Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
Arrow-link
Arrow-link

Guerra Iran, Hegseth: "Avanti fino a sconfitta Teheran". Nave guerra Uk verso Cipro

©Getty

Larijani minaccia gli Usa: "Attenti a non essere eliminati voi". Trump: "Potrei essere disposto a parlare con Teheran" e su Hormuz dice: "Se fermasse il flusso di petrolio nello Stretto" l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "20 volte più forte" di quanto fatto finora. La Turchia schiera i Patriot e annuncia che "siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati". Allarme missilistico a Dubai e in Bahrein. Colpita la base aerea Usa di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno

in evidenza

Nuovi raid iraniani sugli Emirati. La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. 

Se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora, ha scritto Trump su Truth. Il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano Ali Larijiani ha respinto al mittente le minacce del presidente americano. "Fate attenzione a non essere eliminati voi", ha ammonito. Intanto, Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l'Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei: "Non credo che possa vivere in pace".

Sirene di allarme missilistico a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni, il Kuwait ne ha neutralizzati sei. Colpita la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno. L'ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un rifugio se non intendono lasciare il Libano. L'Idf annuncia attacchi imminenti su Tiro e Sidone: nel mirino le infrastrutture militari di Hezbollah. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa: “La libertà degli iraniani non si ottiene con le bombe”.

Telefonata di un'ora tra il presidente americano e quello russo, definita "costruttiva e aperta". Il petrolio torna sotto i 100 dollari a barile, in ripresa le borse statunitensi e asiatiche. Domani comunicazioni Meloni alle 16 alla Camera. 

Approfondimenti:

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Questo liveblog termina qui:

continua a seguire gli aggiornamenti sul nuovo live dell'11 marzo

La guerra in Iran spacca il mondo media dei Maga

La guerra in Iran spacca il mondo dei media Maga. A schierarsi contro l'operazione sono Tucker Carlson e Megyn Kelly, due ex volti noti di Fox. Durante i loro programmi hanno criticato duramente la campagna iraniana, spingendosi a dire che è un errore di cui Donald Trump pagherà le conseguenze. Carlson, secondo indiscrezioni, avrebbe cercato di fare pressione sul presidente privatamente affinché non si lanciasse nella guerra, ma senza successo. A criticare duramente Carlson è stato invece il senatore repubblicano Ted Cruz, secondo il quale l'ex volto di Fox ha ormai dichiarato guerra alla politica estera del presidente criticandone ogni decisione. Il popolare podcaster Joe Rogan, che ha appoggiato Trump nel 2024 ma non gli ha poi risparmiato critiche, non ha usato mezzi termini: "molti si sentono traditi" nel movimento maga e questo perché Trump "ha corso come il presidente che dice basta alle guerra senza senso, e ora ci ritroviamo in una e non sappiamo neanche perché. Per me questo non ha senso a meno che non stiamo agendo nell'interesse di altri, e in particolare di Israele". Su Fox, il network conservatore preferito da Trump, Sean Hannity e Brian Kilmeade sostengono invece la guerra

Idf annuncia una nuova ondata di attacchi sul sud di Beirut

L'Idf ha riferito di aver lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. "Parallelamente agli attacchi in Iran, le Idf hanno avviato un'ondata di attacchi a Beirut. Poco fa, le Idf hanno avviato attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Dahieh, Beirut", ha dichiarato l'esercito sul suo account Telegram ufficiale.

Altri due membri della nazionale femminile iraniana chiedono asilo in Australia

Altri due membri della nazionale di calcio femminile iraniana hanno chiesto asilo in Australia dopo essere state etichettate come "traditrici" nel loro Paese per non aver cantato l'inno nazionale iraniano prima di una partita. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni australiano Tony Burke. Una giocatrice e un membro dello staff hanno presentato domanda di asilo prima della partenza della squadra da Sydney martedì sera, ha affermato Burke. Altre cinque atlete lo avevano già fatto. 

Per ricevere le notizie di Sky TG24:

Pasdaran, prese di mira le basi Usa in Bahrein e nel Kurdistan iracheno

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver preso di mira le basi statunitensi in Bahrein e nel Kurdistan iracheno con un nuovo attacco missilistico. Lo riportano i media iraniani. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim, le Guardie hanno affermato che "una massa" di missili balistici è stata lanciata contro la base della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein e contro altre tre strutture nella regione curda dell'Iraq.

Eliseo, "domani riunione dei leader del G7 sulla guerra in Medio Oriente"

Il presidente francese Emmanuel Macron terrà mercoledì alle 15 una riunione dei capi di Stato e di governo del G7 per discutere delle "conseguenze economiche" della guerra in Iran, tra cui la "situazione energetica" e le "misure per mitigarla". Lo ha annunciato in serata l'Eliseo. "Questa sarà la prima discussione su questo tema tra i membri del G7. Il coordinamento economico è una questione chiave per una risposta efficace e utile alla situazione", ha aggiunto l'Eliseo, mentre la Francia detiene la presidenza del G7 quest'anno.

Sondaggio YouTrend, 56% italiani contrario all'attacco di Usa e Israele contro l'Iran

La maggioranza dei cittadini del nostro Paese si dichiara in disaccordo con l’intervento militare iniziato lo scorso 28 febbraio contro Teheran. Le due principali fonti di preoccupazione sono l’inizio di un conflitto più ampio, con il coinvolgimento di altri Paesi (38%), e le conseguenze economiche legate all’aumento dei prezzi del petrolio e del carburante (37%). E, in questa situazione, quasi la metà degli italiani (48%) ritiene che il governo italiano dovrebbe mantenere una posizione di neutralità e mediazione.

Sondaggio, 56% italiani contrario all'attacco di Usa e Israele in Iran

Sondaggio, 56% italiani contrario all'attacco di Usa e Israele in Iran

Vai al contenuto

Idf: "Lanciata vasta ondata di attacchi contro Teheran"

Un portavoce dell'Idf, ha annunciato che l'aeronautica militare ha lanciato una vasta ondata di attacchi contro Teheran, sottolineando che gli obiettivi dei raid attacchi sono "le infrastrutture del regime terroristico iraniano". Lo riportano i media israeliani. 

Il racconto dell’attacco Usa-Israele all’Iran minuto per minuto: cos’è successo

Il 28 febbraio, dopo settimane di tensione, è scoppiato un nuovo conflitto che vede Stati Uniti e Israele contrapposti all’Iran. Ecco la cronistoria degli eventi più importanti della guerra finora.

Il racconto dell’attacco Usa-Israele all’Iran minuto per minuto

Il racconto dell’attacco Usa-Israele all’Iran minuto per minuto

Vai al contenuto

Lagarde: "Faremo tutto il necessario per mantenere l'inflazione sotto controllo"

"Faremo tutto il necessario per mantenere l'inflazione sotto controllo". Ad affermarlo è il presidente della Bce, Christine Lagarde in un'intervista alla tv francese 'France 2'.  Per Lagarde "non penso affatto che siamo in una situazione di stagflazione. La stagflazione era avvenuta durante gli anni '70. Oggi tutti i banchieri centrali sanno benissimo che non si può fare aumentare l'inflazione senza controllo. Una situazione di stagflazione succede quando le misure prese dai banchieri centrali sono sbagliate. Prenderemo le misure necessarie per mantenere l'inflazione sotto controllo". 

Lagarde: "Shock economico da guerra Iran diverso da quello del 2022"

La situazione economica creata dallo shock inflazionistico legato alla guerra in Iran "è molto diversa" e "molto più sotto controllo" rispetto a quanto accadde nel 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina. E "non penso affatto che si vada verso una stagflazione". Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata da France Inter. "Oggi non siamo sullo stesso ordine di grandezza" per quanto riguarda l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas - ha detto Lagarde - inoltre "allora l'inflazione era vicina al 6%" allo scoppio della guerra mentre oggi, essendo prossima al 2%, "la situazione economica è molto più sotto controllo" e "nel 2022 quando lo shock arrivò i flussi di gas russo sono stati chiusi immediatamente". 

Drone attacca base logistica Usa a Baghdad

E' in corso un nuovo attacco a un campo logistico statunitense vicino all'aeroporto di Baghdad. Una fonte della sicurezza irachena lo ha dichiarato ad Al Jazeera. Si tratta di un nuovo attacco con un drone al campo di supporto logistico dell'ambasciata statunitense vicino all'aeroporto di Baghdad.

Netanyahu a iraniani: "Nei prossimi giorni opportunità di liberarvi, siate pronti"

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu si è rivolto al popolo iraniano dichiarando che Israele presto "creerà le condizioni" affinché possa "afferrare il proprio destino". "Popolo iraniano", ha scritto in inglese sull'account X del primo ministro di Israele, "stiamo conducendo una guerra storica per la libertà. Questa è un'opportunità irripetibile per voi di rimuovere il regime degli ayatollah e ottenere la vostra libertà". "Insieme agli Stati Uniti, stiamo colpendo i tiranni di Teheran più duramente che mai", scrive Netanyahu, promettendo che "continueremo a colpire con forza crescente i tiranni che vi hanno terrorizzato per decenni". Netanyahu afferma che "nei prossimi giorni creeremo le condizioni affinché possiate afferrare il vostro destino". "Quando sarà il momento giusto, e quel momento si avvicina rapidamente, passeremo il testimone a voi", scrive. "Siate pronti a cogliere l'attimo!"

Idf: "Attaccato un lanciarazzi di Hamas nel nord di Gaza"

L'aeronautica militare israeliana ha colpito una base di lancio di Hamas nel nord di Gaza. Lo ha dichiarato l'Idf, scrive Haaretz. Secondo il rapporto, la base era pronta per l'uso, ma nessun lancio era imminente. 

Nuove esplosioni udite a Teheran

Una nuova serie di esplosioni è stata udita a Teheran, nell'undicesimo giorno di attacchi aerei israeliani e statunitensi contro l'Iran. Le esplosioni si sono sentite nel nord e nell'ovest della capitale iraniana, già colpite da altre esplosioni in giornata. Gli obiettivi non sono stati immediatamente identificati.

Trump: "Usa elimineranno ogni nave che cerca di mettere mine a Hormuz"

Gli Stati Uniti "elimineranno ogni nave che cerca di mettere mine nello Stretto di Hormuz usando la stessa tecnologia utilizzata contro i trafficanti di droga". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth facendo riferimento ai raid mirati che l'amministrazione sta eseguendo contro le navi che trasportano droga nel Mar dei Caraibi e nel Pacifico. 

Mosca: "Nostro consolato a Isfahan danneggiato in un raid domenica"

Il consolato generale russo a Isfahan, in Iran, è stato danneggiato domenica da un attacco a un vicino edificio del governo provinciale. Lo ha riferito oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, secondo quanto riportato da Cnn. L'onda d'urto dell'attacco ha spinto all'indietro diversi dipendenti e ha rotto le finestre dell'edificio del consolato e degli appartamenti residenziali adiacenti, secondo Zakharova. Non sono state segnalate vittime o feriti gravi. Zakharova ha definito gli attacchi alle missioni diplomatiche e consolari una violazione del diritto internazionale. "Chiediamo a tutte le parti di rispettare rigorosamente l'inviolabilità delle sedi diplomatiche e di astenersi da qualsiasi attacco alla sicurezza, alla vita e alla salute del proprio personale", ha affermato.

Golfo senz'acqua: il fronte nascosto della guerra

Sulla costa del Bahrain un drone ha colpito un impianto di desalinizzazione, il luogo dove l’acqua del mare viene trasformata nell’acqua che scorre nei rubinetti di case, ospedali, caserme: un obiettivo che oggi, in questa guerra nel Golfo, vale almeno quanto un terminal petrolifero.

Golfo senz’acqua: il fronte nascosto della guerra

Golfo senz’acqua: il fronte nascosto della guerra

Vai al contenuto

Araghchi sente Guterres: "Onu condanni aggressione all'Iran"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato al segretario dell'Onu Antonio Guterres che Teheran si aspetta che lui e il Consiglio di Sicurezza assumano una posizione più ferma nel condannare "l'aggressione" di Stati Uniti e Israele, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. In una conversazione telefonica con Guterres, Araghchi ha sottolineato il ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace e "ha sottolineato la seria aspettativa del governo e del popolo iraniano affinché il Segretario Generale e il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottino posizioni più forti e responsabili nel condannare esplicitamente l'aggressione", ha affermato Tasnim.

Timori per gli effetti della guerra in Medio Oriente anche in America Latina

L'escalation del conflitto con l'Iran potrebbe avere ripercussioni significative anche per l'economia dell'America Latina, in particolare attraverso le tensioni sui mercati energetici globali. È quanto ha affermato Christopher Garman, direttore per le Americhe dell'Eurasia Group, intervenendo a un incontro del forum imprenditoriale Esfera Brasil a San Paolo. Secondo Garman, il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transitano circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno. "Lo Stretto di Hormuz è un vero e proprio centro nevralgico dell'economia globale", ha spiegato. Qualsiasi interruzione dei traffici nella regione, ha aggiunto, "fa scattare immediatamente timori per i mercati energetici mondiali" e può provocare forti oscillazioni dei prezzi, aumentando anche le pressioni politiche negli Stati Uniti, dove il costo della benzina incide direttamente sul consenso dell'amministrazione.

Trump: "Se l'Iran ha messo mine a Hormuz le rimuova o conseguenze mai viste"

"Se l'Iran ha messo mine nello Stretto di Hormuz, di cui non abbiamo segnalazioni, le rimuova immediatamente" altrimenti "le conseguenze militari daranno a livelli mai visti prima. Se le rimuove, invece, sarebbe un passo nella giusta direzione". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth. 

Presidente Parlamento Iran: "Non vogliamo cessate fuoco, aggressore va punito"

"Certamente, non cerchiamo un cessate il fuoco". E' quanto ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione. "Noi crediamo che l'aggressore vada punito e debba imparare una lezione che lo distoglierà dal  voler attacccare di nuovo l'Iran", ha poi aggiunto. 

Altre centinaia di italiani rientrati a Fiumicino da Amman e Doha

Sono rientrati nella tarda mattinata, all'aeroporto di Fiumicino, a bordo di un volo della Qatar Airways proveniente da Doha, e da Amman, con un collegamento della Royal Jordanian, altre centinaia di cittadini italiani rimasti bloccati per via del conflitto tra Usa-Israele e l'Iran. A bordo molte famiglie con bambini, gruppi di pellegrini e  turisti di rientro dalle Maldive, dallo Sri Lanka, dalla Thailandia, dall'Australia.  Nella sala arrivi del Terminal 3 le preoccupazioni degli ultimi giorni di diversi genitori e familiari si sono sciolte con abbracci e commozione: "Sono stati giorni caratterizzati da ansia per cercare di capire, prima di tutto che stessero al sicuro e poi come farli rientrare prima possibile - hanno raccontato i genitori di un ragazzo ed una ragazza, originari di Pisa, rientrati via Amman dopo una vacanza in Thailandia - Erano fermi a Doha e poi hanno fatto un trasferimento via terra a Ryadh. Il via libera è arrivato dall'ambasciata di Doha due giorni fa per il transfert a Ryadh. Da qui dovevano volare ad Amman ma l'aereo è partito con due ore di ritardo per via di un bombardamento. Hanno quindi perso la coincidenza verso Roma ed hanno dovuto pernottare stanotte ad Amman. Finalmente, oggi la partenza ed il ritorno verso casa". 

Turchia, valutiamo dispiegamento alcuni F-16 a Cipro

La Turchia sta valutando di spostare alcuni caccia F-16 nella base militare situata nella parte turca di Cipro. Lo rende noto il ministero della Difesa di Ankara. In un comunicato, si spiega che l'opzione è "attualmente al vaglio delle autorità competenti". Una mossa che arriverebbe dopo che la parte nord di Cipro è divenuta uno snodo strategico per americani, israeliani e britannici. Nella notte tra domenica e lunedì scorsi un drone ècaduto sulla base britannica di Akrotiri. 

