"Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo". Lo ha scritto Mojtaba Khamenei nel suo primo messaggio come nuova Guida suprema. A stretto giro, è arrivata la replica di Trump: "Di ben più grande interesse e importanza per me" rispetto al petrolio "è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo". Netanyahu agli iraniani: “La libertà si sta avvicinando, ma dipende da voi”
in evidenza
Nel tredicesimo giorno di guerra in Iran è arrivato il primo messaggio alla nazione della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane. Non ci arrenderemo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri”, ha scritto il leader in un discorso mandato in onda dalla tv di Stato. "Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada". Questo, invece, il messaggio di Donald Trump pubblicato su Truth. Netanyahu agli iraniani nella sua prima conferenza stampa dall'inizio della guerra con l'Iran: “La libertà si sta avvicinando, ma dipende da voi”.
Duecento razzi da Hezbollah, Israele minaccia di invadere il Libano. Una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow è stata riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita. Gli Usa: "Da inizio guerra colpiti 6.000 obiettivi". Nel raid su Gerusalemme frammenti di missile finiscono su una scuola elementare cattolica, l'edificio era vuoto. Vola il petrolio, il brent oltre i 100 dollari al barile. L'Agenzia internazionale per l'energia stima 10 milioni di barili in meno al giorno dal Golfo. L'Italia svincola quasi 10 milioni di barili delle sue riserve. Borse in rosso.
Sull'attacco che ha colpito l’area della base militare italiana di Erbil nel Kurdistan iracheno, il ministro Tajani ha confermato: "Tutti i nostri militari sono al sicuro nei bunker e non risultano vittime. Secondo Crosetto si è trattato di un "attacco deliberato". L'allerta resta alta.
Approfondimenti:
- Perché Trump ha deciso di attaccare adesso l’Iran e cosa può succedere ora
- Mojtaba Khamenei, primo discorso da Guida Suprema. Dubbi su sua salute
- Trump: "Iran non ha più capacità militari". Poi attacca Gb e Spagna
- Iran, quale sarà l’impatto sui mercati? Dal petrolio allo Stretto di Hormuz, cosa sapere
- Quante navi sono ferme nello Stretto di Hormuz?
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Turisti italiani bloccati all'estero, come funziona il rientro?
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Petrolio e missili: perché Russia e Cina si rafforzano e l’Ucraina rischia
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Questo liveblog termina qui:
Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di venerdì 13 marzo
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Iran, esperti Usa: ecco i 5 possibili scenari per la fine della guerra
"La guerra con l'Iran finirà presto”, ne è sicuro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Non c'è praticamente niente più da bombardare", ha aggiunto in un'intervista ad Axios. E a chi gli ha chiesto di essere più preciso sul quando, poi, ha risposto: “Quando voglio che finisca, finirà”. Una posizione che sembra non convincere neppure Israele, alleato degli Usa contro Teheran. Due funzionari israeliani, infatti, hanno detto alla Reuters che Israele non crede che Trump sia in procinto di ordinare la fine della guerra con l'Iran. Hanno aggiunto che in Israele non c'è certezza che la guerra in corso porterà al collasso del regime iraniano. Come potrebbe finire, quindi, il conflitto?
Iran, esperti Usa: ecco i 5 possibili scenari per la fine della guerra
Vai al contenutoComando Centrale Usa: "Aereo da rifornimento precipitato in Iraq a causa di un incidente"
Il Centcom, Comando Centrale degli Stati Uniti, ha reso noto che un aereo da rifornimento KC-135 si è schiantato in Iraq in un incidente che ha coinvolto un altro velivolo. "L'incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l'Operazione Epic Fury e le operazioni di soccorso sono in corso. Due velivoli sono rimasti coinvolti nell'incidente. Uno dei due è precipitato nell'Iraq occidentale e il secondo è atterrato in sicurezza", ha affermato il Centcom in una nota riportata dal Times of Israel. Il Comando Centrale ha poi precisato che l'incidente "non è stato causato da fuoco nemico o amico".
Bessent: "Nessun prezzo renderebbe la guerra all'Iran insostenibile"
Nessun prezzo renderebbe la guerra all'Iran insostenibile: il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, in un'intervista con Sky News, ha risposto "assolutamente no" quando gli è stato chiesto se ci fosse un prezzo che avrebbe potuto indurlo ad affrontare il presidente Donald Trump e a dire che la guerra all'Iran non era più sostenibile. In base a quanto riferito dai media americani, i primi sei giorni di guerra all'Iran sarebbero costati agli Stati Uniti almeno 11,3 miliardi di dollari. Bessent, inoltre, ha affermato che la Marina Usa scorterà le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz non appena sarà "militarmente possibile".
Esistono alternative allo Stretto di Hormuz per trasportare petrolio?
I leader mondiali si interrogano su come aggirare la chiusura del corridoio marittimo che separa le coste iraniane dalla penisola arabica. Ma ci sono opzioni davvero valide? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" andata in onda l’11 marzo.
Esistono alternative allo Stretto di Hormuz per trasportare petrolio?
Vai al contenutoSei soldati francesi feriti in un raid con drone a Erbil
Sei soldati francesi sono rimasti feriti in un "attacco con drone" a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo annuncia lo Stato Maggiore francese.
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
La guerra che sta interessando l'area del Golfo ha fatto registrare una nuova escalation soprattutto nelle acque dello stretto di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran, proprio nelle scorse ore, hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: "Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile", è stata la minaccia. Ma come agisce l'Iran per alimentare il caos in questa zona?
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
Vai al contenutoRussia a Israele: "Serve una de-escalation"
Il viceministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, ha incontrato l'ambasciatore israeliano, Oded Joseph, per esprimere la disponibilita' della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni per risolvere la crisi in Medio Oriente. Lo ha affermato il ministero degli Esteri russo. "La parte russa ha ribadito la sua posizione fondamentale e coerente a favore di una rapida de-escalation del conflitto, risolvendo tutte le questioni esistenti ed emergenti con metodi politico-diplomatici, e ha segnalato la sua disponibilita' a contribuire alla ricerca di modi per risolvere la crisi attorno all'Iran", si legge in una dichiarazione sul sito web del ministero. L'incontro ha comportato uno scambio di opinioni dettagliato sugli sviluppi in Medio Oriente da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato un'operazione militare contro l'Iran il 28 febbraio, si legge.
Usa a connazionali: "Evitare viaggi in Azerbaigian"
Il Dipartimento di Stato americano ha aggiornato l’avviso di viaggio per l’Azerbaigian, innalzando il livello di allerta da 2 a 3 e invitando i cittadini americani a "riconsiderare i viaggi" nel Paese alla luce delle crescenti tensioni regionali legate al conflitto con l’Iran. La decisione arriva dopo che, la scorsa settimana, le autorità azere hanno riferito di un drone iraniano ha colpito un aeroporto nel Paese vicino al confine con l'Iran, ferendo due civili e danneggiando parte dell’edificio del terminal.
Trump: "Nazione di odio e terrore, la stanno pagando cara"
L'Iran "è veramente una nazione di terrore e odio. Stanno pagando un caro prezzo adesso". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, intervenendo durante le celebrazioni per il Mese della Storia delle Donne. "In Iran la situazione procede molto rapidamente. Sta andando molto bene, i nostri militari sono senza eguali e nessuno ha mai visto niente del genere - ha detto Trump - Stiamo facendo quello dev'essere fatto e andava fatto nei 47 anni precedenti. In tanti potevano, ma hanno scelto di non farlo".
Iran, Salvini: "Contro chi specula stesso discorso banchieri"
"Le compagnie petrolifere straniere stanno speculando sulla pelle degli italiani", ribadisce Matteo Salvini che a 'Dritto e Rovescio' su Rete4 anticipa che "se ci sara' bisogno di intervenire, interverremo anche fiscalmente e legalmente". Il vicepremier e leader della Lega osserva che "il barile di oggi, con i prezzi aumentati, diventa benzina fra tre mesi, quindi gli aumenti di adesso non c'entrano nulla con il conflitto". Dunque, annuncia Salvini, "convochero' le compagnie e se non avranno buonsenso interverremo. E' lo stesso discorso - chiarisce - che abbiamo fatto ai banchieri". Il ministro delle Infastrutture precisa che questa iniziativa "la sto concordando con i colleghi ministri che hanno competenza su questo".
Iran, Trump: "Guerra sta andando "molto bene"
La guerra con l'Iran sta andando "molto bene" e "procedendo molto rapidamente". Lo afferma il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo alla Casa Bianca per celebrare il mese delle donne.
Iraq, colpita una base italiana ad Erbil: cosa è successo
Ad essere colpita da un drone è stata la base italiana situata al confine tra Siria, Turchia ed Iran, nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e che negli anni ha addestrato, e sta ancora facendolo, migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma. Crosetto: "Non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene".
Iraq, colpita una base italiana ad Erbil: cosa è successo
Vai al contenutoIran, Salvini: "Riflettere su lasciare nostri ragazzi missione"
"Non possono andare di mezzo gli italiani per le guerre scatenate dal resto del mondo", dice Matteo Salvini che a Dritto e Rovescio su Rete4 parla di "segnale preoccupante" a proposito dell'attacco alla base italiana a Erbil. "Non siamo in guerra contro nessuno, ne' contro la Russia - sottolinea - ne' contro l'Iran. Siamo parte di un'alleanza dei Paesi democratici e occidentali, pero' i nostri soldati non sono in Iraq o in Libano per fare la guerra ma per difendere le popolazioni. E'chiaro che mentro sono li' per difendere altri sono li' per attaccare e allora - suggerisce il vicepremier e leader della Lega - bisogna fare una riflessione su quanto sia pericoloso lasciare i nostri ragazzi che sono li' in missione difensiva". "Penso al Libano - ribadisce - sono li' a vedersi passare i missili sopra la testa. Bisogna essere estremamente cauti".
Salvini: “Convocare compagnie petrolifere, sto concordando con ministri”
"Convocare le compagnie petrolifere che stanno speculando sulla pelle degli italiani"; "lo sto concordando con i colleghi ministri che hanno competenza su questo". Lo ha detto Matteo Salvini a Diritto e rovescio, su Retequattro.
"Se in 10 giorni le multinazionali hanno aumentato di 40 centesimi al litro il gasolio approfittando del conflitto non possono farlo impunemente, se ci sarà bisogno di intervenire interverremo, fiscalmente e legalmente, questa è speculazione", ha aggiunto Salvini.
Wall Street: chiude in ribasso, pesa prezzo energia
Wall Street chiude in netto calo con i prezzi del petrolio che hanno esteso i rialzi con il Brent poco sopra i 100 dollari al barile e alimentato le preoccupazioni di stagflazione per l'economia globale. L'indice Dow Jones al termine delle contrattazioni cede l'1,56% con 46.677,85 punti, il Nasdaq perde l'1,87% 22.311,98, mentre lo S&P l'52% con 6.672,77 punti. L'Agenzia internazionale dell'energia ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente sta creando la piu' grande interruzione dell'offerta nella storia del mercato petrolifero globale.
Idf: "Neutralizzati due terroristi palestinesi in Cisgiordania"
Le forze israeliane hanno ucciso due palestinesi vicino a Nablus, nella Cisgiordania occupata. Lo hanno riferito funzionari palestinesi, mentre l'esercito israeliano ha definito un tentativo di speronamento con un'auto. "Due terroristi hanno tentato di effettuare un attacco combinato di speronamento e fuoco contro i soldati dell'Idf", ha precisato l'esercito israeliano. "I soldati hanno risposto con il fuoco e hanno neutralizzato i terroristi. Non sono stati segnalati feriti tra le Idf". Il ministero della Salute palestinese ha affermato che i due uomini, di 24 e 25 anni, sono stati uccisi "dagli spari israeliani".
Ue, guerre Medio Oriente e Ucraina al centro di summit
La guerra in Iran e nel Medio Oriente, l’agenda per la competitività dell’Ue, il conflitto in Ucraina, l’Mff 2028-34, la situazione in Libano, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, più un punto sulle migrazioni. Questa l’agenda del Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo, che il presidente Antonio Costa vorrebbe limitare ad un giorno, secondo la lettera di invito diffusa questa sera. Previsto anche l’Eurosummit, con la presidente della Bce Christine Lagarde e il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis.
Guerra in Iran, cos’è il sito nucleare di Fordow e perché è importante
Nella giornata di oggi la tv pubblica israeliana Kan ha riferito di una forte esplosione nell’impianto nucleare iraniano di Fordow, citando un report saudita. Il sito di arricchimento dell'uranio era stato colpito dai raid americani e israeliani nel giugno del 2025 e rappresenta uno dei principali siti nucleari iraniani, insieme a Natanz e a Ishafan. Ecco cosa sapere.
Guerra in Iran, cos’è il sito nucleare di Fordow e perché è importante
Vai al contenutoIdf: "Uccisi 4 terroristi che avevano attraversato la Linea Gialla"
"Quattro terroristi palestinesi che hanno attraversato oggi la linea Gialla del cessate il fuoco a Gaza, nella parte settentrionale della Striscia, sono stati uccisi in un attacco aereo". Lo afferma l'esercito, scrive The Times of Israel. Secondo l'Idf, "i quattro terroristi si sono avvicinati ai riservisti della 205a Brigata Corazzata di Riserva Pugno di Ferro, in un modo che rappresentava una minaccia immediata".
Israele, "video mostra attacco sulla città vecchia di Gerusalemme il 28 febbraio"
"Abbiamo verificato i fatti e il video mostra un attacco con missile iraniano sulla città vecchia di Gerusalemme durante l'operazione in corso che si è svolta il 28 febbraio. L'Iran sta sparando in modo indiscriminato sui civili e mette a rischio non solo persone innocenti ma anche i luoghi santi di Gerusalemme, che sono sacri per tutte le religioni: musulmana, cristiana e ebraica". Lo dichiara il ministero degli Esteri israeliano rispondendo all'ANSA sul video postato oggi e riferito ad un'esplosione "a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia", che risale al primo giorno dello scoppio della guerra, il 28 febbraio.
Netanyahu: "Obiettivo dare a popolazione possibilità rovesciare regime"
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che la guerra contro l’Iran mira anche a creare le condizioni affinché gli iraniani possano rovesciare il regime teocratico del Paese. "Ho aggiunto un terzo obiettivo, che è quello di dare al popolo iraniano la possibilità di abbattere questo regime", ha detto in conferenza stampa, precisando che i due obiettivi principali restano il blocco dello sviluppo di armi nucleari e la distruzione delle capacità missilistiche balistiche dell’Iran.
"Posso affermare con certezza che il regime non potrà essere rovesciato senza l'impegno del popolo iraniano, e lo abbiamo informato di questo. Gli abbiamo detto che gli aiuti stanno arrivando - ha spiegato il premier israeliano - Non posso dirvi cosa succederà alla fine. Non ve lo dirò. Sappiamo, speriamo e comprendiamo che anche voi sperate che questo regime cada. Se il regime non cadrà, sarà molto più debole. Ma se cadrà, il problema sarà risolto".
Netanyahu: "Con Trump ci sentiamo ogni giorno e liberamente"
"Abbiamo creato un'alleanza senza precedenti con gli Stati Uniti, un'alleanza con il nostro grande amico, mio amico personale, il presidente Trump. Ci sentiamo quasi ogni giorno. Parliamo liberamente, scambiamo idee e consigli e prendiamo decisioni insieme". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in conferenza stampa. "Il nostro rapporto è cento volte più forte di qualsiasi altro rapporto esistito tra un presidente americano e un primo ministro israeliano - ha aggiunto Netanyaho - Non pensiamo solo ai nostri paesi o solo a questa generazione. Pensiamo alle generazioni future, al futuro dell'umanità".
Netanyahu: "Libano avvertito, disarmi Hezbollah o lo faremo noi"
Il premier israealiano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver avvertito il governo del Libano che Israele agirà "sul terreno" per disarmare Hezbollah se Beirut non lo farà. "Ho detto al governo libanese alcuni giorni fa: state giocando con il fuoco se continuate a permettere a Hezbollah di operare, in violazione del vostro impegno a disarmarlo - ha affermato Netanyahu in conferenza stampa - È arrivato il momento di farlo. Se non lo farete voi, è chiaro che lo faremo noi".
Iran, esplosione nell'impianto nucleare di Fordow: cosa è successo
Come ha riferito la tv pubblica israeliana Kan, citando un report saudita, nel sito si sarebbe verificata un'esplosione. Fordow, situato tra Teheran e Qom, è considerato uno dei principali impianti di arricchimento dell'uranio della Repubblica islamica e anche quello più impenetrabile.
Iran, esplosione nell'impianto nucleare di Fordow: cosa è successo
Vai al contenutoTrump: “Fermare impero malvagio Iran più importante del petrolio”
"Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo". Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il leader americano ha poi ribadito: “Non permetterò mai che ciò accada”.
Trump: “Fermare impero malvagio Iran più importante del petrolio”
Vai al contenutoIran, Magi: "Sentito Meloni, noi disponibili a tavolo"
"Poco fa ho sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale ho ribadito la nostra disponibilita' a partecipare al tavolo di confronto sulla situazione della guerra nel Golfo, al di la' del nostro dissenso sulla politica estera del governo. Da parte della premier c'e' stata la disponibilita' a mantenere un canale sempre aperto di aggiornamento con le opposizioni sulle principali questioni inerenti l'evoluzione della situazione internazionale". Lo dichiara il segretario di +Europa Riccardo Magi.
Netanyahu: "Hezbollah pagherà un prezzo molto pesante"
"Stiamo vivendo giorni storici. Con una cooperazione senza precedenti tra Israele e gli Stati Uniti, abbiamo ottenuto risultati enormi che rafforzano la posizione di Israele come potenza più forte che mai. Hezbollah sente la forza del nostro braccio e la sentirà ancora più intensamente, pagherà un prezzo molto pesante per la sua aggressione". Lo ha detto questa sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella sua prima conferenza stampa dall'inizio dell'attuale guerra con l'Iran.
Idf: "Attaccati posti di blocco e agenti Basij a Teheran"
L'esercito israeliano ha reso noto di aver "preso di mira posti di blocco e agenti dell'unità Basij" a Teheran, individuati dall'intelligence. "Queste forze armate fanno parte dell'apparato di sicurezza del regime terroristico iraniano e sono responsabili di attacchi terroristici da anni. Hanno guidato i principali sforzi del regime per reprimere le proteste interne, in particolare negli ultimi mesi, ricorrendo a gravi violenze, arresti di massa e all'uso della forza contro i manifestanti civili", riferisce l'Idf.
Mojtaba Khamenei, primo discorso da Guida Suprema. Dubbi su sua salute
Il nuovo leader dell'Iran ordina di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz, minaccia ritorsioni e chiede ai Paesi della regione di chiudere le basi americane. Intanto crescono le voci sul suo stato di salute: secondo media Uk sarebbe gravemente ferito e ricoverato in terapia intensiva.
Mojtaba Khamenei, primo discorso da Guida Suprema. Dubbi su sua salute
Vai al contenutoIdf: "Avviata una nuova un'ondata di attacchi su vasta scala a Teheran"
Le forze della Difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di "avere appena avviato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran".
Iran, M5s: Meloni chiama Conte. Disponibile ad aggiornare
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiamato il leader M5s Giuseppe Conte confermando la disponibilita' ad aggiornare tutte le opposizioni sull'evolversi della situazione internazionale. Lo confermano fonti del M5s.
Petrolio: prezzo Brent chiude poco sopra 100 dlr, Wti 96 dlr
Il prezzo del petrolio chiude al Nymex di New York con il Brent poco sopra i 100 dollari al barile, in crescita del 10%, e il Wti a 96,6 dollari, in salita del 9,6%. Il Brent nel corso della giornata e' tornato sopra 100 dollari al barile, nonostante il rilascio record di scorte deciso ieri dall'Aie. Gli analisti non ritengono il rilascio di 400 milioni di barili sufficienti e pensano che la guerra in Medio Oriente durera' a lungo minando cosi' gli approvvigionamenti di greggio.
Iran, Iv: "Tavolo proposto da Meloni in ritardo ma ben accolto"
"La Presidente del Consiglio ha offerto alle opposizioni un tavolo di confronto permanente sulle questioni di politica internazionale. La proposta arriva in ritardo ma e' ben accolta da tutti noi". Lo sottolinea Italia Viva in una nota. "Per adesso - si legge - l'accordo e' che le informazioni saranno veicolate per le vie brevi di telefonate e messaggi. Italia Viva conferma la massima disponibilita' a confrontarsi a tutti i livelli: in Parlamento, a Palazzo Chigi, nei tavoli che la Premier vorra' convocare".
