Nucleare, svolta Ue sui mini reattori modulari: cosa sono e quali Paesi investono di più
MondoIntroduzione
L’Unione Europea apre ai piccoli reattori nucleari. Come indicato nella strategia adottata dal collegio dei Commissari Ue, nei prossimi due anni Bruxelles potrà mobilitare fino a 200 milioni di fondi dall’Emissions Trading System (Ets) per lo sviluppo di tecnologie nucleari innovative. Ecco quando potrebbero essere attivate.
Quello che devi sapere
Sviluppo primi reattori dal 2030
Stando al piano annunciato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e realizzato nell’ambito del sistema EU ETS, dopo l'autorizzazione sul design potrebbero volerci tra i 3 e i 4 anni per lo sviluppo dei modelli di reattori modulari (Smr). Entro il 2030, dunque, potrebbero vedere la luce i primi impianti di nuova generazione finanziati da privati e in parte dall'Unione. I fondi, che andranno a sopperire momentaneamente al programma InvestEU, sono indirizzati anche a progetti di ricerca sul nucleare avanzato.
Per approfondire: Vertice internazionale sul nucleare civile a Parigi, Macron: "È un'energia sicura"
Una "coalizione di Volenterosi"
Secondo il piano, l’investimento sul nucleare sarà possibile solo tramite la creazione parallela di un tessuto industriale. Per favorire questo obiettivo, la strategia prevede l’avvio di una “coalizione di volenterosi” tra i Ventisette in grado di armonizzare sul piano normativo ed economico l’impiego di questa nuova risorsa energetica.
Per approfondire: Nucleare, da Gauss Fusion il primo progetto europeo per una centrale a fusione commerciale
Alleanza industriale
La Commissione definisce i mini reattori come un “progetto industriale europeo condiviso” che come tale prevede una stretta collaborazione su tutti i passaggi chiave, dalla ricerca alle catene di approvvigionamento fino alle licenze e ai finanziamenti.
Per approfondire: Alleanza per il nucleare, ltalia diventa membro ufficiale del gruppo Ue
Cosa si intende per reattori Smr
Come indicato nella strategia, per reattori modulari Smr si intendono in primo luogo gli impianti ad acqua leggera e quelli avanzati che utilizzano progetti di Quarta Generazione impiegando diversi refrigeranti, dal metallo liquido al sale fuso fino al gas ad alta temperatura. Nell’elenco fanno parte anche i microreattori in grado di produrre meno di 10 megawatt di energia elettrica, di osservare cicli di rifornimento lunghi e di essere trasportati.
Ue a caccia di autonomia energetica
Il ritrovato slancio sul nucleare di nuova generazione arriva nell'ambito del secondo World Summit on Nuclear Energy in corso a Parigi dove l'Unione s'interroga sulla crescita delle tensioni geopolitiche dopo lo scoppio della guerra in Iran. Le crisi, da ultimo il blocco dello stretto di Hormuz, mettono a rischio gli approvvigionamenti nell'Unione che fa i conti con una dipendenza ancora marcata dai combustibili fossili nonostante i progressi compiuti sul fronte degli impianti green.
Francia leader Ue sul nucleare
Per quanto riguarda l'avanzata verso il nucleare, il 2026 potrebbe rappresentare l'anno della svolta. Insieme alla Francia, leader nell'Ue per utilizzo, un'alleanza formata da oltre 14 Paesi, tra cui l'Italia, chiede investimenti su larga scala, inclusi i piccoli reattori modulari. Parigi guida la classifica con il 45% della produzione nucleare europea e ha avviato un piano per la costruzione di nuovi impianti.
La svolta della Polonia
La diffusione del nucleare interessa ormai gran parte del territorio europeo. Secondo un'indagine Eurostat, attualmente sono attivi circa 100 reattori e altri sono in fase di realizzazione. Tra i Paesi che hanno investito più risorse c'è la Polonia che ha stanziato 150 miliardi entro il 2040 con una significativa accelerata quest'anno. Varsavia ha avviato il piano per la costruzione della prima centrale a Lubiatowo-Kopalino, in consegna nel 2033.
Belgio, impianti attivi fino al 2045
In Belgio, dove è in corso lo smantellamento di sette reattori che insieme coprono il 40% del fabbisogno nazionale, alcuni impianti resteranno attivi almeno fino al 2045 con l'obiettivo di garantire la sicurezza energetica.
Il nucleare nel resto d'Europa
Il nucleare "piace" inoltre a diversi Paesi dell'Est Europa. Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania sono tra gli Stati Ue che stanno pianificando nuovi reattori e il prolungamento di quelli già attivi. Una situazione analoga si verifica in Finlandia che ospita Olkiluoto 3, reattore di terza generazione in grado di produrre 1.600 Megawattora, primo per potenza nel Vecchio Continente. Investimenti sui futuri Smr sono all'attenzione infine di Svezia, Slovenia e Paesi Bassi.
Pichetto: "Sì all'impegno di triplicare la capacità nucleare globale"
Nella partita del nucleare è in campo, come detto, anche l'Italia. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, presente al vertice di Parigi, ha aggiornato la posizione del governo sul nuclare. "L'Italia sta affrontando con realismo e responsabilità la possibilità di reintrodurre la produzione di energia nucleare nel proprio mix energetico. In un sistema sempre più elettrificato il nucleare può contribuire alla decarbonizzazione, alla stabilità della rete e alla sicurezza degli approvvigionamenti", ha detto il titolare del Mase che ha poi annunciato la decisione di Roma "ad aderire all'impegno di triplicare la capacità nucleare globale".
Per approfondire: Nucleare, Ue avvia il primo progetto comune: promosso da Italia, Francia e Romania