Torino tra storia, cinema e design: dalle Residenze Reali Sabaude ai Docks Dora
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Introduzione
C’è la Torino dei Savoia e quella della Fiat. C’è la Torino del cinema e la Torino del design. C’è, ancora, la Torino esoterica e quella del liberty. Capitale di re e città di operai, scrigno d’arte e protagonista di una riqualificazione urbana che ha trasformato vecchie aree industriali in poli creativi. Il capoluogo piemontese ammalia e stupisce. Incanta per quel suo patrimonio storico fatto di grandi musei e residenze sabaude. E meraviglia per quegli angoli di vita creati laddove il tempo aveva lasciato spazio all’abbandono. “Città della fantasticheria, della regola, della passione e dell’ironia” diceva Cesare Pavese. “Città magnifica e singolarmente benefica” scriveva Friedrich Nietzsche. Prima capitale dell’Italia unita e Città Creativa UNESCO dal 2014, ma anche culla della prima proiezione dei fratelli Lumière e cuore pulsante dell'industria automobilistica e metalmeccanica del Novecento. Una città dalle mille anime e dalle molteplici vite. Le tracce del suo importante passato produttivo hanno acquisito nuovi significati grazie anche al lavoro di alcuni dei più grandi architetti contemporanei (da Norman Foster a Renzo Piano passando per Oscar Niemeyer, Aldo Rossi e Carlo Mollino, che proprio a Torino nacque nel 1905) e convivono accanto a palazzi nobiliari, castelli, ville e giardini storici.
Quello che devi sapere
Il Lingotto e Pista 500
La nostra passeggiata alla scoperta di Torino parte da quello che è stato per anni il suo cuore produttivo: il Lingotto, il primo stabilimento italiano in cemento armato. Progettato dall’ingegnere Giacomo Matté Trucco per la Fiat tra il 1916 e il 1920, e divenuto fin da subito uno dei principali esempi italiani di modernità architettonica (che anche Le Corbusier definì “uno degli spettacoli più impressionanti che l’industria abbia mai offerto”), è stato il protagonista di uno dei progetti di rigenerazione urbana più imponenti e importanti della città (a firma Renzo Piano). Laddove, fino al 1982, c’era il quartier generale della produzione Fiat c’è oggi un centro polifunzionale composto da un centinaio di negozi e ristoranti, due alberghi, 12 sale cinematografiche, un centro congressi e un auditorium. La pista di collaudo sopraelevata, che aveva reso l’edificio uno dei soli tre al mondo con un circuito automobilistico sul tetto, rivive oggi come Pista 500, passeggiata panoramica nell’arte (con installazioni di SUPERFLEX, Sulvie Fleury e Thomas Bayrle) e polmone verde a 28 metri di altezza con più di 40 mila piante appartenenti ad oltre 300 specie autoctone diverse. È nello Scrigno, una “scatola metallica” posizionata vicino alla rampa nord e inaugurata nel 2002, che è conservata la collezione permanente della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli: 25 capolavori che comprendono opere di Giacomo Balla, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Henri Matisse, Edouard Manet e Pierre-Auguste Renoir.
I Docks Dora e Barriera Design District
Per la seconda tappa della nostra passeggiata a Torino ci spostiamo nel quartiere di Barriera di Milano, periferia nord della città. Qui, i magazzini Dora - costruiti tra il 1912 e il 1914 in concomitanza con la nuova cinta daziaria del capoluogo piemontese – sono oggi un ecosistema creativo in cui collaborano diverse realtà. A terra ci sono le rotaie dei treni che nei primi decenni del Novecento arrivavano a scaricare e caricare merci ma gli spazi un tempo sede di dirigenti, impiegati e operai, sono oggi studi di architettura e di grafica, birrerie, coworking e botteghe di artigiani. C’è il fotografo Diego Dominici che lavora nelle sale occupate prima dall’amministrazione e l’artista spagnolo Octavio Floreal che espone le sue opere sul lato sinistro del blocco centrale. E poi c’è il collettivo Truly Design che occupa un loft colorato “impregnato” dall’odore di vernice, il musicista e produttore musicale Davide “Dade” Pavanello che qui ha il suo studio di registrazione e lo chef Alberto Fluttero che, dopo dieci anni nei migliori ristoranti di Londra, ha aperto ai Docks Dora il suo ristorante AL. È qui, a meno di cinque chilometri dal centro, che lo spirito creativo di Torino sembra esprimersi al meglio. “Molti dicono che sembra di stare a Londra o Berlino e invece no, siamo a Torino” ci dice Ivano Viotto, co-founder dell’associazione Barriera Design District che vuole valorizzare una zona che “è ricca di sorprese e fermento”.
