Dal Kanal di Bruxelles al Guggenheim di Abu Dhabi, i musei che apriranno nel 2026
Edifici dalla forma di un'astronave e strutture avveniristiche costruite sull'acqua. Ma anche esperimenti urbani che uniscono reale e digitale e poli culturali situati in vecchi magazzini del caffè. Questa settimana con ON THE ROAD vi portiamo alla scoperta dei musei in procinto di aprire nel 2026 per un viaggio che dall'Europa ci porta negli Stati Uniti dopo aver attraversato Giappone, Emirati Arabi, Brasile, Cina, Uzbekistan e Africa
a cura di Costanza Ruggeri
Un viaggio in 15 tappe alla scoperta delle aperture museali più attese dell'anno. Un itinerario che (virtualmente) unisce i Cinque Continenti e accomuna capitali europee, megalopoli asiatiche e piccoli centri. Dall'attesissimo UBS DIGITAL ART MUSEUM di Amburgo, in Germania, al MUSEUM OF IMAGE AND SOUND che, dopo 14 anni, aprirà le porte ai visitatori sulla spiaggia di Copacabana, fino ancora alla GRAND OPERA HOUSE di Shanghai. In mezzo i Paesi Bassi, la Slovenia, la Nigeria e gli Stati Uniti.
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Il nostro viaggio comincia nel Vecchio Continente, più precisamente in Germania, per parlare dell'UBS DIGITAL ART MUSEUM di Amburgo, il più grande museo d'arte digitale d'Europa ideato dall'imprenditore Lars Hinrichs. Il museo sorgerà nel quartiere di Elbbrücken e si svilupperà su uno spazio complessivo di 6.500 metri quadrati dove sarà possibile vivere un'esperienza multidimensionale e multisensoriale toccando e interagendo con le opere d'arte del collettivo teamLab.
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Lasciamo la Germania per spostarci a Bled, località finora estranea ai grandi circuiti dell'arte contemporanea, dove nell'estate del 2026 aprirà il MUZEJ LAH all'ombra del più antico castello della Slovenia. Il nuovo polo museale, progettato dall'architetto David Chipperfield (Premio Pritzker 2023) su iniziativa della coppia di mecenati Igor e Mojca Lah, ospiterà su una superficie complessiva di 5mila metri quadrati oltre 800 opere e includerà lavori di Hito Steyerl, Anselm Kiefer, Zoran Mušič, William Kentridge e Anne Imhofl.
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Arriviamo a Bruxelles per la terza tappa del nostro giro del mondo alla scoperta dei musei che apriranno nel 2026. Ospitato nell’ex garage Citroën del 1934, sul margine nord-occidentale del centro cittadino, il KANAL - CENTRE POMPIDOU sarà uno dei più grandi poli espositivi d’Europa con 12.500 metri quadrati di spazi per mostre distribuiti su cinque livelli. L'inaugurazione è prevista per il 28 novembre e, tra le opere in mostra, ci saranno capolavori di Matisse, Picasso e Giacometti accanto ad artisti belgi e italiani come Raffaella Crispino e Simona Denicolai.
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Ci spostiamo nei Paesi Bassi dove, il 7 febbraio, aprirà i battenti il NEDERLANDS FOTOMUSEUM nell'ex deposito per il caffè Santos situato sul Rijnhaven di Rotterdam. L'edificio, dichiarato monumento nazionale nel 2000, diventerà il nuovo polo culturale della città ospitando un museo interamente dedicato alla fotografia. Il progetto di restauro porta la firma degli architetti olandesi JP Stok Wzn e JJ Kanters e si struttura in nove piani. Con oltre 6,5 milioni di opere, rappresenterà una delle più ampie raccolte fotografiche museali al mondo.
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Costruito all'estremità nord-occidentale di Christiansholm (meglio conosciuta come Paper Island), ex zona di magazzini e ora tra i quartieri più trendy di Copenaghen, il WATERFRONT CULTURE CENTER si inserisce nel progetto di trasformazione della zona in una destinazione pubblica per la cultura, il tempo libero e il benessere. Con una superficie complessiva di 5.700 metri quadrati, consolida il forte legame tra l'acqua e la capitale danese e porta la firma del giapponese Kengo Kuma, già autore dell'Hans Christian Andersen a Odense.
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Non si tratta di un museo ma in tema di aperture per il 2026, prima di lasciare l'Europa, non si può non parlare della SAGRADA FAMILIA. L'eterna incompiuta di Barcellona ha una data ufficiale di fine lavori: 10 giugno 2026, centenario della morte del suo architetto,Antoni Gaudí. La torre centrale, la cosiddetta Torre di Gesù Cristo (l'ultima mancante), verrà terminata e l'edificio nella sua interezza diventerà la chiesa cristiana più alta d'Europa: a distanza di 133 anni dall'inizio del cantiere.