Australia, sono sette le calciatrici dell'Iran che hanno chiesto asilo

Ieri cinque di loro hanno ottenuto il visto umanitario. Non aver cantanto l'inno iraniano prima della partita del torneo di Coppa d'Asia è stato ampiamente interpretato come un atto di sfida nei confronti della Repubblica islamica e si teme che il regime possa punirle una volte rientrate in patria.

Australia, sono 7 le calciatrici dell'Iran che hanno chiesto asilo

Australia, sono 7 le calciatrici dell'Iran che hanno chiesto asilo

Vai al contenuto

Pentagono: "Circa 140 soldati Usa feriti nella guerra all'Iran"

Sono circa 140 i soldati americani feriti finora nella guerra contro l'Iran, tra cui 8 in condizioni gravi e 108 invece ritornati in servizio. Lo riferisce il Pentagono, secondo i media Usa.

Stretto di Hormuz: Italia, Germania e UK lavorano a opzioni per proteggere navi

Nel pieno dell’escalation militare e delle minacce iraniane alle rotte energetiche del Golfo, Italia, Regno Unito e Germania provano a intensificare il coordinamento politico. In un colloquio telefonico, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz hanno discusso della sicurezza nello Stretto di Hormuz e della necessità di garantire la libertà di navigazione in uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio globale.

Stretto di Hormuz: Italia, Germania e UK lavorano a protezione navi

Stretto di Hormuz: Italia, Germania e UK lavorano a protezione navi

Vai al contenuto

Casa Bianca: Usa non hanno scortato alcuna petroliera a Hormuz

Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo che il segretario dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con "successo" una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.

Usa a Israele: "Fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche Iran"

Gli Stati Uniti chiedono a Israele di fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti secondo le quali è la prima volta che l'amministrazione Trump cerca di controllare Israele da quando è iniziata la guerra.

Casa Bianca: "Distrutte 50 navi iraniane, aumento petrolio è temporaneo"

Gli Stati Uniti hanno distrutto 50 navi iraniane. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ribadendo che il recente aumento dei prezzi del petrolio è "temporaneo". "Dopo l'operazione in Iran, i prezzi caleranno. Donald Trump e la sua squadra stanno seguendo da vicino i mercati", ha messo in evidenza.

007 Usa: "Iran si prepara a dispiegare mine nello Stretto di Hormuz"

L'intelligence americana ha iniziato a vedere indicazioni che l'Iran sta adottando misure per dispiegare mine nella rotta marittima dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Cbs. 

Iran: "Nessuna nave americana ha osato avvicinarsi allo stretto di Hormuz"

L'Iran afferma che nessuna nave americana "ha osato" avvicinarsi allo stretto di Hormuz. Lo dicono i Guardiani della rivoluzione.

Media: "Ministro Energia Usa cancella post sulla nave scortata a Hormuz"

Il ministro dell'Energia americano Chris Wright sembra aver cancellato il post su X in cui annunciava che la Marina statunitense aveva scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riportano i media americani.

Media, esercito siriano accusa Hezbollah: "Ci ha attaccato"

L'esercito siriano ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili verso le sue posizioni nei pressi della città di confine di Serghaya. Lo riferisce Times of Israel citando l'agenzia di stampa statale Sana. "Si stanno studiando le opzioni appropriate per fare ciò che è necessario, l'esercito non tollererà alcuna aggressione contro la Siria", ha affermato l'esercito siriano in una dichiarazione. Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto di aver parlato con il presidente siriano ad interim Ahmad al-Sharaa e di aver concordato sulla necessità che i Paesi si coordinino "per controllare confini e prevenire violazioni".

Libano: 570 morti dal 2 marzo

È di 570 morti il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dall'inizio della nuova offensiva, lanciata il 2 marzo. Lo rende noto il governo di Beirut.

Nuovo colloquio Putin-Pezeshkian: "Subito de-escalation"

Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto una "rapida de-escalation" del conflitto in Medio Oriente durante una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Masoud Pezeshkian, il giorno dopo un colloquio con Donald Trump. "Il presidente russo ha ribadito la sua posizione di principio a favore di una rapida de-escalation del conflitto e della sua risoluzione attraverso mezzi politici", ha dichiarato il Cremlino in una nota, aggiungendo che Pezeshkian, da parte sua, ha ringraziato la Russia "per il suo sostegno e in particolare per gli aiuti umanitari forniti all'Iran"."subito de-escalation"

La nave britannica Dragon è salpata per il Mediterraneo

La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro presa di mira dall'Iran in seguito agli attacchi di Usa e Israele contro Teheran.    La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata del Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.

Zelensky sente Erdogan: Turchia pronta ad ospitare prossimo round colloqui

"Abbiamo discusso della situazione in Iran con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. Siamo pronti a condividere la nostra esperienza per prevenire l'espansione della guerra e proteggere vite umane, ma allo stesso tempo l'Ucraina ha bisogno di rafforzare la propria difesa aerea e contiamo su un adeguato supporto da parte dei nostri partner". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, precisando che il presidente turco ha evidenziato che "la Turchia è pronta ad ospitare il prossimo round di colloqui in formato trilaterale".  "Apprezziamo questa iniziativa e speriamo che possa produrre risultati", aggiunge Zelensky, che ringrazia Erdogan "per il supporto alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina, per la prontezza della Turchia a giocare un ruolo nell'assicurare la sicurezza marittima nel quadro della Coalizione dei volenterosi e per le future decisioni a sostegno del settore energetico ucraino".

Witkoff: Trump vuole sempre parlare; vediamo iraniani

Il presidente americano, Donald Trump, "vuole sempre parlare". "Vediamo se gli iraniano lo voglio e se questi colloqui saranno produttivi". Lo ha dichiarato l'inviato del presidente americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff. (AGI

Witkoff: "Probabile visita Israele prossima settimana"

L'inviato del presidente americano, Donald Trump, in Medio Oriente, Steve Witkoff, ritiene "probabile" che la prossima settimana si rechi in Israele. Lo ha detto alla Cnbc.

Zelensky: esperti di droni in settimana in Qatar, Emirati e A. Saudita

Gli esperti militari ucraini sono attesi questa settimana in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, dove condivideranno le loro competenze sull'abbattimento dei droni iraniani. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai giornalisti. "I primi tre paesi a cui li inviamo, secondo i nostri accordi, sono Qatar, Emirati e Arabia Saudita", ha detto Zelensky in un messaggio audio inviato ad alcuni media, compresa l'Afp.

Quarta ondata missili su Israele, sirene a Gerusalemme

Quarta ondata di missili iraniani contro Israele. Sirene sono risuonate nel nord e nel sud del Paese, compresa Gerusalemme, così come in Cisgiordania.

Teheran: "Risponderemo occhio per occhio agli attacchi alle infrastrutture"

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che l'Iran risponderà "occhio per occhio" a qualsiasi attacco alle sue infrastrutture da parte degli Stati Uniti e di Israele. "Se inizieranno una guerra alle infrastrutture, noi prenderemo di mira le loro infrastrutture", ha affermato Ghalibaf nel suo account X.  "Il nemico deve sapere che qualunque cosa faccia, noi daremo senza dubbio una risposta proporzionata e immediata. Nessun atto malvagio rimarrà impunito. Oggi applicheremo la legge dell'occhio per occhio e non ci saranno sconti né eccezioni".

Iran: "30 arresti con l'accusa di spionaggio tra cui uno straniero"

Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato oggi l'arresto di 30 persone accusate di spionaggio, tra cui uno straniero. Lo straniero, la cui nazionalità non è stata rivelata, "stava svolgendo attività di spionaggio per conto di due Paesi del Golfo Persico in nome del nemico americano-sionista" ed è stato arrestato nel nord-est dell'Iran, ha affermato il ministero in una nota pubblicata dal portale di notizie online della magistratura Mizan.

Media: ucciso in raid alto comandante Basij

Asadollah Badfar, capo delle forze paramilitari Basij presso lo stato maggiore delle forze armate iraniane, èstato ucciso in un attacco nell'operazione congiunta Usa-Israele contro la Repubblica islamica. Lo ha riferito Iran International, sottolineando che la morte non è stata annunciata ufficialmente dalle autorità di Teheran, ma ieri si è tenuto il suo funerale a Qom.

Londra: Gb-Italia-Germania lavorano a opzioni per proteggere navi a Hormuz

"Lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran". È quanto hanno concordato in telefonate separate i leader d'Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, di cui dà conto Downing Street. E' stata inoltre sottolineata "l'importanza vitale della libertà di navigazione" e concordato uno stretto coordinamento nei prossimi giorni.

Hegseth: "Non posso dire a che punto siamo, Trump deciderà"

Tajani: "Credo conflitto durerà ancora tre-quattro settimane"

Il presidente Usa ha parlato di una guerra che finirà a breve "ma se dobbiamo ascoltare quello che dicono gli iraniani èdiverso, e allora penso che la verità stia nel mezzo e credo che durerà ancora qualche giorno perché credo che le armi a disposizione di Teheran stiano diminuendo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in videocollegamento con LetExpo a Verona. "Ritengo che gli attacchi americani e israeliani ridurranno di giorno in giorno la forza militare dell'Iran. Avevano detto quattro-sei settimane di conflitto ancora ma penso che la verità stia in tre-quattro settimane", ha concluso.

Merz: "Israele non proceda a passi per annessione Cisgiordania"

"I passi di annessione di cui si discute in Israele renderanno più complicata la soluzione a due Stati". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Berlino, a proposito delle iniziative del governo israeliano in Cisgiordania. Il governo tedesco chiede "con urgenza" di non procedere a passi del genere, ha spiegato, "questo sarebbe un grande errore".

Tajani: "Preoccupazione per Hormuz. Solo 2-3 navi a giorno"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso "preoccupazione" per la situazione nello stretto di Hormuz. "Passano due-tre navi al giorno", ha riferito parlando in video collegamento con la fiera della logistica LetExpo di Verona. "Per adesso c'è ancora grande preoccupazione", ha poi aggiunto.

Tajani: "Ricatto ok a passaggio Hormuz a chi rompe con Usa e Israele"

A Hormuz, "la situazione è ancora quella di ieri, passano due, tre navi al giorno. I Pasdaran hanno detto che i Paesi che cacceranno gli ambasciatori americani e israeliani avranno la possibilità di far passare loro navi. Però mi pare che questo è un ricatto, una sorta di rottura di relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e Israele. Io sono in contatto con tutti i Paesi dell'area per vedere cosa si può fare. Ma per adesso c'è ancora grande preoccupazione". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all'apertura di LETexpo 2026, ribadendo l'impegno dell'Italia nelle missioni europee Atalanta e Aspides contro la pirateria e gli attacchi alle navi mercantili. "Sono due missioni europee - ha ricordato il ministro - che vedono la partecipazione della Marina Militare Italiana, che inoltre è impiegata anche a protezione di Cipro, così come hanno fatto altri Paesi europei dopo l'attacco iraniano che ha subito questo Paese". 

Lavrov sente Araghchi: "Accelerare su de-escalation"

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, a favore di "una accelerata de-escalation e il ritorno al piano politico e diplomatico". 

Missili contro nord e centro Israele, risuonano sirene

Nuovo attacchi missilistici dall'Iran contro Israele: le sirene sono risuonate due volte nell'ultima mezz'ora nel nord e nel centro del Paese, compresa Gerusalemme, così come in Cisgiordania. Un primo missile è stato intercettato, ha riferito l'esercito israeliano, e non ci sono state vittime. 

Trump ha fiducia in Witkoff e Kushner: "Stanno facendo un grande lavoro"

Donald Trump non ha perso la fiducia in Steve Witkoff e Jared Kushner nonostante non siano riusciti a raggiungere un accordo con l'Iran. "Penso stiano facendo un grande lavoro", ha detto il presidente in un'intervista a Politico, indicando che la guerra in Iran potrebbe essere un volano per gli Accordi di Abramo, di cui Kushner è l'architetto. "In molti si uniranno ora che l'Iran è decimato", ha messo in evidenza il presidente.

Pezeshkian: "Pronti ridurre tensioni con chi non aiuta Usa"

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, è tornato ad assicurare che Teheran è disponibile a una de-escalation nel Golfo ma a patto che i Paesi non aiutino Stati Uniti e Israele. L'Iran "è sempre stato pronto a ridurre le tensioni nella regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei Paesi vicini non vengano utilizzati per gli attacchi contro il popolo iraniano", ha sottolineato Pezeshkian in una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, ha riferito il suo sito ufficiale. 

Larijani: "In Stretto Hormuz pace per tutti o sofferenza per guerrafondai"

"Lo Stretto d Hormuz sarà uno stretto di pace e prosperità per tutti o sarà un stretto di sconfitta e sofferenza per i guerrafondai". Lo ha scritto su X Ali Larijani, capo del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano, traducendo il messaggio anche in arabo, inglese, francese, russo e cinese. 

L'Iraq cerca nuove rotte per l'export di petrolio dopo stop Hormuz

Le autorità irachene stanno esplorando rotte alternative per esportare il petrolio del Paese, dopo che il transito attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato all'Afp un portavoce del Ministero del Petrolio. Saheb Bazoun ha affermato che "proprio come in altri Paesi della regione, la produzione e la commercializzazione del petrolio sono state gravemente colpite, non lasciando al governo altra scelta che cercare" rotte di esportazione "alternative". L'Iraq, ha aggiunto, ha diverse spedizioni di petrolio bloccate in mare.

Pezeshkian a Erdogan: "Non abbiamo lanciato noi missili"

L'Iran ha negato di avere lanciato missili contro la Turchia. Il presidente Massoud Pezeshkian lo ha assicurato al suo omologo turco, Recep Tayyp Erdogan durante una telefonata. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. "Durante la conversazione, il presidente iraniano ha respinto le accuse diffuse da alcuni media secondo cui l'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro la Turchia", si legge in una nota ufficiale. Pezeshkian ha proposto di formare un team congiunto per esaminare le accuse, "per impedire che la propaganda ostile influenzi le relazioni tra i due Paesi".

Pichetto: "A G7 Energia valutazione su disponibilità riserve"

"A seguito anche dell'incontro dei ministri finanziari, avvenuto ieri, si è voluto cogliere anche l'occasione per questo G7 straordinario", sull'Energia, convocato per "fare le valutazioni che si possono fare, ad oggi, rispetto al rapporto dei Paesi del G7 con la situazione che si è creata". Il tema dell'utilizzo di riserve strategiche "è stato posto nella riunione di ieri, nella riunione di oggi probabilmente faremo la conta anche rispetto alle disponibilità di riserve, io devo dire che l'Italia è uno dei paesi che ha le più alte riserve; però, è chiaro che si tratta di una valutazione per la messa in comune delle riserve, ci sono paesi molto in difficoltà". Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine del vertice sull’energia nucleare in corso a Parigi.

Hegseth: "Nessun Paese prende più precauzione degli Usa nel limitare vittime civili"

"Nessun Paese prende più precauzioni degli Stati Uniti per garantire che non vengano mai presi di mira i civili". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. "I regimi terroristici prendono di mira i civili, non noi", ha aggiunto.

Hegseth: "Sono gli iraniani a colpire i civili non noi"

"Nessuna nazione prende più precauzioni per garantire che non vengano mai presi di mira i civili degli Stati Uniti d'America, dagli attacchi con imbarcazioni nei Caraibi, dove ogni singolo attacco viene valutato, a questi, a questa campagna qui, nessuna nazione nella storia della guerra ha mai tentato in ogni modo possibile di evitare vittime civili e, francamente, questo è un punto che non viene abbastanza apprezzato, dove accadono cose che devono essere indagate". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, in conferenza stampa. "A differenza dell'Iran, che prende di mira i civili indiscriminatamente, che abbiamo visto nell'intelligence spostare lanciarazzi nei quartieri civili, vicino alle scuole, vicino agli ospedali per cercare di impedirci di colpire, è così che operano, e poi puntano droni e missili verso obiettivi civili, ospedali, hotel, aeroporti, abbiamo inviato comunicazioni, siamo stati molto bravi a diffondere queste informazioni. È così che combattono i regimi terroristici. Loro prendono di mira i civili. Noi no", ha aggiunto.

