Łódź “on the road”, viaggio alla scoperta della Capitale creativa polacca

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Costanza Ruggeri

Costanza Ruggeri

©IPA/Fotogramma

Introduzione

Si scrive Łódź, si legge Wudch. Terza città della Polonia per numero di abitanti, è conosciuta come la “Manchester dell’Est” per quel passato che l’ha vista prima protagonista dell’industria tessile dell’Impero russo e poi uno dei principali poli del movimento socialista polacco e degli scioperi operai. Qui, per tutto il XIX e per gran parte del XX secolo, sono arrivati sassoni, irlandesi, portoghesi ed ebrei attratti dalle possibilità lavorative di una vera e propria “Terra promessa” (per parafrasare il titolo del romanzo del premio Nobel Władysław Reymont trasformato in pellicola cinematografica dal polacco Andrzej Wajda che proprio a Łódź ha studiato cinema).
Karl Scheibler, Izrael Poznański, Henryk Grohman e Ludwik Geyer sono solo alcuni dei nomi dei grandi industriali che hanno fatto la storia di questa cittadina situata a poco meno di 150 chilometri a sud-ovest di Varsavia. Il primo stabilimento tessile aprì nel 1825. Meno di 100 anni dopo, nel 1913, a Łódź si contavano 47 industrie del cotone che producevano 59mila tonnellate di filati e 60mila di tessuti.
Oggi, le vecchie fabbriche in mattoni rossi sono state in gran parte riconvertite in moderni complessi multifunzionali: musei, spazi creativi, hotel di design e gallerie d’arte. Nuovi edifici e moderni stabilimenti sorgono accanto ai boulevard mitteleuropei, ai blocks del socialismo e ai palazzi liberty del centro rendendo Łódź uno dei più vibranti esempi di rigenerazione urbana del Vecchio Continente, meta post-industriale e creativa tra le più affascinanti d'Europa. 

Quello che devi sapere

Piotrkowska, “vetrina” di Łódź: tra palazzi storici e statue bronzee

Il nostro viaggio a Łódź comincia dalla Piotrkowska (“Pietryna” come la chiamano affettuosamente gli abitanti della città), una delle arterie commerciali più lunghe d'Europa. Una passeggiata di oltre 4 chilometri che ci conduce da Plac Wolności (Piazza della Libertà) a Plac Niepodległości (Piazza dell'indipendenza). In mezzo decine di edifici di epoche diverse (dal liberty al rinascimentale, dal neobarocco all’eclettismo, dal neogotico all’Art nouveau) e sculture di bronzo (frutto dell'ingegno dell'attore e regista Marcel Szytenchelm) raffiguranti i personaggi celebri della zona: dal pianista Artur Rubinstein al poeta Julian Tuwim fino ancora allo scrittore-premio Nobel Władysław Reymont.
A terra oltre 16mila targhe di ghisa, disposte ordinatamente una accanto all'altra, con i nomi dei cittadini di Łódź che dal 2000 acquistano un piccolo spazio per rendere omaggio alla loro città.
Al civico 282 della Piotrkowska, ospitato nella singolare Fabbrica Bianca di Ludwik Geyer (uno dei più antichi complessi industriali e il luogo in cui venne avviata la prima macchina a vapore di Łódź), c’è oggi il Museo Centrale del Tessile che racconta la storia della città attraverso il prisma della produzione tessile e possiede una delle più grandi collezioni di arazzi al mondo.
Di fronte al numero 72 invece, sede del Grand Hotel (attivo quasi ininterrottamente dal 1887), ci troviamo a camminare su Aleja Gwiazd, una sorta di ‘Walk of Fame’ formata da due file di stelle in bronzo, incastonate nel passaggio pedonale, con impressi i nomi di celebri personaggi del cinema polacco.

