Il presidente americano parla dalla sala da ballo del suo golf club a Miami. Si tratta della prima conferenza da quando gli Stati Uniti (insieme a Israele) hanno attaccato Teheran. Difende l’intervento militare e assicura che la guerra finirà presto, anche se non entro questa settimana. Sostiene che l’azione americana ha impedito a Teheran di attaccare gli Stati Uniti e i loro alleati nella regione. Nel frattempo Washington valuta misure per garantire la sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo
"Stiamo facendo grandi passi avanti verso gli obiettivi militari" in Iran. "Potremmo colpire la produzione elettrica ma non vogliamo farlo. Abbiamo lasciato alcuni target nel caso in cui avessimo bisogno di colpire". Il presidente degli Usa Donald Trump sta tenendo una conferenza stampa dalla sala da ballo del suo golf club Trump National Doral, a Miami. Si tratta della prima conferenza da quando gli Stati Uniti (insieme a Israele) hanno attaccato l’Iran. "Teheran poteva minacciarci, il regime voleva proseguire con il programma nucleare" , ha proseguito. Trump ha rivendicato l’azione militare americana, sostenendo che la guerra "finirà presto", pur escludendo che ciò accadrà già nei prossimi giorni. "No", ha risposto infatti a chi gli chiedeva se il conflitto terminerà entro questa settimana, ribadendo però più volte che la fine è vicina.
"Se non avessimo colpito l'Iran avrebbero preso il Medio Oriente"
Secondo il presidente americano, l’intervento militare era necessario per prevenire una minaccia diretta. "Gli iraniani volevano attaccarci, ci avrebbero attaccato, se non avessimo agito noi", ha dichiarato, aggiungendo che "non è stato un errore il nostro attacco". Trump ha insistito anche sulle conseguenze che, a suo dire, si sarebbero verificate senza l’azione statunitense: "Se non li avessimo colpiti avrebbero conquistato il Medio Oriente", perché "volevano distruggere Israele". Trump ha sostenuto che Washington è ormai vicina a raggiungere i propri obiettivi. "Siamo molto vicini alla fine", ha detto, assicurando che gli Stati Uniti "stanno vincendo in modo deciso".
"Devono avere un leader che sia in grado di agire per la pace"
Trump ha sottolineato che le forze statunitensi stanno facendo "grandi passi avanti verso gli obiettivi militari". Il presidente ha aggiunto che Washington potrebbe intensificare ulteriormente la pressione: "Potremmo colpire la produzione elettrica dell’Iran ma non vogliamo farlo. Abbiamo lasciato alcuni target nel caso in cui avessimo bisogno di colpire". Nel corso della conferenza stampa il capo della Casa Bianca ha lanciato anche un messaggio politico a Teheran, auspicando un cambiamento nella leadership del Paese. "Devono mettere su un leader che sia in grado di agire per la pace", ha affermato, ribadendo che l’Iran "dovrebbe mettere un presidente, o un capo del Paese, che sarà in grado di fare qualcosa di pacifico tanto per cambiare". Trump ha inoltre espresso delusione per la recente nomina della nuova guida suprema iraniana. "Sono deluso", ha dichiarato. Alla domanda su quale soluzione vedrebbe per il futuro del Paese, il presidente ha risposto: "Mi piace l’idea di qualcuno all’interno, funziona bene. Lo abbiamo fatto in Venezuela: è una formula che funziona bene".
"Se bloccano gas e petrolio colpiremo ancora più duramente"
Il presidente americano ha parlato anche della situazione nella regione, ricordando gli attacchi subiti dagli alleati degli Stati Uniti. "Erano forti e intelligenti ma sono stati attaccati. Oltre mille missili sono stati lanciati contro gli Emirati Arabi Uniti", ha detto riferendosi alle azioni attribuite all’Iran contro diversi Paesi del Medio Oriente, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar. Nel frattempo Washington valuta anche misure per garantire la sicurezza delle rotte energetiche. Trump ha avvertito Teheran che gli Stati Uniti reagiranno con decisione a eventuali blocchi delle forniture di greggio: "Colpiremo in maniera molto, molto più dura di fronte al blocco" del petrolio. Il presidente ha aggiunto che, "se necessario", le navi commerciali saranno scortate attraverso lo Stretto di Hormuz.
Sulla telefonata con Putin: "Vuole essere d'aiuto, dovrebbe farlo in Ucraina"
Nel corso dell’incontro con i giornalisti Trump ha riferito anche di una recente telefonata con Vladimir Putin. Il colloquio, ha detto, è stato "buono" e ha riguardato anche il conflitto in Ucraina. Secondo il presidente americano, il leader russo si è detto disponibile a contribuire alla stabilizzazione della regione: vuole "essere d’aiuto in Medio Oriente". Trump ha però precisato di avergli risposto che "dovrebbe essere utile a mettere fine alla guerra in Ucraina". - Il presidente ha detto che rinuncerà ad alcune sanzioni sul petrolio a causa delle turbolenze dei mercati legate al suo attacco insieme a Israele contro l'Iran. "Stiamo anche rinunciando ad alcune sanzioni legate al petrolio per ridurre i prezzi", ha spiegato dopo i colloqui avuti con Putin. Trump ha parlato di quotazioni del greggio "gonfiate artificialmente" in scia alla condotta dell'Iran. Mentre, citando il presidente cinese Xi Jinping, il tycoon ha aggiunto che "rimuoveremo le sanzioni finché la situazione non si risolverà".