Hegseth: "Un grande errore per l'Iran colpire i paesi vicini"

"Un grande errore da parte del regime iraniano prendere di mira i paesi vicini. E' una dimostrazione di disperazione". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegset, sottolineando che gli obiettivi della campagna in Iran sono tre: distruggere il programma missilistico iraniano, distruggere le navi iraniane e negare a Teheran per sempre l'arma nucleare. 

Hegseth: "Mullah disperati, sono codardi terroristi"

La leadership iraniana è "disperata e in affanno" mentre la guerra entra nella sua seconda settimana. Così l'ha definita il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, durante un briefing al Pentagono. "I mullah sono disperati e si affannano come i codardi terroristi che sono", ha detto, accusando l'Iran di aver lanciato missili da "scuole e ospedali deliberatamente, prendendo di mira innocenti perché sanno che il loro esercito viene sistematicamente degradato e annientato.  

Tajani: "Risolto in gran parte il problema dei connazionali nel Golfo"

"Abbiamo in gran parte risolto il problema dei nostri connazionali che volevano partire, non c'è più un'emergenza fin da ieri; anche alle Maldive, che era l'ultima realtà dove c'era una congestione di italiani, si sta vedendo la soluzione del problema". Lo ha detto il ministro Antonio Tajani, in collegamento a LetExpo Verona. "Lentamente - ha precisato - ma stiamo risolvendo per quanto riguarda i nostri connazionali, tranne quelli residenti, ma non c'è più un ingorgo negli aeroporti, non ci sono più operazioni di accelerazione della partenza dei nostri. Stiamo però riducendo la presenza delle nostre sedi diplomatiche di Beirut e di Baghdad, Libano e Iraq, perché sono realtà a rischio, soprattutto per tutelare i nostri connazionali che vivono in quei paesi", ha concluso. 

Merz: "Teheran smetta di colpire i nostri alleati, pericolosa escalation"

"Vediamo una pericolosa escalation. Gli attacchi ai nostri partner devono finire subito". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in una conferenza stampa bilaterale con il collega ceco Andrej Babis. "L'Ue e la Germania non hanno alcun interesse a una guerra infinita. E nessun interesse a una dissoluzione dell'integrità territoriale" dell'Iran. 

Fratoianni: "Parole Meloni su guerra illegale sconcertanti"

"Sull'Iran Meloni non condanna e non approva? Mi sembra una dichiarazione anche qui sconcertante persino deprimente". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti davanti a Montecitorio. "Questo governo ci dica che cosa pensa, lo stiamo chiedendo dall'inizio di questa aggressione unilaterale e illegale di Stati Uniti e Israele e poi magari ci dica anche se ha tempo tra un attacco alla magistratura e l'altro che cosa sta facendo per proteggere gli interessi del Paese, dei lavoratori e delle lavoratrici, delle imprese perché le conseguenze economiche di questa guerra illegale sono già qui. Sono già arrivate le conseguenze, sono nelle pompe di benzina, sono nelle tasche degli italiani, sono nell'inflazione che è tornata a crescere mentre gli stipendi sono inchiodati. Se tra un attacco e l'altro alla magistratura trovano il tempo di occuparsi del Paese, magari domani ce lo dicano", conclude l'esponente di Avs. 

Larijani: "A Hormuz pace per tutti o sconfitta guerrafondai"

Alì Larijani è tornato ad ammonire Stati Uniti e Israele sulle conseguenze dell'attacco. "Hormuz sarà uno Stretto di pace e prosperità per tutti oppure uno Stretto di sconfitta e sofferenza per i guerrafondai", si legge in un post pubblicato su X dal segretario del Consiglio supremo di sicurezza in diverse lingue. 

Hegseth: "Guerra è contenuta, non si sta espandendo"

"Vedo sui media striscioni che dicono "guerra in espansione" o "guerra diffusa". In realtà è il contrario. È piuttosto contenuta". Lo ha dichiarato il segretario americano alla Guerra, Pete Hegseth, in conferenza stampa al Pentagono. 

Hegseth: "Non siamo nel 2003, no missioni infinite e pantani"

Pete Hegseth afferma che non ci sarà alcun 'nation building infinito'" paragonabile ai “pantani” visti durante le presidenze di Barack Obama o George W. Bush. A dichiararlo è stato il ministro della Difesa americano, Pete Hegseth. “Non siamo nel 2003”, ha dichiarato in conferenza stampa, riferendosi all'inizio della guerra in Iraq, durata quasi un decennio, da parte di Bush. "Non ci siamo nemmeno vicini. La nostra generazione di soldati non permetterà che ciò accada di nuovo. E nemmeno questo presidente, che ha chiaramente condotto una campagna contro quel tipo di missioni infinite e dai contorni nebulosi. Quei giorni sono finiti". 

Per Hegseth gli Stati Uniti stanno "vincendo in modo decisivo" contro l'Iran con "brutale efficienza" e "totale dominio aereo". "Rimaniamo concentrati sull'obiettivo perché qui al Dipartimento della Guerra è il nostro lavoro", afferma ancora Hegseth. Il segretario alla guerra degli Stati Uniti aggiunge poi che il "grande sacrificio" delle truppe statunitensi che hanno perso la vita nel conflitto con l'Iran è "un peso per me".

Hegseth: "Raffinerie erano obiettivo Israele non nostro"

"Israele è stato un partner davvero forte in questo sforzo, dove i suoi obiettivi erano diversi, li ha perseguiti. In definitiva, noi siamo rimasti concentrati sui nostri. Nel caso particolare, quello non era nostro, quelli non erano i nostri attacchi, o quell'obiettivo, o quello non era necessariamente nostro obiettivo". Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, rispondendo in conferenza stampa alla domanda sulla scelta di Israele di bombardare le raffinerie in Iran. "Il presidente ha chiarito di fronte a queste preoccupazioni che non ci stiamo facendo trascinare in nessuna direzione. Stiamo guidando. Il presidente sta guidando. Sta determinando dove vogliamo andare, quale sarà il risultato, qual e' lo stato finale, con un occhio molto attento", ha aggiunto.

Hegseth: "Nelle ultime 24 ore Iran ha lanciato il minor numero di missili"

"Nelle ultime 24 ore abbiamo visto il numero minore di missili lanciati dall'Iran": Teheran è "sola e sta perdendo". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, sottolineando che l'Iran spara missili dalle scuole e dagli ospedali "prendendo i mira gli innocenti in modo deliberato". 

Idf: "Nuovo lancio di missili verso Israele"

L'Idf ha individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", si legge in un post dell'Idf sui social media. 

Hegseth: "Mojtaba ferito? Non posso commentare"

Il capo del Pentagono Pete Hegseth non commenta sullo stato di salute della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. A chi gli chiedeva se ci sono indicazioni sul fatto che sia ferito, Hegseth ha risposto: "É qualcosa che non posso commentare la momento". La nuova guida suprema "farebbe bene a prestare ascolto alle parole del nostro presidente" e dire "che non intende perseguire con armi nucleari", ha messo in evidenza. 

Hegseth: "Fine missione la decide il presidente"

"La nostra posizione è molto forte, offrendo al presidente degli Stati Uniti il massimo delle opzioni, e fin dall'inizio, da questo podio, non abbiamo dichiarato quanto tempo ci vorrà, la nostra volontà è infinita. In definitiva, il Presidente può determinare lo stato finale di quegli obiettivi". Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, in conferenza stampa al Pentagono. "Ma, quello che ha ripetuto continuamente, e voglio che il popolo americano capisca, è che non è infinita. Non è prolungata. Il presidente ha una missione ben specifca da compiere, e il nostro compito è portarla a termine senza sosta. Ora tocca a lui controllare l'acceleratore. È lui che decide. È lui che è eletto a nome del popolo americano quando raggiungeremo quegli obiettivi specifici. E quindi non sta a me stabilire se si tratti dell'inizio, della metà o della fine, quello spetta a lui, e lui continuerà a comunicare che ciò che noi gli serviamo e fornirgli aggiornamenti quotidiani su dove ci troviamo esattamente, in modo che possa prendere quella decisione sull'acceleratore", ha aggiunto. 

Tajani: "Non si può aumentare la benzina in maniera indiscriminata"

"Vedremo se sono pronti, vedremo il Ministero dell'Economia e delle Finanze che è competente per questi aspetti fiscali. Intanto comunque il segnale è chiaro: non si può aumentare il prezzo così in maniera indiscriminata e la colpa non è dei benzinai che sono l'ultimo anello della catena". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato in collegamento alla fiera LetExpo di Verona, a proposito di eventuali misure sulle accise della benzina. "Saremo inflessibili - ha aggiunto - su chi specula su una guerra e ci auguriamo che non ci siano effetti veri. Gli effetti veri ci saranno se non arriverà petrolio nel prossimo mese. Durante questo mese i rifornimenti sono già arrivati da tempo, quindi è assolutamente scorretto e illegale aumentare i prezzi in questa maniera, si violano le regole del mercato. Siamo pronti anche a sanzionare chi specula finanziariamente facendo pagare di più la bolletta o la benzina al cittadino che non ha alcuna colpa".

Hegseth: "Non ci fermiamo fino a sconfitta totale nemico"

"Non ci arrenderemo finché il nemico non sarà completamente e definitivamente sconfitto". Lo ha dichiarato il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, in conferenza stampa al Pentagono.

Hegseth: "Oggi il giorno degli attacchi più intensi"

Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha affermato che oggi sarà "il giorno di attacchi più intensi" contro l'Iran dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. "Il maggior numero di caccia, bombardieri e attacchi", ha dichiarato il Segretario durante una conferenza stampa al Pentagono.

Netanyahu gioca a freccette con visi Sinwar, Nasrallah, Khamenei

Il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei: sono i tre obiettivi che il premier israeliano Benjamin Netanyahu 'centra' con le freccette su un immaginario tabellone, in un video postato su X dal suo consigliere Topaz Luk. Un modo per sottolineare i successi rivendicati dal capo di governo, in particolare in vista dell'appuntamento elettorale di quest'anno. Un'idea che aveva già avuto la settimana scorsa il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: il leader dell'estrema destra su X aveva pubblicato un video celebrando le vittorie di Israele sui suoi nemici, mostrando i volti di Nasrallah, dei leader di Hamas Ismail Haniyeh, Mohammed Sinwar e Mohammed Deif, oltre a dirigenti iraniani, compreso Khamenei.

Rientrati i due agenti Polizia Frontiera Bologna bloccati a Doha durante missione internazionale

Si è conclusa domenica mattina la vicenda che ha visto coinvolti due agenti della Polizia di Frontiera di Bologna, rimasti bloccati per otto giorni a Doha, a causa dell'instabilità legata al conflitto in Medio Oriente, dove si trovavano in missione internazionale per un servizio di scorta finalizzato al rimpatrio di un cittadino dello Sri Lanka. Il ritorno in Italia è stato reso possibile grazie a un impegno costante che ha visto protagonisti la Segreteria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, la Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Frontiera e i vertici provinciali della Polizia di Stato. I due agenti hanno così potuto fare rientro allo scalo di Fiumicino e riprenderanno regolarmente il servizio nell'aeroporto bolognese.

Tajani: "Ancora qualche settimana per fine guerra"

"Ho l'impressione che ci vorrà ancora tempo prima che si concluda la guerra" in Iran, "insomma ancora qualche settimana ci vorrà". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa a Letexpo, esprimendo l'auspicio che "si possa concludere prima della fine del mese".

Capo stato maggiore Usa: "Finora colpiti 5 mila obiettivi"

"Ad oggi, il Comando centrale americano ha colpito più di 5 mila obiettivi. I bombardieri del Comando strategico statunitense hanno recentemente sganciato decine di armi penetranti Gps da mille chili su lanciamissili Barrett a lunga gittata sul fianco meridionale". Lo ha dichiarato il capo di stato maggiore congiunta americano, Dan Caine, in conferenza stampa al Pentagono. "Abbiamo anche colpito diverse fabbriche di droni unidirezionali per raggiungere il cuore della loro capacità autonoma e,  naturalmente, insieme ai nostri partner regionali lungo il fianco meridionale, continuiamo a eseguire intercettazioni contro droni d'attacco unidirezionali utilizzando caccia ed elicotteri d'attacco", ha aggiunto.

Qatar: "Da attacchi a infrastrutture conseguenze per tutti"

Il Qatar ha lanciato l'allarme sulle conseguenze economiche globali degli attacchi alle infrastrutture energetiche, nell'undicesimo giorno di guerra nel Golfo. "Gli attacchi alle infrastrutture energetiche da entrambe le parti costituiscono un pericoloso precedente e avranno ripercussioni in tutto il mondo", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha. 

Salvini: "Ue faccia come Usa, via tasse che strangolano imprese"

"Se l'Ue fosse governata da persone reattive, dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente avremmo immediatamente sospeso tasse, divieti, vincoli e regolamenti che stanno strangolando le nostre imprese. Non si può più andare avanti con l'Ets, si stanno accorgendo che il green deal non aveva alcun senso economico, ambientale, sociale e commerciale e spero in una presa di coscienza immediata ai vertici della commissione Ue e che vengano se non definitivamente cancellate, quanto meno sospese tutte le imposizioni che stanno mettendo fuori mercato alcuni nostri settori. Se lo fanno gli Usa, perché non può farlo l'Ue?" Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa nella prima giornata di LetExpo 2026.

Wsj: "Pressing consiglieri Trump per uscita da guerra rivendicando vittoria"

Mentre il presidente americano rivendica che "stiamo vincendo" e "la guerra potrebbe finire molto presto", all'interno dell'amministrazione cresce il dibattito su come uscire dal conflitto con l'Iran. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, alcuni consiglieri del presidente starebbero infatti spingendo privatamente per definire una "exit strategy" dalla guerra, temendo che l'aumento dei prezzi del petrolio, il calo del sostegno dell'opinione pubblica e possibili ricadute politiche possano danneggiare Trump e i Repubblicani. 

Gli stessi consiglieri ritengono che la Casa Bianca dovrebbe presentare l'operazione militare come già largamente riuscita e avviarne gradualmente la conclusione, prima che il conflitto si trasformi in una guerra prolungata. La strategia iniziale dell'amministrazione, spiegano fonti vicine al dossier, puntava anche sull'eliminazione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei per provocare il collasso del regime o spingere figure più moderata a collaborare con Washington. 

Lo scenario si è tuttavia rivelato ben diverso dalle aspettative: alla guida del Paese è salito il figlio dell'ayatollah, Mojtaba Khamenei, esponente dell'ala più rigida del regime e considerato - dalla stessa amministrazione americana - scelta diretta dei Guardiani della Rivoluzione. Finora non si è inoltre verificata alcuna rivolta interna capace di mettere seriamente in discussione il potere della Repubblica islamica. 

Allarme missili dal Libano verso centro-nord d'Israele

Gli allarmi per l'arrivo di missili dal Libano stanno suonando nell'area tra sud di Haifa e nord di Tel Aviv. L'ondata di lanci precedente avvenuta pochi minuti fa era congiunta da Libano e Iran e non sono stati identificati impatti. 

Iran, Salvini: "Ue sospenda sanzioni a Russia come Usa"

"In un momento come questo di chiusura dei passaggi e degli stretti, autovincolarci mi sembra demenziale. L'amministrazione americana, la settimana scorsa con lo scoppio del conflitto e l'aumento dei costi di gas e petrolio, ha sospeso alcune sanzioni nei confronti di alcuni paesi, penso all'India, che possono tornare a rifornirsi di energia dalla federazione russa e io mi domando, se lo fanno gli Stati Uniti perche' non lo puo' fare l'Unione Europea o l'Italia". L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa a LetExpo a Verona. "Io penso che se l'Unione Europea fosse governata da persone reattive noi dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente avremmo immediatamente sospeso tasse, divieti, vincoli e regolamenti che stanno strangolando le nostre imprese e il settore dei trasporti e della logistica - ha proseguito - spero che ci sia una presa di coscienza immediata in queste ore ai vertici della Commissione Europea e che vengano, direi definitivamente cancellati, ma quantomeno sospese tutte le posizioni regolamentari normative e fiscali che stanno mettendo fuori mercato alcuni nostri settori".