Palazzi sulla Piotrkowska

Łódź e il cinema

Spesso soprannominata "HollyŁódź" per il suo ruolo centrale nella storia cinematografica nazionale, Łódź è la "capitale" del cinema polacco, sede della prestigiosa Scuola Nazionale di Cinema, Televisione e Teatro Leon Schiller che ha formato registi come Roman Polański, Andrzej Wajda e Krzysztof Kieślowski. Fondata nel 1948, è una delle istituzioni cinematografiche più antiche e stimate al mondo e annovera, tra i suoi ex studenti tre premi Oscar (più 19 nomination), 10 Palme d'oro, 7 Orsi d'oro, 8 premi Cesar e 10 Bafta.
Tra le tappe imperdibili per gli appassionati della settima arte c’è sicuramente il Museo della Cinematografia (ospitato dal 1986 nell’ex palazzo di Karol Scheibler) che celebra la ricca eredità del cinema polacco e offre un viaggio immersivo attraverso l'evoluzione della tecnologia. Con una collezione di oltre 50mila tra cineprese, locandine, foto e cimeli, il museo ospita anche reperti rari come l'unico Kaiser Panorama originale della Polonia, un visore stereoscopico che offre uno sguardo sulle prime esperienze cinematografiche.
Nell’enorme complesso EC1 Łódź – City of Culture (di cui parleremo dopo), troviamo invece il Centro Nazionale per la Cultura Cinematografica (NCKF) con la più grande mostra permanente del Paese dedicata alla cinematografia nazionale: oltre 120 anni di storia del cinema raccontati attraverso manifesti originali, cineprese, costumi, scenografie, proiezioni e installazioni multimediali in 3 piani e 1.500 metri quadrati di spazio. L'edificio ospita anche un complesso dedicato alla didattica cinematografica, al cui interno si trovano studi di suono, post-produzione, animazione, televisione ed effetti speciali dove si tengono laboratori pratici di formazione cinematografica.

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Łódź e la rigenerazione urbana: EC1 e Manufaktura

EC1 Łódź – City of Culture è solo uno dei grandi progetti di rigenerazione urbana che hanno trasformato Łódź negli ultimi anni. Quello che oggi appare come un vasto polo dedicato a scienza, cinema e cultura, era infatti la prima centrale elettrica della città, nota come Elektrownia Łódzka. Entrata in funzione nel 1907 per fornire energia alle fabbriche di una città in piena espansione tessile, rimase attiva per gran parte del Novecento, fino alla dismissione definitiva all’inizio degli anni Duemila. Tra i simboli, oggi, della nuova Łódź, ospita un planetario (il più moderno della Polonia, con una cupola di 18 metri e uno schermo di 14 metri in 8K), un museo della Tecnologia e della Scienza, un Centro per il fumetto e la narrativa interattiva e il sopracitato NCKF.
Ma l’operazione di recupero più imponente della città è, senza dubbio, quella che ha dato vita a Manufaktura. Inaugurato il 17 maggio 2006 e dislocato su una superficie di 27 ettari, è situato nell’area dell’ex fabbrica di Izrael Poznański (uno degli industriali più ricchi di Łódź nel XIX secolo) ed è il più grande complesso del suo genere in Polonia. Oltre a 250 negozi e a decine di ristoranti, ospita una pista da bowling, una parete da arrampicata, un cinema, un hotel e due musei. Il primo, il Museo della Fabbrica, racconta la storia della fortuna industriale di Poznański e mostra come la fabbrica si è sviluppata nel tempo, le tecniche di produzione del tessuto di cotone e la vita quotidiana degli operai; il secondo invece, ms² – Muzeum Sztuki, è uno dei musei d’arte moderna più antichi al mondo (pare secondo solo al Moma di New York ma a Manufaktura dal 2008) e custodisce le opere di Władysław Strzemiński, Katarzyna Kobro, Max Ernst, Jean Arp e Fernand Léger. A pochi passi, in quella che era l’abitazione privata della famiglia Poznański (opera degli architetti Hilary Majewski e Adolf Zeligson), c’è invece il Museo della Città di Łódź.

Dettagli di Manufaktura

Il villaggio operaio di Księży Młyn e Palazzo Herbst

Lasciamo il centro città per trasferirci a Księży Młyn (letteralmente “il mulino del prete”), un quartiere di ex fabbriche e abitazioni operaie trasformato in residenze hipster con loft, studi creativi, spazi di design, ristoranti e corner biologici. Fulcro dell’impero industriale di Karol Scheibler nel XIX secolo, questa zona di Łódź era un vero e proprio villaggio operaio, una specie di “città nella città” secondo il modello delle fabbriche inglesi con le case a schiera, la scuola, l’ospedale, i negozi, i servizi comuni, una caserma dei vigili del fuoco e un’officina. Punto nevralgico del quartiere è la gigantesca filanda in mattoni rossi lunga oltre duecento metri, un tempo la più grande della città. A pochi metri di distanza merita una segnalazione Palazzo Herbst: costruito nel 1876 per Matylda, figlia di Karol Scheibler, e per suo marito Edward Herbst (che divenne direttore della fabbrica tessile dopo la morte del suocero), è attualmente una delle sedi distaccate del Museo di arte moderna.

