innescare una risposta militare. Riad prenderebbe di mira "gli impianti petroliferi iraniani se l’Iran lanciasse un attacco concertato contro Saudi Aramco", ha affermato la fonte, riferendosi al gigante petrolifero statale saudita. L’eventuale coinvolgimento diretto dell’Arabia Saudita amplierebbe ulteriormente il conflitto, con il rischio di colpire le principali arterie energetiche del Golfo e aggravare l’incertezza sui mercati internazionali.

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