Meloni sente tutte opposizioni sulla situazione in Iran
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sentito telefonicamente i leader delle opposizioni sulla situazione in Iran. Secondo quanto si apprende la premier, oltre alla segretaria Elly Schlein ha contattato tra gli altri il presidente M5s Giuseppe Conte, i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il segretario di Azione Carlo Calenda e il presidente di Italia Viva Matteo Renzi. Secondo quanto viene riferito la premier ha fatto sapere che aggiornerà le opposizioni per le vie brevi sull'evolversi della situazioni.
Iran, Onu: più di 4 milioni di sfollati a causa della guerra
Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme umanitario legato alla crisi in Medio Oriente. "La regione ospita alcune delle piu' grandi popolazioni bisognose di assistenza. La recente escalation rischia di aggravare le sofferenze dei civili", ha detto il portavoce, Stephane Dujarric. "Dall'inizio dell'escalation piu' di 4,1 milioni di persone sono state sfollate internamente in Afghanistan, Iran, Libano e Pakistan", ha aggiunto.
Iran, Calenda: "Sentita Meloni. Sbaglia chi non sarà a tavolo"
"Ho ricevuto una telefonata da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ho dato piena disponibilita' a partecipare a un eventuale tavolo istituzionale sulla questioni di politica estera". Lo dichiara il leader di Azione, Carlo Calenda. "Ho capito che le altre opposizioni, sbagliando, non si vogliono sedere. Lo ritengo un grave vulnus istituzionale perche' ci sono due guerre ai confini dell'Europa e la disponibilita' del governo a informare le opposizioni, anche in una sede piu' raccolta e riservata, oltre che in Parlamento e' una cosa positiva che va accolta", aggiunge Calenda.
Il petrolio risale a New York del 9,67%, chiude a 95,69 dollari
I prezzi del greggio tornano a correre a New York con le tensioni in Medio Oriente e gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz: il Wti segna un balzo del 9,67%, e chiude a 95,69 dollari al barile, mentre il Brent ritorna sopra i 100 dollari, a quota 100,56, grazie al guadagno del 9,33%.
Fratoianni: "Il governo condanni la guerra illegale di Trump e Netanyahu"
Il governo "dovrebbe condannare questa guerra illegale, dovrebbe dire con chiarezza che non darà le basi americane in nessun caso e negare l'autorizzazione tecnica per l'uso logistico delle basi. Dovrebbe tassare gli enormi profitti che si stanno sviluppando a partire dalla crisi energetica, perché mentre noi paghiamo tutti, qualcuno si arricchisce: le grandi multinazionali dell'energia, in particolare americane, ma anche italiane". Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs, in occasione di un incontro a Bologna dal titolo 'Un no che vale doppio', sul referendum della giustizia, organizzato dalla Cgil. "Siamo - ha aggiunto - di fronte a una guerra regionale che rischia di diventare globale, è un'ennesima tragedia, che travolge l'ordine fondato sul diritto internazionale, e lo fa scientemente". Questa, ha concluso, "è una scelta precisa di Donald Trump e di Netanyahu, demolire l'ordine internazionale per sostituirsi a quell'ordine sulla la base della legge del più forte e del più ricco, come hanno fatto col Board of Peace".
Iran, Aznar: "Rispetto alleanze sia prioritario"
"La Spagna e' oggi guidata da un governo molto radicale ma credo che la responsabilita' dei Paesi europei sia di essere a fianco dei Paesi alleati e stare appieno nell'Alleanza, stando a fianco di Stati Uniti e Israele per cercare di risolvere una situazione, molto complicata e difficile" come quella provocata dal conflitto in Iran. Lo dice l'ex premier spagnolo Jose' Maria Aznar, a margine della seconda edizione della 'Franco Frattini Lecture', presso la sala della Lupa di Montecitorio, per l'iniziativa promossa dalla Fondazione InGenio presieduta da Stella Frattini. "Le alleanze e il loro rispetto - ha insistito Aznar - sono molto importanti per il presente e il futuro della stabilita' del mondo". 'Sfide contemporanee della democrazia liberale' e' il tema su cui si focalizza la 'lecture' dell'ex presidente e leader del Partito Popolare spagnolo. Ad ascoltarlo, numerosi ambasciatori insieme a una nutrita rappresentanza di parlamentari oltre al 'regista' della diplomazia 'azzurra' nei governi Berlusconi, l'ex Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che ha aperto i lavori con una digressione sul periodo in cui Silvio Berlusconi ricopri' ad interim la carica di ministro degli Esteri (dal 6 gennaio 2002 al 14 novembre 2002) lavorando con Aznar, per poi cedere il testimone a Franco Frattini.
Iran, Emirati: "Oggi intercettati 10 missili e 26 droni"
Secondo il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, oggi gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 10 missili balistici e 26 droni lanciati dall'Iran. Dall'inizio della guerra, il 28 febbraio, gli Emirati Arabi Uniti affermano che le loro difese aeree hanno intercettato 278 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.540 droni. Sei persone sono state uccise, tutte straniere.
Iran, Appendino (M5s): "Meloni cassiera di Trump"
"Donald Trump l'ha ammesso con un candore che fa rabbrividire: con questa guerra, gli Stati Uniti stanno facendo 'un sacco di soldi'. Precisamente, quasi un miliardo di dollari a settimana solo dalle esportazioni di gas liquido. Ecco chi banchetta sulle macerie del conflitto. Ma oggi, finalmente, abbiamo capito anche cosa intendeva davvero Trump quando diceva che Giorgia Meloni 'lo aiuta sempre'. Lo aiuta così: lasciando che a pagare questo conto astronomico siano le imprese italiane e le famiglie che, davanti a una pompa di benzina, non sanno più come arrivare a fine mese". Così sui social la deputata Chiara Appendino (M5s). "Presidente Meloni - aggiunge la deputata - ti vuoi svegliare? Questa non è una normale crisi internazionale, è una rapina legalizzata, un colossale trasferimento di ricchezza. Mentre oltreoceano stappano champagne per profitti record, l'Italia si prepara a una stangata da 14 miliardi di euro tra bollette e carburanti. Risorse che vengono letteralmente drenate dai nostri serbatoi per gonfiare le casse dei colossi dell'energia. E di fronte a questo massacro sociale, la patriota di Palazzo Chigi che fa? Nulla. Sta a guardare. China la testa, blocca il taglio strutturale delle accise facendo cassa sulle nostre spalle e si rifiuta di toccare i veri extra-profitti per non disturbare l'alleato a Washington". "Mentre tu, Giorgia - conclude - fai la cassiera per gli interessi altrui, il resto d'Europa agisce: il Portogallo taglia le tasse sul gasolio, la Francia sguinzaglia i controlli, l'Ungheria blinda i prezzi. Loro alzano gli scudi per difendere i propri cittadini, tu ci hai lasciati a mani nude. Le soluzioni le abbiamo depositate in Parlamento, basterebbe avere il coraggio di copiarle: sblocco dell'accisa mobile e taglio strutturale subito. Esci dai palazzi dorati, smetti di recitare la parte della sovranista a parole e inizia a difendere l'Italia nei fatti. Se ne sei capace".
Iran, Schlein: "Solidarietà a Sanchez, faccia così anche Italia"
"Voglio dare solidarieta' una volta ancora insieme a voi al presidente della Spagna, Pedro Sanchez, per le minacce inaccettabili che ha ricevuto anche ieri dal presidente americano per aver difeso il diritto internazionale, come deve fare anche il governo italiano. Perche', se salta il diritto internazionale, vale solo la legge del piu' forte e del piu' ricco e noi non lo accettiamo". Cosi' la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando a Venezia nel corso di un'iniziativa a sostegno del No al referendum.
Modi a Pezeshkian: "Priorità è il transito senza ostacoli di merci e energia"
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato oggi con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo ha annunciato Modi in un post su X. "La sicurezza dei cittadini indiani, insieme alla necessità di un transito senza ostacoli di merci ed energia, restano le massime priorità dell'India", ha scritto.
Al Jazeera: "In Bahrein scattato l'allarme anti-missili"
"In Bahrein è scattato l'allarme antimissili, le autorità esortano i cittadini a mettersi al riparo". Lo scrive al Jazeera.
Iran, Tajani: "Ridurremo diplomatici a Baghdad e Erbil"
"Ridurremo drasticamente il personale all'ambasciata di Baghdad e al consolato di Erbil". Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Iran, Tajani: "I rischi per l'Italia sono molto bassi"
"Siamo alleati degli Usa, ma non partecipiamo alla guerra. L'Italia non viene considerata un obiettivo ostile. I rischi sono molto bassi. Non dobbiamo avere paura, ma dobbiamo stare in guardia. L'intelligence e le forze dell'ordine sono all'opera". Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sui rischi di terrorismo nel nostro Paese. Per Tajani "come e' successo in Kuwait ed Erbil, dove ci sono anche militari Usa, ci sono rischi per i nostri militari"
Schlein: "No alla guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu"
"No a questa guerra illegale voluta da Trump e voluta da Netanyahu. No all'autorizzazione delle basi militari in Italia per qualsiasi supporto a questi attacchi militari che sono fuori dal diritto internazionale, che violano il diritto internazionale". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a Venezia per un evento per il no al referendum costituzionale. "Khamenei era un dittatore sanguinario che non ci mancherà di certo, anzi siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano che lotta per la libertà e la democrazia e non ci siamo da ieri", aggiunge Schlein. "Ci siamo e continueremo a esserci - ha proseguito - per chiedere che la transizione democratica, pacifica e la fine del regime sanguinario sia nelle loro mani e non calato dall'alto o da altri interessi. Perché oggi abbiamo letto che il presidente americano ha detto che anche se si alza il prezzo della benzina, alla fine gli Stati Uniti sono il maggiore produttore di petrolio e quindi ci guadagneranno anche di più".
Tajani: "Militari italiani in Kurdistan saranno spostati in tempi rapidi"
I militari italiani di stanza a Erbil "stanno tutti quanti bene" ma "ritengo che verranno spostati in tempi rapidi, così come è stato fatto in Kuwait, perché è inutile lasciarli sotto il rischio di bombe che continuano a arrivare, droni, missili. Dobbiamo garantire la sicurezza dei nostri militari, così come garantiamo quella dei nostri concittadini che lavorano e operano in queste parti del mondo. Anche l'ambasciata di Baghdad ha avuto una drastica riduzione di personale. Sono partiti oggi, sono arrivati in Turchia e così faremo con il consolato di Erbil nel Kurdistan iracheno". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4.
Iran, Tajani: "Militari Erbil verranno spostati presto"
I militari italiani a Erbil "verranno spostati in tempi rapidi, cosi' come accaduto in Kuwait". Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "I nostri militari - prosegue Tajani - sono li' per addestrare i curdi. E' difficile addestrarli restando sotto le bombe... "
Beirut convoca l'incaricato d'affari dell'Iran per operazione con Hezbollah
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ha annunciato oggi di aver convocato l'incaricato d'affari iraniano dopo che Teheran ha affermato di aver condotto un'operazione "congiunta" con il suo alleato Hezbollah contro Israele. "Ho convocato l'incaricato d'affari iraniano al ministero domani (venerdì)", ha dichiarato il ministro degli Esteri libanese a X, ribadendo il rifiuto del Libano di qualsiasi "palese violazione della nostra sovranità e delle decisioni del nostro governo". La convocazione è stata decisa in una riunione di gabinetto dopo che ieri la Guardia Rivoluzionaria iraniana aveva affermato di aver effettuato un attacco "congiunto" con missili e droni con il movimento sciita Hezbollah contro Israele. Hezbollah ha trascinato il Libano nella guerra regionale il 2 marzo attaccando Israele per vendicare la morte della guida suprema iraniana, ucciso in un'offensiva israelo-americana.
Iran, video missile su Gerusalemme è di inizio guerra
Il video postato oggi su X dal ministero degli Esteri israeliano riguardo all'Iran che spara missili contro Gerusalemme, caduti a poche centinaia di metri dalla Citta' Vecchia e dai luoghi santi per le tre religioni monoteiste - il Muro del Pianto, la Spianata delle Moschee e il Santo Sepolcro - era gia' circolato sui media nei primi giorni della guerra. Lo si puo' ritrovare in un tweet del 1 marzo della polizia israeliana in cui si riferiva che "agenti e squadre di artificieri hanno neutralizzato e rimosso in sicurezza una testata missilistica iraniana caduta a poche centinaia di metri dai luoghi sacri della Citta' Vecchia". "Questo incidente ribadisce l'importanza delle direttive del Comando del Fronte Interno, tra cui la chiusura temporanea dei luoghi santi per garantire la sicurezza pubblica", si sottolineava nel messaggio delle forze dell'ordine israeliane. La misura e' in vigore dall'inizio della guerra di Usa e Israele contro l'Iran per i luoghi di culto di tutte e tre le religioni. Ieri, otto Paesi musulmani - Pakistan, Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Turchia, Arabia Saudita e Qatar - hanno condannato la chiusura della moschea di al-Aqsa in questo momento, che coincide con il mese sacro del Ramadan, sostenendo che e' "illegale e ingiustificato" e "provocatorio" nei confronti dei fedeli islamici. In una dichiarazione congiunta, hanno affermato che si tratta di "una flagrante violazione del diritto internazionale... e del principio di accesso illimitato ai luoghi di culto". "Israele non ha alcuna sovranita' sulla Gerusalemme occupata ne' sui suoi luoghi santi islamici e cristiani", hanno aggiunto, esortando le autorita' a revocare il divieto.
Casa Bianca contro Abc News: "Nessuna minaccia iraniana in California"
La Casa Bianca ha smentito l'indiscrezione di Abc News, secondo cui l'Fbi avrebbe avvertito i dipartimenti di polizia della California che l'Iran potrebbe reagire agli attacchi di Stati Uniti e Israele, lanciando droni contro la costa occidentale americana. "Questo post e questo articolo dovrebbero essere immediatamente ritirati da Abc News per aver fornito false informazioni volte ad allarmare intenzionalmente il popolo americano", ha scritto la portavoce Karoline Leavitt su X. "Hanno scritto questo articolo basandosi su un'email inviata alle forze dell'ordine locali in California riguardo a una singola soffiata non verificata. L'e-mail afferma persino che la soffiata si basava su informazioni di intelligence 'non verificata'. Eppure Abc News ha omesso questo fatto cruciale nell'articolo! Perché?", ha osservato Leavitt, aggiungendo che "per essere chiari: non esiste alcuna minaccia di questo tipo da parte dell'Iran alla nostra patria, e non è mai esistita". Abc News aveva riportato un avviso dell'Fbi sulle informazioni acquisite secondo cui, "all'inizio di febbraio 2026, l'Iran avrebbe aspirato a condurre un attacco a sorpresa usando droni da una nave non identificata al largo delle coste americane contro obiettivi non specificati in California, nel caso in cui gli Stati Uniti avessero condotto raid contro l'Iran". L'allerta dell'Fbi aveva precisato che "non disponiamo di ulteriori informazioni sui tempi, i metodi, l'obiettivo o gli autori di questo presunto attacco".
Iran, colloquio Modi-Pezeshkian
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Modi ha sottolineato che la sicurezza dei cittadini indiani e la necessita' di garantire il libero passaggio di merci ed energia restano le massime priorita'. E' di queste ore la notizia rilanciata da una fonte governativa indiana - scrive Asianews - secondo cui Teheran avrebbe acconsentito al passaggio di navi battenti bandiera indiana nello Stretto, area dalla quale la nazione dell'Asia del Sud importa il 40% del greggio. In realta' non vi sarebbero notizie ufficiali, anche perche' sulla questione il ministero indiano degli Esteri e l'ambasciata della Repubblica islamica a Delhi non rilasciano comunicazioni e una fonte iraniana avrebbe smentito. La questione resta aperta e la situazione fluida, spiegano analisti ed esperti, ma e' altrettanto evidente che la rotta risulti strategica per gli interessi energetici del gigante asiatico. Inoltre alla partita del fabbisogno energetico si sovrappone quella delle alleanze strategiche; in questa prospettiva vale ricordare il recente viaggio del premier indiano Narendra Modi in Israele e il caloroso incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, il principale fautore della guerra all'Iran. Da qui il delicato equilibrismo di Delhi che, pur a fronte di un consolidamento recente del legame con lo Stato ebraico, deve salvaguardare i propri interessi interni e lo snodo di Hormuz risulta essenziale per il fabbisogno energetico. La situazione e' rimasta fluida, quando nell'area risultano tuttora presenti e operative 28 navi con 778 marinai a bordo, mentre l'India ha fornito un porto sicuro a 183 marinai iraniani da una nave che ha attraccato dopo lo scoppio della guerra.
Tajani: "10 milioni in aiuti per la popolazione del Libano"
La misura, spiega la Farnesina in una nota, è stata decisa per fare fronte alla grave situazione umanitaria in Libano, dove si assiste a una crescita del numero di sfollati interni con forti riverberi sulla stabilità socio-economica del Paese. Il pacchetto da 10 milioni, che sarà reso esecutivo nelle prossime ore dal viceministro Edmondo Cirielli, si compone di un'iniziativa bilaterale del valore di 6 milioni di euro, un intervento di 2 milioni di euro a supporto del Fondo Umanitario per il Libano gestito dall'Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari Onu (Ocha) e un intervento a supporto della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, anch'esso del valore di 2 milioni. In particolare, l'iniziativa bilaterale permetterà di raggiungere circa 220.000 beneficiari - tra cui le comunità cristiane più vulnerabili nell'area del Monte Libano - con attività di assistenza di base, sicurezza alimentare, prima accoglienza e servizi igienici. È inoltre in preparazione un volo umanitario della Cooperazione Italiana di circa 30 tonnellate di beni di prima necessità, quali coperte termiche, articoli per l'igiene personale e per lo stoccaggio e il trasporto dell'acqua, set per la preparazione dei pasti. Tali aiuti si aggiungono al tradizionale sostegno italiano al Libano nel settore umanitario e della cooperazione allo sviluppo.
Larijani: "Faremo pentire gli Usa del loro grave errore di calcolo"
Il capo della sicurezza iraniana, Ali Larijani, ha annunciato che il suo Paese non rinuncerà a combattere finché gli Stati Uniti non si pentiranno del "grave errore di calcolo" nell'aver lanciato la guerra contro la Repubblica islamica. Il presidente degli Stati Uniti Donald "Trump afferma di voler ottenere una vittoria rapida. Iniziare una guerra è facile, ma non si può vincere con pochi tweet. Non cederemo finché non vi faremo pentire di questo grave errore di calcolo", ha dichiarato Larijani su X.
Iran, Dmitriev: "È inizio più grande crisi energetica storia"
Kirill Dmitriev, Rappresentante speciale del Presidente della Federazione Russa per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, ha previsto l'inizio della piu' grande crisi energetica della storia, associata a un forte aumento dei prezzi del petrolio. "E questo e' solo l'inizio della piu' grande crisi energetica della storia", ha scritto Dmitriev su X. Questo e' stato il suo commento a un articolo del Financial Times secondo cui la Russia riceverebbe 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive grazie al forte aumento dei prezzi del petrolio. Dmitriev aveva precedentemente affermato che uno "tsunami di shock energetico" si stava avvicinando all'Europa a causa del rifiuto dell'UE di utilizzare il gas naturale russo.
Iran, telefonata Meloni-Schlein: "Aggiornamenti ogni volta che sarà necessario"
"Mi ha telefonato la presidente Meloni, siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che fosse necessario in una situazione, quella che riguarda il conflitto in Medio Oriente, molto preoccupante anche in riferimento all'attacco che c'è stato alla nostra base a Erbin". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine di un'iniziativa a Venezia.
Meloni: "Concentrati su crisi internazionale"
"Sono giornate di grande attenzione e lavoro. Siamo concentrati sulla crisi internazionale, sulle risposte che dobbiamo dare alle possibili ripercussioni" della guerra in Iran ai cittadini. Lo dice la premier Giorgia Meloni, concludendo con il suo intervento la kermesse di Fdi a Milano sulla riforma della separazione delle carriere in vista del referendum del 22 e 23 marzo.