L'ex villaggio operaio di Księży Młyn
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Street Art a Łódź

Considerata la più grande galleria urbana della Polonia, Łódź è un museo a cielo aperto con oltre 100 murales dipinti sulle facciate dei suoi edifici. Opere di artisti polacchi come Proembrion, Paulina Kwietniewska, M-City ed Etam affiancano quelle di artisti di caratura più internazionale. Tra i tanti quella del brasiliano Eduardo Kobra, autore del celebre murale di Rubinstein (in via Sienkiewicza 18) che fa una smorfia al teatro Philarmonia a lui intitolato e quella del sudcoreano Kim Jung Gi realizzata nel 2021 sulle torri di raffreddamento dell’attuale EC1. Di grande impatto quello entrato nel Guinness dei primati per essere uno dei più grandi della Polonia: si trova al civico 152 della Piotrkowska e raffigura la città di Łódź con i suoi simboli. Sui grattacieli del cosiddetto complesso Manhattan troviamo il murale The Witcher firmato da Jakub Rebelka mentre in un cortile interno di via Więckowskiego c’è l’opera del polacco Wojciech Siudmak The birth of the day: si tratta di un’installazione che occupa una superficie totale di 350 metri quadrati ed è stata realizzata su 260 piastrelle in gres porcellanato prodotte su commissione da un’azienda del Voivodato di Łódź. Tra i cortili più d’impatto della città c’è il cosiddetto Pasaż Róży (Passaggio di Rosa): l’artista polacca Joanna Rajkowska, nel 2014, ha tappezzato con frammenti di specchi rotti le mura di quello che era un vecchio hotel, oggi abitazione privata, nell’intento di ricreare la visione del mondo della figlia, affetta da una grave malattia agli occhi. 

Rubinstein di Eduardo Kobra

Dove mangiare

Mangiare un piatto di Pierogi negli spazi di un ex-cotonificio o degustare un cocktail in quelli di una vecchia fabbrica di vodka. Ma anche sorseggiare un caffè in un bistro situato in un ex negozio di tessuti ebraico o pranzare al ritmo di note caraibiche nel locale di un coreografo cubano. Łódź offre una scena gastronomica estremamente ampia e variegata con spazi recuperati da ex industrie e nuove aperture dal design contemporaneo. Ai civici 138-140 della Piotrkowska, nell’ex fabbrica di fazzoletti Ramish, OFF Piotrkowska è un'area alternativa nel centro della città che ospita una dozzina di ristoranti e bar. Spółdzielnia è caratterizzato da grandi vetrate industriali e muri in mattoni bianchi scrostati. Insegne al neon rosse completano l'atmosfera post-industriale. È un ottimo posto dove sedersi per mangiare una bistecca o una żurek, la zuppa tipica polacca. Piatti tipici anche al ristorante Przy Kominie, situato a Monopolis, complesso post-industriale ricavato negli spazi della vecchia fabbrica della vodka. Nel menu Ravioli di barbabietola, Zuppa di cavolo e maiale, Petto d’anatra con cavolfiore e carote caramellate. Piatti ispirati alla cucina caraibica e cocktail d’autore per Manuarte, bel locale posizionato in uno degli edifici di Manufaktura, creatura del coreografo Agustin Egurrola. Da assaggiare la Crema de pimiento rojo con coco kolendra e l’Ajiaco, una zuppa di verdure in stile goulash guarnita con chimichurri.

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Dove dormire

Situato vicino al Parco Staromiejski e a pochi passi da Manufaktura, il PURO Łódź Centrum è un elegante hotel a 4 stelle che offre la migliore vista della città sul Palazzo di Poznański: gli interni sono firmati dallo studio londinese Superfutures, con la collaborazione dei polacchi ASW Architekci, e a caratterizzare lo spazio sopra la lobby è un grande murale a soggetto cinematografico firmato da Illcat e Maciej Polak. A pochi metri di distanza, negli spazi di Manufaktura, troviamo il Vienna House by Wyndham Andel's Lodz che vanta una piscina in stile post-industriale all'ultimo piano, 277 camere, un ristorante specializzato in cucina polacca e un bar panoramico sul tetto con vista sulla città. All’interno di uno degli edifici dell’ex lanificio Kretschmer, riconvertito nel 1925 in una fabbrica di tabacco, troviamo oggi il Tobaco Hotel che combina un’estetica di design anni ’50-’70 con corridoi futuristici ed elementi della struttura originaria. Per un soggiorno di lusso, sulle orme dei grandi protagonisti del cinema polacco, il Grand Hotel Łódź al civico 72 della Piotrkowska è attivo quasi ininterrottamente dal 1887 ed è uno dei simboli più riconoscibili della città. Dopo una ristrutturazione avvenuta tra il 2019 e il 2023, ha riottenuto la classificazione a 5 stelle e dispone oggi di 153 camere, due ristoranti, una spa e una zona fitness.

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