Carburanti, Tajani: "Saremo inflessibili con chi specula"

"Saremo inflessibili contro chi specula, speriamo non ci siano effetti veri che avverrebbero se non arrivasse gas e petrolio nei prossimi mesi, ma questa mese sono arrivati ed e' assolutamente scorretto e illegale aumentare i pezzi in questi modi. Si tratta solo di speculazione finanziaria e siamo pronti a sanzionare questi comportamenti". L'ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in video collegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona. Per quanto riguarda i provvedimenti che saranno portati oggi in Cdm ha aggiunto che "il segnale chiaro e' che non si puo' aumentare il prezzo in maniera indiscriminata, e la colpa non e' dei benzinai, anche perche' si tratta anche di stoccaggi gia' in Italia da tempo, quindi non c'e' nessuna ragione all'aumento del prezzo".

Borsa: l'Europa in rialzo attende Wall Street, Milano +2,2%

Le Borse europee proseguono in netto rialzo a metà seduta, mentre si attende l'avvio di Wall Street dove i future sono positivi. A dare slancio ai listini il calo del petrolio e del gas che allontana l'ipotesi di una fiammata dell'inflazione. Si allenta la tensione dei titoli di Stato mentre il dollaro si indebolisce sulle principali valute.     L'indice stoxx 600 guadagna il 2%. Bene Madrid (+2,7%), Francoforte (+2,4%), Milano (+2,2%), Parigi (+1,9%) e Londra (+1,6%). I listini sono sostenuti dal rialzo delle banche (+3,6%) e le assicurazioni (+2,2%). Bene anche le utility (+2%), con il prezzo del gas che scende del 14% a 48,19 euro al megawattora. Vendite sull'energia (-1,6%), in linea con il prezzo del petrolio. Il Wti scende del 6,7% a 88,24 dollari al barile. Il Brent cede il 7% a 91,31 dollari.     Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund prosegue a 70 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,56% quello tedesco al 2,86%. Poco mosso l'oro a 5.173 dollari l'oncia (-0,07%).     A Piazza Affari brilla Prysmian (+4,6%). Tra le banche avanzano Mediobanca (+4,4%) e Mps (+4,3%), in attesa delle decisioni dei Cda sul concambio. Acquisti su Nexi (+4,3%) e Amplifon (+3,9%). In calo Eni (-1,2%). Debole Lottomatica (-0,5%), Leonardo e Snam (-0,2%).

Libano, Idf: "Nuovo avviso evacuazione per periferia sud Beirut"

 Le forze armate israeliane hanno diffuso un nuovo avviso di evacuazione per Dahiyeh, la periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah, in vista di attacchi contro le strutture del gruppo militante filo-iraniano. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare le vostre case e andarvene immediatamente fino a nuovo ordine", ha affermato il portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee. L'avviso urgente e' rivolto ai quartieri di Haret Hreik, Ghobeiry, Laylaki, Hadath, Burj al-Barajneh, Tahwitat al-Ghadir, Shiyyah.

Iran: domani comunicazioni Meloni alle 16 alla Camera

Le comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla situazione internazionale e in vista del prossimo Consiglio europeo si terranno domani alle 16 alla Camera per un tempo complessivo esteso dalle 4 ordinariamente previste alle 6 ore circa.

Media: soldato libanese ucciso in un raid israeliano nel sud del Libano

Un soldato libanese è stato ucciso in un raid israeliano nel sud del Libano, nel distretto di Bint Jbeil. Lo riferiscono i media di Beirut, secondo cui l'attacco è avvenuto a Braashit. Il militare era stato inizialmente ferito ma è morto a seguito delle ferite riportate.

Nuovi attacchi dell'Iran in Emirati e Qatar

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che le sue difese aeree stanno "attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni in arrivo dall'Iran". Chiede a coloro che si trovano nelle vicinanze di "rispettare le istruzioni di sicurezza". Nel frattempo, il Ministero della Difesa del Qatar afferma che le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico contro il Paese. Lo scrive la Bbc.

Iran: violente esplosioni su Doha "intercettati missili Teheran"

Un attacco missilistico contro il Qatar e' stato respinto dall'antiaerea dell'emirato. Lo ha reso noto il ministero della Difesa dopo che era stato diramato un allarme di "elevata minaccia" e sulla capitale Doha erano state avvertite violente esplosioni. Lo riporta al-Jazeera.

Iran: riunione Crosetto-Mantovano con vertici militari

Si sono riuniti questa mattina, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell'intelligence. Nel corso dell'incontro e' stato effettuato un punto di situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell'area del Golfo. E' quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi.

Qatar: "Non abbiamo interrotto i canali con l'Iran, lavoriamo alla de-escalation"

Il portavoce del ministero degli esteri del Qatar ha affermato che l'emirato arabo del Golfo mantiene canali di comunicazione con l'Iran e che tramite questi canali Doha sta cercando di ridurre l'intensità del conflitto.     "I canali con l'Iran non sono interrotti e lavoriamo per ridurre l'intensità dell'escalation", ha detto Majed al-Ansari parlando in conferenza stampa trasmessa in diretta da Aljazeera, la tv panaraba del Qatar.

Iran, Bahrein: intercettati 105 missili e 176 droni

I sistemi di difesa aerea dl Bahrein hanno intercettato e distrutto 105 missili e 176 droni dall'inizio degli attacchi iraniani. Lo ha riferito l'agenzia Kuna.

Trump: "Potrei essere disposto a parlare con l'Iran"

 Donald Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l'Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni: lo ha affermato martedì la rete di notizie via cavo.    Trump ha detto a Fox di aver sentito che Teheran voleva fortemente parlare, ripreso da Reuters sul sito. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei: "Non credo che possa vivere in pace".

Iran a Trump: "Fate attenzione a non essere eliminati voi"

"L'Iran non ha paura delle vostre minacce vuote": lo ha detto il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, rivolgendosi al presidente Donald Trump, che aveva minacciato che gli Stati Uniti avrebbero colpito l'Iran più duramente se avesse bloccato il flusso di petrolio dallo Stretto di Hormuz. "Chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l'Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati", ha aggiunto sul suo account X.

Mossad in farsi invita gli iraniani a prendere contatto

Il Mossad pubblica un nuovo messaggio in farsi rivolto al popolo iraniano sul suo account Telegram: ''È ora di sorridere! Manca solo un passo: unisciti a persone come te che hanno preso la decisione giusta. Con noi, un futuro migliore e più sicuro nell'Iran moderno attende te e la tua famiglia. Rimani in contatto con noi attraverso canali sicuri''.

Iran, arcivescovo Washington: "Guerra Usa non legittima"

"Non e' moralmente legittimo". Il cardinale Robert W.McElroy, arcivescovo di Washington, condanna la decisione degli Stati Uniti di entrare in guerra con l'Iran. Non usa giri di parole: "Al momento attuale, la decisione degli Stati Uniti di dichiarare guerra all'Iran non soddisfa i criteri di una guerra giusta, condizione necessaria per una guerra moralmente legittima". In una intervista al quotidiano Catholic Standard, rivista dell'arcidiocesi cattolica di Washington, il porporato cita l'insegnamento cattolico sulla guerra giusta e accusa gli Usa di aver violato almeno tre requisiti. Gli Stati Uniti "non stavano rispondendo a un attacco iraniano esistente o imminente e oggettivamente verificabile. Come ha dichiarato categoricamente Papa Benedetto, la dottrina cattolica non sostiene la guerra preventiva, cioe' una guerra giustificata da speculazioni su eventi futuri. Se la guerra preventiva fosse accettata moralmente - sostiene McElroy -, allora tutti i limiti alla causa per entrare in guerra sarebbero messi in estremo pericolo". Uno degli elementi "piu' preoccupanti" di questi primi giorni di guerra in Iran e' che gli obiettivi e intenzioni degli Stati Uniti "sono assolutamente poco chiari, spaziando dalla distruzione del potenziale iraniano di armi convenzionali e nucleari al rovesciamento del suo regime, all'istituzione di un governo democratico, fino alla resa incondizionata". Per l'arcivescovo di Washington "non si puo' soddisfare il criterio della giusta intenzione della tradizione della guerra giusta se non si ha un'intenzione chiara". Infine, "il nostro attuale sforzo bellico non e' in linea con l'insegnamento cattolico sulla guerra giusta, perche' e' tutt'altro che chiaro che i benefici di questa guerra supereranno i danni che ne deriveranno". Il porporato ricorda che il Medio Oriente "e' la regione piu' instabile del mondo e la piu' imprevedibile. La guerra ha gia' avuto conseguenze indesiderate. La decisione moralmente spregevole dell'Iran di colpire i suoi vicini nella regione ha ampliato la distesa di distruzione. Il Libano potrebbe sprofondare in una guerra civile", prosegue. "L'approvvigionamento petrolifero mondiale e' sotto forte pressione. La potenziale disintegrazione dell'Iran potrebbe benissimo produrre nuove e pericolose realta'. E la possibilita' di immense perdite da entrambe le parti e' immensa. "Per tutte queste ragioni, l'insegnamento cattolico porta a concludere che il nostro ingresso in questa guerra non e' stato moralmente legittimo", conclude.

Qatar: "Iran continua i raid contro le infrastrutture civili"

All'undicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, il Qatar ha affermato che l'Iran continua gli attacchi contro le sue infrastrutture civili. "Gli attacchi alle infrastrutture civili continuano (...) e respingiamo le argomentazioni avanzate dagli iraniani per giustificare tali attacchi", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri del Qatar, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha, senza specificare quali siti fossero stati presi di mira. Poco fa si sono sentite nuove potenti esplosioni a Doha.     Il Qatar ha messo in guardia dalle conseguenze economiche globali degli attacchi alle infrastrutture energetiche. "Gli attacchi contro gli impianti energetici che hanno avuto luogo da entrambe le parti costituiscono un precedente pericoloso (...) e avranno ripercussioni in tutto il mondo", ha aggiunto Majed al-Ansari.

Libano, Ft: "Israele potrebbe proseguire dopo fine guerra Iran"

Israele potrebbe proseguire la guerra contro Hezbollah in Libano anche dopo la fine dell'operazione militare con gli Usa contro l'Iran. E' quanto riferisce il Financial Times, ripreso dalla stampa israeliana. Secondo una delle fonti citate, l'obiettivo dello Stato ebraico e' "infliggere danni sufficienti (in modo) che non ci sia questo timore costante di dover evacuare i residenti del nord". Gli ha fatto eco un diplomatico arabo secondo il quale "gli israeliani stanno preparando gli attori internazionali alla prospettiva che la guerra con Hezbollah possa protrarsi e durare piu' a lungo della guerra con l'Iran". Per ora, le truppe dell'Idf operano principalmente vicino al confine e non sono impegnate in un'avanzata in profondita' in territorio libanese

Iran, oltre 1.300 morti da inizio guerra

Secondo funzionari del governo iraniano, il numero di persone uccise in Iran dall'inizio della guerra ha raggiunto quota 1.332. Lo riferisce la Bbc. La portavoce del governo Fatemeh Mohajerani afferma che tra loro ci sono 206 donne e bambini e che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.

Forti esplosioni in varie parti dell'Iran nell'undicesimo giorno di guerra

All'undicesimo giorno di guerra con l'Iran, Stati Uniti e Israele hanno continuato a bombardare Teheran e altre città iraniane. Forti esplosioni sono state udite in diverse parti dell'Iran, in particolare nel nord e nel centro della capitale e nell'aeroporto di Mehrabad, che comprende una sezione militare.    Sono state prese di mira altre città come Karaj, Isfahan, Shiraz, Khorramabad, Zanjan e Bushehr, i porti meridionali del Golfo Persico di Bandar Abbas e Bandar Lengeh e le isole di Qeshm e Kharg.

Nyt: "Trump non ha idea di come finire la guerra"

"Trump non ha idea di come porre fine alla guerra con l'Iran": è il titolo di un editoriale sul New York Times dell'autorevole columnist Thomas L. Friedman, vincitore di tre premi Pulitzer e profondo conoscitore del Medio Oriente. Per Friedman "è ovvio che Trump e Netanyahu hanno iniziato questa guerra senza avere in mente un obiettivo finale chiaro". "Netanyahu, sospetto, sarebbe probabilmente felice di trasformare l'Iran in un'altra grande Gaza e di continuare a 'tagliare l'erba' o a minacciare periodicamente, come era così incline a fare a Gaza", scrive l'editorialista. Da parte sua, prosegue Friedman, "Trump ha fatto un gran parlare del 'morning after' in Iran, dicendo cose davvero ridicole e spesso contraddittorie che rivelano un comandante in capo che si inventa tutto di sana pianta. Un giorno è un cambio di regime, un giorno no; un giorno non gli importa del futuro dell'Iran, il giorno dopo avrà voce in capitolo nella scelta del prossimo leader del Paese; un giorno è aperto ai negoziati, il giorno dopo chiede la 'resa incondizionata'".      "La cosa saggia da fare ora è fermarsi e vedere come si evolverà la situazione in quello che io chiamo 'il mattino dopo il mattino dopo'", suggerisce Friedman, che scommetterebbe "su un dibattito esplosivo e su lotte intestine tra l'élite al potere a Teheran. "Certo - ammette Friedman - nessuno può garantire che questa politica del mattino dopo il mattino dopo si concluda con un cambiamento nel regime o del regime. Ma ha le stesse probabilità di bombardare Teheran e Beirut fino a ridurle in macerie e sperare che ne scaturisca una rivolta popolare".    "Bombardare l'Iran all'infinito - conclude - distruggere sempre più infrastrutture militari e civili e sperare semplicemente che gli iraniani in cerca di democrazia si uniscano - con a malapena una connessione internet per comunicare e dove muoversi ovunque sulle strade può essere mortalmente pericoloso - e rovescino da soli questo regime assassino e radicato... beh, mostratemi dove è mai successo una cosa del genere nella storia. La mia ipotesi è che questo regime crollerà solo dall'alto, e questo sarà un processo che inizierà solo dopo un cessate il fuoco".

Iran, i Franz Ferdinand contro Israele: "Nauseati da uso canzone"

La rock band scozzese Franz Ferdinand si e' scagliata contro Israele che ha usato senza il loro consenso una popolare hit del 2004, dal titolo "Take Me Out", per promuovere la guerra israelo-statunitense contro l'Iran, che sta infiammando l'intera regione. Ad accendere la miccia delle dure critiche del gruppo alternativo britannico e' stato un video pubblicato lo scorso fine settimana dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) contenente aerei da combattimento, esplosioni a terra e un soldato israeliano che celebrava i recenti attacchi aerei congiunti Usa-Israele contro l'Iran sulle note di "Take Me Out", con la didascalia "Operazione Leone Ruggente: ecco come si fa". In una Instagram Story ormai scaduta, il cantante Alex Kapranos, ha denunciato che la colonna sonora era stata usata senza il loro consenso. "Questi assassini guerrafondai stanno usando la nostra musica senza il nostro consenso. Questo ci fa sentire nauseati e furiosi. Un po' tipico, no? Pavoneggiarsi e prendere cio' che non e' loro con vile arroganza... ", ha duramente replicato il cantante dei Franz Ferdinand. Il video in questione - poi cancellato - fa parte del messaggio delle Idf sull'Operazione Leone Ruggente, il nome dato da Israele agli attacchi congiunti lanciati con gli Stati Uniti il 28 febbraio che hanno ucciso la guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, preso di mira centinaia di siti militari e della leadership in tutto il paese, oltre ad aver bombardato una scuola elementare femminile, causando 175 vittime civili, per lo piu' studentesse.

Iran, Larijani a Trump: "Attento a non essere cancellato tu"

Ali' Larijiani ha respinto al mittente le minacce del presidente americano Donald Trump di colpire l'Iran venti volte piu' forte. "Il popolo dell'Ashura in Iran non ha paura delle vostre vuote minacce", ha scritto su X il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. "Nemmeno persone piu' grandi di te potrebbero eliminare la nazione iraniana. Fai attenzione a non essere cancellato tu", ha ammonito.

