Sondaggio YouTrend per Sky TG24, Israele è considerato un alleato dall'11% degli italiani
Secondo quanto emerge dalla rilevazione di YouTrend per Sky TG24, Israele è indicato come rivale dal 25% degli intervistati. Sui negoziati tra Usa e Iran cresce lievemente l’ottimismo, ma 7 su 10 ritengono probabile che la guerra riprenda. Tra gli altri temi, il Patto di stabilità e crescita: quasi metà degli italiani vuole rispettare il tetto del 3%, ma accetta l’idea di superarlo per spese mirate. Sull’energia, italiani divisi tra rinnovabili e nucleare. Lavoro: priorità sono taglio del cuneo e salario minimo
IL SONDAGGIO
- Sui negoziati tra Usa e Iran per il cessate il fuoco cresce lievemente l’ottimismo, ma il 70% degli italiani resta convinto che ci sarà una ripresa del conflitto. È quanto emerge da un sondaggio di YouTrend per Sky TG24. In particolare, 7 italiani su 10 ritengono probabile che la guerra riprenda (+1 punto rispetto alla rilevazione precedente), il 13% si attende una pace duratura (+4%) e il 17% non si esprime (-5%).
GLI ALLEATI
- Per quanto riguarda la situazione internazionale, è stato chiesto quali Paesi l’Italia dovrebbe considerare alleati: l’Ucraina è al primo posto con il 42%, seguita dagli Stati Uniti (37%), dalla Cina (27%), dall’India (23%). Gli Stati Uniti, da quanto emerge, sono il Paese che divide di più: il 37% li considera un alleato, il 32% né alleato né rivale e il 16% un rivale.
GLI ALTRI PAESI
- Egitto, Israele e Russia sono indicati come alleati da quote ridotte: tra il 17% e l’11%. L’Iran è al 4%. La Russia è il secondo Paese più polarizzante: il 35% la considera un rivale, il 38% né alleato né rivale e l’11% alleato.
L’UCRAINA
- Tornando all’Ucraina, il 57% degli elettori che si dichiarano del Campo largo dice che l’Italia dovrebbe considerarla un Paese alleato. La percentuale scende al 43% nel centrodestra.
GLI USA
- Secondo il sondaggio, nel centrodestra il 56% considera gli Usa un alleato. Nel Campo Largo la percentuale più alta è il 35%: secondo questa fetta di elettori l’Italia dovrebbe considerare gli Stati Uniti né un alleato né un rivale.
ISRAELE
- Per quanto riguarda Israele, il 40% degli elettori del Campo largo considera il Paese un rivale. La percentuale scende al 12% nel centrodestra: qui prevale il 56% di chi considera Israele né alleato né rivale.
L’IRAN
- E l’Iran? Secondo il sondaggio, il 54% degli elettori del Campo largo e il 50% degli elettori di centrodestra pensano che l’Italia debba considerare il Paese né un alleato né un rivale.
POLITICA ENERGETICA
- Tra i temi del sondaggio, anche la politica energetica. Alla domanda su quali priorità dovrebbe avere il governo dopo la crisi nel Golfo, le rinnovabili sono la prima scelta con il 36%. Seguono il ritorno al nucleare con il 32%, la diversificazione dei fornitori di petrolio e gas con il 19% e il 13% di indecisi.
RIGORE E FLESSIBILITÀ
- Dal sondaggio, poi, emerge un Paese diviso tra rigore e flessibilità: quasi metà degli italiani vuole rispettare il tetto del 3% del Patto di stabilità e crescita ma accetta l’idea di superarlo per spese mirate. Nel dettaglio, il 49% vorrebbe cercare di rispettare il tetto accettando però di superarlo per spese particolari, il 19% vuole ridurlo a ogni costo e il 7% vorrebbe ignorarlo del tutto. Il 25% non si esprime.
LE SPESE
- Tra chi contempla lo sforamento, la sanità è la prima voce di spesa indicata (33%), seguita dal contrasto alla crisi energetica (26%), dal taglio delle tasse (19%) e dagli investimenti in rinnovabili (15%).
LE ALTRE SPESE
- Tra le voci, la difesa è al 3% insieme alla scuola.
LAVORO
- In vista del Primo maggio, è stato anche chiesto qual è la priorità per contrastare il lavoro povero. La riduzione del cuneo fiscale è la posizione più diffusa (40%) fra gli italiani, seguita dall’introduzione di un salario minimo per legge (35%). Meno gettonato, così come proposto dal governo, è il rafforzamento dei contratti collettivi nazionali (9%).
MORTI SUL LAVORO
- Per quanto riguarda le morti sul lavoro, il 52% degli italiani attribuisce la responsabilità principale alle imprese, che antepongono la riduzione dei costi alla sicurezza. Il 25% punta il dito contro lo Stato per i controlli insufficienti, l’11% ritiene responsabili i lavoratori stessi e il 12% non si esprime.
IL GIUDIZIO SUL GOVERNO
- In generale, il giudizio sull’operato del governo è sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione precedente: i giudizi positivi sono al 33% (-1%), quelli negativi al 59% (+2%) e gli indecisi all’8% (-1%). Il saldo negativo si allarga a 26 punti.
LE INTENZIONI DI VOTO
- Anche le intenzioni di voto mostrano un quadro stabile. Fratelli d’Italia è al 26,6% (+0,2% dal 15 aprile). Il Partito Democratico è al 22,7% (-0,2%) e il distacco resta contenuto a 3,9 punti. Il Movimento 5 Stelle scende al 13,4% (-0,7%). Nel centrodestra Forza Italia è stabile all’8,2% (+0,2%), la Lega al 6,8% (+0,2%). Il blocco di governo tradizionale (FdI, FI, Lega, NM) si colloca al 42,9%.
GLI ALTRI PARTITI
- A sinistra Alleanza Verdi-Sinistra sale al 6,3% (+0,3%). Poi c’è Futuro Nazionale che scende al 3,5% (-0,6%). Azione sale al 3,5% (+0,4%), mentre Italia Viva scende al 2,3% (-0,2%).
IN CODA
- In coda troviamo il Partito Liberaldemocratico che sale all’1,3% (+0,2%). Noi Moderati sale all’1,3% (+0,2%). PiùEuropa è stabile all’1,2%. L’area degli astenuti e indecisi cala al 34,3% (-2,7%).
LA NOTA METODOLOGICA
- Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 27 e il 28 aprile 2026 su un campione di 813 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione Istat di residenza. Il margine d’errore è del +/- 3,4% con un intervallo di confidenza del 95%.