Ft: per Mosca fino a 150 milioni al giorno di ricavi extra da caro petrolio
La Russia sta incassando fino a 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive per il bilancio grazie alle vendite di petrolio, diventando il principale beneficiario del conflitto in Medio Oriente che ha fatto impennare il prezzo del greggio. Lo scrive il Financial Times. Finora Mosca ha guadagnato un extra stimato tra 1,3 e 1,9 miliardi di dollari dalle tasse sulle esportazioni di petrolio, dopo che la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz ha portato a una maggiore domanda di petrolio russo da parte di India e Cina. Anche gli Stati Uniti hanno allentato le sanzioni contro la Russia e la pressione sull'India affinché non acquistasse petrolio russo, spingendo un numero significativo di petroliere verso l'Oceano Indiano. Secondo i calcoli del Financial Times, basati su dati del settore e sulle valutazioni di diversi analisti, il governo russo potrebbe ricevere tra 3,3 e 4,9 miliardi di dollari di entrate aggiuntive complessive entro la fine di marzo. Questo presuppone che il prezzo del greggio russo Urals si mantenga in media tra 70 e 80 dollari al barile questo mese, invece di restare vicino alla media dei due mesi precedenti di 52 dollari al barile. Si tratta di un netto ribaltamento della situazione per Mosca, che prima della guerra con l'Iran stava affrontando prezzi del petrolio in calo e la perdita di gran parte delle sue vendite verso l'India, soprattutto a causa delle pressioni di Washington. Le esportazioni russe di greggio e prodotti petroliferi sono crollate dell'11,4% a 6,6 milioni di barili al giorno a febbraio, il livello più basso dall'invasione dell'Ucraina nel 2022, secondo un rapporto dell'Agenzia Internazionale dell' Energia pubblicato oggi. Molto dipenderà ora da quanto durerà il conflitto in Medio Oriente, ma i prezzi elevati attuali "aiuteranno la Russia a rispettare gli obiettivi di bilancio di questo trimestre e persino a iniziare a mettere da parte qualche risparmio", ha dichiarato Borys Dodonov, responsabile degli studi su energia e clima presso la Kyiv School of Economics.
Iran, soldati Usa feriti in attacco base Erbil
Alcuni soldati statunitensi sono rimasti feriti in un attacco con droni la notte scorsa su una base a Erbil. Lo ha reso noto il generale di brigata inglese Guy Foden. La base nel nord dell'Iraq ospita sia truppe britanniche che americane. Un altro ufficiale citato dal Times of Israel, il Tenente Generale Nick Perry, afferma che non ci sono state vittime britanniche nell'attacco di ieri sera e che le vittime statunitensi non sono "troppo gravi". Non e' chiaro se la base colpita sia quella in cui si trovail contingente italiano a Erbil preso di mira sempre ieri sera.
Ecco: da guerra +870 milioni di dollari a settimana per gas Usa
Gli esportatori statunitensi di gas naturale liquefatto (Gnl) potrebbero ottenere circa 870 milioni di dollari a settimana di ricavi aggiuntivi grazie alla guerra in Iran. Un eventuale ridimensionamento della presenza del Qatar nel mercato globale del Gnl, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, aumenterebbe la quota di mercato statunitense. Lo scrive il think tank italiano sul clima Ecco in un'analisi. L'Italia, sebbene sia il Paese all'interno dell'Ue ad importare maggiormente da Paesi del Golfo come il Qatar, non risulta troppo esposta a livello di volumi: il gas qatarino rappresenta circa il 24% del totale di import Gnl e l'8% sul consumo totale di gas, per un totale di 6,4 miliardi di metri cubi annui. Per quanto riguarda il petrolio, Europa e Italia importano quantità minime di greggio iraniano, a causa delle sanzioni internazionali. L'Europa è dunque molto meno dipendente dal petrolio e dal Gnl del Golfo rispetto ad altri Paesi come la Cina (che acquista circa il 90% del petrolio iraniano e circa il 25% di Gnl da Qatar), India, Giappone o Corea del Sud. Secondo Ecco, i Paesi che hanno puntato su rinnovabili, efficienza energetica ed elettrificazione sono maggiormente tutelati dalla fluttuazione dei prezzi dell'energia. Il prezzo del gas nel mix elettrico pesa sul prezzo della materia prima. In Italia, dove il gas ha coperto il 61,4% delle ore di produzione, il prezzo medio dell'energia elettrica all'ingrosso è stato di 116 euro al megawattora tra gennaio e ottobre 2025, contro gli 87 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia, tutti paesi in cui nel 2025 la produzione rinnovabile ha superato quella fossile. Dal 2021 al 2024 l'Italia ha installato 15 Gigawatt di nuova capacità rinnovabile - meno dei 9 Gigawatt all'anno previsti dal Pniec -, che hanno il potenziale di sostituire 3,8 miliardi di metri cubi di gas, equivalenti a un risparmio pari a 1,4 miliardi. Una maggiore diffusione delle rinnovabili riduce il peso del gas nella formazione del prezzo dell'elettricità. In Spagna, ad esempio, la forte presenza di rinnovabili ha contribuito a mantenere nella prima metà del 2025 prezzi dell'energia circa un terzo inferiori alla media europea.
Frammenti di missile su scuola elementare della Custodia a Gerusalemme
"Anche la Città Vecchia di Gerusalemme è stata ferita dalla violenza che sta stringendo in una morsa tutto il Medio Oriente. Frammenti di un missile hanno colpito la nostra Scuola elementare della Custodia di Terra Santa alla porta di Jaffa. Non c'è scuola dal 28 febbraio e quindi non c'erano né bambini né insegnanti. Sarebbe stata una tragedia". Lo riferisce all'ANSA il direttore delle Scuole di Terra Santa padre Ibrahim Faltas. Toccato dalla guerra anche uno dei luoghi santi normalmente visitato dai pellegrini (che in questo periodo non ci sono): il Campo dei Pastori di Beit Sahour. "E' caduto un rottame di missile vicino alla Cappella Palestinese. Non ha colpito persone e non ha fatto danni ma le dimensioni sono tali che spaventano al solo pensiero di cosa sarebbe potuto succedere", dice il francescano.
Iran, Mulè (FI): "Italia impegnata per canali diplomatici aperti"
"Il conflitto in corso dimostra quanto sia difficile prevedere tempi ed evoluzioni di una crisi internazionale. Lo abbiamo visto anche con la guerra in Ucraina, che secondo le previsioni di Putin avrebbe dovuto concludersi in poche ore e che invece dura ormai da quattro anni. Per questo e' necessario affrontare la situazione con prudenza e responsabilita', lavorando per evitare un ulteriore allargamento della crisi nella regione". Lo ha detto Giorgio Mule', vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, ospite a Tagada' su La7. "In questo contesto l'Italia sta svolgendo un ruolo importante sul piano diplomatico, contribuendo al dialogo tra i Paesi del Golfo e i partner del G7 e mantenendo aperti canali di interlocuzione anche con Teheran. E' un lavoro fondamentale per favorire ogni possibile spazio di mediazione e per riportare stabilita' in un'area strategica per gli equilibri internazionali. Di fronte a tensioni cosi' delicate - conclude Mule' - la priorita' deve restare quella di sostenere ogni iniziativa diplomatica utile a ridurre il rischio di escalation e a favorire soluzioni politiche condivise".
Il prezzo del gas chiude ad un passo dai 51 euro al megawattora
Il prezzo del gas chiude ad un passo dai 51 euro al megawattora. Per i contratti Ttf il rialzo è dell'1,76%
Il video di Israele sui missili a Gerusalemme è di febbraio
Il video postato oggi dal ministero degli Esteri israeliano che parla di missili iraniani lanciati vicino alla Spianata delle Moschee risale al 28 febbraio, primo giorno di guerra. Le immagini - già pubblicate su alcuni media israeliani il primo di marzo - vengono utilizzate per motivare la decisione delle autorità israeliane di chiudere l'area. 'Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli è la priorità', si legge nel post, in cui si afferma che 'il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme' e che uno di loro 'è caduto a poche centinaia di metri dal Muro del Pianto, la moschea di Al-Aqsa e la chiesa del Santo Sepolcro'. Ieri i Paesi islamici avevano protestato per la chiusura dei luoghi sacri durante il ramadan.
Libano, premier: "Non accettiamo essere campo battaglia altri"
"Questa e' una guerra che non volevamo. Al contrario, stiamo lavorando giorno e notte per fermarla. Non possiamo, in nessun caso, accettare che il Libano diventi un campo di battaglia per le guerre altrui, ed e' per questo motivo che il presidente della Repubblica ha lanciato la sua iniziativa di negoziati volti a far uscire il Libano dalle profondita' della crisi in cui e' precipitato". Lo ha affermato il premier libanese Nawaf Salam, in un discorso in tv ripreso dall'emittente Lbci, dieci giorni dopo l'avvio della vasta campagna di bombardamenti israeliani sul Paese in risposta alla decisione di Hezbollah di scendere in campo al fianco dell'Iran. "Abbiamo a lungo messo in guardia contro il rischio di trascinare il Libano" in guerra e "che abbiamo cercato con tutti i mezzi di evitare", ha sottolineato.
La fuga delle calciatrici iraniane rincorse dagli agenti di Teheran in Australia
Una corsa concitata. L'attivista australiana Leigh Swansborough ha diffuso un video che testimonia i momenti drammatici filmati all'interno di un hotel della Gold Coast in Australia in cui si vedono alcuni agenti alla sicurezza della squadra di football di Teheran che ricercano le calciatrici della nazionale iraniana che si erano rifiutate di cantare l'inno nazionale durante la Coppa d'Asia ed erano state accusate di alto tradimento dalla televisione di Stato della Repubblica islamica. Le giocatrici sorvegliate e isolate, senza possibilità di parlare con l'esterno, sono riuscite a fuggire e a chiedere asilo. Le immagini - riporta Sky News Uk - mostrano gli addetti alla sicurezza della squadra, due uomini e una donna con il copricapo musulmano, che corrono giù per le scale dell'albergo nel disperato tentativo di riprendere le giocatrici. "Fuori dal nostro Paese, Guardie della Rivoluzione Islamica", urla l'attivista intimando agli agenti di Teheran di "andare via" dal suo Paese
Iran, Provenzano: "Gli Usa guadagnano e Meloni ignora proposta Schlein su carburanti"
"Donald Trump oggi ha spudoratamente dichiarato che con la guerra gli USA ci guadagnano, perché aumentano i prezzi del petrolio e loro sono grandi produttori. Loro, non noi. E infatti è chiaro fin dal primo giorno dell'attacco: i costi di questa guerra illegale li avrebbero pagati non solo le vittime innocenti, ma anche noi. Con l'aumento dell'instabilità e dei costi dell'energia. È passata quasi una settimana da quando il Pd, con la segreteria Elly Schlein, ha avanzato una proposta semplice, concreta e di buon senso per calmierare i prezzi dei carburanti. Meloni si era detta favorevole. Ma in Consiglio dei ministri nulla. Ieri in Parlamento, niente. E allora cosa sta aspettando? Ogni giorno che passa cittadini, lavoratori e imprese pagano sempre più cara la scellerata guerra del suo amico Trump". Così in una nota Peppe Provenzano, responsabile Esteri nella segreteria nazionale del Partito democratico.
Ambasciatore iraniano a Tunisi: "Teheran è più forte che mai"
L'ambasciatore iraniano in Tunisia, Massoud Hosseinian, ha dichiarato in occasione di una conferenza stampa presso l'ambasciata d'Iran in Tunisia che il suo Paese è "più forte che mai", sottolineando che l'assassinio della Guida Suprema iraniana non indebolirà il popolo iraniano; al contrario, lo motiverà a proseguire sul suo cammino, ad aderire ai propri principi e alle istituzioni costituzionali, garantendo così il mantenimento dell'unità, rafforzando l'armonia nazionale e salvaguardando la sua integrità territoriale. Secondo l'ambasciatore, ripreso in un video diffuso da Tu media, aver colpito la Guida Suprema costituisce "un errore strategico da parte degli americani" e rappresenta una pericolosa escalation nella regione. L'ambasciatore iraniano ha aggiunto che "ciò che gli Stati Uniti stanno facendo in diversi Paesi è una violazione di tutte le norme diplomatiche", evidenziando l'attacco all'Iran durante il Ramadan "indica una cospirazione congiunta per indebolire i musulmani". L'Iran - ha proseguito l'ambasciatore - aveva avviato negoziati per scongiurare la guerra e si stava preparando per una terza fase del conflitto, ma gli Stati Uniti, ha detto, hanno scelto l'escalation in coordinamento con Israele. L'ambasciatore iraniano ha affermato che il suo Paese non ha chiuso lo Stretto di Hormuz, ricordando a tutti che l'Iran si è assunto per molti anni la responsabilità di garantire la sicurezza del Golfo Persico e il passaggio delle navi, ma ha descritto la situazione attuale come "pericolosa", il che ostacola la navigazione nello stretto. In risposta a una domanda di un giornalista del quotidiano tunisino Al-Sabah News in merito alle forniture di petrolio iraniano al mondo, l'ambasciatore ha affermato che l'Iran non è responsabile della sicurezza di tali forniture, poiché non sono protette. Ha infine negato la possibilità di riprendere i negoziati in questo momento, spiegando che "la fase attuale è quella della difesa della patria e della fine della guerra".
Iran, colpita stanotte base congiunta Usa-Gb a Erbil: feriti lievi
La scorsa notte diversi droni hanno colpito una base a Erbil, in Iraq, che ospita sia truppe britanniche che americane. Diversi membri del personale statunitense sono rimasti feriti. Lo ha detto il generale britannico Guy Foden secondo l'AP. Un altro ufficiale, il tenente generale Nick Perry, ha precisato che non ci sono stati feriti inglesi e che i feriti statunitensi non sono " gravi".
Iran: Londra ritira parte del personale da Baghdad
Londra ha temporaneamente ritirato parte del personale dalla sua ambasciata in Iraq. La missione a Baghdad continuera' a operare e rimane in vigore l'avvertimento di non recarsi nel Paese.
Libano: convocato incaricato affari Iran, "no interferenze"
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ha convocato l'incaricato d'affari iraniano a Beirut per sottolineare il rifiuto di Beirut nei confronti di "qualsiasi ingerenza negli affari interni" del Paese dei Cedri. L'indicazione, come ha spiegato il capo della diplomazia di Beirut su X, e' quello di "trasmettere la ferma obiezione del Libano a una serie di incidenti e dichiarazioni che costituiscono una chiara violazione della nostra sovranita' nazionale e una violazione delle decisioni del nostro governo. Nel mirino, c'e' la presenza di membri dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana nel Paese dei Cedri, dichiarata illegale dal governo libanese la settimana scorsa.
Borsa: l'Europa chiude negativa con guerra in Iran, Parigi -0,71%
Le Borse europee chiudono ancora in negativo mentre la lente è sempre di più sullo stretto di Hormuz con l'Iran che intende tenerlo chiuso. Francoforte cede lo 0,21% con il Dax a 23.589 punti. Parigi perde lo 0,71% con il Cac 40 a 7.984 punti. Londra lascia lo 0,47% con il Ftse 100 a 10.305 punti.
Usa: "Colpiti 6.000 obiettivi dall'inizio della guerra contro l'Iran"
Dall'inizio della guerra contro l'Iran gli Stati Uniti hanno colpito 6.000 obiettivi e distrutto 90 navi. Lo riferisce il Comando centrale americano nel consueto aggiornamento.
L'Italia rilascerà quasi 10 milioni di barili di petrolio
L'Italia rilascerà 9 milioni e 966 mila barili delle sue riserve petrolifere, corrispondenti a circa il 2,5% del totale dei barili messi a disposizione complessivamente dai Paesi Iea per fronteggiare l'emergenza petrolifera. In termini di prodotti effettivamente rilasciati, si tratta di circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep). Lo dichiara il ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase). Ad oggi, le scorte petrolifere di sicurezza dell'Italia ammontano a 11.903.843 tep, pari a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa Ue.Le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l'equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall'Organismo centrale di stoccaggio italiano (Ocsit) per l'equivalente di 23 giorni. Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenta circa il 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese. La situazione delle scorte in Italia secondo il Mase resta soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio concordato a livello internazionale con l'Iea, garantendo il rispetto degli obblighi europei e adeguati livelli di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali.
Libano, media: "Due accademici uccisi in raid Idf a Beirut"
Due accademici libanesi sono rimasti uccisi in un raid di un drone israeliano contro il campus di Beirut sud dell'universita' pubblica. Lo ha riferito l'agenzia di stampa libanese National News Agency, precisando che le vittime sono il direttore della facolta' di Scienze Hussein Bazzi e il professor Mortada Srour. Il campus si trova ai margini della periferia meridionale di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah, ed era stato risparmiato nell'ultima guerra tra il gruppo sciita filo-iraniano e Israele.
Iran, Larijani a Trump: "Guerra non si vince con post.Ti pentirai"
Il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza iraniano, Ali' Larijani, e' tornato ad assicurare che sara' inflitta una sconfitta agli Stati Uniti. Il presidente americano Donald "Trump afferma di puntare a una vittoria rapida. Iniziare una guerra e' facile, ma non si puo' vincere con pochi tweet. Non cederemo finche' non vi faremo pentire di questo grave errore di calcolo", ha scritto su X.
Teheran: "Vogliamo essere certi che la guerra non ci venga imposta di nuovo"
L'Iran vuole garantire che non gli venga imposta un'altra guerra in futuro: lo ha dichiarato all'Afp il viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi. "Vogliamo che la guerra non venga imposta un'altra volta all'Iran", ha dichiarato Takht-Ravanchi in un'intervista a Teheran. "Quando la guerra è iniziata lo scorso giugno, dopo 12 giorni c'è stata la cosiddetta cessazione delle ostilità... ma dopo otto o nove mesi, si sono riorganizzati e lo hanno fatto di nuovo".
Iran, Teheran condanna attacco a milizie a frontiera con Siria
L'Iran ha condannato l'attacco aereo di Stati Uniti e Israele ad al-Qaim, alla frontiera fra Iraq e Siria, in cui sono morti una ventina di miliziani delle Forze di Mobilitazione Popolare. In un comunicato il portavoce del ministero degli Affari Esteri, Esmael Baqaei, "ha condannato fermamente l'aggressione militare americano-sionista" e "sottolineato il sostegno della Repubblica islamica dell'Iran al governo iracheno per preservare la stabilita' e la sicurezza del Paese". Teheran ha poi "annunciato la disponibilita' a continuare a fornire qualsiasi supporto e assistenza necessari al governo e al popolo iracheno".
Petrolio, Mase: "Italia aderisce a rilascio scorte Aie"
L'Italia partecipera' al rilascio coordinato di una quota delle proprie riserve petrolifere di emergenza. Lo dichiara il Mase a seguito dell'accordo raggiunto tra i Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) per contribuire alla stabilizzazione dei mercati energetici internazionali. Il quantitativo previsto per il nostro Paese e' pari a 9 milioni e 966 mila barili, corrispondenti a circa il 2,5% del totale dei barili messi a disposizione complessivamente dai Paesi Aie per fronteggiare l'attuale emergenza petrolifera. In termini di prodotti effettivamente rilasciati, tale volume equivale a circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep). Ad oggi, le scorte petrolifere di sicurezza dell'Italia ammontano complessivamente a 11.903.843 tep, pari esattamente a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa dell'Unione europea. Piu' in particolare, le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l'equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall'Organismo centrale di stoccaggio italiano (Ocsit) per l'equivalente di 23 giorni. Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenta circa il 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese. La situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio concordato a livello internazionale con l'Aie, garantendo il rispetto degli obblighi europei e adeguati livelli di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali. (
Bagarre al Senato tra Renzi e Urso, "amico dell'Iran", "ti inginocchiasti a Rohani"
Momenti di tensione al Senato tra Matteo Renzi e Adolfo Urso che si accusano reciprocamente di rapporti con il regime iraniano. Il leader di Italia viva dice che il ministro delle Imprese: nel 2016 "non faceva il parlamentare, ma aveva una società che si occupava di investimenti in Iran, faceva l'amico degli iraniani: lo definì 'amico dell'Iran' Matteo Salvini, non io". "Si occupava del Governo iraniano, non del Governo italiano", aggiunge Renzi. Urso controbatte, nonostante le interrogazioni non prevedano un'ulteriore replica, e invita gli studenti presenti in aula a cercare su Internet Renzi e Rohani (l'ex presidente iraniano) "colui che parlava prima - dice Urso - è lo stesso che si inginocchiò a Rouhani al Campidoglio" ma viene interrotto dalla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, che presiede la seduta e lo invita ad attenersi all'interrogazione e poi gli stacca il microfono tra le proteste dell'opposizione. La senatrice riprende anche diversi senatori per il loro vociare: "non serve il coro da stadio, non serve che protestate, so presiedere" e dice a Renzi "senatore, sta dando calci sotto al tavolo come fanno i bambini? L'ho appena detto che il ministro che non può interloquire".