Media: Israele estenderà stato di emergenza fino al 26 marzo

Il ministro della Difesa israeliano presenterà oggi al gabinetto di governo il decreto di estensione dello stato di emergenza nel Paese fino al 26 marzo. Lo anticipano i media israeliani0.

L'Iran alla Turchia: "Non abbiamo lanciato missili sul territorio turco"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i missili lanciati verso il territorio turco non sono stati inviati dall'Iran durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan.   Secondo l'Isna, Fidan da parte sua ha affermato che la violazione del territorio turco non è "accettabile" e che Ankara continuerà a prendere le iniziative necessarie al riguardo. "Tutte le parti in guerra dovrebbero evitare qualsiasi mossa che metta a repentaglio la sicurezza regionale e metta in pericolo i civili", ha aggiunto.

Iran, Salvini: "Grave quanto accade. Spero calcolate conseguenze"

"Quello che sta accadendo in Iran e' grave e spero che chi e' partito con questo attacco abbia la contezza di cosa avrebbe comportato, delle conseguenze e della durata del conflitto aperto". L'ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa alla cerimonia di apertura di LetExpo, fiera della logistica che apre oggi i battenti a Verona. "Non voglio pensare che qualcuno sia partito con l'attacco senza calcolare dove arrivare e il costo umano ed economico di un intervento su cui non mi esprimo", ha aggiunto.

Idf: "Colpito sito sviluppo missili dentro Università Imam Hussein a Teheran"

''L'aviazione israeliana ha colpito questa notte un complesso di ricerca e sviluppo di missili balistici all'interno dell'università militare 'Imam Hussein' dei Guardiani della Rivoluzione Islamica''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che i raid di questa notte hanno colpito anche il quartier generale principale della Forza Quds a Teheran.

Iran, Idf: "Colpito sito ricerca armi e tunnel Pasdaran"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno reso noto di aver colpito preso di mira nei bombardamenti della notte scorsa un complesso sotterraneo dove si svolgevano ricerca e sviluppo di armi, e un passaggio sotterraneo nel complesso dove le forze armate della Guardia Rivoluzionaria conducono test per la produzione di missili balistici. A quanto riferito in una nota, il complesso sorge nel cuore dell'universita' militare centrale Imam Hussein delle Guardie rivoluzionarie, utilizzata come risorsa di emergenza e luogo di riunioni per attivita' operative.

Teheran: "Le calciatrici possono tornare nell'amorevole abbraccio della patria"

L'ufficio del procuratore generale iraniano ha affermato che le giocatrici di calcio hanno agito in uno "squilibrio emotivo" e ora possono tornare in patria in "pace e sicurezza" nell'"amorevole abbraccio delle autorità".   "Alcune giocatrici della nostra laboriosa squadra di calcio femminile, figlie di questa terra, involontariamente e sotto lo squilibrio emotivo provocato dalle cospirazioni del nemico, si sono comportate in un modo che ha causato l'eccitazione delirante dei leader criminali israeliani e statunitensi", si legge nella dichiarazione. "Poiché l'amorevole abbraccio delle autorità e del nobile popolo dell'Iran islamico è aperto a queste bambine e comprende le loro circostanze particolari, queste persone care sono invitate a tornare nella loro patria con pace e fiducia".    Le 5 donne che hanno chiesto asilo in Australia hanno un'età compresa tra i 30 e i 20 anni. Iran International, ha aggiunto che altri due membri della squadra hanno chiesto asilo.

Borsa: in India indici in leggero rialzo mentre cala il prezzo del greggio

In India, gli indici di riferimento del mercato azionario Sensex e Nifty hanno chiuso oggi con un modesto rialzo di quasi l'1% in seguito alla riduzione dei prezzi del greggio e alle parole del presidente americano Donald Trump su una possibile conclusione della guerra in Medio Oriente. Nei giorni passati, gli indici erano in calo sulla scia dell'impennata dei prezzi del petrolio dovuta al conflitto. Secondo i dati pubblicati dall'agenzia di stampa indiana Pti, l'indice Bse Sensex a 30 azioni è salito dello 0,82%, mentre l'indice Nse Nifty a 50 azioni ha registrato un rialzo dello 0,97%.

Bahrein, drone colpisce grattacielo nel centro della capitale. VIDEO

Bahrein, drone colpisce grattacielo nel centro della capitale | Video Sky - Sky TG24

Bahrein, drone colpisce grattacielo nel centro della capitale | Video Sky - Sky TG24

Vai al contenuto

Media: "Nuovi raid di Israele su Gaza, 3 bambini uccisi"

Le forze israeliane stanno bombardando le zone orientali di Khan Younis e Gaza City. Lo riferisce al Jazeera dalla Striscia, affermando che "tre bambini palestinesi sono stati uccisi, portando il bilancio delle vittime ad almeno 648 dall'inizio del cessate il fuoco di ottobre.

Iran, Ohana a Qalibaf: "Vi si offre solo resa incondizionata"

"Tutto cio' che vi e' stato offerto e' la resa incondizionata". Cosi' ha risposto, in persiano, Amir Ohana, presidente del Parlamento israeliano, al suo omologo iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, dopo che quest'ultimo aveva negato che la Repubblica islamica stia cercando un cessate il fuoco. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia affinche' impari la lezione e non pensi mai piu' di attaccare il nostro amato Iran" ha scritto Qalibaf in un post su X, provocando la reazione di Ohana.

Media: "Esplosioni a Teheran, Isfahan, Tabriz e Ahvaz"

"Nelle ultime due ore abbiamo sentito esplosioni nella parte orientale della capitale e abbiamo ricevuto segnalazioni di attacchi in tutto il Paese, tra cui Isfahan, Tabriz e Ahvaz". Lo afferma il corrispondente di al Jazeera a Teheran.

Iran, Qatar: "Teheran intensifica attacchi a infrastrutture"

Il Qatar ha accusato l'Iran di aver intensificato gli attacchi alle sue infrastrutture civili.

Iran, media: "Petroliera esplode a largo Abu Dhabi"

Una petroliera e' esplosa al largo di Abu Dhabi. Lo riferisce il tehran Times.

Renew: "Stati Ue lascino a Kallas spazio di esprimersi sul conflitto in Iran"

"La via della diplomazia spetta all'Alto rappresentante dell'Ue Kaja Kallas: è lei che deve svolgere a pieno il suo ruolo per tracciare una posizione europea e gli Stati membri devono lasciarle lo spazio di esprimersi". Lo ha detto la presidente dei Liberali Ue, la francese Valerie Hayer, in conferenza stampa a Strasburgo, rispondendo a una domanda in merito a chi dovrebbe esprimere la posizione dell'Unione europea sul conflitto in Iran.    "Questo non significa che von der Leyen debba tacere, ma i singoli Stati devono lasciare a Kallas lo spazio per esprimersi con una voce forte", ha sottolineato la leader dei Liberali all'Eurocamera, aggiungendo poi che "il problema di Bruxelles sui conflitti internazionali è che abbiamo 27 voci diverse, e sappiamo bene che sull'Iran tra i vari Stati membri ci sono posizioni molto differenti".

Iran, bombe a grappolo su Israele: bilancio sale a due morti

Un secondo israeliano e' morto in seguito a un attacco missilistico iraniano con bombe a grappolo che ha colpito ieri mattina Yehud, nella zona centrale di Israele. Secondo quanto riferito dal sindaco di Petah Tikva, Rami Greenberg, citta' dove vivevano le due vittime. I due uomini, Amid Mortozov e Rustam Golumov, stavano lavorando in un cantiere edile in citta' quando la bomba a grappolo ha colpito la zona. Entrambi non si trovavano in un rifugio antiaereo, secondo i primi soccorritori. Nell'attacco altri due sono rimasti feriti gravemente.

Iran, Procura: "Giocatrici nazionale calcio possono tornare"

La Procura generale iraniana ha invitato le giocatrici della nazionale femminile di calcio a rientrare. "Possono tornare in patria", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. "Alcune componenti di questa squadra, involontariamente ed emotivamente eccitate dalla cospirazione e dalle malefatte del nemico, si sono comportate in un modo che ha provocato la gioia delirante dei leader criminali della guerra imposta dagli americani e dai sionisti", si legge in una nota. Alcune giocatrici della nazionale, che si trova in Australia per la Coppa d'Asia, hanno chiesto e ottenuto asilo dalle autorita' di Canberra. Temevano di subire persecuzioni in patria per non aver cantato l'inno nazionale prima di una partita.

Cremlino: "Putin ha offerto opzioni di mediazione per la de-scalation in Iran"

Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto opzioni di mediazione e di riduzione delle tensioni nella guerra in Iran, dopo che il presidente russo ha avuto una telefonata con Donald Trump ieri sera. Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, come riporta la Tass.   Le proposte sull'Iran sono ancora sul tavolo, ma rimarranno riservate, ha sottolineato il portavoce del Cremlino.   Ma mentre la Russia ha apparentemente assunto una posizione moderata sulla guerra contro uno dei suoi più stretti alleati, secondo recenti rapporti la Russia ha segretamente sostenuto l'Iran con informazioni di intelligence che potrebbero aiutare Teheran ad attaccare l'esercito americano.

Idf: "Nuova ondata di attacchi su Teheran"

''L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran''. Lo comunica il portavoce militare. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana.

Iran, Teheran: "Danneggiato palazzo Chehel Sotoun a Isfahan"

Il palazzo Chehel Sotoun di Isfahan, patrimonio mondiale dell'umanita', e' stato danneggiato dai bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dopo aver colpito il palazzo Golestan a Teheran, gli Stati Uniti e Israele hanno danneggiato un altro sito del patrimonio culturale di eccezionale importanza universale nella citta' di Isfahan: il Palazzo Chehel Sotoun, un sito patrimonio dell'umanita' Unesco, in piazza Naqsh-e Jahan", ha scritto su X. "Questo capolavoro safavide non e' solo parte del patrimonio culturale e civile dell'Iran, ma anche un tesoro culturale appartenente a tutta l'umanita'", ha ricordato. "Il mondo non puo' restare in silenzio mentre i crimini brutali degli aggressori minacciano il patrimonio comune dell'umanita'", ha ammonito.

Petrolio, Saudi Aramco: con blocco Hormuz rischio "catastrofe"

La compagnia petrolifera statale saudita Aramco, il maggiore esportatore di petrolio al mondo, mette in guardia contro "conseguenze catastrofiche" per i mercati petroliferi mondiali. Circa il 20% del greggio mondiale passa attraverso lo Stretto di Hormuz e la Guardia Rivoluzionaria iraniana ha avvertito che non lascera' passare alcuna petroliera finche' continueranno gli attacchi americani e israeliani contro l'Iran. "Quanto piu' a lungo continueranno le interruzioni, tanto piu' drastiche saranno le conseguenze per l'economia mondiale", ha avvertito il Ceo di Aramco, Amin Nasser, in videoconferenza.

Pakistan: "Scortiamo navi mercantili per garantire forniture energetiche"

Il Pakistan ha lanciato un'operazione per "contrastare le minacce multidimensionali" al suo commercio marittimo e navale nazionale, con preoccupazioni per le forniture di carburante dovute alla guerra in Medio Oriente. L'Esercito ha annunciato che la Marina sta scortando le navi mercantili "per garantire il flusso ininterrotto delle forniture energetiche nazionali e la sicurezza delle linee di comunicazione marittime".    Il Pakistan, che confina con l'Iran nel sud-ovest, dipende dal petrolio e dal gas del Golfo e venerdì scorso ha aumentato i prezzi alla pompa di circa il 20%, provocando lunghe code alle stazioni di servizio in tutto il paese.    Ieri il premier Shehbaz Sharif ha presentato una serie di misure di austerità per risparmiare carburante, tra cui la chiusura degli uffici governativi per un giorno a settimana e l'obbligo per il 50% del personale di lavorare da casa. Anche le scuole sono state chiuse per due settimane. L'esercito ha affermato che è fondamentale che le rotte marittime rimangano sicure, protette e ininterrotte, poiché il 90% del commercio pakistano si sposta via mare. La marina era pienamente "pronta a rispondere alle sfide emergenti in materia di sicurezza marittima", ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli.

Ad Aramco: "Rischi catastrofici per mercati petrolifero"

La guerra in Medioriente può avere conseguenze potenzialmente "catastrofiche" per i mercati petroliferi. E' l'allarme lanciato dell'ad del colosso petrolifero Saudi Aramco, Amin Nasser, durante una conference call in occasione della pubblicazione dei risultati finanziari del 2025. Se "si prolungheranno le disfuzioni" causate dalle attvità belliche nel Golfo, ha sottolineato "le conseguenze saranno catastrofiche per i mercati petroliferi globali".

"È assolutamente cruciale - ha aggiunto - che il trasporto marittimo riprenda nello Stretto di Hormuz" attraverso il quale transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio.

Renew: "Ue valuti suo contribuito per de-escalation nello stretto di Hormuz"

"L'Unione europea deve coordinare una risposta comune per proteggere gli approvvigionamenti energetici, facendo acquisti comuni di energia e incoraggiando le reti elettriche. L'Ue è stata presa in ostaggio da questa guerra lanciata da Usa e Israele e viene esposta a degli shock energetici che espongono famiglie e aziende in tutta l'Unione. L'Ue valuti suo contribuito ad allentare situazione nello stretto di Hormuz con azioni coordinate che possono aumentare la sicurezza marittima nella regione; gli Stati membri potrebbero contribuire con navi, intelligence e sostegno logistico per aiutare ad alleviare la situazione". Lo ha detto la presidente dei Liberali Ue, la francese Valerie Hayer, in conferenza stampa a Strasburgo. 

In merito alla questione iraniana, la leader di Renew Europe ha poi aggiunto: "Con la nomina del figlio di Khamenei non viene cambiata la linea del regime: sosteniamo il popolo iraniano, ma eliminare i leader con la forza non produce democrazia". 

Teheran, anche una bimba di 8 mesi tra i 193 minori uccisi

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha causato finora la morte di 193 bambini, la vittima più giovane è una bambina di otto mesi: lo afferma un portavoce del governo iraniano, ripreso da Mehr. 

Libano, media: "Raid Idf a Tiro dopo avvisi evacuazione"

Le forze armate israeliane hanno lanciato un attacco vicino alla città di Tiro, nel Libano meridionale, dopo aver diffuso avvisi di evacuazione per imminenti raid contro infrastrutture di Hezbollah. Nel mirino, la zona di Abbassiyeh, ha dichiarato l'agenzia di stampa statale National News Agency. L'Idf aveva diffuso avvertimenti per Tiro e Sidone.

Netblocks: "L'Iran è in uno dei black out di Internet più gravi al mondo"

NetBlocks, osservatorio globale di Internet, afferma che "il blackout di Internet in Iran è ora tra le più gravi interruzioni di Internet imposte dal governo a livello nazionale mai registrate a livello mondiale, e la seconda più lunga registrata in Iran dopo le proteste di gennaio, con il Paese che ha trascorso un terzo del 2026 offline". 

Emirati Arabi: "Intercettati missili e droni di Teheran"

"Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente affrontando minacce missilistiche e di droni provenienti dall'Iran". Lo ha scritto su X il ministero della Difesa emiratino, confermando che "i suoni uditi in varie parti del Paese sono il risultato dell'intercettazione dei missili balistici da parte dei sistemi di difesa aerea e dell'intercettazione dei droni e degli aerei da combattimento da parte dei caccia".

Unhcr: "Oltre 100.000 nuovi sfollati in Libano in 24 ore"

L'Unhcr afferma che in Libano ci sono oltre 100.000 nuovi sfollati a causa della guerra in 24 ore. 

Wadephul: "Attacchi continueranno fino a cessazione pericolo"

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul si è espresso con cautela sulle prospettive di una rapida conclusione della guerra in Iran. Gli Stati Uniti continuano a concentrarsi sulla riduzione delle capacità militari dell'Iran, "che rappresentano una minaccia per i paesi vicini, ma anche per l'Europa, in modo tale che questo pericolo non sussista più", ha affermato il politico tedesco durante un incontro con il suo omologo Konstantinos Kombos nella capitale cipriota Nicosia. "Penso che questi attacchi continueranno fino a quando questo obiettivo non sarà raggiunto o fino a quando la parte iraniana non avrà dimostrato una seria disponibilità a negoziare".