Gli ex stabilimenti INCET: EDIT e Galleria Gagliardi e Domke
A poche centinaia di metri di distanza si trovano gli ex stabilimenti della INCET, fabbrica di cavi elettrici attiva dal 1888 al 1968 quando, assorbita dalla Pirelli, trasferì la produzione a Livorno Ferraris. Oltre 4mila metri quadrati sono stati riqualificati tra il 2009 e il 2015 e ospitano oggi diverse start-up dando lavoro a centinaia di professionisti, di cui la maggior parte sono giovani under 40. Tra gli spazi più frequentati c’è EDIT, acronimo di “Eat Drink Innovate Together” che gioca con la traduzione del nome in italiano (“modificare”): pub, birrificio artigianale, cocktail bar e pizzeria ma anche polo gastronomico e centro polifunzionale. Al civico 16 di via Torino, invece, troviamo la Galleria Gagliardi e Domke. Nata in città nel 2003 dalla passione per l’arte di Pietro Gagliardi, fondatore e direttore creativo di una delle più importanti agenzie di pubblicità italiane, occupa oggi alcuni degli spazi della vecchia fabbrica di cablaggi, a poca distanza dal Museo Ettore Fico. Ad accogliere il visitatore sono due opere di Fabio Viale (Stargate e Ahgalla) mentre le cinque sale interne propongono una personale di Piero Fogliati, artista piemontese scomparso nel 2016 che ha lavorato all’ideazione della Città Fantastica, un vasto progetto di interventi urbani in cui i suoni, le luci, gli elementi atmosferici e gli ecosistemi idrogeologici si trasformano in esperienze estetiche e sensoriali.
Parco Dora e la cattedrale “industriale” del Santo Volto
Prima di andare alla scoperta del lato più cinematografico di Torino legato soprattutto alle Residenze Reali Sabaude, facciamo tappa a Parco Dora (nell’area di Spina 3) che, con i suoi 358.000 metri quadrati di superficie, rappresenta uno dei più vasti polmoni verdi della città. Dove fino agli anni Novanta operavano le acciaierie Fiat e lo stabilimento Michelin, si trova oggi uno spazio a cielo aperto che conserva la torre di raffreddamento e le colonne portanti arancioni della grande struttura dello strippaggio e rappresenta un nuovo luogo di aggregazione dove poter passeggiare, giocare, rilassarsi e praticare sport. Sullo sfondo svetta la ciminiera diventata campanile della Chiesa del Santo Volto, cattedrale “industriale” costruita tra il 2005 e il 2006 e dedicata alla Sindone. L’edificio religioso è inserito nel piano di recupero dell’ex area industriale ed è opera dell’architetto svizzero Mario Botta.
Le Residenze Reali Sabaude
Riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1997, le Residenze Reali Sabaude rappresentano una ricchezza storico-artistica unica al mondo per quello straordinario sistema di palazzi, castelli, ville e giardini che racconta secoli di potere della dinastia dei Savoia. Costruite a partire dal 1563 tra la città di Torino e la sua provincia, dove i Savoia amavano spostarsi per dedicarsi alla caccia o trascorrere periodi di svago e riposo non troppo lontani dal centro della città, forniscono una testimonianza del genio esuberante dell'arte e dell'architettura barocca e tardo barocca, realizzata nel corso dei decenni. Sontuose residenze vennero costruite per creare una raffinata “Corona di Delizie” intorno alla capitale, a testimonianza della magnificenza della Casa Reale: “maisons de plaisance” come la Villa della Regina, la Reggia di Venaria e la Palazzina di Caccia di Stupinigi ma anche il Castello del Valentino e quelli di Rivoli, Moncalieri e della Mandria che divenne residenza e luogo prediletto di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Ma il nucleo del potere politico sabaudo e il cuore di Casa Savoia è stato per secoli il centro di Torino con Palazzo Reale, fulcro della zona di comando e delle collezioni reali. Con la sua facciata seicentesca e la ricca decorazione degli ambienti interni, permette ancora oggi di avere un assaggio del lusso e dell'eleganza del tempo. Palazzo Carignano, affacciato su piazza Carlo Alberto, fu la residenza dei Principi di Carignano dal 1694 e sede del Parlamento Subalpino e del primo Parlamento italiano. Oggi ospita, al piano nobile, il museo nazionale del Risorgimento italiano mentre al piano terreno sono visitabili gli appartamenti dei Principi dove sono nati Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II. Terminiamo il nostro viaggio tra le Residenze Reali Sabaude in Piazza San Giovanni per visitare Palazzo Chiablese dove, nel 1851, nacque Margherita di Savoia, prima regina d’Italia. Considerato tra i palazzi più eleganti della città, è stato sede (dal 1958 al 1985) del Museo Nazionale del Cinema di Torino ed è oggi la “casa” della Soprintendenza alle Belle Arti.