"Su scuola colpita in corso indagine, molti Paesi usano tomahawk'
Trump ha anche affermato che è "in corso" un'indagine sull'attacco a una scuola in Iran compiuto il primo giorno di guerra, in cui Teheran sostiene siano morte più di 150 persone. Interpellato su un'inchiesta del New York Times che indicava un missile Tomahawk di fabbricazione statunitense come responsabile dell'attacco alla scuola di Minab, il presidente degli Stati Uniti ha risposto: "Non l'ho visto, e vi dirò, il Tomahawk, che è una delle armi più potenti in circolazione, viene venduto e utilizzato da altri paesi, e che si tratti dell'Iran, che ha anche alcuni Tomahawk e ne vorrebbe avere di più, (...) o di qualcun altro, il fatto è che un Tomahawk è molto generico e venduto ad altri paesi, ma un'indagine è in corso". Pressato pochi minuti dopo con un'altra domanda sull'argomento, Donald Trump ha detto: "Non ne so abbastanza". "Ma qualunque sia l'esito del rapporto, lo accetterò", ha aggiunto.
Trump alla convention del Gop: "In Iran sarà un'escursione a breve termine"
Trump ha incontrato i deputati repubblicani al Trump Doral di Miami. Parlando con loro ha toccato diversi punti: ha detto che in Iran sarà una "escursione a breve termine. Sentivamo di doverla fare per sbarazzarci di qualche male. Penso che vedrete che sarà un'escursione a brevissimo termine". Nell'operazione "fin qui tutto bene: non molleremo finché il nemico non sarà totalmente e decisamente sconfitto. Siamo più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale", ha messo in evidenza. "In un certo senso abbiamo già vinto, ma non abbastanza". Trump ha detto che l'Iran "in una settimana ci avrebbe attaccato al 100%. Era pronto. Stiamo colpendo dove l'Iran produce i droni. Ci siamo liberati dell'80% dei siti missilistici iraniani". Infine ha aggiunto che "nessuno ha idea" di chi guiderà l'Iran dopo l'uccisione di Ali Khamenei. "I loro leader terroristi sono andati o stanno contando i minuti che mancano alla loro scomparsa. E ora nessuno ha idea di chi saranno le persone che guideranno il Paese".
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"Penso che la guerra con l'Iran sia praticamente conclusa. Finirà presto. Gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto al periodo di 4-5 settimane", ha detto oggi Trump in un'intervista a Cbs. "Non hanno navi, non hanno comunicazioni e non hanno l'aeronautica", ha messo in evidenza il presidente che ha lasciato intendere di aver qualcuno in mente per sostituire la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ma non ha offerto dettagli e ha concluso dicendo: "Non ho alcun messaggio per lui".
L’intervista alla Nbc
In precedenza Trump, intervistato dalla Nbc, aveva ribadito il suo disappunto per la scelta di Motjaba Khamenei. "Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà”. Sul fronte economico, ha aggiunto che è "troppo presto" per parlare di sequestro del petrolio iraniano, senza comunque escludere la possibilità. Prendere il controllo anche solo di una parte del greggio iraniano potrebbe mettere sotto pressione i rapporti della Cina, alla quale è destinato l'80% del greggio esportato dall'Iran.
L’intervista al New York Post
In un’altra intervista odierna, al New York Post, il presidente ha detto che non è contento della nomina di Mojtaba Khamenei come Guida Suprema dell'Iran. Non ha svelato i piani per il figlio di Ali Khamenei: "Non ve li dirò. Non sono contento di lui". Nei giorni scorsi aveva minacciato di uccidere qualsiasi successore di Ali Khamenei che assumesse il potere senza il suo parere. Il presidente ha poi aggiunto che gli Stati Uniti non sono affatto vicini all'invio di truppe in Iran. E sul prezzo del petrolio ha concluso: "Ho un piano per tutto. Sarete contenti". Secondo indiscrezioni, starebbe valutando varie opzioni per ridurre i prezzi.
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Trump sarebbe "aperto" alla possibilità di assassinare la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, se non dovesse soddisfare le sue richieste. Lo ha riportato il Wall Street Journal, citando fonti americane che hanno sottolineato come Trump lo abbia comunicato ai suoi collaboratori e abbia posto lo smantellamento del programma nucleare iraniano tra le sue richieste. Le fonti hanno riferito al quotidiano americano che è probabile che Israele conduca un'operazione per assassinare il giovane Khamenei, e hanno sottolineato che Israele sta guidando l'operazione per assassinare i leader iraniani.