Wadephul ha affermato che gli europei devono cogliere il momento in cui ci sarà una seria possibilità di avviare i negoziati. Devono "posizionarsi molto rapidamente, in modo da poter svolgere un ruolo anche in questi negoziati". Il ministro ha promesso solidarietà a Cipro in caso di nuovi attacchi con missili o droni iraniani, ma ha nuovamente rifiutato di fornire sostegno militare. Se dovesse verificarsi una situazione di sicurezza in cui “Cipro ha bisogno della Germania, la Germania sarà presente”. L'obbligo di assistenza previsto dal trattato UE è valido e la Germania lo adempirà. Wadephul ha tuttavia fatto riferimento alla ripartizione degli oneri militari all'interno dell'UE. Numerosi partner, che sono comunque paesi mediterranei, sostengono Cipro. La Germania è attiva, ad esempio, nel Mar Baltico o nei Paesi baltici.

Azerbaigian invia aiuti umanitari in segno de-escalation

L'Azerbaigian ha annunciato di aver inviato aiuti umanitari all'Iran, un timido segnale di de-escalation pochi giorni dopo un attacco con droni che ha fatto temere l'espansione al Caucaso della guerra in Medio Oriente. Baku aveva promesso ritorsioni dopo aver accusato Teheran di aver lanciato quattro droni contro l'enclave azera di Nakhchivan, al confine con l'Iran, colpendo un aeroporto e ferendo quattro persone. La Repubblica Islamica ha negato la responsabilità dell'attacco e ha accusato Israele, alleato dell'Azerbaigian, di esserne il mandante. Nonostante l'incidente, il ministero delle Situazioni di Emergenza dell'Azerbaigian ha dichiarato oggi di aver inviato diverse tonnellate di cibo e medicinali all'Iran come aiuti umanitari. Il presidente azero Ilham Aliyev ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Massoud Pezeshkian, domenica, al quale ha chiesto di indagare sull'attacco con i droni, secondo quanto riportato da Baku. I due leader hanno anche discusso della loro cooperazione economica, lasciando intendere di non volere un'escalation della crisi. L'Iran accusa da tempo Israele, il principale fornitore di armi di Baku, di utilizzare il territorio azero per condurre operazioni di intelligence e presunti attacchi. Nel giugno 2025, Baku ha assicurato a Teheran che il territorio azero non sarebbe stato utilizzato per attaccare l'Iran, in seguito al conflitto di 12 giorni attuato da Israele e Usa contro la Repubblica Islamica.

Iran, Netanyahu: "Stiamo spezzando le ossa a Teheran, ma non abbiamo ancora finito"

Secondo il primo ministro israeliano, Tel Aviv "sta spezzando le ossa al regime iraniano dall'inizio dell'offensiva" e "non ha ancora finito". Poi ha sottolineato: "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro"

Iran, Netanyahu: 'Stiamo spezzando ossa a Teheran, non abbiamo finito'

Iran, Netanyahu: 'Stiamo spezzando ossa a Teheran, non abbiamo finito'

Vai al contenuto

Afghani in fuga, oltre 110mila rientrati in patria

Migliaia di afghani che si erano rifugiati in Iran stanno attraversando ogni giorno il confine per rientrare in patria, in fuga dagli attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. Lo riferisce l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Arafat Jamal, rappresentante dell'agenzia per l'Afghanistan, ha affermato che sono circa 110.000 gli afghani che hanno lasciato l'Iran dall'inizio delle tensioni con gli Stati Uniti a febbraio. Flusso cui l'attacco di Usa e Israele ha dato una accelerata, numeri che riguardano "una vasta gamma di persone", dai residenti di lunga data ai lavoratori migranti. "Sembra trattarsi più di una mossa preventiva", ha spiegato Jamal, sottolineando che molti parlano della paura dei bombardamenti ma anche di un'economia disfunzionale che lascia numerosi lavoratori senza occupazione. I rimpatriati stanno "fuggendo da una guerra per ritrovarsi in un'altra", ha aggiunto, tornando in un Paese impegnato in un conflitto con il vicino Pakistan: "Per queste persone non esiste una scelta buona".

Costa: "La libertà per gli iraniani non si ottiene con le bombe" (2)

"Questo mondo multipolare richiede soluzioni multilaterali. Non sfere di influenza, dove la politica di potenza sostituisce il diritto internazionale. Conosciamo la nuova realtà: una realtà in cui la Russia viola la pace, la Cina interrompe il commercio e gli Stati Uniti sfidano l'ordine internazionale basato sulle regole", ha spiegato Costa. "La risposta ferma ed efficace dell'Unione Europea alle minacce degli Stati Uniti contro la Groenlandia è un esempio di come la nostra unità rafforzi la nostra posizione globale. Riconosco quanto a volte possa essere difficile raggiungere una posizione tempestiva e unita. Tuttavia, abbiamo imparato lezioni preziose. Come la necessità di rispondere rapidamente alle situazioni urgenti, come abbiamo visto con Gaza. Come mantenere lo slancio sui nostri impegni internazionali, come dimostrato dall'accordo Ue-Mercosur, fondamentale per salvaguardare la credibilità globale dell'Europa. Perché in tempi come questi, i valori e la fiducia sono più critici che mai. Sono il fondamento della nostra influenza e autorità. Questo è ciò che rende la nostra Unione forte. Questo è ciò che dobbiamo continuare a sostenere", ha concluso. 

Wfp: "Guerra in Medio Oriente aumenta prezzi cibo e carburante, cresce la fame"

L'escalation del conflitto in Medio Oriente oltre a causare un'impennata dei prezzi di cibo e carburante, avrà ripercussioni oltre i confini della regione con un peggioramento della fame nel mondo tra le popolazioni più vulnerabili. E' quanto avverte il World Food Programme (Wfp). Le interruzioni della rotta di transito dello Stretto di Hormuz, che gestisce circa il 20% delle spedizioni globali di petrolio e gas, ha portato a "una diminuzione del traffico marittimo, un aumento dei rischi navali e la deviazione o la sospensione del trasporto merci commerciale". Il Wfp avverte che se il conflitto dovesse intensificarsi, la combinazione della situazione nello  Stretto di Hormuz e del Mar Rosso, un altro passaggio strategico per il commercio globale, potrebbe creare "uno scenario senza precedenti di doppio collo di bottiglia per il commercio globale e i flussi energetici". Secondo l'agenzia Onu la situazione attuale non solo minaccia i mercati globali, ma complica anche la distribuzione degli aiuti umanitari alle popolazioni vulnerabili. "Ciò aumenta il rischio che le persone attendano più a lungo gli aiuti e si trovino ad affrontare una maggiore insicurezza alimentare e malnutrizione". Per proseguire le sue operazione di assistenza e aiuto il Wfp si affida alle rotte di transito in Turchia, Egitto, Giordania e Pakistan, e all'utilizzo, ove possibile, di corridoi terrestri tra gli Emirati Arabi Uniti e il Levante. Anche i porti egiziani pienamente operativi e il Canale di Suez vengono utilizzati per supportare le operazioni regionali delle agenzie umanitarie. 

Teheran: "Uccisi finora 193 minorenni, anche un neonato di 8 mesi"

La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha causato finora la morte di 193 bambini. La vittima più giovane è una bambina di otto mesi. Lo ha dichiarato parlando di fronte a un pannello con su esposti i ritratti dei bambini uccisi, il portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani, aggiungendo che anche un bambino di quattro mesi è rimasto ferito.

Durante il briefing, Mohajerani ha parlato degli attacchi alle strutture sanitarie e mediche, affermando che finora sono stati uccisi anche 11 operatori sanitari. Ha affermato che sono state colpite 52 unità dei servizi sanitari, 29 strutture mediche, 19 unità di emergenza e 16 ambulanze, con quattro ambulanze e un elicottero di soccorso distrutti.

Emirati: "Attaccato nostro consolato in Kurdistan iracheno"

Gli Emirati arabi uniti - già da giorni sotto attacco diretto dell'Iran - hanno denunciato oggi "un attacco terroristico non provocato con droni" contro il loro consolato nel Kurdistan iracheno, un attacco che non ha provocato feriti ma solo danni materiali. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri emiratino, secondo cui "gli attacchi contro missioni e installazioni diplomatiche rappresentano una flagrante vuolazione delle norme e del diritto internazionale, in particolare della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Questi atti rappresentano una pericolosa escalation e una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione". Il ministero ha dunque esortato il governo iracheno e quello dei Kurdistan a "indagare le circostanze di questo attacco, identificare i responsabili e prendere le misure necessarie per garantire che i responsabili siano assicurati alla giustizia".

Qalibaf: "Non cerchiamo tregua. Nemico impari lezione"

Il presidente del Parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha confermato che l'Iran non sta cercando una fine delle ostilita' con Stati Uniti e Israele, ma anzi intende infliggere ai nemici una dura lezione. "Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia per imparare la lezione e non pensare mai più di attaccare l'Iran", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani. "Il regime sionista vede la sua vergognosa esistenza come la continuazione del ciclo di 'guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra' per affermare il proprio dominio. Noi spezzeremo questo ciclo", ha assicurato.

Idf, individuate numerose armi di Hezbollah, colpiti comandanti forza Radwan

L'Idf rende noto che ieri le truppe hanno individuato una cellula di terroristi di Hezbollah e hanno diretto un velivolo che ha colpito ed eliminato i miliziani. Inoltre, i soldati hanno localizzato numerose armi e materiali di propaganda appartenenti all'organizzazione, altri sospettati sono stati eliminati. Parallelamente, le truppe dell'Idf hanno iniziato a condurre raid mirati nel sud del Libano, è stata colpita una struttura in cui si erano riuniti comandanti della Radwan Force, così come un deposito di armi appartenente all'organizzazione terroristica. 

Iran, presidente Parlamento: "Non vogliamo assolutamente un cessate il fuoco"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha respinto l'idea che la fine della guerra possa avvenire attraverso negoziati con Stati Uniti e Israele. "Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco", ha scritto in un post su X. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia in modo che impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran". Ghalibaf ha aggiunto che l'Iran vuole interrompere il ciclo "guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra", una strategia che, a suo dire, Israele starebbe utilizzando per affermare la propria egemonia.

Video mostra attacchi Usa contro i lanciatori di missili iraniani

Australia, manifestanti bloccano bus giocatrici iraniane

Costa: "La libertà per gli iraniani non si ottiene con le bombe"

"L'Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un'ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l'Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell'Ue. 

Msc annuncia sospensione di alcune operazioni nel Golfo

La compagnia di navigazione Msc annuncia la sospensione di "alcune" delle sue operazioni nel Golfo, senza specificare quali, a causa della guerra in Medio Oriente. "Alla luce dell'attuale situazione di sicurezza in Medio Oriente, Msc si rammarica di informarvi (...) che è necessario dichiarare la fine del viaggio per alcuni carichi di esportazione attualmente sotto la custodia e il controllo di Msc nei porti del Golfo", ha dichiarato la compagnia di navigazione in un avviso ai propri clienti, pubblicato sul suo sito web.

Questa misura si applica ai carichi in questione, indipendentemente dal fatto che si trovino "a terra o già a bordo", ha affermato Msc, spiegando che questa decisione è "presa in conformità con la clausola 13 (circostanze speciali) del contratto" e "non costituisce una violazione del contratto". "Tutte le merci interessate saranno scaricate e rese disponibili" in un porto designato, ha aggiunto Msc.

Offensiva israeliana in Libano, attacchi e 700mila sfollati

Cittadini iraniani in fuga verso la Turchia

Guerra Iran, rientro salma settimo soldato Usa ucciso nel conflitto

Macron convoca nuovo consiglio di difesa

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato un nuovo Consiglio di difesa e sicurezza nazionale per questa sera alle 18.30 sulla situazione in Iran e Medio Oriente. A renderlo noto è Bfmtv. 

Teheran a Von der Leyen: "Ipocrita, suo silenzio complice"

L'Iran ha duramente criticato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, per un post pubblicato ieri su X in cui esprimeva solidarietà agli iraniani e ai paesi del Golfo. "Per favore, risparmiate l'ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all'occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra commessi da Stati Uniti e Israele contro gli iraniani", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "Dov'era la sua voce quando più di 165 innocenti piccoli angeli iraniani sono stati massacrati nella città di Minab? Perché non dice nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, sedi diplomatiche di polizia, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato?", ha incalzato. "Il silenzio di fronte all'illegalità e all'atrocità non è altro che complicita'", ha insistito. "Scorra le risposte sotto il suo post e scoprirà cosa pensa veramente la gente del suo insabbiamento dei crimini", ha aggiunto.

Hezbollah: "Abbiamo respinto tentativi israeliani di avanzare in Libano"

Hezbollah ha affermato di aver respinto nelle ultime ore un tentativo di avanzata israeliana nel sud del Libano, nell'area di Khiam, vicino all'ex centro di detenzione e tortura usato da Israele negli anni dell'occupazione tra il 1978 e il 2000. In una serie di comunicati diffusi dal partito armato filo-iraniano, i combattenti  hanno preso di mira due carri armati Merkava israeliani, uno dei quali sarebbe stato visto prendere fuoco. Secondo Hezbollah, mentre le forze israeliane tentavano di recuperare il mezzo colpito sarebbero state nuovamente bersagliate, mentre un terzo carro Merkava sarebbe stato distrutto in un'imboscata quando una unità israeliana ha tentato di recuperare i propri morti. Il movimento di resistenza ha inoltre dichiarato di aver lanciato salve di razzi contro forze israeliane nella zona della postazione di Jabal el-Bat ad Aitaroun, contro una unità israeliana che tentava di infiltrarsi a Hula, e contro la collina di Hamames, a sud di Khiam, occupata dall'esercito israeliano sin dal 2024. Hezbollah ha poi rivendicato tiri di razzi e di artiglieria, oltre ad attacchi con droni, contro soldati israeliani nelle località di Khanuq, nell'area di Aitaroun, Kahil vicino a Marun Ras e al Marj nei pressi di Markaba. 

Idf, attaccato nella notte quartiere generale Hezbollah nel sud del Libano

L'esercito israeliano comunica che nella notte è stato attaccato il quartier generale di Hezbollah nella zona del villaggio di Ansar, nel Libano meridionale, in risposta al lancio di razzi che l'organizzazione terroristica ha effettuato ieri contro il territorio israeliano dalla zona del villaggio. Poche ore dopo i lanci, un portavoce dell'Idf ha informato in arabo gli abitanti del villaggio da cui erano stati lanciati i razzi di evacuare la zona per la loro protezione. "Hezbollah  - afferma l'Idf - sta installando infrastrutture terroristiche in aree civili, mettendo così in pericolo la popolazione libanese. Posizionare lanciamissili e sparare da aree civili in Libano costituisce uno sfruttamento pianificato e cinico dei residenti libanesi per promuovere gli obiettivi terroristici di Hezbollah", scrive l'Idf in una nota. 

Bloomberg: "I paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio"

I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione. 

Militari italiani dell'Unifil scortano fuga di cristiani da paese nel Libano del sud

Gli abitanti di una località libanese a maggioranza cristiana nel sud del Libano stanno lasciando le loro case scortati da militari italiani della missione Onu (Unifil) dopo le ripetute minacce di sfollamento ricevute in tutta la zona da Israele che ha ieri ucciso il parroco cattolico di una località vicina, sempre nel sud del paese. Lo riferisce l'agenzia di notizie libanese Nna e lo conferma l'ufficio stampa di Unifil all'ANSA. I dignitari del paese di Alma Shaab, nel distretto di Tiro, hanno deciso di lasciare le loro case a seguito dell'ennesimo ordine di sfollamento forzato ("avviso di evacuazione") e dopo l'uccisione ieri da parte di Israele del parroco Pierre Rai, del vicino paese di Qlaiaa. Gli abitanti di Rmeish, altra località cristiana lungo la linea di demarcazione con Israele hanno invece deciso per ora di rimanere nel loro paese, come avvenuto già in precedenza durante il lungo conflitto del 2023-24. 

