Veneto “on the road”, viaggio tra i rifugi e le baite gourmet del Bellunese
Gnocchi di patate selvatiche con burro al pino e croccante di pane. Ravioli al cervo con estratto ai mirtilli di bosco e finferli. Ma anche lombata di vitello con panatura al cumino e gel di Campari e brownies al pistacchio con mousse al cioccolato bianco e zenzero. A meno di un mese dall'inizio delle Olimpiadi invernali, siamo andati con Italia Secrets alla scoperta dei posti più caratteristici delle Dolomiti bellunesi dove regalarsi una pausa culinaria gourmet dopo le fatiche dello sci
a cura di Costanza Ruggeri
Il nostro viaggio nel Bellunese, alla scoperta dei rifugi e delle baite gourmet della provincia veneta, comincia da MALGA RIN BIANCO, a 1.875 metri di altitudine. Situata vicino al Lago di Misurina, sulla strada che conduce alle Tre Cime di Lavaredo, è un rifugio divenuto ospedale militare durante la Grande Guerra
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La cucina della Malga Rin Bianco è ispirata alla storia locale sia nei piatti proposti che nell’utilizzo delle materie prime (unica eccezione è la carne di provenienza argentina). Tra le offerte del menu: Gnocchi di patate selvatiche conditi con aria di burro al pino mugo e croccante di pane puccia e Filetto di cervo cotto nel burro e pepe con yogurt
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Nel centro di Fornesighe, l'unico borgo della Val di Zoldo rimasto immutato dal '500, troviamo la LOCANDA NONA GIO' (nome scelto perché la sala era il salotto di nonna Giovanna). Da assaggiare i Ravioli di faraona con burro aromatizzato al fieno e pere fresche e timo e la Tagliata di Cuore di bue in scaloppa, burro di nocciole fatto in casa, cavolo nero e germogli di abete sottaceto
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La piccola sala è arredata nello stile tipico della zona con al centro un moderno larìn (focolare) e tutt’intorno le vecchie panche restaurate. Curiosi i dettagli di stile, come i paralumi creati con antiche pale e i rastrelli utilizzati come porta bicchieri alle pareti. Originale la cantina ricavata nella vecchia stalla vicino alla locanda
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Per la terza trappa del nostro viaggio tra le montagne bellunesi alla scoperta delle baite e dei rifugi gourmet, arriviamo a Passo Giau, a 2.175 metri di altitudine. Qui troviamo il ristorante DA AURELIO, celebre per una cucina che valorizza erbe e piante del territorio alpino. Suggestiva la terrazza panoramica dove pranzare tra alcune delle vette più belle delle Dolomiti
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Appassionato di erbe spontanee, che raccoglie personalmente tra le sue montagne, lo chef del ristorante Da Aurelio propone una “cucina d’autore” che esalta, tra gli altri, le gemme di abete, i licheni del Giau e i fiori più stravaganti. Imperdibili gli Gnocchetti di patate al burro di cirmolo, ragouttino di cervo in salmì, crema di porcini e le Polpettine di cervo nostrano cavolo nero e tartufo
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Immerso in un bosco di larici a 1.664 metri d’altezza sotto le cime del Monte Cristallo, EL BRITE DE LARIETO è un agriturismo di charme che onora la tradizione ampezzana con una cucina farm-to-table. El Brite impiega infatti quasi esclusivamente i prodotti naturali che provengono dall’adiacente fattoria di famiglia
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Tra i piatti più amati da El Brite de Larieto troviamo la Tartare di speck stagionato con salsa di cetrioli e gelato al burro salato, i Canederli con il burro fuso di malga e i Casunziei di Nonna Annetta (pasta ripiena all’uovo con rapa rossa e burro alla nocciola). Da assaggiare la Cecilia Tenerina, una torta di cioccolato con zabaione e gelato al latte con crumble al cioccolato
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Visione da cartolina sulle Cinque Torri dal RIFUGIO SCOIATTOLI, a 2.255 metri di altitudine, adagiato sulla Monte de Potor nei pressi dell'arrivo della seggiovia che sale da Bain de Dones sulla Strada delle Dolomiti. Nei mesi invernali è possibile vivere (su prenotazione) una serata alternativa: salita al rifugio con la seggiovia illuminata, cena tipica e discesa in slittino
Valencia e il Santo Graal: viaggio tra storia, arte e religione