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Per la tappa numero 7 del nostro giro del pianeta alla scoperta dei musei che saranno inaugurati nel 2026 arriviamo negli Emirati Arabi, ad Abu Dhabi, per parlare del più grande museo GUGGENHEIM del mondo. Progettato da Frank Gehry e situato nel distretto culturale di Al Saadiyat, occuperà su una superficie di circa 30mila metri quadrati e ospiterà i grandi nomi dell’arte contemporanea occidentale (come Jean-Michel Basquiat, Jackson Pollock, Mark Rothko e Andy Warhol) e firme meno conosciute provenienti da Asia, Africa e mondo arabo.
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Il 21 marzo 2026 inaugurerà a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, il CENTRE FOR CONTEMPORARY ARTS, la prima istituzione permanente del Paese interamente dedicata all’arte contemporanea e alla ricerca. Situato in un edificio industriale del 1912, accuratamente restaurato dallo studio di architettura francese Studio KO, il centro si propone come una piattaforma accessibile e inclusiva, con ingresso gratuito, sale espositive, biblioteca, laboratori e spazi dedicati alle attività educative.
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Arriviamo a Los Angeles dove, il 22 settembre, inaugurerà il LUCAS MUSEUM OF NARRATIVE ART nel quartiere di Exposition Park. Dopo oltre quindici anni, il museo voluto dal regista e sceneggiatore George Lucas sarà caratterizzato da un'architettura futuristica (che ricorda un'astronave) e si svilupperà su 5 piani. Il cuore pulsante della struttura sarà la collezione personale del regista statunitense, composta da oltre 40.000 pezzi d’arte raccolti nell'arco di quasi cinquant'anni di vita e lavoro.
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Restiamo a Los Angeles dove, nella primavera del 2026, aprirà DATALAND, l'attesissimo museo ideato dall'artista turco-armeno Refik Anadol rivolto all’intelligenza artificiale e agli ecosistemi digitali. Inserito all'interno del The Grand LA, edificio disegnato da Frank Gehry a Downtown, sarà uno spazio appositamente concepito per le dinamiche della fruizione culturale nell’era digitale: installazioni multisensoriali, archivi di dati naturali e collezioni di opere d’arte create con l’AI costituiranno il cuore del progetto.
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Dopo 14 anni di lavori e interruzioni, il MUSEUM OF IMAGE AND SOUND sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro, ha una data di completamento prevista: marzo 2026. Progettato dagli americani Diller Scofidio + Renfro, promette di essere il nuovo punto di riferimento della cultura carioca ospitando gallerie dedicate alla cultura brasiliana (musica, cinema, Carnevale). L'edificio è concepito come un'estensione dello spazio pubblico sul mare, integra aree interne ed esterne e offre panoramiche sulla città e sull’oceano.
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Nel 2026 si apriranno anche le porte del MUSEUM OF WEST AFRICAN ART (MOWAA), il complesso culturale firmato dall’architetto britannico David Adjaye e voluto a Benin City, in Nigeria. Annunciato nel 2020, è stato pensato per accogliere i celebri “Bronzi del Benin”, saccheggiati dalle truppe britanniche alla fine del 1800 ma si appresta a diventare uno dei punti di riferimento etnografico dell'Africa. La mostra inaugurale sarà una versione arricchita del Padiglione della Nigeria alla 60ma Biennale di Venezia.
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Dal prossimo 28 marzo il nuovo quartiere Takanawa Gateway, a Tokyo, si arricchirà di un nuovo edificio che promette di diventare presto punto di riferimento per la capitale nipponica. Il MON (acronimo di MUSEUM OF NARRATIVES), progettato dall’archistar Kengo Kuma, unirà cultura tradizionale giapponese a temi futuristici attraverso mostre e performance. L’edificio si svilupperà su sei piani fuori terra e tre interrati e il design esterno a spirale sarà caratterizzato da un ampio uso del legno.
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Per le ultime due tappe del nostro viaggio alla scoperta dei musei che inaugureranno nel 2026 ci spostiamo in Cina. Sulle rive del fiume Huangpu, a Shanghai, la struttura della GRAND OPERA HOUSE (progettata dallo studio norvegese Snøhetta) si ispira a un ventaglio pieghevole tradizionale cinese, omaggio alla danza e alla fluidità del corpo. Situata nel quartiere ecosostenibile di Houtan e realizzata in cemento e vetro, è pensata per essere attraversata, abitata e condivisa.
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Una cittadella dell'arte affacciata sul lago Jinji, in Cina. Lo SUZHOU MUSEUM OF CONTEMPORARY ART, progettato da BIG - Bjarke Ingels Group, reinterpreta i classici giardini di Suzhou e i loro lunghi corridoi coperti e si prepara ad aprire ufficialmente al pubblico nel 2026 con l'esposizione "Materialism". L’insieme architettonico si sviluppa come un villaggio di 12 padiglioni interconnessi, uniti da una copertura a nastro continuo, dislocati su una superficie di 60mila metri quadrati.
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