Teheran, 1.255 morti e oltre 12mila feriti (2)

A quanto riferito da un portavoce del governo, nei soli ospedali sono state uccise 206 donne e 193 minori di 18 anni. La vittima più giovane è stata una bambina di 4 mesi. A oggi sono state attaccate 52 unità sanitarie, 29 unità mediche, 19 unità di emergenza e 16 ambulanze. Undici operatori sanitari sono rimasti vittime dei raid.

Wsj: "I consiglieri esortano Trump a trovare una via di uscita alla guerra"

Alcuni consiglieri di Donald Trump lo hanno esortato privatamente a cercare un piano di uscita dalla guerra in Medio Oriente in un contesto di aumento dei prezzi del petrolio e di preoccupazione per il fatto che un conflitto prolungato potrebbe scatenare una reazione politica. Lo scrive il Wsj. Secondo fonti vicine alla questione, alcuni consiglieri del presidente lo avrebbero incoraggiato negli ultimi giorni a elaborare un piano per ritirare gli Stati Uniti dalla guerra e dimostrare che Washington ha ampiamente raggiunto i suoi obiettivi. Secondo alcune fonti, Trump è stato informato su alcuni sondaggi riguardanti la guerra. I sondaggi d'opinione pubblicati negli ultimi giorni mostrano che la maggioranza degli americani è contraria a un'azione militare in Iran. Alcuni funzionari dell'amministrazione Trump hanno però dichiarato al Wsj che finché l'Iran continuerà ad attaccare i paesi della regione e Israele sarà ancora disposto a colpire obiettivi iraniani, è improbabile che gli Stati Uniti riusciranno a uscire facilmente dalla guerra. 

Keravnos: "Grazie a Grecia, Francia, Italia e Spagna"

"Cipro geograficamente si trova in una regione più ampia dove ci sono alcune ostilità a causa della guerra di Teheran. Abbiamo adottato alcune misure precauzionali, ma la vita a Cipro scorre senza intoppi e in sicurezza". Lo ha detto il ministro delle Finanze di Cipro, Makis Keravnos, arrivando all'Ecofin. "Il settore aerospaziale è sempre aperto e colgo l'occasione per esprimere i miei sinceri ringraziamenti per la reazione immediata dell'Unione Europea in merito alla protezione dei nostri cittadini. E più specificamente, vorrei ringraziare Grecia, Francia, Italia e Spagna" ha concluso.

Wp: "5,6 miliardi di dollari in munizioni spesi da Usa nei primi 2 giorni di guerra"

Secondo tre funzionari statunitensi, il Pentagono ha bruciato munizioni per un valore di 5,6 miliardi di dollari nei primi due giorni del suo attacco militare all'Iran. Lo riporta il Washington Post, aggiungendo che la cifra sottolinea il crescente allarme a Capitol Hill per la velocità con cui le forze statunitensi hanno eroso le scarse scorte degli armamenti più avanzati degli Stati Uniti. La stima solleva nuovi interrogativi sul fatto che l'amministrazione Trump abbia ampiamente ignorato le preoccupazioni dei legislatori secondo cui l'operazione Iran sta rapidamente erodendo la prontezza dell'esercito statunitense. Si prevede inoltre che l'amministrazione Trump invierà al Congresso una richiesta supplementare di bilancio per la difesa già questa settimana – potenzialmente per un totale di decine di miliardi di dollari – per contribuire a sostenere la sua campagna, hanno affermato i funzionari. Anche questa richiesta dovrebbe scontrarsi con l'opposizione di molti democratici, i cui tentativi di impedire all'amministrazione ulteriori azioni militari in Iran sono falliti.

Morto l'operaio ferito ieri in un attacco missilistico nel centro di Israele

L'uomo rimasto gravemente ferito ieri in un bombardamento nel centro di Israele è stato dichiarato morto questa mattina allo Sheba Hospital di Tel Hashomer. 

Teheran: "Non cerchiamo il cessate il fuoco, aggressore impari lezione"

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, afferma su X che Teheran non intende raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. "Non stiamo certo cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l'aggressore debba essere colpito affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare l'Iran", ha scritto il potente presidente del parlamento iraniano aggiungendo che Israele si affida a un ciclo di "guerra, negoziati, cessate il fuoco e poi di nuovo guerra" per mantenere il suo dominio, e ha affermato che l'Iran interromperà questo ciclo. 

Tajani parla con il ministro saudita: "Scongiurare rischio crisi energetica"

"Ho avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan sugli ultimi sviluppi in Medio Oriente. Dobbiamo scongiurare il rischio di una crisi energetica proteggendo le infrastrutture e tutelando la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nello stretto di Hormuz e nel Mar Rosso". Così in un post su X ieri sera il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha poi confermato "l’impegno italiano per la de-escalation e che l’Italia sosterrà la bozza di risoluzione presentata dal Consiglio di Cooperazione del Golfo in Consiglio di Sicurezza dell'Onu, per condannare gli attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo".

Weber: "La fine del regime in Iran sarebbe un sollievo per il mondo"

"Se il regime iraniano finisse sarebbe un sollievo per la regione, per l'Europa e per il mondo". Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, in conferenza stampa a Strasburgo. Nei mesi scorsi "abbiamo visto decine di migliaia di giovani cittadini iraniani che manifestavano per un altro Iran, per un Iran basato sulla libertà, che sono stati uccisi, massacrati dal loro stesso regime. Questo è lo scenario alternativo che abbiamo", ha evidenziato il leader del Ppe. 

Colloqui Tajani con ministri Esteri saudita e indiano: "mpegno per de-escalation"

Nell’ambito dell’azione diplomatica dell’Italia per promuovere una de-escalation nel Golfo e nella più ampia regione mediorientale, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto ieri colloqui telefonici con il Ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, e con il Ministro degli Esteri dell’India, Subrahmanyam Jaishankar. A renderlo noto è la Farnesina. Al centro dei colloqui un aggiornamento sulla situazione nella regione del Golfo dopo i nuovi attacchi iraniani contro diversi Paesi dell’area. Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia a favore della de-escalation, della diplomazia e di una soluzione pacifica alla crisi. Tajani ha indicato come sia essenziale garantire la libertà di navigazione e la sicurezza marittima, in particolare nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso, in un contesto di speculazioni che stanno causando l’innalzamento dei prezzi del gas e del petrolio.

Al Ministro saudita, Tajani ha rinnovato la solidarietà italiana dopo gli inaccettabili attacchi iraniani, e il ringraziamento per l’assistenza prestata ai cittadini italiani nell’area e la collaborazione con le nostre Ambasciate e Consolati per facilitare il loro lavoro in questo momento di emergenza. Il titolare della Farnesina ha confermato che l’Italia sosterrà la bozza di Risoluzione del Consiglio di Sicurezza ONU presentata dal Bahrein a nome del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per condannare gli attacchi iraniani ai Paesi del Golfo. Al Ministro indiano Jaishankar, il titolare della Farnesina ha sottolineato come i recenti sviluppi rendano ancora più attuale la necessità di realizzare il corridoio IMEC, per la diversificazione delle connessioni commerciali, digitali ed energetiche.

Dallo scoppio della crisi, Tajani ha avuto contatti telefonici con il Segretario di Stato Rubio, con il Ministro degli Esteri tedesco Wadephul, con i Ministri degli Esteri di Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein, Giordania, Oman, Azerbaijan, Egitto, con il Direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica Raphael Grossi e con i partner G7 nella riunione dedicata all’Iran del 1° marzo scorso. Ulteriori colloqui sono previsti con il Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e con il Ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

Teheran: "Nuovi raid su Israele. Colpiti siti carburante"

L'esercito iraniano ha lanciato una nuova ondata di attacchi su Israele. A quanto riferito da un comunicato dell'esercito riportato dai media iraniani, droni hanno colpito la raffineria di petrolio e gas, e i serbatoi di carburante di Haifa.

Dombrovskis: "A G7 su energia discussioni a un livello più concreto"

I ministri dell'Energia dei Paesi del G7 discuteranno oggi in modo "più concreto" dell'uso delle riserve strategiche di petrolio per contenere ulteriori fiammate dei prezzi del greggio. Lo dice il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis, ieri sera a Bruxelles al termine dell'Eurogruppo. "Le riserve di petrolio - afferma Dombrovskis - servono proprio per questo. Non vediamo carenze strutturali di offerta in futuro, quindi questo intervento sarebbe giustificato. Parliamo di un intervento coordinato a livello di G7. In questa fase nessuna decisione è stata presa, i ministri dell'Energia del G7 avranno discussioni a un livello più concreto", conclude.

Trump: "Gas e petrolio non possono essere ostaggio Iran"

“Non permetterò a un regime terroristico di tenere in ostaggio il mondo e tentare di interrompere l'approvvigionamento globale di petrolio, e se l'Iran farà qualcosa in tal senso, subirà un contraccolpo molto, molto più duro”, A dichiararlo è stato il presidente americano Donald Trump, ieri sera durante la conferenza stampa sull'Iran a Miami. L'approvvigionamento di petrolio sarà molto più sicuro senza la minaccia delle navi, dei droni e dei missili iraniani, mentre lo Stretto di Hormuz “rimarrà sicuro”, ha aggiunto Trump. “Stiamo mettendo fine a tutte queste minacce una volta per tutte, e il risultato sarà un abbassamento dei prezzi del petrolio e del gas per le famiglie americane”.

"Nelle ultime settimane il regime e i gruppi che agiscono per loro procura - ha aggiunto Trump - hanno attaccato il commercio internazionale", ma tra poco finirà la guerra "e il petrolio scenderà". "Stiamo comunque emettendo delle polizze di assicurazione per proteggere i nostri partner laddove necessario - ha sottolineato il presidente Usa - e se l'Iran dovesse attaccarli il prezzo sarebbe incalcolabile e l'Iran rimpiangerà quel gesto perché lo stretto di Hormuz deve restare aperto". "Stiamo agendo per il bene gli altri paesi, anche per la Cina, in modo che il petrolio possa continuare ad andare in Cina - ha rivendicato il tycoon - Stiamo proteggendo il resto del mondo".

Trump ha inoltre spiegato che l'America sta rinunciando a sanzioni contro alcuni paesi: "Lo farò finché non sarà riaperto lo stretto di Hormuz". Poi ha annunciato: "Lanceremo delle operazioni di scorta navale laddove fosse necessario: abbiamo le più grandi capacità per dragare le mine e libereremo il mare. Se gli iraniani giocheranno con noi li colpiremo con una forza mai vista".

Premier Iraq avvisa Usa: "Non siamo base per attacchi"

Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani ha avvertito oggi al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l'Iraq non sarà utilizzato come piattaforma di lancio per attacchi all'Iran di Usa e Israele. Nel giro di poche ore dall'inizio del conflitto, lo spazio aereo iracheno è stato attraversato da caccia e missili provenienti sia dall'Iran che dagli attacchi sferrati da americani e israeliani. Nel corso della telefonata con Rubio, Sudani ha sottolineato "l'importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per alcuna azione militare contro Paesi vicini o contro la regione", ha riferito l'ufficio stampa del primo ministro. Il capo del governo iracheno ha inoltre respinto "qualsiasi tentativo di trascinare il Paese nei conflitti in corso" e chiesto di azzerare "le violazioni dello spazio aereo iracheno di qualsiasi parte del conflitto". L'Iraq, da tempo terreno di scontro indiretto tra Usa e Iran, è stato coinvolto nel conflitto fin dalle prime fasi: attacchi attribuiti a Washington e a Israele hanno preso di mira gruppi sostenuti da Teheran e attivi su territorio iracheno. Questi ultimi hanno a loro volta rivendicato raid contro basi statunitensi in Iraq e in altre aree della regione. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha dichiarato che Rubio "ha condannato con forza gli attacchi terroristici compiuti dall'Iran e da milizie terroristiche a esso allineate in Iraq", inclusa la regione del Kurdistan Region. Rubio ha inoltre esortato Baghdad ad adottare "tutte le misure possibili per proteggere il personale diplomatico e le strutture degli Usa". Sabato, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato razzi lanciati contro l'ambasciata statunitense a Baghdad.

Sirene allarme aereo a Gerusalemme dopo allarme missilistico

Le sirene dell'allarme aereo sono scattate a Gerusalemme dopo che l'esercito israeliano aveva avvisato di un probabile attacco missilistico. A riferirlo sono i giornalisti dell'Afp presenti sul posto. 

Al-Sudani a Rubio: "Iraq non deve essere base di lancio per attacchi"

L'Iraq non deve essere utilizzato come base di lancio per attacchi nella guerra in Medio Oriente. Ad affermarlo è stato il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani nel corso di una telefonata con il segretario di stato americano Marco Rubio. Nel corso del colloquio Sudani ha sottolineato "l'importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque del paese non siano utilizzati per alcuna azione militare contro i paesi vicini o la regione", e ha respinto "qualsiasi tentativo di trascinare il Paese nei conflitti in corso", così come "le violazioni del suo spazio aereo da parte di qualsiasi soggetto".

Il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott ha affermato che Rubio "ha condannato con forza gli attacchi terroristici compiuti dall'Iran e dai gruppi terroristici miliziani allineati con l'Iran in Iraq", compresa la regione del Kurdistan e ha esortato l'Iraq ad adottare "tutte le misure possibili per salvaguardare il personale e le strutture diplomatiche statunitensi".

Iran: "Colpiremo lanciamissili mobili Usa in Paesi confinanti"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha minacciato i Paesi limitrofi che se i missili iraniani dovessero distruggere i sistemi statunitensi (HIMARS), ovunque siano dislocati nei Paesi della regione "nessuno dovrà lamentarsi". Il Comando Usa (Centcom) ha pubblicato un filmato del momento in cui i sistemi missilistici ad alta mobilità (HIMARS) dell'esercito statunitense sono stati lanciati verso l'Iran dalla base statunitense in Kuwait. "Grazie CENTCOM per aver ammesso di usare il territorio dei nostri vicini per dispiegare sistemi HIMARS contro la nostra popolazione, a quanto pare anche contro un impianto di desalinizzazione dell'acqua dolce nell'isola iraniana di Qeshm", ha aggiunto Araghchi su X. 

Netanyahu: "Stiamo spezzando le ossa all'Iran ma non abbiamo ancora finito"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta "spezzando le ossa" al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che "non ha ancora finito". "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro", ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. "Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito", ha aggiunto. 

Idf, missile da Iran intercettato nessuna vittima né danni

Non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti nell'ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele, il primo in 10 ore. Lo riferiscono i media di Tel Aviv. Il missile è stato intercettato, secondo le prime valutazioni militari. Le sirene hanno suonato nel centro di Israele, a Gerusalemme e in parte del sud, costringendo milioni di persone a correre nei rifugi. 

Pasdaran, 5 missili su quartier generale Usa in Kurdistan

I Guardiani della rivoluzione dell'Iran hanno annunciato di avere colpito il quartier generale americano nella città di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno (Krg), regione autonoma ma non indipendente dall'Iraq. A quanto reso noto dai Pasdaran, contro la base dell'aeronautica Usa sono stati lanciati cinque missili balistici.

La Turchia schiera i Patriot: "In consultazione con Nato"

La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della Difesa Nazionale ha affermato "alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati". 

Netanyahu: "Gli stiamo rompendo ossa e non ancora finito"

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha avvertito che l'offensiva militare israeliana contro l'Iran "non è ancora conclusa". Con l'operazione in corso "stiamo rompendo le loro ossa e non abbiamo ancora finito", ha detto durante una visita al centro nazionale di Comando Sanitario.

Scattano le sirene d'allarme in Giordania

Le sirene dell'allarme antiaereo sono scattate in Giordania. Lo riferisce l'agenzia Mehr. 

Teheran, 1.255 morti e oltre 12mila feriti

Sono 1.255 le vittime e oltre 12.000 i feriti in Iran dall'inizio dell'attacco di Stati Uniti e Israele. Lo ha annunciato il viceministro alla Salute, Ali Jafarian, citato dai media iraniani. 