Libano, capo Idf: "Guerra contro Hezbollah non è secondaria"
"La guerra contro Hezbollah e' in un altro settore principale, non in un'arena secondaria". Lo ha affermato il capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, sottolineando che ulteriori forze saranno trasferite sul fronte settentrionale.
Nyt: "Attacchi in Iran danneggiano siti patrimonio culturale, popolo si infuria"
Luoghi iconici del patrimonio culturale iraniano che hanno resistito agli sconvolgimenti della storia sono stati duramente colpiti dalla guerra di Usa e Israele, facendo infuriare la popolazione. Come riporta il New York Times, nella città di Isfahan i raid aerei israeliani hanno danneggiato diversi dei gioielli culturali più preziosi dell'Iran: il Palazzo Ali Qapu e il palazzo e il giardino di Chehel Sotoun, risalenti alla dinastia safavide del XVII secolo, hanno subito gravi danni, stando alle foto e video pubblicati dal ministero della Cultura. L'onda d'urto di lunedì ha anche fatto crollare le piastrelle turchesi dell'iconica Moschea Jameh, ritenuta un gioiello dell'architettura persiana e islamica. Solo una settimana prima il palazzo Golestan, risalente al XIV secolo e divenuto in seguito la sede della dinastia Qajar, e' stato gravemente danneggiato durante un attacco a una stazione di polizia nel centro di Teheran. Gli scatti dei siti storici distrutti dai missili hanno scatenato la rabbia di molti iraniani, che in interviste e post sui social si chiedono come la guerra, presumibilmente condotta contro il governo e l'esercito della Repubblica islamica, abbia finito per colpire la loro identità culturale. "Per me i monumenti antichi sono importanti quanto le vite umane, perché mi collegano al passato - ha spiegato in un post Mojtaba Najafi, eminente studiosa e ricercatrice iraniana - La loro distruzione significa che la mia memoria viene demolita". Mentre una portavoce dell'Unesco, Monia Adjiwanou, ha fatto sapere che l'agenzia Onu per la cultura "è profondamente preoccupata per le segnalazioni di distruzione che stanno colpendo i siti del patrimonio culturale in Medio Oriente, in particolare in Iran e nei paesi limitrofi".
Teheran: "Per alcuni Paesi Hormuz transitabile ma non per aggressori"
L'Iran ha permesso alle navi di alcuni Paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi. "Alcuni Paesi ci hanno già parlato della possibilità di attraversare lo stretto e abbiamo collaborato con loro", ha dichiarato Takht-Ravanchi durante un'intervista con l'Afp a Teheran. "Per quanto riguarda l'Iran, riteniamo che i Paesi che hanno aderito all'aggressione non dovrebbero beneficiare di un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz".
Libano, Beirut: 687 morti da inizio bombardamenti Israele
Dall'inizio della campagna di bombardamenti israeliani contro Hezbollah, in Libano sono stati registrati 687 morti, tra cui 98 bambini. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Teheran: "Non stiamo minando lo Stretto di Hormuz"
L'Iran non sta minando lo Stretto di Hormuz: ad affermarlo è il viceministro degli Esteri di Teheran. In una intervista all'Afp è stato chiesto al viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi delle notizie secondo cui l'Iran avrebbe posato mine nella via d'acqua strategica, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che le forze statunitensi avevano colpito 28 navi posamine iraniane nella via d'acqua strategica. "Assolutamente no. Questo non è vero", ha detto Takht-Ravanchi.
Iran, media smentiscono morte moglie Ali Khamenei: "È viva"
La moglie di Ali' Khamenei, Mansoureh Khojasteh, non e' morta nell'attacco costato la vita alla guida suprema iraniana. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars. "Nei giorni successivi al martirio del leader della rivoluzione, alcuni media avevano erroneamente riportato la notizia del martirio della moglie del defunto ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Lei e' viva e vegeta e le prime notizie erano sbagliate", ha riferito l'agenzia.
Iran, agenzia marittima Onu: riunione straordinaria su Hormuz
L'Agenzia Marittima delle Nazioni Unite convochera' una riunione straordinaria il 18 e 19 marzo per esaminare l'impatto della guerra in Medio Oriente sul trasporto marittimo e sulla sicurezza dei marittimi, "in particolare nello Stretto di Hormuz e nelle sue vicinanze". E' quanto si legge in una nota dell'agenzia. La sessione "e' stata convocata su richiesta di diversi membri del Consiglio": Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia, Marocco, Qatar e Regno Unito. Il Consiglio e' l'organo esecutivo dell'IMO, composto da 40 Stati eletti dall'assemblea dell'istituzione, ma la riunione sara' aperta a tutti gli Stati membri e ad altre organizzazioni governative e non governative.
Fassino: "Vicino a soldati di Erbil, il Paese è loro grato"
"Sono vicino e solidale con i militari italiani di stanza ad Erbil, destinatari di un ingiustificabile attacco iraniano. Tutti gli italiani apprezzano la missione di pace in cui i nostri militari sono impegnati e oggi più che mai il Paese è a loro grato e vicino". Lo ha scritto su X Piero Fassino, Vicepresidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati.
No Muos, 28 marzo a Niscemi contro l'utilizzo delle basi militari Usa in Italia
Il Movimento No Muos manifesterà sabato 28 marzo alle ore 15 a Niscemi (Caltanissetta) contro la guerra e contro l'utilizzo delle basi militari statunitensi in Sicilia e in Italia. La mobilitazione si svolgerà nella città che ospita il Muos (Mobile User Objective System) e la stazione Nrtf (Naval Radio Transmitter Facility) della US Navy, due infrastrutture militari strategiche inserite nella rete globale di comunicazioni utilizzata dagli Stati Uniti per coordinare operazioni militari e missioni in diverse aree del pianeta. Secondo il Movimento No Muos la presenza di queste installazioni rappresenta "un problema politico e democratico di primo piano, perché infrastrutture militari di rilevanza strategica operano stabilmente sul territorio italiano senza il consenso delle comunità locali e con effetti diretti sulla sicurezza dei territori".
Iran, Casa Bianca: "Nessuna minaccia attacchi in California"
La Casa Bianca ha smentito le indiscrezioni della Abc su una possibili attentati iraniani in California. "Non esiste alcuna minaccia dell'Iran nei confronti della nostra patria e non e' mai esistita", ha scritto la portavoce Karoline Leavitt su X, a commento di un post della Abc su un allarme dell'Fbi per il rischio di attacchi con droni sulla Costa Occidentale. "Questo post e questa storia dovrebbero essere immediatamente ritirati da Abc News", ha assicurato, perche' si tratta di "false informazioni allo scopo di allarmare intenzionalmente il popolo americano". A quanto sostiene Leavitt, l'articolo e' stato scritto "basandosi su un'e-mail inviata alle forze dell'ordine locali in California riguardo a una singola soffiata non verificata". Il messaggio, ha spiegato, "afferma addirittura che la soffiata si basava su informazioni di intelligence 'non verificate'. Eppure l'Abc ha omesso questo fatto cruciale nel suo articolo".
Borsa: Milano tra le peggiori in Europa con le banche, cede l'1,38%
Piazza Affari è, con i bancari, tra le peggiori delle Borse europee. Milano lascia sul terreno l'1,38% con le vendite che frenano in particolare Mps (-4,73%), Unicredit (-4,7%), Mediobanca (-4,48%), Banco Bpm (-3,27%). Si consolida, invece, Leonardo che guadagna il 5,3% in scia ai conti. Tra i migliori anche Eni (+1,76%) sulla corsa del petrolio. In positivo poi Generali (+0,78%) con i conti e la conferma dei target del piano. Lo spread è in altalena. Il differenziale tra Btp e Bund, dopo aver toccato un massimo a 81 punti, indietreggia a 79,7 punti. Il rendimento del del decennale italiano viaggia a ridosso del 3,75%. Tra gli altri listini, Parigi perde l'1,39%, Francoforte l'1%, Madrid l'1,96%, Londra lo 0,84 per cento.
Libano, Idf: "Nuova ondata attacchi a contro Hezbollah Beirut"
L'esercito israeliano ha scritto sui suoi account social di aver condotto una nuova ondata di attacchi a Beirut, prendendo di mira infrastrutture appartenenti a Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall'Iran.
Media: milizie irachene nel mirino dopo attacchi per conto di Teheran
Comunicati ufficiali che spieghino chi sta attaccando le milizie sostenute dall'Iran in Iraq non ci sono, ma gli abitanti locali attribuiscono la responsabilità agli Stati Uniti, altri a Israele ritenendo che si tratti di una combinazione da quando è scoppiata la guerra, come riportano i media iracheni. Di fatto, le milizie ritenute responsabili di centinaia di attacchi per conto dell'Iran da quando è iniziato il conflitto oggi hanno subito gravi perdite. La Rudaw media network di Erbil ha riferito che "una ventina di membri delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf), note anche come Hashd al-Shaabi, sono stati uccisi in due attacchi separati che hanno preso di mira le basi del gruppo nelle province di Kirkuk e Anbar nelle prime ore di giovedì". Erbil è la capitale della regione del Kurdistan, nell'Iraq settentrionale, le Pmf sono un gruppo di decine di brigate di milizie formate nel 2014. Molti di loro sono considerati gruppi terroristici dagli Stati Uniti: Kataib Hezbollah, Asaib Ahl al-Haq, Harakat Hezbollah al-Nujaba, Kataib Imam Ali, Kataib Sayyid al Shuhada e Harakat Ansar Allah al Awfiya, come riferisce Ynet. Il governo iracheno, riferiscono i media del Paese, ha espresso rammarico per le perdite subite dalle Pmf. Gli Stati Uniti e la regione del Kurdistan hanno chiesto al governo di Baghdad di tenere a freno i gruppi delle Pmf e di porre fine agli attacchi che hanno preso di di mira aeroporti e siti statunitensi. I media israeliani stimano che circa 300 attacchi da parte di queste milizie abbiano colpito aeroporti militari in Iraq, tra cui uno vicino a Baghdad e anche la base aerea di Balad, oltre a un sito diplomatico statunitense a Baghdad, le forze statunitensi nella regione del Kurdistan, hotel e gruppi di opposizione curdo-iraniani. Negli ultimi quattro giorni sono state colpite unità delle PMF vicino a Mosul e nella piana di Ninive. Secondo un report di Rudaw "gli attacchi alle basi delle Pmf sono avvenuti tre giorni dopo che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto una telefonata con il primo inistro iracheno Mohammed Shia' al-Sudani, durante la quale ha sottolineato che il governo iracheno deve adottare tutte le misure possibili per proteggere il personale e le strutture americane in tutto il Paese".
Media: "Trump pronto a deroga su spedizioni navali contro caro petrolio"
Donald Trump è pronto a sospendere il Jones Act nel tentativo di gestire i prezzi del petrolio schizzati per la guerra con l'Iran. Lo riporta Bloomberg citando fonti informate. La legge del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo, concepita per mantenere forte l'industria nazionale e garantire gli interessi della sicurezza Usa nel trasporto in mare. Ma la sua sospensione potrebbe ridurre i costi del trasporto del petrolio e della logistica delle spedizioni nazionali.
Spagna: misure fiscali per frenare rincari energia e carburanti
Il ministro spagnolo dell'Economia, Carlos Cuerpo, ha annunciato la preparazione di un pacchetto di misure fiscali per contenere l'impatto della guerra in Medio Oriente sui prezzi dell'elettricita' e dei carburanti. Lo ha detto mentre cresce la preoccupazione per gli effetti del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziato il 28 febbraio, sui mercati energetici globali. A pesare e' soprattutto la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per le esportazioni di petrolio e gas dei Paesi del Golfo, che ha alimentato i timori di un rialzo dei prezzi degli idrocarburi a livello mondiale. In Spagna i carburanti alla pompa sono gia' aumentati sensibilmente in meno di due settimane, con rincari superiori al 25% per il gasolio secondo dati ufficiali. Cuerpo ha spiegato che la risposta del governo per difendere il potere d'acquisto passera' "essenzialmente attraverso misure fiscali", sul modello di quelle introdotte nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Al termine di una riunione con sindacati e imprese, il ministro ha parlato di un "ampio consenso" sull'effetto calmierante di quegli interventi. Il governo prevede inoltre un sostegno "specifico" per agricoltura e trasporti, tra i comparti piu' colpiti dal rialzo dei carburanti. "La priorita' e' finalizzare il testo il prima possibile nei prossimi giorni, in modo che sia pronto per l'approvazione", ha detto il ministro. Cuerpo ha comunque cercato di rassicurare, sostenendo che la Spagna e' "ancora lontana dalla situazione del 2022", quando l'inflazione supero' il 10%. Secondo il ministro, la tenuta del Paese dipende dalla diversificazione delle forniture energetiche e dalla forte presenza delle rinnovabili, che secondo gli ultimi dati ufficiali coprono il 56% del mix energetico nazionale. Le importazioni di petrolio arrivano inoltre soprattutto da Americhe e Africa, con un'esposizione piu' limitata al Medio Oriente.
Aljazeera: raid di Israele colpisce il centro di Beirut
Un raid aereo di Israele ha colpito un edificio nel centro di Beirut, lo riferisce la tv Aljazeera del Qatar, precisando che il drone ha lanciato missili contro un edificio nello storico quartiere di Bashura, a pochi passi dalle sedi istituzionali libanesi nella capitale e al quartiere Monot, una delle zone della movida serale cittadina. Il raid era stato preceduto da un ordine di sfollamento forzato emesso dall'esercito di Israele nei confronti degli abitanti del quartiere di Bashura.
Tajani: "Su Erbil Crosetto ha informato Meloni, me e poi le opposizioni"
"Bonelli è stato informato insieme a tutti i segretari, insieme a me e al presidente del Consiglio, di quello che era successo a Erbil. L'ha letto lui". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando dell'attacco di ieri sera contro la base di Erbil, con i cronisti al Senato e riferendosi al leader di Avs, Angelo Bonelli. Tajani ha ribadito: "Crosetto mi ha detto che aveva informato prima il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri e poi i segretari dei partiti d'opposizione".
Varsavia: "Non c'era minaccia diretta dall'Iran all'Ue prima della guerra"
L'Iran non rappresentava una "minaccia diretta" per l'Europa o gli Stati Uniti prima degli attacchi sferrati da questi ultimi all'inizio del mese. Lo ha affermato il ministro degli Esteri e vice primo ministro polacco Radosław Sikorski, in un'intervista pubblicata giovedì dal quotidiano polacco Rzeczpospolita, e ripresa da Politico.eu. "Gli Stati Uniti e Israele hanno naturalmente una loro valutazione della situazione, ma personalmente non ho notato una 'minaccia diretta' per gli Stati Uniti o l'Europa, e nemmeno per Israele", ha spiegato Sikorski, sottolineando allo stesso tempo che "le guerre preventive a volte possono essere giustificate": se fosse accaduto con la Germania nazista "il mondo avrebbe potuto risparmiarsi molte sofferenze". Sikorski ha affermato che Varsavia "non ha alcuna intenzione" di partecipare alla guerra contro l'Iran. "In questo momento abbiamo una guerra ai nostri confini, una Russia aggressiva con un'ideologia statale imperialista che invia droni nel nostro spazio aereo. Abbiamo già abbastanza da fare qui, proprio accanto a noi", ha detto il ministro polacco.
Iran: Russia invia 13 tonnellate di aiuti umanitari
La Russia ha fatto arrivare 13 tonnellate di aiuti umanitari all'Iran. Lo riferisce l'agenzia Tasnim. Per ordine del presidente Vladimir Putin, un IL-76 ha portato i generi di prima necessita' in Azerbaigian dove sono stati presi in consegna da rappresentanti delle autorita' iraniane.
Censura sull'impatto degli attacchi iraniani, cittadino Gb arrestato a Dubai
E' stato arrestato dalle autorità investigative degli Emirati Arabi Uniti un cittadino britannico accusato di violazione delle leggi locali contro "la cyber-criminalità" per aver filmato la caduta di missili lanciati dall'Iran nei giorni scorsi su Dubai in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo riporta oggi la Bbc, citando fonti legali. L'indagato e la sua famiglia stanno ricevendo assistenza dal Foreign Office, riferisce ancora l'emittente pubblica. Secondo Radha Stirling, amministratrice delegata di Detained in Dubai, una società che offre sostegno legale e avvocati a stranieri presi di mira dalla giustizia emiratina, l'uomo si è visto contestare "accuse molto vaghe" dopo che la polizia locale ha trovato un video con immagini su un lancio iraniano nel suo telefonino. Stirling ha poi detto alla Bbc che sono almeno 20, stando ai dati in suoi possesso, le persone di varia nazionalità incriminate dalle polizia di Dubai negli ultimi giorni per ragioni analoghe. Negli Emirati, come in altri Stati del Golfo (e come anche in Israele), vige il filtro di una censura militare sulle immagini che si possono o non possono registrare e pubblicare per documentare attacchi ed entità dei danni di guerra subiti.
Ue: "Bene risoluzione Onu, rispettare l'integrità dei Paesi del Golfo"
"L'Ue accoglie con favore l'adozione della risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, presentata dal Regno del Bahrein a nome degli Stati membri del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golf), del Kuwait, dell'Oman, del Qatar, dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti e della Giordania. Tutti i 27 Stati membri dell'Ue hanno co-sponsorizzato la risoluzione insieme a un numero senza precedenti di Stati membri delle Nazioni Unite, ribadendo la solidarietà dell'Ue con i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e la Giordania, come espresso anche nella riunione congiunta del Consiglio dei ministri Ue-Consiglio del Golfo del 5 marzo e nelle discussioni durante la videoconferenza del presidente Costa e della presidente von der Leyen con i leader dei paesi del Medio Oriente il 9 marzo." Lo rende noto un portavoce del Servizio di Azione Esterna dell'Ue. "L'Ue fa eco al forte sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite all'integrità territoriale, alla sovranità e all'indipendenza politica dei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e della Giordania, condannando con la massima fermezza gli attacchi dell'Iran contro i loro territori. Tali attacchi, che prendono di mira obiettivi civili e infrastrutture civili critiche, costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. L'Ue ribadisce il suo invito all'Iran a cessare immediatamente i suoi attacchi", aggiunge il portavoce.
Tajani: "Dichiarazioni Khamenei non credo siano gradite ad altri, rischio isolamento"
"C'è una guerra in corso, è ovvio che fa dichiarazioni che non so quanto possono essere gradite al resto del mondo e anche ai paesi ai quali lui poteva fare riferimento". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sul primo discorso di Mojtaba Khamenei come nuova Guida suprema iraniana, al Senato dopo il question time. "Non credo che la chiusura di Hormuz sia un segnale che possa essere gradito anche alla Cina. L'Iran rischia di isolarsi sempre di più, questo è il fatto", ha aggiunto e ribadito: "Però ci auguriamo che la guerra possa finire il resto e che non ci sia una escalation".
Iran, Tajani: "Minoranza dialoghi. Forza non in toni sprezzanti"
"Noi siamo sempre stati favorevoli fin dall'inizio" a un confronto con le opposizioni. "Se uno vuole discutere discute. Non e' una questione di passerelle". Lo ha detto il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto, in Senato, di commentare la posizione assunta dalla minoranza sulla proposta di aprire un tavolo sul Medio Oriente a palazzo Chigi, avanzata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Io sono cresciuto in una scuola diversa: quando D'Alema non rispettando il Parlamento fece partire l'aeronautica militare per bombardare i Balcani, Berlusconi per garantire l'unita' degli italiani in politica estera" voto' a favore della missione "nonostante non fossero state informate le Camere". Il dialogo con l'opposizione "sulla politica estera e' fondamentale. L'abbiamo sempre detto, Crosetto e io. Siamo stati accolti con toni sprezzanti". Ed ha aggiunto: "Mi auguro che accettino la proposta, non sono obbligati, ma da parte nostra c'e' grande disponibilita'", dopotutto, "la forza non la si vede con i toni sprezzanti. Mi auguro che accettino Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli".