Costruito nel 1969 dalla guida alpina Lorenzo Lorenzi, il Rifugio Scoiattoli è gestito ancora dalla stessa famiglia. Tra i piatti gourmet meritano una segnalazione le Violette ai saporti di bosco (pasta aromatizzata ai mirtilli) e la Cotoletta di vitello impanata alla puccia, il tipico pane dolomitico, servita con patate all'ampezzana
Tra i Relais e gli agriturismi più scenografici delle Langhe
Restiamo nel comprensorio del Lagazuoi 5 Torri per visitare il più famoso rifugio-gourmet delle Dolomiti, inserito dal Sunday Times tra i dieci migliori ristoranti di montagna delle Alpi: il RIFUGIO AVERAU. Situato a 2.143 metri di quota, vanta un panorama a 360° sulle Dolomiti, dalla Marmolada all'altopiano delle Pale di San Martino passando per Lagazuoi e Tofane
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Il menu del Rifugio Averau è caratterizzato da piatti della tradizione ladina sapientemente rivisitati. Da assaggiare i Cappelli d'Alpino ripieni di formaggio e noci con pomodoro e timo, il Cervo alla griglia con composta di mirtillo e polenta e la Torta al Prosecco e amaretti. Per una serata indimenticabile le "Cene al Chiaro di Luna" con salita in motoslitta, cena e discesa notturna
Dall'Austria alla Scozia, tra i castelli più infestati d'Europa
Grandi vetrate panoramiche con vista mozzafiato a 360° sono l’asso nella manica del RIFUGIO BURZ, nel cuore del circuito sciistico Sellaronda. Comodamente raggiungibile dal centro di Arabba in seggiovia, si trova a 1.936 metri di altitudine nel territorio del Comune agordino di Livinallongo del Col di Lana in Valle di Fodom
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Punto d’incontro tra la Val di Fassa e l’Alta Badia, il Rifugio Burz offre una cucina strettamente legata alla tradizione dei luoghi. Dai Tortelli fatti in casa ripieni di radicchio e speck su fonduta di formaggio locale agli Gnocchi di zucca con semi di papavero, buro fuso e ricotta affumicata fino, ancora, al Filetto di cervo scaloppato al vino con polenta
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Nei locali del leggendario El Toulà (dal 1964 sinonimo di glam, buon cibo e una meravigliosa vista sulla Conca Ampezzana) troviamo oggi ALAJAMO. Lo chef Massimiliano Alajmo, il più giovane al mondo ad aver ricevuto le tre stelle Michelin per Le Calandre di Padova, reinterpreta la sua filosofia in stile “ampezzano”, omaggiando contemporaneamente lo spirito del luogo
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Oltre ai grandi classici Alajmo, nel menu troviamo l’Aspic di branzino con caviale fresco Alajmo, la Battuta cruda e affumicata di cervo con tartufo bianco e il Brodo caldo servito con una spremuta di vegetali. Anche la mise en place è un omaggio allo spirito delle case ampezzane con una collezione di vecchie porcellane Richard Ginori, Bernardeau e di Limoges
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A pochi chilometri dal centro di Cortina d'Ampezzo, dove si trovano gli impianti di risalita, la BAITA FRAINA è stata premiata con 1 Forchetta Gambero Rosso. I fratelli Adolfo e Alessandro Menardi gestiscono il locale assieme alle mogli Anna e Tiziana. Eccellente la lista di vini (oltre 500 etichette), grappe selezionate e whisky pregiati
Locali storici d’Italia, viaggio tra i luoghi simbolo dell'ospitalità
La cucina di Baita Fraina rispecchia il territorio e propone piatti della tradizione rivisitati. Ecco allora la Tartare di cervo, carciofo e barbabietola, i Cappellacci ripieni di Piave Oro e pepe, zabaione salato e polvere di speck e la Tartare di manzo con zabaione al pepe, capperi e tuorlo disidratato. Da assaggiare la Torta di zucca con crema al mascarpone e composta di pere
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Terminiamo il nostro viaggio tra i rifugi gourmet delle Dolomiti Bellunesi, in compagnia di Luoghi Secrets, alla BAITA PRA' SOLIO. A pochi passi dal lago di San Vito di Cadore, con un panorama che spazia dal monte Antelao al Pelmo, la baita è arredata in stile montano con legno recuperato da vecchi fienili e con oggetti da collezione che ricordano i mestieri di un tempo
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Tra le proposte culinarie di Baita Prà Solio meritano una menzione particolare la Crema di fagioli Lamon con scarola saltata, acciughe e croccante di puccia, il Tris di Canederli al burro di malga e cappuccio di vinigo e il Tomahawk di cerco con cipolle caramellate e lamponi. Da non perdere la Cialda al caramello salato con nocciole di Giffoni, ricotta di pecora e pere in diverse consistenze
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