Introduzione
L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.
Quello che devi sapere
Zelensky: "Putin cerca di estendere guerra in Iran contro Occidente"
Partendo dal fronte ucraino, il primo a evocare i rischi per Kiev è stato lo stesso presidente Volodymyr Zelensky, avvisando che la Russia "sta cercando di manipolare la situazione in Medio Oriente e nella regione del Golfo a favore della sua aggressione" contro l'Ucraina. E sta cercando anche di "trasformare gli attacchi del regime iraniano contro i suoi vicini e le basi americane in un secondo fronte" della guerra e, "in modo più estensivo, contro l'intero Occidente".
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Nuovo round di negoziati per Ucraina rinviato
Zelensky ha ammesso che le priorità dei partner che ormai dal 2022 stanno sostenendo l’Ucraina contro la Russia sono adesso “concentrate sulla situazione intorno all'Iran”. Per questa settimana era previsto un nuovo round di negoziati per capire come arrivare alla tanto invocata pace in terra ucraina, ma le nuove tensioni li hanno fatti saltare. Tutto è rimandato ai prossimi giorni, con gli Usa che hanno proposto un incontro forse in Svizzera o in Turchia. Zelensky sembra però scettico: "La proposta è stata avanzata dagli americani, ma a dire il vero vedremo cosa succederà in Medio Oriente", ha detto.
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Ucraina invia i suoi esperti militari in Medio Oriente
Anche dal punto di vista operativo, l’Ucraina ha dovuto spostare parte delle sue forze fuori dai confini nazionali, inviando esperti militari in Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita per condividere le loro competenze sull'abbattimento dei droni di Teheran.
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Il rinnovato asse Trump-Putin che preoccupa l'Ucraina
È in questo scenario che è poi arrivata una nuova telefonata "costruttiva" fra Trump e Putin. Il presidente Usa è deciso a rimuovere le sanzioni legate al petrolio russo su "alcuni Paesi", almeno finché lo Stretto di Hormuz non sarà aperto. La mossa rischia però di togliere una leva forte contro Mosca per arrivare alla pace in Ucraina. Putin sarebbe invece pronto a mediare una de-escalation in Iran (anche se, secondo varie fonti, sta già aiutando segretamente con informazioni di intelligence l’Iran). Al tempo stesso punta su un pressing sul tycoon per convincere Kiev a trattare secondo le proprie richieste, sbandierando l'avanzata russa nel Donbass. Per l’Ucraina il rischio è che la ricerca di un accordo rapido diventi la priorità della Casa Bianca, anche a costo di concessioni territoriali o politiche a Mosca.
La Russia guadagna dalla crisi del petrolio
La Russia intanto sta già beneficiando della guerra con l'Iran per l'impennata del prezzo del petrolio, schizzato nella giornata di domenica 8 marzo sopra i 100 dollari, mai così in alto dal 2022, che resta la principale fonte di entrate per oliare la macchina da guerra del Cremlino.
Antonio Costa: "La Russia è l'unico vincitore della guerra in Iran"
Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa si dice convinto che "finora c'è un solo vincitore in questa guerra”, cioè la Russia, che "ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l'Ucraina con l'aumento dei prezzi dell'energia, trae profitto dalla deviazione di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno di Kiev e beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente diventa centrale".
I missili Patriot vanno alla guerra in Medio Oriente e non a Kiev
Gli Stati Uniti infatti stanno rapidamente bruciando le limitate scorte di missili, in particolare di intercettori antiaerei, di cui l'Ucraina ha urgente bisogno. Secondo il New York Times, nei primi tre giorni del conflitto in Medio Oriente, Israele e i suoi alleati hanno utilizzato circa 800 missili Patriot contro l'Iran, mentre l'Ucraina ne ha ricevuti solo circa 600 in quattro anni di guerra. Lo scorso febbraio Zelensky si era tra l’altro già lamentato del fatto che i lanciatori ucraini erano rimasti vuoti e non erano stati in grado di respingere gli attacchi missilistici balistici russi.
La Cina e la questione Taiwan
Quanto alla Cina, se il successo iniziale della campagna di bombardamenti statunitense potrebbe avere un certo effetto deterrente nei confronti di Pechino, è anche vero che gli stessi missili servirebbero anche a Taiwan. Più in generale, tutta l'energia e l'attenzione che Washington sta riversando sul Medio Oriente rappresenta poi una grande distrazione anche dalla crescente sfida economica e militare rappresentata dal Dragone.
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