Incendio nella lavanderia della portaerei Usa Ford, due feriti
Nei locali della lavanderia della USS Gerald R. Ford si è sviluppato un incendio nel quale sono rimasti lievemente feriti due marinai. Lo annuncia il Comando Centrale Usa precisando che le fiamme non sono legate ad attacchi dell'Iran. La portaerei è di stanza nel Mar Rosso, a supporto dell'operazione 'Epic Fury'. Non si segnalano danni all'impianto di propulsione della nave e la portaerei rimane pienamente operativa, sottolinea il Centcom.
Tajani: "L'Iran cessi gli attacchi indiscriminati sul Golfo"
"Noi non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con l'Iran, quindi continuiamo a parlare. Però l'Iran deve anche capire che non è che tutto il mondo è responsabile di quello che accade nel loro paese. L'attacco l'hanno fatto israeliani e americani, non possono pensare che tutti gli altri paesi dell'area del Golfo debbano essere attaccati". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani parlando con i cronisti al Senato dopo il question time. "Chiudere lo stretto di Hormuz sarebbe pericoloso, fino adesso non abbiamo riscontro di mine in mare - ha aggiunto - Però l'invito anche all'Iran è alla moderazione, a comprendere che non è con gli attacchi indiscriminati contro tutto e contro tutti che porta vantaggio alla causa iraniana".
Governo libanese: "687 persone uccise da Israele dal 2 marzo"
Sono 687 le persone uccise da Israele in Libano dall'inizio del nuovo round di guerra con Hezbollah lo scorso 2 marzo. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, secondo cui 98 sono minori e 62 sono donne. I feriti sono 1.774.
Tv: ucciso in raid Israele preside facoltà di Economia della Statale di Beirut
Il preside della facoltà di Economia dell'università statale di Beirut, Hussein Bazzi, è stato ucciso assieme a un altro professore, Murtada Srur, in un raid israeliano sul campus universitario a Hadath, nella capitale libanese. Lo riferisce la tv libanese al Jadeed e diversi siti di quotidiani di Beirut.
Iran, Teheran lancia 42esima ondata attacchi
L'Iran ha lanciato la 42esima ondata dell'operazione Vera Promessa 4. Lo ha riferito la tv di Stato. Nome in codice 'Labbaik Ya Khamenei' (al tuo servizio Khamenei, ndr), "in memoria dei martiri della guerra del Ramadan", ha spiegato l'emittente.
M.O., caso Sde Teiman. Katz esulta: "Difesa Idf non terroristi"
Esultanza del ministro della Difesa israeliano Israel Katz dopo che il procuratore generale militare (Mag) Itay Offir ha ordinato l'archiviazione del rinvio a giudizio di cinque soldati riservisti accusati di abusi su un detenuto palestinese di Gaza presso la prigione di Sde Teiman. "Giustizia e' stata fatta", ha dichiarato in un messaggio su X, attaccando il precedente procuratore generale militare Yifat Tomer-Yerushalmi. "Questo processo e' nato dal peccato del precedente avvocato di punta dell'Idf attraverso quella che considero una calunnia del sangue contro i soldati e l'uso di metodi investigativi abusivi", ha affermato. Per Katz, "il ruolo del sistema legale dell'Idf e' difendere e proteggere i soldati che combattono coraggiosamente i mostri in guerra, non i diritti dei terroristi di Nukhba", l'unita' dei combattenti d'elite di Hamas. Nel luglio 2024, cinque soldati riservisti israeliani sono stati arrestati e accusati di maltrattamenti aggravati e lesioni gravi a un detenuto palestinese rinchiuso nella prigione di Sde Teiman, nel Negev. Il caso ha fatto molto scalpore, in patria e all'estero, per un video fatto trapelare alla stampa in cui si vedono i soldati compiere abusi sul detenuto palestinese. In Israele all'epoca a suscitare rabbia tra esponenti del governo e attivisti di estrema destra all'epoca e' stato l'arresto dei cinque riservisti. La capa dell'avvocatura militare, Tomer-Yerushalmi, si e' successivamente dimessa dopo che e' venuta alla luce la sua responsabilita' nel far arrivare il filmato ai media.
Trump: "Nazionale Iran benvenuta ai Mondiali ma meglio se non viene"
"La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Marina Pasdaran: "Mojtaba l'ha ordinato, Hormuz resterà chiuso"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno promesso di mantenere chiuso lo strategico Stretto di Hormuz, dopo l'appello del nuovo leader della Repubblica Islamica, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. "In risposta all'ordine del comandante in capo, infliggeremo i colpi più duri al nemico aggressore, mantenendo la strategia di chiusura dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il comandante della marina delle Guardie Alireza Tangsiri in un post su X.
Tajani sente presidente Kurdistan iracheno: "Sicurezza militari è priorità"
"Ho avuto un colloquio telefonico con il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani. Abbiamo espresso la più ferma condanna dell'attacco di un drone alla base italiana di Erbil, e concordato di tenerci in contatto per chiarirne le dinamiche. Ho ribadito la vicinanza italiana di fronte agli inaccettabili attacchi in Kurdistan e altre zone dell'Iraq. Ho ringraziato Barzani per l'assistenza al nostro Consolato a Erbil, anche per facilitare il rientro di parte del nostro personale". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Continuare a garantire la sicurezza dei nostri militari e dei connazionali é la priorità assoluta. Ho espresso apprezzamento per la posizione equilibrata del governo regionale curdo, anche di fronte alle tensioni al confine con l'Iran: in questa fase è essenziale usare prudenza e moderazione per evitare un'ulteriore escalation", ha aggiunto.
Iran, Bonelli: "Con guerra Usa più ricchi.Trump sbugiarda destra"
"'Gli Stati Uniti sono il piu' grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale noi facciamo un sacco di soldi'. Le parole di Donald Trump sono di una gravita' enorme perche' dicono con brutale chiarezza cio' che la destra in Italia non dice per non irritare il suo allietato Usa: dietro l'escalation internazionale e le tensioni con l'Iran ci sono i soldi ovvero il gigantesco business del petrolio. Basti pensare che, secondo il Financial Times, nell'ultima settimana le industrie del gas americane hanno guadagnato un miliardo di dollari in piu' e nelle prossime settimane potrebbero arrivare a 20 miliardi al mese. E' la dimostrazione di come la politica energetica fondata sulle fonti fossili continui ad alimentare conflitti, tensioni geopolitiche e speculazioni. Intanto, in Italia, da quando governa questa destra a trazione meloniana, allineata alle politiche Maga del presidente Usa, le societa' energetiche hanno accumulato oltre 70 miliardi di euro di extra-profitti, mentre famiglie e imprese pagano bollette sempre piu' care". Cosi' Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
Iran, media: "Mojataba in terapia intensiva e ha perso una gamba"
La nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sarebbe in coma in ospedale. A rilanciare la voce e' stato il britannico Daily Mail, dopo che la nuova guida suprema dell'Iran ha diffuso oggi il suo primo messaggio alla nazione. Secondo il tabloid, Mojtaba e' in terapia intensiva all'ospedale universitario Sina, nel centro di Teheran, e ha perso una gamba nell'attacco in cui e' rimasto ferito. Una sezione della clinica e' stata sigillata per sorvegliare la Guida Suprema dell'Iran. Mojtaba non e' apparso in pubblico per l'appello rivolto oggi alla nazione e le sue parole sono state lette alla tv di Stato da una giornalista.
Idf: "Fallito attentato con un'autobomba contro soldati in Cisgiordania"
L'Idf riferisce che due terroristi hanno tentato di compiere un attentato con un'autobomba e sparando contro le truppe all'incrocio di Tapuach, in Cisgiordania. Gli attentatori "sono stati neutralizzati, i soldati non sono stati feriti".
Iran, Pd: "Italiani pagano guerra Trump e Meloni guarda altrove"
"Trump lo ha ammesso senza pudore: gli Stati Uniti guadagnano molti soldi quando il petrolio sale. In Italia, invece, il governo Meloni preferisce guardare altrove mentre il greggio torna a quota 100 dollari al barile e le famiglie italiane si dissanguano ai distributori. La premier aveva raccolto la proposta di Elly Schlein sul taglio delle accise. L'aveva fatta propria nei titoli di giornale. Poi: silenzio assoluto". Lo dice Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale Pd. "Nel frattempo lo Stretto di Hormuz e' paralizzato, le navi commerciali vengono attaccate nel Golfo e la guerra non ha un epilogo in vista. Noi non siamo produttori di petrolio come gli americani. Siamo consumatori, siamo dipendenti dalle importazioni, siamo tra i piu' esposti in Europa. Chi fa benzina per andare al lavoro, chi gestisce un'impresa e paga bollette insostenibili, non puo' aspettare che a Palazzo Chigi finiscano di studiare cosa fare. La guerra prosegue, l'energia costa sempre di piu', gli italiani si impoveriscono. Evidentemente non e' abbastanza per svegliare questo governo", conclude Misiani.
Petrolio: Brent torna sopra 100 dollari al barile
Il Brent e' tornato sopra 100 dollari al barile nonostante il rilascio record di scorte deciso ieri dall'Aie. I future sul benchmark internazionale vengono scambiati a 100,2 dollari al barile in rialzo dell'8,8%. Gli analisti non ritengono il rilascio di 400 milioni di barili sufficienti e pensano che la guerra in Medio Oriente durera' a lungo minando cosi' gli approvvigionamenti di greggio.
Tajani: "Stiamo organizzando il rientro dei militari da Erbil"
Sull'attacco alla base italiana a Erbil "sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell'attacco e individuarne i responsabili. Il governo è pronto ad adottare ogni ulteriore misura necessaria a garantire la loro sicurezza e quella di tutto il personale, civile e militare, impegnato nella regione. Proprio in queste ore è in corso un ulteriore alleggerimento del nostro consolato. Pochi minuti fa ho parlato con il ministro Crosetto che mi ha comunicato che 102 militari sono stati evacuati la scorsa settimana e 75 sono stati trasferiti in Giordania. Ne restano 101 per i quali stiamo organizzando il rientro". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato. "Poco fa ho sentito il presidente del governo regionale, Barzani, che mi ha espresso la massima solidarietà rispetto a questo grave episodio. Mi ha anche confermato l'impegno delle autorità curde per la sicurezza dei nostri militari e la massima collaborazione per l'accertamento delle responsabilità dell'attacco. In giornata parlerò anche con il ministro degli esteri iracheno", ha sottolineato Tajani.
Legale Idf archivia caso abusi su detenuto palestinese
Il procuratore generale militare israeliano, Itay Offir, ha ordinato l'archiviazione del rinvio a giudizio di cinque soldati riservisti accusati di abusi su un detenuto palestinese di Gaza presso la prigione di Sde Teiman. Il legale ha citato, tra i motivi, "la complessita' delle prove esistenti", "difficolta' procedurale nel trasferimento di materiale investigativo" che "lede il diritto degli imputati a un giusto processo" nonche' il rilascio del detenuto e il suo rientro nella Striscia nell'ambito del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. Nel mirino di Offir, anche "la condotta di alti funzionari dell'Avvocatura generale militare (Mag) e del sistema di polizia militare in questo caso, e le sue circostanze eccezionali e senza precedenti", un riferimento al suo predecessore, Yifat Tomer-Yerushalmi, che si e' dimessa dall'incarico dopo che e' venuto alla luce che aveva fatto trapelare ai media un video di sorveglianza che mostrava gli abusi dei soldati israeliani sul detenuto. Il caso di Sde Teiman e' iniziato nel febbraio 2025, quando cinque riservisti sono stati accusati di maltrattamenti aggravati e lesioni gravi a un detenuto. Secondo l'accusa, i cinque hanno picchiato il detenuto, lo hanno trascinato a terra, lo hanno calpestato e lo hanno colpito con un taser, rompendogli le costole e perforando un polmone. Inoltre, il prigioniero e' stato vittima di abusi sessuali che gli hanno causato lesioni all'ano. La base di Sde Teiman, nel deserto del Negev, durante la guerra di Gaza e' stata usata come centro di detenzione temporanea e interrogatorio per i palestinesi catturati a Gaza, in particolare per i sospetti militanti.
Emirati arabi: Gps in tilt, navi in autostrada e auto in mare
Un GPS preciso e' un pilastro della vita moderna, ma a causa della guerra in Iran, gli abitanti degli Emirati Arabi Uniti si stanno accorgendo che i loro telefoni pensano di essere in mare aperto o in citta' a centinaia di chilometri di distanza. Jamming e spoofing, usati come tattica difensiva contro missili e droni, sono i colpevoli, affermano gli esperti, ma non sono solo i proiettili nemici a perdersi negli Emirati Arabi Uniti. "Stavo usando le mappe mentre guidavo finche' non ho iniziato a percorrere strade strane", ha detto Hind, una residente francese di Dubai che ha fornito solo il suo nome. Invece, e' stata costretta a tornare su una strada principale e "si e' affidata alla segnaletica stradale per capire dove mi trovavo". Nonostante gli occasionali inconvenienti, le bizzarre informazioni fornite dai servizi GPS, come ad esempio i fattorini che fluttuano da qualche parte nel Golfo, sono diventate oggetto di battute sui social media. Andrew, un fattorino di Dubai originario dell'Uganda, ha affermato che e' diventato un problema frequente. "Ad esempio, una consegna che avrebbe dovuto durare dai 10 ai 15 minuti si e' trasformata in 30. Il GPS mi mostrava la direzione, poi improvvisamente si bloccava. Ho provato a muovermi, ma ha continuato a reindirizzarmi ripetutamente finche' non sono finalmente arrivato". Le ricche monarchie del Golfo sono state colpite da centinaia di droni e missili iraniani dall'inizio della guerra in Medio Oriente alla fine del mese scorso, scatenata da Stati Uniti e Israele. Solo gli Emirati Arabi Uniti affermano di essere stati presi di mira da oltre 260 missili e 1.500 droni, piu' di qualsiasi altro paese vicino. Clayton Swope, esperto di sicurezza aerospaziale presso il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS), ha affermato che l'interruzione e' stata "probabilmente una risposta per sconfiggere droni e missili iraniani", che potrebbero fare affidamento sul GPS per individuare i loro obiettivi. Vengono, ha spiegato, usate due opzioni. Il jamming, che "rende difficile la ricezione di un segnale GPS", e lo spoofing, in cui "qualcuno invia un falso segnale trasmettendo la posizione errata". Questo puo' compromettere le munizioni guidate dal GPS.
Iran, Us Navy: incendio nelle lavanderie della Gerald Ford
Incendio a bordo della portaerei Gerald Ford, lo rende noto l'U.S. Naval Forces Central Command. "Il 12 marzo, la USS Gerald R. Ford (CVN 78) ha subito un incendio originatosi nei locali lavanderia principali della nave. La causa dell'incendio non e' stata collegata al combattimento ed e' stata circoscritta. Non si segnalano danni all'impianto di propulsione della nave e la portaerei rimane pienamente operativa. Due marinai sono attualmente in cura medica per ferite non mortali e sono in condizioni stabili. Ulteriori informazioni saranno fornite non appena disponibili. Il Gerald R. Ford Carrier Strike Group e' attualmente operativo nel Mar Rosso a supporto dell'Operazione Epic Fury".
Tajani: "Da accordi autorizzazioni tecniche a usare basi per logistica, non per raid"
"Per quanto riguarda l'utilizzo delle basi militari americane situate in Italia, la posizione del governo è molto chiara" e "si basa sugli accordi bilaterali esistenti tra Italia e Stati Uniti, che risalgono al 1954 e che sono stati sempre rispettati da governi di ogni colore", gli stessi "a cui si stanno attenendo tutti i partner europei, incluso il governo spagnolo di cui tanto si parla". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time in Senato. "Gli accordi prevedono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni che non comportano dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste per altre attività, la competenza a decidere sull'utilizzo delle basi spetterebbe al governo. Ad oggi, ripeto, non è pervenuta alcuna richiesta" e come espresso anche ieri da Meloni, "se una richiesta del genere dovesse arrivare, il governo intende condividere ogni decisione con il Parlamento".
Miliziani iracheni filo-Iran rivendicano in video attacco su Erbil
Un gruppo iracheno sostenuto dall'Iran, che si autodefinisce 'Brigate dei Guardiani del Sangue', ha rivendicato sui social l'attacco al campo di supporto logistico dell'ambasciata statunitense vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad e alla base aerea di Harir presso l'aeroporto di Erbil. Nel video, che si può vedere tra l'altro su X, si vedono i miliziani preparare i droni al decollo e poi lanciarli. Gli obiettivi sono identificati con dei bersagli su delle mappe satellitari.
Iran, Tajani sente Barzani: "Sicurezza nostri militari priorità"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Kurdistan iracheno Nechirvan Barzani, dopo l'attacco alla base italiana a Erbil. Lo ha riferito lo stesso ministro su X. "Abbiamo espresso la piu' ferma condanna dell'attacco di un drone alla base italiana di Erbil e concordato di tenerci in contatto per chiarirne le dinamiche", ha spiegato. "Ho ribadito la vicinanza italiana di fronte agli inaccettabili attacchi in Kurdistan e altre zone dell'Iraq. Ho ringraziato Barzani per l'assistenza al nostro Consolato a Erbil, anche per facilitare il rientro di parte del nostro personale. Continuare a garantire la sicurezza dei nostri militari e dei connazionali e' la priorita' assoluta", ha sottolineato. "Ho espresso apprezzamento per la posizione equilibrata del governo regionale curdo, anche di fronte alle tensioni al confine con l'Iran: in questa fase e' essenziale usare prudenza e moderazione per evitare un'ulteriore escalation", ha concluso.
Idf: "Avviso di evacuazione per un edificio nel centro di Beirut"
Il portavoce in lingua araba dell'Idf ha emesso un avviso di evacuazione per un edificio nel quartiere di al-Bashoura nel centro di Beirut.
Tajani: "Noi per de-escalation, non prenderemo parte a intervento Israele-Usa"
"Fin dall'inizio della crisi il governo italiano è impegnato, in stretto raccordo con i partner europei e con gli attori della regione, per allentare le tensioni e prevenire ogni ulteriore allargamento del conflitto. Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Lo voglio ribadire anche adesso in quest'Aula, come ha già fatto ieri il presidente del Consiglio: non siamo in guerra contro nessuno. Quello di Usa e Israele in Iran è un intervento a cui l'Italia non prende parte e non intende prendere parte". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato. "Restiamo convinti che la diplomazia, per quanto complessa, sia l'unica strada in grado di produrre risultati duraturi. L'ho ribadito anche in questi giorni nei numerosi contatti che sto portando avanti con i partner della regione" a cui "ho anche confermato, in linea con il mandato ricevuto dal Parlamento, il sostegno dell'Italia al rafforzamento delle capacità di difesa aerea dei nostri partner del Golfo. Si tratta di Paesi dove sono presenti decine di migliaia di italiani civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere", ha sottolineato.
Usa: senatori dem puntano a regole sull'uso dell'IA in guerra
I senatori democratici stanno elaborando una proposta di legge per codificare le misure di sicurezza federali sull'uso dell'intelligenza artificiale nei sistemi di armi autonome e nella sorveglianza di massa nazionale. Secondo quanto riportato da Axios, il senatore californiano Adam Schiff ha parlato dell'imposizione di "misure di buon senso" sull'IA in guerra e nella sorveglianza, aggiungendo che c'è "l'urgente bisogno di misure di sicurezza su come l'IA viene utilizzata dal Dipartimento della Difesa". Schiff, inoltre, sta prendendo in considerazione un imminente pacchetto di autorizzazioni per la difesa, che richiede un'approvazione obbligatoria per l'uso dell'intelligenza artificiale come potenziale strumento, secondo una fonte a conoscenza della questione. L'iniziativa dem è rilevante alla luce dello scontro tra l'amministrazione Trump e Anthropic sull'accesso del governo ai modelli di IA dell'azienda, costata alla startup la designazione di "rischio per la catena di approvvigionamento" dopo la disputa su come l'esercito può utilizzare la sua tecnologia. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha chiarito di voler integrare rapidamente l'intelligenza artificiale nelle attività militari e ha chiesto alle compagnie del settore di concedere al governo l'accesso illimitato alle loro tecnologie. Anthropic s'è rifiutata di cedere alle pressioni del Pentagono, affermando che non avrebbe permesso che il suo modello venisse utilizzato per la sorveglianza di massa degli americani o per lo sviluppo di armi che sparano senza l'intervento umano. L'esercito Usa ha utilizzato, e potrebbe ancora farlo, gli strumenti di intelligenza artificiale di Anthropic nella sua guerra contro l'Iran.