Torino e il cinema
E proprio la visita a Palazzo Chiablese ci dà il la per parlare del rapporto tra Torino e il cinema. Nella sala degli Arazzi del XVIII secolo si sono svolte, infatti, alcune delle scene de La Grazia, l’ultimo film del regista premio Oscar Paolo Sorrentino (che è valso a Toni Servillo la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile all’ultima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia). A raccontare il dietro le quinte della pellicola, proprio a Palazzo Chiablese è in corso la mostra ‘La Grazia. Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino’ promossa da Film Commission Torino Piemonte: 30 fotografie esclusive scattate dal fotografo di scena Andrea Pirrello durante le riprese che catturano momenti del set e del backstage e la possibilità di visitare alcuni degli ambienti più belli del palazzo e ammirare dal vivo la scrivania a due corpi di Pietro Piffetti, capolavoro dell’ebanisteria piemontese tornato al suo luogo d’origine solo nel 2018.
Culla della prima proiezione dei fratelli Lumière nel 1897 e sede dell'industria muta italiana, Torino ha da sempre un rapporto viscerale con il cinema. Qui, nel 1839, venne scattato il primo dagherrotipo della storia; qui, nel 1914 venne girato il colossal Cabiria; qui, nel 1971, nacque il primo cinema d’essai in Italia e sempre qui, nel 1983, il Cinema Eliseo fu ristrutturato come primo multisala del Belpaese. Pellicole come Il Conte di Montecristo, Il Gattopardo e Benvenuto Presidente e serie televisive come Elisa di Rivombrosa e La legge di Lidia Poët sono state girate a Torino. Dal 2000 la Mole Antonelliana, monumento simbolo della città, è la sede del Museo Nazionale del cinema, tra i più importanti al mondo per la ricchezza del patrimonio contenuto. Dento l’imponente edificio progettato dall'architetto Alessandro Antonelli alla fine dell’Ottocento, prende vita uno dei percorsi espositivi più affascinanti dedicati alla settima arte: un itinerario interattivo conduce dai primi esperimenti del teatro d’ombre e delle lanterne magiche fino agli effetti speciali più innovativi e alle applicazioni della realtà virtuale. La suggestiva rampa elicoidale, che si avvolge come una pellicola verso la cupola, ospita mostre temporanee e offre un colpo d’occhio spettacolare sull’Aula del Tempio.
Dove mangiare e dove dormire
Che sia un piatto di ravioli del plin nelle antiche sale del Servizio di Frutteria di Palazzo Reale, un vitello tonnato nel locale che ha dato i natali al celeberrimo gelato su stecco ricoperto di cioccolato o. ancora, un piatto di insalata russa con affaccio sulla ex pista di collaudo del Lingotto, Torino offre una molteplicità di proposte culinarie in location uniche. Con i suoi dehors in Piazza Carignano, di fronte al Palazzo che ha dato i natali alla regina Margherita, Pepino è uno dei caffè storici del capoluogo piemontese. Nato alla fine del XIX secolo si vanta di essere la più antica gelateria d’Europa e propone un’offerta a tutto tondo dalla colazione all'aperitivo, nel rispetto della tradizione locale. A poche decine di metri di distanza il Caffè Reale ha l’ingresso dalla Corte d’Onore di Palazzo Reale e si trova laddove, fin dal Settecento, venivano conservate le porcellane di Casa Savoia. Per un pranzo o una cena all’insegna della tradizione La Badessa, situato nello storico Palazzo Coardi di Carpeneto, in Piazza Carlo Emanuele II, propone ricette dei monaci piemontesi mentre da Fiat 500 Cafè, all’ultimo piano del Lingotto, si pranza con vista sulle installazioni di arte contemporanea di Pista 500. Tra gli ultimi nati nel mondo della ristorazione torinese troviamo AL di chef Alberto Fluttero. Situato all’interno degli storici Docks Dora, è un open space da 30 coperti con arredi di riuso artigianali e una proposta culinaria che guarda al Nord Europa con influenze asiatiche, attenzione al foraging, alle fermentazioni e al non spreco. Ricavato in vecchi capannoni industriali anche EDIT che occupa un ampio spazio all’interno degli ex stabilimenti INCET. Acronimo di “Eat, Drink, Innovate Together”, rappresenta un concept innovativo nei settori del food&beverage e dell’accoglienza: è birrificio artigianale, pizzeria, cocktail bar, polo gastronomico e struttura ricettiva. Dodici le unità abitative che compongono EDIT loft, appartamenti (affittabili per un weekend o per una vacanza più lunga) che richiamano l'anima originale dell'edificio del passato. In un'ex-caserma dei Vigili del Fuoco, nel cuore di Porta Palazzo, troviamo Combo: ostello, bar, ristorante e zona per eventi con oltre 5mila metri quadrati di spazio. Per chi all’archeologia industriale preferisce una soluzione più classica, l’Hotel Concord è situato in uno dei più prestigiosi palazzi torinesi e si affaccia su via Lagrange, a poca distanza da piazza San Carlo.
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