Madrid condanna attacchi iraniani contro Paesi del Golfo e Turchia

Il governo spagnolo ha espresso "il più sentito cordoglio" alle famiglie delle vittime degli attacchi "ingiustificati e indiscriminati" contro i Paesi partner del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg). In una nota, Madrid ricorda in particolare la morte di due persone in Arabia Saudita, oltre alle vittime registrate nei giorni precedenti in altri Paesi dell'area, augurando allo stesso tempo "una pronta guarigione ai feriti" e ribadendo la propria "piena solidarietà". L'esecutivo ha ribadito "una condanna netta e ferma degli inaccettabili attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo", soprattutto quelli diretti contro infrastrutture civili. Nella nota del ministero degli Esteri viene citato anche "il lancio di un missile contro la Turchia", definito una "grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite". Il governo fa appello alla "de-escalation e a riprendere il dialogo e i negoziati per risolvere le controversie ancora pendenti". "La violenza e la situazione militare non faranno che generare maggiore instabilità, a detrimento della pace, della sicurezza e della prosperità di tutti", conclude il comunicato. 

Weber: "Raid Usa contro il nucleare iraniano positivi per la sicurezza Ue"

"Gli attacchi degli Stati Uniti contro il programma iraniano di sviluppo dei missili e anche contro il programma nucleare hanno un impatto positivo sulla sicurezza europea nel lungo periodo. Se l'Iran non ottiene l'accesso alle armi nucleari è una buona notizia per gli europei". Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, in conferenza stampa a Strasburgo. "Dobbiamo anche riconoscere che l'approccio europeo verso la regione non ha dato risultati. Ci abbiamo provato dieci anni fa con le nostre attività diplomatiche, con l'accordo sul nucleare che abbiamo concluso con l'Iran insieme agli americani, ma tutto questo è fallito", ha evidenziato il leader del Ppe.

Idf, nuovo lancio di missili verso Israele

L'Idf ha annunciato di avere individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. "I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", si legge in un post.

Netanyahu: "Il crollo del regime dipende dagli iraniani"

Solo gli iraniani possono rovesciare il regime degli ayatollah in Iran. A sottolinearlo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Far crollare il regime in Iran è nelle mani del popolo iraniano", ha detto ieri sera durante una visita al Centro nazionale delle operazioni di emergenza sanitaria, a quanto riporta il Times of Israel. "La nostra aspirazione è di portare il popolo iraniano a liberarsi del giogo della tirannia", ha proseguito, "in definitiva dipende da loro. Ma non c'è dubbio che attraverso le azioni intraprese finora stiamo rompendo loro le ossa". E "se avremo successo insieme al popolo iraniano, porteremo a una fine permanente e al cambiamento", ha assicurato.

Pasdaran: "Siamo noi ad avere la meglio ora"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono certi di essere al momento i piu' forti nel conflitto con Israele e Stati Uniti. "La rappresaglia militare ha frustrato il presidente statunitense (Donald) Trump", si legge in un comunicato dei Pasdaran riportato dai media iraniani. "Le forze armate iraniane hanno la meglio ora nel conflitto in corso", hanno assicurato.

Ad Aramco: "Con blocco Hormuz rischio catastrofe per mercato petrolio"

Potrebbero esserci conseguenze "catastrofiche" per i mercati petroliferi mondiali quanto più a lungo si protrarrà l'interruzione causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz: è il monito dell'amministratore delegato del colosso petrolifero statale saudita Aramco, in una conferenza stampa dopo la pubblicazione dei risultati del 2025. "Sebbene in passato abbiamo dovuto affrontare interruzioni, questa è di gran lunga la crisi più grande che l'industria petrolifera e del gas della regione abbia mai dovuto affrontare", ha affermato Amin Nasser, citato dai media di Tel Aviv. 

Weber: "Impatto positivo da attacchi Usa su nucleare"

"Dobbiamo riconoscere che gli attacchi degli Stati Uniti contro il programma iraniano di sviluppo dei missili e anche contro il programma nucleare hanno un impatto positivo sulla sicurezza europea nel lungo periodo. Quindi, se l'Iran non ottiene accesso alle armi nucleari, è una buona notizia per gli europei". Lo ha dichiarato il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, in conferenza stampa. "Dobbiamo anche riconoscere che l'approccio europeo verso la regione non ha dato risultati. Ci abbiamo provato dieci anni fa con le nostre attivita' diplomatiche, con l'accordo sul nucleare che abbiamo concluso con l'Iran insieme agli americani, ma è fallito. Anche la scorsa estate ci siamo impegnati, come europei, ma l'approccio diplomatico è fallito", ha aggiunto.

Idf: "Raid imminenti su Tiro e Sidone in Libano"

L'Idf ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. "Le Idf colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah", afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici. 

Viceministro: "In contatto con Cina, Russia e Francia"

L'Iran non ha alcuna intenzione di smettere di combattere anche se diversi paesi si stanno adoperando per fermare la guerra. A riferirlo è stato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. "Cina, Russia, Francia e persino alcuni paesi della regione sono in contatto con noi, così come altri paesi, sia islamici sia non islamici, alcuni dei quali desiderosi di intervenire per fermare questa guerra e stabilire un cessate il fuoco", ha riferito. Ma "se ora si dovesse stabilire un cessate il fuoco, o si dovesse porre fine alla guerra, solo per ripetere l'attacco alla Repubblica Islamica dell'Iran tra sei mesi, allora non avrebbe senso", ha avvertito, dunque "al momento nella Repubblica Islamica dell'Iran non abbiamo altre priorità se non quella di continuare a difendere il Paese con determinazione e serieta'".

Idf ordina l'evacuazione urgente del Libano meridionale

L'Idf ha ordinato l'evacuazione urgente del Libano meridionale: il portavoce Avichay Adraee ha annunciato che Israele sta agendo "con la forza" contro Hezbollah a sud del fiume Litani. "Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate immediatamente a nord del fiume Litani", scrive su X. 

Pasdaran: "Non lasceremo passare petrolio per nemici"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno confermato l'intenzione di bloccare il passaggio nel Golfo delle petroliere che trasportano greggio per Stati Uniti, Israele e loro alleati. "L'Iran non consentirà più l'esportazione di un solo litro di petrolio dalla regione alla parte belligerante e ai complici", si legge in una nota dei Pasdaran riportata dai media iraniani.

Media: "Colpito albergo Manama che ospitava militari Usa"

L'Iran ha confermato di aver colpito un albergo di Manama, in Bahrein, che ospitava militari americani. Il Tehran Times ha pubblicato il video del bombardamento con un drone e dell'incendio divampato nell'edificio.

Iran: "Non consentiremo export petrolio finché c'è la guerra"

"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim. 

Colpito consolato in Iraq, Emirati protestano

Il consolato degli Emirati Arabi Uniti nel Kurdistan iracheno è stato colpito in un bombardamento. Lo riferisce l'agenzia Kuna citando un comunicato delle autoritaà emiratine di condanna del raid che ha provocato danni materiali all'edificio ma nessun ferito. Il raid è stato stigmatizzato anche dall'Arabia Saudita. Si tratta di "una violazione delle norme diplomatiche", si legge in una nota di Riad. 

Araghchi a Golfo: "Noi aggrediti. Prendetevela con Usa"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito i paesi del Golfo che Teheran continuerà a colpire obbiettivi che considera legittimi. "Se loro hanno il diritto di adottare tutte le misure necessarie per proteggere le loro strutture, noi abbiamo ancora più diritto di adottare tutte le misure necessarie per difenderci e proteggere la nostra gente. Ed è esattamente ciò che stiamo facendo", ha detto alla Pbs. "Questa non è la nostra guerra. Non è una nostra scelta. Questa guerra ci è stata imposta. Siamo sotto aggressione e ci stiamo difendendo", ha spiegato. Dunque "non possono accusarci per ciò che accade dall'altra parte. Dovrebbero accusare coloro che hanno iniziato questa guerra, che dovrebbero essere ritenuti responsabili di qualsiasi danno arrecato all'interno dell'Iran e nella regione, perché tutto è iniziato con gli Stati Uniti e Israele", ha ricordato.

Nuova ondata attacchi Iran nel Golfo, missili su base Usa in Iraq

L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver "colpito" la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con "5 missili". 

Araghchi: "Usa puntavano a vittoria lampo ma hanno fallito"

Stati Uniti e Israele erano certi di una vittoria lampo in Iran, ma così non è stato. Per il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, i nemici del regime hanno fallito. " Pensavano che nel giro di due o tre giorni avrebbero potuto ottenere un cambio di regime e ottenere una vittoria rapida e netta, ma hanno fallito", ha detto alla Pbs, "ora stanno provando altri piani, ma anche quelli hanno fallito. Non credo che abbiano in mente una soluzione realistica. Ci hanno semplicemente attaccato alla cieca".

Raid Usa contro milizia filo-Iran in nord Iraq, 4 morti

Quattro miliziani del gruppo Kataeb Imam Ali, sostenuto dall'Iran, sono stati uccisi stamani in attacchi aerei attribuiti agli Stati Uniti nel nord dell'Iraq. Il gruppo ha affermato che i suoi combattenti sono stati uccisi in una "aggressione americana" alle loro posizioni nel distretto di Debs, nella provincia di Kirkuk. 

Pasdaran: "Attaccata base americana al Harir in Iraq"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. "Il quartier generale dell'esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili", hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.

Pakistan schiera navi militari a scorta mercantili

Il Pakistan ha deciso di far scortare i mercantili da navi militari, tra le crescenti preoccupazioni per le forniture di carburante provocate dalla guerra all'Iran. Lo ha annunciato l'esercito in una nota. L'operazione della marina militare pakistana ha lo scopo di "contrastare le minacce multidimensionali" al traffico marittimo, si legge in una nota. Navi della marina scortano navi mercantili "per garantire il flusso ininterrotto delle forniture energetiche nazionali e la sicurezza delle linee di comunicazione marittime". Il Pakistan, che confina con l'Iran nel sud-ovest, dipende dal petrolio e dal gas del Golfo e venerdì scorso ha aumentato i prezzi alla pompa di circa il 20 per cento, con lunghe code alle stazioni di servizio in tutto il paese. Il primo Ministro Shehbaz Sharif ha presentato ieri sera una serie di misure di austerità per risparmiare carburante, tra cui la chiusura degli uffici governativi per un giorno a settimana e l'ordine al 50% del personale di lavorare da casa. Alle scuole è stato anche ordinato di chiudere per due settimane.

Idf ai residenti sud Libano: "Andate via immediatamente dalle vostre case"

Ancora avvisi di evacuazione dell'Idf ai residenti nel sud del Libano. Il portavoce arabo dell'esercito israeliano, il colonnello Avichay Adraee, ha nuovamente avvertito gli abitanti del Libano meridionale, che si trovano a sud del fiume Litani: "Le Idf stanno operando con grande forza nella zona, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord del Litani".

Pasdaran: "Decideremo noi la fine della guerra"

Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che saranno loro stesse a decidere la fine della guerra in Medio Oriente, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il conflitto terminerà "presto". "Siamo noi a determinare la fine della guerra", hanno affermato i Pasdaran. "Lo stato futuro della regione è ora nelle mani delle nostre forze armate; le forze americane non porranno fine alla guerra".

Idf: "Colpiti circa 30 asset del braccio finanziario di Hezbollah"

Le Idf hanno completato un'altra ondata di attacchi contro Qard al-Hasan, il braccio finanziario di Hezbollah. Un portavoce dell'esercito israeliano ha dichiarato che circa 30 asset del braccio sono stati colpiti la scorsa settimana. "Gli attacchi miravano ad aggravare il colpo militare inflitto a Hezbollah", si legge nella dichiarazione.

Germania ritira personale ambasciata in Iraq

La Germania ha temporaneamente ritirato il personale dalla sua ambasciata a Baghdad in seguito all'aumentato rischio per i dipendenti nel mezzo del conflitto in Medio Oriente. Lo scrive il Times of Israel citando la Reuters. L'ambasciata resta comunque raggiungibile, anche se i servizi consolari erano già stati fortemente limitati sin dall'attacco americano e israeliano all'Iran, il 28 febbraio. 

Gruppo paramilitare iracheno: "Uccisi in raid Usa 4 combattenti nel nord Iraq"

Quattro combattenti del gruppo Kataeb Imam Ali, sostenuto da Teheran, sono stati uccisi in attacchi aerei attribuiti agli Stati Uniti nel nord dell'Iraq. Lo ha reso noto la stessa organizzazione paramilitare sciita, aggiungendo che i suoi combattenti sono stati uccisi in un'"aggressione americana" alla loro posizione nel distretto di Debs, nella provincia di Kirkuk.

Media: "Colpiti nella notte siti nucleari vicino Teheran"

L'Aeronautica israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell'area di Teheran. Lo riferisce l'emittente israeliana N12. Alcuni di questi siti erano stati attaccati già nel giugno scorso e ora sono stati nuovamente presi di mira.

Mimit: "Rincari anomali dei carburanti in pompe di 2 compagnie"

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy annuncia che la cabina di regia della Commissione di allerta rapida ha indirizzato “gli organi di controllo ad attivare immediati interventi, in base alla legislazione vigente, sui possibili fenomeni speculativi”. Il Mimit ha poi segnalato che, per quanto riguarda "due delle principali compagnie petrolifere", "i prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento"

Iran, Mimit: 'Rincari anomali dei carburanti, immediato intervento'

Iran, Mimit: 'Rincari anomali dei carburanti, immediato intervento'

Vai al contenuto

Trump in conferenza stampa: "Siamo vicini alla fine del conflitto"

Araghchi: "Avanti con gli attacchi finché sarà necessario"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "molto presto". Il ministro ha dichiarato all'emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno. 

Arabia Saudita intercetta tre droni

La contraerea saudita ha intercettato tre droni diretti verso il campo petrolifero di Shaybah. Lo riferisce il ministero della Difesa di Riad, secondo Al Jazeera. 

Media: attacchi aerei israeliani in est e sud Libano

 L'esercito israeliano ha condotto nella notte attacchi aerei su diverse localita' del sud e dell'est del Libano, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Lo ha riferito l'Agenzia nazionale di informazione libanese (Ani), secondo la quale l'aviazione israeliana ha bombardato diversi villaggi nelle regioni di Tiro e Jezzine (sud) e gli attacchi hanno colpito anche la parte occidentale della Bekaa (est). 

Emirati, nuovo attacco da missili e droni iraniani

Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran", ha scritto su X il ministero della Difesa.

Trump: "Operazioni vanno bene, guerra quasi finita. Ora mondo è più sicuro"

Il presidente americano ha parlato dalla sala da ballo del suo golf club a Miami. Si tratta della prima conferenza stampa da quando gli Stati Uniti (insieme a Israele) hanno attaccato Teheran. Difende l’intervento militare e assicura che la guerra finirà presto, anche se non entro questa settimana. Sostiene che l’azione americana ha impedito a Teheran di attaccare gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione. Nel frattempo Washington valuta misure per garantire la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo

Iran, Trump: 'Operazioni vanno bene, guerra quasi finita'

Iran, Trump: 'Operazioni vanno bene, guerra quasi finita'

Vai al contenuto

Vance e Hegseth al rientro della salma del settimo soldato americano ucciso in guerra

Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha partecipato alla cerimonia di trasferimento del settimo soldato ucciso nella guerra in Medio Oriente. Il sergente dell'esercito americano Benjamin Pennington, 26 anni, è morto l'8 marzo per le ferite riportate in un attacco avvenuto l'1 marzo alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Vance, secondo quanto riporta Afp, si è rifiutato di rispondere alle domande della stampa. E' stato poi raggiunto dal capo del Pentagono Pete Hegseth e dal generale Dan Caine, presidente dello Stato Maggiore Congiunto, presso la base aerea di Dover, nello stato orientale del Delaware. Durante la cerimonia, soldati in uniforme hanno trasportato silenziosamente una bara avvolta nella bandiera da un aereo C-17 a un veicolo di trasferimento, mentre Vance, Hegseth e Caine rendevano omaggio. Altri sei soldati caduti, cinque uomini e una donna, sono stati rimpatriati sul suolo statunitense. 

Mondo: I più letti