Associazione Aglietta chiede liberazione medico svedese-iraniano in Iran
"Quanto sta accadendo in questi giorni, in queste ore, all'interno dell'Iran e in tutto il contesto mediorientale rende ancora più urgente una mobilitazione dell'opinione pubblica piemontese per la liberazione di Ahmadreza Djalali, scienziato svedese-iraniano, arrestato in Iran il 25 aprile 2016 e condannato a morte nel 2017 con la falsa accusa di "spionaggio nei confronti di Israele" e di tutti gli altri prigionieri politici rinchiusi nelle carceri iraniane". Lo afferma l'Associazione radicale Adelaide Aglietta in una lettera, firmata dai coordinatori Oreste Gallo, Enea Lombardozzi e Samuele Moccia, inviata al presidente del Consiglio regionale del Piemonte, chiedendo di organizzare davanti al palazzo del Consiglio un flash mob per chiedere la liberazione di Djalali. "Dalle poche notizie che sono riuscite a forare il muro di censura del regime iraniano - prosegue l'associazione -, nel carcere di Evin, dove Djalali è detenuto, dopo i bombardamenti incessanti di questi giorni, regna il caos: mancano i generi alimentari e le medicine (Djalali ha forti problemi di salute) e c'è il rischio che i cittadini detenuti siano utilizzati come scudi umani". "Il Consiglio regionale - viene ricordato - ha già assunto in passato varie iniziative sul "caso Djalali", sostenendo la campagna internazionale promossa da Amnesty International per la sua liberazione, campagna che ha visto e vede impegnata anche l'Università del Piemonte Orientale di Novara, dove Djalali ha vissuto e insegnato per tre anni. Con i suoi quasi dieci anni di detenzione (oltre 3.600 giorni) Djalali è il cittadino europeo detenuto in Iran da più tempo".
Tajani, 'l'emergenza alle Maldive è rientrata'
"Si è risolta l'emergenza degli italiani dalle Maldive: sono partiti tutti coloro che volevano partire. C'è qualcuno che rimane in attesa del volo, ma tutti gli italiani che volevano rientrare sono tornati. Addirittura ci sono richieste degli italiani di andare in vacanza alle Maldive. Quindi mi pare che l'emergenza sia finita". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.
Tajani in Senato: "Solidarietà ai nostri soldati a Erbil, grati per il loro servizio"
"Questa notte, la base di Camp Singara nel Kurdistan iracheno, dove sono di stanza i nostri militari impegnati nella fondamentale lotta contro il terrorismo di Daesh, è stata colpita da un drone che ha provocato solo danni materiali. Ai nostri militari desidero esprimere, anche in quest'Aula, la solidarietà del governo e mia personale per questo attacco grave e inaccettabile, che abbiamo condannato con la massima fermezza. A loro va la gratitudine delle istituzioni e del Paese per il servizio che svolgono con professionalità e dedizione, per la pace e la stabilità internazionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato. "Subito dopo l'attacco sono stato immediatamente in contatto con il presidente del Consiglio Meloni e con il ministro della Difesa Crosetto. Ho parlato con l'ambasciatore italiano in Iraq e con il nostro console generale a Erbil, e ovviamente con il Comandante della base, il colonnello Stefano Pizzotti. Mi hanno confermato che tutti i nostri militari stanno bene e hanno potuto mettersi tempestivamente al riparo nei bunker della struttura", ha aggiunto.
Israele: colpita Gerusalemme vicino S. Sepolcro, Al-Aqsa, Muro del Pianto
"Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro del Pianto, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro". Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano postando il video del luogo colpito dall'ordigno iraniano. "Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli viene prima di tutto. Ecco perché la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa", aggiunge il messaggio.
Mojtaba Khamenei non appare, discorso letto alla tv iraniana
L'ayatollah Mojtaba Khamenei non è apparso in pubblico per il suo primo discorso da Guida Suprema: una speaker ha letto la sua dichiarazione sulla tv di Stato, con l'immagine del leader sullo sfondo. Ieri l'ambasciatore di Teheran a Cipro aveva confermato che Khamenei era rimasto ferito nel primo giorno di bombardamenti di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, in cui erano rimasti uccisi sei membri della sua famiglia, tra cui suo padre, Ali Khamenei.
Immagini satellitari mostrano 3 buchi nel sito nucleare di Taleghan
Sono state pubblicate le prime immagini satellitari del sito di Taleghan, nel delicato complesso militare iraniano di Parchin a 30 chilometri da Teheran, colpito dall'Idf: nelle immagini si vedono tre grandi buchi nella struttura di cemento con cui era stato coperto l'impianto dopo la guerra dei 12 giorni a giungo. "I fori ricordano quelli documentati nel sito di Fordow dopo un altro attacco, e potrebbero indicare l'uso di bombe penetranti anti-bunker", scrive Yedioth Ahronot. L'esercito israeliano ha dichiarato che Teheran ha cercato di utilizzare la struttura per promuovere capacità legate allo sviluppo di armi nucleari. Precedenti immagini satellitari di ottobre 2025 avevano documentato lavori di fortificazione attorno al sito, inizialmente una struttura portante, poiun tetto metallico e a febbraio una copertura di cemento. Il complesso di Parchin è considerato uno dei più grandi e sensibili centri dell'industria militare iraniana, dove sono immagazzinate infrastrutture militari pesanti, tra cui produzione e stoccaggio di testate, motori e sistemi per missili e armamenti. Nel sito operano anche strutture per la riparazione e la manutenzione di sistemi dell'industria militare pesante.
Comandante Erbil: "Siamo stanchi ma il morale è alto"
"Il drone ha impattato all'interno della base provocando danni ad infrastrutture e materiali al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone. Dal momento dell'incidente il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il capo di stato maggiore, Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente", così il comandante del contingente italiano nella base di Erbil, Stefano Pizzotti, comandante dell'Italian National Contingent Command Lande nell'ambito dell'operazione 'Prima Parthica'. "Siamo stanchi ma il morale resto alto. Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane la massima priorità", ha aggiunto Pizzotti.
Khamenei: "Prendere il posto di mio padre compito molto difficile"
La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio da quando è stato nominato, ha definito "un compito molto difficile" prendere il posto di suo padre, Ali Khamenei, e dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica. La nuova Guida Suprema ha evidenziato in particolare la difficoltà di replicare la "montagna di fermezza" del padre.
Lega araba: "Dall'Iran comportamento vergognoso e crimini di guerra"
Un "comportamento vergognoso, inaccettabile sia dal diritto islamico che dal diritto internazionale umanitario" e che "costituisce un crimine di guerra": così il segretario generale della Lega araba, Aboul Gheit, ha condannato l'attacco iraniano al porto di Salalah in Oman, una "brutale aggressione" con missili che hanno danneggiato diversi serbatoi di carburante all'interno del porto. Ancor più grave, evidenzia Gheit, l'attacco contro un Paese, l'Oman, "che si è sforzato in ogni modo possibile di risparmiare alla regione e all'Iran il flagello della guerra attraverso notevoli sforzi di mediazione". "Il deliberato attacco dell'Iran a siti civili e infrastrutture vitali nella regione del Golfo, l'inquinamento dell'ambiente marino con l'affondamento di gigantesche petroliere in un mare semichiuso, l'impatto sugli impianti di desalinizzazione e il bombardamento di impianti petroliferi rappresentano una minaccia per il tessuto stesso della vita civile - ha aggiunto. Jamal Roshdy, portavoce del Segretario generale, ha sottolineato che "lo scetticismo dell'Iran riguardo all'identità dei responsabili dell'attacco al porto di Salalah in Oman non diminuisce la sua chiara responsabilità per la pericolosa situazione che ha creato nella regione del Golfo".
Mojtaba Khamenei: "Vogliamo migliorare i rapporti con i nostri vicini"
"Dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini, siamo pronti a migliorare i rapporti con i Paesi vicini". Lo ha detto la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso alla nazione avvertendo però che "se ci saranno attacchi saremo costretti ad attaccare coloro che cooperano" con il nemico.
Hegseth sotto pressione per l'attacco alla scuola in Iran
I democratici del Senato americano premono su Pete Hegseth con una lettera nella quale chiedendo risposte sull'attacco alla scuola elementare in Iran. La lettera, scritta da quasi tutti i senatori democratici, pone una serie di domande dettagliate sull'attacco a Minab e si cita una dichiarazione del segretario alla difesa che non ci sarebbero state "stupide regole di ingaggio" nella guerra contro l'Iran. L'attacco, se fosse confermato, rappresenterebbe una delle peggiore stragi di civili da parte degli Stati Uniti in conflitti recenti.
Mojtaba: "Seguiremo il percorso di Ali Khamenei, ai leader iraniani chiedo unità"
"Promettiamo alla defunta Guida suprema" Ali Khamenei "che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità". Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema dell'Iran in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei.
Mojtaba Khamenei: "Vendicheremo il sangue dei martiri di Minab"
"Finora è stata ottenuta una vendetta limitata per il sangue dei martiri, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo continuerà ad avere la priorità. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico nel caso della scuola 'Shajarah Tayyiba' a Minab e in altri casi simili occupano un posto speciale". Lo ha dichiarato la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio da quando è stato nominato dall'Assemblea degli Esperti domenica scorsa. "Garantisco a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La vendetta che intendiamo compiere non è legata solo al martirio del grande leader della rivoluzione (Ali Khamenei, ndr), ma di ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico", ha aggiunto.
Khamenei: "Non ci ritireremo mai, vendicheremo tutti i nostri morti"
"Noi non ci ritireremo mai. Vendicheremo il sangue dei nostri martiri, vendicheremo il sangue di tutti i nostri cittadini. I nostri nemici pagheranno il prezzo, perché ci sarà una vendetta". Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo intervento pubblico.
Resta alto il livello di allerta nella base di Erbil
Resta alto il livello di allarme nella base di Erbil, dove si trovano i militari italiani, dove la scorsa notte si è verificato un attacco iraniano con un drone. Ad essere distrutto sarebbe stato un autocarro che trasporta dispositivi logistici, andato in fiamme. In queste ore i 141 soldati del contingente italiano entrano ed escono dal bunker a seconda degli allarmi.
Trump: "Fermare impero malvagio come l'Iran più importante del petrolio"
"Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Khamenei: "I Paesi della regione chiudano le basi Usa"
"Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo". Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema iraniana, invitando i Paesi della regione a chiudere le basi statunitensi.
Mojtaba Khamenei: "Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso"
Mojtaba Khamenei, nel suo primo discorso alla nazione dopo essere stato eletto Guida Suprema dell'Iran, ha lanciato un appello a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz. "La leva per bloccare lo Stretto di Hormuz deve essere assolutamente utilizzata", ha aggiunto Khamenei, in una fase della guerra in cui i Pasdaran stanno colpendo le navi cargo che sfidano il blocco.

©Ansa
Tajani: "Stiamo riducendo il personale in ambasciata a Baghdad e consolato a Erbil"
"Abbiamo appena concluso una riunione con l'ambasciatore in Iraq e con il console di Italia a Erbil. Stiamo riducendo la presenza di personale sia in ambasciata a Baghdad sia in consolato a Erbil per ragioni di sicurezza. Alla riunione erano presenti anche la Difesa e la presidenza del Consiglio per fare il punto della situazione: non ci sono stati altri attacchi" contro la base italiana, mentre "ci sono stati altri attacchi a Abu Dhabi, Dubai, Kuwait. Hormuz è ancora chiuso. Continuano a operare le missioni per le garanzie del trasporto marittimo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina.
Tajani: "10 milioni in aiuti per la popolazione del Libano"
Rispetto al Libano "abbiamo deciso un finanziamento da parte del ministero degli Esteri, attraverso la cooperazione internazionale per sostenere le popolazioni civili dell'area. Sono dieci milioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa alla Farnesina. Dal ministero precisano che i fondi andranno alle ong e saranno impiegati per interventi di salute, sicurezza alimentare, servizi igienici, e rifugi.
Media: "Khamenei parlerà del martirio del padre, dei nemici e dei Paesi della regione"
Nel suo primo messaggio da Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, parlerà "del leader martirizzato della rivoluzione", il padre Ali Khamenei, e "dei paesi della regione e del modo di affrontare i nemici". E' quanto si legge sull'account ufficiale di Telegram con cui si è annunciato "a breve" il primo messaggio della nuova Guida Suprema che verterà anche su "il ruolo e i doveri del popolo, le forze armate, gli organismi esecutivi, il fronte di resistenza".
Ankara: "Stiamo parlando con Usa e Iran nel tentativo di porre fine alla guerra"
La Turchia sta parlando sia con Washington che con Teheran nel tentativo di porre fine alla guerra in corso in Medio Oriente, ha dichiarato il ministro degli Esteri Hakan Fidan. "Siamo in un momento in cui abbiamo più che mai bisogno di negoziati e dialogo. Stiamo parlando con la parte iraniana e con quella americana", ha aggiunto: "Questa guerra dovrebbe finire il prima possibile".
Allarme missili dall'Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele
L'Idf ha identificato un lancio di missili contro Tel Aviv e il centro di Israele. Gli allarmi sui telefoni stanno avvisando in questi minuti la popolazione, indicando di entrare nei rifugi, come ha constatato l'Ansa sul posto.
Crosetto: "A Erbil sugli attuali 141 militari era già programmato un rientro"
"Noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo spostate una quarantina in Giordania, e degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro, che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo, quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1, in merito al contingente italiano ad Erbil.
Libano: "Da Idf nuovo avviso evacuazione urgente sud Beirut"
L'Idf ha diramato un nuovo "avviso urgente ai residenti della periferia sud" di Beirut affinche' lascino immediatamente la zona. In un post su X, il portavoce in lingua araba ha elencato i quartieri nel mirino di una prossima offensiva israeliana. "Le attività terroristiche di Hezbollah costringono l'Idf ad agire con la forza", si legge, "l'Idf non ha intenzione di farvi del male. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo a evacuare immediatamente e a non tornare in questi quartieri fino a nuovo avviso".
Media, nel messaggio Khamenei parlerà dei nemici e dei paesi del Golfo
Il primo discorso pubblico ufficiale da quando è stato nominato leader supremo di Mojtaba Khamenei conterrà punti specifici riguardanti il ;;leader martire della rivoluzione, il ruolo e i doveri del popolo, le forze armate, gli organi esecutivi e il fronte di resistenza, nonché i Paesi della regione e la gestione dei nemici. Lo scrive il Guardian che riporta quello che la stampa iraniana ha anticipato del messaggio strategico, che sarà diffuso in sette capitoli.
Tajani: "Parlerò con leader Kurdistan e ministro Esteri Iraq"
"Oggi parlero' con le autorita' del Kurdistan iracheno e il ministro degli Esteri dell'Iraq (Fuad Hussein), per fare il punto della situazione e per garantire un'azione che sia a favore della pace, del dialogo e della riapertura del negoziato". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina.
Idf: "Colpito sistema droni Teheran. Distrutti 250 velivoli"
Le forze di difesa israeliane hanno annunciato di avere preso di mira la rete di lancio di droni dell'Iran, dopo il sistema missilistico, e distrutto 250 velivoli. "Durante una delle ondate di attacchi, l'aviazione israeliana ha identificato alcuni operatori del sistema di droni del regime mentre armavano un velivolo e si preparavano a lanciarlo verso lo Stato di Israele. Dopo aver rapidamente chiuso il cerchio, l'aviazione israeliana ha preso di mira il lanciatore e i suoi operatori, impedendo il lancio pianificato del drone verso lo Stato di Israele", si legge in una nota dell'Idf. "Finora, l'Idf ha smantellato oltre 250 droni in tutto l'Iran. Inoltre, molti comandanti e operatori della rete di droni responsabili di numerosi lanci verso lo Stato di Israele sono stati eliminati", riferisce il comunciato.
Crosetto: "A Erbil è stato un attacco deliberato"
"Assolutamente sì, quella è una base della Nato ed è anche americana". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1, in merito alla domanda se quello della scorsa notte alla base militare italiana di Erbil sia stato un attacco deliberato.
Iran, da Fordow a Natanz, i principali siti nucleari
Il programma nucleare iraniano si sviluppa in diversi siti chiave, con le principali attivita' di arricchimento e ricerca concentrate a Natanz, Fordow, Isfahan e Arak. I primi tre impianti sono stati oggetto di attacchi nella guerra dei 12 giorni a giugno, mossa da Israele e sostenuta dagli Usa. Di seguito, la lista dei principali siti conosciuti, in cui l'Aiea ha avuto modo in passato di effettuare ispezioni regolari: - NATANZ: lo stabilimento di Natanz (situato al centro del Paese), la cui esistenza è stata rivelata nel 2002, è probabilmente l'impianto nucleare iraniano piu' noto, cuore del programma di arricchimento dell'uranio; comprende due edifici, uno sotterraneo e uno in superficie, per un totale di oltre 10.000 macchine utilizzate per l'arricchimento dell'uranio. L'installazione era stata oggetto di un sabotaggio nell'aprile 2021 attribuito dall'Iran ai servizi segreti israeliani. - FORDOW: la costruzione, in violazione delle risoluzioni Onu, dell'impianto sotterraneo di Fordow, tra Teheran e Qom (nelle zone centrali del Paese), è stata rivelata dall'Iran all'Aiea nel settembre 2009, causando una crisi con le grandi potenze del Consiglio di Sicurezza. Dopo averla definita un "sito di riserva" in una zona montuosa, vicino a una base militare, per proteggersi da un attacco aereo, Teheran ha indicato che si trattava di una fabbrica di arricchimento dell'uranio ad alto tasso, capace di ospitare circa 3.000 centrifughe. Qui, all'inizio del 2023, sono state rilevate particelle di uranio arricchito all'83,7%. L'Iran ha parlato di "fluttuazioni involontarie" durante il processo di arricchimento. E' considerato uno dei principali siti di arricchimento dell'uranio della Repubblica islamica e sicuramente quello piu' impenetrabile.
Ucraina: "Attacco a base italiana Erbil è terrorismo"
L'Ucraina ha "condannato fermamente" l'attacco missilistico contro la base italiana a Erbil. "Questo costituisce chiaramente un atto terroristico e mette a repentaglio la stabilità regionale, oltre agli attacchi sconsiderati dell'Iran contro i paesi della regione", si legge in un post del ministro degli Esteri, Andrii Sybiha. "Questi attacchi dimostrano ancora una volta quanto sia fondamentale un'efficace difesa aerea per proteggere vite umane e infrastrutture, in Medio Oriente, in Ucraina e ovunque si affronti una minaccia missilistica. La comunità internazionale deve agire con decisione", ha aggiunto.
A breve il primo discorso all’Iran della nuova Guida Suprema
La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, a breve terrà un discorso al Paese, il primo dalla sua nomina. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran.
Wright: "Ora non pronti a scortare navi, probabile entro fine mese"
L'esercito statunitense attualmente "non è pronto" a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, un'area critica, perché tutti i suoi mezzi sono concentrati sull'attacco all'Iran. Lo ha dichiarato il Segretario all'Energia Chris Wright. "Accadrà relativamente presto, ma non può accadere ora. Semplicemente non siamo pronti", ha detto Wright alla Cnbc. "Tutti i nostri mezzi militari in questo momento sono concentrati sulla distruzione delle capacità offensive dell'Iran e dell'industria manifatturiera che fornisce le sue capacità offensive". Ha aggiunto che è "molto probabile" che tali scorte vengano effettuate entro la fine del mese.
