Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, perché gli Usa non attaccano l’Isola di Kharg. Quali sono i possibili scenari

Mondo
©Getty

Introduzione

C’è un’isola, nel Golfo Persico, che rappresenta uno snodo strategico cruciale per l’Iran e per ciò che potrebbe essere l’esito della guerra mossa da Stati Uniti e Israele a Teheran (IL LIVEBLOG). L’Isola di Kharg ha una superficie di poco superiore ai 22 chilometri quadrati e mezzo, si trova a 25 chilometri dalla costa iraniana e a 483 dallo Stretto di Hormuz. Ed è il luogo da cui arriva il 90% del greggio iraniano. Secondo indiscrezioni, sulla scrivania del presidente statunitense Donald Trump ci sarebbe da tempo l’opzione dell’attacco, un’opzione già valutata in passato dagli Stati Uniti nel corso della loro storia di tensione con il regime degli ayatollah, ma al momento Kharg rimane fuori dal conflitto.

Quello che devi sapere

Perché Kharg è così importante

La ragione per cui Kharg è così importante, come già detto, è la sua centralità nella produzione di greggio, una buona parte del quale diretto verso la Cina. La ragione è da cercarsi nella scarsa profondità delle acque del Golfo, che rende Kharg un territorio molto favorevole per il lavoro d’estrazione svolto dalle super petroliere. 

Perché Kharg non è ancora stata attaccata?

Sebbene Axios abbia scritto che l’ipotesi della presa di Kharg è sul tavolo delle discussioni, l’isola è rimasta finora fuori dal conflitto per diverse ragioni. Secondo diversi analisti, Usa e Israele vorrebbero aspettare il momento opportuno per giocarsi una carta così pesante. Ma non mancano nemmeno i rischi che sarebbero collegati a questo tipo di operazione che comporterebbe perdite militari importanti per gli Stati Uniti in un contesto in cui la popolazione e la base elettorale di Trump non sembrano particolarmente favorevoli a un intervento diretto di soldati americani sul terreno. Un’opzione che il presidente americano continua a escludere pur senza scartarla mai in via definitiva. 

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Il rischio della risposta iraniana

Un eventuale attacco a Kharg non rimarrebbe poi senza conseguenze da parte iraniana. Il regime di Teheran sarebbe infatti in grado di colpire duramente gli impianti petroliferi dei Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti, rendendo ancora più pesante una situazione già grave, col prezzo del greggio che si è impennato dall’inizio del conflitto. Secondo il think tank Usa Center for Strategic and International Studies, un blocco o la presa dell’isola potrebbe portare una riduzione di 1,6 milioni di barili al giorno per le esportazioni di greggio dall’Iran, contribuendo a un’ulteriore crescita del prezzo del petrolio pari ad almeno 10-12 dollari al barile. Se poi le infrastrutture di carico o i serbatoi di stoccaggio presenti a Kharg dovessero essere distrutti, il prezzo del greggio potrebbe arrivare a superare i 100 dollari al barile.  

Le operazioni sull'isola proseguono

Al momento le operazioni di carico del petrolio a Kharg non si sono fermate, anzi, si intensificano. Le immagini satellitari europee del programma Copernicus – citate da BfmTv – confermano la presenza di petroliere ormeggiate nel porto e diverse navi legate all’Iran continuano a muoversi nel Golfo nonostante la pesante riduzione del traffico marittimo nello stretto di Hormuz. La produzione di greggio nell’isola è stata aumentata negli ultimi giorni, forse anche per anticipare le ripercussioni che un eventuale attacco avrebbe per il sostentamento del regime.

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Quando Carter rinunciò all’attacco

L’ipotesi di un attacco a Kharg non è affatto nuova. Già nel 1979 una bozza di intervento fu presentata al presidente Jimmy Carter nel corso di una riunione alla Casa Bianca. Carter però decise di non affondare il colpo per via delle tante incognite. La pressione esercitata attraverso il petrolio non è comunque una novità per gli Stati Uniti, che anche per il Venezuela avevano vagliato l’ipotesi di prendere il controllo di alcuni impianti petroliferi venezuelani prima del riuscito blitz della Delta Force per la cattura di Nicolás Maduro.

Il precedente nella guerra Iran-Iraq

Se gli americani non hanno mai attaccato Kharg, c’è comunque chi lo ha fatto: Saddam Hussein bombardò l’isola nel corso del quasi decennale conflitto tra Iran e Iraq sviluppatosi tra il 1980 e il 1988. Anche Israele, che nelle scorse ore ha colpito diversi impianti petroliferi a Teheran provocando vasti incendi e il rischio di pericolose piogge acide sulla capitale, ha valutato l’ipotesi dell’attacco a Kharg due anni fa.

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