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Alleanza Globale per Palestina, Tajani: "Condanniamo violenze coloni in Cisgiordania"

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©Ansa

Si è riunita a Roma, alla Farnesina, la coalizione internazionale che spinge per il riconoscimento del territorio palestinese. Per il ministro degli Esteri incontri con il ministro saudita Principe Faisal Bin Farhan e con la ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese, Varsen Aghabekian

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"Roma sta diventando la capitale della pace, l'Italia centrale per la costruzione della pace nell'intero Medio Oriente". Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, a margine del vertice dell’Alleanza Globale per la soluzione “due popoli, due Stati” per Israele e Palestina, alla Farnesina. Per l'occasione Tajani ha incontrato anche il ministro saudita Principe Faisal Bin Farhan e la ministra degli Esteri dell’Autorità Palestinese, Varsen Aghabekian. Approvato un documento italo-saudita che "tra le altre cose, condanna l'atteggiamento dei coloni in Cisgiordania", ha detto Tajani (GUERRA IN MEDIO ORIENTE, GLI AGGIORNAMENTI LIVE).

"Disarmare Hamas ed Hezbollah"

Tajani ha parlato della situazione in Medio Oriente in generale: non solo Gaza, ma anche Libano e Iran. "L'obiettivo è quello di disarmare Hamas da una parte, di disarmare Hezbollah dall'altra. Ma anche qui l'Iran deve svolgere un ruolo importante per impedire che i suoi proxy non siano strumento di tensione, di guerra e di pericoli per la pace in Medio Oriente", ha detto, ribadendo che Teheran "non può avere l'arma nucleare". L'Italia ribadisce inoltre "la vicinanza all'Arabia Saudita e gli altri paesi del Golfo per gli attacchi che subiscono dall'Iran".

"Lavoriamo per riconoscimento vero di Palestina, non demagogico e fittizio"

Sul riconoscimento di uno Stato palestinese, Tajani evidenzia che l'obiettivo è ancora lontano. "Prima deve esserci lo Stato palestinese. Stiamo lavorando per quello. Finché c'è Hamas che è armata, cosa riconosciamo? Stiamo lavorando perché ci possa essere non un riconoscimento demagogico fittizio, ma possa nascere veramente uno Stato palestinese che possa vivere in pace con Israele, che riconosca Israele, il suo diritto ad esistere, uno Stato che deve essere anche riconosciuto da Israele", ha aggiunto, ammettendo che "non è un'operazione facile, ma stiamo lavorando anche attraverso il dialogo interreligioso, perché la giornata si concluderà con un confronto tra tre grandi autorità delle tre religioni monoteistiche che potranno dare un contributo per alleggerire la tensione, spesso è una tensione legata o utilizzando motivi religiosi". 

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Tajani e ministro Riad: "Salvaguardare libertà navigazione a Hormuz e Bab el Mandeb"

Tajani e il principe saudita Faisal bin Farhan Al Saud "hanno riaffermato l'importanza del rispetto del diritto internazionale, in particolare il diritto internazionale umanitario, e hanno sottolineato la necessità di salvaguardare la libertà di navigazione e la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz, nel Mar Rosso, nello Stretto di Bab al-Mandeb, nel Golfo di Aden e nelle rotte marittime internazionali, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos)", si legge in una nota diffusa al termine del loro bilaterale. 

"Smilitarizzare Gaza, no ad annessione Cisgiordania"

Il ministro degli Esteri e il suo omologo saudita hanno inoltre "ribadito la necessità di preservare il cessate il fuoco a Gaza, smilitarizzare la Striscia, garantire la consegna senza ostacoli degli aiuti umanitari alla popolazione civile e avviare tempestivamente le attività di ricostruzione, oltre a sostenere gli sforzi di riforma dell'Autorità Palestinese" e "hanno condannato l'escalation di violenze da parte dei coloni in tutta la Cisgiordania, sottolineando l'urgente necessità di proteggere la popolazione palestinese". I due ministri hanno quindi riaffermato "la loro opposizione a qualsiasi forma di annessione - sia essa parziale, totale o de facto - della Cisgiordania e allo sfollamento forzato dei palestinesi". 

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Tajani: "Siamo amici di Israele, ma anche del popolo palestinese. Anp nostro unico interlocutore"

Tajani, parlando con la ministra degli Esteri dell'Autorità Palestinese Varsen Aghabekian, ha assicuto all'Anp "il pieno sostegno all'autorità che riconosciamo come unico interlocutore del nostro Paese".  L'Italia, ha detto, apprezza "anche il grande impegno di rinnovamento che c'è da parte dell'autorità nazionale palestinese, dopo le elezioni che ci sono state nei mesi scorsi l'appuntamento per l'elezione del Presidente è un altro segnale di grande impegno dell'Anp per cambiare, per modernizzarsi, per essere effettivamente protagonista della costruzione dello Stato palestinese".  E ha aggiunto: "Noi siamo amici di Israele ma siamo amici nello stesso tempo del popolo palestinese".

Ministra palestinese: "Non vogliamo compassione ma rispetto diritto internazionale"

Dalla ministra palestinese Varsen Aghabekian è arrivato anche un appello al rispetto delle regole giuridiche internazionali. "Vogliamo applicare il diritto internazionale, e nient'altro che il diritto internazionale. I palestinesi non chiedono compassione. Non chiedono sovvenzioni a nessuno. I palestinesi chiedono il rispetto del diritto internazionale", ha detto. Poi ha chiesto che l'Europa si impegni di più, "dato che Israele comprende soltanto il linguaggio delle misure concrete sul campo". E ha ricordato che "affinché la pace prevalga in Medio Oriente, è necessaria la giustizia, e la giustizia implica la soluzione dei Due Stati, poiché questa è l'unica via percorribile oggi per Israele e la Palestina, nonostante tutte le sfide che tale soluzione deve affrontare".

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L to R Foreign Minister Antonio Tajani, Palestinian Minister of Foreign Affairs and Expatriates Varsen Aghabekian, and Saudi Foreign Minister Faisal bin Farhan Al Saud pose for photographers during a break in the second day of meetings of the Global Alliance for the Two-State Solution at the Farnesina, Rome, July 29, 2026. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Tajani, la ministra degli Esteri Varsen Aghabekian e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud - ©Ansa

La prima riunione a livello tecnico

Ieri pomeriggio si è svolta intanto, sempre alla Farnesina, la prima riunione a livello tecnico dell'Alleanza Globale per la soluzione a due Stati, che ha consentito di fare il punto sui progressi compiuti nel processo politico fra Israele e Palestina. Protagoniste dei lavori - si legge in una nota - sono state 25 delegazioni, inclusive dei Paesi co-presidenti dei Gruppi di lavoro della Conferenza per la risoluzione pacifica della questione palestinese e l'attuazione della soluzione a due Stati, e di ulteriori Paesi e organizzazioni profilati nel dossier: Lega Araba, Egitto, Regno Unito, Germania, Svizzera, Marocco, Paesi Bassi, Turchia, Qatar, Canada, Brasile, Messico, Irlanda, Italia, Giappone, Francia, Spagna, Giappone, Giordania, Indonesia, Arabia Saudita, Unione Europea e Norvegia. Presenti anche rappresentanti palestinesi e delle Nazioni Unite. È inoltre intervenuto da remoto l'Alto Rappresentante per Gaza del Board of Peace voluto da Trump, Nickolay Mladenov, incaricato di coordinare l'attuazione del Piano di Pace in 20 punti.

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