Araghchi: "Israele attacca monumenti e Unesco tace"
L'Iran ha accusato la comunità internazionale e le Nazioni Unite di restare in silenzio di fronte alla distruzione di monumenti in Iran. "Israele sta bombardando monumenti storici iraniani risalenti al XIV secolo. Sono stati colpiti diversi siti patrimonio dell'umanità dell'Unesco", ha riferito su X il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. "È naturale che un regime che non durerà un secolo odi le nazioni con un passato antico. Ma dov'e' l'Unesco? Il suo silenzio è inaccettabile", ha sottolineato
Iran, Zelensky: "Ora spero in accordo con Usa su produzione droni"
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha auspicato che gli Stati Uniti riconsiderino un accordo sulla produzione di droni durante la guerra in Iran. "Volevamo firmare un importante accordo sulla produzione di droni con gli Stati Uniti, ma avevamo bisogno dell'approvazione della Casa Bianca", ha scritto Zelensky su X, aggiungendo che i droni sarebbero efficaci contro gli Shahed e i missili iraniani. "Non abbiamo ancora avuto l'opportunità di firmare questo documento", ha continuato Zelensky nel suo post. "Spero che forse gli amici americani saranno più vicini a questa decisione ora, soprattutto dopo sfide come quelle che stiamo vedendo in Medio Oriente", si legge nel post. L'Ucraina ha migliorato la sua difesa contro i droni Shahed di progettazione iraniana, che la Russia utilizza nella guerra contro il Paese vicino. L'anno scorso Kiev ha provato di vendere la sua tecnologia agli Stati Uniti, ma il tentativo è stato respinto, secondo quanto ha riportato nei giorni scorsi Axios. La scorsa settimana, però, gli Stati Uniti hanno chiesto aiuto all'Ucraina, ha dichiarato Zelensky al New York Times, e Kiev ha fornito droni intercettori e inviato esperti per aiutare a difendere le basi statunitensi in Giordania. Ad agosto, i funzionari ucraini hanno mostrato all'amministrazione Trump una presentazione che illustrava come la sua tecnologia avrebbe potuto proteggere le forze statunitensi e proponeva la creazione di "centri di combattimento per droni" in Turchia, Giordania e negli Stati del Golfo Persico dove si trovano le basi militari statunitensi. "Qualcuno ha deciso di non crederci", ha riferito un funzionario americano ad Axios.
Media: "Due esplosioni udite a Erbil, l'antiaerea intercetta droni"
Due esplosioni sono state udite sopra Erbil, nella regione semi-autonoma curda nel nord dell'Iraq, mentre le difese aeree intercettavano droni sopra la città. Lo scrive Al Jazeera riportando che i funzionari hanno affermato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato due droni sopra il capoluogo regionale. Erbil ospita la base italiana colpita stanotte e diverse strutture militari e diplomatiche statunitensi.
Unifil: "Preoccupati dalla escalation sulla Linea Blu, si ponga fine alle ostilità"
"L'Unifil è profondamente preoccupata per la grave escalation delle ostilità lungo la Linea Blu avvenuta ieri sera". Lo scrive in una nota la missione Onu in Libano, segnalando che "le forze di peacekeeping hanno rilevato oltre 120 proiettili lanciati dal territorio libanese verso Israele, nonché sette attacchi aerei israeliani e oltre 120 colpi di artiglieria in risposta. Tutti questi atti costituiscono gravi violazioni della risoluzione 1701". La recente escalation lungo la Linea Blu "sta nuovamente causando lo sfollamento di centinaia di migliaia di residenti e la distruzione di vasti quartieri e villaggi. Centinaia di persone sarebbero state uccise e altre ferite. Come sempre in un conflitto, sono i civili a soffrire di più", sottolinea Unifil. "Le forze di peacekeeping rimangono sul campo, monitorando e segnalando imparzialmente gli sviluppi, fungendo da collegamento tra le parti e, ove possibile, facilitando il supporto umanitario e la protezione dei civili. Continuiamo a esortare le parti a porre fine alle ostilità e a rinnovare il nostro impegno per la piena attuazione della risoluzione 1701, per la sicurezza dei civili su entrambi i lati della Linea Blu. L'Unifil è in stretto contatto con i funzionari libanesi e israeliani e siamo pronti a sostenerli in questo, in ogni modo possibile".
Idf, ucciso un comandante Hezbollah che prestava servizio coi Pasdaran
L'esercito israeliano afferma di aver ucciso un comandante di Hezbollah che prestava servizio nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane. Abu Dharr Mohammadi, comandante delle operazioni dell'unità missilistica dell'Irgc all'interno di Hezbollah, è stato ucciso martedì, hanno dichiarato le Forze di Difesa Israeliane. "Mohammadi era una figura chiave nel rafforzamento delle forze militari di Hezbollah per quanto riguarda i missili", hanno aggiunto le Idf in una nota.
Centcom: "Stiamo eliminando capacità Teheran minacce a Usa"
Il Comando centrale statunitense ha assicurato che la guerra in Iran sta avendo successo. "Stiamo eliminando la capacità dell'Iran di minacciare le forze americane e i partner regionali con forze letali e precisione", si legge in un post di Centcom.
Segretario Energia Usa: "Entro fine mese scorte a navi"
"Non è possibile eseguire operazioni di scorta per petroliere e navi da carico con navi da guerra al momento, ma è molto probabile farlo entro la fine del mese". Lo ha dichiarato il segretario americano all'Energia, Chris Wright, parlando con i media americani. "L'unica opzione sul tavolo alla fine dei conti è distruggere la capacità dell'Iran di minacciare i suoi vicini", ha evidenziato.
Teheran: "Colpite basi Usa in Emirati e Iraq"
Le forze iraniane hanno annunciato di aver condotto la 40esima e la 41esima ondata di bombardamenti, dedicate "alle anime pure dei martiri" e in particolare al comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour, ucciso nel primo giorno di guerra. Lo riporta l'agenzia Fars. Gli obbiettivi degli attacchi sono stati negli Emirati Arabi Uniti e in Iraq. In paricolare, "il luogo di raduno delle forze americane sulla Sheikh Zayed Road (Emirati Arabi Uniti) e la posizione delle forze americane all'aeroporto Ahmed Al-Jaber (Kuwait)", presi di mira "con i missili ipersonici a guida di precisione Fateh". E ancora "l'alloggio dei marines americani nella base aerea di Al-Dhafra (Emirati) e nelle basi mobili statunitensi in Iraq, così come il luogo di raduno dei torturatori sionisti a Tel Aviv", centrati da "missili Khorramshahr" e "Qadr".
Wall Street Journal: "Lo stretto di Hormuz a rischio di una chiusura prolungata"
L'intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari alle petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.
Teheran: "Ue complice di attacchi Usa-Israele"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha accusato l'Unione Europea di "complicità" negli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro la Repubblica islamica. In un post su X, Esmaeil Baghaei ha affermato che "l'indifferenza e l'acquiescenza dell'Unione Europea di fronte all'aggressione, alle brutalità e alle atrocità perpetrate da Stati Uniti e Israele equivalgono a nulla di meno che essere complici".
Iea: "Guerra provoca più grande interruzione approvvigionamento petrolifero nella storia"
La guerra in Iran sta causando un'interruzione senza precedenti delle forniture globali di petrolio, ha dichiarato giovedì l'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea). Nel suo rapporto mensile sul mercato petrolifero, l'agenzia ha descritto la situazione come "la più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale".
Gli stati del Golfo hanno ridotto la produzione di petrolio di almeno 10 milioni di barili al giorno, principalmente perché il trasporto attraverso una rotta marittima chiave, lo Stretto di Hormuz, è quasi giunto al punto di arresto. L'Iea sospetta che la carenza di approvvigionamento continuerà ad aumentare a meno che i flussi di traffico non riprendano rapidamente.
Per marzo, l'Iea prevede una riduzione delle forniture globali di petrolio di 8 milioni di barili al giorno. L'organizzazione stima una domanda giornaliera di greggio di poco superiore ai 100 milioni di barili. L'Iea cita il crollo del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz come la causa principale dei colli di bottiglia.
Droni attaccano aeroporto Kuwait, danni materiali
Diversi droni hanno preso di mira l'aeroporto internazionale del Kuwait, situato alcuni chilometri a sud di Kuwait City. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kuna, citando l'Autorità governativa del Kuwait responsabile dell'Aviazione civile, secondo la quale l'attacco ha provocato danni materiali, mentre non si registrano feriti.
Idf, attacco più massiccio da Hezbollah-Iran: 200 razzi
Hezbollah ha compiuto la notte scorsa il più massiccio attacco su Israele, coordinato con l'Iran, dall'inizio della nuova guerra. Lo ha riferito l'Idf. "La scorsa notte, Hezbollah ha coordinato un attacco simultaneo con l'Iran, lanciato circa 200 razzi e 20 droni contro città e paesi in tutto Israele", ha detto ai giornalisti il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani."Tutto questo è stato combinato con missili balistici lanciati dall'Iran nello stesso momento," ha aggiunto, per "il più grande bombardamento missilistico di Hezbollah" dall'inizio della guerra.
Mosca: "Prematuro valutare cooperazione energetica con Usa"
L'interazione russo-americana nel mercato energetico è un fattore di stabilizzazione del mercato, e questo argomento è oggetto del dialogo bilaterale, ma è troppo presto per parlare dell'efficacia di questa interazione. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Ovviamente, l'interazione russo-americana, compresa quella nei mercati energetici, puo' e deve essere un fattore importante per la stabilizzazione di tali mercati", ha dichiarato Peskov in un briefing, quando gli e' stato chiesto se la revoca delle sanzioni sul petrolio e l'interazione nei mercati energetici fossero state discusse durante i contatti tra l'inviato presidenziale speciale russo Kirill Dmitriev e i rappresentanti statunitensi in Florida. "Per ora, è troppo presto per parlare di qualsiasi tipo di interazione efficiente, sebbene questo tema sia sicuramente oggetto di discussione", ha affermato. Per quanto riguarda i dettagli dei colloqui che Dmitriev ha avuto negli Stati Uniti, Peskov ha detto: "Dovremmo aspettare, tornerà in patria oggi e riferirà al presidente".
Oxford Economics taglia stime Pil Italia, inflazione 2025 rialzata al 2,2%
L'Italia si conferma come uno dei paesi più 'esposti' alle ricadute del conflitto aperto dall'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran: lo spiega Oxford Economics che ha rialzato di ben 0,5 punti - portandole al 2,2% - le previsioni di inflazione per il 2025 per la nostra economia. Parallelamente, nello scenario di base, l'osservatorio di Londra ha tagliato la stima sul Pil italiano che dovrebbe crescere dello 0,7% quest'anno, 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti con "rischi sbilanciati al ribasso". Infatti, spiega Nicola Nobile, Chief Italy Economist, scenari "più negativi sui prezzi dell'energia avrebbero un impatto più significativo sull'inflazione e sul Pil, dal momento che l'economia italiana è piuttosto esposta" agli choc provocati dal conflitto in Medioriente.
Oxford Economics conferma a +0,3% la crescita del Pil italiano per il quarto trimestre del 2025 dato che ha portato la crescita annuale nel 2025 allo 0,7%, leggermente superiore a quella del 2024. "Le indagini mensili suggeriscono che l'economia italiana ha continuato a crescere all'inizio di quest'anno, ma la maggior parte delle indagini - si spiega - è stata condotta prima del conflitto in Iran".
Quanto ai conti pubblici, l'osservatorio si aspetta "che il deficit diminuisca gradualmente, ma sussistono rischi di spesa aggiuntiva per sostenere i redditi reali se dovesse proseguire" la corsa dei prezzi energetici provocata dal conflitto. Infine, "sebbene ipotizziamo ricadute economiche limitate per l'Europa, rimane tangibile il rischio di una guerra più lunga con impatti più profondi sui prezzi e sull'offerta di energia " conclude Nobile.
Idf, colpito sito iraniano per lo sviluppo di armi nucleari
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito un sito in Iran, che a suo dire sarebbe utilizzato dalla Repubblica Islamica per sviluppare armi nucleari. "L'aeronautica militare israeliana, agendo su precise informazioni di intelligence delle IDF, ha colpito un ulteriore sito del programma nucleare iraniano", ha dichiarato l'esercito, sostenendo che "il complesso di Taleghan è stato utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche per lo sviluppo di armi nucleari". Il complesso di Taleghan si riferisce probabilmente a una struttura a Parchin, a sud-est di Teheran, dove il think tank statunitense Institute for Science and International Security, che monitora il programma nucleare iraniano, ha recentemente affermato che la Repubblica Islamica conduce attività militari segrete.
Soccorsi 51 membri equipaggio navi colpite a largo Iraq
Oltre 50 membri dell'equipaggio sono stati soccorsi dopo l'attacco contro due petroliere nelle acque territoriali irachene nel Golfo. Lo ha dichiarato all'Afp Farhan al-Fartousi, delle autorità portuali irachene. Fartousi, rappresentante dell'Azienda generale per i porti dell'Iraq, ha spiegato che "tutti i membri dell'equipaggio delle due petroliere sono stati salvati", aggiungendo che i 51 lavoratori sono in buone condizioni. L'attacco ha causato la morte di almeno un membro dell'equipaggio, un cittadino indiano. I Pasdaran iraniane hanno dichiarato giovedì di aver colpito una nave battente bandiera delle Isole Marshall nel nord del Golfo, che secondo Teheran sarebbe di proprietà statunitense.
Qatar, intercettato attacco missilistico
Il Qatar ha intercettato un attacco missilistico diretto sul suo territorio. Lo ha riferito il ministero della Difesa qatarino in una nota.
Petrolio, Aie: "Impatto guerra dipende da durata blocco Hormuz"
"L'impatto finale del conflitto sui mercati del petrolio e del gas e sull'economia in generale dipenderà non solo dall'intensità degli attacchi militari e dai danni alle risorse energetiche, ma anche, e soprattutto, dalla durata delle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz". Lo rileva l'Agenzia internazionale per l'energia, nel suo report mensile, sottolineando che "meccanismi assicurativi adeguati e misure di protezione fisica per il trasporto marittimo sono fondamentali per la ripresa dei flussi, che riveste un'importanza fondamentale per il mercato petrolifero". "Il rilascio coordinato delle scorte di emergenza costituisce un importante e gradito ammortizzatore, ma in assenza di una rapida risoluzione del conflitto rimane una misura provvisoria", osserva l'Aie il giorno dopo aver deciso di rilasciare un volume record di greggio dalle riserve strategiche.
Libano, Idf: "Ucciso comandante unità missilistica Irgc"
Le forze israeliane hanno annunciato di avere ucciso a Beirut ieri Abu Dharr Mohammadi, comandante delle operazioni dell'unità missilistica dei Pasdaran all'interno di Hezbollah. Mohammadi, si legge in una nota, "era una figura centrale nel coordinamento militare tra Hezbollah e il regime terroristico iraniano, coordinava e collegava Hezbollah e gli alti funzionari iraniani. Allo stesso modo, Mohammadi era una figura chiave nel potenziamento delle forze missilistiche di Hezbollah".
Meloni: "Su Erbil in costante contatto con Tajani e Crosetto"
"Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell'attacco: l'Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi". Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni.
Onu: "La guerra ha provocato tre milioni di sfollati in Iran"
Fino a 3,2 milioni di persone sono sfollate in Iran da quando è scoppiata la guerra quasi due settimane fa. Lo ha dichiarato l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. "Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone", ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell'Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l'emergenza in Medio Oriente. "È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità".
Idf, colpito impianto nucleare di Taleghan a sud di Teheran
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver colpito nella notte l'impianto nucleare di Taleghan, a sud di Teheran, con raid aerei. Qui, sostengono le Idf, il regime iraniano stava lavorando su "capacità critiche nello sviluppo di armi nucleari". Negli ultimi anni, proseguono le Idf, l'Iran ha utilizzato il sito per "lo sviluppo di esplosivi avanzati e per condurre esperimenti sensibili nell'ambito del progetto Amad", il presunto programma segreto di sviluppo di armi nucleari di Teheran.
Il complesso di Taleghan era già stato colpito dall'aeronautica israeliana nell'ottobre del 2024, durante una rappresaglia per un attacco missilistico iraniano contro Israele. Le Idf hanno riferito di aver recentemente scoperto che l'Iran ha "adottato misure per riabilitare il complesso" dopo quegli attacchi. "Il regime iraniano ha continuato a impegnarsi per far progredire e sviluppare le capacità necessarie per lo sviluppo di un'arma nucleare", afferma l'Idf aggiungendo che il recente attacco fa parte di una "serie di operazioni" volte a "danneggiare ulteriormente le aspirazioni nucleari del regime terroristico iraniano".
Iran, Ue: "8mila cittadini rimpatriati con meccanismo europeo"
Due voli di rimpatrio noleggiati direttamente dalla Commissione europea sono appena atterrati a Varsavia, in Polonia, riportando in patria 303 cittadini europei bloccati in Medio Oriente. Questo volo si aggiunge agli oltre 70 voli coordinati dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) dell'UE. Oltre 8.000 cittadini europei sono tornati a casa oggi grazie alla mobilitazione dell'UE, che li ha riportati sani e salvi in Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia. Partiti dall'Arabia Saudita e dall'Oman, gli ultimi due voli per Varsavia hanno trasportato 227 cittadini polacchi e 76 cittadini di altri paesi europei bloccati in Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Per la seconda volta, la Commissione ha mobilitato la propria capacità di trasporto nell'ambito di rescEU, a seguito di una richiesta delle autorità polacche. "La solidarietà dell'UE in piena azione. Grazie ai voli di rimpatrio dell'UE, oltre 8.000 persone sono già tornate sane e salve dal Medio Oriente. Oggi abbiamo noleggiato altri due voli atterrati in Polonia, portando con noi famiglie, bambini e persone che desideravano semplicemente tornare a casa", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi. "Continueremo a proteggere i nostri cittadini ovunque si trovino, intervenendo quando le sfide sono troppo grandi per essere affrontate da un singolo Paese". L'UE svolge un ruolo chiave nel sostenere i voli di rimpatrio. A seguito di una richiesta di assistenza, l'ERCC coordina tempestivamente la domanda e l'offerta di capacità di trasporto tra i Paesi. Queste operazioni di trasporto possono essere cofinanziate dall'UE. I Altri voli di rimpatrio, anche con aerei rescEU, sono previsti nei prossimi giorni, poiché un totale di 23 Paesi hanno richiesto l'assistenza dell'UE per rimpatriare i propri cittadini dal Medio Oriente.
Iran, Unhcr: "3,2 milioni di sfollati interni"
Tra 600 mila e un milione di famiglie iraniane sono state temporaneamente sfollate all'interno del Paese a causa del conflitto in corso, per un totale stimato fino a 3,2 milioni di persone. E' quanto emerge da valutazioni preliminari citate dall'Unhcr, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati. La maggior parte degli sfollati starebbe lasciando Teheran e altre grandi aree urbane per dirigersi verso il nord del Paese e zone rurali considerate più sicure. Secondo le stime, il numero è destinato ad aumentare con il proseguire delle ostilità, segnalando un forte aggravamento dei bisogni umanitari. Tra le persone colpite vi sono anche famiglie di rifugiati ospitate in Iran, in particolare afghani, ritenute particolarmente vulnerabili a causa della loro situazione già precaria e delle limitate reti di supporto. Molte famiglie stanno lasciando le aree interessate dal conflitto a causa dell'insicurezza crescente e delle difficoltà di accesso ai servizi essenziali. L'Unhcr, presente da tempo in Iran con centri di accoglienza, linee telefoniche di assistenza e servizi di supporto, sta adattando la propria risposta all'aumento delle necessità, collaborando con le autorità nazionali e con i partner per valutare i nuovi bisogni e rafforzare la preparazione di fronte all'aumento degli spostamenti della popolazione. L'agenzia delle Nazioni Unite ha inoltre sottolineato l'urgenza di proteggere i civili, garantire l'accesso umanitario e mantenere aperte le frontiere per chi cerca sicurezza, in linea con gli obblighi internazionali.
Crosetto: "Stretto di Hormuz tra i maggiori colli di bottiglia energetici"
"Basta una crisi internazionale, un conflitto, per far aumentare rapidamente i costi dell'energia, dei carburanti, dei trasporti, dei container, di tutto". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un videomessaggio trasmesso per l'apertura dei lavori di Casa Alis a LetExpo, a Verona. I rincari, ha proseguito Crosetto, "arrivano velocemente fino alle famiglie sempre più velocemente, l'abbiamo visto nel Mar Rosso con gli attacchi degli Houthi" e "lo stiamo vedendo oggi, in questi giorni, drammaticamente nello Stretto di Hormuz, uno dei principali colli di bottiglia energetici del pianeta, da cui passa il 20% del petrolio mondiale e una quota analoga di gas naturale liquefatto". Crosetto ha sottolineato che "quando uno snodo come questo diventa instabile, l'impatto non è regionale: riguarda tutto il mondo, l'economia, l'inflazione, il prezzo dell'energia, la fornitura dell'energia, la stabilità geopolitica fanno parte della stessa equazione, la nostra vita è tutta unita a queste vicende".
Idf: "Colpito sito nucleare di Talegan"
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di avere preso di mira il sito di Talegan, "utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari a Teheran". "Negli ultimi anni questo sito è stato utilizzato per sviluppare esplosivi e condurre test nell'ambito del progetto Amad" per lo sviluppo di armi nucleari, si legge in una nota. L'Idf aveva già colpito il sito nell'ottobre 2024 ma da allora "ha scoperto che il regime terroristico iraniano aveva tentato di ricostruirlo, quindi è stato nuovamente preso di mira".
Katz: "Se il Libano non ferma i raid lo farà Israele conquistando terreno"
Se il Libano non fermerà i raid che provengono dal suo territorio, se non impedirà a Hezbollah di attaccare, Israele "conquisterà territorio e lo farà da solo". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una valutazione della situazione di sicurezza insieme agli ufficiali delle Idf.
"Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele. Le Idf hanno risposto con forza a Dahiyeh'', la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, ''e contro obiettivi di Hezbollah in tutto il Libano", ha affermato Katz.
"Ho avvertito il presidente del Libano che se il governo libanese non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di minacciare le comunità del nord e di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi", ha dichiarato.
L'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) afferma che la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran sta causando la "più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero mondiale"
Ukmto: "Portacontainer colpita a nord degli Emirati"
L'agenzia marittima britannica Ukmto ha segnalato un incidente 35 miglia a nord di Jebel Ali, Emirati Arabi Uniti: una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile che ha causato un piccolo incendio a bordo. La valutazione dei danni non è stata ancora possibile ma tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro, ha assicurato Ukmto.
Iraq, nove combattenti filo-iraniani uccisi in attacchi aerei
Degli attacchi aerei contro una base in Iraq appartenente a un gruppo filo-iraniano, considerato un'organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, hanno ucciso almeno nove persone e ne hanno ferite dieci, hanno riferito all'Afp due funzionari della sicurezza governativa. "La base è stata distrutta e anche le squadre di soccorso giunte sul posto sono state prese di mira", ha detto uno di loro, aggiungendo che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare. Gli attacchi hanno preso di mira una base appartenente all'organizzazione Harakat Ansar Allah al-Awfiya, inserita nella lista nera americana.
Teheran: "Perderemo ogni freno se Usa e Israele attaccano le isole del Golfo"
Il potente presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Teheran "abbandonerà ogni moderazione" se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo. "Qualsiasi aggressione contro il suolo delle isole iraniane infrangerà ogni moderazione. Abbandoneremo ogni moderazione e faremo scorrere nel Golfo Persico il sangue degli invasori", ha dichiarato Ghalibaf in un post su X. Non è stato chiaro a quali isole si riferisse, ma un rapporto di Axios ha citato funzionari statunitensi secondo cui la cattura di Kharg è sul tavolo se la guerra in Medio Oriente dovesse degenerare.
I pasdaran, chi comanda davvero in Iran
Nel futuro della Repubblica Islamica, l'ombra della supremazia militare sul potere politico e religioso.
I pasdaran, chi comanda davvero in Iran
Vai al contenutoAie: "La produzione di petrolio nel Golfo giù di 10 milioni di barili al giorno"
La guerra in Medio Oriente sta causando la "più grande interruzione dell'approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale", costringendo i produttori di petrolio del Golfo a tagliare la produzione. Lo indica l'Agenzia internazionale per l'energia. Nel suo ultimo report mensile, l'Aie riferisce che la produzione di greggio è attualmente in calo di almeno 8 milioni di barili al giorno, con ulteriori 2 milioni di barili al giorno bloccati relativi ai prodotti petroliferi, inclusi i condensati, un volume pari a quasi il 10% della domanda mondiale. "Senza una rapida ripresa dei flussi di spedizione" attraverso lo stretto di Hormuz "le perdite" di petrolio "aumenteranno", ha segnalato ancora l'Agenzia internazionale per l'energia (Aie).
I Pasdaran rivendicano raid su nave nel Golfo: "E' degli Usa"
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato l'attacco - nel Nord del Golfo - alla nave Safesea Vishnu, dove è morta una persona. Secondo i Pasdaran, la petroliera battente bandiera delle Isole Marshall è di proprieta' statunitense. Sul loro sito Sepah News, i Pasdaran hanno affermato che la nave Safesea era "una delle risorse dell'esercito terroristico statunitense" e che "è stata colpita nel Golfo settentrionale dopo aver ignorato e non aver rispettato avvertimenti e allerte".
Media, massiccia esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow
Una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita.
Guerra in Iran, Us Navy nei guai: non ha dragamine nel Golfo
Secondo quanto riferito, a settembre la Marina degli Stati Uniti ha dismesso l'ultima delle sue quattro navi specializzate nel Golfo Persico e le ha spedite in America per la demolizione.
Guerra in Iran, Us Navy nei guai: non ha dragamine nel Golfo
Vai al contenutoHezbollah: "E' una nuova fase, siamo pronti a una lunga guerra"
Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all'ANSA che il movimento armato filo-iraniano è entrato "in una nuova fase della guerra" col lancio nella notte di "150 missili" verso Israele. "Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra", ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. "Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico", ha ribadito la fonte.
Israele, ampia ondata di attacchi in diverse aree dell'Iran contemporaneamente
L'aeronautica israeliana fa sapere che sta effettuando una nuova ondata di attacchi su larga scala in Iran, in diverse aree del Paese contemporaneamente.
Madrid: "L'Europa deve svegliarsi davanti a situazione gravissima in Medio Oriente"
"E' un'infamia ciò che stiamo vivendo e che la maggior parte dei governi del mondo restino in silenzio. E' un'infamia che lunedì la presidente della Commissione europea abbia detto quanto ha detto", rispetto alla fine dell'ordine internazionale basato sulle regole, poiché "abbiamo un genocidio a Gaza, Trump fa quello che vuole e ora una nuova guerra illegittima, che minaccia di far crollare la legalità internazionale senza che nessuno dica nulla. L'unico governo che sta dicendo qualcosa, con il presidente dell'esecutivo alla testa, è quello di Spagna". E' quanto ha detto la vicepremier spagnola, con delega al Lavoro, Yolanda Diaz, in un'intervista all'emittente pubblica Tve. Secondo Diaz, "da oltre un anno si sta collocando Europa in una posizione di gravità massima, quando il professore Draghi e il professore Letta sono assolutamente arrabbiati" per "l'inazione" dell'Europa rispetto alle raccomandazioni contenute nei rispettivi rapporti per un'autonomia strategica dell'Ue. Diaz ha evidenziato che, rispetto alle intenzioni manifestate dell'amministrazione statunitense, che "ha lasciato chiaro che l'Europa disturba", l'Ue "invece di reagire, di prendere misure, di ridurre la nostra dipendenza tecnologica, finanziaria, energetica dagli Stati Uniti e preservare uno spazio politico ed economico chiave, si piega all'interesse di Trump". "Faccio appello a che l'Europa reagisca, si svegli e faccia ciò che deve dare", ha esortato la vicepremier dell'esecutivo progressista. "Non può essere che resti" inattiva "fra Washington e Pechino senza fare quanto deve", ha insistito, esortando a porre in pratica le raccomandazioni contenute nei rapporti Draghi e Letta.
Il morto su una petroliera attaccata è un marinaio indiano
Era un cittadino indiano, come i suoi quindici colleghi tratti in salvo, il marinaio ucciso nell'attacco a una petroliera nei pressi della città irachena di Bassora. Lo riferisce su X l'ambasciata indiana a Baghdad. Il resto dell'equipaggio della Safesea Vishnu, battente bandiera delle Isole Marshall, è stato trasportato in un luogo sicuro.
Mosca: "13 tonnellate di medicinali come aiuti umanitari all'Iran"
Il ministero delle Emergenze russo ha annunciato che la Russia donerà 13 tonnellate di medicinali come aiuti umanitari all'Iran tramite l'Azerbaigian. "In conformità con le istruzioni del presidente russo Vladimir Putin e sotto la direzione del ministro delle Emergenze, Aleksandr Kurenkov, gli aerei del ministero hanno organizzato una consegna di medicinali alla Repubblica dell'Azerbaigian per il successivo trasferimento ai rappresentanti autorizzati del governo della Repubblica Islamica dell'Iran", ha dichiarato l'ufficio stampa del ministero delle Emergenze all'agenzia Tass.
Governo libanese: "11 uccisi da Israele nelle ultime ore a Beirut e dintorni"
Tre persone sono state uccise a sud di Beirut in un raid di Israele, secondo quanto riferisce il ministero della sanità libanese citato dall'agenzia governativa Nna. La stessa fonte conferma il bilancio di otto persone uccise nella notte da un raid di Israele sull'esclusivo lungomare di Beirut all'altezza di Ramlet al Baida. La zona, piena di sfollati da giorni accampati all'addiaccio, è stata stamani sgomberata dall'esercito libanese per un allarme dovuto alla presenza di un missile di Israele inesploso.
Almeno un morto in attacco a petroliere Iraq, ci sono dispersi
Almeno un membro dell'equipaggio ha perso la vita in seguito all'attacco iraniano contro nella notte contro due petroliere a 50 chilometri dalle coste dell'Iraq. Lo ha reso noto Farhan Al-Fartousi, direttore generale della Compagnia dei porti iracheni, che alla televisione di stato ha spiegato che altri 38 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, mentre "continuano le ricerche dei dispersi". La vittima è un cittadino indiano, come ha spiegato l'ambasciata di Nuova Delhi a Baghdad, aggiungendo che altri 15 membri indiani dell'equipaggio sono stati evacuati.
Il governo iracheno ha dichiarato all'agenzia di stampa nazionale Ina che "due petroliere sono state oggetto di sabotaggio". Un filmato diffuso sui social media mostra le due petroliere attaccate che sono avvolte dalle fiamme.
L'Unicef: "In Medio Oriente dal 28 febbraio più di 1.100 bambini feriti o uccisi"
"A (più di) dieci giorni dall'intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, la situazione sta diventando catastrofica per milioni di bambini in tutta la regione. Dal 28 febbraio, più di 1.100 bambini sono stati feriti o uccisi nelle violenze. Tra questi, secondo le notizie, 200 bambini sono stati uccisi in Iran, 91 in Libano, quattro in Israele e uno in Kuwait. Questi numeri sono destinati ad aumentare con l'intensificarsi e il diffondersi delle violenze". Lo rende noto l'Unicef. "Le diffuse interruzioni dell'istruzione - spiega una nota - hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto. Nulla giustifica l'uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l'interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono".
Iran, una delle petroliere attaccate nella notte è greca
Una delle due petroliere attaccate nella notte dall'Iran nelle acque irachene del Golfo Persico è di proprietà greca, anche se navigava sotto bandiera maltese. Lo riferisce il quotidiano Ekathimerini. La nave, la Zefyros, con a bordo un equipaggio di 22 cittadini georgiani, stava effettuando un trasferimento di carico da nave a nave nelle acque territoriali irachene quando è avvenuto l'attacco, nella tarda serata di mercoledi'. Tutti i membri dell'equipaggio sono stati soccorsi e trasferiti su una nave irachena dopo che la petroliera è stata avvolta dalle fiamme. Secondo il ministero greco degli Affari marittimi, citato dal quotidiano, non si registrano feriti tra i membri dell'equipaggio, anche se a bordo della nave e' divampato un incendio. Il rogo è stato successivamente contenuto e spento con l'aiuto di unità dei vigili del fuoco iracheni e delle autorità portuali locali, ha riferito l'agenzia di stampa greca Amna. Secondo le autorità irachene, la Zefyros, con una stazza di circa 50 mila tonnellate, è una delle due petroliere colpite durante la notte. L'altra è la Safesea Vishnu, una petroliera da 74 mila tonnellate battente bandiera delle Isole Marshall.
Centcom: "Gli Usa hanno distrutto aerei iraniani durante un attacco all'aeroporto di Kerman"
L'esercito americano ha distrutto aerei cargo iraniani e altri velivoli durante un attacco all'aeroporto di Kerman, nel sud dell'Iran. Lo dimostra un video diffuso dal Comando Centrale degli Stati Uniti dove si vedono attacchi contro un Lockheed C-130 Hercules, un Lockheed P-3 Orion e un Ilyushin Il-76, aerei di fabbricazione statunitense che furono forniti all'Iran prima della Rivoluzione islamica del 1979. "Il regime iraniano sta perdendo capacità aerea giorno dopo giorno. Le forze statunitensi non si limitano a difendersi dalle minacce iraniane, le stanno metodicamente smantellando", ha scritto il Centcom su X.
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
La guerra che sta interessando l'area del Golfo ha fatto registrare una nuova escalation soprattutto nelle acque dello stretto di Hormuz, arteria strategica del traffico commerciale internazionale. I Pasdaran, proprio nelle scorse ore, hanno colpito tre navi cargo e hanno rilanciato la sfida a Stati Uniti e Israele: "Dallo Stretto non passerà un litro di petrolio, preparatevi a pagare 200 dollari per un barile", è stata la minaccia. Ma come agisce l'Iran per alimentare il caos in questa zona?
Come funzionano le mine con cui l'Iran minaccia lo stretto di Hormuz
Vai al contenutoIran, medici italiani: "Siamo sull'orlo di un abisso, con la guerra tutti più fragili e insicuri"
"Siamo sull'orlo di un abisso, a causa di questa guerra in Medio Oriente che ci rende tutti più fragili e insicuri". Così il presidente della Fnomceo - la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri - Filippo Anelli, aprendo al Teatro della Sapienza di Perugia il convegno 'Curare senza paura', in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si celebra oggi. A organizzarlo, oltre alla Fnomceo, l'Ordine dei medici di Perugia e la Regione Umbria, in collaborazione con la Fondazione Onaosi.
E tra le paure non solo dei medici, ma di tutti gli italiani, c'è proprio quella della guerra: secondo l'ultimo Tableau De Bord dell'Istituto Piepoli, l'84% dei nostri concittadini teme il conflitto di queste ore tra Iran e Usa, il 71% pensa che possa coinvolgerci direttamente. "In questo mondo attraversato da tanti conflitti - ha aggiunto Anelli - in questi anni abbiamo assistito ad attacchi ingiustificati nei confronti delle strutture sanitarie, a ospedali colpiti, a operatori sanitari uccisi, in palese violazione delle convenzioni internazionali".
Iran, l'esercito: "Droni contro basi militari di Israele e sede dello Shin Bet"
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira le basi militari israeliane e il servizio di sicurezza nazionale Shin Bet. In una nota trasmessa dalla televisione di Stato iraniana, l'esercito di Teheran ha affermato che ''le basi aeree di Palmachim e Ovda del regime sionista, così come il quartier generale dello Shin Bet, sono state prese di mira dai droni dell'esercito della Repubblica islamica dell'Iran".
Media, una terza nave attaccata nella notte vicino allo stretto di Hormuz
Una terza nave nave civile è stata attaccata nella notte, secondo l'Uk Maritime Trade Operation (Ukmto), che continua a consigliare di transitare con prudenza nell'area del Golfo. Lo scrive la Bbc. Oltre alle due petroliere attaccate al largo della costa irachena, una nave è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Alle 06.19 ora locale (le 3:19 in Italia), l'Ukmto ha ricevuto una segnalazione di una portacontainer "colpita da un proiettile sconosciuto che ha causato un piccolo incendio a bordo", a circa 35 miglia nautiche dalla costa degli Emirati, vicino allo Stretto di Hormuz. Incolume l'equipaggio.
Iraq, colpita una base italiana ad Erbil: cosa è successo
Ad essere colpita da un drone è stata la base italiana situata al confine tra Siria, Turchia ed Iran, nata nell'ambito dell'operazione internazionale contro l'Isis e che negli anni ha addestrato, e sta ancora facendolo, migliaia di militari curdi su richiesta dello stesso governo della regione autonoma. Crosetto: "Non ci sono feriti tra i militari italiani, né feriti tra il personale italiano. Stanno tutti bene".
Iraq, colpita una base italiana ad Erbil: cosa è successo
Vai al contenutoEsplosioni udite nel centro di Dubai
Diverse esplosioni, di cui una molto forte, sono state udite stamattina nel centro di Dubai. Lo riferisce l'Afp, mentre l'Iran continua a prendere di mira il Golfo in risposta agli attacchi israelo-americani sul suo territorio. Colonne di fumo si sono sollevate sopra un quartiere residenziale della Capitale commerciale degli Emirati Arabi Uniti nei minuti successivi alle detonazioni.
Teheran conferma: "Khamenei è ferito ma si sente bene"
Mojtaba Khamenei "è ferito ma sta bene, non so quando terrà il suo primo discorso", ha detto al Corriere della Sera Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica. " C'erano tre o quattro nomi per la leadership, ma la maggioranza dell'Assemblea degli esperti ha scelto lui, in conformità con la Costituzione. Ciò dimostra che il nostro sistema non è governato da un solo uomo", ha aggiunto.
Depositi di carburante in fiamme in Bahrein
Un attacco iraniano ha causato un incendio nei serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq, in Bahrein. "La palese aggressione iraniana ha preso di mira serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq", ha scritto il ministero dell'Interno del Bahrein in un post pubblicato su X.
Libano: 8 morti e 31 feriti in raid notturno Idf a Beirut
L'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna riporta che il ministero della Sanità ha diffuso una nota in cui annuncia che "il bilancio delle vittime del raid nemico israeliano su Ramlet El-Baida, zona del lungomare di Beirut è salito a otto martiri e 31 feriti".
Bbc: "Attacchi dell'Iran a strutture petrolifere in Iraq, Bahrein e Oman"
I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo. Lo riporta la Bbc. Oltre alle due petroliere incendiate dopo un attacco vicino al porto meridionale iracheno di Bassora, in Bahrein si è verificato un grave incendio dopo che l'Iran ha preso di mira i serbatoi di petrolio e carburante vicino all'aeroporto internazionale.
Arabia Saudita intercetta drone diretto a giacimento petrolifero di Shaybah
L'Arabia Saudita ha intercettato un drone diretto contro giacimento petrolifero di Shaybah. Lo ha reso noto il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita, spiegando che si tratta del terzo drone diretto verso Shaybah e che è stato intercettato nell'arco di 24 ore.
Iraq: porti petroliferi sospendono attività dopo raid
I porti petroliferi iracheni hanno interrotto completamente le loro attività in seguito agli attacchi iraniani contro due petroliere nelle loro acque territoriali. Lo ha dichiarato Farhan al-Fartousi, direttore generale della Iraqi Ports Company, all'Iraqi News Agency. Le operazioni presso i terminal petroliferi iracheni sono state completamente sospese, ma i porti commerciali restano operativi, ha precisato. Da mercoledì si sono verificati sei attacchi alle navi nel Golfo Persico. La società di commercializzazione del petrolio irachena Somo ha affermato che i raid hanno "un impatto negativo sulla sicurezza e sull'economia dell'Iraq".
Ws: "Prospettiva chiusura prolungata Stretto di Hormuz"
L'intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.
Nyt: "Prima settimana guerra costata agli Usa 11,3 mld"
La prima settimana della guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti piu' di 11,3 miliardi di dollari. Questo quanto emerso da un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse. Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedi', riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi, lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo.
Prezzi petrolio tornano sopra i 100 dollari
I prezzi del petrolio sono tornati sopra i 100 dollari al barile mentre le nuove azioni dell'Iran contro le forniture energetiche in Medio Oriente e le minacce di gravi ripercussioni sull'economia globale hanno oscurato il rilascio record di greggio dalle riserve strategiche annunciato dall'Agenzia internazionale dell'energia. I due principali contratti sul greggio sono saliti con forza: il Brent ha guadagnato oltre il 9% arrivando fino a 101,59 dollari al barile, mentre il Wti e' salito fino a sfiorare i 96 dollari.